Libri antichi – Ettore Zapparoli Blu Nord e Il silenzio ha le mani aperte
Ettore Zapparoli è l’autore di due romanzi intitolati Blu Nord e Il silenzio ha le mani aperte.
L’autore nasce a Mantova, il 21 novembre 1899.
É un uomo dai molteplici interessi. Durante la sua vita fu un: alpinista, scrittore, pianista e compositore.
Per volere della famiglia si laureò in Economia e Commercio alla Ca’ Foscari a Venezia.
Per assecondare le sue inclinazioni si diplomò in Composizione al Conservatorio di Parma.
Milanese d’adozione.
La sua è una vita tormentata. Ricca di progetti e piena di risultati. Ideati e ottenuti in campi solo a prima vista discordanti.
É anche un esistenza costellata da molteplici sventure. Probabilmente la più esemplificativa fu con Enrosadira.
Un balletto da lui ideato. Intitolato con il tributo al colore rosa assunto dalle pareti dolomitiche al tramonto.
Messo in cartellone presso il Teatro alla Scala di Milano nel 1943.
Mai andato in scena per il bombardamento dell’edificio.
Il suo interesse per la montagna inizia quando aveva poco meno di trent’anni.
La sua attività alpinistica è caratterizza, per la quasi totalità, di salite compiute rigorosamente in solitaria e di notte.
Prima sulle Dolomiti.
Dal 1929 rivolse il suo completo interesse verso la parete est del Monte Rosa.
In questo massiccio montuoso si compiono le sue imprese più memorabili. Due fra tutte.
Nel 1937 aprì la Cresta del Poeta. Una nuova pista sulla parete est. Diretta verso i 4.609 metri slm della Punta Nordend.
Nel settembre del 1948 la salita in diretta della Punta Nordend. Percorrendo quello che chiamò il Canalone della Solitudine.
Per Ettore Zapparoli il romanzo Blu Nord è la sua opera prima.
Scritta nel 1936. Pubblicata a Milano nel 1937 dalla Casa Editrice Martucci.
Una attività editoriale con sede a Milano in Via Ariosto 28. Fondata da Gontrano Martucci nel 1936 e posta in liquidazione nel 1938.
Per Ettore Zapparoli il volume Blu Nord è pensato dall’autore nella veste di un romanzo.
Nella realtà è un’opera autobiografica. Una dichiarazione dei suoi pensieri più nascosti. Una critica nei confronti della società.
Il titolo si richiama al colore degli occhi dell’amico Guido Rey.
Il loro primo incontro avviene nel 1930 al Breuil Cervinia nel comune di Valtournenche.
Fu l’inizio di una lunga amicizia. Conclusa solo con la morte del più anziano fra i due alpinisti.
Fra i due ci fu rapporto di grande affinità che rimarrà sempre vivo nel pensiero alpinistico di Zapparoli.
Pubblicò un secondo romanzo. Intitolato Il silenzio ha le mani aperte.
Edito a Torino, per la Montes, nel 1949. La copertina anteriore è illustrata a colori da Mario Vellani Marchi.
«All’alba è all’ultimo spallone della cresta, sull’imbuto grigiastro di un ghiacciaio fittamente trafilato. In alto, oltre le valli s’aprono ombre turchine di pascoli calmi, rigati di nevai. Il sole è un’ostia ferma tra lame di nubi; vi si disegna, nella fiamma, un palmizio. È da tanto digiuno, arso, leggero; la gola gradisce un ghiacciolo, altro non accetterebbe. Prima di prendere una della vie battute che lo riporteranno al piano. Si ferma, ed ascolta ad occhi socchiusi accordarsi i torrenti d’un versante a quelli d’un altro. Cosa cerchiamo?»
Un epilogo in montagna.
Il 18 agosto 1951 durante in una scalata in solitaria diretta alla ricerca di una nuova via per scalare la Punta Gnifetti. Fra ghiaccio e seracchi. In direzione della Punta Zumstein. La più insidiosa di tutta la catena del Monte Rosa.
Una partenza destina ad essere senza ritorno. Quello poco che rimane è restituito dai ghiaccio nel 2007.
L’amico Dino Buzzati gli dedico In memoria di Ettore Zapparoli. Un articolo di fondo sulla terza pagina del Corriere della Sera del 1° settembre 1951.
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