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A tavola nel Medioevo I manoscritti di cucina

A tavola nel Medioevo I manoscritti di cucina

A tavola nel Medioevo I manoscritti di cucina.

A tavola nel Medioevo I manoscritti di cucina.

 

 

Era quella una mensa dove i convitati gustavano quelli che per noi ora giudichiamo come dei sapori inconsueti. Dove si mangiavano delle bontà nate dall’alleanza fra dei gusti contrastanti, quello aspro e quello dolce.

 

Quali ingredienti davano vita alle ricette medioevali e quali non erano ancora conosciuti e dunque non utilizzabili?.

 

No ai pomodori, alle patate, al mais e al peperoncino. Fra le bevande non c’era il caffè e il suo più fedele compagno, il tabacco. A tavola nel Medioevo I manoscritti di cucina.

Si alle mandorle e agli agrumi. Quest’ultimi impiegati per aromatizzare, ad esempio l’introduzione della buccia d’arancia nel liquido di cottura della pietanza cucinata a fuoco lento.

Un profumare il cibo dove le costose spezie non mancavano. Di uso comune erano: lo zafferano, la cannella, lo zenzero, i chiodi di garofano e l’africano pepe di Guinea o pepe melegueta. Tutti fra loro in collaborazione per raggiungere un equilibrio penetrante che non ne penalizza nessun aroma e in contemporanea li valorizza tutti. A tavola nel Medioevo I manoscritti di cucina.

Con le mandorle si preparava il latte di mandorle. Usato durante i giorni di magro in sostituzione dei latti di origine animale. Con questo ingrediente si cucinava il riso.

Il cereale dapprima è bollito in acqua, poi scolato e, per finire la preparazione, rimesso al fuoco immerso nel latte di mandorla. A cottura quasi ultimata si aggiunge lo zucchero. Questo alimento si mangiava cosparso di altro zucchero oppure con una crema a base di susine, miele e spezie. A tavola nel Medioevo I manoscritti di cucina.

Sempre le mandorle sono la base della salsa camelina, uno dei classici della cucina medioevale e l’aggiunta d’obbligo per bolliti e arrosti.

Altri ingredienti ampliamente impiegati ed ora non più popolarissimi sono la borragine e l’acqua di rose.

 

A tavola nel Medioevo I manoscritti di cucina

 

Come è un strutturato un libro di ricette medioevali? A tavola nel Medioevo I manoscritti di cucina.

 

Il libro di cucina medioevale è un manoscritto, i primi conosciuti del genere risalgono agli ultimissimi anni del XIII secolo.

Questi testi ci sono pervenuti come volumi redatti a se oppure come parte di un codex contenente più scritti fra loro più o meno omogenei.

Non tutti questi ricettari sono giunti ai nostri giorni completi e alcuni sono rilegati in miscellanee.

Questi scritti medioevali sono composti secondo tre diverse strutture. La prima vede l’inserimento le ricette in ordine alfabetico.

La seconda è compilata raggruppando le ricette in base agli alimenti impiegati. In questo caso il manoscritto è composto da più sezioni ove ognuna raggruppa le lavorazioni di un singolo prodotto base: verdure, carni, uova, pesce ecc.

La terza divide il testo in base alle portate: arrosti, minestre, brodi, salse, torte e così via.

Di questi manoscritti, redatti fra la fine del Trecento e il Quattrocento, ai nostri giorni, ne sono censiti più di un centinaio. A tavola nel Medioevo I manoscritti di cucina.

Una singola opera può essere giunta trascritta in due o più opere ma, più frequentemente troviamo delle famiglie di libri. Ovvero testi che si avvicinano per contenuto ma, che si differenziano per la lingua o per l’organizzazione del testo.

 

A tavola nel Medioevo I manoscritti di cucina
A tavola nel Medioevo I manoscritti di cucina

 

 

Tutti questi testi presentano delle ricette il cui nome si legge con minime modifiche anche se poi presenta diversissimi metodi di realizzo della pietanza.

Tutti questi scritti sia di autore anonimo sia di noti maestri cucinieri si accomunano nell’esporre un sapere pratico.  Delle conoscenze che permettevano la trasformazione di ingredienti d’origine animale e vegetale in cibo gradito al palato e caratterizzato da forma, colore e sapore propri.

I manoscritti di cucina medioevali erano compilati o in lingua latina o in quella volgare. I primi consultati dal padrone di casa che in base ai suoi desideri impartiva le istruzioni al cuoco. I secondi potevano anche essere letti direttamente dal cuoco ma, difficilmente dalla massaia. A tavola nel Medioevo I manoscritti di cucina.

Il loro contenuto è estremamente vario. Troviamo delle semplici preparazioni, quali quelle delle verdure cotte, queste sia di origine selvatica sia coltivate nell’orto. Sino a piatti complessi, costosi negli ingredienti, di onerosa e difficoltosa preparazione, come la torta parmesana.

Un piatto composto da una crosta di pasta semplice, fatta di sola farina ed acqua. Al suo interno variamente ripiena e cotta in forno, sotto la brace. La farcitura voleva l’aggiunta di sei o sette strati di ingredienti diversi, quali: carne di pollo, ravioli verdi e bianchi, prosciutto e salsicce.

Ed ora, avviamoci ai fornelli perché abbiamo già Acquolina in bocca. Ricordandoci che il dosaggio degli ingredienti è dato: Per una tavola di dodici persone ricche e golose.

 

La cucina medioevale

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La cucina medioevale

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La cucina medioevale.

La cucina medioevale.

 

In questi tempi, l’interesse per la cucina medioevale è più vivo che mai.

Questa fortuna è fatta da abbinamenti che ai nostri giorni appaiono azzardati e di pietanze i cui gusti sono ancor oggi piacevoli e appaganti. Questo anche grazie a delle auspicabili rivisitazioni negli ingredienti e nei metodi di realizzazione.

Molti piatti della cucina medioevale risultano facili da realizzare e richiedono ingredienti di facile reperibilità. Soprattutto non deludono il palato di nessun commensale.

Fra questi un posto di riguardo lo attribuiamo agli gnocchi di formaggio.

Una ricetta che si legge sfogliando le quarantacinque pagine che compongono la rara edizione stampata per nozze. Scritta da Olindo Guerrini. Intitolata: Frammento di un libro di cucina del secolo quattordicesimo. Edita per le nozze Carducci Gnaccarini. Pubblicata a Bologna, da Nicola  Zanichelli, nel 1887. La cucina medioevale.

Gli gnocchi di formaggio sono un cibo di semplice preparazione. Sono pochissimi gli ingredienti che necessitano e senza difficoltà l’esecuzione.

Serve del formaggio grasso fresco da amalgamare con farina. Si può impiegare la Robiola, il Gorgonzola o il Taleggio. Ad impasto ultimato aggiungiamo i rossi d’uovo e il sale.

Da questa lavorazione si ricavano dei piccoli bocconcini di forma cilindrica o ovoidale. Da cuocere ponendoli in acqua bollente e salata.

Nella cucina medioevale alle salse è data grande importanza. Questa rilievo ha anche uno scopo pratico. Quello di nasconde il sapore della carne, per la maggior della cacciagione. Caratterizzata da un gusto eccessivamente penetrante, tipico della fauna selvatica.

Fra quest’ultima i cinghiali, i cervi e i caprioli erano la selvaggina più facile a trovarsi. Destinati ad essere cucinati lessi o arrosto. Erano sempre serviti abbinati a diversi tipi di salse. Preparate, per le mense più abbienti, con una forte componente di spezie. Aromi, a quell’epoca costosi, per questo non d’uso generalizzato, impiegati anche per favorire la digestione dell’alimento. La cucina medioevale.

Fra le salse medioevali l’agresto è la sostanza più frequentemente aggiunta ai cibi o alle bevande.

Di sapore acidulo. Si ottiene partendo dal mosto di uva acerba, cotto con l’aggiunta di cipolla, aglio e miele. Non mancano le spezie come la cannella e il dragoncello. Dopo poco segue l’aggiunta dell’aceto. Il preparato si conserva e invecchia in botte. La cucina medioevale.

Nella cucina medievale l’agresto era il più classico accompagnamento alle carni cotte. Oppure era la base di partenza per la preparazione di altre salse o di bevande. Fra quest’ultime, all’epoca molto apprezzato, è il succo d’uva con l’aggiunta di agresto e miele. La cucina medioevale.

 

La cucina medioevale cervo
La cucina medioevale La caccia al cervo Incisione originale realizzata da Jan van der Straet detto Stradano

Per chi desidera cimentarsi ai fornelli la cucina medioevale dispone anche di ricette di semplice realizzo. Dunque per ritrovare i sapori medievali non necessita essere un cuoco esperto. 

 

Grande soddisfazione e gusto si possono trovare cucinando un secondo piatto di carne marinata nel vino rosso. Quest’ultimo aromatizzato con l’aggiunta di carote, sedano, pepe, coriandolo, cumino e aglio. La cucina medioevale.

A fine marinatura si pone la carne in una pentola con coperchio e si inizia la cottura. Quest’ultima avverrà in forno a una temperatura di 180° Centigradi.

Durante la preparazione, usando la marinatura, si bagnerà la carne con regolarità. La cucina medioevale.

A cottura ultimata, raccogliamo quello che si trova sul fondo della pentola. Purifichiamolo, coliamolo in una casseruola e aggiungiamo del brodo. Questa miscela è messa a cuocere a fuoco lento per circa 15 minuti. Alla fine dei quali si ottiene una salsa da servire sulla carne. La cucina medioevale.

Una seconda ricetta, questa volta per un primo piatto a base di verdure, vede l’impiego di una pagnotta di pane. Da scegliere appena rafferma. Da privare della mollica e messa al forno.

La prima operazione serve a rendere il pane un contenitore. La seconda per conferirgli consistenza e croccantezza. In questo modo si potrà servire una minestra di verdure in una fondina di pane.

Nella minestra assieme alle verdure si aggiunge dello zafferano, della cannella e del pepe nero. Si conclude con l’aggiunta di formaggio fresco o stagionato. La cucina medioevale.

 

Per la realizzazione di un dolce, un ricettario medioevale prevede l’impiego delle carote. Vegetali già dolci per loro natura. Per questo validi sostituti dello zucchero, in quel periodo alimento costoso e difficile da reperire.

Per approfondire:.

 

 

 

A tavola nel Medioevo I manoscritti di cucina.

 

 

 

 

La cucina medioevale

 

 

Badiali Federica, CUCINA MEDIOEVALE ITALIANA Settanta ricette di sei secoli fa proposte nella versione originale e nell’interpretazione moderna, Bologna Stupor Mundi 1999, Brossura editoriale.

 

 

 

AA.VV. [Odile Redon, Françoise Sabban, Silvano Serventi] A TAVOLA NEL MEDIOEVO con 150 ricette dalla Francia e dall’Italia. Prefazione di Georges Duby, Laterza 1995, Rilegatura rigida editoriale figurata a colori.

 

 

 

AA.VV. [Françoise Sabban, Silvano Serventi] A TAVOVA NEL RINASCIMENTO con 90 ricette della cucina italiana, Laterza 1996 Rilegatura rigida editoriale figurata a colori.