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Tsuba Il restauro Rimozione della ruggine

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Tsuba Il restauro Rimozione della ruggine.

Il restauro della tsuba procede con la rimozione della ruggine.

La tsuba proveniente dal trattamento precedente non sarà di certo un bel vedere!

Inizia ora la seconda parte. Nella quale avverrà la asportazione della ruggine residua. Sarà un’operazione lunga e faticosa. Soprattutto per le dita delle mani.

L’eliminazione avverrà con un procedimento meccanico. Per strofinamento si asporterà la corrosione attiva di color rosso. Lasciando al suo posto una patina di magnetite di color nero. Leggermente più dura rispetto alla ruggine.

Il metodo si avvale del potere abrasivo dell’osso, del corno o dell’avorio. Usando questi materiali si inizierà a grattare la ruggine rossa.

Due accorgimenti.
Il primo: È meglio agire su una piccola area. Sulla quale agire con lentezza. Finita questa porzione si passa a una successiva piccola area.
Il secondo: Pulire con periodicità la polvere abrasa. Usando un panno umido.

In questo modo stai impiegando uno strumento più duro della ruggine e più morbido della patina. Agisce sulla prima e lascia intatta la seconda.

Da non fare.

Agire rapidamente su una vasta area.
Non impiegare strumenti con durezza maggiore a quella della patina. Da escludere: acciaio, ferro, vetro o carta vetrata.
Non usare nessun trattamento chimico. I prodotti in commercio per distaccare la ruggine se impiegati rimuoveranno la patina e danneggeranno il ferro.

Non agire con nessuna fonte di calore.

Prima dell’uso dell’osso, del corno e dell’avorio questi materiali andranno rotti. Creando una serie di pezzi di varie forme e dimensioni. Sono questi frammenti da impiegare. Scegliendoli in base alle caratteristiche della superficie e agli angoli presenti nelle zone sulle qual lavorare.

Necessita un grosso martello, uno scalpello e l’indossare degli occhiali protettivi.

L’avorio sembrerebbe fra i tre il materiale più adatto. L’osso da impiegare è meglio che sia di manzo e sottoposto a lunga cottura.

Attieniti scrupolosamente a tutte queste indicazioni. Sono le uniche che permettono l’eliminazione della ruggine rossa senza intaccare la patina.

Non cercare un metodo più veloce. Nessuna alternativa.

Solo in questo modo si eliminerà la ruggine. Sostituendola con un bel colore nero.

Necessita solo tanta pazienza. Molta pazienza. Delicatezza e lentezza.

 

Tsuba Il restauro cosa fare e cosa non fare.

Il restauro di una tsuba La pulizia Asportazione della ruggine.

Il restauro La lucidatura del ferro della tsuba.

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Il restauro di una tsuba La pulizia Asportazione della ruggine

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Il restauro di una tsuba La pulizia Asportazione della ruggine.

 

Il restauro di una tsuba La pulizia Asportazione della ruggine

Come intervenire su una tsuba?

La prima fase del restauro. La pulizia e l’asportazione della ruggine.

Nel corso del tempo e dell’uso della sporcizia si è accumulata sulla superficie, nei trafori e lungo i decori. L’asportazione non è che un bene.

È sempre corretto iniziare con una accurata asportazione della polvere. Sarà perfetto un pennello morbido e di dimensioni adeguate alle zone sulle quali operare. Un poco più grande per le superfici. Decisamente piccolo per i particolari e gli interstizi.

Non è certo dannoso sottoporre una tsuba a un bagno in acqua distillata e sapone neutro.

Evitare interventi con qualunque strumento abrasivo. Leggi pagliette saponate e simili.
Asciugarla con cura. Ottimo uno straccio in cotone.
Osservare il risultato alla luce del sole.

A questo punto si possono vedere i diversi interventi passati. Quali l’applicazione di: strati di cera, lucido da scarpe, vernici o altro di difficile identificazione.

Necessita l’intervento un professionista per poter far fronte a gravi danni. Quali quelli provocati da incendi, da spatinature e crepe.

Se la tsuba ha una base in ferro sarà ben evidente tutta la ruggine presente.

Prima di operare qualunque azione bisogna essere certi che la ruggine sia collegata a una pesante corrosione. Questa è la prima informazione da acquisire per poter decidere sul da farsi.

Di fronte alla ruggine necessita cautela e mettere in conto molte ore di lavoro. Un azione che è priva di scorciatoie.

A seguito del bagno in acqua distillata e sapone neutro la parte più superficiale della ruggine scompare.

Proseguite facendo bollire la tsuba in acqua distillata per una ventina di minuti. Questo intervento non agisce in nessun modo sul metallo.

Ad operazione finita si ottiene una tsuba priva di qualunque residuo in origine presente.

Non si deve aggiungere nessun altro prodotto. L’azione dell’acqua è sufficiente a questo scopo.

La presenza di agenti chimici aumenterebbe il rischio di danneggiare il metallo costituente la tsuba.

La tsuba uscirà da questi primo processo presentando la realtà della ruggine che la ricopre.

Non sarà un bel vedere!

 

Tsuba Il restauro cosa fare e cosa non fare.

Tsuba Il restauro Rimozione della ruggine.

Il restauro La lucidatura del ferro della tsuba.

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Lettura dei kanji relativi le Tsuba

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Lettura dei kanji relativi le Tsuba

Nella tabella la lettura dei 56 kanji relativi le Tsuba.

 

鍔 鐔 Tsuba Le scuole

Di seguito la tabella per la lettura di 56 kanji relativi alle Tsuba.

Nella colonna di sinistra i kanji. Nella colonna di destra la lettura corrispondente.

La traduzione e la spiegazione dei termini si trova consultando il dizionario dei termini relativi alle tsuba.    Diviso in tre parti.        Dalla lettera A alla J.        K alla N.        O alla Z.

 

当金 Ategane
縮緬 Chirimen
土手耳 Dote mimi
覆輪 Fukurin
形 Gata
形 型 Gata Kata
平 Hira
櫃穴 Hitsu anche Bitsu
地金 Jigane
地透 Ji
影絵透 Kage Sukashi
管耳 Kan mimi
角耳 Kaku mimi
鎌倉 Kamakura tsuba
毛彫 Kebori
笄櫃 Kôgai bitsu
小肉角耳 Koniku kakumimi
小柄櫃 Kôzuka bitsu
古金工 Ko kinkō
小透 Kô Sukashi
丸耳 Maru mimi
銘 Mei
耳 Mimi
木瓜 Mokkô
文透 Mon Sukashi
紫寂 Murasaki Sabi
撫丸 Nademaru
撫木瓜型 Nade Mokkô Gata
中心穴 Nakago ana
布目象嵌 Nunome zōgan
応仁 Onin tsuba
お多福 Otafuku
留守 Rusumoyo
責金 Sekigane
切羽 Seppa
切羽台 Seppa Dai
赤銅 Shakudo
仕入物 Shiiremono
心鉄 Shingane
白金師 Shiroganeshi
素銅 Suaka
据紋 Suemon
据紋象嵌 Suemon zôgan
透鍔 Sukashi tsuba
鏨跡 Tagane Ato
鉄骨 Tekkotsu
鍔 anche 鐔 Tsuba
槌目地 Tsuchime Ji
打返耳 Uchikaeshi mimi
腕貫穴 Udenuki ana
埋 Ume
焼手 Yakite
焼き鈍し Yakinamashi
山銅 Yamagane
陽透 Yô Sukashi
象嵌 Zôgan

鍔 鐔 Tsuba Le scuole

 

Tsuba  Dizionario  dei  termini.

A alla J.   K alla N.   O alla Z. 

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Tsuba Il restauro cosa fare e cosa non fare

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Tsuba Il restauro cosa fare e cosa non fare

 

Una chiacchierata sulle tsuba Dove si fornisce qualche spunto per il restauro e qualche consiglio su cosa fare e soprattutto cosa non fare.

Sempre agire con la massima cautela! Buona norma è rimandare e meditare.

Su qualunque tsuba in condizioni accettabili è meglio evitare qualunque intervento.

Mai toccare una tsuba in condizioni perfette. Sembrerebbe una banalità ma nemmeno queste tsuba si sono salvate dagli interventi di alcuni proprietari. Ometto volutamente il termine collezionista.

Non è rado vedere tsuba che hanno subito una “pulitura” che sarebbe meglio identificare come “lucidatura”. Con la conseguente completa asportazione delle patine e delle colorazioni che erano state realizzate sul pezzo. Una compiuta trasformazione della tsuba in uno specchio lucido e lucente.

Il peggio non è ancora finito. Una bella passata di colore e tutto sembra riportato al giusto stato.

Può anche capitare di trovarsi di fronte una tsuba rivestita di materiale plastico trasparente. In questo caso necessita l’uso di un sverniciatore che agisca senza danneggiare il metallo. L’applicazione necessita di un pennello economico, di guanti e di molta ventilazione.

Se ci troviamo ad operare su una tsuba in buone condizioni. Priva di ruggine ma ricoperta di cera. Quest’ultima è possibile rimuoverla strofinandola con alcool isopropilico anche noto come alcool isopropanolo. La volatilità di questo liquido incolore è la migliore garanzia che si può richiedere. Attenzione perché è infiammabile.

È da ponderare anche l’apporre un leggero strato d’olio. Anche se di choji. Oltre ad incastrarsi nei trafori. Conferisce al metallo una patina oleosa. Per me sgradevole. Senza contare la polvere che implacabilmente si depositerà. Destinata col tempo ad attaccarsi sulla superficie. Per ultimo l’olio e la polvere seccheranno. Formando uno strato duro e avvizzito. Decisamente brutto!.

Con l’uso dell’olio si può operare anche in modo subdolo. Una mano d’olio è spesso usata per nasconde la ruggine del ferro. Rendendola di colore scuro. Senza risolvere il problema della corrosione e ricadendo nelle problematiche sopra descritte.

Un altro tranello a cui fare attenzione e da evitare è una falsa patina creata con l’uso del lucido da scarpe. Quello più frequentemente usato è di colore nero. Tanto coprente da riuscire a nascondere tutto quello che appare indesiderato.

È bene conservare ogni tsuba in una scatola. Ottime quelle usuali in legno. Con coperchio e supporto per affrancare la tsuba. Ne esistono di molteplici qualità. E tutti sanno che la qualità in Giappone non è a buon mercato.

 

 

Il restauro di una tsuba La pulizia Asportazione della ruggine.

Tsuba Il restauro Rimozione della ruggine.

Il restauro La lucidatura del ferro della tsuba.

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Tsuba La scuola Shonai Shoami e la scuola Yasuchika

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Tsuba La scuola Shonai Shoami e la scuola Yasuchika

La descrizione delle tsuba della scuola Shonai Shoami e Yasuchika.

La scuola Shonai 庄内 è un ramo della scuola Shoami.

La regione dello Shonai era un’area geografica situata nella parte più settentrionale del Honshu, l’isola principale dell’arcipelago giapponese. In origine appartenete alla provincia di Dewa no kuni 出羽国. Località ora suddivisa nelle prefetture di Yamagata e Akita.

Nell’antichità era un territorio non facilmente raggiungibile. Questo rimanere isolato dal resto del Giappone permise l’affermarsi di uno stile artistico locale. Caratterizzato da una grande eleganza unita a sobrietà.

La scuola Shonai è fondata da Shoami Matahachiro.

Pronipote di Jirohachi. Prima di allora attivo nella città di Edo. Questo avvenne durante il quarto anno del nengo Kambun. Corrispondente al 1644. Con il trasferimento si pose al servizio del clan Sakai reggente della vasta area dello Shonai. Questa era una delle famiglie più fedeli all’importante clan Tokugawa. Dal quale dopo l’instaurazione dello shogunato Tokugawa ricevette ampio potere e prestigio.

Le prime tsuba realizzate dalla scuola Shonai erano nello stile Ko Shoami.

Queste tsuba sono molto simili a quelle prodotte nella città di Kyoto.

L’identificazione fra le due tipologie può avvenire solo basandosi sulle caratteristiche del ferro costituente la tsuba. Quelle in stile Ko Shoami realizzate dalla scuola Shonai sono costituite da un materiale che risulta all’analisi meno antico.

Questo stile era in uso presso la famiglia Yoshida appartenete alla scuola Shonai Shoami.

Prima dell’arrivo di Matahachiro nell’area di Shonai era attiva la scuola Yasuchika. Originaria del luogo e favorita fra le due.

La scuola Yasuchika acquisì notevole popolarità. Tanto che il suo stile andò a influire sull’operato delle scuole operanti nella città di Edo. Da dove indirettamente influenzò anche il lavori della scuola Shonai.

Nei primi momenti l’influenza esercitata dallo stile della scuola Yasuchika fu molto forte. Il tempo invertì questa tendenza. Facendo sì che lo stile Edo che aveva assorbito ed elaborato l’influenza Shonai ritornò all’origine mutato e si impose.

È interessante il confronto fra i lavori realizzati da Kiyonari appartenente alla scuola Shonai e quelli di Yasuchika I. Fra i due Kiyonari era il più anziano. Aveva ventitré anni in più di Yasuchika I. Contrariamente alla norma constatiamo che fu il più giovane ad influenzare il più vecchio. Questa incidenza andava aumentando in corrispondenza dell’aumentare della fama di Yasuchika I.

Una terza scuola era attiva della zona di Shonai. La scuola era rappresentata da Sato Chinkyu e da suo padre Shirozaemon.

Entrambi lavoravano in puro stile Shoami. Non è noto se fossero membri della famiglia Shoami. Poche sono le notizia che ci sono arrivate di Shiozaemon.

Sato Chinkyu fu il maestri di Yasuchika Ie di Arinari. Per entrambi il loro stile iniziale ricorda da vicino quello di Chinkyu ed è forte l’influenza dello stile Shonai Shoami.

In seguito Yasuchika I si trasferì nella città di Edo. Dove elaborò un proprio stile.

In conclusione si può affermate che lo stile della scuola Shonai Shoami è multiforme. Con un forte legame verso lo stile Ko Shoami. Ha subito delle caratteristiche proprie dell’area ove era insediata. Ha saputo influire ed essere condizionata dalle tendenze del periodo.

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