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Tsuba Jakushi I il fondatore della scuola Jakushi

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Tsuba Jakushi I il fondatore della scuola Jakushi

Le tsuba della scuola Jakushi. Il fondatore della scuola Jakushi è Kizayemon Jakushi I.

In lingua giapponese Jakushi si scrive 若芝. 

La scuola Jakushi. 若芝 opera nella città di Nagasaki nella provincia di Hizen.

La scuola Jakushi. 若芝 per realizzare i suoi lavori impiega in prevalenza il ferro.

Con questo materiale produce tsuba di forma rotonda. In giapponese Tetsu Ji Maru gata tsuba. Oppure in forma ovale. In giapponese Tetsu Ji Naga Maru Gata tsuba.

Le tsuba sono decorate usando la tecnica dello Nunome Zogan.
Questo procedimento permette di ricavare i particolari delle figure applicando incrostazioni in metallo.

Le tsuba della scuola Jakushi sono solite impiegare nello stesso lavoro più tonalità d’oro e d’argento. Abbinati a intarsi in shakudo.

Le scene raffigurate hanno continuità fra il fronte e il retro.

I principali soggetti rappresentati sono: il bambù, gli uccelli che volano tra le nuvole, i draghi tra le onde e i paesaggi.

In quest’ultimi temi le tsuba della scuola Jakushi sono superiori a tutte le altre tradizioni.

Sulle sue tsuba intarsia delle vedute di montagna ricchissime di dettagli.

Ricreando un paesaggio che si ispirava e rivaleggiava con i dipinti contemporanei.
In questi spazi le figure umane solo occasionalmente sono rappresentate.

La realizzazione di questi temi decorativi risente dell’influenza dell’arte cinese.

Durante l’epoca Meiji si affermò un crescente sentimento sino fobico.

Questa situazione sociale ha diminuito l’apprezzamento di questi prodotti. Estendendosi a tutti quelli che esibivano l’influenza cinese.

Questo sentire provoca il rinnego all’arte cinese il ruolo svolto nello sviluppo di quella giapponese.

Nell’evoluzione dell’arte giapponese è di grande importanza l’influenza di quella cinese. Quest’ultima raggiungere e impregna tutte le forme di produzione artistica. 

Nella pittura il contributo è indubitabile per i secoli XVII e XVIII. Quando gli artisti giapponesi subiscono un forte influsso da parte degli insegnamenti ricevuti dai loro omologhi cinesi. All’epoca immigrati in Giappone.

Questo debito è innegabile in gran parte della pittura di paesaggio giapponese. Riboccante di lavori profondamente influenzati dall’arte cinese.

La successione a capo della scuola è per linea famigliare.

A Jakushi I succede Jakushi II.

Quest’ultimo era un figlio del caposcuola. Al lui è riconosciuta un’eccellenza della tecnica dell’intarsio superiore a quella del padre.

La scuola Jakushi è attiva dal XIX secolo. Rimnse operativa per diverse generazioni.

La sua produzione è molto richiesta. Sui suoi lavori apponeva la firma Jakushi. 若芝.

Lo stile della scuola è seguito da Yeirakudo. Anche lui attivo a Nagasaki.

A cui si unirono una schiera di copisti. Autori di imitazioni più o meno felici delle opere di Jakushi I e II.

 

Tsuba La scuola Jakushi attiva nella provincia di Hizen.

鍔 鐔 Tsuba

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Tsuba La scuola Jakushi attiva nella provincia di Hizen

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Tsuba La scuola Jakushi attiva nella provincia di Hizen

Tsuba La scuola Jakushi è attiva nella provincia di Hizen.

La provincia di Hizen no kuni 肥前国 è attualmente divisa fra le prefetture di Saga e Nagasaki.

Durante il periodo Sengoku il governo di questa località è diviso fra vari daimyo. Per questa ragione vi sono attivi numerosi e validi artigiani.

Lavoratori che diedero origine a tre scuole per la produzione di tsuba.

Una faceva capo alla famiglia Jakushi. Attiva a Saga. La località più ricca della provincia. Sede dell’omonimo castello.

Affiancata dalla scuola Yagami operante a Yagami e dalle Nanban Tsuba a Nagasaki.

Scuola Jakushi. 若芝.

La scuola Jakushi è attiva nella provincia di Hizen.

Sulla nascita esistono teorie divergenti. Una propone l’esistenza di due artisti all’incirca contemporanei. Entrambi con nome Jakushi e cognome Kawamura.

Uno è il figlio di samurai. Al servizio della famiglia dei daimyo Ryuzoji. Studia pittura a Nagasaki.

Dove è allievo di Shoyu Itsuzen. Un monaco buddista di origine cinese. Alleggiato presso il Tempio Sōfuku ji.

Le opere pittoriche realizzate da Jakushi sono influenzate dalla conoscenza della pittura cinese. Dipinge soggetti della fede buddista, paesaggi, fiori e uccelli.

Il secondo aveva come nome Kizayemon. Era un artigiano che lavorava il metallo ad intaglio.

Lo Jakushi artigiano studiò la pittura con lo Jakushi pittore. Acquisendo una capacità tecnica nel dipingere.

Perizia che cerca di applicare nelle decorazioni da lui apposte sui metalli. Questo avviene con l’uso di acidi sulle superfici metalliche. Riuscendo in questo modo ad ottenere degli effetti seducenti.

Helen C. Gunsaulus nel suo libro intitolato Japanese Sword Mounts propone una diversa teoria.

Per lei Jakushi Kizayemon era un funzionario doganale. Impiegato presso il porto di Nagasaki.

Di lui si trovano notizie fra la fine del diciassettesimo o all’inizio del diciottesimo secolo.

Durante lo svolgimento del suo lavoro subì il fascino della merce esotica che vedeva.

In un primo momento maturò un interesse per la pittura. In seguito imparò dagli stranieri che incontrava sul lavoro l’arte di incidere i metalli. Tecnica artistica che esercitava a rilievo e con l’ausilio di acidi.

Con questo metodo iniziò a realizzare delle tsuba. Realizzate sempre in ferro. Decorate con soggetti tratti dagli artisti cinesi. Già fonte della sua ispirazione come pittore.

Le sue tsuba erano figurate con disegni brillanti e suggestivi.
Sia per la tecnica impiegata che per il decoro realizzato si affermò come produttore di tsuba.

Tsuba Jakushi I il fondatore della scuola Jakushi

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Il pellegrinaggio in Giappone sul Fuji e sull’Ontake

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Il pellegrinaggio in Giappone sul Fuji e sull’Ontake.

 

In Giappone il pellegrinaggio sul Fuji e sull’Ontake è un tributo rivolto ai due vulcani. Considerati montagne sacre dalla popolazione del Giappone.

Questo pellegrinaggio appartiene al culto per le montagne. Nei quali l’oggetto di venerazione è il monte stesso.

Per accedere alla salita necessita che il partecipante compia una purificazione preliminare.

I culti per il monte Fuji e l’Onkate si diffondono in contemporanea. Questa affermazione risale al diciassettesimo secolo.

In origine godevano di sola rinomanza locale. Trovano la ragione della loro genesi nella bellezza e nell’imponenza di quei luoghi.

La popolazione identificava quei territori come una dimora temporanea prescelta dai loro antenati.

Ai nostri giorni esistono associazioni di fedeli uniti dalla dedizione verso il monte Fuji e l’Ontake.

Non mancano devoti riuniti dalla venerazione verso altre vette. Come il monte Omine. Un’altra montagna sacra. Sede principale della setta Shugendō. Luogo di pellegrinaggio e di addestramento per gli yamabushi.

Queste comunità hanno sede nelle principali città del Giappone. Associazione del Fuji ha la sede primaria a Tokyo. Quella dell’ Onkate a Osaka.

Entrambe organizzano dei pellegrinaggi o delle riunioni sulle cime da loro onorate.

Ai membri di entrambe le associazioni è richiesto il recarsi sul monte almeno una volta l’anno.

Questo permette alle anime dei vivi di rinnovarsi. Cambiamento che avviene grazie al contatto con i luoghi dove gli spiriti dei morti risiedono.
Dimora non solo soprannaturale. Poiché sulle pendici di questi vulcani sono collocati numerosi monumenti funebri. Contenenti parte delle ceneri del defunto. Pratica che permette ai sacri antenati oltre alla presenza spirituale anche la reale residenza in luogo.

Il pellegrinaggio è vissuto dai partecipanti come un continuo passaggio di energie vitali. Un trasferimento di forze fra il pellegrino e la natura. Cessione ininterrotta e reciproca.

Entrambe le associazioni attribuiscono al pellegrinaggio dei poteri miracolosi. Alla base della guarigione di qualunque malattia. Risanamento operato direttamente dal kami 神 del monte o mediato dai sacerdoti.

Il fuoco acceso sul monte è parte principale di questo culto per le montagne.

I fedeli innalzano un cumulo composto da una grande quantità di tavolette votive. Bruciate sia per portare agli spiriti i messaggi dei fedeli che per placare quelli maligni. Avvalendosi dell’azione purificatrice del fuoco.

Il culto delle montagne in Giappone Il pellegrinaggio sull’Onkate

Il pellegrinaggio in Giappone sul Fuji e sull’Ontake.

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Tsuba a Mito Masatsugu Ichijusai e Hagiya Katsuhira

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Tsuba a Mito Artisti indipendenti Masatsugu Ichijusai e Hagiya Katsuhira

Tsuba realizzate a Mito La biografia degli artisti indipendenti Masatsugu Ichijusai e Hagiya Katsuhira

Mito 水戸 è una città giapponese. Ora capoluogo della prefettura di Ibaraki.

Masatsugu Ichijusai

É un artista indipendente. Il suo lavoro presenta uno stile originale che con facilità può essere riconosciuto.Un arte basata sull’audacia e la sorpresa.

É attivo nel diciannovesimo secolo. Opera nella città Suifu 水府. Centro abitato attualmente appartenete al distretto di Kuji, nella prefettura di Ibaraki. La traduzione della sua mei è Fatto da Masatsugu Ichijusai abitante a Suifu.

É autore di tsuba realizzate in ferro. Il materiale della base ha una lavorazione irregolare cesellata in basso rilievo. Questa tecnica conferisce alla superficie un effetto ruvido.

Il decoro è messo in risalto dai dettagli. Realizzati con rilievi realisticamente intagliati nel’argento e finissimi intarsi d’oro.

                                                            

Hagiya Katsuhira. 萩谷勝平.

Il nome di Katsuhira è Yasuke 弥介. Nasce nella città di Mito il 20 ottobre 1804. Muore il 6 settembre 1886 all’età di 83 anni.

É il secondo figlio di Terakado Yoju 寺門与重. É adottato da Hagiya Nibei 萩谷仁兵衛.

Hagiya Katsuhira è  un’artista che lavorava il metallo.

La sua produzione comprende le tsuba realizzate in ferro e in lega. Oppure degli oggetti inerenti il fumo. Quali le chiusure per borse di tabacco.

Le tsuba sono realizzate in lega e più raramente in ferro. Sono decorate con soggetti scolpiti a tutto pondo.

Il go di Katsuhira è Seiryoken 生涼軒.

Le sue mei sono:

  • Seiryoken Hagiya Katsuhira seguita dal kao  生涼軒萩谷勝平.
  • Suifu no ju Hagiya Katsuhira, seguita dal kao  水府住萩谷勝平.

É allievo del fratello maggiore di nome Katsufasa.

Katsufasa portava il nome Terakado Yosaburo  寺門与三郎.

Studiò poi con Shinozaki Katsushige e Oyama Motozane 泰山元孚.

Nel tardo periodo Edo ha un ruolo importante nell’ambito del Mito kinko.
Dal 1844 è assunto dal feudo Mito.

I suoi due figli sono Katsuhiro  勝容 e Katsuyasu 勝保.

É il maestro del famoso Unno Shomin.

Cfr. Markus Sesko, The Japanese toso-kinko Schools, 2012.

Yasumitsu

É un’artista indipendente residente a Mito. Informazione che si ottiene dalla firma apposta sulle sue opere.

Di lui e della sua attività poco si conosce.

Non è elencato nel registro compilato da S. Hara sugli artisti che lavorano il metallo.

È autore di tsuba in ferro. Nelle quali alcune parti delle superfici sono sottoposte ad un’ampia scalpellatura. Mezzo usato per raffigurate l’irregolarità del terreno. Il decoro è ad intarsio di tipo nurome ed a rilievo. I metalli usati sono: rame, oro e argento.

Tsuba a Mito Scuola Yegawa e Hitotsuyanagi o Ichiryu

鍔 鐔 Tsuba

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Tsuba a Mito Scuola Yegawa e Hitotsuyanagi o Ichiryu

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Tsuba a Mito Scuola Yegawa e Hitotsuyanagi o Ichiryu

Le Tsuba prodotte a Mito dalla scuola Yegawa e dalla scuola Hitotsuyanagi o Ichiryu

Mito 水戸 è una città giapponese. Ora capoluogo della prefettura di Ibaraki.

La scuola Hitotsuyanagi o Ichiryu nasce alla metà del XVIII secolo.

Il fondatore è Tomoyoshi. Membro della famiglia Hirano. É allievo di Shinozaki Yasuhira. Quest’ultimo studiò con Nara Yasuchika I.

Nel lavoro della scuola Hitotsuyanagi l’influenza della scuola di Nara è minima.

I soggetti preferitoi sono: i draghi, gli uccelli e il kara shishi.
Il leone cinese è realizzato in uno stile che a volte riflette fortemente l’arte di Yanagawa Naomasa.

A questa scuola appartengono quattro abili artisti. Tutti accomunati dal nome Tomoyoshi.
Fra loro sono difficilmente distinguibili.

I primi due lavoravano il ferro.

La decorazione più nota avveniva scalpellando dalla superficie della tsuba la grande parte del metallo.

Al fine di realizzare il soggetto con un forte intaglio. Da collocare entro uno stretto bordo. L’estremità di quest’ultimo può essere rifinita con la tecnica dell’intarsio. Realizzando una greca continua creata usando l’argento.

Tomoyoshi III e IV sono soliti realizzare le loro tsuba servendosi delle possibilità offerte dall’abbinamento della cromia di due diverse leghe.

A questo fine univano in diagonale due diversi metalli. Realizzando una metà del campo di colore scuro e l’altra di colore chiaro.

L’argento e lo shakudo sono un classico esempio di metalli la loro accoppiati. Questi riunuti realizzavano un forte contrasto cromatico.

Tomoaki fu allievo di Tomoyoshi III.

Tomotsugu fu allievo Tomoyoshi IV.

Entrambi subirono nella scelta dei soggetti e nell’uso dei metalli una forte influenza della scuola di Nara.

I soggetti più usuali soono i personaggi storici, gli uccelli e gli animali.

La scuola Yegawa.

La scuola è attiva nella città di Mito.

È una ramificazione della scuola Hitotsuyanagi o Ichiryu.

Il fondatore è Toshimasa.

Un allievo di Tomomichi. É il secondo figlio di Tomoyoshi I.

Toshimasa diventa il cesellatore del daimyo di Kuruma.

La scuola produce per la maggior parte dei fornimenti. Realizzati impiegando le leghe metalliche.
Fra gli articoli commercializzati non mancano dei pezzi occasionali prodotti usando il ferro. Un materiale con durezza maggiore. Particolarità che non ostacolò la qualità della lavorazione.

Tsuba a Mito Artisti indipendenti Masatsugu Ichijusai e Hagiya Katsuhira

鍔 鐔 Tsuba