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Cloisonné Giappone tecnica storia

Il Cloisonné in Giappone tecnica e storia

Cloisonné prodotto in Giappone la tecnica artistica la storia e il mercato.

Il Cloisonné realizzato in Giappone, la tecnica artistica, la storia e il mercato.

 

 

In Giappone, il cloisonné vanta una lunga storia, un’accattivante vicenda e degli abili e raffinati produttori.

 

Il cloisonné è una tecnica artistica che consiste nell’applicazione di paste vitree policrome sopra una superficie metallica. Cloisonné Giappone tecnica storia.

La lavorazione prevede la convergenza dei due diversi materiali: il vetro e il metallo. Il primo fuso e applicato a caldo sul secondo.

L’incontro di queste due distanti sostanze pone questo procedimento a metà strada fra l’arte del vetro e quella dell’oreficeria.

Il cloisonné, in Giappone, è una tecnica conosciuta e praticata da lungo tempo, ma questa lavorazione vanta una storia che tocca molti altri paesi.

Nel Medioevo, questa tecnica artistica trova il suo apice nella città di Bisanzio, l’odierna Istanbul.
Al lavoro di quelle botteghe dobbiamo la realizzazione delle parti iniziali e principali che andranno a costituire la Pala d’oro. Un opera visibile a Venezia, dove è esposta nella Basilica di San Marco. Qui è ancora collocata nell’originale posizione, al retro dell’altare maggiore. Cloisonné Giappone tecnica storia.
La Pala è un capolavoro di oreficeria gotica, si compone di circa 250 smalti cloisonné, fra loro assemblati a illustrare varie scene bibliche.
Sulle superfici di raccordo fra le varie formelle si trova una decorazione formata dall’incastonatura e dall’alternanza di perle e pietre preziose. 
Tutti i pannelli smaltati sono realizzati su una lamina d’argento, in seguito sottoposta a una ricca doratura. Cloisonné Giappone tecnica storia.
Si presentano con diverse dimensioni, di eterogenea origine e di diverse epoche. I più antichi si datano a partire dal X secolo. 

La maggior parte di questi proviene da Bisanzio, realizzati su committenza veneziana.

 

L’arte del cloisonné consiste nel riempire degli alveoli, posti su una superficie metallica, con l’impiego di smalto colorato. Cloisonné Giappone tecnica storia.

 

Con questa operazione si realizza un decoro, costituito dalla correlazione che intercorre fra le varie sostanze coloranti impiegate. Questo abbellimento può assumere svariate forme, fra queste anche la composizione di immagini figurative.

Uno dei primi esempi conosciuti di cloisonnè figurato è custodito nella Basilica di San Pietro a Roma. É una piccola croce reliquiario, databile fra il VI e il VII secolo.

 

Le cavità dove si colloca lo smalto liquido sono delimitate da listelli o fili. Questi risultano leggermente emergenti rispetto al piano della base, potendo, in questo modo, trattenere il contenuto. 

Lo smalto fuso è colato nell’alveolo, raffreddando aderisce sia al piano dell’oggetto sia alle pareti del listello o del filo.

La qualità nella lavorazione si definisce in base alla grandezza delle celle e dei fili. In entrambi i casi, per esprimere la migliore varietà, devono essere delle dimensioni più ridotte possibili. Cloisonné Giappone tecnica storia.

 

Per gli esemplari più antichi i listelli sono saldati direttamente sulla superficie dell’oggetto.
In Giappone, questo metodo costruttivo decade verso la fine del XIX secolo. Da allora i fili sono incollati, con l’ausilio della colla di riso, sul supporto metallico.
L’adesivo, nel momento dell’applicazione dello smalto fuso, brucia.

 

 

Il supporto in metallo può essere in rame, bronzo, ottone e occasionalmente in metalli preziosi, come l’oro o l’argento. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Il sostegno metallico è realizzato a fusione oppure partendo da una lamina.

In quest’ultimo caso la lastra è lavorata direttamente con il processo della martellatura. Con questo procedimento, il metallo più frequentemente impiegato è il rame. Materiale dapprima portato a foglio e in seguito battuto. La forma finale è ottenuta dall’unione di più lastre sagomate. Cloisonné Giappone tecnica storia.

La base in rame può necessitare di protezioni nei punti più sporgenti. Queste sono delle rifinite in bronzo. Poste nelle parti più vulnerabili dell’oggetto, come i bordi superiori e inferiori.

 

 

Lo smalto è formato, in proporzioni diverse, da sabbia, sodio e potassio. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Questa miscela quando è esposta al calore si scioglie, formando una massa di colore blu o verde. É quest’ultima il composto impiegato come base per ottenere altri colori. Il processo avviene con l’aggiunta di agenti coloranti, in genere ossidi metallici.

 

 

I cloisonné provenienti dal Giappone devono la loro affermazione a due fattori. Cloisonné Giappone tecnica storia.

 

Il primo trova il fondamento nel fascino esotico che evocano, alla cui costruzione ha anche contribuito la loro antica storia. Il secondo è dovuto ai grandi progressi migliorativi raggiunti nella tecnica.

Una nuova e maggiore perizia che consente sia una lavorazione più raffinata sia la nascita di una maggiore gamma di smalti colorati. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Quest’ultimo miglioramento avviene dal 1875, a seguito della nascita, a Tokyo, della Ahrens Company.

In questa industria si concretizzò la collaborazione fra Tsukamoto Kaisuke e Gottfried von Wagner, 1831 – 1892.
Il primo è un famoso artefice di cloisonné. Il secondo è un chimico tedesco. Trasferito in Giappone, per dare un supporto scientifico alle arti e mestieri tradizionali.

 

In Giappone, la tecnica impiegata per la fabbricazione dei cloisonné è del tutto simile a quella in uso in altri paesi. Può essere descritta e riassunta nei seguenti punti. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Gli smalti in pasta sono compressi nelle celle, in genere ogni alveolo contiene un unico colore.
A questa operazione segue la cottura, realizzata in piccoli forni d’argilla, dove la temperatura d’esercizio dipende dal colore dello smalto in cottura.
Questo avviene perché ogni smalto è caratterizzato da un proprio punto di fusione. Cloisonné Giappone tecnica storia.

La regola vuole che si inizi dagli smalti con un punto di fusione più alto. Per poi proseguire con quelli che via via presentano i punti di fusione più bassi.

La smaltatura dell’oggetto avviene con una successione di cotture a temperature sempre più basse. Questa serie di cotture determina una contrazione dello smalto. Questa mancanza è colmata con l’aggiunta di altro smalto in pasta. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Finita la fase della cottura, l’oggetto è accuratamente levigato.

Questa operazione necessita per far emergere il filo e rimuovere le sbavature dello smalto.

Alla levigatura segue la lucidatura, ottenuta con l’uso di polveri sempre più fini.
Il processo si prolungava fino a raggiungere una patina traslucida.

Il Cloisonné in Giappone tecnica e storia

 

Cloisonné è un termine generale, al suo interno raggruppa molte varianti tecniche. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Il plique à jour.

É questa una lavorazione difficoltosa. La sua esecuzione richiede delle specificità inerenti al corpo metallico dell’oggetto da smaltare. Questo necessita che sia realizzato in solo rame. Inoltre che sia di piccole dimensioni.
Il coesistere di queste due caratteristiche permette di eliminare, attraverso l’azione dell’acido, la parte estranea al decoro. Lasciando, alla fine del processo di corrosione, solo gli smalti e i fili delle celle.
A causa della tecnica di lavorazione gli oggetti lavorati a plique à jour sono per lo più di ridotte dimensioni. Inoltre hanno una valutazione commerciale molto elevata. Cloisonné Giappone tecnica storia.
La tecnica del plique à jour può essere applicata anche in una sola zona dell’oggetto, per esempio nella fascia centrale di un vaso. In questo caso abbiamo una plique à jour parziale.
La fabbrica fondata da Ando Jubei realizzò molti oggetti con questa metodo.

Il moriage.

É una tecnica dove lo smalto, sulla superficie del metallo, è applicato a strati. Questo permette di modulare la decorazione dell’oggetto, lavorandone alcune parti in alto rilievo. Collocandole in una posizione più elevata rispetto a quelle della superficie. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Con questa tecnica hanno lavorato gli artisti occupati presso la Ando Jubei e Kawade Shibataro.

Smalti gin-bari.

Avviene quando lo smalto traslucido è applicato su un fondo composto da un foglio metallico.
Questa tecnica può essere applicata anche in modo parziale. Dando vita a un oggetto dove solo una parte del soggetto decorativo è realizzata con il metodo gin-bari. A questa si accosta il resto dell’ornamento, realizzato con un altro tipo di lavorazione a smalto. In questo modo lavorava Oda Tamashiro.

Musen jippo. Cloisonné Giappone tecnica storia.

É la tecnica più spettacolare e impegnativa. Un metodo padroneggiato solo dai migliori artisti. Inventato e usato in prevalenza da Namikawa Sosuke.

É caratterizzato da smalti che non presentano fili metallici. Quest’ultimi sono rimossi prima della cottura e quando necessari sono impiegati in modo molto accorto.

Gli oggetti smaltati prodotti da Namikawa Sosuke sono fra i più richiesti e pagati dal mercato. É bene sapere che non tutti i pezzi realizzati con questa tecnica sono con certezza attribuibili alla sua opera. Cloisonné Giappone tecnica storia.
A fini speculativi gli operatori commerciali gli riconoscono manufatti non firmati e con caratteristiche stilistiche non sempre vicine alla sua produzione.
I primi oggetti realizzati con questa tecnica datano 1889.

cloisonnè con corpo smaltato in color blu notte e celle realizzate da sottilissimi fili in argento sono i più comuni da vedersi. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Rimangono sempre degli oggetti estremamente eleganti e la consistente presenza di certo non li rende meno affascinati.

Prodotti nella città di Nagoya, sono caratterizzati da minute celle che realizzano dei complessi decori.

Di questa tipologia, i pezzi migliori sono prodotti nel laboratorio di Hayashi Kodenji o di Hayashi Kihyoe. Cloisonné Giappone tecnica storia.

A Nagoya con la tecnica del cloisonné erano prodotti anche dei pannelli decorativi. Questi erano pensati per venire esposti appesi, il loro decoro raffigurava dei draghi o delle fenici. Questi oggetti sono una tipologia sempre difficile da reperire sul mercato antiquario.

Durante l’epoca Meiji, gli smalti più belli e rappresentativi sono prodotti fra il 1880 e il 1900.

É questo il periodo nel quale il cloisonné prodotto in Giappone acquisisce una tecnica artistica che ne segna la storia, raggiungendo il suo apice.

Prima del 1880 gli smalti sono grezzi e il filo di contorno delle celle è molto evidente. Questa affermazione non esclude la contemporanea presenza anche di pezzi di qualità.

Tutti questi cloisonné presentano un decoro sempre ripetitivo e influenzato dalla produzione tessile. Dove l‘ornamento fa ampio ricorso a motivi decorativi di forma romboidale e più in generale geometrica. Cloisonné Giappone tecnica storia.
Queste caratteristiche rendono questi oggetti poco attraenti e, di conseguenza, poco appetibili sul mercato.

La produzione realizzata fra il 1880 e il 1900 coincide con l’età dell’oro degli smalti giapponesi. Cloisonné Giappone tecnica storia.

In questo lasso di tempo la lavorazione cloisonné in Giappone raggiunge e vanta la sua migliore abilità tecnica. Quest’ultima è alla base della creazione di oggetti che fanno la storia di quest’arte e illustrano il suo migliore periodo.

Questo apice è caratterizzato da un notevole mutamento dello stile decorativo, ora basato su una raffigurazione più realistica e minuziosa del soggetto.

Questo miglioramento nella resa del decoro è anche permesso dalle maggiori competenze tecniche. Queste consentono di inserire nell’ornamento dei piccoli particolari, rendendolo così estremamente accurato. Cloisonné Giappone tecnica storia.
Con questi nuovi progressi tecnici è possibile dipingere paesaggi e composizioni di fiori, foglie e insetti.

 

Nel caso delle coppie di vasi può succedere che i due decori si continuino, passando da uno all’altro, in un gioco senza fine. Su entrambi ritroviamo un soggetto decorativo comune, ma scomposto in due parti. Queste ripartizioni si presentano distinte e complementari. Una è raffigurata su un vaso, continuata e conclusa sull’altro. Da dove riparte e ritermina, originando un moto infinito.
Cloisonné Giappone tecnica storia.
Una similitudine con le UkiyoE, dove il soggetto è espanso su più fogli.

 

Dalla fine degli ottanta del ventesimo secolo si assiste ad un accresciuto interesse per le opere d’arte prodotte durante il periodo Meiji.

Questa tendenza è confermata anche nel presente. Cloisonné Giappone tecnica storia.
Gli oggetti prodotti in questo lasso di tempo sono guardati con distacco da molti conoscitori e collezionisti. Questo non esclude che possono raggiungere quotazioni pari all’arte giapponese tradizionale. Quest’ultima da tempo consolidata nel mercato.

Questa affermazione è valida in generale, ma ben si adatta ai cloisonnè. L’unica espressione artistica giapponese ad aver raggiunto la perfezione tecnica ed estetica durante il periodo Meiji.

Cloisonné Giappone tecnica storia.

In Giappone, prima dell’epoca Meiji, i cloisonné vivono una vicenda inverosimile.

Una storia nata dalla perdita della conoscenza della tecnica di realizzazione. 

Uno smarrimento che fa si che per il cloisonné necessiti una seconda scoperta.

I primi cloisonné realizzati in Giappone sono opera di Hirata Donin. Lui solo conosceva la tecnica di realizzazione e per questo ha fatto la storia iniziale del cloisonné. Cloisonné Giappone tecnica storia.

I suoi smalti sono prodotti attorno ai primi decenni del XVII secolo.
Sono sempre oggetti di piccole dimensioni, quali medaglioni o finiture per la montatura della spada.
La famiglia Hirata si specializzò in questa tecnica. Per duecento anni, produsse oggetti di decorazione sussidiaria, mai oggetti decorativi singoli.

Con gli inizi dell’Ottocento le commissioni diminuirono al punto che il segreto della produzione con questa tecnica si è perso. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Assistendo al paradosso, di una tecnica custodita così gelosamente che i discendenti persero la capacità di realizzarla, ma non il diritto ad eseguirla.

Nell’Ottocento questa lavorazione era quasi scomparsa e rinacque solo dopo anni di esperimenti.

Fra le ragioni della rinascita bisogna annoverare l’interesse commerciale che questi prodotti avevano nei mercati europei. Questo di contro alla scarsa domanda interna giapponese.

Gli inizi della riscoperta della tecnica si devono ad un samurai di nome Kaji Tsunekichi, 1802 – 1883. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Nato e vissuto a Nagoya, viene a conoscenza degli oggetti con decoro a cloisonné dalla lettura di un antico testo. 
Degli oggetti smaltati a lui sconosciuti, dei quali inizia la ricerca.
Appena gli è possibile acquista un manufatto decorato usando questa tecnica artistica. 
Questo avviene nel 1832. Si dice che per carpirne i segreti non esitò a rompere l’oggetto.
Questa sua curiosità gli permise, nel 1883, di compiere, da autodidatta, i suoi primi esperimenti. Dando vita a una serie di seguaci che con le loro ricerche rimisero a punto la tecnica di produzione.

 

 

 

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Il cloisonné prodotto in Giappone la tecnica artistica la storia e il mercato.

 

Nell’immagine in testa:. Una coppia di eleganti vasi con corpo globulare schiacciato e lungo collo. Realizzati con accurata fattura in Giappone nella città di Nagoya. Prodotti avvalendosi della tecnica artistica dello smalto cloisonné. Risalgono all’ultimo quarto del XIX secolo. La decorazione è speculare e situata nella parte inferiore. Raffigura un drago realizzato con smalti dei colori: bianco, grigio e rosso. Le parti non figurate sono ricoperte in smalto di color blu notte.