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Galli e galline nella tradizione giapponese

Galli e Galline
Galli e galline nella tradizione giapponese.

Galli e galline assumono un ruolo articolato nella tradizione giapponese.

I galli e le galline sono gli attori di molte credenze della tradizione giapponese e di numerose raffigurazioni nell’arte.

Numerosi importanti artisti, di tutti i tempi, hanno raffigurato questi animali nelle loro opere.
In questi lavori compaiono come esseri viventi. Dotati di una vita propria. Degni del ruolo di soggetto dell’opera.

Il gallo è un animale coraggioso e dal buon carattere.

Generoso, perché si priva del cibo a favore delle galline, ma questo non basta a spiegare una cosi assidua presenza di polli.

Lo si incontra nelle credenze popolari.

Dove si pensa che con le piume di color bianco abbia la capacità di allontanare le figure dei morti. Con le piume rosse abbia il potere di proteggere dal fuoco.

Il gallo trova spazio fra i dodici animali che formano lo zodiaco giapponese.

In astrologia, non si fa distinzione e si può trovare, con uguale significato, sia l’uno, il gallo che l’altra, la gallina.
Se si appartiene a questo segno, un astrologo giapponese, individua nel coniglio l’elemento opposto.
Inoltre definirebbe una persona nata in questo periodo come: precisa, organizzata, decisa, sincera e capace a maneggiare il denaro. Forse, anche la positività di queste caratteristiche, aiuta a rafforzare la giapponese propensione verso il volatile.

Nella suddivisione stagionale dell’anno, identifica il periodo che comprende la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.

In questa veste è effigiato assieme al fiore della peonia.
Simboleggiando l’annuncio della nuova stagione e augurando un anno felice.

Questa illustrazione conferisce all’animale il ruolo di portatore di bene.

Una funzione che può motivare la sua comparsa fra i Mon. Dove è raffigurato racchiuso in una forma circolare.

Il gallo trova corrispondenza anche con i mesi.

In poesia, quando i versi lo raffigurato all’aurora, fra salici piangenti, alludere al secondo mese dell’anno.
In pittura, rappresenta il terzo mese. Periodo durante il quale si svolgevano i combattimenti fra galli. Per lungo tempo una apprezzata forma di spettacolo.
La raffigurazione in queste cruente scene di lotta conferisce alla figura del gallo l’identificazione con la forza fisica e il coraggio. Questi quadri sono caratterizzati dalla raffigurazione degli speroni in forma molto sviluppata. A rappresentare il valoroso guerriero.

Non poteva mancare nell’antico metodo di misura del tempo giornaliero.

Dove rappresenta la sesta ora della sera. Dalle diciassette alle diciannove.

E’ animale sacro.

Per questo presente presso la corte imperiale e nei santuari shintoisti.
In questi luoghi sono rinchiusi nei recinti o liberi di passeggiare. Svolgono l’importante compito simbolico di risvegliare, con il loro canto, ogni mattina, il sole. Annunciando il suo sorgere.

La raffigurazione del gallo che canta è frequente nell’arte giapponese.

Una decorazione che allude a un appello rivolto agli Dei. Con il fine di scongiurare la sorte avversa e propiziare per l’uscita dalle tenebre. Qui l’animale si identifica con una simbolica manifestazione di luce che trova giustificazione nel mitologico canto congiunto fra Dei e gallo. Intonato per convincere la Dea Amaterasu ad uscire dalla caverna dove si era nascosta.

Il canto del gallo non è da meno. L’italiano “chicchiricchi”  si tramuta nel giapponese “kokekokko”.

La differenza è ben più sostanziale. Se il nostrano canto può durare dai tre ai quattro secondi. Quello di un gallo giapponesedopo una accurata selezione, ha modificato il tono e la durata. Il primo diventando molto dolce e il secondo arrivando ai venti secondi.

Di galli dal lungo canto giapponesi, al momento, ne esistono quattro razze.

Conosciute con i nomi: Totenko, Tomaru, Minohiki e Koeyoshi.

In Giappone, presumibilmente dalla metà del periodo Edo, era allevata una razza di galli ornamentali caratterizzata dalla crescita continua delle penne della coda.

Nel maschio in casi fortunati può raggiungere la lunghezza di oltre otto metri.
Questi allevatori erano cosi apprezzati da essere esenti da tasse.
Le penne erano usate per decorate gli elmi e le aste delle lance.
Di questa razza non sono chiare le origini. Gli standard di purezza risalgono al periodo Taisho.
É ancora allevata, ma le grosse difficoltà la rendono rara e costosa.
Mi rimane un solo dubbio. Il gallo giapponese depone le uova ?.

 

 

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