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xilografia Carolis Ratta Eroica

xilografia Carolis Ratta Eroica

xilografia Carolis Ratta Eroica.

La xilografia nel Novecento Adolfo De Carolis Cesare Ratta e L’Eroica.

 

La xilografia in Italia ha nell’operato di Cesare Ratta e nella rivista l’Eroica due certi punti di riferimento.

Nel Novecento la tecnica artistica dell’incisione in xilografia trova nell’operato di Adolfo De Carolis, nel suo allievo. Giulio Cisari, in Cesare Ratta e in riviste come L’Eroica la sua più completa affermazione.

Adolfo De Carolis è l’autore dell’unico testo teorico scritto in lingua italiana sull’argomento. Il volume si intitola La xilografia, fu edito a Roma, dalla casa editrice La Fiamma, nel 1924.

Fra le pagine del libro si legge:. L’artista che disdegna di affidare la sua opera alle riproduzione meccaniche, può con la. Xilografia, appagare il desiderio di veder moltiplicate e diffuse le sue immagini.

Non mancano le iniziative editoriali xilografia Carolis Ratta Eroica.

Di queste, il bolognese Cesare Ratta ne è un degno rappresentate, in quanto promotore di numerose e fondamentali pubblicazioni sull’argomento.

Qualche titolo:.

  • Tra il 1923 e il 1928, diede alle stampe i nove volumi de Gli adornatori del libro in Italia.
  • Tra il 1927 e il 1932, i nove volumi del L’ex libris in Italia.
  • Nel 1922, La decorazione del libro moderno e la sua influenza nell’arte della stampa.
  • Nel 1927, L’arte del libro e della rivista.

A queste edizioni affianca La moderna xilografia italiana, composta da una serie di Quaderni e di Cartelle. 

Nel 1937 si inaugura, a Carpi, il Museo della xilografia, promotore dell’iniziativa fu l’incisore Luigi Servolini xilografia Carolis Ratta Eroica.

 

Questo vivace clima culturale vede la sua concretizzazione con la nascita di alcune riviste dedicate alla diffusione della cultura della xilografia. Pubblicazioni dove le pagine presentano e si arricchiscono di illustrazioni realizzate usufruendo della tecnica grafica della silografia.

Fra queste il periodico L’Eroica è uno dei più significativi, fondato e diretto da Ettore Cozzani.

L’architetto e incisore Franco Oliva fu il condirettore, sostituito nel 1913 da Adolfo De Carolis.

La periodicità non fu mai regolare, uscirono 310 numeri, per un totale di 159 fascicoli.

Sulle pagine dell’Eroica compariranno centoventicinque incisori.

La rivista si presenta in una veste editoriale molto curata. É realizzata in grande formato, con l’impiego di carta a mano, con copertine a colori e ornata da illustrazioni xilografiche originali e tavole fuori testo.

Il primo numero è datato il 30 luglio 1911, reca  il sottotitolo di Rassegna d’ogni poesia. É stampato a La Spezia per i tipi della Officina Arti Grafiche.

 

Le pubblicazioni furono altalenanti, con un susseguirsi di sospensioni e riprese.

Una prima chiusura avviene nel 1917. La ripresa si vede a Milano nel 1919. Un nuovo arresto nel 1921. Ricomincia nel 1924 e si concluse definitivamente nel 1944, a seguito dei bombardamenti sulla città che non risparmiarono la sede della rivista.

Non meno importante fu la rivista Xilografia.

 

 

 

Un catalogo di stampe incise in silografia.

 

 

 

Una favolosa asta di libri introvabili.

 

 

 

Appunti di un bibliofilo xilografia Carolis Ratta Eroica.

 

 

 

Morgana Mario Della crescente rarità dei libri antichi.

 

 

 

Manuali Hoepli curiosità e criteri di valutazione.

 

 

 

Secco Suardo Il restauratore dei dipinti Le vicende editoriali di un manuale Hoepli.

 

 

 

Cesare Pavese e il romanzo Moby Dick di Herman Melville.

 

 

 

Libri antichi di letteratura Herman Melville Moby Dick.

 

 

 

Collezionare le edizioni del De Imitatione Christi o Imitazione di Cristo.

 

 

 

Ettore Zapparoli Blu Nord e Il silenzio ha le mani aperte.

 

 

 

Giambattista Bazzoni e il Falco della rupe o la guerra di Musso.

 

 

 

J R R Tolkien La nascita e la bibliografia italiana del Signore degli anelli.

 

 

 

La rivista Xilografia fondata e diretta da Francesco Nonni.

 

 

 

Le Haydine di Giuseppe Carpani e il plagio realizzato da Stendhal.

 

 

 

Mario Borsa La caccia nel milanese dalle origini ai giorni nostri.

 

 

 

Padre Girolamo Maria Moretti il fondatore della grafologia italiana.

 

 

 

Pauline Reage HISTOIRE D’O.

 

 

 

Pietro Micca e l’assedio della città di Torino del 1706.

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Vittorio Accornero Sylvie Nerval

Vittorio Accornero Sylvie Nerval

 

 

Vittorio Accornero de Testa e le illustrazioni per la Sylvie di Gerard de Nerval

 

Vittorio Accornero de Testa è l’autore delle illustrazioni di una delle più eleganti edizioni della Sylvie di Gerard de Nerval. É questo un volume dove Accornero realizza una raffinata e innovativa opera grafica. Qui, come in altri incarichi, compie un interessante lavoro che ben giustifica la sua meritata fama. Autore, a ben ragione, considerato una delle figure di maggiore spicco nell’ambito dell’illustrazione italiana del Novecento

Vittorio Accornero è un artista poliedrico. É illustratore, pittore, scenografo, costumista e scrittore.

Nasce a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, il 18 giugno 1896 e decede a Milano, il 2 marzo 1982.

 

Di Accornero si parla nel libro intitolato Storia dell’illustrazione italiana, scritto da Paola Pallottino ed edito da Zanichelli. L’autrice dedica un ampio spazio ai suoi successi e alla sua opera grafica.

Queste, in sintesi, le parole della Pallottino, dedicate a Accornero e alla sua grafica:.

Victor Max Ninon è lo pseudonimo impiegato fino al 1934 da Vittorio Accornero de Testa, autodidatta, è pittore, autore, illustratore e scenografo.

Esordì nel 1919 sulle pagine de Il Giornalino della Domenica e In Penombra.

Lavora, in seguito, ad una quindicina di periodici, tra i quali: Lidel, La Lettura e il Corriere dei Piccoli.

Nel 1923 vince il concorso per le copertine della rivista argentina El Hogar.

I suoi pochoirs, nel 1925, ottengono la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Arti Decorative di Parigi, Vittorio Accornero Sylvie Nerval

 

Nel 1936 esordì nella scenografia cinematografica, il debutto avviene nel film intitolato Squadrone bianco, pellicola con la regia di Augusto Genina.

È l’autore dei libri con protagonista il cane Tomaso. Firmò, da solo o con la moglie Edina Altara, le illustrazioni per una sessantina di libri. Opere che nell’impaginato e nella liquida fissità dell’allestimento sembrano preludere e confermare la sua vocazione scenografica.

 

Edina Altara è la prima moglie. Dopo la loro separazione, Accornero abbandona lo pseudonimo Victor Max Ninon, una firma, molte volte, impiegata anche nelle forme ridotte di Ninon o Max Ninon.

Vittorio Accornero de Testa illustra numerosi libri con personalità e originalità. Famose sono le illustrazioni per le fiabe di Andersen, di Charles Perrault e dei fratelli Grimm. Per i racconti di Edgar Allan Poe. Ed infine per i celebri romanzi per ragazzi: Le avventure di Pinocchio e il libro Cuore di Edmondo De Amicis.

 

Vittorio Accornero Sylvie Nerval
Vittorio Accornero de Testa

I suoi libri per bambini più noti sono pubblicati negli anni quaranta e cinquanta del Novecento, Vittorio Accornero Sylvie Nerval

In questo periodo Accornero scrive e illustra per la casa editrice Mondadori sei libri per ragazzi.

  • Tomaso, del 1944
  • Giacomino, del 1949
  • Tomaso cacciatore, del 1950
  • Zio Stefano, del 1950
  • In campagna che delizia!, del 1953
  • Tomaso, caro Tomaso, del 1955

La trilogia dedicata al cane Tomaso è ripubblicata dalle edizioni Atlantide, un operazione editoriale avvenuta dal 2015 al 2017.

Famose sono le sue 28 illustrazioni a colori delle Fiabe di Carlo Perrault. Poste a corredo del testo a cura di Mary Tibaldi Chiesa, edito da Hoepli, nel 1952.

Nel 1960 inizia la sua collaborazione con casa di moda italiana Gucci. Dalla sua immaginazione nascono i disegni per la realizzazione di circa 80 foulard, caratterizzati dall’affermazione di un motivo decorativo suggerito dalla stagionalità del capo.

Tra queste realizzazioni la più conosciuta e desiderata è il Flora, un foulard disegnato, nel 1966, per Grace Kelly.

La principessa di Monaco, in visita a Rodolfo Gucci, chiese un foulard floreale a colori vivaci. Mancando questo capo nella collezione, Accornero, in una intensa notte di lavoro, esaudì il reale desiderio.

Era nato Flora, un foulard che diventerà uno dei simboli della moda italiana.

Vittorio Accornero Sylvie Nerval
Vittorio Accornero de Testa Illustrazione originale ad acquerello

Le illustrazioni create per la Sylvie di Gerard de Nerval sono un importante episodio nell’opera grafica realizzata da Vittorio Accornero de Testa.

Le immagini sono ideate per essere introdotte in un libro particolare.

Una impresa editoriale ideata da un ingegnere milanese, da lui pensata in veste di papà. Voluta per essere un dono alla giovane figlia. Tutti dei presupposti che già fanno intuire quale grande cura sarà posta nella realizzazione del volume. Libro che apparirà con una stampa e una veste editoriale di lusso.

Il babbo commissiona a Accornero 14 immagini. Ideate per illustrare un opera che lui desiderava far stampare e dedicare alla sua bimba. Un libro destinato a essere un regalo per la bambina, una giovinetta che avrebbe avuto la possibilità di intervenire sulle tavole a suo piacimento.

Per questa ragione l’edizione era composta da tavole amovibili. Nelle quali Accornero aveva disegnato i soli contorni di tutte le parti componenti l’immagine, colorando solo i visi e pochi altri particolari.

Le figure a illustrazione del testo sono così ideate per permettere alla bambina di finirle a suo piacimento. Impiegando i colori che più le potevano essere graditi, questi per concludere le parti pensate e lasciate bianche in stampa.

Un libro da colorare fra i più raffinati che mai si possa sognare. Un’opera non comune nel panorama delle pubblicazioni del Novecento in Italia e per Accornero uno dei pochissimi esempi di questa tipologia illustrativa. 

 

Gérard de Nerval è lo pseudonimo del poeta e scrittore francese Gérard Labrunie. Letterato, nato a Parigi il 22 maggio 1808 e lì deceduto il 26 gennaio 1855.

É un autore di testi visionari, intrisi di richiami al simbolismo, al sogno e all’esoterismo.

Il racconto intitolato Sylvie Souvenirs du Valois è edito nel 1853. Lo scritto è un’evocazione chiara e accorata dei ricordi d’infanzia dell’autore, di una fanciullezza segnata dalla precoce morte della madre.

Il testo è accorpato da Nerval nella raccolta di novelle intitolata Les filles du feu. Un antologia che comprende anche i 12 sonetti di Les Chimères.

La riunione dei testi avviene nel 1854, questa raccolta di scritti è considerata dalla critica fra le pagine più belle composte da Nerval.

 

Nell’illustrazione: Una delle immagini commissionate ad Accornero per illustrare il libro di Gerard de Nerval, intitolato SYLVIE Dessins de Vittorio Accornero, Milan, MCMXLVI

 

 

 

Stampe d’arte e loro tecniche artistiche

 

 

 

La tiratura, l’acciaiatura della lastra, la prova d’autore e la firma

 

 

 

La carta, la filigrana e lo stato

 

 

 

Nino Za il caricaturista lo scrittore e il mercante d’arte

 

 

 

Angelo Bottigelli pittore incisore scrittore e antiquario a Busto Arsizio