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Tsuba a Mito Masatsugu Ichijusai e Hagiya Katsuhira

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Tsuba a Mito Artisti indipendenti Masatsugu Ichijusai e Hagiya Katsuhira

Tsuba realizzate a Mito La biografia degli artisti indipendenti Masatsugu Ichijusai e Hagiya Katsuhira

Mito 水戸 è una città giapponese. Ora capoluogo della prefettura di Ibaraki.

Masatsugu Ichijusai

É un artista indipendente. Il suo lavoro presenta uno stile originale che con facilità può essere riconosciuto.Un arte basata sull’audacia e la sorpresa.

É attivo nel diciannovesimo secolo. Opera nella città Suifu 水府. Centro abitato attualmente appartenete al distretto di Kuji, nella prefettura di Ibaraki. La traduzione della sua mei è Fatto da Masatsugu Ichijusai abitante a Suifu.

É autore di tsuba realizzate in ferro. Il materiale della base ha una lavorazione irregolare cesellata in basso rilievo. Questa tecnica conferisce alla superficie un effetto ruvido.

Il decoro è messo in risalto dai dettagli. Realizzati con rilievi realisticamente intagliati nel’argento e finissimi intarsi d’oro.

                                                            

Hagiya Katsuhira. 萩谷勝平.

Il nome di Katsuhira è Yasuke 弥介. Nasce nella città di Mito il 20 ottobre 1804. Muore il 6 settembre 1886 all’età di 83 anni.

É il secondo figlio di Terakado Yoju 寺門与重. É adottato da Hagiya Nibei 萩谷仁兵衛.

Hagiya Katsuhira è  un’artista che lavorava il metallo.

La sua produzione comprende le tsuba realizzate in ferro e in lega. Oppure degli oggetti inerenti il fumo. Quali le chiusure per borse di tabacco.

Le tsuba sono realizzate in lega e più raramente in ferro. Sono decorate con soggetti scolpiti a tutto pondo.

Il go di Katsuhira è Seiryoken 生涼軒.

Le sue mei sono:

  • Seiryoken Hagiya Katsuhira seguita dal kao  生涼軒萩谷勝平.
  • Suifu no ju Hagiya Katsuhira, seguita dal kao  水府住萩谷勝平.

É allievo del fratello maggiore di nome Katsufasa.

Katsufasa portava il nome Terakado Yosaburo  寺門与三郎.

Studiò poi con Shinozaki Katsushige e Oyama Motozane 泰山元孚.

Nel tardo periodo Edo ha un ruolo importante nell’ambito del Mito kinko.
Dal 1844 è assunto dal feudo Mito.

I suoi due figli sono Katsuhiro  勝容 e Katsuyasu 勝保.

É il maestro del famoso Unno Shomin.

Cfr. Markus Sesko, The Japanese toso-kinko Schools, 2012.

Yasumitsu

É un’artista indipendente residente a Mito. Informazione che si ottiene dalla firma apposta sulle sue opere.

Di lui e della sua attività poco si conosce.

Non è elencato nel registro compilato da S. Hara sugli artisti che lavorano il metallo.

È autore di tsuba in ferro. Nelle quali alcune parti delle superfici sono sottoposte ad un’ampia scalpellatura. Mezzo usato per raffigurate l’irregolarità del terreno. Il decoro è ad intarsio di tipo nurome ed a rilievo. I metalli usati sono: rame, oro e argento.

Tsuba a Mito Scuola Yegawa e Hitotsuyanagi o Ichiryu

鍔 鐔 Tsuba

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Tsuba a Mito Scuola Yegawa e Hitotsuyanagi o Ichiryu

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Tsuba a Mito Scuola Yegawa e Hitotsuyanagi o Ichiryu

Le Tsuba prodotte a Mito dalla scuola Yegawa e dalla scuola Hitotsuyanagi o Ichiryu

Mito 水戸 è una città giapponese. Ora capoluogo della prefettura di Ibaraki.

La scuola Hitotsuyanagi o Ichiryu nasce alla metà del XVIII secolo.

Il fondatore è Tomoyoshi. Membro della famiglia Hirano. É allievo di Shinozaki Yasuhira. Quest’ultimo studiò con Nara Yasuchika I.

Nel lavoro della scuola Hitotsuyanagi l’influenza della scuola di Nara è minima.

I soggetti preferitoi sono: i draghi, gli uccelli e il kara shishi.
Il leone cinese è realizzato in uno stile che a volte riflette fortemente l’arte di Yanagawa Naomasa.

A questa scuola appartengono quattro abili artisti. Tutti accomunati dal nome Tomoyoshi.
Fra loro sono difficilmente distinguibili.

I primi due lavoravano il ferro.

La decorazione più nota avveniva scalpellando dalla superficie della tsuba la grande parte del metallo.

Al fine di realizzare il soggetto con un forte intaglio. Da collocare entro uno stretto bordo. L’estremità di quest’ultimo può essere rifinita con la tecnica dell’intarsio. Realizzando una greca continua creata usando l’argento.

Tomoyoshi III e IV sono soliti realizzare le loro tsuba servendosi delle possibilità offerte dall’abbinamento della cromia di due diverse leghe.

A questo fine univano in diagonale due diversi metalli. Realizzando una metà del campo di colore scuro e l’altra di colore chiaro.

L’argento e lo shakudo sono un classico esempio di metalli la loro accoppiati. Questi riunuti realizzavano un forte contrasto cromatico.

Tomoaki fu allievo di Tomoyoshi III.

Tomotsugu fu allievo Tomoyoshi IV.

Entrambi subirono nella scelta dei soggetti e nell’uso dei metalli una forte influenza della scuola di Nara.

I soggetti più usuali soono i personaggi storici, gli uccelli e gli animali.

La scuola Yegawa.

La scuola è attiva nella città di Mito.

È una ramificazione della scuola Hitotsuyanagi o Ichiryu.

Il fondatore è Toshimasa.

Un allievo di Tomomichi. É il secondo figlio di Tomoyoshi I.

Toshimasa diventa il cesellatore del daimyo di Kuruma.

La scuola produce per la maggior parte dei fornimenti. Realizzati impiegando le leghe metalliche.
Fra gli articoli commercializzati non mancano dei pezzi occasionali prodotti usando il ferro. Un materiale con durezza maggiore. Particolarità che non ostacolò la qualità della lavorazione.

Tsuba a Mito Artisti indipendenti Masatsugu Ichijusai e Hagiya Katsuhira

鍔 鐔 Tsuba

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Tsuba a Mito Scuola Sekijoken e Scuola Koami

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Tsuba a Mito Scuola Sekijoken e Scuola Koami

Tsuba forgiate a Mito dalla Scuola Sekijoken e dalla Scuola Koami

Mito 水戸 è una città giapponese.

Attualmente è parte della prefettura di Ibaraki. In precedenza era situata nella provincia di Hitachi no kuni. 常陸国.

In questa località lavorarono numerosi artisti esperti nella lavorazione dei metalli. Sono attivi dall’inizio del diciottesimo fino al diciannovesimo secolo. Produconro accessori per l’ornamento della spada.

Tutti questi artefici subiscono l’influsso delle scuole di Nara e Yokoya. Delle quali realizzano copie di notevole qualità. A queste produzione uniscono delle proprie tipologie di grande originalità.

Lavorano il ferro e le leghe metalliche. Impiegano vari stili. Usano per lo più una lavorazione in rilevo.

Fra questi vi sono degli artisti indipendenti. Le loro opere se firmate recano solo l’indicazione geografica della città di provenienza.

A Mito sono attive quattro diverse scuole per la realizzazione di tsuba. Trasferitesi in questa città in tempi diversi.

Queste sono: gli Sekijoken o Akajiken, gli Hitotsuyanagi o Ichiryu, i Koami e le famiglie Yegawa.

La scuola Sekijoken è fondata da Oyama Taizan Motozane I. 1739 – 1829.

É allievo di Motonori, un appartenente alla famiglia Yokoya.
Da questa scuola apprende il karakiri bori. Una tecnica che lui e i suoi allievi usano con parsimonia.

Oyama Taizan Motozane I lavora sotto l’influenza della scuola di Nara.

Padroneggiando sia la tecnica che lo spirito dei maestri Nara Sansaku: Sugiura Joi  e Nara Toshinaga.

Una maestria così accentuata da rendere ardua la distinzione delle copie realizzate dalla scuola Sekijoken dagli originali che le hanno ispirate.

Motozane ebbe numerosi allievi.

Motoharu della famiglia Fujita è uno degli allievi di spicco. Visse nei primi anni del XIX secolo.

Hisanaga della famiglia Takase. Noto anche come Furyuken. Vissuto alla fine del XVIII secolo.

Altri studenti famosi sono: Motozane II, Motosada e Motonaga.

Molti allievi adottano un nome che inizia usando lo stesso kanji del cognome del maestro.

La scuola Koami.

Il fondatore è Koami della famiglia Kikuchi.

Allievo Goto Renjo. Apprendistato che avvenne alla fine del XVII secolo.
La scuola è attiva nella città di Mito. Dove lavorava nello stile Goto.

L’allievo di Koami più rinomato è Yatabe Michinaga anche detto Tsuju.
Il nome Tsuju deriva dall’unione delle due parti iniziali dei nomi degli artisti Goto: Tsujo e Jujo.
Il suo lavoro risente di tre fasi successive.
Le sue prime opere riflettono l’influenza di Goto. Di seguito subì il fascino della scuola di Nara. Per approdare a uno stile del tutto personale.

La maggior dei suoi lavori sono realizzati in ferro. I rimanenti sono in lega metallica.

 

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Tsuba La scuola Kinai

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Tsuba La scuola Kinai

Le tsuba prodotte dalla scuola Kinai 記内 appartengono a una tradizione molto fiorente.

Il fondatore è Ishikawa.
Cognome in seguito cambiato in Takahashi.

Gonbei era il suo nome comune.

L’anno di nascita è sconosciuto. Quello di morte è il 1681.

Proveniva dalla provincia di Ōmi no kuni 近江国. L’odierna prefettura di Shiga.

Arrivò nella città di Fukui nell’era Kan’ei. Il nengo inizia nel 1624 e si conclude nel 1644.
Centro abitato situato nella provincia di Echizen no kuni 越前国. Regione talvolta chiamata Esshū  越州. Oggigiorno è parte della prefettura di Fukui.

Nella città di Fukui è attivo nella metà del XVII secolo.

Il suo lavoro si divideva fra la realizzazione di tsuba e l’incisione di horimono sulle lame.

Le else sono sempre prodotti di grande qualità.
Il materiale usato è sempre il ferro di buona qualità. Patinato in nero.
É lavorato a traforo e modellato a tutto tondo. In seguito viene inciso.

Lo stile di intaglio usato da Ishikawa è chiamato Kinai Bori o Echizen Bori.

I soggetti sono con frequenza di ispirazione naturalistica. Troviamo le erbe autunnali e i fiori di grisantemo.

Gli animali fantastici come il drago e la fenice sono fra i suoi decori più felici.
Ishikawa realizzò diversi capolavori decorati con il motivo del drago.

Paesaggi e personaggi non sono comuni nella produzione della scuola Kinai.

La successione al fondatore avvenne per linea famigliare.

Il secondo maestro della scuola è Gobei. Omonimo e figlio dello shodai.

L’anno di nascita è sconosciuto. Quello di morte è il 1696.

Con lui il successo della scuola cresce enormemente. Superando di molto il favore ottenuto dal primo maestro.

Le sue tsuba sono in ferro. Decorate con draghi o fiori ed erbe. Usando le tecniche artistiche del  Nikubori e del Sukashi.

É sepolto appena fuori la città di Fukui, nel complesso di templi Eihei ji.

Seguendo la linea di successione famigliare la tradizione proseguì fino al XVIII secolo.

Nello stesso territorio dove è attiva la scuola Kinai vedeva l’attività delle scuole: Myochin e Akao.

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Gyotaku In Giappone indica l’impronta lasciata da un pesce su un foglio di carta

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Gyotaku In Giappone indica l’impronta lasciata da un pesce su un foglio di carta.

Gyotaku In Giappone indica l’impronta lasciata da un pesce su un foglio di carta

Il Gyotaku è di certo una curiosità tutta giapponese.

Nata dalla considerazione che questo popolo nutre verso i prodotti che provengono dall’oceano. Un’attenzione sia pratica che estetica.

In Giappone questo termine indica l’impronta a stampa lasciata da un pesce su un foglio di carta.

Un pesce vero assume il ruolo della matrice calcografica. Con questa partenza si ottiene una riproduzione che fedelmente lo rappresenta.

A questa pratica non riescono a fuggire nemmeno i cefalopodi. Anche se per loro il metodo si complicava di molto.

La tecnica di realizzo del Gyotaku  è molto semplice.

Il pesce è ripulito e sistemato nella posizione voluta. Fissato su un piano. Inchiostrato con cura. Ricoperto di un foglio di carta di buona grammatura e, in precedenza, leggermente inumidita.

Con le mani si esercita una pressione sulla carta. Manipolazione che indirettamente agisce anche sulla superficie del pesce.

L’inchiostro passa dalla superficie del pesce al foglio. Con cautela si stacca la stampa dalla matrice.
L’impressione è stata realizzata.

Abbiamo su carta il ritratto in positivo del nostro modello.

In Giappone questo metodo nasce per ragioni pratiche.

Ci troviamo nella fine Settecento a bordo di pescherecci intenti a solcare il mare.

Al Gyotaku erano sottoposti i pesci pescati di grandi dimensioni. Sulla stampa è apposto un sigillo a garanzia.

Il foglio aveva un duplice scopo. Permetteva di memorizzare le prede pescate più significative. Era usato durante la contrattazione del pesce. Assumendo il ruolo dell’atto di compravendita.

Un modo certo per mettere fine alle bugie sulla dimensione del catturato di un qualunque pescatore.

Con il tempo la tecnica si è raffinata. Permettendo la realizzazione di immagini ricche di dettagli.

Una ulteriore carta è applicata al soggetto da riprodurre. Questo avviene usando della pasta di riso. È frequente la sostituzione del foglio di carta con del tessuto.

L’incollaggio permette la migliore resa del rilievo di qualunque dettaglio.

L’inchiostro non è più utilizzato direttamente sul pesce ma è tamponato sul corpo irrigidito dell’animale.

La stessa tecnica può essere impiegata con successo su qualunque forma naturale. Possiamo provare con: foglie, fiori, lamine di roccia e qualunque altro soggetto che catturi il nostro interesse.

 

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Nell’immagine Ukiyoe di Utagawa Hiroshige intitolata Scorfano, Isaki e Zenzero XIX secolo.