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Tsuba la scuola Soten 宗典 a Hikone e il suo fondatore Kitagawa Sōten

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Tsuba la scuola Soten 宗典 a Hikone e il suo fondatore Kitagawa Sōten.

 

Le Tsuba prodotte dalla scuola Soten 宗典 a Hikone e il suo fondatore Kitagawa Sōten.

Il fondatore della scuola di tsuba Soten 宗典  è Kitagawa Sōten I.

Dopo aver preso i voti sacerdotali assunse il nome: Sōheishi Nyūdō oppure Soheishi Nyudo Soten.

Inaba Tsūryū Shin’emon nelle pagine del suo Sōken Kishō afferma che Shuten è il nome precedente di Shodai Soten. A oggi non è chiaro se Shūten e Sōten sono realmente lo stesso artista.

É attivo attorno alla metà del XVII secolo a Hikone. Da questa licalità deriva il nome dato al su metodo di decorazione. Il Hikone bori 彦根彫.

La città di Hikone all’epoca è situata nell’antica provincia di Ōmi no kuni 近 江 国. Anche detta in lettura on’yomi Gōshū 江 州. Tutt’oggi  è localizzata nell’odierna prefettura di Shiga. Situata sulla costa est del Lago Biwa.

La linea di discendenza vede susseguirsi al ruolo di caposcuola Soten II. Anche conosciuto come Sōheishi Niūdō.
É il figlio di Kitagawa Sōten I.

La sua firma è la più comune a trovarsi nella maggior parte delle opere da questa scuola. Forse anche la più comune fra tutte le scuole che hanno lavorato in Giappone.

Le prime tsuba prodotte sono in shakudo. Raramente traforate.

Fra il primo e del secondo Soten esistono minime diversificazioni.
Le firme presentano lievi differenze. La principale è che il secondo ha una mei di dimensioni leggermente più grandi.

Soten I creava figure di piccole dimensioni. La decorazione non si estende sulla superficie  della tsuba e ne occupa solo una piccola parte. Non abusava con intarsio d’oro e d’argento.

Soten II realizzata disegni più dettagliati e più figurativi. Questi si estendono sulla gran parte della superficie. Ricoprendola e rendendola brillante.

Dallo stile di intaglio usato da Soten II nasce il Hikonebori.

Tecnica raramente presente nelle opere realizzate dal primo e secondo Soten.

Questo stile di intaglio, con il passare del tempo, è diventato e considerato l’orientamento originale e peculiare della scuola.

Questa lavorazione è nata anche con lo scopo di eliminare dei difetti presenti nella struttura del ferro. La cui rimozione trovava giustificazione di una decorazione fine. Il bordo è sempre di buona qualità.

Ai discendenti diretti si aggiungono numerosi studenti.

I più famosi sono Soshu e Nomura Kanenori.

Il primo è di certo sopra la media.

Il secondo eguaglia la qualità del secondo Soten II.

Venticinque sono gli allievi della scuola che hanno firmato con il loro nome. Molti altri hanno firmato con il nome Soten. Altri non hanno firmato il loro lavoro.

 

Scuola Soten il favore del pubblico alle sfarzose tsuba in ferro a episodi di guerra

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Tsuba la scuola Tetsugendo Allievi Soggetti ricorrenti

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Tsuba la scuola Tetsugendo Allievi Soggetti ricorrenti

Le Tsuba realizzate dalla scuola Tetsugendo dopo la morte del fondatore Gli allievi e i Soggetti ricorrenti.

Alla morte di Shoraku la scuola Tetsugendo prosegue  la sua attività. Continuando la sua tradizione con le opere prodotte dagli allievi.

I più famosi allievi sono: il nipote Naofusa, Shigemoto, Naokata, Naoka, Naotomo, Mitsufusa, Takenori e Naoyoshi.
Fra tutti questi allievi nessuno riesce ad eguagliare la padronanza di Shoraku.

Nelle opere di Shoraku esistono dei temi e dei soggetti ricorrenti. Proposti sia sulle tsuba che su altri fornimenti.

Il temporale improvviso è il soggetto più caratteristico della scuola Tetsugendo.

La rappresentazione segue un copione prestabilito. É preordinata e si compone:

  • Di un cielo dove è raffigurato Raijin o Raiden. Il Dio del tuono e dei fulmini. Ritratto come un demone.
  • Raijin o Raiden appare fra le nuvole. Usando i tamburi è intento a scatenare la pioggia, i tuoni e i lampi.
  • La scena illustra la tempesta in corso.
  • La pioggia è scolpita fitta sulla superficie. Cade in linee oblique.
  • I fulmini fuoriescono dalle nuvole.
  • Nella composizione sono presenti le Nubi. Per queste la profondità è data dall’alternanza del ferro e dell’oro. Quest’ultimo a simulare il bagliore dovuto a un lampo.
  • Il vento è mostrato con il movimento di vestiti.
  • Tutti i presenti sono alla ricerca di un riparo.
  • I volti delle persone sono intarsiati in rilievo. I metalli impiegati con maggiore frequenza per questi visi sono il rame e l’argento.
  • Ogni personaggio rappresentato è caratterizzato dal proprio ruolo. Dettagliato con particolari delle figure realizzati in metalli di diversi colori.
  • Tutti o figuranti sono posti su un rustico terreno di ferro.

Il nome di questa scena è Yudachi. L’improvvisa doccia serale.

Guardando queste realizzazioni è innegabile la bravura della scuola Tetsugendo nel realizzare le figure umane.

Questa bravura e questa capacità permette a Shoraku di affrontare con successo temi quali: gli Yudachi appena descritti, i Nanban jin, i Tatsutan jin e il Genjoraku. I secondi sono i barbari stranieri, seguiti dai personaggi cinesi e in fine l’eleganza della corte rappresentata per mezzo della danza e della musica.

Si può ipotizzare una influenza sull’arte di Okamoto Naoshige o sulla sua scuola delle opere del pittore Hanabusa Itcho.

Artista nato a Osaka nel 1652. Deceduto a Edo nel 1724. Pittore, calligrafo e poeta Hailu. É l’autore di disegni comici e satirici. Causa del suo esilio.
A queste illustrazioni potrebbero rifarsi i due kashira a soggetto caricaturale recanti la firma con il sigillo in oro usato dagli artisti della Tetsugendo. Realizzati a forma di maschera con naso storto, fronte corrugata e con gli angoli della bocca sdentata disegnati verso il basso. La pelle è raffigurata avvizzita e pendente in morbide pieghe.

Il British Museum possiede un dipinto raffigurante una tempesta attribuito a Hanabusa Itcho. Un soggetto più volte rappresentato da Naoshige e dal nipote Naofusa. Un motivo ripreso e imitato da tutti i loro seguaci.

 

Tsuba la scuola Tetsugendo di Okamoto Naoshighe

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Tsuba la scuola Tetsugendo di Okamoto Naoshighe

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Tsuba la scuola Tetsugendo di Okamoto Naoshighe

Le prime Tsuba realizzate dalla scuola Tetsugendo 鉄元 fondata da di Okamoto Naoshighe risalgono al XVIII secolo.

La scuola Tetsugendo è attiva a Kyoto.

É fondata da Okamoto Naoshighe. Un artista attivo nel XVIII secolo.

Proveniente dalla provincia di Choshu, un nome alternativo dell’antica provincia Nagato. Località dalla quale si trasferì. Recandosi nella città di Kyoto.

È considerato un membro della scuola Choshu. In quanto componente della famiglia Okamoto. Una delle scuole più significative operanti nella provincia.

Non è conosciuta la data di nascita. L’anno di morte è il 1780. Questa data fa presumere che l’apice della sua attività lavorativa si sia svolta intorno al 1750 – 1760.

Il suo nome di nascita è Okamoto Genbei Toshiyuki. Il nome di battesimo è Genbei 源兵衛.

Inizialmente firma con il nome Toshiyuki 敏行. Questo nominativo appare spesso unito a un sigillo intarsiato in oro.
In seguito adotta il nome di Naoshige.
Durante il suo ultimo periodo di lavoro, dopo la consacrazione a sacerdote buddista, assunsme il nome con cui ora è più conosciuto: Shoraku. Da questo periodo inizia a firmare le sue opere: Tetsugendo Okamoto Shoraku oppure Tetsugendō Shōraku

Adotta come nome del suo negozio Tetsu ya. Combinandolo con il carattere Gen 源 appartenente al suo nome di battesimo nasce Tetsugendō.

Inizialmente scritto on i caratteri 鉄源堂 in seguito 鉄元堂.

La variante della scrittura permette una datazione delle sue opere.

I suoi lavori sono realizzati in preferenza impiegando come base il ferro.

Una sostanza difficile da lavorare. Sul quale agiva con particolare abilità.
Un materiale sul quale è in grado di esercitare il più completo dominio.
Tanto che gli è riconosciuta la capacità di usarlo in qualsiasi modo volesse.
Il ferro da lui impiegato è di alta qualità. Di grande pregio.

Su questo supporto agiva in profondità.
Applicando la tecnica dell’incisione a bassorilievo, scolpendolo in alto rilievo e modellandolo a tutto tondo.

É prevista l’aggiunta di intarsi di vari metalli morbidi.
Collocati nei punti predominati. Per enfatizzare l’effetto drammatico.

Rifiniva con una piacevole patina di color bruno. Molto simile al colore del cioccolato e all’effetto della cera lucida.

Le sue opere sono rare. Non mancano esemplari classificati Juyo.

Sul suo periodo di apprendistato ci sono tre diverse ipotesi.
Potrebbe aver studiato con:

  • Nagatsune. Convalidata dalla residenza di entrambi a Kyoto.
  • Kaneie. Per la sua bravura nella lavorazione del ferro e perché risiedeva nella provincia di Yamashiro.
  • Okamoto Harukuni. Per tradizione.
  • Shoraku ha un alto rango di Meiko nel Kinko Meikan.

Tetsugendo Shoraku con Ichinomiya Nagatsune 一宮⻑常 e Ōtsuki Mitsuoki 大月光興 sono i Kyōto-kinkō-sanketsu 京都金工 三傑 ovvero i tre grandi maestri Kyōto.

Tsuba la scuola Tetsugendo Allievi Soggetti ricorrenti

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Il Giappone abitato dalla Kitsune La donna volpe nella leggenda

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Il Giappone abitato dalla Kitsune La donna volpe nella leggenda

 

Il Giappone è il luogo ove abita la Kitsune o La donna volpe. Una figura appartenete a molte delle leggende di quei luoghi.

In Giappone la leggenda descrive la figura della kitsune sempre con vivo turbamento.

Per la donna volpe non è rara trovarla descritta come Tutta bianca. Con una coda più grande del corpo. L’ho vista venire da quella parte. Si capiva che era un kami. Uno spirito della natura. È entrata nel tempietto dedicato ad Inari. Lì è sparita. Non l’ho più rivista. So che esiste.

Una volpe con il pelo bianco non è cattiva. Non può nuocere.

È la messaggera del Dio Inari. Assume il ruolo di intermediario fra il mondo dell’umano e a quello degli spiriti.

Portatrice di messaggi di pericolo e di fortuna.

Le volpi con il manto di color rossiccio sono quelle a cui prestare attenzione. Sono loro che giocano brutti scherzi agli uomini.

Molteplici leggende popolari sono incentrate sulla donna volpe.
Tutti i racconti concordano e tramandano due caratteristiche attribuite alla kitsune. Della volpe con frequenza si riporta la sua passione per il travestimento e la sua predilezione ad assumere sembianze femminili.

La volpe travestita da giovane donna è il principale soggetto di numerosissimi racconti popolari.
Alcune volte recitano una parte da cattiva altre quella della buona.

La volpe per assumere sembianze umane deve alzarsi sulle zampe posteriore e appoggiarsi sul muso un cranio umano.

La credenza vuole che dopo poco la trasformazione sia avvenuta. Da volpe a giovane e bellissima ragazza.

Adaki è una samurai al servizio della corte. Rientrando a casa incontra una bellissima giovane vestita con un elegante kimono. Sembrava smarrita.

Il guerriero la soccorre e l’accompagna sino a casa.

Arrivano di tarda notte. Lei lo ringrazia e offre ospitalità ad Adaki. É imbandito un banchetto. Molte altre bellissime donne sono presenti. Questo felice momento è troncato dall’arrivo di un gruppo di banditi armati.

Adaki è spinto con forza dietro una porta. Questa nascondeva un lungo e buio corridoio.

Il samurai si risveglia in una profonda buca scavata nella foresta.

Qui è ritrovato e messo in salvo dai suoi attendenti.

Quest’ultimi gli raccontano di averlo visto scomparire nel nulla.

Nell’attimo in cui era sceso da cavallo per parlare con una giovane ragazza incontrata lungo la via.

Nel  Giappone della kitsune questo è uno degli scherzi che la donna volpe gioca ai giovani samurai.

 

Il Giappone dei Kami di Inari delle spade giapponesi

Inari e Munechika e delle spade giapponesi

Inari Il Kami del riso del fuoco e dell’acqua

 

Nell’immagine: Il quadro dell’artista Max Ferrigno intitolato Sweet Kitsune. Acrilico su tela 2014. 40 x 40 cm.

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Tsuba La scuola Ichinomiya

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Tsuba La scuola Ichinomiya

Le Tsuba realizzate dalla scuola Ichinomiya.

Il termine Ichinomiya in lingua giapponese si scrive  一宮.

La scuola è attiva a Kyoto dal XVIII secolo.

Il fondatore della scuola è Nagatsune.

Figlio di un produttore di sakè. Il suo nome civile era Kashiwaya Chuhachi.
La data di nascita non è certa. Si formulano due possibilità. Per Helen Gunsaulus a Kyoto nel 1719 oppure a Tsuruga nella provincia di Echizen nel 1721.

Muore nel 1786 all’età di 66 anni.

É allievo di Yasui Takanaga a Kyoto.
Attraverso la mediazione dei suoi vari insegnati riceve una formazione artistica che fa riferimento alla scuola Goto.

All’età di trent’anni fondò la sua scuola.

I suoi primi lavori sono firmati Setzuzan 雪山. In seguito ha cambiato il suo nome in Nagatsune.

Orafo esperto. Padroneggiò l’incrostazione e l’incisione di tipo katakiri bori.
É riconosciuto come uno fra i più dotati incisori giapponesi.
Attorno al 1771, circa all’età di cinquant’anni, fu insignito dalla corte di Kyoto del titolo onorifico di Echizen no Daijo.
Appellativo che verrà incluso anche in alcune sue firme: Echizen no Daijo Nagatsune.
Qualifica raramente conferita ad un orefice. Usualmente concessa ai fabbri produttori di lame.

Sembrerebbe che abbia anche ricevuto il titolo di Echizen no Kami.

Nagatsune realizzò anche tsuba e altri finimenti per lame.

Della sua opera sono catalogati trentaquattro esempi classificati come Juyo. Tre di quali riportano la firma Setsuzan.
Il Kinko Meikan lo classifica cpme Meiko.

Era anche pittore. Arte nella quale è allievo di Ishida Yotei. Quest’ultimo era uno studente del famoso Maruyama Okyo.

Tutti artisti che si ispirarono alla natura. Dipingendo: fiori, pesci, insetti, animali e paesaggi. Non mancano le figure umane.

Nagatsune realizzò dei quaderni di schizzi. Contenenti una vasta gamma di disegni. Uniti a note sulla firma da apporre e sui materiali da impiegare.

Il maestro Kano Natsuo entrò in possesso almeno di uno di questi scritti. Dal quale trasse ispirazione. Copiò la tecnica e i disegni realizzati con la tecnica del karakiri bori.
Questo quaderno è anche arrivato sino ai nostri giorni.

La scuola è proseguita con successo dal figlio Nagayoshi. La cui firma era Gikoshi Kenryushi

Affiancato da altri validi allievi come Tsunenao Kiubei.

Entrambi questi due artisti vissero a Kyoto alla fine del XVIII secolo.

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