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La filigrana le vergelle e i filoni della carta

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La filigrana le vergelle e i filoni della carta

Il foglio di carta è caratterizzato dalla filigrana dalle vergelle e dai filoni.

É originato dalla raccolta del pisto. Una poltiglia raffinata e omogenizzata composta di cenci posti a bagno nell’acqua.

Questa pasta umida è prelevata e assemblata per mezzo di un setaccio chiamato forma.

Strumento di ingombro rettangolare. Realizzato da un telaio di legno. Per la produzione del foglio doveva permettere il trattenimento di un sottile strato di pisto e lo scolo dell’acqua in eccesso.

I primi setacci realizzavano questa funzione con l’ausilio di giunchi e lamelle di canna. In seguito sostituiti da fili metallici. Assemblati a costituire una fitta rete.

I fili paralleli al lato più lungo della forma erano disposti in modo molto fitto.

I fili perpendicolari al lato più lungo e paralleli al lato più corto della forma avevano una collocazione meno ravvicinata.

Il foglio finito evidenzia in controluce questa struttura. Composta da vergelle e da filoni. Fra loro perpendicolari.

Le vergelle sono un folto assieme di corte linee chiare separate da corte linee scure.

I filoni appaiono come lunghe linee chiare isolate. Fra loro sono paralleli.

 

I mastri cartai attivi a Fabriano introdussero l’uso della filigrana.

Un simbolo o un disegno presente su ogni foglio prodotto. Nato per apporre un proprio marchio. Distintivo della carta fabbricata. Questa innovazione avvenne verso la fine del Duecento.

La filigrana era posta all’interno della forma. Realizzata con del filo metallico piegato a raffigurare l’immagine scelta. Imprimeva nella carta una impronta chiara.

Era collocata al centro della metà di destra o di sinistra della forma. Nel lato opposto e nella stessa posizione poteva essere collocata la contromarca. Formata dalla data o dal nome.

Le dimensioni della forma e di conseguenza del foglio di carta prodotto variavano in ogni cartiera.

Questi fogli erano destinati alla realizzazione di libri e di stampe.

Nei libri antichi la dimensione del volume dipendeva dal numero di piegature alle quali era sottoposto il foglio.

Il formato di un libro antico in-folio prevedeva che il foglio impresso fosse suddiviso in due parti. Ripiegato parallelamente al lato più corto creava quattro pagine. La filigrana era presente in una sola parte.

Il formato in quarto voleva la divisione del foglio in quattro parti. Realizzate con tre pieghe. Su due dei quattro fogli era presente metà filigrana.

I formati successivi si ottenevano aggiungendo una piega al foglio. Alla base del raddoppio del numero di pagine disponibili.

Un formato scarsamente usato è quello in 1°. Anche chiamato atlantico o in plano. Il libro chiuso si presenta con una altezza superiore ai cinquanta centimetri. Prevede l’uso del foglio non piegato. Il volume non è composto da fascicoli ma da singoli fogli non piegati e cuciti. Se il lato corto è usato per base. La filigrana si trova al centro della metà superiore o inferiore della pagina. I filoni si presentano orizzontali.

La nascita della stampa a caratteri mobili non sarebbe potuta avvenire senza il supporto dato dalla carta.

 

La storia e la fabbricazione della carta

La carta e la stampa dei libri antichi

Appunti di un bibliofilo

Nell’immagine: La filigrana presente nella carta dell’edizione de LE AVVENTURE DI PINOCCHIO Illustrate con 309 xilografie di Sigfrido Bartolini

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La storia e la fabbricazione della carta

BASANOFF ANNE - Itinerario della carta. Dall’Oriente all’Occidente e sua diffusione in Europa

La storia e la fabbricazione della carta

La storia e la fabbricazione della carta e quella dei libri antichi sono imprescindibili.

L’assenza di uno degli elementi ha come conseguenza l’inesistenza dell’altro. La stessa considerazione è valida anche per le stampe antiche.

 

La fabbricazione della carta inizia in Cina.

L’invenzione risale all’anno 105 d.C. Fu opera di un ministro e gran dignitario di corte di nome Ts’ai Lun.

In questa paese la carta era realizzata con l’uso di fibre vegetali.

É frutto di un impasto di paglia di tè o di riso, canna di bambù e stracci di canapa. Il collaggio era realizzato partendo da un composto a base di licheni.

La battaglia del Talas o del Ṭarāz si concluse con la vittoria degli arabi sui cinesi.

La conquista araba pose fine all’espansione cinese in Asia centrale. In oltre permette l’occupazione della città di Samarcanda. 

Un controllo alla base del’arrivo della carta nel bacino del Mediterraneo.

La diffusione inizialmente avvenne in Spagna e in Italia.

La prima cartiera sorse in Spagna. nel 1173. Nella città di Xàtiva. Attualmete San Felipe, nella provincia di Valencia.

In Italia i primi centri di produzione furono Amalfi e Fabriano.

Da queste due città la lavorazione si diffuse a tutta la penisola. Arrivando inizialmente a Bologna, Padova e Genova.

Dell’uso della carta ne parla l’imperatore Federico II. Quando nel 1231 ne vieta l’uso negli atti pubblici. Imponendo per tali scritti l’uso della pergamena.

Proibizione dovuta alla deperibilità della materia.

L’origine della vulnerabilità del foglio è causata da un limite dell’iniziale collante usato.

Un adesivo di origine vegetale. Composto dall’amido ricavato dal riso o dal grano. Elementi con facilità sottoposti all’attacco da parte di microorganismi.

La carta prodotta nel bacino del Mediterraneo non era di fibre vegetali.

Sostituite da stracci di lino, canapa e in misura minore di cotone.

Deposti in vasche di pietra dette pile. Sminuzzati meccanicamente e lasciati macerare in acqua.

Originano una pasta umida compatta ed omogenea.

Questa è raccolta con un setaccio.

Appiattita a mano. Avvalendosi di movimenti regolari. Volti a distribuire in modo uniforme la materia ammassata e a privarla dell’acqua in eccesso.

Con questo metodo si dava forma al foglio di carta.

Si proseguiva con una sommaria asciugatura. Il cui scopo è facilitare lo stacco del foglio dalla forma.

Al distracco seguiva il deposito su un pezzo di feltro di lana.

Tutta la carta prodotta era sovrapposta e accatasta.

La pila era passata al torchio. Operazione che permetteva la fuoriuscita dell’acqua in eccesso.

La carta era poi fatta asciugare a mezzo di correnti d’aria. I fogli erano appesi su corde di crine di cavallo ricoperte di cera d’api.

Seguiva la stiratura e la collatura. Realizzata stendendo a pennello sul recto e sul verso del foglio una colla animale. Intervento dal duplice effetto. Aumenta la resistenza del foglio e diminuisce la porosità. Creando un abbassamento dell’effetto assorbente. Rendendo la carta impermeabile agli inchiostri. Adatta a essere scritta o all’uso in tipografia.

Il foglio di carta è originato dalla raccolta del pisto.

 

La filigrana le vergelle e i filoni della carta

La carta e la stampa dei libri antichi

Appunti di un bibliofilo

Nell’immagine. Anne Basanoff. ITINERARIO DELLA CARTA. Dall’Oriente all’Occidente e sua diffusione in Europa. Milano. Edizioni Il Polifilo. 1965. 

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Libri antichi Da Magonza a Subiaco

Libri antichi Da Magonza a Subiaco

 Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Libri antichi La nascita della stampa in Italia Da Magonza a Subiaco.

 

In Italia la stampa dei primi libri antichi avviene a Subiaco, una località poco distante da Roma.

Nell’odierno Lazio la stampa a caratteri mobili arriva dalla Germania, più precisamente dalla città di Magonza o Mainz in lingua tedesca. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Una città situata nella Germania occidentale, situata alla confluenza dei fiumi Meno e Reno.

Qui nasce e muore Johannes Gutenberg, l’inventore della stampa a caratteri mobili.

La città di Magonza vede la stampa del primo libro impresso in Europa con la tecnica dei caratteri mobili, la Bibbia a quarantadue linee.

Tutto questo patrimonio di conoscenze viene meno nel 1462,  a seguito  dell’assedio e della distruzione di Magonza da parte di Adolfo di Nassau. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Dal ferro e dal fuoco non si salvò nemmeno la tipografia di Giovanni Gutenberg. Allo stampatore era ascritta la colpa della pubblicazione di alcuni volantini dal contenuto ben poco benevolo nei confronti dell’invasore.

Dopo tutte queste vicende la città di Magonza non riesce a ritrovare il passato fasto, perdendo così anche il conquistato primato dell’arte della stampa.

Libri antichi Da Magonza a Subiaco

I tipografi tedeschi sono costretti a trasferirsi. Scelgono come  luoghi di destinazione della loro emigrazione quelle località dove la nuovissima arte della tipografia aveva le maggiori possibilità di affermazione.

Il concretizzarsi di questa situazione permette la composizione dei primi libri antichi in Italia, ideati a Magonza e concretizzati a Subiaco.

La penisola italiana ben rispondeva alle esigenze di questi stampatori.

É il luogo dove il Rinascimento e il rinnovamento culturale di cui era promotore ponevano le basi ideali per l’affermarsi della nuova arte tipografica.

La nuova arte della stampa, in Italia, ha un ampio successo. Questo è alimentato dal sempre vivo interesse per i testi classici greci e latini. Agevolato dal rifiorire delle lettere e delle arti, dal rinnovato interesse per la scienza e in genere della cultura.

 

La storia dei libri antichi in Italia parte da Magonza e inizia a Subiaco.

Nel 1464 Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz scesero a Subiaco,  sono invitati e accolti nel monastero benedettino di Santa Scolastica.

In Italia, i due tipografi iniziano una compravendita di libri. I volumi da loro commercializzati erano impressi nell’officina di Johann Fust e Peter Schöffer.

In contemporanea cominciano i lavori per allestire la prima officina tipografica della penisola italiana. 

Costruiscono le macchine per la stampa. Incidono i punzoni e fondono i caratteri.

Il loro lavoro era agevolato dalla quantità dei manoscritti posseduti dalla biblioteca del monastero, per loro erano tutti dei testi pronti da dare alle stampe. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Una iniziativa agevolata dalla vicinanza con la città di Roma, pensata come un proficuo punto di smercio.

 

Dalla tipografia uscirono quattro incunaboli:.

 

  • Il Donatus pro puerulis o Ars minor. In italiano, il Donato per fanciulli o Donato minore.

Un libro scolastico. Un opera composta dal grammatico latino Elio Donato.

Il testo comprende una delle due parti in cui è diviso il manuale di apprendimento della lingua latina intitolato l’Ars grammatica.

Composto dai due testi: l’Ars minor e l’Ars maior.

Il volume è impresso prima del 1465. Dell’edizione non ci è giunta nessuna copia. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

La sua data di stampa è incerta. Si ipotizza o prima del 3 dicembre 1464 oppure prima del 30 settembre 1465.

  • Una raccolta di opere dello scrittore latino Lattanzio.

Il libro riuniva il: De opificio hominis, il De ira Dei e il De divinis institutionibus adversus gentes. Iniziato il 3 dicembre del 1464 e datato al colophon 29 ottobre 1465.

  • Il De civitate Dei o La città di Dio.

Opera scritta da Sant’Agostino d’Ippona. Un testo scritto in lingua latina, composto da ventidue libri. Finito di stampare il 12 giugno 1467. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Libri antichi Da Magonza a Subiaco

Nel 1467 Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz si trasferirono da Subiaco a Roma. Dove impiantarono una tipografia nel rione Parione, presso Campo de’ Fiori.

Nello stesso anno dello spostamento compare il loro primo incunabolo impresso a Roma, è l’Epistolae ad familiares scritto da Cicerone. Seguirono ristampe delle opere stampate a Subiaco e la pubblicazione dei testi fondamentali della letteratura antica e medievale. Quest’ultimi scelti anche con un occhio verso la loro notorietà  al fine di facilitarne la vendita.

La collaborazione lavorativa fra Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz si concluse nella prima metà dell’anno 1473. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Pannartz decede a Roma, prima del 17 aprile 1476 e Sweynheym nel 1477.

 

In Francia la stampa arrivò nel 1470. Quando Roma era già un luogo invitante per tipografi e punto di commercio del libro.  

 

Nell’immagine in testa: Veduta del Convento di S. Benedetto presso Subiaco. Incisione originale. Disegnatore Charles Guillaume Bourgeois. Incisore Guyot. Impressa agli inizi del XIX secolo. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

 

 

Gutenberg e la stampa a caratteri mobili.

 

 

Il repertorio degli incunaboli. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

 

 

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli.

 

 

I best seller dell’antichità.

 

 

Libri in miniatura editi dalla tipografia Salmin a Padova.

 

 

Libri in miniatura il Dantino edito dalla tipografia Salmin a Padova.

 

 

Il libro autografato e la sua collezione.

 

 

Appunti di un bibliofilo.

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Libri antichi – Dall’uso dell’incipit al frontespizio

Manoscritto - Registro delle testimonianze sulla disputa fra Cannobio e Brissago per la divisione degli oneri di decima

Libri antichi – Dall’uso dell’incipit al frontespizio.

Libri antichi – Dall’uso dell’incipit al frontespizio.

Nella storia dei libri il passaggio dall’uso dell’incipit al frontespizio è un passo determinante.

Il frontespizio di un volume è il punto di lettura iniziale di tutti i libri antichi. Spesso è anche il punto finale.

L’introduzione del frontespizio è uno dei momenti più salienti nella trasformazione del manoscritto in prodotto a stampa.

La più ricca raccolta di testi dell’antichità era custodita nella Biblioteca reale di Alessandria d’Egitto. Costituita attorno al III secolo avanti Cristo. Durante il regno di Tolomeo Filadelfo. Un faraone egizio chiamato Tolomeo II dalla storiografia moderna.

I volumi appartenenti alla Biblioteca reale di Alessandria con buona probabilità erano catalogati in base all’incipit. Termine che deriva dal verbo latino incipĕre. Ovvero incominciare.

In bibliografia indica la citazione della prima o delle prime parole di un testo. Questi rappresentano l’assieme di quei termini che individuano chiaramente ogni volume.

Gli antichi manoscritti iniziavano con la formula: Incipit seguito dal titolo e dal nome dell’autore.

Per esempio. Un manoscritto del XIV cesimo secolo contenente la raccolta di brevi dialoghi scritti in prosa latina da Francesco Petrarca. Intitolata De remediis utriusque fortunae ha come inizio la frase: Incipit liber primus de remediis utriusque fortune Francisci Petrarche.

Questo modo di catalogare basato sull’uso dell’incipit aveva come caratteristica l’indifferenza per il corretto titolo del testo e per il nome dell’autore.

Peculiarità che persisterà per tutto il Medioevo. Diventando la causa delle innumerevoli attribuzioni errate o dubbie di numerose opere.

L’affermazione della stampa permise il contenimento e l’eliminazione dell’ anonimato di molte opere.

Una nuova concezione della proprietà letteraria dei testi e della celebrità dell’autore furono in parte agevolati da questo processo. Due caratteristiche che vanno affermandosi durante il Rinascimento.

La nascita del frontespizio risente dell’abitudine degli amanuensi di porre sulla loro opera la subscriptio.

Una iscrizione contenente l’indicazione del nome del copista o del committente, il luogo e la data di fine del lavoro e delle annotazioni.

A seguito di questa abitudine gli stampatori introdussero il colophon.

Il primo colophon conosciuto inusualmente appare ricco di informazioni. Caratteristica che non si manterrà in molti dei posteriori. Nei quali persisterà l’omissione dell’autore. È composto dal titolo, dal nome dello stampatore, dal luogo di stampa e dalla data completa della fine dell’opera.

Il colophon completo è così composto: Psalmorum codex Johannes Fust & Peter Schoffer Magonza 14 agosto 1457. Libro stampato con caratteri incisi in legno. Ad eccezione di quelli del colophon dove le lettere erano realizzate in metallo.

Le prime comparse del frontespizio furono sporadiche. Furono ad opera di Peter Schoffer nel 1463 e Arnold Therhoernen nel 1470. Entrambi non percepirono la possibilità latente di quella introduzione.

Il frontespizio dei primi libri era molto simile a quelli che al giorno d’oggi è chiamato occhiello generale.

Il loro scopo più probabile era quello di impedire che la prima pagina del libro si sporcasse durante la permanenza in stamperia. Prima di arrivare nelle mani del legatore.

Da questo punto inizia la trasformazione del frontespizio. La pagina del libro che ha subito le maggiori modifiche. Variazioni che permettevano di esprimere i gusti e gli stili delle differenti epoche.

 

Gutenberg e la stampa a caratteri mobili.

Il repertorio degli incunaboli.

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli.

I best seller dell’antichità.

Libri in miniatura editi dalla tipografia Salmin a Padova.

Libri in miniatura il Dantino edito dalla tipografia Salmin a Padova.

il libro autografato e la sua collezione.

Appunti di un bibliofilo

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Gutenberg

Libri antichi La Bibbia del Gutenberg

Gutenberg.

I libri antichi La Bibbia del Gutenberg e la stampa a caratteri mobili.

L’attuale esistenza dei libri antichi, il ruolo dell’operato svolto da Gutenberg e la stampa a caratteri mobili sono fra loro tre elementi inseparabili.

 

Nello svolgersi della storia dell’umanità, il compito portato a termine da Gutenberg è di grande importanza. Questo perché, durante la sua vita e con il suo lavoro, diventa una delle principali figure nella nascita e nello sviluppo dell’arte tipografica. 

In questo ambito, si ingegna nell’opera di messa a punto della tecnica della stampa con l’ausilio dei caratteri mobili.

Quest’ultimi sono il mezzo che permette l’impressione del testo su un supporto. Gutenberg.

Sono fusi, a mezzo di matrici, in una lega metallica, realizzati in rilievo e raffigurano la lettera invertita. La caratteristica del metallo impiegato è di fondere a temperature piuttosto basse ed essere abbastanza resistente alla pressione. Gutenberg.

La messa a punto di questo procedimento permette l’inizio di una più ampia diffusione della cultura. In quanto inaugura un processo dove la conoscenza non più veicolata al solo manoscritto, un testo di studio sempre lungo da realizzare e costoso. Gutenberg.

A quest’ultimo si congiungono i libri prodotti a stampa, disponibili in un numero maggiore di copie e a un prezzo inferiore. 

In questi momenti e a seguito degli sforzi operati da Gutenberg si editano i primi libri prodotti a stampa, quelli che ora noi definiamo antichi.

Questi volumi si presentano tutti impressi in serie e fra loro uguali. Una parificazione omogenea anche negli errori, quando questi sfuggono durante il processo di correzione della bozza. Gutenberg.

La caratteristica dell’uso della stampa a caratteri mobili è il permettere di rivedere e correggere il testo da stampare. Dando, in questo modo, alla stampa la bozza corretta. 

Johann Gensfleisch zur Laden zum Gutenberg inizia la sua attività lavorativa come orefice.

Nasce fra il 1394 e il 1399 e decede il 3 febbraio 1468.

Si crede che nel 1460 cessi la sua attività di stampatore. Questo avviene perché colpito da cecità. Gutenberg.

Libri antichi La Bibbia del Gutenberg

I suoi primi esperimenti nell’ambito della stampa risalgono al 1440 e  avvengono nella città di Strasburgo. Da qui in avanti le esperienze acquisite nell’uso del torchio tipografico e dei caratteri mobili in lega metallica migliorano sempre più. Gutenberg.

Queste sperimentazioni permisero l’avvio di un iniziale sfruttamento commerciale, avvenuto intorno al 1450.

Questo primo impiego, o forse uno dei primi, avviene in Germania, nella città di Magonza. Gutenberg.

É in questa località dove prese il via l’iniziativa di stampare il testo della Vulgata Volgata. Scritto proposto nella versione realizzata dal suo principale autore, Sofronio Eusebio Girolamo. Questa opera è la versione latina della Bibbia, quella in uso nella Chiesa cattolica. Gutenberg.

Questo libro antico è ora conosciuto come la Bibbia a 42 linee.

 

Il nome deriva dalla conta del numero di righe di testo presenti in entrambi le due colonne stampate sulla pagina. Dove per migliorare l’eleganza della facciata tutte le righe terminano allineate sul margine destro. 

La B42 è il primo libro realizzato in Europa a stampa a caratteri mobili. Gutenberg.

 

È composta da due volumi in folio. Uno è formato da 322 fogli e l’altro da 319. Complessivamente 641 fogli, pari a 1282 pagine.

Tutto il testo è composto su due colonne e impresso con un carattere che imita la scrittura gotica. Gutenberg.

Nel primo volume i fogli dal primo al fronte del quinto sono stampati con 40 righe di testo. Il retro del quinto foglio a 41 righe di testo. Solo dal sesto foglio le righe di testo diventano 42.

In tre anni di lavoro Gutenberg stampa 180 copie complessive. Fra queste 40 copie sono impresse su pergamena. Di quest’ultime, ad oggi, se ne conoscono solo quattro. Gutenberg.

Tutti i libri stampati su fogli in pergamena sono, fra i libri antichi, quelli considerati di maggior pregio. Questo perché si presentano meno deperibili della carta e rievocano l’obsoleto codice pergamenaceo. Gutenberg.

La B42 è stampata a Magonza. I lavori per la sua realizzazione iniziano fra la fine del 1452 e gli inizi del 1453 e si concludono nel 1455.

Il primo volume contiene parte dell’Antico Testamento. Il secondo comprende la parte finale del primo e tutto il Nuovo Testamento.

Alla B42 segue la Bibbia a 36 righe. Gutenberg.

 

Anche quest’ultima stampata a Magonza, prima del 1460, probabilmente fra il 1457 e il 1458. Questa è un’edizione sulla quale alcuni studiosi nutrono dei dubbi, negando che sia, in tutto o in parte, opera di Gutenberg.

 

L’operazione di stampa della Bibbia a 42 linee è permessa da due fattori:. La nascita di una società con l’incisore Peter Schoffer o anche Petrus Schoeffer e. Dal prestito in denaro ottenuto dall’orafo Johannes Fust. Gutenberg.

Libri antichi La Bibbia del Gutenberg

Gutenberg non riuscì a far fronte al finanziamento avuto e per questo è citato in giudizio da Fust.

Peter Schöffer è il principale collaboratore di Johannes Gutenberg, assieme realizzano  la Bibbia a 42 linee. Nella causa intercorsa fra Gutenberg e Fust, Schoffer testimonia in favore di Johann Fust.

Quest’ultimo, a fronte del denaro prestato e degli interessi non corrisposti, riceve, a risarcimento, parte dell’attrezzatura di stampa.  Gutenberg.

A questo punto Fust dispone di tutto il necessario per diventare lui stesso uno stampatore. Attività inizia a Magonza, nel 1457, affidandola al tipografo Peter Schoeffer.

 

Il Psalterium MagontinumSalterio di Magonza è il loro libro d’esordio. Una Editio princeps impressa in lingua latina. É il secondo libro incunabolo stampato, preceduto solo dalla Bibbia del Gutenberg.

Questo volume vanta tre primati. É il primo con il colophon,. A contenere due righe di musica,. A essere impresso a colori, presentando i capolettera incisi e impressi con inchiostri di tre diversi colori: rosso, viola chiaro e blu

Al colophon, oltre al nome dello stampatore, il luogo e la data di stampa: Magonza, il 15 agosto 1457.

A questo incunabolo seguono:. Gutenberg.

  • Il Rationale divinorum officiorum di Guglielmo Durante, edito nel 1459.
  • La Bibbia delle 48 linee, edita nel 1462. É il primo libro che presenta la marca tipografica. Gutenberg.
  • Il De officiis di Cicerone, edito nel 1465. É il primo libro stampato con i caratteri greci.
  • L’Herbarius latinus, edito nel 1484, e seguito da dieci ristampe, l’ultima data 1499. Compilato da fonti manoscritte, descrive 150 piante e 96 medicine.

Quindici anni dopo la morte di Gutenberg la stampa era già diffusa in ogni paese dell’Occidente cristiano.

 

 

 

Appunti di un bibliofilo.

 

 

La nascita della stampa in Italia Da Magonza a Subiaco.

 

 

Il repertorio degli incunaboli. Gutenberg.

 

 

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli.

 

 

I best seller dell’antichità. Gutenberg.

 

 

Libri in miniatura editi dalla tipografia Salmin a Padova.

 

 

Libri in miniatura il Dantino edito dalla tipografia Salmin a Padova.

 

 

Il libro autografato e la sua collezione.

Gutenberg.

 

I libri antichi sono una cosa seria!.

 

Tanto seria e profonda che da sempre il mondo del commercio dell’antiquariato si divide fra librai antiquari e antiquari. Due realtà con pochi punti in comune. Gutenberg.

Il commercio dei libri antichi è un ambito specialistico, nel quale molte delle conoscenze si maturano con lo studio e con la conoscenza diretta.

Per ogni librario antiquario, su un libro antico, la prima scottante esperienza da farsi è la collazione. Con questa operazione si controlla la completezza dei libri antichi. Si ricerca la conferma della presenza di tutte le loro parti, senza dimenticarsi delle pagine bianche.

Di sventure ne seguono molte altre, tutte formative. Gutenberg.

Quali la scoperta che la tavola più significa del volume è andata persa. Oppure che le pagine dell’indice sono smarrite o che l’esemplare in esame è mutilo del frontespizio. Dato che la fortuna è cieca e la sfortuna ci vede benissimo, a questi spiacevoli eventi ne possiamo aggiungere molti altri.

Per questa ragione è sempre importante, al momento della compravendita, accettarsi della completezza dei libri antichi. Garantita dal professionista e sempre ricontrollata dal collezionista. Gutenberg.

Ogni librario antiquario e ogni collezionista di libri antichi prima o poi sfoglierà un catalogo d’asta o di vendita stampato da qualche passato collega.

Uno di quelli che erano in attività agli inizi del Novecento. Su quelle pagine ci troverà pubblicato ogni suo desiderio cartaceo. Gutenberg.

Agli inizi del Novecento era consuetudine avere fra i lotti codici pergamenacei miniati e un vasto assortimenti di incunaboli. A quell’epoca e con quella offerta le edizioni del Cinquecento non erano poi così apprezzate. Possiamo immaginare cosa si pensava dei libri editi nel Settecento e nell’Ottocento.

Per il libri antichi quella offerta e quei tempi risultavano già tramontati nel 1932. Anno nel quale il dottor Mario Morgana faceva questa constatazione sulle pagine del suo manuale Hoepli sul restauro del libri antichi. Gutenberg.

Questo assottigliamento è andato sempre più pronunciandosi, fino ad arrivare all’attuale situazione, dove l’offerta di libri antichi è rarefatta.

 

Un libro antico non è detto che sia anche raro, quando avviene è preferibile!. Gutenberg.

 

Ai nostri giorni, la categoria dei libri antichi si è allargata ai libri rari.

Originando un contesto dove non è detto che un libro raro sia anche antico e se questo connubio avviene si è quadrato il cerchio.

 

L’attuale mercato dei libri antichi e rari non vede appartenere a questa categoria solo i libri antichi, ma anche numerose edizioni stampate pochi anni fa.

Quest’ultime, per varie ragioni, diventate difficilmente reperibili sul mercato. Risultando molto più ricercate di tanti altri libri antichi, così definiti solo in base alla loro data di stampa.

Sapendo questo non è ora difficile interessarsi ai libri antichi.

Ci si può avvicinare come collezionista o semplice curioso, ma, in entrambi i casi, non sarà facile sfuggire al loro connaturato fascino.

Una seduzione che principalmente si basa sul loro contenuto.

Un testo che fa trasparire la storia e la cultura racchiusa nelle sue pagine. Affiancato all’eleganza della stampa e alla ricercatezza della composizione grafica. Amplificato dall’aggiunta delle illustrazioni, queste, nei libri antichi, sono delle stampe originali. Delle figure disegnate, incise su lastra ed infine, con ricercata eleganza, impresse nel testo.

Questo fascino non può prescindere dalla loro rilegatura.

Fatta di pelli pregiate ed estesa a tutta la legatura o al solo dorso. Fra i cuoi più usati troviamo il marocchino, la bazzana, il vitello e la pelle di maiale. Il marocchino proviene dalla pelle delle capre. La pergamena dalla concia della pelle di porco e di scrofa. Gutenberg.

Non meno ricercate e gradevoli sono le carte che ricoprono i piatti oppure formano le guardie. Queste nei libri antichi molte volte sono marmorizzate. Ossia realizzate con una decorazione fatta di vari colori che, nel loro assieme, vogliono imitare la superfice dei marmi.

Come vedi i libri antichi sono pieni di storia, non solo nel contenuto, ma anche nella loro ricercata ed artistica rilegatura.

 

I libri antichi sono una continua fonte di suggestioni e di seduzione.

Se vuoi anche tu provare queste emozioni, comincia a consultare il mio catalogo oppure contattami.