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I libri rari come riconoscerli

I libri rari come riconoscerli

I libri rari come riconoscerli.

I libri rari come riconoscerli.

 

Il desiderio di un qualunque bibliofilo non si limita al solo piacere di collezionare dei libri antichi. Lo spinge, fra questi a selezionare, con accuratezza, i volumi, dell’argomento di suo interesse, qualificati come i più rari.

Il suo fare è mosso da un forte amore verso il libro. Un trasporto che da sempre, in questo più che particolare genere di individui, non si limita al solo testo ma,. Prende in considerazione tutte le qualità dell’edizione.

Quest’ultima, nell’analisi più ingenua, è una caratteristica che si esprime nella peculiarità dei materiali scelti, nelle tecniche di stampa impiegate e nelle caratteristiche della rilegatura. I libri rari come riconoscerli.

La sensibilità del bibliofilo conferisce particolare rilievo all’analisi del tipo di carta impiegata. Per il bibliofilo risulta irresistibile un impressione stampata su carta colorata, paradisiaca quella su pergamena.

Alla carta si lega il formato dei volumi. Il bibliofilo mostra un particolare interesse per i libri antichi e i libri rari di formato minuscolo.

Tutti questi connotati però non possono nulla nei confronti della particolarità da sempre più ricercata ovvero la rarità. I libri rari come riconoscerli.

 

Come individuare quando i libri antichi sono dei libri rari?.

 

Per indentificare quali fra i libri antichi sono anche dei libri rari è sempre utile avvalersi del proprio sesto senso.

Un requisito che tutti i bibliofili coltivano con estrema cura.

Affinandolo con l’esperienza e basandolo su delle ponderate riflessioni.

Manoscritti, codici, incunaboli e libri antichi possono potenzialmente essere tutti dei libri rari. I libri rari come riconoscerli.

 

Questa considerazione è valida anche solo per il mero calcolo dell’età.

Più il tempo passa più aumentano le difficolta di conservazione del materiale di cui i libri sono costituiti. Senza trascurare che la carta è un materiale molto sensibile all’azione dell’acqua e ancora di più all’opera del fuoco.

Le pagine sono anche un gustoso pranzo per una infinità di insetti. Mangia oggi e mangia domani e del nostro libro rimane ben poco di collezionabile.

Sono tutte queste delle buone ragioni che attribuiscono ad ogni libro antico una latente potenzialità di appartenenza alla categoria dei libri rari.

Comunque è bene precisare che i libri rari non devono essere necessariamente dei libri antichi. Rari o rarissimi sono anche edizioni stampate da pochi anni. 

I libri rari come riconoscerli.

Quali sono le categorie entro le quali è più facile reperire i libri rari?.

Un primo orientamento si può delineare dividendo i libri in quattro gruppi.

La distinzione avviene tenendo in considerazione: l’edizione, il contenuto, la curiosità e le caratteristiche proprie dell’esemplare.

L’appartenenza a uno di questi gruppi è un ottimo preludio ma, non basta.

 

Sono libri rari per edizione quelli:.

I libri rari come riconoscerli.

  • Stampati in lingue esotiche.
  • Figurati con importanti illustrazioni.
  • Impressi da celebri tipografi.
  • Editi da stamperie private.
  • Quando l’edizione è composta da poche o ancor meglio pochissime copie.
  • Opere monumentali perché di solito appannaggio delle sole biblioteche.
  • Libri in edizione principe.

 

I libri rari per contenuto comprendono: I libri rari come riconoscerli.

 

  • Opere di storia locale.
  • Libri di cosmologia, scienza, musica e storia del teatro.
  • Volumi di letteratura popolare.
  • Testi erotici.

 

Libri antichi rari per curiosità comprendono:.

 

  • Volumi che trattini di argomenti particolari.
  • Libri proibiti. I libri rari come riconoscerli.
  • Testi scritti da autori burloni, strambi o pazzi.
  • Quando recano difetti nell’edizione.
  • In formati non usuali.

 

 

I libri rari per caratteristiche proprie dell’esemplare comprendono:.

 

  • Le copie uniche. Ovvero quelle superstiti dalle distruzioni, sopravvissute alle fiamme dei roghi.
  • Esemplari in perfette condizioni.
  • Copie con significative dediche.
  • Libri chiosati da importanti personaggi.
  • Con rilegature realizzate da importanti autori o alle armi.

I libri rari come riconoscerli.

Questa classificazione del genere dei libri antichi e dei libri rari non può, per sua natura, essere completa.

Questo è una elencazione che vuole essere il solo punto di partenza.

Uno spunto di meditazione. Un inizio per affinare e perfezionare la propria sensibilità di collezionista. 

I libri rari come riconoscerli

 

 

Nell’immagine:. Hervieux de Chanteloup, Nuovo trattato utilissimo de’ canarini, Venezia, 1724.

 

I libri rari come riconoscerli.

 

Il formato degli incunaboli.

 

 

Le caratteristiche degli incunaboli.

 

 

Il repertorio degli incunaboli.

I libri rari come riconoscerli.

 

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli.

 

 

Appunti di un bibliofilo.

 

 

Libri antichi consigli sulla corretta conservazione.

 

 

Maison A Quantin editeur.

 

 

Il fascino del libro figurato d’autore.

 

 

I libri rari sono un significativo pezzo della nostra storia.

Dei testi che sfidando tutte le avversità sono giunti fino ai nostri giorni.

 

Una fortuna per tutti i libri rari ma, anche e soprattutto, per l’appassionato collezionista. Colui che in questo modo ha la soddisfazione di averli fra le mani. Potendo così sfogliarli e aver il privilegio di riuscire ad apprezzare tutte le loro peculiarità. Da quelle che chiunque può percepire. a quelle che solo i più accaniti topi da biblioteca sanno individuare.

Il formato, ovvero le dimensioni, è una di quelle caratteristiche che non possono sfuggire a nessuno. Anche a chi dai libri, soprattutto se rari e antichi, si è sempre mantenuto a debita distanza.

Esistono libri enormi ed altrettanti piccolissimi o addirittura microscopici.

Come puoi immagine un libro gigantesco ?.

Pensalo grande, con le pagine che misurano ognuna otto per cinque metri. Di questi fogli ne esistono 429, fra loro cuciti a formare un volumone stampato su carta e rilegato in metallo.

Il tutto pesa la bellezza di quindici quintali.

Narra del Profeta Maometto e dell’Islam. Un librone entrato a ragione nel Guinness dei primati.

Ma il sofisticato amatore cosa ricerca ?.

Lui non si ferma certo all’apparenza. Quello che gli frulla nella testa è difficile da esprimere in poche parole, anzi è proprio difficoltoso da raccontare. Forse, può essere, quella tonalità dell’inchiostro. Forse quello spazio bianco a fine frase, può darsi che sia il colore della carta e via di seguito con molti altri dubbi.

Comunque solo lui lo sa e non è certo propenso a dirlo a chiunque!.

Bisogna sapere che l’acquistare dei libri rari è un attività fuori controllo, dai notevoli rischi.

La motivazione non ha un unica spiegazione, può essere il desiderio di avere una copia in prima edizione dello scritto del proprio autore preferito. Per molti rimane difficile non subire il fascino della lettura di un romanzo nella sua edizione originale.

Pensati, seduto in poltrona, con il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa fra le mani. Cogli il momento in cui occhio legge sul colophon: Stampato il 25 ottobre 1958.

L’acquisto può anche essere spinto da un forte interesse verso uno specifico argomento. Il desiderio di conoscere tutti i segreti della materia, narrati da uno dei più noti e riconosciuti specialisti di quel tema.

Quale appassionato gastronomo, alla ricerca dell’ingrediente più segreto, non consulterebbe il libro di Pellegrino Artusi intitolato La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene. Il manuale di cucina noto a chiunque e, dal 1891, il riconosciuto manifesto della cucina italiana.

Un’altra ragione è quando si pensa di regalarlo. È un dono, in genere, molto gradito. Questo se si conoscono gli interessi di chi lo riceve e, soprattutto, se non è già parte della collezione del destinatario.

Comunque con i libri rari difficilmente si cade in errore.

Nel caso in cui l libri antichi sono pensati come un omaggio, ci troviamo in un fortunoso caso. Una situazione che una cara amica definirebbe con le parole: Audace ci piace!. Così facendo i libri antichi regalati diventano i portatori anche di qualche taciuto messaggio o augurio.

Ora esaminiamo il caso più difficile: Il collezionista!.

In questa occasione evoco Eduardo De Filippo e Gli esami non finiscono mai.

Ci troviamo dinanzi a un profondo conoscitore dell’argomento. Un’autorità che in altri tempi avrebbe partecipato con successo a un qualunque tele quiz. Un personaggio che, a memoria, ricorda che in quel libro, a quella pagina e in quella riga si legge invece ci dovrebbe essere. Insomma lui stesso è una vivente monografia sul tema.

Questa rimane sempre una esperienza indelebile, una fonte di numerose e rare informazioni.

Quale fra tutti i libri rari acquistare ?.

A ciascuno il suo, usufruendo di Leonardo Sciascia e del titolo del suo romanzo giallo.

Si parte così e in breve tempo si riempie la libreria. In seguito si passa alla disposizione a doppia fila su ogni ripiano. Dopo questo traguardo s’inizia con le mensole a muro, per finire con gli accumuli sparsi in ogni ambiente della casa. Insomma una scelta pericolosa, da ben ponderare.

Se vuoi correre tutti questi rischi, comincia a consultare il mio catalogo oppure contattami.

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Gutenberg

Libri antichi La Bibbia del Gutenberg

Gutenberg.

I libri antichi La Bibbia del Gutenberg e la stampa a caratteri mobili.

L’attuale esistenza dei libri antichi, il ruolo dell’operato svolto da Gutenberg e la stampa a caratteri mobili sono fra loro tre elementi inseparabili.

 

Nello svolgersi della storia dell’umanità, il compito portato a termine da Gutenberg è di grande importanza. Questo perché, durante la sua vita e con il suo lavoro, diventa una delle principali figure nella nascita e nello sviluppo dell’arte tipografica. 

In questo ambito, si ingegna nell’opera di messa a punto della tecnica della stampa con l’ausilio dei caratteri mobili.

Quest’ultimi sono il mezzo che permette l’impressione del testo su un supporto. Gutenberg.

Sono fusi, a mezzo di matrici, in una lega metallica, realizzati in rilievo e raffigurano la lettera invertita. La caratteristica del metallo impiegato è di fondere a temperature piuttosto basse ed essere abbastanza resistente alla pressione. Gutenberg.

La messa a punto di questo procedimento permette l’inizio di una più ampia diffusione della cultura. In quanto inaugura un processo dove la conoscenza non più veicolata al solo manoscritto, un testo di studio sempre lungo da realizzare e costoso. Gutenberg.

A quest’ultimo si congiungono i libri prodotti a stampa, disponibili in un numero maggiore di copie e a un prezzo inferiore. 

In questi momenti e a seguito degli sforzi operati da Gutenberg si editano i primi libri prodotti a stampa, quelli che ora noi definiamo antichi.

Questi volumi si presentano tutti impressi in serie e fra loro uguali. Una parificazione omogenea anche negli errori, quando questi sfuggono durante il processo di correzione della bozza. Gutenberg.

La caratteristica dell’uso della stampa a caratteri mobili è il permettere di rivedere e correggere il testo da stampare. Dando, in questo modo, alla stampa la bozza corretta. 

Johann Gensfleisch zur Laden zum Gutenberg inizia la sua attività lavorativa come orefice.

Nasce fra il 1394 e il 1399 e decede il 3 febbraio 1468.

Si crede che nel 1460 cessi la sua attività di stampatore. Questo avviene perché colpito da cecità. Gutenberg.

Libri antichi La Bibbia del Gutenberg

I suoi primi esperimenti nell’ambito della stampa risalgono al 1440 e  avvengono nella città di Strasburgo. Da qui in avanti le esperienze acquisite nell’uso del torchio tipografico e dei caratteri mobili in lega metallica migliorano sempre più. Gutenberg.

Queste sperimentazioni permisero l’avvio di un iniziale sfruttamento commerciale, avvenuto intorno al 1450.

Questo primo impiego, o forse uno dei primi, avviene in Germania, nella città di Magonza. Gutenberg.

É in questa località dove prese il via l’iniziativa di stampare il testo della Vulgata o Volgata. Scritto proposto nella versione realizzata dal suo principale autore, Sofronio Eusebio Girolamo. Questa opera è la versione latina della Bibbia, quella in uso nella Chiesa cattolica. Gutenberg.

Questo libro antico è ora conosciuto come la Bibbia a 42 linee.

 

Il nome deriva dalla conta del numero di righe di testo presenti in entrambi le due colonne stampate sulla pagina. Dove per migliorare l’eleganza della facciata tutte le righe terminano allineate sul margine destro. 

La B42 è il primo libro realizzato in Europa a stampa a caratteri mobili. Gutenberg.

 

È composta da due volumi in folio. Uno è formato da 322 fogli e l’altro da 319. Complessivamente 641 fogli, pari a 1282 pagine.

Tutto il testo è composto su due colonne e impresso con un carattere che imita la scrittura gotica. Gutenberg.

Nel primo volume i fogli dal primo al fronte del quinto sono stampati con 40 righe di testo. Il retro del quinto foglio a 41 righe di testo. Solo dal sesto foglio le righe di testo diventano 42.

In tre anni di lavoro Gutenberg stampa 180 copie complessive. Fra queste 40 copie sono impresse su pergamena. Di quest’ultime, ad oggi, se ne conoscono solo quattro. Gutenberg.

Tutti i libri stampati su fogli in pergamena sono, fra i libri antichi, quelli considerati di maggior pregio. Questo perché si presentano meno deperibili della carta e rievocano l’obsoleto codice pergamenaceo. Gutenberg.

La B42 è stampata a Magonza. I lavori per la sua realizzazione iniziano fra la fine del 1452 e gli inizi del 1453 e si concludono nel 1455.

Il primo volume contiene parte dell’Antico Testamento. Il secondo comprende la parte finale del primo e tutto il Nuovo Testamento.

Alla B42 segue la Bibbia a 36 righe. Gutenberg.

 

Anche quest’ultima stampata a Magonza, prima del 1460, probabilmente fra il 1457 e il 1458. Questa è un’edizione sulla quale alcuni studiosi nutrono dei dubbi, negando che sia, in tutto o in parte, opera di Gutenberg.

 

L’operazione di stampa della Bibbia a 42 linee è permessa da due fattori:. La nascita di una società con l’incisore Peter Schoffer o anche Petrus Schoeffer e. Dal prestito in denaro ottenuto dall’orafo Johannes Fust. Gutenberg.

Libri antichi La Bibbia del Gutenberg

Gutenberg non riuscì a far fronte al finanziamento avuto e per questo è citato in giudizio da Fust.

Peter Schöffer è il principale collaboratore di Johannes Gutenberg, assieme realizzano  la Bibbia a 42 linee. Nella causa intercorsa fra Gutenberg e Fust, Schoffer testimonia in favore di Johann Fust.

Quest’ultimo, a fronte del denaro prestato e degli interessi non corrisposti, riceve, a risarcimento, parte dell’attrezzatura di stampa.  Gutenberg.

A questo punto Fust dispone di tutto il necessario per diventare lui stesso uno stampatore. Attività inizia a Magonza, nel 1457, affidandola al tipografo Peter Schoeffer.

 

Il Psalterium Magontinum o Salterio di Magonza è il loro libro d’esordio. Una Editio princeps impressa in lingua latina. É il secondo libro incunabolo stampato, preceduto solo dalla Bibbia del Gutenberg.

Questo volume vanta tre primati. É il primo con il colophon,. A contenere due righe di musica,. A essere impresso a colori, presentando i capolettera incisi e impressi con inchiostri di tre diversi colori: rosso, viola chiaro e blu. 

Al colophon, oltre al nome dello stampatore, il luogo e la data di stampa: Magonza, il 15 agosto 1457.

A questo incunabolo seguono:. Gutenberg.

  • Il Rationale divinorum officiorum di Guglielmo Durante, edito nel 1459.
  • La Bibbia delle 48 linee, edita nel 1462. É il primo libro che presenta la marca tipografica. Gutenberg.
  • Il De officiis di Cicerone, edito nel 1465. É il primo libro stampato con i caratteri greci.
  • L’Herbarius latinus, edito nel 1484, e seguito da dieci ristampe, l’ultima data 1499. Compilato da fonti manoscritte, descrive 150 piante e 96 medicine.

Quindici anni dopo la morte di Gutenberg la stampa era già diffusa in ogni paese dell’Occidente cristiano.

 

 

 

Appunti di un bibliofilo.

 

 

La nascita della stampa in Italia Da Magonza a Subiaco.

 

 

Il repertorio degli incunaboli. Gutenberg.

 

 

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli.

 

 

I best seller dell’antichità. Gutenberg.

 

 

Libri in miniatura editi dalla tipografia Salmin a Padova.

 

 

Libri in miniatura il Dantino edito dalla tipografia Salmin a Padova.

 

 

Il libro autografato e la sua collezione.

Gutenberg.

 

I libri antichi sono una cosa seria!.

 

Tanto seria e profonda che da sempre il mondo del commercio dell’antiquariato si divide fra librai antiquari e antiquari. Due realtà con pochi punti in comune. Gutenberg.

Il commercio dei libri antichi è un ambito specialistico, nel quale molte delle conoscenze si maturano con lo studio e con la conoscenza diretta.

Per ogni librario antiquario, su un libro antico, la prima scottante esperienza da farsi è la collazione. Con questa operazione si controlla la completezza dei libri antichi. Si ricerca la conferma della presenza di tutte le loro parti, senza dimenticarsi delle pagine bianche.

Di sventure ne seguono molte altre, tutte formative. Gutenberg.

Quali la scoperta che la tavola più significa del volume è andata persa. Oppure che le pagine dell’indice sono smarrite o che l’esemplare in esame è mutilo del frontespizio. Dato che la fortuna è cieca e la sfortuna ci vede benissimo, a questi spiacevoli eventi ne possiamo aggiungere molti altri.

Per questa ragione è sempre importante, al momento della compravendita, accettarsi della completezza dei libri antichi. Garantita dal professionista e sempre ricontrollata dal collezionista. Gutenberg.

Ogni librario antiquario e ogni collezionista di libri antichi prima o poi sfoglierà un catalogo d’asta o di vendita stampato da qualche passato collega.

Uno di quelli che erano in attività agli inizi del Novecento. Su quelle pagine ci troverà pubblicato ogni suo desiderio cartaceo. Gutenberg.

Agli inizi del Novecento era consuetudine avere fra i lotti codici pergamenacei miniati e un vasto assortimenti di incunaboli. A quell’epoca e con quella offerta le edizioni del Cinquecento non erano poi così apprezzate. Possiamo immaginare cosa si pensava dei libri editi nel Settecento e nell’Ottocento.

Per il libri antichi quella offerta e quei tempi risultavano già tramontati nel 1932. Anno nel quale il dottor Mario Morgana faceva questa constatazione sulle pagine del suo manuale Hoepli sul restauro del libri antichi. Gutenberg.

Questo assottigliamento è andato sempre più pronunciandosi, fino ad arrivare all’attuale situazione, dove l’offerta di libri antichi è rarefatta.

 

Un libro antico non è detto che sia anche raro, quando avviene è preferibile!. Gutenberg.

 

Ai nostri giorni, la categoria dei libri antichi si è allargata ai libri rari.

Originando un contesto dove non è detto che un libro raro sia anche antico e se questo connubio avviene si è quadrato il cerchio.

 

L’attuale mercato dei libri antichi e rari non vede appartenere a questa categoria solo i libri antichi, ma anche numerose edizioni stampate pochi anni fa.

Quest’ultime, per varie ragioni, diventate difficilmente reperibili sul mercato. Risultando molto più ricercate di tanti altri libri antichi, così definiti solo in base alla loro data di stampa.

Sapendo questo non è ora difficile interessarsi ai libri antichi.

Ci si può avvicinare come collezionista o semplice curioso, ma, in entrambi i casi, non sarà facile sfuggire al loro connaturato fascino.

Una seduzione che principalmente si basa sul loro contenuto.

Un testo che fa trasparire la storia e la cultura racchiusa nelle sue pagine. Affiancato all’eleganza della stampa e alla ricercatezza della composizione grafica. Amplificato dall’aggiunta delle illustrazioni, queste, nei libri antichi, sono delle stampe originali. Delle figure disegnate, incise su lastra ed infine, con ricercata eleganza, impresse nel testo.

Questo fascino non può prescindere dalla loro rilegatura.

Fatta di pelli pregiate ed estesa a tutta la legatura o al solo dorso. Fra i cuoi più usati troviamo il marocchino, la bazzana, il vitello e la pelle di maiale. Il marocchino proviene dalla pelle delle capre. La pergamena dalla concia della pelle di porco e di scrofa. Gutenberg.

Non meno ricercate e gradevoli sono le carte che ricoprono i piatti oppure formano le guardie. Queste nei libri antichi molte volte sono marmorizzate. Ossia realizzate con una decorazione fatta di vari colori che, nel loro assieme, vogliono imitare la superfice dei marmi.

Come vedi i libri antichi sono pieni di storia, non solo nel contenuto, ma anche nella loro ricercata ed artistica rilegatura.

 

I libri antichi sono una continua fonte di suggestioni e di seduzione.

Se vuoi anche tu provare queste emozioni, comincia a consultare il mio catalogo oppure contattami.

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Libri antichi – Il repertorio degli incunaboli

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Libri antichi – Il repertorio degli incunaboli

Fra i libri antichi gli incunaboli sono nel passato e nel presente i volumi più desiderati.

La necessità di un repertorio degli incunaboli scaturisce da questo interesse.

Attrattiva presente con diverse motivazioni sia in tempi antichi che in quelli attuali.

Il primo repertorio di incunaboli fu opera di Cornelius o Cornelis van Beughem. Intitolato Incunabula typographiae sive Catalogus.

La prima edizione è edita ad Amsterdam. Da Joannem Wolters nel 1688. In 12esimo. Pagine (XIII) 191 (III).

Stampato in un formato tascabile. Elenca più di 3000 incunaboli.

Fornendo un catalogo stilato in ordine alfabetico per autore seguito dal titolo completo.

L’elenco suddivide le diverse edizioni per data e luogo di stampa.

A volte indica i nomi degli editori e dei traduttori e le dimensioni.

Alla fine nelle appendici si registrano le edizioni anonime e quelle con data incerta.

In questa opera si trovano elencate delle opere di cui si hanno ben poche informazioni.

La novità rispetto alle bibliografie coeve fu la redazione dell’elenco per autore e titolo.

Differenziandosi dall’uso all’epoca che prevedeva la classificazione per argomento. Caratteristica che rende la lista redatta in uno stile che possiamo assimilare a quello attuale.

Il lavoro comprende oltre il dieci per cento degli incunaboli al giorno d’oggi conosciuti.

Cornelius o Cornelis van Beughem nasce attorno al 1635/39. Muore dopo il 1710.

Lavorò come libraio per Jansson ad Amsterdam.

Aprì il proprio negozio a Emmerich am Rhein.

Fu senza dubbio il più importante bibliografo del XVII secolo (Breslauer & Folter).

Fornì ai suoi contemporanei una serie di bibliografie di eccezionale utilità, complete, accurate e compilate in modo intelligente“(Besterman).

Beughem può essere a ragione considerato il precursore dei librai bibliografi del 19 ° secolo. Anche se i suoi colleghi si mostrano critici dei suoi sforzi pionieristici.

La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma si occupa della catalogazione e valorizzazione dei libri antichi a stampa prodotti dalle origini della stampa al 1500.

Possiede 1620 edizioni del XV secolo. Fra questi alcuni volumi sono esemplari unici in Italia.

Un repertorio degli incunaboli conservati in Italia è curato dal Centro nazionale d’informazioni bibliografiche.

È intitolato Indice generale degli incunaboli delle biblioteche d’Italia.Pubblicata a Roma. Dall’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato Libreria dello Stato. Dal 1943 al 1981.

L’opera è composta da sei volumi. Di cui cinque di catalogo e uno di di Aggiunte, correzioni, indici. 

I cinque volumi di elenco sono così suddivisi: Volume I dalla lettera A alla B. Vol. II: C-F. Vol. III: G-L. Vol. IV: M-R. Vol. V: S-Z.

Tutti illustrati da tavole in bianco e nero in parte ripiegate.

L’opera si completa col Nuove giunte e correzioni al Indice generale degli incunaboli edito a Firenze. Dedita da Sansoni antiquariato. Stampata nel 1963.

 

I libri antichi e i libri rari

Il formato degli incunaboli

Le caratteristiche degli incunaboli

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli

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incunabolo

incunabolo

incunabolo.

Per i cultori di libri antichi il vocabolo incunabolo richiama la nascita della stampa a caratteri mobili. Di contro per i collezionisti rappresenta un agognato volume da introdurre fra le preziosità della propria raccolta.

La stampa a caratteri mobili è un metodo che permette la riproduzione, in sequenza, di uno testo, stampandolo in numerosi esemplari simili. Questi tutti provenienti da un’unica matrice.

 

Incunabolo, al plurale degli incunaboli, dunque rimanda in maniera inesorabile agli esordi della tipografia e della stampa. Ai primi lavoratori che mettono a punto e esercitano quest’arte, un lavoro prima di allora sconosciuto.

 

La parola deriva da incunabula e incunabulum. Vocaboli entrambi appartenenti alla lingua latina, il primo è un sostantivo neutro plurale, impiegato per indicare la culla per i neonati. Il secondo significa deposto in culla. incunabolo.

I termini, nella loro accezione figurata, indicano il luogo di nascita o di origine.

Di conseguenza, gli incunaboli costituiscono la fase iniziale dell’arte della stampa, la loro esistenza testimonia della nascita dei primi libri impressi a caratteri mobili. incunabolo.

Questa tipologia di volumi si afferma in un epoca nella quale la diffusione dei testi trovava nel manoscritto il suo unico e indiscusso protagonista.

 

Un periodo nel quale il pensiero circolava su pagine stese dalla mente e dalle mani dell’autore oppure da un copista. incunabolo.

Per questa ragione, data la contemporaneità dei due mezzi, necessita stabilire un raffronto e una continuità fra il manoscritto e il testo a stampa.

La comparazione dei due vede, il manoscritto fornire la struttura della composizione grafica e l’incunabolo trasportarla in una simile, ma tipografica.

 

Da qui si desume che l’incunabolo si camuffa graficamente in modo da rievocare, nella mente degli acquirenti, i più costosi manoscritti coevi.

 

La definizione di incunabolo o incunabulo è frutto di una convenzione.

La parola è usata per indicare un volume che appartiene ai primi prodotti fuoriusciti da un processo di tipografia.

Indica i libri antichi impressi partendo dalle origini per giungere sino al 31 dicembre 1500.

 

Ovvero tutte le edizioni con una data di stampa risalente al XV secolo.

incunabolo

Nell’ambito dei libri antichi e dell’arte della stampa, l’impiego del termine incunabolo risale al 1640.

 

Il vocabolo compare in un libro stampato a Colonia, scritto da un bibliofilo di nome Bernhard von Mallinckrodt.

Autore del saggio intitolato De ortu et progressu artis typographicae. incunabolo.

In italiano: Dell’ascesa e del progresso dell’arte tipografica. i

Il testo è impresso per celebrare il bicentenario dell’invenzione della stampa a caratteri mobili.

Proclamando, in questo ambito, la priorità di Johannes Gutenberg. incunabolo.

Il saggio include la frase: Prima typographicae incunabula. In italiano: la prima infanzia della tipografia.

Passaggio dal quale trae origine al termine incunabolo.

Questa strada è proseguita da Philippe Labbé, gesuita, storico e grecista.

Autore del Nova bibliotheca librorum manuscriptorum. Un volume edito nel 1653. incunabolo.

Nel testo avviene l’identificazione della parola incunabula con i libri impressi dalle origini sino al 1500 incluso. 

 

Per tutto il Settecento Incunabula è in uso comune. Storpiato in incunabolo nell’Ottocento.

incunabolo.

Nell’ambito della stampa dei libri antichi il termine incunabolo introduce una periodizzazione arbitraria.

 

Questo perché divide il periodo più fertile dell’arte tipografica in due sconnessi tronconi.

Imponendo la separazione delle opere a stampa fra quelle impresse prima e dopo la data del 31 dicembre 1500. incunabolo.

Di fatto concentrato le ricerche sui volumi impressi nel Quattrocento.

Questo a discapito delle edizione risalenti agli inizi del Cinquecento. Quest’ultime definite post incunaboli.

Una divisione fallace perché gli incunaboli e i post incunaboli presentano delle caratteristiche condivise. Questo ad indicarne la continuità. incunabolo.

Le due imposte tipologie si accomunano da tipografie nelle quali le mansioni interne si presentavano poco differenziate.

 

Per il funzionamento dell’attività tipografica necessitano numerosi e distinti ruoli: il fonditore di caratteri, lo stampatore, l’editore, il revisore letterario e il libraio.

Nelle stamperie in funzione dal XV secolo e fino ai primi quattro decenni del XVI secolo questa divisione di incarichi non esisteva.

In questo periodo, tutti i lavoranti nell’impresa concentravano su di loro più professionalità distinte, da questa coesistenza scaturiva la realtà operativa della stamperia. incunabolo.

Oltretutto, all’epoca, non è infrequente la figura del proto tipografo, nella quale tutti questi mestieri confluivano in un solo soggetto. Questo è un personaggio motivato dallo spirito d’avventura e caratterizzato dalla conoscenza del mestiere.

incunabolo

Solo attorno al 1540 la stampa e l’editoria riuscirono a superare la figura del proto tipografo. incunabolo.

Spetta ai tipografi Claude Garamond e Jacques Sabon essere i primi a separare l’attività di stampa da tutto quello che serve per esercitarla. incunabolo.

In questo modo, la distinguono dal disegno dei caratteri, dall’incisione dei punzoni e dalla fusione dei caratteri.

 

Questo mutamento permise il nascere di stamperie in ogni dove.

Originando uno travolgimento che mise fine alla figura dello stampatore artigiano. Aprendo la strada ad attività commerciali librarie caratterizzate da una sede fissa, dall’impiego di capitali e di una struttura operativa. incunabolo.

La prima metà del Cinquecento si caratterizza da una ricchezza di caratteri tipografici diversi.

Questo è da intendere come un retaggio della creatività che caratterizzava il periodo della realizzazione degli incunaboli. incunabolo.

Caratteristica che viene meno con l’affermazione dei corsivi di Antonio Blado e i tondi di Claude Garamond. Entrambi incisi nel 1540.

É questa una popolarità che metterà fine alla creazione di nuovi caratteri. incunabolo.

Questo è anche il periodo nel quale Germania e Italia perdono centralità a favore dell’editoria francese e dei Paesi Bassi.

 

Continua a leggere sull’incunabolo:.

 

 

Il formato degli incunaboli.

 

 

Le caratteristiche degli incunaboli.

 

 

Il repertorio degli incunaboli.

 

 

Appunti di un bibliofilo.

 

 

I libri antichi e i libri rari come riconoscerli.

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Come collezionare il libro autografato

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Come collezionare il libro autografato.

Come collezionare il libro autografato.

 

Il bibliofilo è una strana persona, particolarmente quando desidera iniziare una collezione di soli libri antichi autografati.

L’euforia dell’inizio non gli permette di immaginare tutto quello che gli può aspettare.

In quei momenti di preludio il futuro collezionista si immagina già una ampia libreria stracolma dei suoi libri autografati. Sta già pensando con quale ordine disporli e, in balia di questa decisione, è già pieno di dubbi. Come collezionare il libro autografato.

Si sente fra le mani una copia dove il testo è chiosato e corretto dall’autore. Su questa legge, alla prima carta bianca, una lunga e poetica dedica manoscritta e autografa che l’artefice scrive per la sua amante.

Bene per questo deve essere molto fortunato oppure scordalo quanto prima!.

 

 Il desiderio di introdurre in collezione solo una copia autografata dall’autore è già difficile di per se, senza complicarsi ulteriormente l’esistenza. Come collezionare il libro autografato. 

I libri antichi appartenenti a questa tipologia non sono facili da rintracciare. Una raccolta di questo genere è difficoltosa da realizzare e raramente può diventare molto copiosa.

La scelta di introdurre in collezione solo delle copie autografate è, di certo, una caratteristica che imprime al numero dei volumi annoverati un. Forte vincolo.

Questo perché ogni copia autografata non è replicabile.  Come collezionare il libro autografato. 

In quanto l’apposizione di un invio usualmente concluso con le iniziali dell’autore oppure di una dedica seguita dall’autografo rendono unico il libro.

Quelle poche righe manoscritte e possibilmente autografe sono un’arricchimento che trasforma in modo radicale un oggetto nato come volutamente seriale. Come collezionare il libro autografato.

L’essere multipli è una caratteristica tipica dei libri antichi e non e con questa aggiunta tale particolarità viene meno.

Smentendo la più palese delle peculiarità quella che accomuna i libri antichi e quelli freschi di stampa.

 

Nell’Ottocento gli autori avevano l’abitudine di donare i loro libri ai colleghi e alle persone di rilievo. Ogni libro omaggiato era fregiato da una dedica manoscritta e dall’autografo.  Come collezionare il libro autografato. 

Un vezzo a cui non sfuggivano i musicisti che apponevano dediche autografe su spartiti e testi d’opera.

Ricercate sono le edizioni originali dei libri editi nel Novecento quando impreziosite dalla dedica autografa dell’autore. É questo un fattore che incide non poco sul prezzo di vendita del libro.

Molto diversa è l’esperienza da compiere con i libri freschi di stampa. Tutti accumunati dalla caratteristica che l’autore è ancora vivente.  Come collezionare il libro autografato. 

Proprio in questo caso un libro presente in commercio in molte migliaia di copie grazie ad all’apposizione di un autografo diventa un oggetto da collezione.

Una vera opera originale. Dove oltre alla firma dell’autore può comparire anche il proprio nome, quest’ultimo diventa una parte di una dedica manoscritta e personalizzata.

In questa gradevole situazione la copia autografa è certo di molto gratificante. Soprattutto se vergata dal proprio scrittore preferito!.

Il modo più semplice per ottenere la propria copia autografata è il partecipare alle presentazioni tenute dall’autore.  Come collezionare il libro autografato. 

 

Incontri di norma programmati in corrispondenza dell’uscita del suo ultimo libro. Questi sono organizzati in ogni capoluogo e nelle principali librerie.  Come collezionare il libro autografato. 

La notizia di questi eventi si può ottenere dalla lettura dei quotidiani. Dal sito web dell’autore o della casa editrice. Da tener d’occhio sono anche tutti gli eventi che coinvolgono i libri. Fra questi, di sicuro, le fiere del libro e i festival letterari.

Il viaggio compiuto dell’autore a promozione del nuovo libro è sempre lungo. È un facile mezzo pubblicitario, sempre a buon mercato. Costellato dalla ripetizione del proprio autografo sul maggior numero di copie possibili.

Anche per il collezionista è questo il metodo migliore e più economico per acquisire nuovi ingressi nella propria collezione di libri autografati.

La situazione si complica all’aumentare della popolarità dell’autore. Come collezionare il libro autografato.

Questo perché le file d’attesa per l’agognata dedica si allungano in modo spropositato. Dunque necessita armarsi di grande pazienza.

Questo non sarà l’unico ostacolo.

Quando un autore acquisisca notorietà, non ha più la necessita di autopromuoversi e la diretta conseguenza è la drastica diminuzione delle occasioni d’incontro pubblico.

Una prima regola di questa forma di collezionismo è che con il crescere della popolarità dell’autore,. Ne consegue la netta diminuzione delle copie disponibili di libri autografati. Queste diventando di diritto un vero oggetto da collezione e aumentando non di poco il proprio valore economico. Come collezionare il libro autografato.

Una seconda regola aurea da tenere ben presente nella collezione di libri in copia autografata:. Le copie autografate delle prime opere sono molto più facili a reperirsi delle copie delle opere più recenti.

Un libro autografato si presenta sempre con un qualcosa in più rispetto alla normalità. Questa caratteristica è ben individuata dalla immagine posta all’inizio del testo, dove oltre la dedica appare un disegno originale. Come collezionare il libro autografato.

Nell’immagine in testa:. La dedica apposta sul libro di Carlo Manzoni intitolato La vera storia o quasi del cognac.

Qui sotto ritratto fotografico con dedica autografa originale dell’attore Renato Rascel. Un altro modo di collezionare autografi.

 

Come collezionare il libro autografato

 Come collezionare il libro autografato. 

 

Appunti di un bibliofilo.

 

 

Libri con autografi originali:.

 

 

FRACCI CARLA – Passo dopo passo.

 

 

CRACCO CARLO – Dire fare brasare in 11 lezioni e 40 ricette.

 

 

CONTE PAOLO – Le parole di Paolo Conte. Come collezionare il libro autografato.

 

 

BONGIORNO MIKE – La versione di Mike.

 

 

VITTORIO EMANUELE DI SAVOIA AOSTA – 1848 Re Carlo Alberto al passaggio del Ticino.

 

 

TESTORI GIOVANNI – Morlotti Teschi 1974 1977.

 

 

FERRARI ENZO – Il libro rosso. Come collezionare il libro autografato. 

 

 

ECO UMBERTO – L’isola del giorno prima.

 

 

CICERONE MARCO TULLIO – L’amicizia Con un saggio introduttivo di Giulio Andreotti.

 

 

MASINA GIULIETTA – Il diario degli altri.

 

 

UNGARETTI GIUSEPPE – Fedra di Jean Racine.

 

 

OTTIERI OTTIERO – La linea Gotica Taccuino 1948 1958.

 

 

NEGRI ADA – Stella mattutina .Come collezionare il libro autografato.

 

 

LIALA – Quel divino autunno.

 

 

CHIARA PIERO – Una spina nel cuore. 

 

E tanti altri!.