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La tecnica delle xilografie Ukiyoe

La tecnica delle xilografie Ukiyoe

La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

 

La stampa realizzata con la tecnica xilografica arriva in Giappone grazie ai rapporti instaurati con la Cina.

Al popolo cinese si riconosce l’invenzione della carta e della stampa.

Da tempo, in Cina, si usava la tecnica della xilografica per riprodurre le immagini popolari del Buddha. Questi erano dei fogli che trovano un’ampia diffusione fra i fedeli. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Le stampe religiose di realizzazione cinese arrivano in Giappone in contemporanea all’ingresso della religione buddista nel paese.

Gli artigiani giapponesi, gradualmente, si impadroniscono della tecnica della xilografia. Questo apprendimento inizia partendo dalla visione e dalla studio delle incisioni a soggetto trascendente provenienti dalla Cina.

In Giappone, le Ukiyoe rapidamente si affermarono come prodotto di largo consumo dell’emergente e sempre più ricca borghesia cittadina. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Questo successo di vendita al pubblico è agevolato dal loro contenuto prezzo.

In questa mera logica mercantile, i kakemono, i più esclusivi dipinti originali su seta o carta, non sono un ostacolo nella diffusione della stampa. L’acquisto di un opera pittorica originale è incomparabile. Questo perché necessita di un esborso di denaro di ben altra entità.

I dipinti e le stampe silografiche sono delle forme artistiche entrambe accomunate dal raffinato lavoro artistico che necessita per la loro realizzazione. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Con una sola fondamentale differenza iniziale, sin da subito sono destinati a due diversi tipi di acquirenti.

Individuati da un diverso potere d’acquisto e da una sensibilità artistica differente. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Le incisioni xilografiche giapponesi sono la risultante del lavoro di più figure professionali. Tutte coordinate dall’editore, il quale commissiona e dirige il lavoro.

Questa è la grande differenza con la grafica occidentale. Nella quale l’artista europeo provvedere personalmente all’incisione della matrice. Arrivando, in alcuni casi, perfino alla stampa del foglio grafico e alla sua vendita.

Il pittore giapponese è l’unico dei partecipanti al lavoro a cui è attribuito il merito della creazione della stampa. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

A lui spetta la realizzazione del disegno preparatorio, chiamato shitae. A questo scopo si serve della tecnica pittorica dell’inchiostro su carta sottile.

Lo shitae può essere anche poco più di uno schizzo, corredato da note esplicative. In questo caso il disegno passava a un copista che lo elaborava e lo completava, creando lo hanshitae.

Dopo l’approvazione degli organi censori, il disegno è consegnato all’incisore che sgorbiava una prima matrice. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Dalla quale, lo stampatore, realizza una iniziale tiratura. Composta di circa quindici copie. Impresse in bianco e nero, chiamata kyogo zuri.

Su ognuno di questi fogli il pittore interveniva personalmente. Questo al fine di fornire le indicazioni per gli esatti colori da usare in stampa. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

A questo punto l’incisore crea una matrice per ogni colore previsto dall’artista.

Il passaggio successivo prevede l’intervento dello stampatore.

A questo professionista spetta il compito più complesso. Quello di far coincidere la stampa di tutti i legni incisi. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Il processo inizia dall‘impressione dalle stesure che richiedevano una maggiore precisione, in genere sono delle dimensioni più piccole.

Il suo lavoro è reso più difficoltoso dall’uso di carta umida. Quest’ultima così utilizzata perché in questa situazione presenta il pregio di trattenere meglio il colore. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Di contro presenta un difetto, quando il foglio si asciuga modifica leggermente le dimensioni. Processo che va a discapito della precisione.

Il registro di stampa si ottiene con l’ausilio di due elementi impressi:. Un segno a forma della lettera elle maiuscola, posto in basso a destra. Una linea retta in alto a sinistra.

L’operazione di stampa avveniva con la supervisione del pittore. Il quale fornisce indicazioni sulle sfumature e sulle tonalità dei colori da impiegare.

 

La realizzazione delle incisioni originali xilografiche giapponesi richiede l’intaglio di molteplici tavolette in legno. Tutte da stampare su uno stesso foglio di carta, seguendo un ordine prestabilito. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

L’insieme di tutte le assicelle in legno intagliate è la matrice della Ukiyoe.

Ogni tavoletta intagliata corrisponde solo a una parte della stampa. Questa matrice comprende tutte le parti accomunate da un singolo colore.

 

La tecnica delle xilografie Ukiyoe

 

Ukiyoe Le fluttuanti stampe giapponesi.

 

 

La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

 

Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

 

 

Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

 

 

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

 

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

 

Glossario dei termini inerenti le Ukiyoe.

 

 

Nell’immagine:. SHODO KAWARAZAKI, Tsubaki Camelie rosse.

 

 

Il termine Buddha trova, nella lingua italiana, una più frequente scrittura in Budda. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Il vocabolo assume due significati. Indica il principe indiano Gautama, il fondatore della religione buddista e anche il bodhi, un risvegliato. Ovvero uomo che ha raggiunto l’illuminazione spirituale.

Gautama era un membro della stirpe principesca degli Śākya. Nasce verso il 560 a. C. nell’antica citta di Kapilavastu Una località, al giorno d’oggi, situata nel sud occidentale del Nepal.

Qui il principe Siddhartha  Gautama rimase fino al compimento dei 29 anni. Quando abbandona una vita nel lusso per vestire l’abito del mendicante. Questa decisione è presa dopo aver capito la frivolezza delle gioie terrene e inevitabilità del dolore. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Gautama inizia la pratica incessante della meditazione e con questa esperienza acquisisce la condizione di bodhi o illuminato.

Da quel momento Gautama diventa il Buddha e inizia la sua quarantennale azione di salvatore e maestro. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Decede all’età di ottant’anni, nel 480 a. C. Il suo corpo è cremato e le ceneri sono divise fra i principi e i nobili.

Per la religione buddista l’apparizione  del Budda nel mondo materiale è preceduta da quella di innumerevoli altri Budda vissuti in precedenza.

 

 

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La nascita delle incisioni Ukiyoe

La nascita delle incisioni Ukiyoe

La nascita delle incisioni Ukiyoe.

La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

Chiunque osserva delle stampe giapponesi è rapito dalla loro gran varietà di colori, stili e soggetti. Da subito intuisce di ritrovarsi alla presenza di una complessa varietà di grafiche che affascinano e disorientano.

Ukiyo in italiano si traduce in mondo fluttuante. È un termine che trova origine nella religione buddista. In quell’ambito alludeva, non senza una vena di pessimismo, alla transitorietà delle cose terrene.

Un primo riferimento dell’evoluzione del significato del termine lo si trova nella letteratura del Giappone della seconda metà del Seicento.

Questa mutazione è ritrovata sulle pagine del libro intitolato Ukiyo monogatari. In italiano I racconti del mondo fluttuante. Opera scritta da Asai Ryoi ed edita nel 1661. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

Il testo seicentesco usa il termine per indicare il mondo doloroso vissuto nel quotidiano. Al quale affianca, con maggiore importanza, gli aspetti più effimeri e transitori della vita.

Immagini che ben si congiungono con gli usi e la moda delle case del piacere. Queste sono situate nella città di Edo, l’odierna Tōkyō, nei quartieri di Yoshiwara, Shimabara e Shinmachi. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

Il vocabolo Ukiyoe in lingua giapponese si scrive 浮世絵.

Nasce e si sviluppa nell’epoca Edo. Un periodo storico che inizia nel 1603 e si conclude nel 1868. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

L’Ukiyoe diventa una delle manifestazioni artistiche peculiari di questo lasso di tempo. Tanto che non ne può essere disgiunta.

Con lo shogunato della famiglia Tokugawa inizia per il Giappone il periodo Edo. Un epoca che mise fine alle ininterrotte lotte interne. Caratterizzata da una stabilità politica e militare fino ad allora sconosciuta.

Ieyasu Tokugawa diventa il primo shōgun, ovvero la massima autorità politica e militare del paese. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

Sotto di lui un complesso sistema di daimyō. Ognuno dei quali reggeva un proprio feudo in nome dello shōgun.

Questi nuovi signori feudali sono obbligati a risiedere nella città di Edo ad anni alterni. Durante questo lasso di tempo hanno al seguito le famiglie e le corti.

Tutto questo affluire di persone verso il piccolo villaggio di pescatori di Edo. Trasforma il luogo in una città.

Una località dove si insediarono centinaia di corti, grandi e piccole.

Diventando un’area nella quale si aprivano enormi opportunità per artisti, artigiani e mercanti. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

Il modificato clima culturale permise di assistere alla fioritura di una letteratura, un’arte e un teatro che riflettevano e divulgavano i nuovi gusti.

 

Questi si stavano delineando e ben illustrano i quartieri del piacere. Identificati come il luogo dove tutte questi arti hanno trovato la nascita, la diffusione e l’affermazione. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

Da questi ambienti e da questo clima fuoriuscirono gli. Ukiyozōshi, i romanzi del mondo fluttuante. Il teatro kabuki, nuovo, con tinte forti e melodrammatiche. Dove comparivano attori dal fascino carismatico. Adorati e idolatrati dal pubblico. Infine le Ukiyoe, economiche e disponibili in grandi quantità. Dei fogli colorati che riescono a diventare il punto di forza nella diffusione e nell’affermazione del nuovo mondo estetico. 

Il termine giapponese Ukiyoe si traduce in italiano in immagini del mondo fluttuante. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

Il vocabolo è usato per definire l’universo variopinto che gravitava attorno ai:. Quartieri di piacere,. Teatri,. Musici,. Mercanti, agli.  Attori, Artisti e alle Geisha.

Per estensione diventa un termine artistico, usato per definire le stampe xilografiche impresse a più colori. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

Fogli che illustrano le situazioni o i personaggi che popolavano i luoghi d’incontro del Giappone dell’epoca. Ritraendo e documentando la vita quotidiana del tempo in tutti i suoi aspetti.

In queste silografie i soggetti più raffigurati sono: gli attori, le cortigiane, i lottatori di sumo e il paesaggio. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

La nascita delle incisioni Ukiyoe

 

Ukiyoe Le fluttuanti stampe giapponesi.

 

 

La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

 

 

Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

 

 

Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

 

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

 

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

 

Glossario dei termini inerenti le Ukiyoe

La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

Nell’immagine:. SHODO KAWARAZAKI Sazanka Camellia sasanqua.

 

 

Shōgun e Daimyō. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

Entrambi i vocaboli hanno origine nella storia del Giappone più antico. Sono dei titoli onorifici, usati per  indicare i capi militari e politici. Inizialmente conferiti e duraturi solo in corrispondenza del tempo di permanenza di un circoscritto evento di guerra.

Questa consuetudine muta nel 1192 con la nomina a shogun di Minamoto no Yoritomo. Con questa designazione il titolo diventa ereditario. In questo modo inizia la decadenza del potere imperiale e si instaura il primo governo militare o bakufu.

Con Minamoto no Yoritomo inizia lo Shogunato Kamakura, dal nome della città ove il governo è insediato. La famiglia Minamoto reggerà le sorti del Giappone dal 1192 al 1333. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

Dai Minamoto il titolo passa, nel 1338. agli Ashikaga e, nel 1603, ai Tokugawa che lo persero nel dicembre 1867.

Tutti questi Clan governano politicamente e militarmente il Giappone, di fatto escludendo l’imperatore. Riconosciuto il discendente degli dei, al quale era affidato solo un ruolo fittizio e la formalità di nominare gli shogun.

Il termine daimyō indica la figura di maggior spicco all’interno di un Clan. Di questi gruppi, nell’antico Giappone, ne esistevano diversi. Tutti erano assoggetti al potere dello shōgun, il reale reggente. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

I Tokugawa durante il loro periodo di reggenza introdussero il sankin kōtai. Questa era una norma che obbligava tutti i Daimyō a risiedere un anno ogni due nella città di Edo, l’odierna Tokyo. Capoluogo dove erano costretti a lasciare i membri della propria famiglia.

Una regola avviata dallo shogunato sia per incrementare il controllo politico sui Daimyō. Sia per limitare le loro disponibilità economiche, obbligandoli a forti esborsi per far fronte alle costose trasferte.

 

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Le stampe di Stefano Della Bella

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Le stampe di Stefano Della Bella

Stefano Della Bella fu autore di stampe di grandi dimensioni. Alle quali contrappose incisioni della grandezza di un biglietto da visita o di un francobollo.

Durante la sua vita incise più di mille rami. Tutti di sua invenzione.

In queste immagini raccontata il suo mondo. Lasciando libero sfogo alla sua fantasia. Arricchendo l’immagine principale di trabordanti e varie invenzioni decorative. Sulla figura appone capricci e ornati in gran numero.

Questo repertorio di ornamento è dettato dalla immaginazione. Vi appartengono: corna di cervo. ali d’uccelli. foglie. pelli di tigri. code di serpenti. squame di tritoni. teschi e racemi. Tutti fra loro combinati.

Stefano della Bella pubblicò spesso le sue incisioni in serie. Queste erano vendute singolarmente o in assortimento completo.

La formazione di Stefano Della Bella risente dell’arte di Jacques Callot. All’epoca artista di spicco fra gli incisori operanti a Firenze.

Per questa ragione, durante la sua giovinezza Della Bella studia le incisioni realizzate dall’artista francese. Traendone dei disegni. Elaborazioni che resteranno una presenza stilistica in costante in molte opere.

Di Callot conserverà la netta distinzione del soggetto inciso. Diventando un motivo chiaro e distinto, sia dalle altre figure, sia da tutto il mondo circostante.

Ma delle figure tralascia l’aspetto bizzarro e fantastico. Facendo acquisire loro equilibrio e armonia.

Stefano della Bella è autore di paesaggi. Un soggetto verso il quale nutriva un grande interesse.

Sono questi i suoi fogli più originali. Liberi da qualunque influsso. Vivono di una luce chiara e diffusa. Comune a tutti i singoli elementi. Priva di improvvise vibrazioni.

Dei paesaggi nei quali Stefano Della Bella cerca di armonizzare tutta l’incisione in un unico tono chiaro.

Queste sono le sue opere più originali. Dominate una morbida atmosfera. Presente in ogni punto dell’immagine. In questa connotazione le sue opere più riuscite hanno come soggetto le grandi vedute e rovine di Roma e della campagna romana.

A questa serie appartiene il foglio intitolato il Tempio della Concordia. Datato 1656. La figurazione fonde il paesaggio con la descrizione della scena di genere.

La natura, l’uomo e le rovine del Foro si equivalgono. Tutte le parti della composizione ricoprono la stessa importanza.

Questo avviene nell’ultimo periodo della sua attività artistica. Quando si libera sul tratto inciso del vincolo imposto dal segno del bulino. Lasciando spazio alle possibilità intrinseche della tecnica dell’acquaforte e dei suoi innati effetti pittorici.

 

Stefano Della Bella. Mercanti turchi al porto.

Stefano Della Bella incisore

Le incisioni all’acquaforte del Parmigianino

Andrea Mantegna incisore

Nell’immagine. La Perspective du Pont Neuf de Paris. Foglio conosciuto anche come il Ponte nero di Parigi. Incisione su rame. Datata del 1646.

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Stefano Della Bella incisore

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Stefano Della Bella incisore

 

Stefano Della Bella fu incisore e disegnatore. Solo saltuariamente si dedicò alla pittura.

Stefano Della Bella nasce a Firenze. Il 10 maggio 1610.

Il padre di nome Francesco era uno scultore. Faceva parte della bottega del Giambologna. L’atelier da dove uscì la statua del Nettuno e le tre nuove porte fuse in bronzo del Duomo di Pisa.

Per la prematura perdita del padre il giovane Stefano è ben presto costretto a guadagnarsi la vita. Inizia a lavorare a bottega presso orefici e medaglisti. Passando per le botteghe dei pittori Giambattista Vanni e Cesare Dandini.

Tra la fine del 1632 e i primi del 1633 Stefano Della Bella si reca a Roma.

Di questo periodo romano il suo lavoro più importante è un incisione intitolata Entrata in Roma dell’Eccel.mo Ambasciatore di Polonia. Nell’anno 1633.

Una stampa d’invenzione. Databile dopo il 1650 e prima del 1691. Incisa all’acquaforte su una matrice composta da sei lastre in rame. L’immagine ha un’altezza di 157 millimetri e una larghezza di 432.

Le incisioni di Stefano Della Bella raffiguranti feste, cerimonie, cortei o esercitazioni sono fra i suoi soggetti preferiti.

Sono scene abbaglianti. Composte da centinaia di figure. Tutte vestite in modo pomposo e appariscente. Soldati con luccicanti armature. Scene dalla composizione armoniosa. Distribuita per spazi e toni chiaroscurali.

Dopo Roma Stefano Della Bella si trasferisce a Parigi. Lo spostamento avvenne nel 1639.

Qui il cardinale Richelieu gli commissionò due stampe. Per celebrare le sue imprese guerresche. Intitolate l’Assedio della Rochelle e l’Assedio di Arras. Entrambe delle acqueforti. Firmate in lastra. Realizzate nel 1641.

Stefano Della Bella in Francia incise numerosi rami. Qui lavorò moltissimo. Acquistando una solida reputazione.

A questo periodo risale il famoso foglio intitolato La Perspective du Pont Neuf de Paris. Conosciuto anche come il Ponte nero di Parigi.

Un’incisione su rame. Datata del 1646. La parte incisa misura 358 x 682 millimetri. Dedicata a Luigi XIV. È una veduta della città di Parigi. Collocata al centro la statua equestre di Enrico IV. Ricchissima di una ampia varietà di figure poste al fronte e di celebri architetture sullo sfondo.

A queste stampe di grandi dimensioni contrappose incisioni della grandezza di un biglietto da visita o di un francobollo. Dove raccontata il suo mondo. Lasciando libero sfogo alla sua fantasia.

Nel 1650 ritorna in Italia. Si trasferisce a Roma. Dove rimase fino ai primi mesi del 1652, Dopo questa data si stabilì definitivamente a Firenze. Dove morì il 12 luglio 1664.

Nell’immagine. Stefano Della Bella. Mercanti turchi al porto.

 

Le stampe di Stefano Della Bella

Le incisioni all’acquaforte del Parmigianino

Andrea Mantegna incisore

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Le incisioni all’acquaforte del Parmigianino

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Le incisioni all’acquaforte del Parmigianino.

Francesco Mazzuola detto il Parmigianino è una figura di rilievo nella storia dell’incisione. Vi è entrato con il merito di aver perfezionato la tecnica artistica dell’acquaforte. Dandole una vera fisionomia.

Metodo di cui non fu l’inventore. Anche se tradizionalmente gli è attribuito questo merito.

È corretto invece affermare che nella penisola italiana fu il primo artista a fare di questa tecnica un uso artistico.

Il metodo dell’incisione all’acquaforte prevede una partenza cospargendo la lastra metallica da incidere con uno strato di cera o vernice bitumosa. Entrambe sostanze inintaccabili dagli acidi.

Su questo strato si realizza il soggetto che si desidera incidere. Il disegno avviene per mezzo di una punta in acciaio. Il passaggio dell’estremità appuntita rimuove la copertura. Lasciando un solco scoperto. Nel quale il metallo della base rimane a vista.

La lastra disegnata è immersa in un mordente. A questo scopo usualmente è impiegato l’acido nitrico. Elemento chimico anticamente chiamato acquaforte.

L’azione aggressiva di questo liquido consuma il metallo. Non aggredendo le aree coperte dalla vernice.

A corrosione avvenuta. Dopo aver asportato la protezione. Si ottiene la lastra pronta ad essere inchiostrata e stampata.

L’acquaforte si presenta come un procedimento rapido e immediato.

Affermazione che prende corpo dal raffronto con il modo di operare l’incisione con la tecnica del bulino. Nella quale la figura è eseguita con il maneggio di una sottile punta in acciaio fissata su un manico. Uno strumento da adoperare sulla lastra da incidere con lentezza e pazieza. 

Francesco Mazzuola nasce a Parma l’11 gennaio 1503. Muore a Casalmaggiore in provincia di Cremona il 24 agosto 1540. Ebbe una vita breve ed intensa.

A Roma conobbe l’incisore Marcantonio Raimondi. Dal quale con buona probabilità apprese le pratiche dell’incisione e vide l’uso degli acidi.

Al ricorso a queste sostanze e al  perfezionamento della loro tecnica d’uso dedicò tutto il suo tempo. Spinto dal desiderio di poter incidere l’intero disegno con l’ausilio di mezzi chimici.

Allontanandolo dallo studio della pittura a favore dell’alchimia. Spianando a colpi di martello il rame per realizzare le matrici.

Le incisioni all’acquaforte del Parmigianino conosciute presentano tutte una costruzione del soggetto per mezzo di una linea libera.

La punta metallica si muove in maniera disinvolta sulla vernice resistente all’acido che copre la lastra. Con questo gesto realizza un vero e proprio disegno.

Dove i contorni sono realizzati con segni sottili che formano reticoli irregolari e forme aperte.

Concentra la luce sulle zone del soggetto realizzate in bianco. Mettendo il chiarore in contrasto alle zone d’ombra. Contemporaneamente fissando i volumi.

Si presentano con qualche difetto nella morsura.

Il Bartsch cataloga quindici sue stampe. Altri studiosi variano di molto questo numero. Arrivando ai quarantadue fogli selezionati dal Le Blanc. Un aumento dovuto all’inclusione delle incisioni segnate con il monogramma F.P.

 

Le stampe di Stefano Della Bella

Stefano Della Bella incisore

Andrea Mantegna incisore

 

Nell’immagine. Parmigianino. Gli amanti. Acquaforte. Puntasecca. mm 145×102. H. Zerner, The Illustrated Bartsch 32. New York, 1979. p. 20, n. 14 (14).