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Libri antichi – Il formato degli incunaboli

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Libri antichi – Il formato degli incunaboli

I Libri antichi sono caratterizzati da un formato Negli incunaboli il formato è un riflesso della grandezza del foglio di carta impresso con il testo.

La dimensione del volume è data in base al numero delle piegature subite dalla carta impressa.

Gli incunaboli erano dati alle stampe su carta di qualità.

La pagina presenta ampi margini bianchi. Destinati a lasciare lo spazio all’opera del miniaturista o per le postille del chiosatore.

Le carte che costituisco i libri antichi erano realizzate a mano.

Procedimento che non permetteva una misura uniforme. Caratteristica che influenzerà il formato dei libri antichi.

Agli esordi dell’arte della stampa esisteva il solo formato chiamato in folio.

Dove il foglio di stampa era piegato una sola volta. A formare due carte e quattro pagine.

Verso il 1460 è entrato in uso l’in quarto.

Il foglio era piegato due volte. Originando quattro carte e otto pagine.

Attorno al 1470 si afferma l’in ottavo.

Dove tre erano le piegature a cui il foglio era sottoposto. Si creavano otto carte corrispondenti a sedici pagine.

Poco tempo dopo nasce il formato in sedicesimo.

Col foglio piegato quattro volte. Per sedici carte e trentadue pagine.

Alla fine del XV secolo troviamo il in trentaduesimo.

Formato di piccole dimensioni. Destinato ai libri di preghiera e ai breviari. Un formato non usuale fra gli incunaboli.

La segnatura il più delle volte permette di individuare il formato del libro. Tuttavia non è sempre sufficiente.

Il formato è sempre identificabile con certezza esaminando la posizione della filigrana presente sulla carta.

La collocazione delle vergelle, dei filoni e della marca sono precisi indicatori.

Nel in folio. La marca è posta al centro della carta. I filoni sono verticali.

Nel in quarto. La marca è posta nelle piegature del foglio. I filoni sono orizzontali.

Nell’ottavo. La marca è posta nell’angolo interno superiore. I filoni sono verticali.

L’eccezione è per la carta di bassa qualità. Dove non era presente la filigrana o marca d’acqua. Un tipo di carta spessa, rigida e fragile.

La bibbia del Gutenberg fu il primo impresso. Stampata in folio. È quasi totalmente costituita da quinterni. Fascicoli composti da dieci carte. Formati da cinque fogli a stampa in folio. Rilegati accavallati.

Il De vita christiana scritto da Sant’Agostino è il primo libro impresso nel formato in quarto. Stampato da Magonza. Dai torchi di Johannes Fust e Peter Schöffer.

Il formato in ottavo compare nelle Epistolae di Phalaris tiranno di Siracusa. Stampato a Roma. Presso Ulrich Han.

Officium Beatae virgins Mariae fu il primo libro impresso in sedicesimo e successivamente ristampato in trentaduesimo. Entrambi le edizioni furono stampate a Venezia. Dalla tipografia di Nicolas Jenson. L’edizione in 16° è datata 1474. Quella in 32° é del 1475.

 

I libri antichi e i libri rari

Le caratteristiche degli incunaboli

Il repertorio degli incunaboli

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli

Appunti di un bibliofilo

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Libri antichi – Le caratteristiche degli incunaboli

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Libri antichi – Le caratteristiche degli incunaboli

 

I Libri antichi hanno un indubbio fascino, dato dalle loro caratteristiche, affermazione ancor più vera per gli incunaboli.

Queste antiche edizioni sono ricche di molteplici caratteristiche. La cui conoscenza permette di valutare al meglio l’importanza del volume che si sta esaminando.

In questa fase l’analisi non può prescindere dalla competenza e dalla sensibilità del bibliofilo.

Due peculiarità delle quali ci si deve avvalere per apprezzare al meglio i libri antichi.

La collazionane è il principale esame da compiere sull’incunabolo.

Consiste nella ricerca della conferma della completezza delle pagine presenti.

Operazione difficoltosa nei primi libri antichi realizzati a stampa perchè le pagine non sono numerate.

Nel 1470 Giovanni da Spira introduce la numerazione delle pagine.

Queste sono contate a carte. Usufruendo dei numeri romani.

La carta corrisponde al recto e al verso della pagina. E’ un sistema di enumerazione che non si avvale della differenziazione fra pagine dispari e pari.

Nel 1472 Johann Koelhoff a Colonia introduce la segnatura.

Una indicazione composta da lettere e numeri.

Queste indicazioni sono stampate sulla prima metà di ciascuno dei fascicoli che compongono il libro.

La segnatura è pensata per facilitare il lavoro del legatore. Ha il fine di evitare errori di cucitura delle pagine.

Quando il fascicolo era un quaderno.

La prima carta porta la segnatura Ai. Le carte successive Aii, Aiii e Aiiii. La seconda metà dei fogli è priva di segnatura.

Sul fascicolo successivo sono apposte sulle prime quattro carte le lettere Bi, Bii, Biii e Biiii. Seguite da altre quattro carte bianche.

Questo schema si perpetua sino alla fine delle carte componenti il libro.

Il controllo della presenza di tutte le parti del fascicolo è la prima operazione da farsi nella collazione degli incunaboli.

Il richiamo è posto nell’ultima pagina di ogni fascicolo.

Si compone della prima parola che compare all’inizio del fascicolo successivo.

Questo permette di sapere se tutti i fascicoli costituenti l’opera sono presenti.

 

Le segnature sono elencate nel registro. Quest’ultimè posto all’inizio o alla fine del volume.

Negli incunaboli spesso la prima carta è bianca al recto.

Il testo può incominciare al verso della prima carta o al fronte della seconda.

Anche quando la prima carta è bianca da entrambi le parti ai fini della completezza del libro antico è necessario che sia presente.

Negli incunaboli non è presente il frontespizio.

Dopo il 1480 si afferma l’suo dell’occhietto. Composto dal titolo stampato al centro del recto della prima carta.

Nei libri antichi il frontespizio compare non prima del 1500.

 

 

I libri antichi e i libri rari

Il formato degli incunaboli

Il repertorio degli incunaboli

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli

Appunti di un bibliofilo

Nell’immagine La copertina anteriore del catalogo d’asta Manoscritti autografi. incunaboli. legature. libri di interesse emiliano. libri figurati del secolo XVIII. Vendita all’asta moderna 27 maggio 1928 Milano Libreria antiquaria di Ulrico Hoepli MCMXXVIII.

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I libri rari come riconoscerli

I libri rari come riconoscerli

I libri rari come riconoscerli.

I libri rari come riconoscerli.

 

Il desiderio di un qualunque bibliofilo non si limita al solo piacere di collezionare dei libri antichi. Lo spinge, fra questi a selezionare, con accuratezza, i volumi, dell’argomento di suo interesse, qualificati come i più rari.

Il suo fare è mosso da un forte amore verso il libro. Un trasporto che da sempre, in questo più che particolare genere di individui, non si limita al solo testo ma,. Prende in considerazione tutte le qualità dell’edizione.

Quest’ultima, nell’analisi più ingenua, è una caratteristica che si esprime nella peculiarità dei materiali scelti, nelle tecniche di stampa impiegate e nelle caratteristiche della rilegatura. I libri rari come riconoscerli.

La sensibilità del bibliofilo conferisce particolare rilievo all’analisi del tipo di carta impiegata. Per il bibliofilo risulta irresistibile un impressione stampata su carta colorata, paradisiaca quella su pergamena.

Alla carta si lega il formato dei volumi. Il bibliofilo mostra un particolare interesse per i libri antichi e i libri rari di formato minuscolo.

Tutti questi connotati però non possono nulla nei confronti della particolarità da sempre più ricercata ovvero la rarità. I libri rari come riconoscerli.

 

Come individuare quando i libri antichi sono dei libri rari?.

 

Per indentificare quali fra i libri antichi sono anche dei libri rari è sempre utile avvalersi del proprio sesto senso.

Un requisito che tutti i bibliofili coltivano con estrema cura.

Affinandolo con l’esperienza e basandolo su delle ponderate riflessioni.

Manoscritti, codici, incunaboli e libri antichi possono potenzialmente essere tutti dei libri rari. I libri rari come riconoscerli.

 

Questa considerazione è valida anche solo per il mero calcolo dell’età.

Più il tempo passa più aumentano le difficolta di conservazione del materiale di cui i libri sono costituiti. Senza trascurare che la carta è un materiale molto sensibile all’azione dell’acqua e ancora di più all’opera del fuoco.

Le pagine sono anche un gustoso pranzo per una infinità di insetti. Mangia oggi e mangia domani e del nostro libro rimane ben poco di collezionabile.

Sono tutte queste delle buone ragioni che attribuiscono ad ogni libro antico una latente potenzialità di appartenenza alla categoria dei libri rari.

Comunque è bene precisare che i libri rari non devono essere necessariamente dei libri antichi. Rari o rarissimi sono anche edizioni stampate da pochi anni. 

I libri rari come riconoscerli.

Quali sono le categorie entro le quali è più facile reperire i libri rari?.

Un primo orientamento si può delineare dividendo i libri in quattro gruppi.

La distinzione avviene tenendo in considerazione: l’edizione, il contenuto, la curiosità e le caratteristiche proprie dell’esemplare.

L’appartenenza a uno di questi gruppi è un ottimo preludio ma, non basta.

 

Sono libri rari per edizione quelli:.

I libri rari come riconoscerli.

  • Stampati in lingue esotiche.
  • Figurati con importanti illustrazioni.
  • Impressi da celebri tipografi.
  • Editi da stamperie private.
  • Quando l’edizione è composta da poche o ancor meglio pochissime copie.
  • Opere monumentali perché di solito appannaggio delle sole biblioteche.
  • Libri in edizione principe.

 

I libri rari per contenuto comprendono: I libri rari come riconoscerli.

 

  • Opere di storia locale.
  • Libri di cosmologia, scienza, musica e storia del teatro.
  • Volumi di letteratura popolare.
  • Testi erotici.

 

Libri antichi rari per curiosità comprendono:.

 

  • Volumi che trattini di argomenti particolari.
  • Libri proibiti. I libri rari come riconoscerli.
  • Testi scritti da autori burloni, strambi o pazzi.
  • Quando recano difetti nell’edizione.
  • In formati non usuali.

 

 

I libri rari per caratteristiche proprie dell’esemplare comprendono:.

 

  • Le copie uniche. Ovvero quelle superstiti dalle distruzioni, sopravvissute alle fiamme dei roghi.
  • Esemplari in perfette condizioni.
  • Copie con significative dediche.
  • Libri chiosati da importanti personaggi.
  • Con rilegature realizzate da importanti autori o alle armi.

I libri rari come riconoscerli.

Questa classificazione del genere dei libri antichi e dei libri rari non può, per sua natura, essere completa.

Questo è una elencazione che vuole essere il solo punto di partenza.

Uno spunto di meditazione. Un inizio per affinare e perfezionare la propria sensibilità di collezionista. 

I libri rari come riconoscerli

 

 

Nell’immagine:. Hervieux de Chanteloup, Nuovo trattato utilissimo de’ canarini, Venezia, 1724.

 

I libri rari come riconoscerli.

 

Il formato degli incunaboli.

 

 

Le caratteristiche degli incunaboli.

 

 

Il repertorio degli incunaboli.

I libri rari come riconoscerli.

 

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli.

 

 

Appunti di un bibliofilo.

 

 

Libri antichi consigli sulla corretta conservazione.

 

 

Maison A Quantin editeur.

 

 

Il fascino del libro figurato d’autore.

 

 

I libri rari sono un significativo pezzo della nostra storia.

Dei testi che sfidando tutte le avversità sono giunti fino ai nostri giorni.

 

Una fortuna per tutti i libri rari ma, anche e soprattutto, per l’appassionato collezionista. Colui che in questo modo ha la soddisfazione di averli fra le mani. Potendo così sfogliarli e aver il privilegio di riuscire ad apprezzare tutte le loro peculiarità. Da quelle che chiunque può percepire. a quelle che solo i più accaniti topi da biblioteca sanno individuare.

Il formato, ovvero le dimensioni, è una di quelle caratteristiche che non possono sfuggire a nessuno. Anche a chi dai libri, soprattutto se rari e antichi, si è sempre mantenuto a debita distanza.

Esistono libri enormi ed altrettanti piccolissimi o addirittura microscopici.

Come puoi immagine un libro gigantesco ?.

Pensalo grande, con le pagine che misurano ognuna otto per cinque metri. Di questi fogli ne esistono 429, fra loro cuciti a formare un volumone stampato su carta e rilegato in metallo.

Il tutto pesa la bellezza di quindici quintali.

Narra del Profeta Maometto e dell’Islam. Un librone entrato a ragione nel Guinness dei primati.

Ma il sofisticato amatore cosa ricerca ?.

Lui non si ferma certo all’apparenza. Quello che gli frulla nella testa è difficile da esprimere in poche parole, anzi è proprio difficoltoso da raccontare. Forse, può essere, quella tonalità dell’inchiostro. Forse quello spazio bianco a fine frase, può darsi che sia il colore della carta e via di seguito con molti altri dubbi.

Comunque solo lui lo sa e non è certo propenso a dirlo a chiunque!.

Bisogna sapere che l’acquistare dei libri rari è un attività fuori controllo, dai notevoli rischi.

La motivazione non ha un unica spiegazione, può essere il desiderio di avere una copia in prima edizione dello scritto del proprio autore preferito. Per molti rimane difficile non subire il fascino della lettura di un romanzo nella sua edizione originale.

Pensati, seduto in poltrona, con il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa fra le mani. Cogli il momento in cui occhio legge sul colophon: Stampato il 25 ottobre 1958.

L’acquisto può anche essere spinto da un forte interesse verso uno specifico argomento. Il desiderio di conoscere tutti i segreti della materia, narrati da uno dei più noti e riconosciuti specialisti di quel tema.

Quale appassionato gastronomo, alla ricerca dell’ingrediente più segreto, non consulterebbe il libro di Pellegrino Artusi intitolato La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene. Il manuale di cucina noto a chiunque e, dal 1891, il riconosciuto manifesto della cucina italiana.

Un’altra ragione è quando si pensa di regalarlo. È un dono, in genere, molto gradito. Questo se si conoscono gli interessi di chi lo riceve e, soprattutto, se non è già parte della collezione del destinatario.

Comunque con i libri rari difficilmente si cade in errore.

Nel caso in cui l libri antichi sono pensati come un omaggio, ci troviamo in un fortunoso caso. Una situazione che una cara amica definirebbe con le parole: Audace ci piace!. Così facendo i libri antichi regalati diventano i portatori anche di qualche taciuto messaggio o augurio.

Ora esaminiamo il caso più difficile: Il collezionista!.

In questa occasione evoco Eduardo De Filippo e Gli esami non finiscono mai.

Ci troviamo dinanzi a un profondo conoscitore dell’argomento. Un’autorità che in altri tempi avrebbe partecipato con successo a un qualunque tele quiz. Un personaggio che, a memoria, ricorda che in quel libro, a quella pagina e in quella riga si legge invece ci dovrebbe essere. Insomma lui stesso è una vivente monografia sul tema.

Questa rimane sempre una esperienza indelebile, una fonte di numerose e rare informazioni.

Quale fra tutti i libri rari acquistare ?.

A ciascuno il suo, usufruendo di Leonardo Sciascia e del titolo del suo romanzo giallo.

Si parte così e in breve tempo si riempie la libreria. In seguito si passa alla disposizione a doppia fila su ogni ripiano. Dopo questo traguardo s’inizia con le mensole a muro, per finire con gli accumuli sparsi in ogni ambiente della casa. Insomma una scelta pericolosa, da ben ponderare.

Se vuoi correre tutti questi rischi, comincia a consultare il mio catalogo oppure contattami.

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Libri antichi – La Pergamena e la miniatura

SCHETTIN ANNA - Possibilità praticamente illimitate di nuove simmetrie combinazioni appaiamenti (Italo Calvino) 1

Libri antichi – La Pergamena e la miniatura

 

 

Nei libri antichi l’uso della pergamena richiedeva una preziosa decorazione realizzata con la miniatura.

L’uso della pergamena come supporto per i testi manoscritti precede l’introduzione della carta e della stampa.

Sostituisce i rotoli in carta di papiro e anticipa il libro nella forma che oggi conosciamo.

Sui codici membranacei con il passare del tempo si è aggiunta la decorazione. Realizzata mediante l’apposizione della miniatura.

La pergamena è anche chiamata cartapecora o carta pecudina.

È prodotta partendo dalle pelli d’animale. Depilate, lisciate ed infine lasciate asciugare sotto tensione.

I principali animali sfruttati per questa produzione sono: il maiale, la pecora, la capra, il vitello, il montone e l’agnello.

La notizia più antica dell’uso della pergamena come supporto per la scrittura la fornisce Plinio il vecchio.

Appare nella sua Naturalis historia o Storia naturale.

Dalla lettura dell’opera si apprende della limitazione dell’esportazione del papiro dall’Egitto. Voluta dal faraone Tolomeo V.

Di conseguenza, il re di Pergamo Eumene II ribatté al blocco cambiando la base per la scrittura. Sostituendo i fogli realizzati in papiro con quelli prodotti con pelle animale.

La città di Pergamo fu il luogo dove questo elemento acquisì importanza. La località da cui deriva anche il nome di Pergamena. Un termine ancora in uso.

La cartapecora è un materiale usato come supporto alla scrittura fino al Trecento.

Utilizzo in seguito gradatamente soppiantato dalla carta.

Rimanendo impiegata solo come materiale per la legatura. Impiego ancora oggi in auge.

La Pergamena è un materiale coriaceo ed elastico.

Caratterizzata da una notevole resistenza e un degrado ridotto.

Prerogativa che permette la piegatura e la possibilità d’uso al fronte e al retro in contemporanea. Consentendo la realizzazione di codici membranacei. I primi manoscritti in forma di libri.

Il calligrafo era il compilatore del codice membranaceo.

Nel corso del tempo questi codici membranacei acquisirono delle decorazioni sempre più lussuose.

Realizzate con l’impiego dell’oro, dell’argento e della porpora.

Il testo era redatto con inchiostri di diversi colori.

La tinta rossa era impiegata per tracciare le lettere iniziali, per evidenziare i titoli, i capitoli e i paragrafi.

Prodotta usando il minio. Un minerale formato da ossido di piombo in varie gradazioni di colore. Dall’arancio al rosso vivo.

A partire dal XIV secolo al calligrafo si affiancò il pittore e il miniaturista.

Introducendo nei codici membranacei la miniatura. Delle illustrazioni di piccolo formato. Poste a figurare il contenuto del testo. Trasformando il manoscritto in opera d’arte.

La Bibbia di Borso d’Este alla Biblioteca Estense Universitaria di Modena. La Grammatica del Donato il codice Trivulziano 2167. Il Breviario Grimaldi alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia ben rappresentano gli apici di questa arte.

 

Formato degli incunaboli

Appunti di un bibliofilo

Libri antichi consigli sulla corretta conservazione

 

Nell’immagine. Una calligrafia contemporanea. Realizzata da Anna Schettin. Intitolata le Possibilità praticamente illimitate di nuove simmetrie combinazioni appaiamenti. Da Italo Calvino.

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Libri antichi Da Magonza a Subiaco

Libri antichi Da Magonza a Subiaco

 Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Libri antichi La nascita della stampa in Italia Da Magonza a Subiaco.

 

In Italia la stampa dei primi libri antichi avviene a Subiaco, una località poco distante da Roma.

Nell’odierno Lazio la stampa a caratteri mobili arriva dalla Germania, più precisamente dalla città di Magonza o Mainz in lingua tedesca. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Una città situata nella Germania occidentale, situata alla confluenza dei fiumi Meno e Reno.

Qui nasce e muore Johannes Gutenberg, l’inventore della stampa a caratteri mobili.

La città di Magonza vede la stampa del primo libro impresso in Europa con la tecnica dei caratteri mobili, la Bibbia a quarantadue linee.

Tutto questo patrimonio di conoscenze viene meno nel 1462,  a seguito  dell’assedio e della distruzione di Magonza da parte di Adolfo di Nassau. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Dal ferro e dal fuoco non si salvò nemmeno la tipografia di Giovanni Gutenberg. Allo stampatore era ascritta la colpa della pubblicazione di alcuni volantini dal contenuto ben poco benevolo nei confronti dell’invasore.

Dopo tutte queste vicende la città di Magonza non riesce a ritrovare il passato fasto, perdendo così anche il conquistato primato dell’arte della stampa.

Libri antichi Da Magonza a Subiaco

I tipografi tedeschi sono costretti a trasferirsi. Scelgono come  luoghi di destinazione della loro emigrazione quelle località dove la nuovissima arte della tipografia aveva le maggiori possibilità di affermazione.

Il concretizzarsi di questa situazione permette la composizione dei primi libri antichi in Italia, ideati a Magonza e concretizzati a Subiaco.

La penisola italiana ben rispondeva alle esigenze di questi stampatori.

É il luogo dove il Rinascimento e il rinnovamento culturale di cui era promotore ponevano le basi ideali per l’affermarsi della nuova arte tipografica.

La nuova arte della stampa, in Italia, ha un ampio successo. Questo è alimentato dal sempre vivo interesse per i testi classici greci e latini. Agevolato dal rifiorire delle lettere e delle arti, dal rinnovato interesse per la scienza e in genere della cultura.

 

La storia dei libri antichi in Italia parte da Magonza e inizia a Subiaco.

Nel 1464 Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz scesero a Subiaco,  sono invitati e accolti nel monastero benedettino di Santa Scolastica.

In Italia, i due tipografi iniziano una compravendita di libri. I volumi da loro commercializzati erano impressi nell’officina di Johann Fust e Peter Schöffer.

In contemporanea cominciano i lavori per allestire la prima officina tipografica della penisola italiana. 

Costruiscono le macchine per la stampa. Incidono i punzoni e fondono i caratteri.

Il loro lavoro era agevolato dalla quantità dei manoscritti posseduti dalla biblioteca del monastero, per loro erano tutti dei testi pronti da dare alle stampe. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Una iniziativa agevolata dalla vicinanza con la città di Roma, pensata come un proficuo punto di smercio.

 

Dalla tipografia uscirono quattro incunaboli:.

 

  • Il Donatus pro puerulis o Ars minor. In italiano, il Donato per fanciulli o Donato minore.

Un libro scolastico. Un opera composta dal grammatico latino Elio Donato.

Il testo comprende una delle due parti in cui è diviso il manuale di apprendimento della lingua latina intitolato l’Ars grammatica.

Composto dai due testi: l’Ars minor e l’Ars maior.

Il volume è impresso prima del 1465. Dell’edizione non ci è giunta nessuna copia. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

La sua data di stampa è incerta. Si ipotizza o prima del 3 dicembre 1464 oppure prima del 30 settembre 1465.

  • Una raccolta di opere dello scrittore latino Lattanzio.

Il libro riuniva il: De opificio hominis, il De ira Dei e il De divinis institutionibus adversus gentes. Iniziato il 3 dicembre del 1464 e datato al colophon 29 ottobre 1465.

  • Il De civitate Dei o La città di Dio.

Opera scritta da Sant’Agostino d’Ippona. Un testo scritto in lingua latina, composto da ventidue libri. Finito di stampare il 12 giugno 1467. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Libri antichi Da Magonza a Subiaco

Nel 1467 Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz si trasferirono da Subiaco a Roma. Dove impiantarono una tipografia nel rione Parione, presso Campo de’ Fiori.

Nello stesso anno dello spostamento compare il loro primo incunabolo impresso a Roma, è l’Epistolae ad familiares scritto da Cicerone. Seguirono ristampe delle opere stampate a Subiaco e la pubblicazione dei testi fondamentali della letteratura antica e medievale. Quest’ultimi scelti anche con un occhio verso la loro notorietà  al fine di facilitarne la vendita.

La collaborazione lavorativa fra Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz si concluse nella prima metà dell’anno 1473. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Pannartz decede a Roma, prima del 17 aprile 1476 e Sweynheym nel 1477.

 

In Francia la stampa arrivò nel 1470. Quando Roma era già un luogo invitante per tipografi e punto di commercio del libro.  

 

Nell’immagine in testa: Veduta del Convento di S. Benedetto presso Subiaco. Incisione originale. Disegnatore Charles Guillaume Bourgeois. Incisore Guyot. Impressa agli inizi del XIX secolo. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

 

 

Gutenberg e la stampa a caratteri mobili.

 

 

Il repertorio degli incunaboli. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

 

 

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli.

 

 

I best seller dell’antichità.

 

 

Libri in miniatura editi dalla tipografia Salmin a Padova.

 

 

Libri in miniatura il Dantino edito dalla tipografia Salmin a Padova.

 

 

Il libro autografato e la sua collezione.

 

 

Appunti di un bibliofilo.