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Libri antichi – Dall’uso dell’incipit al frontespizio

Manoscritto - Registro delle testimonianze sulla disputa fra Cannobio e Brissago per la divisione degli oneri di decima

Libri antichi – Dall’uso dell’incipit al frontespizio.

Libri antichi – Dall’uso dell’incipit al frontespizio.

Nella storia dei libri il passaggio dall’uso dell’incipit al frontespizio è un passo determinante.

Il frontespizio di un volume è il punto di lettura iniziale di tutti i libri antichi. Spesso è anche il punto finale.

L’introduzione del frontespizio è uno dei momenti più salienti nella trasformazione del manoscritto in prodotto a stampa.

La più ricca raccolta di testi dell’antichità era custodita nella Biblioteca reale di Alessandria d’Egitto. Costituita attorno al III secolo avanti Cristo. Durante il regno di Tolomeo Filadelfo. Un faraone egizio chiamato Tolomeo II dalla storiografia moderna.

I volumi appartenenti alla Biblioteca reale di Alessandria con buona probabilità erano catalogati in base all’incipit. Termine che deriva dal verbo latino incipĕre. Ovvero incominciare.

In bibliografia indica la citazione della prima o delle prime parole di un testo. Questi rappresentano l’assieme di quei termini che individuano chiaramente ogni volume.

Gli antichi manoscritti iniziavano con la formula: Incipit seguito dal titolo e dal nome dell’autore.

Per esempio. Un manoscritto del XIV cesimo secolo contenente la raccolta di brevi dialoghi scritti in prosa latina da Francesco Petrarca. Intitolata De remediis utriusque fortunae ha come inizio la frase: Incipit liber primus de remediis utriusque fortune Francisci Petrarche.

Questo modo di catalogare basato sull’uso dell’incipit aveva come caratteristica l’indifferenza per il corretto titolo del testo e per il nome dell’autore.

Peculiarità che persisterà per tutto il Medioevo. Diventando la causa delle innumerevoli attribuzioni errate o dubbie di numerose opere.

L’affermazione della stampa permise il contenimento e l’eliminazione dell’ anonimato di molte opere.

Una nuova concezione della proprietà letteraria dei testi e della celebrità dell’autore furono in parte agevolati da questo processo. Due caratteristiche che vanno affermandosi durante il Rinascimento.

La nascita del frontespizio risente dell’abitudine degli amanuensi di porre sulla loro opera la subscriptio.

Una iscrizione contenente l’indicazione del nome del copista o del committente, il luogo e la data di fine del lavoro e delle annotazioni.

A seguito di questa abitudine gli stampatori introdussero il colophon.

Il primo colophon conosciuto inusualmente appare ricco di informazioni. Caratteristica che non si manterrà in molti dei posteriori. Nei quali persisterà l’omissione dell’autore. È composto dal titolo, dal nome dello stampatore, dal luogo di stampa e dalla data completa della fine dell’opera.

Il colophon completo è così composto: Psalmorum codex Johannes Fust & Peter Schoffer Magonza 14 agosto 1457. Libro stampato con caratteri incisi in legno. Ad eccezione di quelli del colophon dove le lettere erano realizzate in metallo.

Le prime comparse del frontespizio furono sporadiche. Furono ad opera di Peter Schoffer nel 1463 e Arnold Therhoernen nel 1470. Entrambi non percepirono la possibilità latente di quella introduzione.

Il frontespizio dei primi libri era molto simile a quelli che al giorno d’oggi è chiamato occhiello generale.

Il loro scopo più probabile era quello di impedire che la prima pagina del libro si sporcasse durante la permanenza in stamperia. Prima di arrivare nelle mani del legatore.

Da questo punto inizia la trasformazione del frontespizio. La pagina del libro che ha subito le maggiori modifiche. Variazioni che permettevano di esprimere i gusti e gli stili delle differenti epoche.

 

Gutenberg e la stampa a caratteri mobili.

Il repertorio degli incunaboli.

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli.

I best seller dell’antichità.

Libri in miniatura editi dalla tipografia Salmin a Padova.

Libri in miniatura il Dantino edito dalla tipografia Salmin a Padova.

il libro autografato e la sua collezione.

Appunti di un bibliofilo

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Gutenberg

Libri antichi La Bibbia del Gutenberg

Gutenberg.

I libri antichi La Bibbia del Gutenberg e la stampa a caratteri mobili.

L’attuale esistenza dei libri antichi, il ruolo dell’operato svolto da Gutenberg e la stampa a caratteri mobili sono fra loro tre elementi inseparabili.

 

Nello svolgersi della storia dell’umanità, il compito portato a termine da Gutenberg è di grande importanza. Questo perché, durante la sua vita e con il suo lavoro, diventa una delle principali figure nella nascita e nello sviluppo dell’arte tipografica. 

In questo ambito, si ingegna nell’opera di messa a punto della tecnica della stampa con l’ausilio dei caratteri mobili.

Quest’ultimi sono il mezzo che permette l’impressione del testo su un supporto. Gutenberg.

Sono fusi, a mezzo di matrici, in una lega metallica, realizzati in rilievo e raffigurano la lettera invertita. La caratteristica del metallo impiegato è di fondere a temperature piuttosto basse ed essere abbastanza resistente alla pressione. Gutenberg.

La messa a punto di questo procedimento permette l’inizio di una più ampia diffusione della cultura. In quanto inaugura un processo dove la conoscenza non più veicolata al solo manoscritto, un testo di studio sempre lungo da realizzare e costoso. Gutenberg.

A quest’ultimo si congiungono i libri prodotti a stampa, disponibili in un numero maggiore di copie e a un prezzo inferiore. 

In questi momenti e a seguito degli sforzi operati da Gutenberg si editano i primi libri prodotti a stampa, quelli che ora noi definiamo antichi.

Questi volumi si presentano tutti impressi in serie e fra loro uguali. Una parificazione omogenea anche negli errori, quando questi sfuggono durante il processo di correzione della bozza. Gutenberg.

La caratteristica dell’uso della stampa a caratteri mobili è il permettere di rivedere e correggere il testo da stampare. Dando, in questo modo, alla stampa la bozza corretta. 

Johann Gensfleisch zur Laden zum Gutenberg inizia la sua attività lavorativa come orefice.

Nasce fra il 1394 e il 1399 e decede il 3 febbraio 1468.

Si crede che nel 1460 cessi la sua attività di stampatore. Questo avviene perché colpito da cecità. Gutenberg.

Libri antichi La Bibbia del Gutenberg

I suoi primi esperimenti nell’ambito della stampa risalgono al 1440 e  avvengono nella città di Strasburgo. Da qui in avanti le esperienze acquisite nell’uso del torchio tipografico e dei caratteri mobili in lega metallica migliorano sempre più. Gutenberg.

Queste sperimentazioni permisero l’avvio di un iniziale sfruttamento commerciale, avvenuto intorno al 1450.

Questo primo impiego, o forse uno dei primi, avviene in Germania, nella città di Magonza. Gutenberg.

É in questa località dove prese il via l’iniziativa di stampare il testo della Vulgata o Volgata. Scritto proposto nella versione realizzata dal suo principale autore, Sofronio Eusebio Girolamo. Questa opera è la versione latina della Bibbia, quella in uso nella Chiesa cattolica. Gutenberg.

Questo libro antico è ora conosciuto come la Bibbia a 42 linee.

 

Il nome deriva dalla conta del numero di righe di testo presenti in entrambi le due colonne stampate sulla pagina. Dove per migliorare l’eleganza della facciata tutte le righe terminano allineate sul margine destro. 

La B42 è il primo libro realizzato in Europa a stampa a caratteri mobili. Gutenberg.

 

È composta da due volumi in folio. Uno è formato da 322 fogli e l’altro da 319. Complessivamente 641 fogli, pari a 1282 pagine.

Tutto il testo è composto su due colonne e impresso con un carattere che imita la scrittura gotica. Gutenberg.

Nel primo volume i fogli dal primo al fronte del quinto sono stampati con 40 righe di testo. Il retro del quinto foglio a 41 righe di testo. Solo dal sesto foglio le righe di testo diventano 42.

In tre anni di lavoro Gutenberg stampa 180 copie complessive. Fra queste 40 copie sono impresse su pergamena. Di quest’ultime, ad oggi, se ne conoscono solo quattro. Gutenberg.

Tutti i libri stampati su fogli in pergamena sono, fra i libri antichi, quelli considerati di maggior pregio. Questo perché si presentano meno deperibili della carta e rievocano l’obsoleto codice pergamenaceo. Gutenberg.

La B42 è stampata a Magonza. I lavori per la sua realizzazione iniziano fra la fine del 1452 e gli inizi del 1453 e si concludono nel 1455.

Il primo volume contiene parte dell’Antico Testamento. Il secondo comprende la parte finale del primo e tutto il Nuovo Testamento.

Alla B42 segue la Bibbia a 36 righe. Gutenberg.

 

Anche quest’ultima stampata a Magonza, prima del 1460, probabilmente fra il 1457 e il 1458. Questa è un’edizione sulla quale alcuni studiosi nutrono dei dubbi, negando che sia, in tutto o in parte, opera di Gutenberg.

 

L’operazione di stampa della Bibbia a 42 linee è permessa da due fattori:. La nascita di una società con l’incisore Peter Schoffer o anche Petrus Schoeffer e. Dal prestito in denaro ottenuto dall’orafo Johannes Fust. Gutenberg.

Libri antichi La Bibbia del Gutenberg

Gutenberg non riuscì a far fronte al finanziamento avuto e per questo è citato in giudizio da Fust.

Peter Schöffer è il principale collaboratore di Johannes Gutenberg, assieme realizzano  la Bibbia a 42 linee. Nella causa intercorsa fra Gutenberg e Fust, Schoffer testimonia in favore di Johann Fust.

Quest’ultimo, a fronte del denaro prestato e degli interessi non corrisposti, riceve, a risarcimento, parte dell’attrezzatura di stampa.  Gutenberg.

A questo punto Fust dispone di tutto il necessario per diventare lui stesso uno stampatore. Attività inizia a Magonza, nel 1457, affidandola al tipografo Peter Schoeffer.

 

Il Psalterium Magontinum o Salterio di Magonza è il loro libro d’esordio. Una Editio princeps impressa in lingua latina. É il secondo libro incunabolo stampato, preceduto solo dalla Bibbia del Gutenberg.

Questo volume vanta tre primati. É il primo con il colophon,. A contenere due righe di musica,. A essere impresso a colori, presentando i capolettera incisi e impressi con inchiostri di tre diversi colori: rosso, viola chiaro e blu. 

Al colophon, oltre al nome dello stampatore, il luogo e la data di stampa: Magonza, il 15 agosto 1457.

A questo incunabolo seguono:. Gutenberg.

  • Il Rationale divinorum officiorum di Guglielmo Durante, edito nel 1459.
  • La Bibbia delle 48 linee, edita nel 1462. É il primo libro che presenta la marca tipografica. Gutenberg.
  • Il De officiis di Cicerone, edito nel 1465. É il primo libro stampato con i caratteri greci.
  • L’Herbarius latinus, edito nel 1484, e seguito da dieci ristampe, l’ultima data 1499. Compilato da fonti manoscritte, descrive 150 piante e 96 medicine.

Quindici anni dopo la morte di Gutenberg la stampa era già diffusa in ogni paese dell’Occidente cristiano.

 

 

 

Appunti di un bibliofilo.

 

 

La nascita della stampa in Italia Da Magonza a Subiaco.

 

 

Il repertorio degli incunaboli. Gutenberg.

 

 

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli.

 

 

I best seller dell’antichità. Gutenberg.

 

 

Libri in miniatura editi dalla tipografia Salmin a Padova.

 

 

Libri in miniatura il Dantino edito dalla tipografia Salmin a Padova.

 

 

Il libro autografato e la sua collezione.

Gutenberg.

 

I libri antichi sono una cosa seria!.

 

Tanto seria e profonda che da sempre il mondo del commercio dell’antiquariato si divide fra librai antiquari e antiquari. Due realtà con pochi punti in comune. Gutenberg.

Il commercio dei libri antichi è un ambito specialistico, nel quale molte delle conoscenze si maturano con lo studio e con la conoscenza diretta.

Per ogni librario antiquario, su un libro antico, la prima scottante esperienza da farsi è la collazione. Con questa operazione si controlla la completezza dei libri antichi. Si ricerca la conferma della presenza di tutte le loro parti, senza dimenticarsi delle pagine bianche.

Di sventure ne seguono molte altre, tutte formative. Gutenberg.

Quali la scoperta che la tavola più significa del volume è andata persa. Oppure che le pagine dell’indice sono smarrite o che l’esemplare in esame è mutilo del frontespizio. Dato che la fortuna è cieca e la sfortuna ci vede benissimo, a questi spiacevoli eventi ne possiamo aggiungere molti altri.

Per questa ragione è sempre importante, al momento della compravendita, accettarsi della completezza dei libri antichi. Garantita dal professionista e sempre ricontrollata dal collezionista. Gutenberg.

Ogni librario antiquario e ogni collezionista di libri antichi prima o poi sfoglierà un catalogo d’asta o di vendita stampato da qualche passato collega.

Uno di quelli che erano in attività agli inizi del Novecento. Su quelle pagine ci troverà pubblicato ogni suo desiderio cartaceo. Gutenberg.

Agli inizi del Novecento era consuetudine avere fra i lotti codici pergamenacei miniati e un vasto assortimenti di incunaboli. A quell’epoca e con quella offerta le edizioni del Cinquecento non erano poi così apprezzate. Possiamo immaginare cosa si pensava dei libri editi nel Settecento e nell’Ottocento.

Per il libri antichi quella offerta e quei tempi risultavano già tramontati nel 1932. Anno nel quale il dottor Mario Morgana faceva questa constatazione sulle pagine del suo manuale Hoepli sul restauro del libri antichi. Gutenberg.

Questo assottigliamento è andato sempre più pronunciandosi, fino ad arrivare all’attuale situazione, dove l’offerta di libri antichi è rarefatta.

 

Un libro antico non è detto che sia anche raro, quando avviene è preferibile!. Gutenberg.

 

Ai nostri giorni, la categoria dei libri antichi si è allargata ai libri rari.

Originando un contesto dove non è detto che un libro raro sia anche antico e se questo connubio avviene si è quadrato il cerchio.

 

L’attuale mercato dei libri antichi e rari non vede appartenere a questa categoria solo i libri antichi, ma anche numerose edizioni stampate pochi anni fa.

Quest’ultime, per varie ragioni, diventate difficilmente reperibili sul mercato. Risultando molto più ricercate di tanti altri libri antichi, così definiti solo in base alla loro data di stampa.

Sapendo questo non è ora difficile interessarsi ai libri antichi.

Ci si può avvicinare come collezionista o semplice curioso, ma, in entrambi i casi, non sarà facile sfuggire al loro connaturato fascino.

Una seduzione che principalmente si basa sul loro contenuto.

Un testo che fa trasparire la storia e la cultura racchiusa nelle sue pagine. Affiancato all’eleganza della stampa e alla ricercatezza della composizione grafica. Amplificato dall’aggiunta delle illustrazioni, queste, nei libri antichi, sono delle stampe originali. Delle figure disegnate, incise su lastra ed infine, con ricercata eleganza, impresse nel testo.

Questo fascino non può prescindere dalla loro rilegatura.

Fatta di pelli pregiate ed estesa a tutta la legatura o al solo dorso. Fra i cuoi più usati troviamo il marocchino, la bazzana, il vitello e la pelle di maiale. Il marocchino proviene dalla pelle delle capre. La pergamena dalla concia della pelle di porco e di scrofa. Gutenberg.

Non meno ricercate e gradevoli sono le carte che ricoprono i piatti oppure formano le guardie. Queste nei libri antichi molte volte sono marmorizzate. Ossia realizzate con una decorazione fatta di vari colori che, nel loro assieme, vogliono imitare la superfice dei marmi.

Come vedi i libri antichi sono pieni di storia, non solo nel contenuto, ma anche nella loro ricercata ed artistica rilegatura.

 

I libri antichi sono una continua fonte di suggestioni e di seduzione.

Se vuoi anche tu provare queste emozioni, comincia a consultare il mio catalogo oppure contattami.

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Giappone

Giappone

Giappone.

Delle isole del Giappone Una descrizione del Paese del Sol Levante tratta da un libro antico.

 

Il brano che segue, trascritto in carattere grassetto, è impresso sulle pagine del volume intitolato Compendio di Geografia Moderna. Un testo scolastico, edito nel 1794. In uso nel Settecento, presso il Ginnasio Nazareno di Roma. 

 

L’autore fornisce una scintillante descrizione del Giappone, allora come ora una lontana terra:. Le isole del Giappone occupano la parte più Orientale dell’Asia. Sono a caso scoperte nell’anno 1542 dà Portoghesi qua balzati da una tempesta.

 

Il volume riporta la data 1542. Questo momento non è una certo, in quanto l’approdo potrebbe anche essere avvenuto l’anno successivo, nel 1543.

In quei tempi alcuni portoghesi navigano in quello che oggi è il chiamato il Mar Cinese Orientale. Quest’ultimo è una porzione dell’Oceano Pacifico, delimitata ad est dall’isola giapponese del Kyushu. Gli uomini erano imbarcati su un bastimento, comandato da un corsaro cinese, che solcava quelle acque. A seguito della burrasca l’imbarcazione è spinta dal sulle coste del Giappone, a sud ovest dell’isola del Kyushu.

L’autore settecentesco descrive l’evento come una casuale scoperta.

Questo non è corretto perché in quell’epoca non si ignorava l’esistenza del Giappone. In quanto, da secoli, fra Giappone, Cina e Korea esistevano vari generi di rapporti.

Giappone

Le isole son esse molte, ma le più considerabili son tre. Giappone.

Cioè l’isola del Niphon (ora è l’Honshu) che dicesi anche Giappone, da cui prendono il nome tutte le altre. Quella di Saickock (ora è il Kyushu) al Mezzodì dell’estremità Occidentale dell’antecedente. E quella di Sikokf (ora è lo Shikoku) situata tra le due soprannominate.

Tutte queste isole ubbidiscono ad un ricchissimo, e potentissimo Imperatore. Giappone.

Da lui dipendono molti altri piccoli sovrani, o Viceré (sono gli. Shogun) delle varie province, nelle quali é diviso tutto l’Impero.

Il suo governo è pienamente dispotico, e il volere dell’Imperatore suddetto è la sola legge, che regola i popoli, che sono numerosissimi. Giappone.

La religione dominate è l’Idolatria piena di mille superstizioni, la quale è regolata da certi Ministri chiamati Bonzi.

La religione cattolica vi è predicata la prima volta da San Francesco Saverio, che vi sbarcò nell’ anno 1549. Giappone.

Questa nel corso di cento anni è totalmente estinta dalle molte e fiere persecuzioni suscitate contro i Cattolici qui stabiliti.

 

Il gesuita e missionario spagnolo Francesco Saverio è proclamato santo, nel 1622, da papa Gregorio XV. Giappone.

Il religioso, nel dicembre del 1547, si trovava nella penisola di Malacca. Qui conobbe un fuggiasco giapponese di nome Anjiro. Un uomo desideroso di convertirsi al cristianesimo, questo per liberarsi dai sensi di colpa causati dall’aver commesso in patria un delitto.

Francesco Saverio rimase sedotto dalle notizie che Anjiro gli comunicava sul Giappone e sui suoi abitanti. Un entusiasmo che innescò nel Santo il desiderio di evangelizzare quella terra.

In compagnia di Anjiro, a cui è assegnato il compito di collaboratore, il missionario parte per il Giappone.

Lo sbarco avviene nella città di  Kagoshima, nel Kyushu, il 15 agosto 1548. 

Qui Shimazu Takahisa, daimyō di Kagoshima, lo accolse con gentilezza.

Tanto che, in una lettera, scritta da Francesco Saverio e diretta in Europa, si legge la frase:. I Giapponesi sono il migliore dei popoli. Giappone.

Nel frattempo Anjíro inizia l’opera di evangelizzazione, convertendo al cattolicesimo oltre un centinaio di parenti e amici.

Incalzato dai bonzi, il principe vieta ogni ulteriore battesimo.

La reazione dell’audace missionario è immediata. Giappone.

Decise di presentarsi di persona al dignitario, ma al primo tentativo fallisce e non è ricevuto. Questo avviene perché sprovvisto di doni e poveramente vestito.

Il proseguo lo vede ripresentarsi in splendidi abiti e con preziosi doni destinati al principe. Il risultato è la concessione della piena libertà di predicazione.

Nell’inverno del 1551 San Francesco Saverio parte in India, lasciando in Giappone oltre 1.000 cristiani.

Giappone

A tutte le Nazioni Europee é proibito sotto pene rigorosissime l’accesso a queste isole, fuorché agli Olandesi. Giappone.

I quali soli trafficano.

Gli abitanti sono industriosissimi, ed abbondano perciò di ogni genere necessario alla vita. Giappone.

Oltre di ciò, nelle viscere del terreno, si ricava in abbondanza Argento, Rame, Stagno e Ferro.

Le Porcellane sono finissime. I Mobili sono d’ogni sorta. Miniati e verniciati in varie guise, e lavorati con incredibile delicatezza. Questi sono in grandissimo pregio presso tutti gli Europei. Giappone.

 

Nangazaki (ora è Nagasaki) è nell’ isola di Saickock (ora è il Kyushu). É la città dove si radunano le mercanzie delle isole. Al cui porto approdano i Vascelli stranieri. Ed oltre di questa città non è permesso ad alcun forestiere l’avanzarsi.

Nell’ Isola di Niphon (ora è l’Honshu) vi sono due città assai riguardevoli. Giappone.

La prima è Meaco presso un golfo del medesimo nome.

Meaco, oppure nella forma variante Miaco, è il nome che indica l’antica capitale Kyoto. Il vocabolo proviene dal vocabolo Miyako, termine che indica la città principale di uno Stato, la capitale. Giappone.

 

É questa una città ricca, popolata, e mercantile.

É stata la capitale dell’ Impero, quando vi risiedevano gli Imperatori.

 Ha questa perduto moltissimo del suo splendore dopo che hanno traslocato la lor sede in Jedo, o. Jendo (anche Yedo, in passato Edo oggi è Tokyo). Giappone.

Questa è un’altra città rispettabilissima. Al presente è la Metropoli di tutto il Giapponese Impero. 

Osacca (ora è Osaka) e Saccai (ora è Sakai. Città situata nella prefettura di Osaka, fu uno dei più grandi porti del Giappone medioevale) sono due porti di considerazione.

In Meaco (ora è Kyoto) risiede il capo della Religione Gentile dominante.

Dell’Isola di Saickock (ora è Kyushu), chiamata ancora Kimo, che dicono abbracciare nove piccoli Regni. Giappone.

La città primaria è Nangazaki (ora è Nagasaki) fornita di un ottimo porto frequentato dalle Nazioni Straniere. Donde avviene che sia questa la più mercantile, e ricca dell’ Impero.

Dell’Isola di Sikokf (ora è lo Shikoku), detta parimente Kicoco, abbraccia quattro piccoli Regni. Tosa (ora è Kochi) è la città primaria di quest’ Isola. Giappone.

 

Al settentrione dell’ Isola di Niphon vi è una gran Regione. Questa è la più Orientale dell’Asia, segnata con nome di Terra di Jeso o Jeaso.

Questa località ora è l’Hokkaido. La geografia di quest’isola rimane nebulosa fino ai principi del XIX secolo. Giappone.

La Terra di Jeso o Jeaso era creduta un continente unito coll’America. Negli ultimi tempi i Russi, o Moscoviti, hanno scoperto l’errore. Riconoscendola per una gran penisola. Di 400 e più leghe di lunghezza. Di 150 di larghezza nella parte superiore, e 80 incirca nell’ inferiore. E forma l’ultima parte più Orientale della Moscovita Asiatica col nome di penisola di Kamikatka. Giappone.

 

 

 

Glossario dei termini giapponesi inerenti le stampe giapponesi ukiyoe.

 

 

 

I netsuke della collezione Lanfranchi.

 

 

 

La perdita d’importanza del netsukè e l’affermazione dell’okimono.

 

 

 

Inro 印籠 Netsuke 根付 Sagemono 下げ物  Suzuribako 硯箱.

 

 

 

Il cloisonné prodotto in Giappone la tecnica artistica la storia e il mercato.

 

 

 

Le ceramiche di Sumida Gawa.

 

 

 

Kintsugi o Kintsukuroi Il restauro della ceramica in Giappone.

 

 

 

La tecnica e il metodo del Kintsugi in Giappone.

 

 

 

Significati reconditi degli animali nella tradizione del Giappone e della Cina.

 

 

 

Galli e galline nella tradizione giapponese.

 

 

 

L’elefante e l’arte giapponese.

 

 

 

l’Esposizione d’arte giapponese a Roma nel 1930.

 

 

 

Due milanesi nell’estremo oriente Viaggio in Egitto, Cina, Giappone, Siberia e Russia.

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Libri antichi Una curiosità bibliografica I libri in miniatura o microscopici

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Libri antichi Una curiosità bibliografica I libri in miniatura o microscopici

 

Fra i libri antichi i libri in miniatura o microscopici sono una sicura curiosità bibliografica.
Questa categoria comprende dei libri di ridottissime dimensioni. Impressi con un corpo del carattere minuscolo.

Editi nel formato compreso dal 64° al 128°.
A confronto il 32°, con una altezza delle pagine minore ai 10 centimetri, appare un gigante.
Meglio il 64° con i suoi 76,2 millimetri. Perfetto il 128°. Il più piccolo formato per i libri esistente.

In questi casi è improponibile una altezza del foglio superiore alla larghezza.

I libri in miniatura o microscopici sono delle pubblicazioni piccolissime. Date alle stampe non pensando allo studioso. In origine destinate a diventare un regalo. Ora riservate al collezionista.

Hanno una storia antica.

Composta di molte lingue e di molteplici argomenti. Troviamo: almanacchi. dizionari. opere classiche. romanzi. la bibbia. libri per bambini. erotici e di letteratura devozionale.

Un edizione religiosa è il più antico libro in miniatura conosciuto.

Si tratta di un incunabolo. È intitolato Officium Beatae Virginis Mariae impresso da Matthias Moravus a Napoli nel 1486. Misura 76,0 x 51,0 millimetri.

Il XVII secolo fu il periodo d’oro del libro microscopico.

Fra questi volumetti troviamo un libro composto da citazioni sulla medicina. Intitolato Gli aforismi d’Ippocrate dato alle stampe nel 1617 ad Anversa presso gli eredi del tipografo fiammingo Christophe Plantin. Misura 45 x 30 millimetri.

Fra i libri antichi i libri in miniatura o microscopici sono nati per facilitarne il trasporto.

Di contro al lettore presentavano il limite della leggibilità.
Due caratteristiche che l’odierna tecnologia ha brillantemente superato.

Per lo stampatore sono una duplice prova: di bravura tecnica e di grande perseveranza.

Realizzati componendo il testo con i caratteri mobili. Oppure compilandolo in incisione o in litografia. Altre volte più furbescamente con impiego della fotoincisione.
Non trascurando un’accurata ricerca per la scelta della carta e dell’inchiostro da impiegare.
Tutti fattori convergenti. Essenziali per l’ottimale percezione del testo da parte del lettore.

Fra i libri in miniatura più noti e di riconosciuta rarità troviamo il Bloem Hofje. In italiano Campo fiorito.

Un libro contenete una antologia di proverbi cristiani.

Compilata da uno sconosciuto C. van Lange. Edito nel 1673 e forse anche nel 1674.

Stampato senza dichiarare il luogo di stampa. Probabilmente ad Middelburg o ad Amsterdam.

L’editore fu Benedikt Smidt.

È composto da 46 pagine di testo non numerate più 1 pagina bianca posta all’inizio e una alla fine. Il testo è compreso in un’area di 13,0 x 7,0 millimetri. La pagina misura 15,0 x 1,0 mm.

Un libretto di cui si conosce l’esistenza di pochissime copie.

Quasi tutte con rilegatura coeva e similare.

Una magnifica legatura in tutta pelle con impressioni in oro ai piatti e al dorso. Tagli in oro. Con chiusura con gancio metallico.

La tecnica di realizzazione del Bloem Hofje è inedita e ingegnosa.

Il testo è impresso su un solo lato del foglio. Successivamente tagliato a formare le pagine.

varie parti sono incollate con il fine di dare un aspetto usuale alla pubblicazione.

Il tutto è incollato alla rilegatura.

Un libro non cucito. Interamente assemblato con colla.

Edizione è rimasta per oltre duecento anni il libro più piccolo mai stampato.

Il Bloem Hofje è certo desiderio di qualunque collezionista di questa tipologia di libri.

 

Libri antichi Libri in miniatura il Dantino edito dalla tipografia Salmin a Padova.

Libri antichi Libri in miniatura editi dalla tipografia Salmin a Padova.

Appunti di un bibliofilo.

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La conservazione dei libri antichi e rari

La conservazione dei libri antichi e rari

La conservazione dei libri antichi e rari.

I consigli per la corretta conservazione dei tuoi libri antichi e rari.

Il testo descrive gli errori più comuni inerenti la salvaguardia dei libri antichi, fornendo degli utili consigli per la loro corretta conservazione.

 

Si compone di un elenco dei principali accorgimenti da adottare. Oltre a una esposizione degli errori più comuni involontariamente commessi da un bibliofilo nella conservazione dei suoi libri rari e antichi. La conservazione dei libri antichi e rari.

Per i libri antichi e la loro corretta conservazione bisogna analizzare i materiali con cui sono costituiti. Questi sono tutti di origine animale e vegetale. Dunque per loro natura deperibili col trascorrere degli anni.

I libri antichi devono essere riposti in un locale ben aerato e non umido.

Disposti su uno scaffale in verticale e con un buon agio fra loro.

La temperatura più adatta per una corretta conservazione è di 15° C.

I libri antichi devono essere arieggiati con frequenza. La conservazione dei libri antichi e rari.

Questa operazione è bene programmarla almeno una volta ogni due mesi. In contemporanea si eliminerà la polvere.

Per estrarre un libro si preferisca prenderlo al centro del dorso e non alla testa.

Per operare la pulizia si usano pennelli con setole morbide.

Quando necessita può essere d’aiuto una gomma per cancellare scelta fra quelle non dure. Il suo uso serve a rimuovere meccanicamente lo sporco più ostile.

La gomma pane non è utilizzabile. La conservazione dei libri antichi e rari.

I libri antichi non si devono conservare in ambienti troppo secchi. Nemmeno in mobili chiusi e fra loro troppo compressi.

Necessita evitare che i volumi siano esposti alla luce solare o a fonti di calore. 

 

Sfogliare frequentemente i libri permetterà di conoscere con certezza la reale situazione in cui i volumi si trovano. Accorgimento che di certo non costerà troppa fatica al collezionista.

 

Il piacere di avere in collezione un libro completo della sua rilegatura originale è il desiderio di ogni appassionato collezionista di libri rari e antichi. La conservazione dei libri antichi e rari. 

Il degrado delle rilegature costituite in pelle trova la sua principale ragione nella scarsa umidità e nell’eccesivo riscaldamento del luogo ove il libro è riposto.

Le antiche tecniche di concia presentano dei problemi di conservazione, insiti nei materiali usati durante il sistema di produzione.

Una conservazione in ambienti eccessivamente secchi e troppo caldi favorisce la perdita delle sostanze naturali contenute nella pelle. Causandone il venir meno della elasticità e favorendone la fragilità.

Il persistere di queste avverse condizioni di conservazione può giungere, nei casi più complicati, alla polverizzazione della pelle. La conservazione dei libri antichi e rari. 

É bene collocate i libri antichi lontano da fonti di calore e periodicamente pulite e nutrite la pelle della rilegatura.

Da tenere presente che la giusta ingrassatura delle pelle della rilegatura non deve semplicemente garantirne la lucentezza ma, la deve nutrire.

Non si deve effettuare con prodotti ad elevato grado di acidità. Questi provocherebbero altri inconvenienti non di facile risoluzione.

La pergamena è un altro materiale frequentemente presente nelle rilegature. La conservazione dei libri antichi e rari. 

Quando si presenta sporca si può pulire con un panno intonso, appena umido di acqua distillata o demineralizzata.

Non è da usare nessun prodotto sgrassante perché questo priverebbe il materiale delle sostanze naturali presenti. Compromettendone la corretta conservazione.

Mario Morgana, nel suo manuale intitolato il Restauro dei libri antichi. Edito da Hoepli, nel 1932 scrive:.

Quando il cuoio sia semplicemente sporco. Per polvere che si è attaccata alla sua superficie o perché sfiorito dall’azione del tempo. Si riesce a rinfrescarne l’aspetto strofinandovi su la polpa di un pomodoro maturo.

Una volta asciutto. Stropicciandolo con pannolino bianco. Ripetendo l’operazione sino a quando non sia scomparsa ogni traccia di sudiciume. La conservazione dei libri antichi e rari.

Quindi si spalma sul cuoio, col palmo della mano, della colla d’amido, in strato sottilissimo.

Quando secca, si procedere ad una verniciatura. Data con batuffolo simile a quello che si usa per la verniciatura a spirito dei legni.

Forse questo consiglio è meglio non attuarlo!.

 

 

La conservazione dei libri antichi e rari

La muffa che si manifesta sulla carta è un ulteriore cruccio che affligge il collezionista di libri.

Si compine di organismi pluricellulari appartenenti al regno dei funghi, degli esseri viventi che traggono sostegno dal collante contenuto nella carta.

La sua azione genera un processo di degrado che mina l’originaria rigidità e la stabilità della carta. La conservazione dei libri antichi e rari.

Si presenta in tre tipologie. Definite in base al colore. Qui elencate in base alla gravita: bianca, bruna o rossa. 

Tutte sono causate da un errata conservazione del libro, riposto in luoghi troppo umidi o sottoposto a continui sbalzi termici.

 

É di certo un grave errore collocare un libro contro una parte fredda in un ambiente eccessivamente caldo.

Questa collocazione produrrà della condensa. Causa, in breve tempo, di una infestazione da muffa sulla carta. La conservazione dei libri antichi e rari.

Le macchie alle pagine sono una delle urgenti questioni da risolvere.

Percepite con gli occhi arrivano fino al cuore, straziandolo e irritando non poco ogni bibliofilo. 

Per la loro risoluzione necessitano di un intervento di un operatore qualificato.

Assolutamente da escludere interventi fai da te, compiuto a base di succo di limone o simili inadeguati prodotti. 

Le macchie possono essere causate dalla accidentale caduta dell’inchiostro, dall’umidità o dalla sporcizia. La conservazione dei libri antichi e rari.

Le prime sono gravi a causa dell’acidità dell’elemento che le ha provocate. Destinate, col passare del tempo, a essere la causa della polverizzazione della carta.

Le seconde sono meno pericolose. Causate dal contatto con l’acqua. Si identificano per gli aloni di colore giallo bruno.

Le terze dovute all’incuria nella conservazione.

Molti possono essere gli abitanti abusivi di un libro. La conservazione dei libri antichi e rari.

Questi indesiderati inquilini possono essere:.

  • I pesciolini d’argento, i lepismatidi.
  • Gli scarafaggi, blattidi.
  • I pidocchi dei libri, liposcelidi.
  • I tarli, anobidi e dermestidi.
  • Le tignole.
  • Le termiti. La conservazione dei libri antichi e rari.

In presenza di questi malaugurati casi, immediatamente, isolare il volume contaminato e ispezionare i volumi circostanti.

Riporre il volume infetto in una busta di plastica da chiudere con cura.

Nella busta assieme al libro si può introdurre della canfora naturale.

Non usare prodotti antitarlo destinati alle infezioni del mobile o più in generale al legno. Questi sono del tutto inadatti ai libri. La conservazione dei libri antichi e rari.

Con l’ausilio di un professionista e a un prezzo contenuto tutte queste indesiderate presenze sono facilmente eliminabili.

Il processo di disinfestazione avviene distribuendo sul volume un liquido formato dalla miscela composta da un insetticida e da un solvente. La conservazione dei libri antichi e rari.

Per evitare il formarsi di macchie sulla carta questo liquido è caratterizzato da un rapido tempo di evaporazione.

Questa operazione deve nell’immediato eliminare l’elemento infestante ma, soprattutto interrompere il ciclo di riproduzione.

L’inizio del ciclo di riproduzione avviene in primavera, è questo il periodo dell’anno più critico durante il quale è bene non abbassare la guardia.

É utile anche predisporre un periodo di quarantena per i libri acquistati e provenienti da ambienti non salubri o sconosciuti. La conservazione dei libri antichi e rari.

 

Altre insidie possono derivare dai roditori.

I più temibili sono i topi, gli scoiattoli e i ghiri. Questi animaletti possono provocare danni certamente non trascurabili alla carta e alla rilegatura.

Uno strappo nella carta o una pagina staccata richiedono un facile intervento di restauro ma, non privo di possibili gravi errori. La conservazione dei libri antichi e rari.

Per la risoluzione assolutamente non ci deve avvalere di collanti sintetici. questi perché una colla deve essere sempre reversibile.

Per l’impiego sulla carta, la colla adeguata deve essere ricavata dalla farina o dall’amido, disciolto in acqua e cotto a bagnomaria per 15 minuti.

Questo collante è reversibile con il semplice processo della umidificazione.

Si devono evitare anche i nastri adesivi plastici. La conservazione dei libri antichi e rari.

Questi perché la colla presente su questi supporti penetra nelle fibre della carta e la sua successiva asportazione non è sempre possibile.

 

La conservazione dei libri antichi e rari

I libri moderni impressi su carta chimica o patinata se mal conservati presentano il problema delle pagine fra loro incollate.

Tentare il distacco è sempre operazione che può minare l’integrità della leggibilità del testo. La conservazione dei libri antichi e rari.

Due sono gli accorgimenti per far scomparire questo inconveniente.

Evitare di conservare questi libri orizzontalmente e sovrapposti.

Pulire ogni pagina con un panno di lana passato con paraffina purissima.

 

Se sei giunto a leggere fino a qui, devo metterti in guardia!

Per farlo mi avvalgo di una parola proveniente dalla lingua di una nazione che è sempre nel mio cuore, il Giappone.

Il termine è Tsundoku, Ovvero l’atto di lasciare un libro non letto dopo averlo comprato. Accumulandolo insieme ad altri libri non letti. La conservazione dei libri antichi e rari.

Con l’applicazione ai libri antichi di questi pochi consigli si ottiene la loro corretta conservazione.

 

 

 

Appunti di un bibliofilo.

 

 

Il collezionismo dei libri proibiti.

 

 

Pergamena e la miniatura.

 

 

Aldo Manuzio e le aldine in pillole.

 

 

La nascita della stampa in Italia.