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Le aldine edite da Aldo Manuzio libri rari in formato tascabile

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Le aldine edite da Aldo Manuzio libri rari in formato tascabile

 

Le aldine edite da Aldo Manuzio sono dei libri rari stampati in un formato tascabile.

Il testo delinea il clima culturale nel quale si svolse l’innovativo operato editoriale di Aldo Muzio. Stampatore a Venezia di libri in formato tascabile.

Il brano è tratto dal libro scritto da S. H. Steinberg intitolato “Cinque secoli di stampa”. Edito da Einaudi in varie edizioni.

 

L’importanza di Venezia come centro librario traspare dall’enorme numero di stamperie (circa 150) che vi svolgevano la loro attività verso le fine del secolo XV.

La qualità della produzione era però inversamente proporzionale alla quantità.

Erhard Rataolt è il migliore stampatore rimasto a Venezia dopo la morte di Jeuson. Fece ritornò nella nativa Augusta nel 1486. Il livello generale rimase basso. Una stamperia come quella del fiorentino Lucantonio Giunta é degna di nota solo per la sua brutta ma pretenziosa produzione di serie.

Ancor più fulgida splendette quindi la stella del più grande stampatore veneziani del Cinquecento Aldo Manuzio.

Come tutti gli altri stampatori di qualche importanza Aldo era uno straniero.

Nato nel 1450 circa a Bassiano. Sul limite settentrionale delle Paludi Pontine. Venne presto in contatto personale con Pico della Mirandola. Il brillante campione del platonismo fiorentino.

Da lui imparò ad amare la lingua e la lettura greche. Amore che doveva lasciare una traccia profonda nell’attività editoriale del giovane Aldo.

Due principi di Carpi erano nipoti di Pico e suoi ex allievi. A uno di essi egli dedicò la prima edizione della sua grammatica latina. Uscita il 9 marzo 1493.

Entrambi gli fornirono i capitali per la stamperia che egli aprì a Venezia nel 1490. Avendo come scopo ed interesse principale la pubblicazione di autori greci.

Il successo di queste edizioni incoraggiò Aldo ad applicare la sua erudizione e il suo senso degli affari a una nuova avventura. La produzione di testi latini.

In cui doveva distinguersi in modo particolare.

In quel tempo erano cresciute nuove generazioni di lettori.

Cui i grossi tomi dei libri liturgici e delle edizioni complete di antichi scrittori e padri della Chiesa interessavano poco: conoscenti e dilettanti.

Gentiluomini con molto tempo libero a disposizione che avevano penetrato il gusto e anche un po’ dell’erudizione degli umanisti. Maestri di scuola. preti. avvocati. dottori. I quali avendo superato i corsi universitari di litterae humaniores.

Volevano libri da poter portare in giro durante viaggi e passeggiate. Da leggere senza fretta davanti al caminetto. Il cui prezzo fosse fra l’altro accessibile alle possibilità finanziarie dei più poveri fra questi clienti potenziali.

Aldo Manuzio ebbe una di quelle idee geniali che distinguono il grande editore.

Decise di produrre una serie di testi. Allo stesso tempo di alto livello. raccolti in un numero di pagine relativamente piccolo. di formato maneggevole e a buon prezzo.

Per poter giungere al successo commerciale non gli fu solo necessario aumentare la tiratura di ogni edizione.

Aldo stampò mille copie. Invece delle normali cento, duecentocinquanta o al massimo cinquecento.

Dovette anche far stare quanto più testo possibile nel piccolo formato in sedicesimo scelto per queste sue edizioni tascabili.

Gli fu di molto aiuto in questo frangente il suo amore per i caratteri corsivi.

La serie corsiva di Francesco Griffo soddisfece le sue esigenze.

 

Nell’aprile 1501 uscivano le opere di Virgilio stampate con il corsivo di Griffo.

Da quella data Aldo pubblicò ogni mese per i cinque anni successivi una delle edizioni aldine di autori antichi.

All’insegna del delfino e dell’ancora. Marca considerata in tutta Europa sicura garanzia di testi eccellenti perchè erano curati da eminenti studiosi e di belle impeccabili edizioni. In commercio a un prezzo ragionevole.

Quale fosse la reputazione internazionale di Aldo Manuzio è dimostrato dalle numerose ristampe apocrife delle edizioni aldine.

Rivali senza scrupoli si diedero a pubblicare e a spacciare le loro edizioni come prodotti autentici della stamperia Manuzio.

Fra il 1501 e il 1526 gli stampatori di Lione ne pubblicarono non meno di 59.

Aiutati in questo da Francesco Griffo. Il quale incise per ditte lionesi parecchie serie di punzoni.

Il colophon In Venetia in impressoria Aldi Minutii  apparve perfino sulla prima edizione delle Epistolae obscurorum virorum. Stampata in effetti a Hagenau in Alsazia da Heinrich Gran.

Considerando che in quei tempi vigeva un dilagante disinteresse nei riguardi del plagio, per usare un termine moderno. É perciò raro esempio d’onestà di studioso il riconoscimento da parte di Johannes Sturm. Il fondatore del Gymnasium di Strasburgo nel 1538, del suo debito verso Aldo.

A partire dal 1540 Sturm ristampò alcune edizioni aldine ad uso dei suoi studenti.  Ne citò così la fonte:. Aldum per omne secuti sumus tum propter authoritatem viri tum propter Italorum observationes. Ovvero abbiamo seguito Aldo in tutto, sia per l’autorità dell’uomo sia per le annotazioni degli studiosi italiani.

Aldo Manuzio fu anche molto vicino a diventare il pioniere delle Bibbie poliglotte. Onore che doveva toccare al cardinale Ximenes, il promotore della Bibbia complutense[1]. Manuzio progettò nel 1497 o 1498 una Bibbia in ebraico, greco e latino. Per ignote ragioni il grande progetto è abbandonato. Rimane com testimonia un’unica pagina campione. Oggi alla Bibliothèque Nationale di Parigi.

La stamperia di Manuzio si mantenne onorevolmente in vita per oltre un secolo.

Morto Aldo nel 1515. Il suocero Andrea Asolano già proprietario dei torchi della stamperia appartenuta al defunto Nicolas Jenson. Fu il fedele amministratore in nome del nipote Paolo. Nato nel 1511. Gestione che durò fin quando questi non raggiunse la maggiore età.

Paolo studioso più che uomo d’affari. Accrebbe la fama goduta dalla stamperia con eccellenti edizioni. Specialmente quella di Cicerone.

Non seppe migliorarne o anche solo mantenerne stabile il successo commerciale.

Aldo il Giovane figlio di Paolo. Nel 1574 ereditò la ditta dopo la morte del padre.

Fu bravo filologo e cattivo uomo d’affari. Nel 1585 lasciò la guida della stamperia a un direttore. Attività che chiuse nel 1590. Quando è nominato capo della stamperia vaticana.

Le aldine edite da Aldo Manuzio sono dei libri rari Aldo Muzio è stampatore a Venezia I suoi libri sono consciuti con il nome di aldine

 

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Appunti di un bibliofilo

il Dantino edito dalla tipografia Salmin a Padova

Una curiosità bibliografica I libri in miniatura o microscopici

Libri in miniatura editi dalla tipografia Salmin a Padova

Libri antichi consigli sulla corretta conservazione

[1] La Bibbia Poliglotta Complutense fu voluta e finanziata dal cardinale castigliano Francisco Jiménez de Cisneros. Arcivescovo di Toledo e primate di Spagna. Ė la prima edizione a stampa in più lingue dell’intera Bibbia. Edita in sei volumi. Finiti di stampare il 10 luglio 1517. É impressa in 600 copie. Al momento sono censiti 123 esemplari.

 

Nell’immagine l’insegna tipografica della bottega di Aldo Manuzio.

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MORGANA MARIO – Della crescente rarità dei libri antichi

Mario Morgana Restauro dei libri antichi Manuale Hoepli

MORGANA MARIO – Della crescente rarità dei libri antichi

Della crescente rarità dei libri antichi è un brano scritto da Mario Morgana.

Compare in calce al manuale Hoepli da lui compilato e intitolato Restauro dei libri antichi edito da Ulrico Hoepli Editore Librario della Real Casa nel 1932.

Un volume dove traspare tutto l’intenso amore che l’autore nutre  per i libri  antichi.

Il cui contenuto è frutto dell’esperienza maturata nei lunghi anni di lavoro. Impiegati con l’unico scopo di “strappare all’opera dissolutrice del tempo le vecchie carte“.
Della cura da lui prestata “alle labili carte che ci trasmettono la voce del passato” e alla gioia provata “quando da polverosi frammenti riesce a ricostruire vicende di epoche lontane, per farle rivivere agli occhi dei suoi contemporanei“

Un manuale che spesso consulto.
In alcune parti completamente obsoleto, in  altre drammaticamente attuale !

Siamo a Livorno, nel febbraio del 1931 e il dottor Morgana scriveva:

«Chi non è oggi più giovane ed ha cominciato ad amare i libri sin da quando faceva i suoi studi universitari. ricorderà che, possedendo quel fiuto indispensabile per saper scovare fra un ammasso di vecchie carte delle cose interessanti. non fosse difficile rinvenire.  presso i librai ambulanti di una volta libri e stampe di un reale valore pagando somme piccolissime.

Non diciamo poi della possibilità di mettere assieme una discreta raccolta di libri scegliendo oculatamente nei cataloghi di certi librai antiquari che esercitavano. in qualche città d’Italia il loro mestiere con la stessa competenza con cui un colto bibliofilo potrebbe esercitare. ad esempio. il commercio dei salumi.

Ora quei tempi sono tramontati per sempre ed i bei libri vanno vertiginosamente crescendo di prezzo.
Suppongo che un lettore bibliofilo possegga una raccolta di vecchi cataloghi: in questo caso riesce interessante seguire le sorti di un determinato volume dai primi dell’Ottocento ad oggi per convincersi che in moltissimi casi i prezzi sono cresciuti nelle proporzioni di uno a cento.»

 

Il dopoguerra.

«Nell’immediato dopoguerra vi sono stati dei nuovi ricchi che hanno fatto incetta di libri preziosi non per amore che avessero ai cimeli dell’arte tipografica ma solo per accumulare roba di valore: da qualche valente antiquario di mia conoscenza ebbi in proposito delle confidenze curiosissime.

Ma non basta: questi nuovi ricchi fecero pure incetta di quegli anonimi ritratti seicenteschi o settecenteschi che si trovavano abbondanti, specie presso le vecchie famiglie delle provincie, e, pagandoli oltre il loro valore, se li portarono in casa perché quelle mute effigie si adattassero a far la parte di antenati di gente con cui i legami di parentela si riducevano a quelli che abbiamo tutti col padre Adamo.

Vi fu anche una ricerca affannosa che ebbe i suoi speciali procaccianti, di pergamene e carte antiche in bianco che servirono, nelle mani di abili imitatori, a fabbricare libri di amministrazione familiare e fantastiche memorie genealogiche destinate a stabilire una insussistente discendenza.»

 

Una favolosa asta di libri introvabili.

Appunti di un bibliofilo

Manuali Hoepli curiosità e criteri di valutazione.

Secco Suardo Il restauratore dei dipinti. Le vicende editoriali di un manuale Hoepli.

Cesare Pavese e il romanzo Moby Dick di Herman Melville.

Libri antichi di letteratura Herman Melville Moby Dick.

Collezionare le edizioni del De Imitatione Christi o Imitazione di Cristo.

Ettore Zapparoli Blu Nord e Il silenzio ha le mani aperte.

Giambattista Bazzoni e il Falco della rupe o la guerra di Musso.

J R R Tolkien La nascita e la bibliografia italiana del Signore degli anelli.

La rivista Xilografia fondata e diretta da Francesco Nonni.

La xilografia nel Novecento Adolfo De Carolis Cesare Ratta L’Eroica.

Le Haydine di Giuseppe Carpani e il plagio realizzato da Stendhal.

Mario Borsa La caccia nel milanese dalle origini ai giorni nostri.

Padre Girolamo Maria Moretti il fondatore della grafologia italiana.

Pauline Reage HISTOIRE D’O.

Pietro Micca e l’assedio della città di Torino del 1706

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Giambattista Bazzoni e il Falco della rupe o la guerra di Musso

BAZZONI GIAMBATTISTA - Falco della rupe o la guerra di Musso. Racconto storico di Giambattista Bazzoni autore del Castello di Trezzo

Giambattista Bazzoni e il Falco della rupe o la guerra di Musso

 

Giambattista Bazzoni è l’autore del romanzo storico intitolato il Falco della rupe o la guerra di Musso.

Un libro antico ambientato nell’alto Lario. Raro da trovare nell’edizione originale.

Un volume che è il desiderio di molti collezionisti di storia locale della regione Lombardia e di opere inerenti il lago di Como.

Giambattista Bazzoni nasce a Novara nel 1803. Muore a Milano 1850. Magistrato, scrittore e patriota.

Figlio di un notaio. Il 12 dicembre 1825 si laureò in legge. Presso l’Università di Pavia.

Diviene magistrato nel 1831. A seguito di questo incarico inizialmente si trasferisce a Gallarate. Cittadina ora in provincia di Varese. In seguito a Bergamo.

Si forma intellettualmente durante il periodo di praticantato. Avvenuto presso lo studio notarile dell’avvocato Dell’Acqua.

Luogo dove viene in contatto con i più importanti letterati dell’epoca.

Ambiente dove ha l’opportunità di consultare i numerosi testi appartenenti alla biblioteca del suo datore di lavoro.

Risale al 1826 l’abilitazione all’insegnamento.

Nello stesso anno compare il suo primo romanzo storico. Intitolato Il castello di Trezzo. Dapprima pubblicato a episodi sulla rivista il Nuovo Ricoglitore e nel 1827 in tomo per i tipi dell’editore milanese Stella.

Il successo arriva con il suo secondo romanzo. Intitolato Falco della rupe o la guerra di Musso.

Consenso che giovò anche al primo scritto. Inizialmente passato inosservato. Da questo momento ripubblicato in numerose edizioni.

Anche questo secondo romanzo compare inizialmente sulle pagine del Nuovo Ricoglitore.

Dove è pubblicato negli anni fra il 1828 e il 1829.

il Falco della rupe o la guerra di Musso è ambientato sul Lago di Como.

In un periodo che inizia nel 1531 e si conclude nel 1532.

Quando Gian Giacomo Medici. il futuro marchese di Melegnano. era un pirata. In lotta al fianco del duca di Milano Francesco Sforza.

Il testo è ricco di particolari di carattere storico geografico.

É preceduto da un’introduzione composta da 24 pagine. Nella quale si trova una significativa definizione del genere del romanzo storico.

All’epoca della pubblicazione il romanzo riscosse un notevole successo.

Tanto che l’autore curò una ristampa nello stesso anno dell’edizione originale, il 1829. Sempre con lo Stella.

Un’altra edizione compare due anni dopo presso i Classici Italiani.

L’episodio storico delle guerre di Musso si compone da una serie di battaglie. Combatture tra Gian Giacomo Medici detto il Medeghino e la repubblica delle Tre Leghe.

Quest’ultima con diversi livelli di sudditanza deteneva il controllo dei contadi di Bormio e Chiavenna.

Nel 1523 il Medeghino ottenne il comando del Castello di Musso. Situato al confine dell’area di influenza delle Tre Leghe. Alleanza che occupava Colico e le Tre Pievi di: Dongo, Gravedona e Sorico.

Il racconto ha come protagonista Falco.

Un leggendario pirata al servizio da Gian Giacomo Medici detto il Medeghino. Il signore di Musso.

Falco è il personaggio principale, è originario di Nesso. Una località situata sulla costa occidentale del triangolo Lariano, il territorio compreso fra i due rami del lago di Como.

Nella trama del romanzo Falco e dei suoi compagni danno vita ad un racconto avvincente.

Nel quale si intrecciano cruente battaglie, tradimenti e la storia d’amore fra Rina e Gabriele.

Il tutto ambientato sugli sfondi incantevoli del paesaggi del Lario.

Questo racconto storico ebbe per tutto il XIX secolo una grande fortuna.

 

Per questa ragione seguirono all’edizione principe numerose altre impressioni a:.

  • Firenze. Presso Giuseppe Veroli e compagno. Nel 1830.
  • Firenze. Presso Giuseppe Veroli e compagno. Successori di Gius. Molini. 1830 – 1831.
  • Firenze. Presso Giuseppe Veroli e compagno. 1831.
  • Milano. Stella. 1831.
  • Napoli. A spese del Nuovo gabinetto letterario. 1834.
  • Novara. Rusconi, 1834.
  • Milano. Libreria di F. Sanvito. 1857.
  • Milano. A. Bettoni. 1868.
  • Como.Tipografia Cavalleri e Bazzi editori. 1894.

Non mancano le edizioni del XX secolo.

Quando nel 1925 si stampa a Como, per i tipi de La Provincia di Como, una terza edizione riveduta.

Il libro riporta al frontespizio la scritta Dono agli abbonati del giornale La Provincia di Como.

La fortuna del romanzo fece si che il Falco della Rupe diviene il nome di uno dei primi vaporetti in servizio sul Lago di Como.

Si narra che al passaggio dell’imbarcazione nei pressi di Nesso dal castello partiva un colpo di cannone a salve. Al quale faceva eco il fischio del natante.

Il Bazzoni fu autore di cinque opere. In ordine cronologico:.

  • Il castello di Trezzo. Milano. Stella. 1827. Il Castello di Trezzo è il primo romanzo scritto da Giambattista Bazzoni.

  • Falco della Rupe o la Guerra di Musso. Milano. Stella. 1829.

  • La bella Celeste degli Spadari. Milano. 1832.

  • Racconti storici Milano. Omobono Manini. 1832.

  • Zagranella o una pitocca del Cinquecento Milano. Pirotta. 1845.

Nell’immagine. Il frontespizio dell’edizione originale del libro intitolato Falco della rupe o la guerra di Musso. Racconto storico di Giambattista Bazzoni.

 Edito a Milano. Presso Ant. Fort. Stella e figli.  Al verso del frontespizio Colle stampe di Giovanni Pirotta. 1829.

In 8° ( 21,8 x 14 cm ) pp. 2nn,319,(1).

Antiporta figurato con una incisione originale stampata da una matrice in rame incisa da G. Terzaghi su disegno di Demarchi.

in Mezza Pelle Coeva. Al dorso in oro autore, parte del titolo e fregi. Tagli spruzzati in azzurro.

Vedi: Parenti. Rarità IV, pag. 156. Parenti. Rarità IV, pag. 156: “Edizione originale, rara”.

OPAC SBN. Codice identificativo IT\ICCU\TO0E\007731. Censisce otto copie.

 

Una favolosa asta di libri introvabili.

Appunti di un bibliofilo

Morgana Mario Della crescente rarità dei libri antichi.

Manuali Hoepli curiosità e criteri di valutazione.

Secco Suardo Il restauratore dei dipinti. Le vicende editoriali di un manuale Hoepli.

Cesare Pavese e il romanzo Moby Dick di Herman Melville.

Libri antichi di letteratura Herman Melville Moby Dick.

Collezionare le edizioni del De Imitatione Christi o Imitazione di Cristo.

Ettore Zapparoli Blu Nord e Il silenzio ha le mani aperte.

Giambattista Bazzoni e il Falco della rupe o la guerra di Musso.

J R R Tolkien La nascita e la bibliografia italiana del Signore degli anelli.

La rivista Xilografia fondata e diretta da Francesco Nonni.

La xilografia nel Novecento Adolfo De Carolis Cesare Ratta L’Eroica.

Le Haydine di Giuseppe Carpani e il plagio realizzato da Stendhal.

Mario Borsa La caccia nel milanese dalle origini ai giorni nostri.

Padre Girolamo Maria Moretti il fondatore della grafologia italiana.

Pauline Reage HISTOIRE D’O.

Pietro Micca e l’assedio della città di Torino del 1706

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Le Haydine di Giuseppe Carpani e il plagio realizzato da Stendhal

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Le Haydine di Giuseppe Carpani e il plagio realizzato da Stendhal.

 

Le Haydine scritte da Giuseppe Carpani sono anche famose per il plagio dell’opera realizzato da Stendhal.

Giuseppe Carpani nasce a Vill’Albese. Ora una frazione del comune di Albavilla, in provincia di Como. Il 28 gennaio 1752. Muore a Vienna. Il 22 gennaio 1825.

Carpani fu scrittore, librettista e autore di molteplici traduzioni di testi di opere di autori francesi e tedeschi.

 

I suoi libretti più conosciuti sono: Camilla, ossia Il sotterraneo dramma semiserio. Il principe invisibile dramma giocoso. La morte di Cleopatra. Nina o sia La pazza per amore con musica di Giovanni Paisiello. Gli antiquari in Palmira per Giacomo Rust. Rappresentato con successo al teatro La Scala nel 1780 e infine L’uniforme.

Nel 1796 quando i francesi occupano Milano si trasferisce a Vienna. Dove rimase sino alla morte.

Lì conosce e frequenta Franz Joseph Haydn. Diventandone un grande estimatore.

Franz Joseph Haydn èaustriaco. É compositore e pianista. Uno dei musicisti più importanti del tempo.

A lui e alle sue partiture si deve l’affermazione o meglio l’imposizione del quartetto d’archi. Un gruppo strumentale e una composizione musicale composta per due violini, una viola e un violoncello.

Carpani è il traduttore in lingua italiana del Die Schöpfung di Franz Joseph Haydn.

Un’oratorio composto tra il 1796 e il 1798. Questa musica è spirata alla creazione del mondo, come è descritta nella Genesi.

Il testo tradotto è impresso a Vienna nel 1801 con il titolo La Creazione del mondo.

L’oratorio è una composizione musicale d’ispirazione religiosa. Non liturgica. Con trama compiuta. Presentata in forma narrativa. Priva della rappresentazione scenica, mimica e dei personaggi in costume.

Questo lavoro è celebrato dal Carpani componendo un sonetto.

La grande venerazione per il musicista austriaco fece scrivere al Carpani il volume intitolato Le Haydine. Ossia lettere sulla vita e le opere di Giuseppe Haydn.

Il testo è composto dal 1808 al 1811. e dato alle stampe, a Milano, nel 1812.

Le Haydine sono composte da diciassette lettere.

In calce il Catalogo delle opere di Giuseppe Haydn. Seguito dal foglio di Errori Correzioni.

Il testo è il frutto dei rapporti intercorsi fra Haydn e Carpani. Narra con chiarezza di fatti e di notizie che non hanno subito intermediazioni.

Celebra la semplicità insita nella vita e nell’arte di Haydn.

Il libro è considerato la più importante opera di Giuseppe Carpani.

É una delle maggiori opere della letteratura musicale italiana nel XIX secolo.

«Le Haydine possono considerarsi uno dei più insigni esempi di letteratura musicale italiana» Tratto da Marchi. voce DBI. volume 20°. 1977.

 

 

La biografia di Franz Joseph Haydn è costituita da solo tre fonti coeve.

Si compone oltre a Le Haydine scritte da Giuseppe Carpani e del plagio realizzato da Stendhal.

Del Notizien di Georg Augus Griesinger. Edito a Leipzig, Lipsia nel 1810.

Per ultimo del Nachrichten di Albert Christoph Dies. Stampato a Wien, Vienna nel 1810.

 

Nel 1824 a Padova il Carpani diede alle stampe un’opera simile. Dedicata a Gioachino Rossini. Intitolata Le Rossiniane. Ossia lettere musico teatrali.

 

Il Carpani in questo secondo libro sostiene l’assoluta eccellenza di Rossini nell’ambito del melodramma. L’affermazione è di Gian Paolo Marchi. Tratta dal Dizionario Biografico degli Italiani. Volume 20. del 1977.

Carpani fu il tramite dell’unica visita intercorsa fra Beethoven e Gioachino Rossini.

Nel 1814 vide la stampa il libro intitolato. Lettres écrites de Vienne en Autriche sur le célèbre compositeur J Haydn. Suivies d’une vie de Mozart. Et de considérations sur Métastase. Et l’état présent de la musique en France et en Italie.

In italiano. Lettere scritte da Vienna in Austria sul celebre compositore J Haydn. Seguite da una biografia di Mozart e da considerazioni su Metastasio e sullo stato attuale della musica in Francia e in Italia.

L’impressione avvenne a Paris. Per i tipi dello stampatore Ambroise Didot. Detto Didot l’aîné. Didot il primogenito. 

Una raccolta di tre saggi. Organizzati in forma epistolare. Dove al frontespizio compariva come autore Louis-Alexandre-César Bombet.

Un personaggio di fantasia che nascondeva il vero autore, Henri Beyle. In seguito più conosciuto come Stendhal.

 

Il libro è l’opera prima di Stendhal. Nel testo scrive o meglio trascrive delle vite di musicisti celebri. Dispensando delle opinioni sulla musica dell’epoca.

 

Il testo del volume è un completo plagio.

Composto per la gran parte copiando la narrazione in prima persona e la struttura epistolare de Le Haydine. Diventandone una sfacciata copiatura. Unendovi altri plagi meno evidenti. Tratti da altri autori.

Giuseppe Carpani non nascose la sua e giusta collera.

Protestò dando alle stampe le Lettere due dell’autore delle Haydine Giuseppe Carpani milanese al Sigr. Luigi Alessandro Cesare Bombet francese. Sedicente autore delle medesime.

Il testo fu edito nel 1815 a Vienna. Nella stamperia dei P.P. Mechitaristi. Nello stesso anno a Como da Carlantonio Ostinelli.

Sui giornali tra 1815 e 1817 si accese una furente controversia.

Dove la presenza degli scritti di Bombet certo non mancò.

La questione durerà a lungo. Tanto che solo nel Novecento troverà la corretta risoluzione.

Permessa dall’articolo di Michel Brenet  intitolato “Stendhal, Carpani et la Vie de Haydn” del 1909.

Seguito dal saggio di Romaine Rolland  comparso in apertura de  “La Vie de Haydn” nell’edizione 1914.

 

Nell’immagine. Il frontespizio della  prima edizione del libro di Musica. Scritto da Giuseppe Carpani. Intitolato Le Haydine ovvero lettere su la vita e le opere del celebre maestro Giuseppe Haydn.

Dedicate al R. Conservatorio di musica di Milano. A Milano. Da Candido Buccinelli. Stampatore Cartaro. 1812.

in 16° ( 19,3 x 12.3 cm ). pp. VIII, 298, (4). Antiporta con ritratto in ovale di Joseph Haydn. Protetto da velina. 2 tavole con Contorni delle medaglie accennate nella lettera XV Pag 250. Rilegatura coeva.

La seconda edizione del Le Haydine è pubblicata nel 1823. A Padova. Dalla Tipografia della Minerva.

Parenti, Rarità V, pp. 360-361. Gotwals, The Earliest Biographies of Haydn (Musical Quarterly 45:4, 1959, 439-459). Brenet, Stendhal, Carpani et la Vie de Haydn (Bullettin français de la S.I.M. 5, mai 1909, 430-8).

 

CARPANI GIUSEPPE – Le Haydine.

Una favolosa asta di libri introvabili.

Appunti di un bibliofilo.

Morgana Mario Della crescente rarità dei libri antichi.

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J R R Tolkien La nascita e la bibliografia italiana del Signore degli anelli.

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La xilografia nel Novecento Adolfo De Carolis Cesare Ratta L’Eroica.

Mario Borsa La caccia nel milanese dalle origini ai giorni nostri.

Padre Girolamo Maria Moretti il fondatore della grafologia italiana.

Pauline Reage HISTOIRE D’O.

Pietro Micca e l’assedio della città di Torino del 1706.

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Una favolosa asta di libri introvabili

Libri rari antichi Luca Piatti

Una favolosa asta di libri introvabili.

 

Una favolosa asta di libri introvabili.

Preceduta dalla descrizione di molti altri volumi altrettanto accativanti.

 

Appunti di un bibliofilo

Morgana Mario Della crescente rarità dei libri antichi.

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Secco Suardo Il restauratore dei dipinti. Le vicende editoriali di un manuale Hoepli.

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Libri antichi di letteratura Herman Melville Moby Dick.

Collezionare le edizioni del De Imitatione Christi o Imitazione di Cristo.

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Pauline Reage HISTOIRE D’O.

Pietro Micca e l’assedio della città di Torino del 1706.

 

Il 1840 è un anno memorabile. I più grandi bibliofili di tutto il mondo ricevono un catalogo di vendita in cui si offriva una straordinaria occasione di acquistare una raccolta di libri rarissimi. Il listino lo spediva il libraio Emanuele Hoyois di Mons.

L’asta era composta dai libri provenienti dalla biblioteca del defunto Conte J.N.A. de Fortsas.

Nella dotta prefazione del catalogo il sommo valore di quei tomi è cosi specificato:.

Il Conte De Fortsas ammetteva nei suoi scaffali solo opere ignote a tutti i bibliografi.

É la sua regola. Dalla quale non si allontanò mai.

Con un tale sistema di scernita si può facilmente comprendere come la biblioteca del defunto Conte non dovesse essere numerosa.

Ciò che difficilmente sarà creduto è che egli espelleva senza pietà qualunque libro appena sapeva che questo volume è menzionato in un qualche catalogo.

Questo avveniva anche quando il libro era stato acquistato a peso d’oro. Era anche completamnete indifferente del fatto che il suo scarto era fortemente  desiderato dai più invidiosi amatori. 

La biblioteca del nobile scomparso appariva composta di soltanto cinquantadue opere. 

La folla dei collezionisti non ebbe più pace. Era invasa dalla febbre di possesso di quei rari libri.

Quali volumi straordinari!

Descriviamone quakcuno. Un Corpus Juri Civilis di Elzevir. Esemplare unico stampato su pelle. Diviso in quattro tomi. Con legature in marocchino rosso con lo stemma dell’Olanda. Con nota autografa dell’autore. Dove specifica come quel solo esemplare su pelle è stampato espressamente per gli Stati Olandesi.

E che dire, di un ottavo. Rilegato in zigrino verde. Con serratura in oro smaltato, con chiusura a chiave. Dal provocante titolo Le mie campagne nei Paesi Bassi con la lista giorno per giorno delle fortezze conquistate da me solo all’arma bianca. Stampato da me solo. Per me solo in un esemplare. Opera scritta dal Principe Carlo Giuseppe Ligne. Noto guerriero e scrittore. Distinto per le prodezze compiute durante la guerra dei sette Anni.

Ed ancora il Sardanapalo di questo tempo. Satira olandese contro Luigi XIV. Scritto infame dell’abate Corbeille Blessenois.

Tutti gli altri libri della collezione sono altrettanto straordinari e preziosi.

Non solo privati ma anche alcuni governi s’interessarono per poterne venire in possesso.

La principessa di Ligne scriveva all’archivista dell’università di Gand. Comprate, ve ne scongiuro, a qualsiasi prezzo, le sciocchezze di quel briccone di mio nonno.

Il governo di Leopoldo I, deciso di conservare allo Stato questo immane tesoro, ordinò l’acquisto in blocco di tutti i volumi.

Nessuno fra i partecipanti aveva mai inteso nominare il conte de Fortsas. Fatto di poco conto che poco interessava! Il mondo è ricolmo di sono tanti bibliofili oscuri, collezionisti che si nascondono e in solitudine contemplano i loro tesori.

Il giorno della vendita la città di Mons è invasa da letterati, bibliofili, bibliotecari e curiosi.

Il libraio di Hoyois è letteralmente assalito da una folla di acquirenti. tTutti cercavano di accalappiarsi i volumi offerti nel suo catalogo. Giunse infine Renier Charlon. All’epoca Presidente del Club degli amatori di libri vecchi e antichi di Mons. É portatore dell’annuncio che tutti i volumi sono venduti ed acquistati dalla biblioteca di Binche.

Binche era solo un villaggio e non aveva biblioteca!

 

 

Una favolosa asta di libri introvabili è un racconto scritto da Gianni V. Settimo. Tratto da Clipeus n. 107 marzo 1999. La pubblixìcazione è un omaggio a un amico che a me piace pensare scomparso in un ufo.

L’immagine dell’Unicorno è tratta da uno dei manoscritti rinascimentali più celebri al mondo: la Bibbia di Borso d’Este. Opera ora conservata alla Biblioteca Estense di Modena. Il codice è diviso in due grandi volumi. Per la loro realizzazione fu richiesto sei anni di lavoro da parte dei due miniatori: Taddeo Crivelli e Franco dei Russi.