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Tsuba le scuole Heianjo Yoshiro Myochin

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Tsuba le scuole Heianjo Yoshiro Myochin

 

Tsuba le scuole Heianjo Yoshiro Myochin sono un capitolo di un ampio scritto sulle 12 scuole che operarono in Giappone nei tempi più antichi.

 

Heianjo.

La scuola Heianjo trova origine e continuità nel lavoro di un precedente gruppo operante nella stessa località e facente capo a Onin. Per qualche tempo i due stili convissero. Questa coesistenza finì con l’estinzione della scuola Onin. Il punto di congiunzione e caratterizzazione si trova nello sviluppo di una tecnica di decorazione della superficie chiamata Heianjo zogan. Nata alla fine del XVI secolo nella provincia di Yamashiro. È una decorazione della superficie realizzato per incostrazione[1] di tipo Hirazogan o intarsio rasato. Sono tsuba prodotte in ferro. Sulle quali è apporta tata una incostrazione con rame, ottone e argento. Quest’ultimo metallo è impiegato con minor frequenza. L’ottone nel Cinquecento era importato dalla Cina e godeva di grande considerazione. Con questa tecnica erano prodotte per la maggior parte delle tsuba. Kozuka, fuchi e kashira sono rari a trovarsi. I motivi decorativi sono: fiori, frutti, viticci vegetali, animali e oggetti d’uso.

Yoshiro.

La scuola Yoshiro fu attiva alla fine del XVI secolo nella provincia di Yamashiro. La scuola ha prodotto delle tsuba in ferro con intarsio rasato nella maggior parte dei casi realizzato in ottone. Quando presenti altri metalli sono il rame, l’argento, shakudo e yamagane. Una parte della produzione di tsuba è decorata con raggruppamenti di mon[2] ricavati sulla superficie mediante traforo o applicati a tarsia oppure imbussolati in fori trapassanti.

Myochin.

I Myochin sono una famiglia che ha acquisito una grande popolarità  per la produzione delle armature. È composta da vari rami operanti in varie località del Giappone. Ha iniziato l’attività nel XIII secolo e agli inizi del Novecento vari rappresenti erano ancora attivi. Le prime tsuba prodotte risalgono alla fine del XVI secolo. Sono realizzare in ferro di ottima qualità. Possono presentare una finitura mokume ovvero con un aspetto che vuole imitare il legno. Decorate a traforo o con punzonatura a caldo. Quando presentano nella decorazione l’incisione questa è di tipo kebori. Realizzata da una linea caratterizzata da un sottilissimo tratto che vuole imitare il capello umano. Caratteristiche sono le tsuba realizzate assemblando delle piastre sagomate. In seguito saldate fra loro. In modo simile a quello usato per le corazze.

Fine della terza parte.

Il saggio è composto da una introduzione e dalla descrizione di 12 scuole che operarono nei tempi più antichi.

È pubblicato diviso in sei parti.

  1. Parte prima – Tsuba Introduzione. Le scuole Katchushi, Kamakura.
  2. Parte seconda – Tsuba le scuole Kaneie. Nobuie.
  3. Parte terza – Tsuba le scuole Heianjo. Yoshiro. Myochin.
  4. Parte quarta – Tsuba le scuole Kyo Sukashi. Umetada.
  5. Parte quinta – Tsuba le scuola Goto Higo.
  6. Parte sesta – Tsuba le scuola Shoami.

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[1]   L’incrostazione è una decorazione della superficie dove un Hirazogan o intarsio rasato è saldato sulla superficie della tsuba e non fissato in una depressione della superficie appositamente creata. Un intarsio di tipo rasato è così chiamato perché rimane alla stesso livello della superficie che lo ha accolto.

[2]   I mon sono degli emblemi usati in Giappone per identificare una famiglia o un individuo. Assumono una funzione decorativa.

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Tsuba le scuole Kaneie e Nobuie

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Tsuba le scuole Kaneie e Nobuie

 

Tsuba le scuole Kaneie e Nobuie sono il sunto di un capitolo contenuto in ampio scritto. Composto dalla descrizione di 12 scuole che operarono in Giappone nei tempi più antichi.

 

Kaneie.

Il primo artista di questa scuola che ha firmato con il nome di Kaneie risale alla metà del sedicesimo secolo.

Lavorava nella città di Fushimi, nella provincia di Yamashiro.

La firma apposta si legge Yamashiro no kuni Fushimi no ju Kaneie (saku)[1]. In italiano: Fatto da Kaneie abitante a Fushimi nella provincia di Yamashiro.

Per molti studiosi da quel momento iniziò una lunga genealogia di artisti. Dove tutti identificano in questa scuola che rimarrà attiva sino a tutto il diciottesimo secolo.

Il lungo perdurare è permesso dal successo incontrato da queste tsuba. Fortuna che si può spiegare con una eleganza discreta insita in queste else. Unita a una produzione caratterizzata da una buona qualità media. In grado di raggiungere delle punte di grande valore.

Sono tsuba in ferro ben forgiato.

Sulle quali la decorazione era realizzata in due modi che potevano essere usati singolarmente o anche riuniti sulla singola tsuba.

Il primo prevedeva il riporto di damascature[2] o incrostazioni[3] molto sobrie realizzate con diversi metalli. Quali il rame, argento e oro.

Un secondo mezzo di decorazione si avvaleva della tecnica dell’incisione ad alto rilievo.

Poco pronunciata negli esemplari più antichi. Acquista sempre prominenza nelle opere databili verso la fine del Settecento. La decorazione trae spunto dalla pittura in stile cinese con immagini tratte dalla natura con l’introduzione di personaggi. Quest’ultimi difficilmente colti in primo piano.

In contemporanea nella provincia di Yamashiro erano presenti le scuole Umetada e Heianjo. E’ ipotizzabile che ci fosse una reciproca influenza.

 

信家  Nobuie.

Nobuie[4] e il citato Kaneie[5] sono da considerare come i due più famosi e quotati produttori di tsuba in ferro di tutti i tempi.

Entrambi lavorano nel periodo Momoyama[6].

Nobuie era attivo nella città di Kiyosu nella provincia di Owari. L’attuale prefettura di Aichi.

È autore di tsuba spesse e pesanti. Spesso finite a martello.

La decorazione è ottenuta con diverse tecniche: l’incisione, la punzonatura a caldo e il traforo.

I decori che caratterizzano le sue tsuba sono: la ruota idraulica. l’arco e la freccia. i rami del pino giapponese detto matsu. i teschi. le decorazioni a nido d’ape e le frasi scritte in kanji con proverbi, poesie e mantra.

La figura di Nobuie è di difficile caratterizzazione.

L’evanescenza fa ipotizzare l’esistenza di una linea di discendenza composta da due fabbri con uguale nome.

Una situazione ulteriormente complicata dall’abuso della firma Nobuie commesso da fabbri contemporanei e posteriori.

I quali apponevano il nome motivato dal grande successo della sua opera.

L’idea dell’esistenza di un linea di successione fra due fabbri con identico nome non è da tutti accettata.

Riconosce un Nobuie che su invito di Oda Nobunaga si reca a Kiyosu per produrre guardie di spade di ferro.

Questo avviene nella prima parte del periodo Momoyama.

A questo Nobuie fondatore succede un secondo Nobuie discepolo oppure figlio naturale o adottivo del primo.

La prima generazione ha con buona probabilità raggiunto il vertice nel suo lavoro intorno al 1570.

La seconda generazione dopo questa data sempre durante il periodo Momoyama. Il secondo Nobuie inizialmente produsse tsuba sempre nella città di Kiyosu.

Passato al servizio di Fukushima Masanori[7] lo seguì nella provincia di Aki. Ora nella parte occidentale dell’attuale prefettura di Hiroshima.

Il secondo Nobuie con buona probabilità visse fino all’era Genna (1615-1624). Questa teoria è supportata dalla presenza di tsuba di certo autentiche recanti delle firme con caratteristiche molto diverse[8].

Le Nobuie mei si dividono in due tipi.

La Hanare Mei dove il kanji “Nobu” e “ie” sono un leggermente separati. La Futoji Mei dove il nome “Nobuie” è inciso con vigore.

Il successo di queste tsuba fece prolificare gli imitatori e le else che presentano in modo fraudolento la prestigiosa mei.

Molti artigiani operanti a Edo, Hiroshima, Kanazawa ed esponenti della scuola Shoami operarono in questo modo. Queste imitazioni erano ancora in auge durante il XIX secolo.

A cosa era dovuto questo enorme successo ?

Nobuie visse e lavorò durante un periodo che vide l’operato dei tre maggiori signori della guerra: Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu. Coloro i quali con il loro operato unificarono il Giappone. Un periodo turbolento e sanguinolento. Dominato dalla mentalità guerriera.

Le tsuba realizzate da Nobuie ben raffigurano questo clima.

Con la loro semplicità comunicano umiltà. Rispondono con il loro rigore ai gusti di uomini che avevano giornalieri incontri con la morte. Materializzano i principi o forse anche le paure di un uomo dedito alla guerra.

Contribuiscono alla creazione dei radicali cambiamenti in atto.

Nobuie fu parte attiva nel processo di unificazione del Giappone.

Fine della seconda parte.

 

Il saggio è composto da una introduzione e dalla descrizione di 12 scuole che operarono nei tempi più antichi.

È pubblicato diviso in sei parti.

  1. Parte prima – Tsuba Introduzione. Le scuole Katchushi. Kamakura.
  2. Parte seconda – Tsuba le scuole Kaneie e Nobuie.
  3. Parte terza – Tsuba le scuole Heianjo. Yoshiro. Myochin.
  4. Parte quarta – Tsuba le scuole Kyo Sukashi. Umetada.
  5. Parte quinta – Tsuba le scuola Goto Higo.
  6. Parte sesta – Tsuba le scuola Shoami.

 

鍔 鐔 Tsuba

 

[1]   La firma presente è 山城國伏見住 金家 si legge Yamashiro no kuni Fushimi no ju Kaneie. Vedi Haynes 02464.0. Molte sono le tsuba conosciute che presentano questa firma. Sono caratterizzate da una diversa qualità ed epoca di produzione. Sembra che tutte siano prodotte nella stessa officina. Poiché la tecnica di realizzazione è per lo più la stessa in tutti i vari esemplari noti. Tutte presentano intarsi di qualità e abilmente realizzati.

[2]   La damascatura in giapponese Nunome è una decorazione della superficie dove il metallo apportato è sotto forma di sottile foglio o filo. Il materiale da applicare che realizzerà il decoro è poggiato su un fondo preparato con una grande quantità di sottili linee e fissato per martellatura.

[3]   L’incrostazione è una decorazione della superficie dove un Takazogan o intarsio rilevato è saldato sulla superficie della tsuba e non fissato in una depressione della superficie appositamente creata. Un intarsio di tipo rilevato è così chiamato perché rimane ad un livello superiore della superficie che lo ha accolto.

[4]   Di Nobuie abbiamo 48 tsuba classificate Juyo; 4 Tokubetsu Juyo; 1 Juyo Bunkazai e 1 Juyo Bijutsuhin.

[5]   Di Kaneie abbiamo 16 tsuba classificate Juyo; 4 delle quali sono Tokuju; 4 Juyo Bunkazai e alcune Juyo Bijutsuhin.

[6]   Il periodo Momoyama inizia nel 1568 e si conclude nel 1603. È l’epoca nella quale avviene l’unificazione del Giappone ad opera di: Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu.

[7]   Fukushima Masanori, nasce nella provincia di Owari nel 1561. Muore nel 1624. Generale al servizio dei Tokugawa. Diviene daimyo del feudo di Imabari nella provincia di Iyo. Ora Prefettura di Ehime nell’isola dello Shikoku.

[8]   Esiste una teoria che identifica Nobuie con Myochin Nobuie. Il diciassettesimo maestro ereditario della linea Myochin. La parziale analogia nel nome è posta in crisi dalla diversità nelle firme e ancor di più dal tipo di tsuba prodotte. Le else realizzate da Nobuie non sono di certo adatte al tipo di scherma praticato con una sola mano. Tecnica in uso nel periodo Muromachi. Conforme alle realizzazioni di Myochin Nobuie.

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Tsuba le scuole Katchushi e Kamakura

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Tsuba le scuole Katchushi e Kamakura

 

Tsuba le scuole Katchushi e Kamakura sono un capitolo di un ampio scritto.

Il saggio è composto da una introduzione e dalla descrizione di 12 scuole che operarono in Giappone nei tempi più antichi.

 

Introduzione.

Le tsuba esposte presso il museo nazionale di Tokyo adottano una classificazione che le divide in due sezioni.

Alla prima appartengono  le opere più antiche.  

Gli artefici di questi manufatti con il loro lavoro hanno definito le linee guida che in seguito sono rimaste costanti. Tutti questi artisti sono accomunati e non si è fatta differenza di collocazione geografica.

Questa sezione comprende autori appartenuti alle scuole:  Katchushi. Kamakura. Kaneie. Nobuie. Goto. Umetada. Higo. Myochin. Shoami e altre scuole che realizzarono tsuba in ferro con decoro traforato.

 

Alla seconda appartengono le scuole attive in epoca posteriore al XVIII secolo.

Queste sono divise in base alla provincia di attività.

Dal XIX secolo gli artisti tendono ad allontanarsi dallo stile tradizionale imposto dalla scuola di appartenenza o dal luogo di residenza. Questi avvenne adottando nuove tecniche e nuovi materiali.

 

Descrizione delle scuole che produssero tsuba appartenenti alla prima sezione.  

Solo con il finire delle lame Koto[1] per le tsuba si affacciano le prime scuole e si conoscono i primi nomi dei produttori.

Quest’ultimi sono tre: nella provincia di Owari[2], a Kiyusu troviamo Nobuie; nella provincia di Yamashiro[3] a Kyoto operavano Kaneie e Goto Yujo.

 

Katchushi.  Con questo nome erano chiamati gli artigiani che fabbricavano le corazze.

Per affinità furono i primi artigiani a dedicarsi anche alla realizzazione degli elementi necessari alla montatura della lama. Rimasero attivi in un lasso di tempo che all’incirca inizia con l’anno 1350 e si conclude nel 1500.

Sono autori di tsuba costruite solo in ferro ben forgiato e con spessore ridotto.

Di forma circolare. Decorate con piccoli trafori che raffigurano la linea di contorno dell’immagine raffigurata.

I soggetti sono semplici, per lo più tratti dal quotidiano e dalla natura oppure si compongono di brevi scritte. 

Il bordo della tsuba è sempre rialzato cioè è posto al di sopra del piano ove è collocato il decoro. Non è infrequente la presenza di un dote mimi, un bordo a sezione circolare.

 

KamakuraQuesta scuola ebbe breve vita. Nacque attorno al XVI secolo.

Poche sono le tsuba arrivate sino al presente e poche le notizie sugli autori. 

E’ comune pensare che possa essere una derivazione dalla tradizione Katchushi.  

Queste tsuba presentano un caratteristico decoro realizzato da una incisione a basso rilievo piatta.

L’analogie fra la tipica decorazione adottata e quella della tecnica artistica chiamata Kamakura bori [4], la lavorazione del legno dove il motivo decorativo è intagliato nel legno, per similitudine ha dato il nome alla scuola.

Le tsuba sono costruite solo in ferro ben forgiato e con spessore ridotto ma con un livello qualitativo inferiore rispetto alle Katchushi Tsuba.

Questa caratteristica è anche dovuta al bellicoso periodo storico in cui sono realizzate. Gravato da numerose guerre e con il conseguente aumento della richiesta. La decorazione caratteristica consiste in:  fiori e pagode.

Fine della prima parte.

Indice.

  1. Parte prima – Tsuba Introduzione. Le scuole Katchushi. Kamakura.
  2. Parte seconda – Tsuba le scuole Kaneie e Nobuie.
  3. Parte terza – Tsuba le scuole Heianjo. Yoshiro. Myochin.
  4. Parte quarta – Tsuba le scuole Kyo Sukashi. Umetada.
  5. Parte quinta – Tsuba le scuola Goto Higo.
  6. Parte sesta – Tsuba le scuola Shoami.

鍔 鐔 Tsuba

 

[1]   Le lame chiamate koto sono quelle che sono state fabbricate in un periodo compreso dal medio Heian al 1596. Il periodo Heian inizia nel 794 e finisce 1185.

[2]   La provincia di Owari corrisponde alla metà occidentale dell’attuale prefettura di Aichi, nella regione di Chubu, sull’isola di Honshu. La capitale è Nagoya.

[3]   La provincia di Yamashiro corrisponde alla parte meridionale dell’attuale prefettura di Kyoto sull’isola di Honshu.

[4]   Il Kamakura bori è anche l’intaglio alla base della realizzazione di disparati oggetti in lacca. Il legno dopo il decoro realizzato a l’intaglio è laccato e lucidato. Questa decorazione trova origine dagli oggetti di produzione cinese realizzati in lacca scolpita risalenti alla dinastia Song. La differenza fra il metodo cinese e quello giapponese è nel periodo in cui è realizzato l’intaglio. Prima della laccatura in Giappone e dopo la laccatura in Cina. La tecnica giapponese richiede un periodo di lavorazione di molto minore.

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La tsuba e il Tekkotsu

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La tsuba e il Tekkotsu

 

La tsuba è soggetta ad un’usura chiamata Tekkotsu.

 

Tekkotsu 鉄骨. Termine giapponese che possiamo tradurre in Ossa del ferro.

Indica un’usura nel ferro. Nelle tsuba è più facilmente riscontrabile lungo il bordo esterno dell’elsa. Nel mimi

L’acciaio realizzato non in modo industriale non si presenta omogeneo. Questa è una delle caratteristiche dei materiali di antica lavorazione.

Per le tsuba al contrario della lama (toshin) non sempre era impiegato un materiale ferroso ben forgiato.

Per questa ragione, nell’antichità, il materiale costituente una tsuba non sempre si presentava con una struttura omogenea.

Questa caratteristica influisce nel momento in cui una tsuba è montata su una lama per lungo tempo e l’arma è portata ed usata.

La non omogeneità del materiale ferroso permetterà la coesistenza sulle superfici dell’elsa di zone più soggette e meno soggette all’usura.

La conseguenza è la formazione di superfici metalliche non più regolari.

Le parti più dure del materiale rimangono in posizione più alta.

Questa constatazione nella fantasia del popolo giapponese richiama le parti sporgenti dello scheletro umano.

Da questa osservazione nasce un analogia che si esprime con il termine Tekkotsu o Ossa del ferro”.

Nelle tsuba con maggiore frequenza il Tekkotsu appare lungo il bordo esterno . Molto raramente sulle superfici.

Questa usura non è comune. È causata dallo fregare del bordo della tsuba lungo il vestito.

Movimento che nel tempo rimuove il materiale più morbido e non intacca il più duro.

Un bordo di elsa in origine liscio, a seguito a questa prolungata azione, diventa irregolare e indizio che quella spada è stata lungo portata.

Quando autentico è presente solo sulla tsuba in ferro più antiche.

Quelle realizzate e in uso prima del XVI secolo.

Le tsuba realizzate dalla scuola di Owari e di Kanayama sono quelle che più frequentemente presentano questa caratteristica.

Nelle tsuba realizzate in età moderna e in quelle più recenti è una peculiarità quasi inesistente.

Il Tekkotsu è formato dalle parti più dure e resistenti del metallo.

 

鍔 鐔 Tsuba

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Soggetti decorativi raffigurati sulle tsuba o elsa della spada giapponese

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Soggetti decorativi raffigurati sulle tsuba o elsa della spada giapponese

 

Molteplici sono i soggetti decorativi raffigurati sulle tsuba o elsa della spada giapponese.

Tutti questi elementi decorativi sono in primo luogo una parte dell’iconografia dell’arte giapponese. Come tali sono comuni a tutte le forme d’espressione quel popolo giapponese.

I soggetti decorativi erano e sono tratti: dalla natura. dalla realtà. da eventi storici. dalla mitologia e dai simboli araldici.

Non mancano gli elementi astratti.

Quindi una grande molteplicità di temi.

I fabbricanti di tsuba o elsa della spada giapponese traevano spunto dalle illustrazioni riportate su appositi libri.

Per questa ragione, nella produzione più corrente, può capitare di trovare delle tsuba identiche ma opera di autori diversi.

La raffigurazione può avvenire usando molteplici tecniche artistiche.

Di seguito un elenco per genere dei decori e dei soggetti più frequenti da reperire sulle tsuba o elsa della spada giapponese.

Tutti i soggetti sono illustrati con il loro significato. Tratto dall’iconografia dell’arte del Giappone.

 

ANIMALI REALI DEL CIELO.

  • AIRONE. E’ il simbolo della purezza. Evoca l’arrivo della stagione dell’autunno.
  • ANATRA MANDARINA. E’ l’emblema della felicità coniugale.
  • CICOGNA. E’ un animale molto venerato. Non di rado è rappresentata unita alla figura di un saggio. Rappresenta simbolicamente la longevità.
  • FALCO. E’ un animale molto amato. Era utilizzato solo dalla classe nobiliare per compire le battute di caccia
  • GALLO. E’ uno dei dodici animali dello zodiaco. Al gallo è attribuita la virtù del coraggio.
  • GRU. E’ il simbolo della felicità e della fedeltà matrimoniale.
  • OCA SELVATICA. E’ il simbolo del principio maschile Yang. E’ associata alla luce perché durante la migrazione segue il sole al cambiare della stagioni.
  • PIPISTRELLO. E’ il simbolo della notte. Il carattere giapponese che lo identifica ha una seconda lettura che significa “buona fortuna”. Per questa ragione è un soggetto decorativo con significato augurale.

DELL’ACQUA.

  • ARAGOSTA. E’ un soggetto decorativo con significato augurale. Rappresenta simbolicamente il nuovo anno e la longevità.
  • TARTARUGA E’ il simbolo della longevità. La leggenda narra che quando una tartaruga compie mille anni sulla sua coda cominciano a crescere delle lunghe alghe.

DELLA TERRA.

  • GATTO E’ considerato un animale prezioso. Cacciando i topi preserva l’integrità delle biblioteche. Ed è utile nella casa. Nell’antichità era animale non comune. Pare sia giunto in Giappone insieme alla religione Buddista.
  • RAGNO E’ rappresentato mentre tesse la tela. E’ il simbolo della abilità e della diligenza. Può succede che la notte il ragno si trasformi in demone che tesse inganni od eserciti magie.
  • TIGRE. E’ uno dei dodici animali dello zodiaco. Rappresenta simbolicamente la forza. La raffigurazione unita al bambù porta con se l’insegnamento che anche l’animale più forte sulla terra deve ricercare riparo dalla furia degli elementi.
  • TOPO. E’ uno dei dodici animali dello zodiaco. Rappresenta simbolicamente l’abbondanza

ANIMALI E FIGURE IMMAGINARIE.

  • CONIGLIO LUNARE. E’ un coniglio che vive sulla luna. La credenza nasce dalla possibilità di vedere sulla faccia illuminata della luna piena la figura di un coniglio seduto sulle zampe posteriori. Per questa sua corrispondenza con la luna è rappresentato mentre prepara il mochi. Un preparato gastronomico  a base di riso glutinoso che nella tradizione giapponese ha origine lunare.
  • DRAGO. E’ uno dei dodici animali dello zodiaco. E’ un soggetto molto frequente nell’arte orientale. Può essere raffigurato fra le nuvole o fra le onde acquatiche. E’ un soggetto decorativo con significato di buon auspicio.
  • FENICE. E’ l’uccello dell’immortalità e il simbolo delle principali virtù. La leggenda vuole che compaia sulla terra ogni mille anni. Si credeva facesse il nido tra i rami dell’albero di Kiri e che mangiasse solo di semi di bambù.
  • MILLEPIEDI. Una leggenda narra che nella provincia di Ōmi, ora prefettura di Shiga, viveva un gigantesco millepiedi. Sfuggito a molte trappole. Tawara Toda lo uccise con una freccia.
  • ONI. E’ un nome generico per i demoni. A loro sono riconducibili i mali fisici e morali che affliggono gli uomini. Frequente raffigurati mentre compiono dispetti.
  • SHISHI. Raffigurano il leone. Un animale poco conosciuto do conseguenza raffigurato di fantasia.
  • SHOKI. E’ uno spirito scaccia diavoli.

I FIORI.

  • CRISANTEMO. E’ un fiore molto amato. Lo stemma araldico della famiglia imperiale è composto da un fiore di crisantemo.
  • GLICINE. E’ raffigurato il fiore. Uno stemma araldico composto da questo fiore identifica il clan dei Fujiwara.
  • LOTO. Nella dottrina buddista il fiore del loto è considerato il simbolo della perfezione. Nasce nel fango. Da dove si eleva con grande bellezza. Per questa ragione è associato alla purezza.
  • ORCHIDEA. E’ chiamata Furan che significa orchidea del vento o orchidea dei samurai.
  • PEONIA. E’ un fiore che simboleggia la primavera. Se rappresenta assieme ad un shishi simboleggia il potere imperiale.
  • ZUCCA. E’ l’emblema della longevità. Il suo uso più frequente è come motivo decorativo naturalistico. E’ il simbolo del celibato dei preti buddisti.

LE PIANTE

  • AOI. E’ una pianta appartenente alla famiglia delle malvacee. Uno stemma araldico composto da tre foglie di Aoi identifica il clan dei Tokugawa.
  • BAMBÙ. E’ un soggetto decorativo con significato augurale. Rappresenta simbolicamente la fedeltà e la longevità. In Giappone ha molteplici utilizzi in architettura, nei giardini e nella costruzione di utensili.
  • CILIEGIO. E’ un albero con una fioritura breve e intensa. Queste caratteristiche rappresentano la nella sensibilità giapponese la purezza e la caducità della vita umana. Due attributi che richiamano la vita del samurai.
  • KIRI. Indica l’albero della Paulownia Imperialis. Le foglie cuoriformi e i fiori a forma di pannocchia compongono lo stemma araldico della famiglia imperiale. Questo avviene quando su tre foglie di questo albero sono postati un grappolo centrale composto da sette infiorescenze e i due laterali cinque. La Fenice si posava solo sui rami di questo albero.
  • PINO. E’ un albero che è sempre verde. Per questa ragione è il simbolo della forza e della tenacia. E’ un soggetto decorativo con significato augurale.
  • PRUNO. E’ un albero coltivato per la bellezza della sua fioritura.
  • SALICE. E’ l’emblema della grazia femminile. La leggenda narra che le anime dei defunti abitano i salici. Il salice può succedere che si trasformi in fantasma.

MOTIVI DECORATIVI FREQUENTI NELLARTE GIAPPONESE.

  • KARAKUSA. E’ un motivo decorativo composto da un intreccio di viticci vegetali. Le piante che lo formano sono: la vite, la zucca e le felci.
  • MATSUKAWA. E’ un motivo decorativo di forma geometrica che vuole stilizzare la corteccia del pino. Nelle tsuba è usato in quelle che presentano una lavorazione a traforo.

 

鍔 鐔 Tsuba