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Pinocchio libri figurati Novecento

Pinocchio libri figurati Novecento

Pinocchio I libri figurati stampati negli anni quaranta del Novecento.

Pinocchio I libri figurati stampati negli anni quaranta del Novecento.

Le edizioni di Pinocchio stampate negli anni quaranta del Novecento sono volumi impressi in un periodo non facile per l’editoria.

Questo non solo per la difficoltà nel reperimento dei prodotti necessari alla stampa. Primo materiale fra tutti la carta.

Di certo queste edizioni sono tutte non comuni a trovarsi.

E’ del 1942 l’edizione figurata da Vittorio Accornero. Pinocchio libri figurati Novecento.

Nella quale i personaggi sono collocati entro ampi e colorati spazi. In paesaggi o in ambienti architettonici che si allargano sull’intero foglio.

Di un anno successivo, il 1943, è quella realizzata dall’autodidatta Giuseppe detto Beppe Porcheddu. Questo volume è considerato uno dei suoi più bei libri illustrati.

Il bergamasco Giambattista Galizzi è l’autore di una bellissima edizione.

Dalle illustrazioni di grande suggestione. Caratterizzate dal sapore gotico.

Tavole a colori e disegni realizzati con grande maestria. L’edizione reca la presentazione di Renato Simoni.

É edita dalla Società Editrice Internazionale.

L’edizione originale è del 1942, Ristampata nel 1944 e 45. Nel dopoguerra nel 1951 e 61.

Sante detto Rino Albertarelli è un disegnatore strettamente legato al fumetto. Pinocchio libri figurati Novecento.

Nel 1944 compare una edizione della bambinata da lui figurata nel testo con disegni in color verde e da 8 tavole a colori.

Nelle tavole delle rotelle dentate che permettono di far cambiare l’espressione ai personaggi.

All’inizio del volume si trova un dialogo fra Pinocchio e l’illustratore. Nel colloquio i due spiegano ai bambini l’uso del meccanismo di mobilita.

Nel 1944 la casa editrice Italgeo pubblica il Pinocchio illustrato dall’artista ucraino naturalizzato italiano Vsevolode Nicouline. Pinocchio libri figurati Novecento.

Pinocchio è trasportato dall’illustratore sulle rive del fiume Volga. I personaggi e i paesaggi che circondano il burattino sono ora quelli che trovano i loro natali nella Russia europea.

Un edizione di enorme pregio. Voluta dall’editore per festeggiare la nascita del primogenito.

Stampata in grande formato. Impressa in 999 copie. In commercio al prezzo di 900 lire.

Rilegata in seta di color bianco impressa colori. Figurata a colori con 71 illustrazioni nel testo e 12 tavole dai colori dolci e sfumati. 

Giovanni Mosca è illustratore e umorista. Caratteristiche ben evidenti nel suo Pinocchio.

Riscontrabili sia nella breve prefazione al volume sia nelle figure colorate e argute. Stampato nel 1944, a Milano, dall’editore Rizzoli. Nella collana per tutti. Serie verde  18. Pinocchio libri figurati Novecento.

Giambattista Conti è un illustratore cattolico.

Impegnato a disegnare la storia sacra.

Il suo segno è nitido e tagliente mai dubbioso. Con questo tratto esprime graficamente la sua etica.

Con queste premesse il suo Pinocchio è raffigurato in preda alle tentazioni del demonio. Mangiafuoco e il Pescatore verde sono raffigurati nei panni del diavolo.

Il libro è pubblicato a Roma, dalle edizioni Reda, nel 1945.

Sempre negli anni quaranta del Novecento troviamo le pubblicazioni di Pinocchio figurato da:. Pinocchio libri figurati Novecento.

  • Giovanni Manca, con le illustrazioni a firma GIM. Edita nel 1941. Ristampata nel 1944, a Milano, per le edizioni S.A.C.S.E.

  • Roberto Sgrilli. Autore di tre diverse edizioni. Tutte stampate a Milano, per Casa editrice Bietti.

Della prima non si conosce la data di stampa. Appartiene alla Collana Fantasia 10. Con copertina e tavole di Umberto Faini. Disegni nel testo di Roberto Sgrilli.

La seconda è impressa nel 1942 e nel 1943, Con 28 illustrazioni di Alberto bianchi e 14 tavole in fotolito a colori di Roberto Sgrilli.

La terza è impressa nel 1944. Con 28 illustrazioni di Alberto Bianchi e 15 tavole in fotolito a colori del pittore Roberto Sgrilli.

  • Carlo Bisi. Edita nel 1945, a Milano, per le edizioni Impero nella Collana Azzurra 1.

É una collana portante del Corriere dei Piccoli. Sulle pagine del giornale comparve il Sor Pampurio. Accompagnato dal suo tormentone: Sor Pampurio arcicontento del suo nuovo appartamento.

  • Marino Parigi, detto Marino da Montevarchi. É autore di una interpretazione umoristica del romanzo per ragazzi. Edita nel 1945, a Milano e a Messina, per le edizioni della Casa Editrice Giuseppe Principato. Pinocchio libri figurati Novecento.

Per chi volesse saperne di più.

 

Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Pinocchio. Le edizioni illustrate pubblicate sino agli anni trenta del ‘900.

 

Pinocchio. nell’editoria nel dopoguerra.

 

Pinocchio. Gli illustratori degli anni sessanta.

 

Pinocchio. Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

 

Appunti di un bibliofilo.

 

COLLODI CARLO – Pinocchio Mazzanti.

 

Sigfrido Bartolini Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi e M Augusta Cavalieri Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi Giobbe Pinocchio.

 

Attilio Mussino Pinocchio.

 

Nell’immagine Una tavola appartenete al Pinocchio illustrato da Vittorio Accornero.

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Pinocchio edizioni illustrate 900

Pinocchio edizioni illustrate 900

Pinocchio Le edizioni illustrate pubblicate sino agli anni trenta del ‘900.

Pinocchio nelle edizioni illustrate pubblicate sino agli anni trenta del ‘900.

 

Qui non si può iniziare se non dall’edizione illustrata da Attilio Mussino.

Costata all’illustratore tre anni di lavoro. Nei quali Mussino realizza un volume riccamente illustrato a colori. In grande formato. 

L’editore è Bemporad. L’opera è posta sul mercato a fascicoli. Disponibili a scadenza settimanale.
Il primo commercializzato riporta la data del 2 ottobre 1910. L’ultimo comparirà il 7 settembre 1911.

Il volume sarà composto da 50 dispense.

Seguirà la commercializzazione di una edizione in brossura. Anch’essa datata 7 settembre 1911.

Questa l’edizione ha due meriti.

Il primo è la consacrazione della figura di Attilio Mussino come un illustratore.
In secondo è la vincita della medaglia d’oro all’editore.

Conferimento che avvenne all’Esposizione internazionale dell’industria e del lavoro di Torino del 1911.

Si assiste con questa stampa alla prima reinterpretazione del libro. Pinocchio edizioni illustrate 900.

Fatta di vivaci colori.
Dall’allontanamento dalla voluta toscanità del testo inserita dell’autore.
Non più personaggi che si esprimono toscano.
Per Mussino i bambini sono vestiti secondo i canoni in auge presso la borghesia piemontese.
La fata dai capelli turchini ricorda una massaia tirolese. Questi ed altri personaggi subiscono una vera trasformazione.

Dieci anni dopo la stampa dell’edizione di Mussino compare quella illustrata da Sergio Tofano. 

Personaggio eclettico. Di professione attore e disegnatore.
Autore del signor Bonaventura e del suo assegno da un milione. Un personaggio per lunghissimo tempo presente sulle pagine del Corriere dei Piccoli. In colorate strisce a fumetti. Firmate STO.
Perseguendo questa poetica Tofano colloca il suo Pinocchio in un mondo di gioia. Dove lo stupore fa capolino nella raffigurazione del burattino al quale sono cresciute le ali.

Nel 1924 Luigi e Lina Cavalieri partoriscono un Pinocchio che trabocca della sensibilità propria dello stile liberty. Pinocchio edizioni illustrate 900.

Il burattino è ora un adolescente con labbra carnose e evidente tirabaci.
Una interpretazione dove: La fata è diventata il più possibile turchina e Mangiafuoco ancora più spaventoso.

Verso la fine degli anno Venti compare l’edizione dell’illustratore fiorentino Corrado Sarri.

Una figurazione che fin dal copricapo indossato da Pinocchio trova riferimento nelle immagini popolari.
Con tavole che rimarcano lo strano e l’inusuale.

Nel 1931 compare un edizione figurata dalla collaborazione fra Mario Pompei e Giorgio Mannini. Pinocchio edizioni illustrate 900.

Impressa per i tipi della Bemporad.
Il primo è l’autore della copertina anteriore. Il secondo delle illustrazioni presenti sulle pagine.
Creano una edizione poco nota. Dove Beppetto e i carabinieri richiamano le caricature di Giuseppe Mazzini ed Giovanni Giolitti.

Nel 1935 l’edizione di Fiorenzo Sarri.

Pur con differenze sembrerebbe una emanazione dell’edizione di Luigi e Lina Cavalieri.

Il fiorentino Piero Bernardini si è rapportato con continuità con Pinocchio.

Nelle sue illustrazioni il vero protagonista non è più il burattino. Pinocchio edizioni illustrate 900.

L’attore principale diviene il paesaggio toscano. Illustrato con dovizia di particolari e dove sono insidiati i personaggi.

 

Per chi volesse saperne di più.

 

Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Pinocchio. I libri figurati stampati negli anni quaranta del Novecento.

 

Pinocchio. nell’editoria nel dopoguerra.

 

Pinocchio. Gli illustratori degli anni sessanta.

 

Pinocchio. Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

Pinocchio edizioni illustrate 900.

 

Appunti di un bibliofilo.

 

COLLODI CARLO – Pinocchio Mazzanti.

 

Sigfrido Bartolini Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi e M Augusta Cavalieri Le avventure di Pinocchio.

 

Luigi Giobbe Pinocchio.

 

Attilio Mussino Pinocchio.

 

Nell’immagine. Il frontespizio dell’edizione originale illustrata con disegni a colori di Attilio Mussino.

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Il Pinocchio di Carlo Collodi

Il Pinocchio di Carlo Collodi

Il Pinocchio di Carlo Collodi.

Il Pinocchio di Carlo Collodi è un libro pensato per i ragazzi. Questo è un titolo che tutti conoscono. Di questa opera moltissime e di tutte le epoche sono le edizioni stampate.

 

Il titolo iniziale, dato dall’autore, è Le avventure di Pinocchio Storia di un burattino. Uno scritto composto da Carlo Lorenzini e dato alle stampe usando lo pseudonimo di Carlo Collodi.

Con il passare del tempo e del susseguirsi delle numerose edizioni il titolo si riduce, semplificandosi sino ad arrivare all’attuale e più conosciuto Pinocchio. Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Carlo Lorenzini è uno scrittore e un giornalista. Nasce e vive a Firenze.

Carlo Collodi il suo pseudonimo. Un nome fittizio, impiegato dal 1856, sulle pagine del giornale umoristico fiorentino La Lente.

Il Pinocchio è la sua opera più nota. Prima di questo scrive altri due libri di lettura educativa destinati ai ragazzi. Questi sono il:. Giannettino, Firenze Paggi 1877 e il Minuzzolo, Firenze Paggi 1878.

Entrambi i libri hanno dei punti in comune:. I due racconti narrano la storia di bambini ricondotti sulla retta via. Le trame si svolgono nella città di Firenze. Tutti e due presentano lo stesso schema narrativo che, in seguito, sarà applicato anche al Pinocchio.

Il Pinocchio di Carlo Collodi.

Pinocchio è un romanzo per ragazzi.

 

Il protagonista del libro è Pinocchio. Una marionetta animata, scolpita dal falegname Mastro Geppetto. É un burattino animato dal desiderio di diventare un bambino vero.

 

Tre sono le edizioni dell’opera che me fanno la storia. Il Pinocchio di Carlo Collodi.

Pinocchio è inizialmente edito a puntate.

In questa forma compare sul primo numero del periodico per l’infanzia intitolato il Giornale per i Bambini. Il fascicolo è datato 7 luglio 1881. Il racconto, su queste pagine, è edito fino al 25 gennaio 1883. Si stampa con il titolo la Storia di un burattino la prima puntata de Le Avventure di Pinocchio. Questa prima versione è suddivisa in 30 capitoli. Usciti in 26 numeri con illustrazioni di Ugo Fleres. Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Nel dicembre 1882 Collodi firmò un contratto con l’editore Paggi. L’accordo prevedeva la stampa e la cessione di proprietà del racconto intitolato Le avventure di Pinocchio. L’autore è compensato con 500 Lire.

 

Dopo la conclusione delle puntate apparse sul periodico per l’infanzia il Pinocchio compare in forma di libro.

Questa edizione è edita a Firenze, da Felice Paggi, nel 1883.

 

Prima della pubblicazione in forma di libro, Lorenzini sottopone a revisione il testo del racconto. Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

L’edizione è figurata con i disegni di Enrico Mazzanti. Quest’ultimo è il solo illustratore che, per realizzare il suo compito, ha potuto confrontarsi con l’autore della bambinata.

Mazzanti, in pochissimo tempo, realizza i nove disegni presenti sull’edizione originale. Queste figurazioni costituiscono il modello al quale nessun futuro illustratore ha potuto sottrarsi.

La prima edizione ha il formato in 8°. Misura 19,8 x 12,5 cm. E’ composta da 236, (IV di catalogo editoriale) pagine.

 

L’antiporta è figurato e raffigura Pinocchio. Il burattino è collocato in primo piano, in piedi, circondato, sullo sfondo, dagli altri personaggi presenti nella fiaba.

Il volume è illustrato da 62 incisioni xilografiche, poste nel testo.

Commercializzato rilegato in brossura editoriale di color verde/azzurro, con copertina anteriore impressa e figurata.

Questa edizione è composta da 3000 copie. Il Pinocchio di Carlo Collodi.

Marino Parenti nella sua opera intitolata Rarità bibliografiche così ne parla:. È questo uno dei pezzi più rari. Se non il più raro senz’altro, dell’Ottocento italiano. Fino al 1944, l’unico esemplare conosciuto in collezioni private era il mio.

 

Il 16 giugno 1889 Roberto Bemporad acquista dai fratelli Paggi la Libreria Editrice Felice Paggi. Questo gli permise di dare vita, sempre a Firenze, alla casa editrice R Bemporad & figlio.

 

Nel 1901, per i tipi della Bemporad, esce una edizione del Pinocchio illustrata dai disegni a china ideati da Carlo Chiostri.

Alle figurazioni, trasposte in silografia da Adolfo Bogini, si uniscono cinque acquerelli. Quest’ultimi riprodotti con tecnica fotomeccanica a mezzatinta. Il frontespizio è figurato e stampato virato in color blu.

Questa stampa avviene sotto la direzione di Enrico Bemporad. Dal 1890 successore del padre Roberto nella direzione della casa editrice.

Enrico Bemporad vuole dare alle stampe un’edizione del Pinocchio che, al contrario delle due precedenti, non fosse più povera graficamente. Il Pinocchio di Carlo Collodi.

Una scelta oculata che gli permise di disporre di un prodotto editoriale appetibile ai giovanissimi.

Bemporad, basandosi su questo successo, prosegue ideando la stampa di una edizione a dispense. Pensata di grande formato e ricca di illustrazioni a colori. Quest’ultime scaturiranno dallo straordinario talento artistico di Attilio Mussino.

 

Le avventure di Pinocchio illustrate da Mussino uscirono in 50 dispense a cadenza settimanale. La prima è datata 7 settembre 1911. É in vendita a 25 centesimi. L’abbonamento all’opera completa è di 12 lire. Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Ogni fascicolo è composto di 16 o 20 pagine. Si presenta con una sovraccoperta editoriale in carta colorata e figurata al tratto.

L’opera stampata è in grande formato e, per la prima volta, interamente e riccamente illustrata a colori.

Si presenta con 420 illustrazioni. Suddivise in: Tavole fuori testo, Capi capitolo, Illustrazioni nel testo, Capilettera, Finalini, Vignette e Copertina.

Tutte recano la firma Attilio.

Si poteva scegliere l’acquisto di due diversi tipi di rilegatura editoriale.

Una in cartoncino molle.

L’altra in cartone in tela di color grigio. Impressa con il disegno, di Mussino, raffigurante Pinocchio, stampato in serigrafia e a colori. Il Pinocchio di Carlo Collodi.

Il torinese Attilio Mussino, per la realizzazione delle illustrazioni dell’opera, impiega tre anni di lavoro.

Impegno che gli valse il diploma d’onore e la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Torino del 1911.

Attilio Mussino nasce a Torino nel 1878. Decede a Cuneo nel 1954. É illustratore, autore di fumetti e pittore.

Le sue illustrazioni per Le avventure di Pinocchio sono il suo lavoro più celebre. Mussino visse nel paese di Vernante, una località in provincia di Cuneo. Ora sede del museo di Pinocchio.

É banale dire che il libro con queste coloratissime illustrazioni ebbe un clamoroso successo che permise numerose edizioni.

 

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Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

Per chi volesse saperne di più.

 

Pinocchio. Le edizioni illustrate pubblicate sino agli anni trenta del ‘900.

 

Pinocchio. I libri figurati stampati negli anni quaranta del Novecento.

 

 

Pinocchio. Nell’editoria nel dopoguerra.

 

 

Pinocchio. Gli illustratori degli anni sessanta.

 

 

Pinocchio. Le edizioni più significative dopo gli anni settanta.

 

 

Appunti di un bibliofilo.

 

Alcune edizione da collezione del racconto di Carlo Collodi Le avventure di Pinocchio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell’immagine:. L’antiporta del libro scritto da Carlo Collodi intitolato Pinocchio Storia di un burattino. Illustrato da Enrico Mazzanti. Edito da Felice Paggi nel 1883.

 

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Aldo Manuzio e le aldine in pillole

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Aldo Manuzio e le aldine in pillole

 

Aldo Manuzio e le aldine in pillole. Chi è Aldo Manuzio:

  • Fu il più grande tipografo del suo tempo. Il primo editore in senso moderno.

  • Il nome completo è Aldo Pio Manuzio. In latino Aldus Pius Manutius.

  • Con i suoi studi sviluppa un particolare interesse per la filosofia greca e la letteratura greca e latina.

  • Aldo Manumzio da vita alle aldine con l’intento di diffondere gli argomenti che Manuzio predilige e meglio padroneggia.

  • Nasce a Bassiano. All’epoca un piccolo borgo della campagna laziale nel ducato di Sermoneta. Ora in provincia di Latina nel Lazio.

  • Non è conosciuto l’anno preciso della sua nascita. La data si dovrebbe aggirare tra il 1449 e il 1452.

  • Muore a Venezia il 6 febbraio nel 1515.

  • La sua formazione culturale avviene a Roma e a Ferrara dove ha compagno di studi Giovanni Pico della Mirandola.

  • Dal 1467 al 1475 compie o suoi studi umanistici a Roma. E’ in questo periodo che intuisce la novità e le potenziali insite nella stampa.

  • Dopo Roma si trasferì a Ferrara e poi a Carpi.

  • A Carpi rimase dal 8 marzo 1480 sino al 1489. Qui è tutore dei principi Alberto e Lionello Pio di Savoia. Figli della nobildonna Caterina Pico della Mirandola. Sorella dell’umanista e filosofo Giovanni Pico della Mirandola.

  • Tra il 1489 e il 1490 si trasferisce a Venezia.  Anche se “L’importanza di Venezia come centro del mercato librario traspare dall’enorme numero di stamperie (circa 150). Qui vi svolgevano la loro attività verso la fine del secolo XV ” [Tratto da: Steinberg Siegfried, Cinque secoli di stampa, Torino, Einaudi, 1967, p. 60]. Con molta probabilità, in quel periodo, Manuzio non aveva ancora maturato l’intenzione di occuparsi di editoria. Con buona attendibilità in quel periodo continuò la sua attività d’insegnate.

  • Nel 1494 a Venezia in campo di Sant’Agostin installò la sua tipografia. Martin Lowry nel suo libro intitolato Il mondo di Aldo Manuzio Affari e cultura nella Venezia del Rinascimento. Roma. Il Veltro 2000. stima che la stamperia impiegava dai quattro ai sei torchi e una quindicina di operai.

  • Lo stampatore Andrea Torresano e il patrizio veneziano Pierfrancesco Barbarigo sono i finanziatori del progetto culturale ed editoriale elaborato da Manuzio. Il contratto che li univa in società è stipulato nel marzo del 1495. Prevedeva un impresa dove Il  50% apparteneva a Barbarigo e l’altro 50% era per i 4/5 del Torresano e per 1/5 del Manuzio.

  • La scelta dei caratteri greci è dettata da la predilezione di Aldo Manuzio per i caratteri corsivi. Amore che doveva far di lui un pioniere nella stampa dei testi latini. Lo portò ad ordinare delle serie di greco. Questi resero quasi impossibile la bella stampa di un testi in quella lingua. Poiché egli scelse come modello la scrittura informale usata quotidianamente dai greci suoi amici. Una scrittura trascurata e brutta. [Tratto da: Steinberg Siegfried, Cinque secoli di stampa, Torino, Einaudi, 1967, p. 84].

  • La prima aldina con data certa fu un Erotemata. Termine che designa la prima grammatica della lingua greca pubblicata nell’Europa occidentale. Ha come autore il filologo e umanista bizantino Costantinus Lascarius. In italiano Costantino Lascaris. Ha il testo in latino e greco. Finita di stampare il 28 febbraio 1495 e completata con l’Alphabetum Graecum l’8 marzo. Al frontespizio leggiamo: In hoc libro hæc Continentur. Constantini Lascaris Erotemata cum interpretatione latina. De litteris graecis ac diphthongis et quemadmodum ad nos ueniant. Abbreuationes quibus frequentissime graeci utuntur. Oratio Dominica & duplex Beatæ Virginis. Symbolum Apostolorum. Euangelium Diui Ioannis Euangelistæ. Carmina aurea Pythagoræ. Phocilidis uiri sapientissimi moralia. Omnia suprascripta habent eregione interpretationem latinam deuerbo ad uerbum.

  • Nel dicembre del 1499 uscì dai suoi torchi il Hypnerotomachia Poliphili o il Combattimento amoroso di Polifilo in sogno. Romanzo allegorico di autore non certo. Illustrato da 169 xilografie. Da chiunque riconosciuto come più bel libro figurato di periodo rinascimentale. Ora certo sogno di qualunque bibliofilo.

  • I primi cataloghi di una casa editrice recanti il prezzo di ciascun volume sono quelli pubblicati da Aldo Manuzio. Un catalogo nel 1498 (dei suoi primi quindici testi greci), nel 1503 e nel 1513. [Tratto da: Steinberg Siegfried, Cinque secoli di stampa, Torino, Einaudi, 1967, p. 107].

  • Commissiona il carattere Aldino al disegnatore di caratteri Francesco Griffo o Griffi anche conosciuto come Francesco da Bologna.

  • Le sue edizioni recano al frontespizio il marchio tipografico composto da un’ancora sulla quale è posto un delfino. La prima ad indicare la solidità e il secondo la velocità. Raffigurano in modo figurato il motto editoriale festina lente ovvero affrettati con calma. In altre parole: pensa bene ma poi agisci. Il marchio si completa con le lettere Al e dvs poste ai due lati. La marca appare per la prima volta nel giugno 1502. Da allora con minime varianti sarà a garanzia delle autentiche edizioni impresse dalla tipografia Aldina. L’immagine proveniva da una moneta d’epoca romana donatagli da Pietro Bembo.

  • Fece entrare in uso la numerazione delle pagine.

  • Le sue edizioni introdussero l’odierna punteggiatura per la virgola, l’apostrofo e l’accento. Il punto assume la funzione di chiusura del periodo.

  • Realizzò e vendette ai clienti più esigenti delle edizioni di lusso impresse in carta azzurra. Il costo era pari a dieci volte il prezzo dell’edizione comune.

  • La stamperia aldina pubblicò le editiones principes di Museo. Teocrito. Esiodo (1495). Aristotele (1495-98). Aristofane (1498). Tucidide. Erodoto. Sofocle (1502). Platone (1513). A questi si unì un gran numero di altri autori. Tutti questi volumi hanno tenuto in vita la fama di Aldo Manuzio almeno fra gli studiosi, se non fra i tipografi. [Tratto da: Steinberg Siegfried, Cinque secoli di stampa, Torino, Einaudi, 1967, p. 85].

  • Nella stamperia di Aldo Manuzio ha impresso 134 titoli. Così suddivisi: 68 in latino, 58 in greco e 8 in italiano.

  • Ogni edizione ha una tiratura certa di 1.000 e probabile di 3.000 copie.

Aldo Manunzio e le caratteristiche delle aldine in Enchiridii forma:

  • Enchiridii forma è un termine che Aldo Manuzio usava per definire una serie di suoi volumi. Editi in piccolo formato contenenti classici greci, latini e italiani.

  • Il successo di queste edizioni è dovuto all’accuratezza filologica e alla loro bellezza tipografica.

  • La prima aldina appartenente a questa collezione è l’Eneide del poeta Publio Virgilio Marone. Reca la data 1501. E’ stampata in 8° piccolo e impressa nel carattere corsivo.

  • Tutti questi volumi sono stampati usufruendo del nuovo carattere corsivo o italico o anche detto Aldino.

  • L’ Aldino è inclinato da destra a sinistra. Caratteristica che permette la riduzione dello spazio occupato dal testo nella pagina.

  • Il formato è l’8°. Le pagine così impresse misurano 154 x 94 mm.

  • Sono libri di piccole dimensioni facilmente trasportabili e maneggiabili.

  • Sono il prototipo del libro moderno.

Aldo Manuzio e le aldine in pillole si conclude qui. Ma se Vuoi leggere altro su Aldo Manuzio ?

 

Appunti di un bibliofilo

Il formato degli incunaboli

Le caratteristiche degli incunaboli

Il repertorio degli incunaboli

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli

 

Nell’immagine: un’antica incisione con il ritratto di profilo di Aldus Pius Manutius.

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Le aldine edite da Aldo Manuzio libri rari in formato tascabile

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Le aldine edite da Aldo Manuzio libri rari in formato tascabile

 

Le aldine edite da Aldo Manuzio sono dei libri rari stampati in un formato tascabile.

Il testo delinea il clima culturale nel quale si svolse l’innovativo operato editoriale di Aldo Muzio. Stampatore a Venezia di libri in formato tascabile.

Il brano è tratto dal libro scritto da S. H. Steinberg intitolato “Cinque secoli di stampa”. Edito da Einaudi in varie edizioni.

 

L’importanza di Venezia come centro librario traspare dall’enorme numero di stamperie (circa 150) che vi svolgevano la loro attività verso le fine del secolo XV.

La qualità della produzione era però inversamente proporzionale alla quantità.

Erhard Rataolt è il migliore stampatore rimasto a Venezia dopo la morte di Jeuson. Fece ritornò nella nativa Augusta nel 1486. Il livello generale rimase basso. Una stamperia come quella del fiorentino Lucantonio Giunta é degna di nota solo per la sua brutta ma pretenziosa produzione di serie.

Ancor più fulgida splendette quindi la stella del più grande stampatore veneziani del Cinquecento Aldo Manuzio.

Come tutti gli altri stampatori di qualche importanza Aldo era uno straniero.

Nato nel 1450 circa a Bassiano. Sul limite settentrionale delle Paludi Pontine. Venne presto in contatto personale con Pico della Mirandola. Il brillante campione del platonismo fiorentino.

Da lui imparò ad amare la lingua e la lettura greche. Amore che doveva lasciare una traccia profonda nell’attività editoriale del giovane Aldo.

Due principi di Carpi erano nipoti di Pico e suoi ex allievi. A uno di essi egli dedicò la prima edizione della sua grammatica latina. Uscita il 9 marzo 1493.

Entrambi gli fornirono i capitali per la stamperia che egli aprì a Venezia nel 1490. Avendo come scopo ed interesse principale la pubblicazione di autori greci.

Il successo di queste edizioni incoraggiò Aldo ad applicare la sua erudizione e il suo senso degli affari a una nuova avventura. La produzione di testi latini.

In cui doveva distinguersi in modo particolare.

In quel tempo erano cresciute nuove generazioni di lettori.

Cui i grossi tomi dei libri liturgici e delle edizioni complete di antichi scrittori e padri della Chiesa interessavano poco: conoscenti e dilettanti.

Gentiluomini con molto tempo libero a disposizione che avevano penetrato il gusto e anche un po’ dell’erudizione degli umanisti. Maestri di scuola. preti. avvocati. dottori. I quali avendo superato i corsi universitari di litterae humaniores.

Volevano libri da poter portare in giro durante viaggi e passeggiate. Da leggere senza fretta davanti al caminetto. Il cui prezzo fosse fra l’altro accessibile alle possibilità finanziarie dei più poveri fra questi clienti potenziali.

Aldo Manuzio ebbe una di quelle idee geniali che distinguono il grande editore.

Decise di produrre una serie di testi. Allo stesso tempo di alto livello. raccolti in un numero di pagine relativamente piccolo. di formato maneggevole e a buon prezzo.

Per poter giungere al successo commerciale non gli fu solo necessario aumentare la tiratura di ogni edizione.

Aldo stampò mille copie. Invece delle normali cento, duecentocinquanta o al massimo cinquecento.

Dovette anche far stare quanto più testo possibile nel piccolo formato in sedicesimo scelto per queste sue edizioni tascabili.

Gli fu di molto aiuto in questo frangente il suo amore per i caratteri corsivi.

La serie corsiva di Francesco Griffo soddisfece le sue esigenze.

 

Nell’aprile 1501 uscivano le opere di Virgilio stampate con il corsivo di Griffo.

Da quella data Aldo pubblicò ogni mese per i cinque anni successivi una delle edizioni aldine di autori antichi.

All’insegna del delfino e dell’ancora. Marca considerata in tutta Europa sicura garanzia di testi eccellenti perchè erano curati da eminenti studiosi e di belle impeccabili edizioni. In commercio a un prezzo ragionevole.

Quale fosse la reputazione internazionale di Aldo Manuzio è dimostrato dalle numerose ristampe apocrife delle edizioni aldine.

Rivali senza scrupoli si diedero a pubblicare e a spacciare le loro edizioni come prodotti autentici della stamperia Manuzio.

Fra il 1501 e il 1526 gli stampatori di Lione ne pubblicarono non meno di 59.

Aiutati in questo da Francesco Griffo. Il quale incise per ditte lionesi parecchie serie di punzoni.

Il colophon In Venetia in impressoria Aldi Minutii  apparve perfino sulla prima edizione delle Epistolae obscurorum virorum. Stampata in effetti a Hagenau in Alsazia da Heinrich Gran.

Considerando che in quei tempi vigeva un dilagante disinteresse nei riguardi del plagio, per usare un termine moderno. É perciò raro esempio d’onestà di studioso il riconoscimento da parte di Johannes Sturm. Il fondatore del Gymnasium di Strasburgo nel 1538, del suo debito verso Aldo.

A partire dal 1540 Sturm ristampò alcune edizioni aldine ad uso dei suoi studenti.  Ne citò così la fonte:. Aldum per omne secuti sumus tum propter authoritatem viri tum propter Italorum observationes. Ovvero abbiamo seguito Aldo in tutto, sia per l’autorità dell’uomo sia per le annotazioni degli studiosi italiani.

Aldo Manuzio fu anche molto vicino a diventare il pioniere delle Bibbie poliglotte. Onore che doveva toccare al cardinale Ximenes, il promotore della Bibbia complutense[1]. Manuzio progettò nel 1497 o 1498 una Bibbia in ebraico, greco e latino. Per ignote ragioni il grande progetto è abbandonato. Rimane com testimonia un’unica pagina campione. Oggi alla Bibliothèque Nationale di Parigi.

La stamperia di Manuzio si mantenne onorevolmente in vita per oltre un secolo.

Morto Aldo nel 1515. Il suocero Andrea Asolano già proprietario dei torchi della stamperia appartenuta al defunto Nicolas Jenson. Fu il fedele amministratore in nome del nipote Paolo. Nato nel 1511. Gestione che durò fin quando questi non raggiunse la maggiore età.

Paolo studioso più che uomo d’affari. Accrebbe la fama goduta dalla stamperia con eccellenti edizioni. Specialmente quella di Cicerone.

Non seppe migliorarne o anche solo mantenerne stabile il successo commerciale.

Aldo il Giovane figlio di Paolo. Nel 1574 ereditò la ditta dopo la morte del padre.

Fu bravo filologo e cattivo uomo d’affari. Nel 1585 lasciò la guida della stamperia a un direttore. Attività che chiuse nel 1590. Quando è nominato capo della stamperia vaticana.

Le aldine edite da Aldo Manuzio sono dei libri rari Aldo Muzio è stampatore a Venezia I suoi libri sono consciuti con il nome di aldine

 

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[1] La Bibbia Poliglotta Complutense fu voluta e finanziata dal cardinale castigliano Francisco Jiménez de Cisneros. Arcivescovo di Toledo e primate di Spagna. Ė la prima edizione a stampa in più lingue dell’intera Bibbia. Edita in sei volumi. Finiti di stampare il 10 luglio 1517. É impressa in 600 copie. Al momento sono censiti 123 esemplari.

 

Nell’immagine l’insegna tipografica della bottega di Aldo Manuzio.