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Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe

Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe

Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

 

Il valore e la qualità della singola opera grafica risente anche del numero di colori usati. Più coloriture successive sono compiute, più aumenta la preziosità del foglio grafico e di conseguenza accresce di valore economico.

Altri espedienti, usati dagli stampatori, per impreziosire le stampe erano l’uso nello sfondo di polvere di mica, d’oro e d’argento. Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

Fino all’Ottocento i colori usati nelle stampe sono di origine vegetale.

L’uso di questi materiali rendeva la colorazione sensibile all’esposizione alla luce. Questa delicatezza, col tempo, provocava un progressivo decadimento delle tinte. Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

L’attuale degrado delle colorazioni non ci permette di avere una reale cognizione dell’originale brillantezza. Di contro, può fornire utili informazioni in merito all’epoca e all’autenticità.

A seguito del passaggio della proprietà delle matrici da un editore all’altro, una stampa poteva avere, nel tempo, molte riedizioni.

Ogni impressione si presenta con le proprie caratteristiche. Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

Si ritiene che una singola edizione sia composta da circa duecento fogli. Comunque la tiratura dipendeva dalle esigenze dell’editore o dalla richiesta del mercato. 

Le matrici, prima di dare segni d’usura, potevano supportare circa quattromila impressioni. 

 

L’artista soleva comporre le stampe prevedendo l’uso di un singolo foglio. Oppure creava: dittici, trittici, più raramente pentattici. Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

In questi ultimi tre casi, la composizione è cosi estesa a più fogli. Su questi supporti l’immagine è divisa in parti. La riunione di tutti i pezzi di carta stampati forma il soggetto della singola Ukiyoe.

Le Ukiyoe sono realizzate rispettando delle dimensioni codificate dettate dalle dimensioni dei fogli di stampa. Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

In questa logica possiamo trovare i seguenti formati:.

  • Koban, misura 16,5 per 11,2 cm.
  • Chūban, 26,0 per 19,0 cm.
  • Aiban, 33,0 per 22,5 cm.
  • Hoso ban, 33,0 per 15,0 cm.
  • Oban, 38,0 per 26,0 cm.

L’ Hoso ban è il formato usato nelle incisioni primitive e nella scuola Katsukawa. Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

In seguito muterà il suo nome in Tanzaku. Un termine che indica un formato di stampa ad andamento verticale.

Il Tanzaku è suddiviso nelle sottocategorie:. Otanzaku, misura 38,0 per 17,3 cm. Chūtanzaku, misura 38.0 per 13 cm. Shochūtanzaku, misura 26,0 per 9,5 cm e Kotanchūtanzaku, misura 33,0 per 7,5 cm.

La molteplicità dei soggetti rappresentati è classificata con una precisa terminologia giapponese. Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

I principali generi si chiamano:.

  • Bijin-e. Quando sono stampe che rappresentano belle donne.
  • Shunga. Se rappresentano immagini erotiche.
  • Kachō-ga. Se rappresentano fiori e uccelli.
  • Okubi-e. Se rappresentano un ritratto in primo piano.
  • Onna-e. Se rappresentano un ritratto di donna.
  • Fukei-ga. Se rappresentano una scena di paesaggio.
  • Yakusha-e. Se rappresentano un ritratto di attore.
  • Musha-e. Se rappresentano un ritratto di guerriero. Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

 

Una ulteriore suddivisione delle Ukiyoe può avvenire in base alla tecnica di stampa. 

Solo due esempi:. Karazuri-e. Sono stampe dove una parte dell’immagine è realizzata con la sola pressione della matrice priva di inchiostratura. Il nishiki-e. Letteralmente significa stampa broccato e indicare una stampa policroma. Questa tipologia nasce nel 1765. Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

Le differenti coloriture di stampa generano una ulteriore distinzione.

Si chiamano:.

  • Aizuri. Quando il colore predominante è l’indaco in varie tonalità.
  • Beni-e. Indica xilografie stampate in color nero con ritocchi di rosa pallido e lacca.
  • Beni-girai. Sono stampe dove non c’è l’uso del color rosa e i colori dominanti sono il porpora e il giallo o il porpora e il grigio.
  • Benizuri-e. Sono ukiyoe ottenute con i due colori del rosa carico e del verde mela.
  • Kizuri-e. Sono stampe con sfondo di color giallo.
  • Sumizuri-e. Sono incisioni realizzate con l’uso del solo color nero.

 

La figurazione della Ukiyoe include cartigli e sigilli. Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

 

I primi indicano il titolo della stampa oppure la serie a cui appartiene. Possono anche essere una poesia o fornire informazioni sulla scena raffigurata.

I secondi specificano l’editore e l’anno di stampa. Nella maggior parte dei casi nelle vicinanze dei sigilli si trova la firma dell’autore. Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

Dal 1790 le Ukiyoe e i libri sono sottoposti a un sistema di censura preventivo. Le caratteristiche delle silografie Ukiyo-e.

Da questo periodo in avanti la corporazione degli editori si farà carico di autorizzare tutte le pubblicazioni. Questo avviene per evitare di incappare in multe, conseguenza dell’emanazione di leggi più severe.

Questo assenso alla pubblicazione della stampa avveniva apponendo sul materiare impresso il sigillo censorio. Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

Questo modo di operare, con varie modifiche, rimarrà in vigore fino al 1875.

Le stampe erotiche, indicate con il nome di shunga, sono delle tipologie vietate. Per questa ragione non presentano mai sigilli censori. Un’altra categoria priva di questo sigillo è quella dei Surimono.

 

Durante l’esame di una silografia giapponese sono diversi i fattori che possono fuorviare:.

  • Non sempre sul foglio sono impressi tutte le indicazioni che ci aspettiamo. Non è rara la mancanza di parte dei sigilli.
  • Molti artisti firmavano usando uno pseudonimo.
  • L’allievo è obbligato a firmare come il maestro.
  • La grande frequenza di imitazioni e falsi.
  • Il supporto cartaceo non presenta delle differenze tali da permettere delle diversificazioni o distinzioni.

Le silografie originali dei grandi autori sono rare e costose. Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe

Ukiyoe Le fluttuanti stampe giapponesi.

 

 

La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

 

La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

 

 

Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe. Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

 

 

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

 

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

 

Glossario dei termini inerenti le Ukiyoe.

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La tecnica delle xilografie Ukiyoe

La tecnica delle xilografie Ukiyoe

La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

 

La stampa realizzata con la tecnica xilografica arriva in Giappone grazie ai rapporti instaurati con la Cina.

Al popolo cinese si riconosce l’invenzione della carta e della stampa.

Da tempo, in Cina, si usava la tecnica della xilografica per riprodurre le immagini popolari del Buddha. Questi erano dei fogli che trovano un’ampia diffusione fra i fedeli. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Le stampe religiose di realizzazione cinese arrivano in Giappone in contemporanea all’ingresso della religione buddista nel paese.

Gli artigiani giapponesi, gradualmente, si impadroniscono della tecnica della xilografia. Questo apprendimento inizia partendo dalla visione e dalla studio delle incisioni a soggetto trascendente provenienti dalla Cina.

In Giappone, le Ukiyoe rapidamente si affermarono come prodotto di largo consumo dell’emergente e sempre più ricca borghesia cittadina. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Questo successo di vendita al pubblico è agevolato dal loro contenuto prezzo.

In questa mera logica mercantile, i kakemono, i più esclusivi dipinti originali su seta o carta, non sono un ostacolo nella diffusione della stampa. L’acquisto di un opera pittorica originale è incomparabile. Questo perché necessita di un esborso di denaro di ben altra entità.

I dipinti e le stampe silografiche sono delle forme artistiche entrambe accomunate dal raffinato lavoro artistico che necessita per la loro realizzazione. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Con una sola fondamentale differenza iniziale, sin da subito sono destinati a due diversi tipi di acquirenti.

Individuati da un diverso potere d’acquisto e da una sensibilità artistica differente. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Le incisioni xilografiche giapponesi sono la risultante del lavoro di più figure professionali. Tutte coordinate dall’editore, il quale commissiona e dirige il lavoro.

Questa è la grande differenza con la grafica occidentale. Nella quale l’artista europeo provvedere personalmente all’incisione della matrice. Arrivando, in alcuni casi, perfino alla stampa del foglio grafico e alla sua vendita.

Il pittore giapponese è l’unico dei partecipanti al lavoro a cui è attribuito il merito della creazione della stampa. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

A lui spetta la realizzazione del disegno preparatorio, chiamato shitae. A questo scopo si serve della tecnica pittorica dell’inchiostro su carta sottile.

Lo shitae può essere anche poco più di uno schizzo, corredato da note esplicative. In questo caso il disegno passava a un copista che lo elaborava e lo completava, creando lo hanshitae.

Dopo l’approvazione degli organi censori, il disegno è consegnato all’incisore che sgorbiava una prima matrice. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Dalla quale, lo stampatore, realizza una iniziale tiratura. Composta di circa quindici copie. Impresse in bianco e nero, chiamata kyogo zuri.

Su ognuno di questi fogli il pittore interveniva personalmente. Questo al fine di fornire le indicazioni per gli esatti colori da usare in stampa. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

A questo punto l’incisore crea una matrice per ogni colore previsto dall’artista.

Il passaggio successivo prevede l’intervento dello stampatore.

A questo professionista spetta il compito più complesso. Quello di far coincidere la stampa di tutti i legni incisi. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Il processo inizia dall‘impressione dalle stesure che richiedevano una maggiore precisione, in genere sono delle dimensioni più piccole.

Il suo lavoro è reso più difficoltoso dall’uso di carta umida. Quest’ultima così utilizzata perché in questa situazione presenta il pregio di trattenere meglio il colore. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Di contro presenta un difetto, quando il foglio si asciuga modifica leggermente le dimensioni. Processo che va a discapito della precisione.

Il registro di stampa si ottiene con l’ausilio di due elementi impressi:. Un segno a forma della lettera elle maiuscola, posto in basso a destra. Una linea retta in alto a sinistra.

L’operazione di stampa avveniva con la supervisione del pittore. Il quale fornisce indicazioni sulle sfumature e sulle tonalità dei colori da impiegare.

 

La realizzazione delle incisioni originali xilografiche giapponesi richiede l’intaglio di molteplici tavolette in legno. Tutte da stampare su uno stesso foglio di carta, seguendo un ordine prestabilito. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

L’insieme di tutte le assicelle in legno intagliate è la matrice della Ukiyoe.

Ogni tavoletta intagliata corrisponde solo a una parte della stampa. Questa matrice comprende tutte le parti accomunate da un singolo colore.

 

La tecnica delle xilografie Ukiyoe

 

Ukiyoe Le fluttuanti stampe giapponesi.

 

 

La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

 

Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

 

 

Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

 

 

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

 

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

 

Glossario dei termini inerenti le Ukiyoe.

 

 

Nell’immagine:. SHODO KAWARAZAKI, Tsubaki Camelie rosse.

 

 

Il termine Buddha trova, nella lingua italiana, una più frequente scrittura in Budda. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Il vocabolo assume due significati. Indica il principe indiano Gautama, il fondatore della religione buddista e anche il bodhi, un risvegliato. Ovvero uomo che ha raggiunto l’illuminazione spirituale.

Gautama era un membro della stirpe principesca degli Śākya. Nasce verso il 560 a. C. nell’antica citta di Kapilavastu Una località, al giorno d’oggi, situata nel sud occidentale del Nepal.

Qui il principe Siddhartha  Gautama rimase fino al compimento dei 29 anni. Quando abbandona una vita nel lusso per vestire l’abito del mendicante. Questa decisione è presa dopo aver capito la frivolezza delle gioie terrene e inevitabilità del dolore. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Gautama inizia la pratica incessante della meditazione e con questa esperienza acquisisce la condizione di bodhi o illuminato.

Da quel momento Gautama diventa il Buddha e inizia la sua quarantennale azione di salvatore e maestro. La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

Decede all’età di ottant’anni, nel 480 a. C. Il suo corpo è cremato e le ceneri sono divise fra i principi e i nobili.

Per la religione buddista l’apparizione  del Budda nel mondo materiale è preceduta da quella di innumerevoli altri Budda vissuti in precedenza.

 

 

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La nascita delle incisioni Ukiyoe

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La nascita delle incisioni Ukiyoe.

La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

Chiunque osserva delle stampe giapponesi è rapito dalla loro gran varietà di colori, stili e soggetti. Da subito intuisce di ritrovarsi alla presenza di una complessa varietà di grafiche che affascinano e disorientano.

Ukiyo in italiano si traduce in mondo fluttuante. È un termine che trova origine nella religione buddista. In quell’ambito alludeva, non senza una vena di pessimismo, alla transitorietà delle cose terrene.

Un primo riferimento dell’evoluzione del significato del termine lo si trova nella letteratura del Giappone della seconda metà del Seicento.

Questa mutazione è ritrovata sulle pagine del libro intitolato Ukiyo monogatari. In italiano I racconti del mondo fluttuante. Opera scritta da Asai Ryoi ed edita nel 1661. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

Il testo seicentesco usa il termine per indicare il mondo doloroso vissuto nel quotidiano. Al quale affianca, con maggiore importanza, gli aspetti più effimeri e transitori della vita.

Immagini che ben si congiungono con gli usi e la moda delle case del piacere. Queste sono situate nella città di Edo, l’odierna Tōkyō, nei quartieri di Yoshiwara, Shimabara e Shinmachi. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

Il vocabolo Ukiyoe in lingua giapponese si scrive 浮世絵.

Nasce e si sviluppa nell’epoca Edo. Un periodo storico che inizia nel 1603 e si conclude nel 1868. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

L’Ukiyoe diventa una delle manifestazioni artistiche peculiari di questo lasso di tempo. Tanto che non ne può essere disgiunta.

Con lo shogunato della famiglia Tokugawa inizia per il Giappone il periodo Edo. Un epoca che mise fine alle ininterrotte lotte interne. Caratterizzata da una stabilità politica e militare fino ad allora sconosciuta.

Ieyasu Tokugawa diventa il primo shōgun, ovvero la massima autorità politica e militare del paese. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

Sotto di lui un complesso sistema di daimyō. Ognuno dei quali reggeva un proprio feudo in nome dello shōgun.

Questi nuovi signori feudali sono obbligati a risiedere nella città di Edo ad anni alterni. Durante questo lasso di tempo hanno al seguito le famiglie e le corti.

Tutto questo affluire di persone verso il piccolo villaggio di pescatori di Edo. Trasforma il luogo in una città.

Una località dove si insediarono centinaia di corti, grandi e piccole.

Diventando un’area nella quale si aprivano enormi opportunità per artisti, artigiani e mercanti. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

Il modificato clima culturale permise di assistere alla fioritura di una letteratura, un’arte e un teatro che riflettevano e divulgavano i nuovi gusti.

 

Questi si stavano delineando e ben illustrano i quartieri del piacere. Identificati come il luogo dove tutte questi arti hanno trovato la nascita, la diffusione e l’affermazione. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

Da questi ambienti e da questo clima fuoriuscirono gli. Ukiyozōshi, i romanzi del mondo fluttuante. Il teatro kabuki, nuovo, con tinte forti e melodrammatiche. Dove comparivano attori dal fascino carismatico. Adorati e idolatrati dal pubblico. Infine le Ukiyoe, economiche e disponibili in grandi quantità. Dei fogli colorati che riescono a diventare il punto di forza nella diffusione e nell’affermazione del nuovo mondo estetico. 

Il termine giapponese Ukiyoe si traduce in italiano in immagini del mondo fluttuante. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

Il vocabolo è usato per definire l’universo variopinto che gravitava attorno ai:. Quartieri di piacere,. Teatri,. Musici,. Mercanti, agli.  Attori, Artisti e alle Geisha.

Per estensione diventa un termine artistico, usato per definire le stampe xilografiche impresse a più colori. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

Fogli che illustrano le situazioni o i personaggi che popolavano i luoghi d’incontro del Giappone dell’epoca. Ritraendo e documentando la vita quotidiana del tempo in tutti i suoi aspetti.

In queste silografie i soggetti più raffigurati sono: gli attori, le cortigiane, i lottatori di sumo e il paesaggio. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

La nascita delle incisioni Ukiyoe

 

Ukiyoe Le fluttuanti stampe giapponesi.

 

 

La tecnica delle xilografie Ukiyoe.

 

 

Le caratteristiche delle silografie Ukiyoe.

 

 

Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

 

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

 

 

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

 

 

Glossario dei termini inerenti le Ukiyoe

La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

Nell’immagine:. SHODO KAWARAZAKI Sazanka Camellia sasanqua.

 

 

Shōgun e Daimyō. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

Entrambi i vocaboli hanno origine nella storia del Giappone più antico. Sono dei titoli onorifici, usati per  indicare i capi militari e politici. Inizialmente conferiti e duraturi solo in corrispondenza del tempo di permanenza di un circoscritto evento di guerra.

Questa consuetudine muta nel 1192 con la nomina a shogun di Minamoto no Yoritomo. Con questa designazione il titolo diventa ereditario. In questo modo inizia la decadenza del potere imperiale e si instaura il primo governo militare o bakufu.

Con Minamoto no Yoritomo inizia lo Shogunato Kamakura, dal nome della città ove il governo è insediato. La famiglia Minamoto reggerà le sorti del Giappone dal 1192 al 1333. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

Dai Minamoto il titolo passa, nel 1338. agli Ashikaga e, nel 1603, ai Tokugawa che lo persero nel dicembre 1867.

Tutti questi Clan governano politicamente e militarmente il Giappone, di fatto escludendo l’imperatore. Riconosciuto il discendente degli dei, al quale era affidato solo un ruolo fittizio e la formalità di nominare gli shogun.

Il termine daimyō indica la figura di maggior spicco all’interno di un Clan. Di questi gruppi, nell’antico Giappone, ne esistevano diversi. Tutti erano assoggetti al potere dello shōgun, il reale reggente. La nascita delle incisioni Ukiyoe.

I Tokugawa durante il loro periodo di reggenza introdussero il sankin kōtai. Questa era una norma che obbligava tutti i Daimyō a risiedere un anno ogni due nella città di Edo, l’odierna Tokyo. Capoluogo dove erano costretti a lasciare i membri della propria famiglia.

Una regola avviata dallo shogunato sia per incrementare il controllo politico sui Daimyō. Sia per limitare le loro disponibilità economiche, obbligandoli a forti esborsi per far fronte alle costose trasferte.

 

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La fabbrica di porcellana di Rosenthal

La fabbrica di porcellana di Rosenthal

 

 

La fabbrica di porcellana di Rosenthal.

 

 

La fabbrica di porcellana di. Rosenthal è una storica manifattura tedesca. Famosa per la produzione di porcellana d’arte e d’uso.

 

La fabbrica è fondata da Philipp Abraham Rosenthal, nel 1879 a Selb, in Baviera.

 

Philipp Abraham Rosenthal nasce nella cittadina di Werl, nella Renania Vestfalia, il 6 marzo 1855. Decede a Bolzano nel 1937.

Proviene da una benestante famiglia di origine ebraica,. Dedita al commercio.

Il padre Abraham (1821-1902) è capo della sinagoga di Werl. Dal 1856 è proprietario della Rosenthal, Abraham, Manufaktur, Porzellan und Glaswarenhandlung. [Rosenthal, Abraham, manifattura, porcellana e articoli in vetro]. La fabbrica di porcellana di Rosenthal.

Philipp diciasettenne, in compagnia del fratello Adolph, si reca in America.

Qui vi rimarrà fino al compimento dei ventiquattresimo anno d’età.

In questi sette anni ha una vita avventurosa. Lavora come:. Fattorino, Addetto all’ascensore e Postino. Questo fino a trovare impiego nella ditta di porcellana Jacob Meyer Brothers di Detroit. La fabbrica di porcellana di Rosenthal.

In seguito alla morte del padre rientra in Europa e subentra nella attività di famiglia.

E’ mosso dall’idea di commerciare porcellana dipinta. Di quella tipologia che aveva intuito riscontrare il gusto e l’interesse della popolazione americana. 

In questa fase iniziale acquista i pezzi da decorare dalla manifattura di proprietà di Lorenz Hutschenreuther. Siamo nel 1879. La fabbrica di porcellana di Rosenthal.

 

Lorenz Hutschenreuther (1817-1886) è proprietario di una manifattura di porcellana. 

Situata a Selb. Fondata nel 1822, dal padre Carl Magnus Hutschenreuther (1794 – 1845).

La fabbrica nacque dalla scoperta a Hohenberg an der Eger, un comune della Baviera, di un deposito di caolino. Alla individuazione del giacimento ebbe un ruolo importante il suocero, di professione guardia forestale.

 

Philipp Abraham Rosenthal a Erkersreuth inizia la produzione di porcellane dipinte.

Erkersreuth è un distretto della città di Selb, in Baviera.

Questi pezzi dal 18 ottobre 1880 sono marcati Porzellanmalerei Philipp Rosenthal & Co. OHG. [Porcellana dipinta Philipp Rosenthal & Co. OHG].

L’attività svolta è quella di una piccola azienda artigianale.

La produzione da subito riscuote un discreto successo. Si orienta verso la realizzazione di una vasta gamma di oggetti adatti a diventare souvenir di viaggio. La fabbrica di porcellana di Rosenthal.

Decorati con svariati soggetti. Dipinti dal pittore Roth e da Mathilde, la prima moglie di Philipp Abraham Rosenthal.

Mathilde Auerbach nasce nel 1856. Dal matrimonio nascono due figlie: Klara e Anna. La relazione finì con un divorzio.

Gli oggetti decorati erano stipati in scatole. Caricati su un carretto. Mathilde, con un trasporto che richiedeva una abbondante mezz’ora, li porta alla stazione ferroviaria di Plößberg. Da qui la merce, per ferrovia, è spedita ai clienti.

Dal 1886 avviene la grande svolta. La fabbrica di porcellana di Rosenthal.

Questo è l’anno nel quale è messo in produzione un portacenere. Di forma quadrata e con gli angoli ripiegati. Con il lato di 12,4 cm.

Nel mezzo del piano è dipinto un sigaro acceso. Tutt’attorno una scritta in caratteri gotici: Ruheplätzchen für brennende Cigarren. [Posto riservato ai sigari ardenti].

Un oggetto che da subito piace, anche perché in Germania, nel XIX secolo, il fumo di sigari era molto diffuso. Lo stesso Rosenthal era un fumatore di sigari.

Questo posacenere in porcellana recante la sibillina scritta ottiene un grande successo commerciale.

 

Il così grande favore del pubblico permette, con la vendita di questo solo oggetto, di mettere fine alle preoccupazioni finanziarie che gravavano sulla manifattura.

Per la fabbrica di porcellana di Rosenthal, con il passare del tempo e le continue affermazioni commerciali, nascono i primi dissidi con i colleghi.

Lorenz Hutschenreuther vede con preoccupazione il consolidamento della attività di Rosenthal. Inizia a identificarlo come un pericoloso concorrente. Per danneggiarlo smette di vendergli i pezzi da decorare e convince la vicina compagnia Zeidler a non avere più rapporti commerciali con il pericoloso rivale.

La reazione di Philipp Abraham Rosenthal non si fa attendere.

Nel 1889, a Selb, in Baviera, fonda la propria azienda per la produzione di porcellana bianca. Nel luogo dove ancora oggi si trova la fabbrica di porcellana di Rosenthal. La fabbrica di porcellana di Rosenthal.

 

L’iniziale produzione si ispira al barocco e rococò.

Degli stili che all’epoca sono popolari e apprezzati. Con forme che provengono dalla conosciuta e gradita porcellana francese.

Da quest’ultima la manifattura bavarese ricava anche i nomi. Mette sul mercato servizi da tavola battezzati con denominazioni quali: Luigi XIV, Monbijou o Pompadour.

Questa iniziale produzione va trasformandosi. Questo avviene a seguito dei viaggi, in Germania e all’estero, di Rosenthal.

 

Questi movimenti mettono a punto degli importanti cambiamenti. Dovuti alle esigenze dei nuovi clienti, all’osservazione del mercato, alla frequentazione di fiere, mostre e musei e alla scoperta delle nuove tendenze dell’arte e dell’artigianato.

Questo nuovo corso muta la produzione della fabbrica di porcellana di Rosenthal. Dagli anni dieci del Novecento le porcellane si ispirano dapprima all’Art nouveau e in seguito all’Art déco.

Nel 1910 nasce il Kunstabteilung für höherwertige Dekore. [Dipartimento artistico per decori di alta qualità].

Una sezione della fabbrica di porcellana di Rosenthal, sempre sita a Selb. Dove si producevano vasi ornamentali e porcellane artistiche con applicazioni di vernice di alta qualità.

In questo periodo nascono le collaborazioni con rinomati artisti. Quali:. Richard Aigner, Ferdinand Liebermann, Gerhard Schliepstein, Constantin Holzer Defanti e Wilhelm Wagenfeld.

Tutti loro iniziano a creare per Rosenthal: figure, piatti e decorazioni.

La messa in produzione delle figure elude il privilegio, fino ad allora accordato alla sola fabbrica reale di Meissen. Quest’ultima era l’unica manifattura con l’autorizzazione di poter produrre in esclusiva sculture raffiguranti figure.

Alla Fiera mondiale del 1910 a Bruxelles questi nuovi oggetti riscuotono un grandissimo successo. La fabbrica di porcellana di Rosenthal.

La Kunstabteilung für höherwertige Dekore [Dipartimento artistico per decori di alta qualità] era indipendente dalla politica aziendale.

Il direttore artistico poteva decidere in autonomia. Poneva sul mercato un numero limitato di multipli. Tutti accomunati sempre dalla qualità elevata del modellato e dello smalto.

Nel 1894 la fabbrica di porcellana di Rosenthal ottiene dal Consiglio Imperiale un importante permesso. La fabbrica di porcellana di Rosenthal.

Riceve la concessione di riprodurre il servizio da tavola del Gran Salone del castello di Sanssouci.

Un servizio in stile rococò. Creato appositamente per decorare quell’ambiente.

Autorizzazione che permetteva la fedele copia, la produzione e la messa in commercio.

Da quell’anno e fino agli anni Cinquanta del Ventesimo secolo questa realizzazione è parte integrante della produzione di prestigio della  fabbrica di porcellana di Rosenthal.

Il Palazzo di Sanssouci trae il nome dalla lingua francese, dal vocabolo sans souci. In lingua italiana senza preoccupazioni.

É uno dei più famosi castelli di Potsdam, la capitale del Brandeburgo.

Eretto in stile rococò. Occupa la parte orientale dell’omonimo parco.

Realizzato per volere di Federico Il Grande re di Prussia. É costruito sulla base di schizzi disegnati dallo stesso re. >La fabbrica di porcellana di Rosenthal.</span>

É desiderio di Federico II che fra l’architettura dell’edificio e le decorazioni degli interni ci sia la più completa unità.

Per questa ragione è espressamente creato un servizio per imbandire la tavola nel castello. Da allora mai modificato. Conosciuto come il servizio del vecchio Fritz. Un completo da tavola da subito imitato da numerose fabbriche di porcellana.

Altri servizi da tavola in porcellana avranno ampia fortuna.

Sono tutti accomunati dal portare un nome di donna:. Maria, il nome è quello della seconda moglie di Rosenthal, Isotta, Rosalinde o Lu.

Per Philipp Abraham Rosenthal questi nomi sono un modo di omaggiare la bellezza femminile. Rosenthal era solito affermare che donna e il cavallo sono le realtà più belle della terra.

Gran parte della produzione della fabbrica di porcellana di Rosenthal è dedicata ai servizi da tavola.

Fra i più noti troviamo, dagli esordi fino al 1930. Il Rococò, anche noto come Louis XIV, il Botticelli, il Donatello, il Pompadour e l’Helena.

Negli anni 1950 il Magic Flute. Negli anni 1970 il Cupola.

Dopo il divorzio con Matthilde Auerbach, la prima moglie, . Nel 1916, Philip Rosenthal sposa Maria Frank,. Figlia di Josef Frank, il suo avvocato. Dal loro matrimonio nasce Philip (con una p). Lo sposo ha sessantun anni. La sposa è trentacinquenne e da una relazione precedente ha il figlio Udo. La fabbrica di porcellana di Rosenthal.

Il senso per gli affari di Rosenthal non gli fece trascurare l’importanza che la porcellana ha assunto nell’ingegneria elettrica.

Agli iniziali prodotti destinati ad uso domestico affiancò un dipartimento predisposto alla lavorazione di materiale ceramico destinato all’elettricità. Inizia la produzione di isolatori e resistenze.

Nella fabbrica sarà allestito un campo di prova ad alta tensione in grado di governare 500.000 volt.

Nel 1897 fonda la Philipp Rosenthal & Co. Una società per azioni che nel tempo ingloberà otto fabbriche. La fabbrica di porcellana di Rosenthal.

Le ampie capacità finanziarie permisero di acquistare le fabbriche di porcellana: Bauer, Thomas nel 1908, Zeidler e Hutschenreuther.

Nell’anno della grande crisi del 1929, la fabbrica di porcellane di Rosenthal compie i cinquant’anni di attività. É una dei maggiori produttori tedeschi di porcellana. Con circa 7000 dipendenti e uffici vendite in Germania e all’estero.

Philip Rosenthal per incrementare i suoi affari non trascurò l’importanza dell’esportazione.

A questo fine è un promotore della fiera di Lipsia. Una esposizione che dopo la prima guerra mondiale aveva perso d’importanza.

Alla ripresa di questa attività fieristica egli dedicò un ampio impegno. Una diligenza che trova la gratitudine del Consiglio della città. Quest’ultimo nella riunione del 6 febbraio 1926 gli intitola una via. 

La Philipp Rosenthal Straßetyle,. É questo un onore raramente concesso quando si è in vita. La strada ha ancora questo nome.

Philipp Rosenthal terrà la presidenza della fabbrica di porcellana di Rosenthal fino al 1934.

Anno in cui è costretto a lasciare a causa delle leggi razziali emanate dal nazismo. Imposizione amplificata anche dal mutato clima artistico. Basato su presupposti diversi. Distanti dai fortunati esordi di gusto Art nouveau e in seguito all’Art déco.

Questo allontanamento avviene tre anni prima della sua morte.

Nel 1958, è presidente della fabbrica di porcellana di Rosenthal il figlio Philip.

La sua filosofia aziendale trova una lucida espressione in alcune delle frasi da lui pronunciate:.

Nel corso dei secoli hanno mantenuto intatto il loro valore materiale e culturale solo gli oggetti che erano reale espressione del proprio tempo. Mai le imitazioni. Per questo alla Rosenthal lavoriamo con artisti e designer che rappresentano sì tendenze diverse ma,.  Tutti sono votati all’originale del nostro tempo.

Nella sua convinzione che. La porcellana non deve imitare il passato ma, essere espressione delle migliori forze artistiche del suo tempo. La fabbrica di porcellana di Rosenthal.

Basandosi su queste idee inizia la collaborazione con pittori, designer e artisti. Da questo lavoro nascono nuove forme, nuovi decori e pezzi unici.

 

La fabbrica di porcellana di Rosenthal
Rosenthal – Marchio Studio Line

A lui si deve la nascita, nel 1961, del Rosenthal Studio Line.

Una attività promotrice di multipli d’arte. 

Frutto della collaborazione con celebri artisti, architetti e designer quali: Raymond Loewy,. Richard Latham (Forma 2000),. Tapio Wirkkala (Variation, Century),. Walter Gropius (TAC),. Bjørn Wiinblad (Flauto Magico),. Timo Sarpaneva (Suomi),. Jasper Morrison (Moon) e Patricia Urquiola (Landscape),.Luigi Colani (Drop del 1970),. Theo Baumann. Raymond Peynet,. Salvator Dalì e Henry Moore.

Gli artisiti italiani coinvolti sono:. La fabbrica di porcellana di Rosenthal.

 

  • Mario Bellini,. Milano, 1º febbraio 1935. Architetto e designer. Suo è il Cupola del 1985.
  • Marcello Morandini,. Mantova, 15 maggio 1940. Architetto, scultore e designer.
  • Emilio Pucci,. Marchese Emilio Pucci di Barsento. Napoli, 20 novembre 1914 – Firenze, 29 novembre 1992. Aviatore, stilista e politico. É un pioniere della moda italiana. La collaborazione con Rosenthal avvenne nel 1961, 1977 e nel 2009. L’ultima cooperazione vede la riedizione limitata di undici pezzi fra piatti e vasi.
  • Lucio Fontana,. Rosario, Santa Fe, Argentina 19 febbraio 1899 – Comabbio, Varese 7 settembre 1968. Pittore, ceramista e scultore. Fondatore del movimento spazialista.
  • Ambrogio Pozzi,. Varese 1931 – 2012. Designer, grafico, pittore, scultore e fotografo. Figlio dell’industriale ceramista Franco, fondatore della Ceramica Franco Pozzi di Gallarate. Per Rosenthal, nel 1968, progetta il servizio Duo. Rimasto in produzione fino al 1997.
  • Lino Sabattini,. Correggio, Reggio Emilia, 23 settembre 1925 – 2016. Maestro autodidatta. Uno degli più famosi argentieri italiani del XX secolo. Nel 1956 Gio Ponti organizzò una esposizione dei suoi lavori. Onorificenze: Medaglia d’oro alla Triennale di Milano nel 1971. Premio Compasso d’Oro nel 1979. Sue opere si trovano al Museum of Modern Art di New York e al Victoria and Albert Museum di Londra, La fabbrica di porcellana di Rosenthal.

Tutte queste partecipazioni portano alla realizzazione di oggetti decorativi o d’uso quotidiano.

Realizzati, per gli esemplari degli anni sessanta, in poche decine di esemplari e in qualche migliaio per i più tardi.

Nel 1993 inizia la collaborazione con Gianni Versace. Dopo la morte dello stilista la collaborazione prosegue con la sorella Donatella.

Nel 1997 Rosenthal AG a seguito del fallimento è rilevata dal gruppo Waterford Wedgwood.

Nel 2004, in occasione del 125esimo anniversario della fondazione, si inaugura il Rosenthal Museum.

Dal 2009, la fabbrica di porcellana di Rosenthal è di proprietà dell’italiana Sambonet Paderno Industrie.

 

 

Bibliografia:

Dieter Struss, Rosenthal porzellan, Battengerg 1995

 

 

ROSENTHAL – Giuseppe Verdi

 

 

Appunti sulla maiolica

 

 

Il singolare fascino del Blanc de Chine, La fabbrica di porcellana di Rosenthal

 

 

La ceramica prodotta a Montelupo Fiorentino

 

 

La datazione della ceramica tramite termoluminescenza

 

 

Maioliche in stile compendiario

 

 

Temi decorativi e colori delle porcellane cinesi antiche

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fornaci ceramiche attive a Albissola

Antiche fornaci ceramiche attive a Albissola

fornaci ceramiche attive a Albissola.

Le antiche fornaci ceramiche attive nel territorio di Albissola sono numerose.

 

I documenti fanno risalire l’inizio della produzione ceramica ad Albisola all’ultimo quarto del XV secolo.

Da quest’epoca e per lungo tempo si vede a un forte aumento del numero delle fornaci ceramiche attive in questa località. Per questo motivo si assiste all’incremento della quantità di ceramica prodotta e messa in commercio.

Le antiche fornaci ceramiche attive nel territorio di Albissola sono un’importante parte della storia della maiolica ligure e italiana.

La città di Albissola sino al 1615/6 è un unico territorio. con la sola eccezione di una parte del borgo della marina. Quest’ultima località è di pertinenza della città di Savona, fornaci ceramiche attive a Albissola

Dopo quella data avviene alla divisione del comune in due parti indipendenti. Quella di Albisola Superiore e quella di Albissola Marina.

Suddivisione ancora esistente al giorno d’oggi. Con i due comuni entrambi appartenenti alla provincia di Savona. Facenti parte alla regione Liguria. I due comuni assieme formano il territorio denominato delle Albisole.

 

L’Antico Savona è una tipologia di decorazione della ceramica. Ideata da Giovanni Antonio Guidobono. Nella quale i soggetti sono dipinti in monocromia di color azzurro, fornaci ceramiche attive a Albissola

In Liguria il decoro Antico Savona trova una grande fortuna. Tanto da comparire sulla gran parte delle maioliche dipinte dalle manifatture attive nelle città di Savona e di Albisola. 

Nella produzione ceramica delle due città liguri è riproposto di continuo. Tanto da diventare il tipico decoro di tutti questi laboratori.

Nella ceramica di Albisola è sconosciuto l’anno esatto della comparsa del decoro Antico Savona.

L’assenza di documenti ci costringe a una datazione ipotetica. Individuata nella prima metà del Seicento.

Ad Albisola la produzione di maioliche con i vari decori dipinti in monocromia azzurra continua sino alla metá del Settecento.

 

 

Una delle antiche fornaci ceramiche attive ad Albissola è la fabbrica dei Grosso. Fra tutte la più importante.

Nel 1641, questa fornace ottiene il permesso di apporre sulle sue maioliche il marchio della lanterna.

Un privilegio a loro accordato dal Senato di Genova. Questo per sancire l’eccelenza artistica e qualitativa delle loro ceramiche realizzate in stile Guidoboniano.

Per la produzione ceramica del Grosso è questo un meritato riconoscimento. Di contro è l’inizio della contraffazione del marchio. Falsificazione messa in atto dalle manifatture albissolesi e savonesi coeve.

Le maioliche dei Grosso sono plagiate dai Chiodo di Savona e dai Corradi di Albissola.

Nel 1698 i Grosso cedono la marca della lanterna ai Chiodo di Savona.

I Corradi sono una famiglia di ceramisti liguri, fornaci ceramiche attive a Albissola

Il cognome si presenta con varianti. Lo si trova mutato in: Conradi, Conrado e Corrado.

La loro fornace è attiva ad Albisola. Dove inizia la sua opera dal 1589. Per giungere sino alla metà del Settecento.

Bernardo Corradi introduce nel laboratorio ceramico la decorazione in stile Guidoboniano.

È autore di maioliche che imitano i decori e i colori caratteristici della manifattura Chiodo. Abusivamente poste in vendita apponendovi la falsa marca privilegiata della lanterna.

Questa illecita attività operata da Bernardo Corradi spinge Paolo Chiodo e Agostino Peirano ad intentare un’azione legale. Alla quale fece seguito il sequestro della bottega del Corradi. Avvenuto il 28 maggio 1715.

Altri apparteneti di rilievo alla famiglia sono: Nicola e Domenico Corradi.

Il primo è attivo a Torino. Presso la manifattura del Regio Parco. Fornace aperta nel 1646. Dal genovese Giovanni Giacomo Bianchi.

Il secondo si trasferì in Francia. Stabilendosi nella città di Nevers. Qui adottò il nome di Conrade e aprì una manifattura ceramica.

Un’altra famiglia di ceramisti liguri sono i Salamone.

Il capostipite è Agostino. Maiolicaro attivo dal 1576.

Gerolamo Salamone è autore di maioliche di stile Guidoboniano.

Ceramiche caratterizzate dall’alto pregio della decorazione e dalla elevata qualità.

La migliore produzione della fornace dei Salamone data dalla fine del Seicento sino al primo quarto del Settecento.

I Pescetto o Pescio sono un’altra famiglia di maiolicari.

Attivi dalla fine del XVI sino agli inizi del XIX secolo.

Autori di decorazioni in momocromia turchina. Qualche volta ravvivate con pennellate di color verde e giallo ocra.

Alcune loro ceramiche raffigurano scene di caccia con l’impiego dei cani.

I Siccardi realizzano maioliche di stile Guidoboniano.

La loro è una vasta produzione. In genere non molto accurata.

Queste ceramiche sono dipinte in monocromia turchina. Sono caratterizzate da una tonalità del colore più intensa rispetto le altre fabbriche liguri.

La tipica decorazione è a vignette istoriate e paesisitiche.

Le antiche fornaci ceramiche attive a Albissola annoverano la manifattura Levantivo.

Produttrice di maioliche di alto livello per qualità e decorazione.

Fondata nel primo quarto del Settecento per il volere di Andrea Levantivo, un pittore specializzato nella decorazione a vignette.

 

 

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I decori delle ceramiche liguri del Seicento

 

 

I Guidobono e il decoro Antica Savona in bianco e blu

 

 

I decoratori di maiolica a Savona

 

 

La manifattura Chiodo a Savona

 

 

I Folco ceramisti a Savona