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Libri antichi Il Bay Psalm Book è il libro più costoso a mondo

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Libri antichi Il Bay Psalm Book è il libro più costoso a mondo.

Fra i libri antichi il Bay Psalm Book è il libro più costoso al mondo. É un volume ad argomento religioso.

È un salterio. Un libro biblico liturgico. Composto da una raccolta di salmi o inni di: lode, supplica, meditazione e sapienziale.
Organizzati secondo uno schema che ne ripropone la lettera a una scadenza preordinata.

Oltre a vantare il primato del prezzo pagato ne detiene un secondo.

È il primo libro impresso nel territorio dell’America del Nord.

La stampa avvenne in un territorio all’epoca chiamato America britannica o British America. Nella regione battezzata New England.

Luogo di insediamento dei primi coloni provenienti dalla Gran Bretagna.

Questi erano i Pilgrim Fathers o Padri Pellegrini. Cittadini inglesi di religione cristiana puritana.

Con la loro immigrazione diedero vita alla Colonia della Massachusetts Bay.

Risale al 1638 la presenza nella comunità della prima macchina da stampa di. Evento permesso grazie al reverendo Jesse Glover.

Il Bay Psalm Book è impresso in lingua inglese nel 1640 nella città americana di Cambridge.

In quell’anno i Pilgrim Fathers risiedevano nella colonia da vent’anni.

L’edizione trovò il divieto di stampa sul territorio americano imposto dalla monarchia britannica. Proibizione aggirata importando illegalmente la carta necessaria dall’Inghilterra.

Lo stampatore fu il londinese Stephen Daye o Day. Il Bay Psalm Book fu il suo terzo libro stampato.

L’edizione si stima possa essere formata da circa millesettecento copie. Impressa in 4° con una altezza di 19 cm. Era composta da 296 pagine. Oltre al testo comprendono: la prefazione l’elenco degli errata corrige.

Il frontespizio è molto articolato. Sulle prime righe impresse si legge: The Whole Booke of Psalmes Faithfully Translated into English Metre.

In italiano: L’intero libro dei salmi fedelmente tradotto in metro inglese. È anche citato con il nome: Salterio della baia del Massachussetts.

Di questa edizione originale di conoscono undici copie. Di queste solo cinque sono complete. Una sola non è collocata in America. Si trova presso la Bodleian Library in Inghilterra.

La terza edizione è datata 1651. É ampiamente rivista. Diventando il testo a cui rifarsi in tutte le successive meditazioni.

Questa edizione in Evans 33 è descritta:.

The third edition of the Bay Psalm Book is the first edition to contain the additional hymns added by Richard Lyon. As revised and improved by Henry Dunster and Richard Lyon. The collection was known as the New-England Psalm Book.

“La terza edizione del Bay Psalm Book è la prima edizione a contenere gli inni aggiunti da Richard Lyon. Rivista e migliorata da Henry Dunster e Richard Lyon. La collezione era conosciuta come New-England Psalm Book”.

Da questo momento l’opera cambiò il titolo in: The psalms hymns and spiritual songs of the Old and New Testament. L’edizione è comunemente chiamata New England salterio

Nella nona edizione è stampata nel 1698. È la prima volte che il testi è affiancati dalla musica. Il libro è ristampato fino al XVIII secolo.

Ma qual è il prezzo pagato per l’edizione del 1640 ?

Il 26 novembre 2013. In asta pubblica. A New York. Presso la casa d’aste Sotheby’s è battuto per 14.165.000,00 dollari. Poco più di 12 milioni di euro.

 

Appunti di un bibliofilo.

Libri antichi Il Bay Psalm Book è il libro più costoso a mondo.

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I kappa in Giappone creature di fantasia abitanti dei fiumi

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I kappa in Giappone creature di fantasia abitanti dei fiumi.

 

I kappa in Giappone sono creature di fantasia Da sempre abitanti dei fiumi.

Ancora oggi è necessario avvisare il viandante della loro certa presenza.
A loro è riconosciuta dalla grande pericolosità.
Segnalata con cartelli indicanti il rischio.
Disposti lungo i luoghi d’acqua dove vivono.

La fantasia del popolo giapponese è ricca e variopinta. Animata da molteplici creature.

Alcune provengono dai mondi del soprannaturale. Altre sono esseri in carne ed ossa. Creature viventi che convivono fra gli uomini. Nascondendosi ma neanche troppo.

In Giappone passeggiando fra corsi e specchi d’acqua troviamo i kappa. Abitanti di fiumi, laghi e stagni. Amano così tanto alloggiare nell’acqua da non tralasciare i pozzi e le cisterne.

Si presentano con una struttura fisica simile a quella di un bambino. Mostrano una pelle a squame. Il colore è molto vario: verde terroso, rosso brillante e blu.

Nati per vivere nell’acqua.

Hanno un viso da scimmia. Presentano un becco e un guscio simili a quelli delle tartarughe. Abilissimi nuotatori. Caratteristica agevolata da piedi e mani palmate.

In cima alla testa presentano una depressione ricolma d’acqua, È da questa contesto che i kappa ricevono la loro incredibile forza fisica. Energia che viene meno appena l’acqua posta in cima alla testa non è più presente. Con questa perdita inizia un processo di progressivo indebolimento. Destinato a portare alla morte. È necessario un solo rimedio. Ripristinare l’acqua nella conca sulla testa.

In questa pericolosa situazione il kappa si trova ogni qualvolta deve rispondere ad un inchino. Al quale per la rigida etichetta a cui deve rispondere non può sottrarsi. È questo l’unico mezzo che può salvare dallo sventurato incontro.

Si crede che sia l’acqua presente sulla testa che permetta al kappa di vivere sulla terra. Quando l’acqua si asciuga il kappa non riesce più a muoversi.

Fuori dall’acqua emana una insostenibile puzza di pesce.

L’incontro nell’acqua è sempre fatale. Lo sventurato verrà portato sott’acqua. La vittima verrà annegata e divorata.

È onnivoro. Con una forte predilezione per il cibarsi di cetrioli e interiora umane.

Quando giovani vivono in gruppi. Da adulti conduce una vita di solitudine.

Hanno paura del fuoco. Per questa ragione in Giappone si organizzano lungo i fiumi delle feste estive. Dove vengono realizzati spettacoli con i fuochi d’artificio. Non per gli spettatori ma per spaventare ed allontanare i kappa.

Esseri di acuta intelligenza. Hanno insegnato agli umani come agire sulle ossa rotte e altre nozioni mediche. Come hanno potuto? Facile. Parlano la lingua del territorio!

Sono una creatura leggendaria dall’aspetto di un umanoide acquatico. Con delle sembianze che riportano ai rettiliani. Una delle popolazioni extraterrestri più diffuse in ufologia. Come i kappa dotati di una enorme forza fisica e con pelle squamosa.

Il Giappone del villaggio di Asuka e del monumento in pietra

I luoghi misteriosi del Giappone Il monumento in pietra ad Asuka

Il Monolite Ishi No Hoden a Takasago in Giappone

La scienza e Ishi No Hoden Un mistero irrisolto in Giappone

Il Triangolo del diavolo Una zona misteriosa che interessa le coste del Giappone

I kappa in Giappone creature di fantasia abitanti dei fiumi.

 

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Lettura dei kanji relativi le Tsuba

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Lettura dei kanji relativi le Tsuba

Nella tabella la lettura dei 56 kanji relativi le Tsuba.

 

鍔 鐔 Tsuba Le scuole

Di seguito la tabella per la lettura di 56 kanji relativi alle Tsuba.

Nella colonna di sinistra i kanji. Nella colonna di destra la lettura corrispondente.

La traduzione e la spiegazione dei termini si trova consultando il dizionario dei termini relativi alle tsuba.    Diviso in tre parti.        Dalla lettera A alla J.        K alla N.        O alla Z.

 

当金 Ategane
縮緬 Chirimen
土手耳 Dote mimi
覆輪 Fukurin
形 Gata
形 型 Gata Kata
平 Hira
櫃穴 Hitsu anche Bitsu
地金 Jigane
地透 Ji
影絵透 Kage Sukashi
管耳 Kan mimi
角耳 Kaku mimi
鎌倉 Kamakura tsuba
毛彫 Kebori
笄櫃 Kôgai bitsu
小肉角耳 Koniku kakumimi
小柄櫃 Kôzuka bitsu
古金工 Ko kinkō
小透 Kô Sukashi
丸耳 Maru mimi
銘 Mei
耳 Mimi
木瓜 Mokkô
文透 Mon Sukashi
紫寂 Murasaki Sabi
撫丸 Nademaru
撫木瓜型 Nade Mokkô Gata
中心穴 Nakago ana
布目象嵌 Nunome zōgan
応仁 Onin tsuba
お多福 Otafuku
留守 Rusumoyo
責金 Sekigane
切羽 Seppa
切羽台 Seppa Dai
赤銅 Shakudo
仕入物 Shiiremono
心鉄 Shingane
白金師 Shiroganeshi
素銅 Suaka
据紋 Suemon
据紋象嵌 Suemon zôgan
透鍔 Sukashi tsuba
鏨跡 Tagane Ato
鉄骨 Tekkotsu
鍔 anche 鐔 Tsuba
槌目地 Tsuchime Ji
打返耳 Uchikaeshi mimi
腕貫穴 Udenuki ana
埋 Ume
焼手 Yakite
焼き鈍し Yakinamashi
山銅 Yamagane
陽透 Yô Sukashi
象嵌 Zôgan

鍔 鐔 Tsuba Le scuole

 

Tsuba  Dizionario  dei  termini.

A alla J.   K alla N.   O alla Z. 

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Tsuba Il restauro cosa fare e cosa non fare

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Tsuba Il restauro cosa fare e cosa non fare

 

Una chiacchierata sulle tsuba Dove si fornisce qualche spunto per il restauro e qualche consiglio su cosa fare e soprattutto cosa non fare.

Sempre agire con la massima cautela! Buona norma è rimandare e meditare.

Su qualunque tsuba in condizioni accettabili è meglio evitare qualunque intervento.

Mai toccare una tsuba in condizioni perfette. Sembrerebbe una banalità ma nemmeno queste tsuba si sono salvate dagli interventi di alcuni proprietari. Ometto volutamente il termine collezionista.

Non è rado vedere tsuba che hanno subito una “pulitura” che sarebbe meglio identificare come “lucidatura”. Con la conseguente completa asportazione delle patine e delle colorazioni che erano state realizzate sul pezzo. Una compiuta trasformazione della tsuba in uno specchio lucido e lucente.

Il peggio non è ancora finito. Una bella passata di colore e tutto sembra riportato al giusto stato.

Può anche capitare di trovarsi di fronte una tsuba rivestita di materiale plastico trasparente. In questo caso necessita l’uso di un sverniciatore che agisca senza danneggiare il metallo. L’applicazione necessita di un pennello economico, di guanti e di molta ventilazione.

Se ci troviamo ad operare su una tsuba in buone condizioni. Priva di ruggine ma ricoperta di cera. Quest’ultima è possibile rimuoverla strofinandola con alcool isopropilico anche noto come alcool isopropanolo. La volatilità di questo liquido incolore è la migliore garanzia che si può richiedere. Attenzione perché è infiammabile.

È da ponderare anche l’apporre un leggero strato d’olio. Anche se di choji. Oltre ad incastrarsi nei trafori. Conferisce al metallo una patina oleosa. Per me sgradevole. Senza contare la polvere che implacabilmente si depositerà. Destinata col tempo ad attaccarsi sulla superficie. Per ultimo l’olio e la polvere seccheranno. Formando uno strato duro e avvizzito. Decisamente brutto!.

Con l’uso dell’olio si può operare anche in modo subdolo. Una mano d’olio è spesso usata per nasconde la ruggine del ferro. Rendendola di colore scuro. Senza risolvere il problema della corrosione e ricadendo nelle problematiche sopra descritte.

Un altro tranello a cui fare attenzione e da evitare è una falsa patina creata con l’uso del lucido da scarpe. Quello più frequentemente usato è di colore nero. Tanto coprente da riuscire a nascondere tutto quello che appare indesiderato.

È bene conservare ogni tsuba in una scatola. Ottime quelle usuali in legno. Con coperchio e supporto per affrancare la tsuba. Ne esistono di molteplici qualità. E tutti sanno che la qualità in Giappone non è a buon mercato.

 

 

Il restauro di una tsuba La pulizia Asportazione della ruggine.

Tsuba Il restauro Rimozione della ruggine.

Il restauro La lucidatura del ferro della tsuba.

鍔 鐔 Tsuba

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rivista xilografia francesco nonni

rivista Xilografia Francesco Nonni

rivista Xilografia Francesco Nonni.

La rivista Xilografia ideata da Francesco Nonni.

 

La rivista Xilografia è fondata e diretta da Francesco Nonni. É questa una pubblicazione caratterizzata dall’assenza del testo e dall’essere composta da soli fogli recanti illustrazioni impresse in xilografia.

Sulle sue pagine apparvero le incisioni originali dei più conosciuti xilografi italiani e stranieri dell’epoca, in totale alla illustrazione della rivista collaborano 57 diversi illustratori.

Xilografia era stampata a Faenza, nello stabilimento tipografico dei Fratelli Lega. Il formato di stampa scelto era il 4° nella misura di 32,0 x 25,0 cm.

La tiratura complessiva era di 300 copie rivista Xilografia Francesco Nonni. 

 

Dal 1924 al 1925 uscì con periodicità mensile. Ognuno di questi numeri era composto da 10 xilografie originali, stampate a piena pagina e non firmate, realizzate da 10 diversi xilografi.

La rilegatura editoriale prescelta era la brossura impressa e a punto metallico.

Nel 1929 la cadenza diviene trimestrale, ogni fascicolo è ora composto da 30 xilografie originali, sempre impresse a piena pagina e non firmate.

Francesco Nonni con la sua personalità eclettica, attiva in molti campi dell’arte, è il promotore di tutta questa attività editoriale rivista Xilografia Francesco Nonni.

Nonni nasce a Faenza il 4 novembre 1885 e lì vi decede il 14 settembre 1976.

La sua formazione inizia come intagliatore presso l’ebanisteria Casalini di Faenza. Un esperienza che lo rende avvezzo alla sgorbia e al legno, le basi dell’arte silografica.

Fece la conoscenza della xilografia e della sua tecnica grazie alla frequentazione di Domenico Baccarini.

In seguito si formò con lo studio delle opere di Adolfo De Carolis e Aubrey Vincent Beardsley.

La rivista Xilografia ha realizzato un numero monografico, dedicandolo a Lorenzo Viani.

È il numero 17 del secondo anno, corrispondente al mese di maggio del 1925.

Contiene 10 stampe originali impresse in color nero.

Queste xilografie sono ristampe di legni appartenenti ai lavori del primo periodo del maestro di Viareggio, in origine incise dal 1910 al 1915.

I titoli delle opere presenti nel fascicolo sono:.

  1. Filosofo greco.
  2. Boscaiole.
  3. La Cortaccia.
  4. Vedova.
  5. Ritratto di un filosofo.
  6. Contadina.
  7. Vagabondo.
  8. Il cieco.
  9. L’elemosina.
  10. Nonna e nipote rivista Xilografia Francesco Nonni.

Non deve meravigliare questa scelta editoriale. Questo perché Viani con la sua opera grafica è il primo artista a svincolare la xilografia dalla subordinazione alla illustrazione. Una scelta cosciente che permise a Viani di creare delle opere d’arte scegliendo e avvalendosi della tecnica dell’incisione su legno.

La serie completa dei numeri della rivista riesce a fornire un panorama completo della xilografia italiana dell’epoca.

Questo perché sui fogli della rivista si trovano sia le ristampe dei legni storici sia l’opera dei nuovi xilografi operanti in Italia. Permettendo, con queste scelte, sia la divulgazione sia l’affermazione dell’arte silografica.

 

 

 

Un catalogo di stampe incise in silografia.

 

 

 

La xilografia nel Novecento Adolfo De Carolis Cesare Ratta L’Eroica.

 

 

 

Una favolosa asta di libri introvabili.

 

 

 

Appunti di un bibliofilo rivista Xilografia Francesco Nonni.

 

 

 

Morgana Mario Della crescente rarità dei libri antichi.

 

 

 

Manuali Hoepli curiosità e criteri di valutazione.

 

 

 

Secco Suardo Il restauratore dei dipinti Le vicende editoriali di un manuale Hoepli.

 

 

 

Cesare Pavese e il romanzo Moby Dick di Herman Melville.

 

 

 

Libri antichi di letteratura Herman Melville Moby Dick.

 

 

 

Collezionare le edizioni del De Imitatione Christi o Imitazione di Cristo.

 

 

 

Ettore Zapparoli Blu Nord e Il silenzio ha le mani aperte rivista Xilografia Francesco Nonni.

 

 

 

Giambattista Bazzoni e il Falco della rupe o la guerra di Musso.

 

 

 

J R R Tolkien La nascita e la bibliografia italiana del Signore degli anelli.

 

 

 

Le Haydine di Giuseppe Carpani e il plagio realizzato da Stendhal.

 

 

 

Mario Borsa La caccia nel milanese dalle origini ai giorni nostri.

 

 

 

Padre Girolamo Maria Moretti il fondatore della grafologia italiana.

 

 

 

Pauline Reage HISTOIRE D’O.

 

 

 

Pietro Micca e l’assedio della città di Torino del 1706.