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carlo vidua egyptian museum

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Carlo Vidua and the Origins of the Egyptian Museum in Turin.

 

A key figure in the foundation of the Egyptian Museum in Turin is Carlo Vidua. Whose efforts were crucial in acquiring the first and most significant part of the museum’s ancient Egyptian collection. His contribution reflects both his deep cultural knowledge and his passion for travel. Combined with a strong love for his homeland and a desire to elevate its prestige.

The origins of the Egyptian collection in Turin are often credited to Bernardino Drovetti and King Carlo Felice of Savoy. Overlooking the pivotal role played by Carlo Vidua of Casale Monferrato, who acted as a bridge between the two.

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Carlo Vidua and the Origins of the Egyptian Museum in Turin

Who Was Carlo Vidua? carlo vidua egyptian museum.

Carlo Vidua, Count of Conzano, was an educated, curious traveler and a bold explorer. His journeys, which started with nearby destinations, soon extended across Europe, and later to Russia, Egypt, the United States, South America, China, and Indonesia.

In autumn 1819, Vidua arrived in Constantinople. The starting point of a long journey that took him through Smyrna, Rhodes, and eventually to Egypt, where he remained for over a year. He departed from Egypt on August 12, 1820, heading toward the Holy Land and the Greek islands, and only returned to Italy in 1822.

Carlo Vidua in Egypt.

Vidua landed in Alexandria on December 27, 1819, and by January 6, he had reached Cairo. There, he combined the curiosity of a tourist with the precision of a scholar. He took notes, copied inscriptions, and created detailed drawings of temples, monuments, and buildings. He visited numerous Egyptian cities, saw the pyramids, and sailed the Nile, braving intense heat and the challenges of the desert.

While in Cairo, he met Bernardino Drovetti, a fellow Piedmontese, a former supporter of Napoleon, and the French Consul General in Cairo.

Bernardino Drovetti and His Collection carlo vidua egyptian museum.

Drovetti was among the first major collectors of Egyptian antiquities. Since 1811, he had been amassing a significant and valuable collection. Which he had unsuccessfully offered to both the Savoy state and the Kingdom of France as early as 1816.

Vidua, a guest in Drovetti’s home in Cairo, quickly grasped the immense value of the collection. This encounter sparked his determination to secure the collection for Turin. Which would become the first city in Europe to own and display such an important Egyptian collection.

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Carlo Vidua and the Origins of the Egyptian Museum in Turin

Vidua’s Diplomatic Role in Creating the Egyptian Museum.

Vidua acted as a negotiator and mediator. He managed to negotiate the price of the collection with Drovetti. And, at the same time, launched a persistent letter-writing campaign to advocate for the acquisition. His letters were addressed to his father—then Minister of the Interior—and to his childhood friends. Now influential figures at court and in government. c

Thanks to Carlo Vidua’s strategic efforts, the dream of bringing Drovetti’s collection to Turin became a reality. His role was not secondary but central to the birth of what would become one of the world’s most important Egyptian museums.

 

 

 

 

Dining in the Middle Ages: Flavors, Recipes, and Culinary Manuscripts.

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San Giorgio agiografia e curiosità

San Giorgio agiografia e curiosità

San Giorgio agiografia e curiosità.

San Giorgio agiografia e curiosità.

 

La figura di San Giorgio gode di grandissima popolarità. É questo un contesto che ha favorito la nascita, sulla sua persona, di numerose narrazioni e invenzioni.

Di lui poco si conosce, nasce verso il 280 nella Cappadocia, una regione storico geografica situata nel cuore della penisola anatolica. San Giorgio agiografia e curiosità.

Professa la religione cristiana e si arruola nell’esercito di Roma.

A seguito delle persecuzione contro i cristiani, volute dall’imperatore Diocleziano. É martirizzato ed in ultimo è decapitato e sepolto a Lidda San Giorgio agiografia e curiosità.

La scarsità di notizie sulla sua vita aveva fatto perfino mettere in dubbio la sua reale esistenza. Questa è ora provata dalla scoperta di un’epigrafe che lo cita. L’iscrizione rinvenuta ad Eraclea di Betania, è in lingua greca e risale al 368 d.C.

 

La Festa di San Giorgio San Giorgio agiografia e curiosità.

La Festa di San Giorgio detta anche il giorno di San Giorgio è la giornata celebrativa del santo. La festività si svolge, nel Calendario gregoriano, il 23 aprile e in quello giuliano il 6 maggio.

La celebrazione cade in corrispondenza del giorno in cui si crede che San Giorgio decede San Giorgio agiografia e curiosità. 

La festività dedicata a San Giorgio è celebrata nelle chiese, negli stati e nelle città nelle quali San Giorgio è il santo patrono.

In Italia ci sono 21 comuni col nome di San Giorgio ed è il santo patrono di 169 comuni e di altre località minori.

 

Il Nastro e la Croce di San Giorgio.

San Giorgio è anche ricordato anche come il Santo Cavaliere. Inizialmente è raffigurato vestito con l’uniforme del legionario romano in seguito dimessa per un armatura luccicante. In entrambi queste vesti rimane sempre animato dallo spirito più puro e pertinente proprio della cavalleria San Giorgio agiografia e curiosità.

Per queste corrispondenze non poteva non trovare spazio nell’ambito degli ordini cavallereschi e delle decorazioni militati.

In Russia ove, assieme a San Pietro di Kiev, è il patrono della città di. Mosca, da il nome a un nastro a righe parallele e alternate. Tre di colore arancio e due di color nero, detto il Nastro di San Giorgio San Giorgio agiografia e curiosità. 

Un elemento distintivo ancora in uso, a rievocazione e memoria della Croce di San Giorgio. Quest’ultima la più alta onorificenza militare della Russia zarista, concessa ai militari che compivano particolari atti di eroismo.

La Croce di San Giorgio è anche il nome di una bandiera composta da una croce di color rosso posta in un campo bianco. Il vessillo trova il suo primo utilizzo fra i crociati. Questi erano dei guerrieri di fede cristiana. In armi, tra l’XI e il XIII secolo, nel Vicino Oriente, durante le campagne volte a riconquistare la. Terra santa, all’epoca sotto il dominio islamico San Giorgio agiografia e curiosità.

I crociati contribuirono molto a trasformare la figura di san Giorgio martire in santo guerriero, volendo identificare nell’uccisione del drago la sconfitta dell’Islam.

In questo ambito, si può anche ricordare che San Giorgio è il santo patrono del movimento scout mondiale.

San Giorgio agiografia e curiosità

San Giorgio che combatte il drago San Giorgio agiografia e curiosità.

La tradizione colloca variamente il luogo ove San Giorgio combatte e sconfigge il drago. L’ubicazione potrebbe essere collocata nelle vicinanze di Giaffa, dunque poco lontano dal luogo di nascita del santo. Oppure in quella che ancora oggi si chiama la baia di San Giorgio, una località sulla costa del Libano, a nord di Beirut. Un ultima possibilità si colloca in Inghilterra, sulle colline dello Berkshure, vicino alla cittadina di Uffington. Qui, nel punto ove la lancia brandita da San Giorgio trafisse il drago, si trova una piccola area priva di erba. San Giorgio agiografia e curiosità.

 

San Giorgio che salva la principessa.

Della leggenda della principessa salvata dal drago per merito di San Giorgio si hanno le prime avvisaglie verso la fine del XIII secolo. La ritroviamo nella Legenda Aurea scritta da Jacopo da Varagine. Dove si parla di una palude abitata da un drago. Della figlia del re destinata, come sacrificio, ad essere data in pasto al drago. Della comparsa sulla scena di San Giorgio su un cavallo bianco e armato di una lunga lancia. Dell’arrivo e della sconfitta del drago, ferito alla gola. Del trionfale rientro in città con il drago al loro seguito San Giorgio agiografia e curiosità.

 

San Giorgio fra Oriente e Occidentale.

San Giorgio nasce in Cappadocia, questo lo rende contemporaneamente legato sia all’Oriente sia all’Occidente.

Un santo orientale il cui culto è diffuso sino in Occidente. Per questa ragione per parlare di lui non è possibile tralasciare le credenze proprie della località ove nacque. Per poi sommarle a quelle provenienti da altri paesi orientali. In quanto la sua fama si diffuse con rapidità sia in Palestina sia in Siria San Giorgio agiografia e curiosità.

 

La reliquia della testa di San Giorgio San Giorgio agiografia e curiosità.

Su questo prezioso resto sacro si intrecciano molte discordanze. Si vuole che Sant’Elena imperatrice fece violare la sepoltura per estrarne il capo, portandolo poi a Roma per diffonderne il culto.

Papa Zaccaria ritrova la reliquia in una chiesa romana e la trasportata nella chiesa di San Giorgio al Velabro. Qui è tuttora custodita, assieme alla spada ed ad un lembo dell’abito del santo, dal 750 d.C.

Altre fonti documentano il trasferimento della reliquia, nel 1660, da Roma a Ferrara.

Infine un’altra testa attribuita a San Giorgio era conservata in una chiesa di Costantinopoli. Questo fino alla conquista delle città da parte dei turchi ottomani. Causa del trasferimento del resto sacro in Francia, a Marces Montirer ?, in una chiesa dedicata al santo.

San Giorgio agiografia e curiosità
GROSSO ORLANDO – San Giorgio nell’arte e nel cuore dei popoli

 

 

GROSSO ORLANDO – San Giorgio nell’arte e nel cuore dei popoli.

 

 

 

Piatto da fritole o frittole in uso a Venezia.

 

 

 

Il leone di San Marco a Venezia.

 

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carlo vidua museo egizio

carlo vidua museo egizio

carlo vidua museo egizio.

Carlo Vidua e la nascita del museo egizio a Torino.

 

Una figura di grande importanza per la nascita del museo egizio di Torino è Carlo Vidua. Al suo operato si deve l’acquisizione della prima e cospicua parte della collezione egizia torinese.

Un ruolo che trova rispondenza nell’ampia cultura che possedeva e nel piacere per il viaggio che lo animava. A queste è unito l’amore per la sua terra natale e la volontà di farla primeggiare.

La nascita della collezione egizia di Torino è per lo più fatta risalire a due figure: Bernardino Drovetti e il sovrano sabaudo Carlo Felice. Dimenticando, in questo modo, l’importante ruolo svolto, fra queste due parti, dal casalese Carlo Vidua.

 

Carlo Vidua, conte di Conzano, era un viaggiatore curioso e colto, un esploratore intrepido. Un viandante che dalle iniziali e vicine mete di viaggio, ben presto arriva a percorrere l’Europa. Proseguendo e spingendosi sino alla Russia, all’Egitto, agli Stati. Uniti, al sud America, alla Cina e all’Indonesia.

Nell’autunno del 1819 Carlo Vidua è a Costantinopoli. É questo il punto di partenza per raggiungere la città di Smirne. Passa poi da Rodi e successivamente arriva in Egitto, dove rimane per più di un anno. Da lì partirà il 12 agosto 1820, dirigendosi verso la Terra Santa e le isole greche. Solo nel 1822 rientrerà in patria. carlo vidua museo egizio.

 

In Egitto, Vidua sbarca il 27 dicembre 1819, ad Alessandria e il 6 gennaio è al Cairo.

Qui Vidua è sia turista curioso sia preciso studioso.

Per questo trae rilievi, copia iscrizioni e realizza disegni di templi, monumenti e edifici. Visita molti luoghi e città egiziane. Vede le piramidi. Risale con la nave il Nilo e sfida le alte temperature e le difficoltà del deserto. carlo vidua museo egizio.

Al Cairo conosce Bernardino Drovetti, anche lui piemontese, bonapartista e console generale francese al Cairo.

 

Bernardino Drovetti è fra i primi collezionisti di antichità egizie. Sin dal 1811, le raccoglie e ne riesce a formare un numeroso e pregevole assieme. Collezione, dal Drovetti offerta, nel 1816 e senza successo, allo stato sabaudo e al regno di Francia. carlo vidua museo egizio.

 

Al Cairo, Vidua è ospite a casa del Drovetti. Qui apprende della collezione e della sua indiscussa importanza. Ragione che sin da subito lo spinge a volerla destinare a Torino.

Città che in questo modo sarà la prima ad avere e poter mostrare una raccolta egizia di indiscussa importanza. carlo vidua museo egizio.

L’intervento del Vidua fra le parti è da proponente. Vede verso il Drovetti il tentativo riuscito di modulare la sua richiesta di prezzo. In contemporanea, ripetutamente scrive lettere persuasive. Una corrispondenza diretta sia al padre, ministro degli interni sia agli amici giovanili, ora tutti personaggi di rilievo nella corte e nel governo.

 

carlo vidua museo egizio

 

Carlo Vidua e il museo egizio di Torino.

 

Il museo egizio di Torino è la più antica esposizione nata per documentare le forme d’arte dell’antico Egitto. Da subito un vanto per la città di Torino e del sovrano sabaudo regnante.

La rilevanza degli oggetti esposti nelle sede torinese colloca per importanza, il. Museo egizio di Torino, al di sotto solo di quello di analogo tema allestito, ben più tardi, al Cairo.

Il museo nasce dall’acquisizione della collezione egizia realizzata da Bernardino Drovetti. carlo vidua museo egizio.

Un piemontese bonapartista. Nato nel 1796, a Barbania, un abitato situato nella parte sud-occidentale del Canavese.

Laureato in giurisprudenza, si arruola nell’armata francese, dove è Capo di Stato Maggiore dell’armata Piemontese e Giudice del tribunale militare di Torino.

Nel 1803 è Console generale della Francia in Egitto. Nazione ove, avvalendosi dei consigli dello scultore Jean Jacques Rifaud, riunisce un importante collezione di antichità egizie. carlo vidua museo egizio.

Drovetti con l’intenzione di vendere la sua collezione, la invia a Livorno, da dove, a giochi fatti, giunge a Torino. Questo avviene a seguito dell’accorto operato divulgativo condotto da Carlo Vidua, conte di Conzano.

 

Uno spostamento permesso dall’acquisto della intera raccolta ad opera del sovrano Carlo Felice di Savoia,. Re di Sardegna, duca di Savoia e sovrano dello Stato sabaudo dal 1821 al 1831, anno nel quale decede. carlo vidua museo egizio.

Il contratto d’acquisto risale al 1823. A seguito dell’accordo la collezione è destinata ad essere esposta nel Palazzo dell’Accademia delle Scienze. Istituzione che ne curerà l’ordinamento e la successiva apertura al pubblico, avvenuta nel 1824.

 

Jean François Champollion traduce la stele di Rosetta nel 1822. Il decifratore della scrittura egizia, nel 1824, è a Torino. Qui prosegue le sue ricerche studiando il materiale riunito dal. Drovetti e dando origine a una nuova disciplina della storia antica: l’egittologia. carlo vidua museo egizio.

 

carlo vidua museo egizio

 

Carlo Vidua, durante il suo soggiorno in Egitto, scrupolosamente documenta quello che vede: descrive i monumenti, copia iscrizioni e disegna piante di templi. Raccoglie una esigua collezione di antichità egizie e di curiosità etnografiche.

Vidua era un viaggiatore attento e informato, preparava con attenzione i suoi viaggi. Partiva fornito di un ampio corredo di informazioni riguardanti le popolazioni con le quali veniva in contatto. Di queste ne apprendeva ogni aspetto, ne studiava il passato e si documentava sul presente del paese che visitava.

 

 

 

 

Sarcofago alla memoria del conte Carlo Vidua nella chiesa parrocchiale di S. Maurizio presso Casale.

 

 

 

 

SAVARESI – Memorie ed opuscoli fisici e medici sull’Egitto.

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piatto fritole frittole venezia

piatto fritole frittole venezia.

Piatto da fritole o frittole in uso a Venezia.

 

 

I piatti prodotti a Venezia e utilizzati per servire le fritole o frittole sono realizzati in metallo. Nella maggior parte dei casi, risalgono al XIX secolo.

Rappresentano un affascinante e poco nota componente della tradizione gastronomica veneziana e dell’artigianato artistico tipico della città di Venezia.

Per il loro uso sono anche detti piatti per frittelle o, come direbbe un vero veneziano, da frittoea.

Realizzati in metallo, molti in ottone, recano al centro, entro un ampio bordo decorato, una figura realizzata a sbalzo. Quest’ultima, per lo più, richiama la città di Venezia e la laguna.

 

piatto fritole frittole venezia
Piatto per fritole o frittole in ottone Venezia Diametro 20,8 cm

 

Fra i decori è molto diffusa la riproduzione del leone di San Marco. Raffigurato  sia con il libro aperto che chiuso, oppure con la spada sguainata. A questi felini si affiancano i ritratti di profilo del. Doge, il ponte di rialto, la facciata della basilica di san marco e gli stemmi araldici. Piatto fritole frittole venezia.

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Piatto per fritole o frittole in ottone Venezia Diametro 21,1 cm

 

Altri si presentano con soggetti vegetali, quali: fiori singoli o composti entro un vaso, grappoli d‘uva e coppe ricolme di frutti.

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Piatto per fritole o frittole in ottone Venezia Diametro 31,7 cm

 

Tutti dei prodotti d’arte che trovano i loro lontani parenti negli elemosinieri, i recipienti metallici impiegati nelle chiese per raccogliere le elemosine. Da questi piatti per questua i piatti per fritole prendono la struttura decorativa, ma tralasciano l’impiego dei motivi religiosi.

Le frittole sono un dolce tipico del territorio sottoposto al controllo della

Repubblica Serenissima.

 

Di origine cinquecentesca, erano preparate dai fritoleri e vendute calde lungo le calli veneziane.

piatto fritole frittole venezia
Piatto per fritole in ottone Venezia Diametro 21,6 cm

 

La nascita della corporazione dei fritoleri risale al Seicento. A ognuno dei componenti l’associazione era assegnata, in esclusiva, un area di vendita e ai figli la possibilità di subentrare all’attività famigliare.

La professione cosi regolata si tramanda per lungo tempo e solo alla fine dell’Ottocento i fritoleri svaniscono dalle strade della città lagunare.

 

Fortunatamente, per tutti i golosi, la scomparsa non tocca l’apprezzato dolce che dal Settecento è assunto ad essere dolce nazionale dello Stato Veneto.

In tutti questi secoli la ricetta ha subito varie modifiche ma, quelle classiche veneziane sono solo fatte di sola pasta fritta, priva di qualunque ripieno.

Gli ingredienti principali di questo dolce sono: le uova, la farina, lo zucchero, l’uvetta e i pinoli. L’impasto era poi fritto.

A cottura terminata sono cosparse di zucchero e servite su un apposito piatto in metallo sbalzato, il piatto da fritole. piatto fritole frittole venezia.

 

Oggi, questi piatti sono dei rari e preziosi oggetti da collezione, i testimoni della ricca tradizione veneziana. La loro bellezza artigianale e il loro legame con la cultura gastronomica rendono questi manufatti particolarmente apprezzati da collezionisti e appassionati di storia.

Se desideri ulteriori informazioni su questi piatti o sulla tradizione delle frittole veneziane, contattami e sarò lieto di aiutarti.

 

 

 

 

Le Porcellane Vezzi a Venezia nel Settecento.

 

 

 

 

Leone di San Marco di Venezia.

 

 

 

San Giorgio agiografia e curiosità.

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Leone San Marco Venezia

Leone San Marco Venezia

Leone San Marco Venezia.

San Marco evangelista è il patrono di Venezia Leone.

 

San Marco evangelista è il consacrato patrono della città di. Venezia, a lui l’iconografia cristiana associa la figura del leone.

Un animale che in questo caso diventa alato.

 

In questa artificiosa veste, oltre a rappresentare la figura del santo, per estensione identifica il centro urbano lagunare e la stessa Serenissima.

 

Il legame fra il santo e Venezia trova un’antica origine nella tradizione locale. Questa vuole, in un remoto tempo, il passaggio di Marco nella laguna veneta.

 

Qui il sant’uomo vive un’esperienza soprannaturale, quella dell’apparizione di un angelo.

Un messaggero divino che lo saluta con le parole: Pax tibi Marce, evangelista meus, hic requiescet corpus tuum Leone San Marco Venezia.

Frase latina che tradotta in lingua italiana si legge: Pace a te Marco, mio evangelista, qui riposi il tuo corpo. 

 

Un’affermazione che dopo la morte del santo si avvererà a opera di due mercanti veneziani. Autori del furto della salma e del suo trasporto nella laguna. Le spoglie trafugate saranno custodite in una cappella.

Una costruzione che a seguito dei successivi ampliamenti diventerà l’odierna e sontuosa Basilica di san Marco. L’evangelista Marco decede a Alessandria d’Egitto, nella seconda metà del I secolo d.C.

 

Leone San Marco Venezia
San Marco evangelista è il patrono della città di Venezia

 

Il leone è tradizionalmente simbolo di regalità e di forza, la sua figura che rimanda a un messaggio di potenza. Tutti degli aspetti che facilitano l’affermazione del felino nell’ambito della città lagunare. Occupando, a Venezia e nella sua storia, degli spazi sempre più significativi e arrivando, ancora in perfetta forma, ai nostri giorni. Leone San Marco Venezia.

 

L’espressione pronunciata dall’angelo avrà una grande fortuna.

 

È destinata a comparire sul libro tenuto aperto e posto tra le zampe del felino. Ma questa non è l’unica fattezza con cui il leone alato compare a Venezia. Lo troviamo con la zampa posta su un libro chiuso. Oppure sempre con il libro chiuso accompagnato dalla spada impugnata. Ma anche con il libro aperto e la spada sguainata. Leone San Marco Venezia.

 

Tutto queste raffigurazioni non sono soggette a nessuna direttiva emanata dalla Serenessima. Questo vale sia per il significato sia nella figurazione.

Tutto era lasciato al sentire della popolazione. I leoni esprimevano e portavano delle sole interpretazioni popolari, queste mai coadiuvate da parte dell’autorità. Leone San Marco Venezia.

Leone San Marco Venezia
Piatto per frittole o per frittelle – San Marco patrono di Venezia

 

L’immaginazione dei veneziani e dei veneti identificava con fantasia tutti questi felini, dando a ogni raffigurazione un proprio significato. Quest’ultimo poteva evocare dei periodi di pace, richiamare a quelli di guerra oppure rappresentava il simbolo della pubblica giustizia.

 

Fra le molteplici interpretazioni è plausibile generalizzare questa lettura. Nella quale i veneziani riconoscevano al libro aperto il simbolo di un periodo di pace e a quello chiuso l’entrata in guerra. Leone San Marco Venezia.

 

Meno fortuna avranno i tre rimanenti evangelisti, san luca con il bue, san giovanni e l’aquila ed infine san matteo rappresentato da un l’angelo.

 

 

Nel Blog puoi leggere:.

Le Porcellane Vezzi a Venezia nel Settecento.

 

 

 

 

Piatto da fritole o frittole in uso a Venezia.

 

 

 

 

San Giorgio agiografia e curiosità.