Pubblicato il

I libri rari come riconoscerli

I libri rari come riconoscerli

I libri rari come riconoscerli.

I libri rari come riconoscerli.

 

Il desiderio di un qualunque bibliofilo non si limita al solo piacere di collezionare dei libri antichi. Lo spinge, fra questi a selezionare, con accuratezza, i volumi, dell’argomento di suo interesse, qualificati come i più rari.

Il suo fare è mosso da un forte amore verso il libro. Un trasporto che da sempre, in questo più che particolare genere di individui, non si limita al solo testo ma,. Prende in considerazione tutte le qualità dell’edizione.

Quest’ultima, nell’analisi più ingenua, è una caratteristica che si esprime nella peculiarità dei materiali scelti, nelle tecniche di stampa impiegate e nelle caratteristiche della rilegatura. I libri rari come riconoscerli.

La sensibilità del bibliofilo conferisce particolare rilievo all’analisi del tipo di carta impiegata. Per il bibliofilo risulta irresistibile un impressione stampata su carta colorata, paradisiaca quella su pergamena.

Alla carta si lega il formato dei volumi. Il bibliofilo mostra un particolare interesse per i libri antichi e i libri rari di formato minuscolo.

Tutti questi connotati però non possono nulla nei confronti della particolarità da sempre più ricercata ovvero la rarità. I libri rari come riconoscerli.

 

Come individuare quando i libri antichi sono dei libri rari?.

 

Per indentificare quali fra i libri antichi sono anche dei libri rari è sempre utile avvalersi del proprio sesto senso.

Un requisito che tutti i bibliofili coltivano con estrema cura.

Affinandolo con l’esperienza e basandolo su delle ponderate riflessioni.

Manoscritti, codici, incunaboli e libri antichi possono potenzialmente essere tutti dei libri rari. I libri rari come riconoscerli.

 

Questa considerazione è valida anche solo per il mero calcolo dell’età.

Più il tempo passa più aumentano le difficolta di conservazione del materiale di cui i libri sono costituiti. Senza trascurare che la carta è un materiale molto sensibile all’azione dell’acqua e ancora di più all’opera del fuoco.

Le pagine sono anche un gustoso pranzo per una infinità di insetti. Mangia oggi e mangia domani e del nostro libro rimane ben poco di collezionabile.

Sono tutte queste delle buone ragioni che attribuiscono ad ogni libro antico una latente potenzialità di appartenenza alla categoria dei libri rari.

Comunque è bene precisare che i libri rari non devono essere necessariamente dei libri antichi. Rari o rarissimi sono anche edizioni stampate da pochi anni. 

I libri rari come riconoscerli.

Quali sono le categorie entro le quali è più facile reperire i libri rari?.

Un primo orientamento si può delineare dividendo i libri in quattro gruppi.

La distinzione avviene tenendo in considerazione: l’edizione, il contenuto, la curiosità e le caratteristiche proprie dell’esemplare.

L’appartenenza a uno di questi gruppi è un ottimo preludio ma, non basta.

 

Sono libri rari per edizione quelli:.

I libri rari come riconoscerli.

  • Stampati in lingue esotiche.
  • Figurati con importanti illustrazioni.
  • Impressi da celebri tipografi.
  • Editi da stamperie private.
  • Quando l’edizione è composta da poche o ancor meglio pochissime copie.
  • Opere monumentali perché di solito appannaggio delle sole biblioteche.
  • Libri in edizione principe.

 

I libri rari per contenuto comprendono: I libri rari come riconoscerli.

 

  • Opere di storia locale.
  • Libri di cosmologia, scienza, musica e storia del teatro.
  • Volumi di letteratura popolare.
  • Testi erotici.

 

Libri antichi rari per curiosità comprendono:.

 

  • Volumi che trattini di argomenti particolari.
  • Libri proibiti. I libri rari come riconoscerli.
  • Testi scritti da autori burloni, strambi o pazzi.
  • Quando recano difetti nell’edizione.
  • In formati non usuali.

 

 

I libri rari per caratteristiche proprie dell’esemplare comprendono:.

 

  • Le copie uniche. Ovvero quelle superstiti dalle distruzioni, sopravvissute alle fiamme dei roghi.
  • Esemplari in perfette condizioni.
  • Copie con significative dediche.
  • Libri chiosati da importanti personaggi.
  • Con rilegature realizzate da importanti autori o alle armi.

I libri rari come riconoscerli.

Questa classificazione del genere dei libri antichi e dei libri rari non può, per sua natura, essere completa.

Questo è una elencazione che vuole essere il solo punto di partenza.

Uno spunto di meditazione. Un inizio per affinare e perfezionare la propria sensibilità di collezionista. 

I libri rari come riconoscerli

 

 

Nell’immagine:. Hervieux de Chanteloup, Nuovo trattato utilissimo de’ canarini, Venezia, 1724.

 

I libri rari come riconoscerli.

 

Il formato degli incunaboli.

 

 

Le caratteristiche degli incunaboli.

 

 

Il repertorio degli incunaboli.

I libri rari come riconoscerli.

 

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli.

 

 

Appunti di un bibliofilo.

 

 

Libri antichi consigli sulla corretta conservazione.

 

 

Maison A Quantin editeur.

 

 

Il fascino del libro figurato d’autore.

 

 

I libri rari sono un significativo pezzo della nostra storia.

Dei testi che sfidando tutte le avversità sono giunti fino ai nostri giorni.

 

Una fortuna per tutti i libri rari ma, anche e soprattutto, per l’appassionato collezionista. Colui che in questo modo ha la soddisfazione di averli fra le mani. Potendo così sfogliarli e aver il privilegio di riuscire ad apprezzare tutte le loro peculiarità. Da quelle che chiunque può percepire. a quelle che solo i più accaniti topi da biblioteca sanno individuare.

Il formato, ovvero le dimensioni, è una di quelle caratteristiche che non possono sfuggire a nessuno. Anche a chi dai libri, soprattutto se rari e antichi, si è sempre mantenuto a debita distanza.

Esistono libri enormi ed altrettanti piccolissimi o addirittura microscopici.

Come puoi immagine un libro gigantesco ?.

Pensalo grande, con le pagine che misurano ognuna otto per cinque metri. Di questi fogli ne esistono 429, fra loro cuciti a formare un volumone stampato su carta e rilegato in metallo.

Il tutto pesa la bellezza di quindici quintali.

Narra del Profeta Maometto e dell’Islam. Un librone entrato a ragione nel Guinness dei primati.

Ma il sofisticato amatore cosa ricerca ?.

Lui non si ferma certo all’apparenza. Quello che gli frulla nella testa è difficile da esprimere in poche parole, anzi è proprio difficoltoso da raccontare. Forse, può essere, quella tonalità dell’inchiostro. Forse quello spazio bianco a fine frase, può darsi che sia il colore della carta e via di seguito con molti altri dubbi.

Comunque solo lui lo sa e non è certo propenso a dirlo a chiunque!.

Bisogna sapere che l’acquistare dei libri rari è un attività fuori controllo, dai notevoli rischi.

La motivazione non ha un unica spiegazione, può essere il desiderio di avere una copia in prima edizione dello scritto del proprio autore preferito. Per molti rimane difficile non subire il fascino della lettura di un romanzo nella sua edizione originale.

Pensati, seduto in poltrona, con il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa fra le mani. Cogli il momento in cui occhio legge sul colophon: Stampato il 25 ottobre 1958.

L’acquisto può anche essere spinto da un forte interesse verso uno specifico argomento. Il desiderio di conoscere tutti i segreti della materia, narrati da uno dei più noti e riconosciuti specialisti di quel tema.

Quale appassionato gastronomo, alla ricerca dell’ingrediente più segreto, non consulterebbe il libro di Pellegrino Artusi intitolato La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene. Il manuale di cucina noto a chiunque e, dal 1891, il riconosciuto manifesto della cucina italiana.

Un’altra ragione è quando si pensa di regalarlo. È un dono, in genere, molto gradito. Questo se si conoscono gli interessi di chi lo riceve e, soprattutto, se non è già parte della collezione del destinatario.

Comunque con i libri rari difficilmente si cade in errore.

Nel caso in cui l libri antichi sono pensati come un omaggio, ci troviamo in un fortunoso caso. Una situazione che una cara amica definirebbe con le parole: Audace ci piace!. Così facendo i libri antichi regalati diventano i portatori anche di qualche taciuto messaggio o augurio.

Ora esaminiamo il caso più difficile: Il collezionista!.

In questa occasione evoco Eduardo De Filippo e Gli esami non finiscono mai.

Ci troviamo dinanzi a un profondo conoscitore dell’argomento. Un’autorità che in altri tempi avrebbe partecipato con successo a un qualunque tele quiz. Un personaggio che, a memoria, ricorda che in quel libro, a quella pagina e in quella riga si legge invece ci dovrebbe essere. Insomma lui stesso è una vivente monografia sul tema.

Questa rimane sempre una esperienza indelebile, una fonte di numerose e rare informazioni.

Quale fra tutti i libri rari acquistare ?.

A ciascuno il suo, usufruendo di Leonardo Sciascia e del titolo del suo romanzo giallo.

Si parte così e in breve tempo si riempie la libreria. In seguito si passa alla disposizione a doppia fila su ogni ripiano. Dopo questo traguardo s’inizia con le mensole a muro, per finire con gli accumuli sparsi in ogni ambiente della casa. Insomma una scelta pericolosa, da ben ponderare.

Se vuoi correre tutti questi rischi, comincia a consultare il mio catalogo oppure contattami.

Pubblicato il

Libri antichi Da Magonza a Subiaco

Libri antichi Da Magonza a Subiaco

 Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Libri antichi La nascita della stampa in Italia Da Magonza a Subiaco.

 

In Italia la stampa dei primi libri antichi avviene a Subiaco, una località poco distante da Roma.

Nell’odierno Lazio la stampa a caratteri mobili arriva dalla Germania, più precisamente dalla città di Magonza o Mainz in lingua tedesca. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Una città situata nella Germania occidentale, situata alla confluenza dei fiumi Meno e Reno.

Qui nasce e muore Johannes Gutenberg, l’inventore della stampa a caratteri mobili.

La città di Magonza vede la stampa del primo libro impresso in Europa con la tecnica dei caratteri mobili, la Bibbia a quarantadue linee.

Tutto questo patrimonio di conoscenze viene meno nel 1462,  a seguito  dell’assedio e della distruzione di Magonza da parte di Adolfo di Nassau. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Dal ferro e dal fuoco non si salvò nemmeno la tipografia di Giovanni Gutenberg. Allo stampatore era ascritta la colpa della pubblicazione di alcuni volantini dal contenuto ben poco benevolo nei confronti dell’invasore.

Dopo tutte queste vicende la città di Magonza non riesce a ritrovare il passato fasto, perdendo così anche il conquistato primato dell’arte della stampa.

Libri antichi Da Magonza a Subiaco

I tipografi tedeschi sono costretti a trasferirsi. Scelgono come  luoghi di destinazione della loro emigrazione quelle località dove la nuovissima arte della tipografia aveva le maggiori possibilità di affermazione.

Il concretizzarsi di questa situazione permette la composizione dei primi libri antichi in Italia, ideati a Magonza e concretizzati a Subiaco.

La penisola italiana ben rispondeva alle esigenze di questi stampatori.

É il luogo dove il Rinascimento e il rinnovamento culturale di cui era promotore ponevano le basi ideali per l’affermarsi della nuova arte tipografica.

La nuova arte della stampa, in Italia, ha un ampio successo. Questo è alimentato dal sempre vivo interesse per i testi classici greci e latini. Agevolato dal rifiorire delle lettere e delle arti, dal rinnovato interesse per la scienza e in genere della cultura.

 

La storia dei libri antichi in Italia parte da Magonza e inizia a Subiaco.

Nel 1464 Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz scesero a Subiaco,  sono invitati e accolti nel monastero benedettino di Santa Scolastica.

In Italia, i due tipografi iniziano una compravendita di libri. I volumi da loro commercializzati erano impressi nell’officina di Johann Fust e Peter Schöffer.

In contemporanea cominciano i lavori per allestire la prima officina tipografica della penisola italiana. 

Costruiscono le macchine per la stampa. Incidono i punzoni e fondono i caratteri.

Il loro lavoro era agevolato dalla quantità dei manoscritti posseduti dalla biblioteca del monastero, per loro erano tutti dei testi pronti da dare alle stampe. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Una iniziativa agevolata dalla vicinanza con la città di Roma, pensata come un proficuo punto di smercio.

 

Dalla tipografia uscirono quattro incunaboli:.

 

  • Il Donatus pro puerulis o Ars minor. In italiano, il Donato per fanciulli o Donato minore.

Un libro scolastico. Un opera composta dal grammatico latino Elio Donato.

Il testo comprende una delle due parti in cui è diviso il manuale di apprendimento della lingua latina intitolato l’Ars grammatica.

Composto dai due testi: l’Ars minor e l’Ars maior.

Il volume è impresso prima del 1465. Dell’edizione non ci è giunta nessuna copia. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

La sua data di stampa è incerta. Si ipotizza o prima del 3 dicembre 1464 oppure prima del 30 settembre 1465.

  • Una raccolta di opere dello scrittore latino Lattanzio.

Il libro riuniva il: De opificio hominis, il De ira Dei e il De divinis institutionibus adversus gentes. Iniziato il 3 dicembre del 1464 e datato al colophon 29 ottobre 1465.

  • Il De civitate Dei o La città di Dio.

Opera scritta da Sant’Agostino d’Ippona. Un testo scritto in lingua latina, composto da ventidue libri. Finito di stampare il 12 giugno 1467. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Libri antichi Da Magonza a Subiaco

Nel 1467 Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz si trasferirono da Subiaco a Roma. Dove impiantarono una tipografia nel rione Parione, presso Campo de’ Fiori.

Nello stesso anno dello spostamento compare il loro primo incunabolo impresso a Roma, è l’Epistolae ad familiares scritto da Cicerone. Seguirono ristampe delle opere stampate a Subiaco e la pubblicazione dei testi fondamentali della letteratura antica e medievale. Quest’ultimi scelti anche con un occhio verso la loro notorietà  al fine di facilitarne la vendita.

La collaborazione lavorativa fra Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz si concluse nella prima metà dell’anno 1473. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

Pannartz decede a Roma, prima del 17 aprile 1476 e Sweynheym nel 1477.

 

In Francia la stampa arrivò nel 1470. Quando Roma era già un luogo invitante per tipografi e punto di commercio del libro.  

 

Nell’immagine in testa: Veduta del Convento di S. Benedetto presso Subiaco. Incisione originale. Disegnatore Charles Guillaume Bourgeois. Incisore Guyot. Impressa agli inizi del XIX secolo. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

 

 

Gutenberg e la stampa a caratteri mobili.

 

 

Il repertorio degli incunaboli. Libri antichi Da Magonza a Subiaco.

 

 

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli.

 

 

I best seller dell’antichità.

 

 

Libri in miniatura editi dalla tipografia Salmin a Padova.

 

 

Libri in miniatura il Dantino edito dalla tipografia Salmin a Padova.

 

 

Il libro autografato e la sua collezione.

 

 

Appunti di un bibliofilo.

Pubblicato il

Libri antichi – Il repertorio degli incunaboli

librirarieantichi_incunaboli_incunabolo_libriantichi

Libri antichi – Il repertorio degli incunaboli

Fra i libri antichi gli incunaboli sono nel passato e nel presente i volumi più desiderati.

La necessità di un repertorio degli incunaboli scaturisce da questo interesse.

Attrattiva presente con diverse motivazioni sia in tempi antichi che in quelli attuali.

Il primo repertorio di incunaboli fu opera di Cornelius o Cornelis van Beughem. Intitolato Incunabula typographiae sive Catalogus.

La prima edizione è edita ad Amsterdam. Da Joannem Wolters nel 1688. In 12esimo. Pagine (XIII) 191 (III).

Stampato in un formato tascabile. Elenca più di 3000 incunaboli.

Fornendo un catalogo stilato in ordine alfabetico per autore seguito dal titolo completo.

L’elenco suddivide le diverse edizioni per data e luogo di stampa.

A volte indica i nomi degli editori e dei traduttori e le dimensioni.

Alla fine nelle appendici si registrano le edizioni anonime e quelle con data incerta.

In questa opera si trovano elencate delle opere di cui si hanno ben poche informazioni.

La novità rispetto alle bibliografie coeve fu la redazione dell’elenco per autore e titolo.

Differenziandosi dall’uso all’epoca che prevedeva la classificazione per argomento. Caratteristica che rende la lista redatta in uno stile che possiamo assimilare a quello attuale.

Il lavoro comprende oltre il dieci per cento degli incunaboli al giorno d’oggi conosciuti.

Cornelius o Cornelis van Beughem nasce attorno al 1635/39. Muore dopo il 1710.

Lavorò come libraio per Jansson ad Amsterdam.

Aprì il proprio negozio a Emmerich am Rhein.

Fu senza dubbio il più importante bibliografo del XVII secolo (Breslauer & Folter).

Fornì ai suoi contemporanei una serie di bibliografie di eccezionale utilità, complete, accurate e compilate in modo intelligente“(Besterman).

Beughem può essere a ragione considerato il precursore dei librai bibliografi del 19 ° secolo. Anche se i suoi colleghi si mostrano critici dei suoi sforzi pionieristici.

La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma si occupa della catalogazione e valorizzazione dei libri antichi a stampa prodotti dalle origini della stampa al 1500.

Possiede 1620 edizioni del XV secolo. Fra questi alcuni volumi sono esemplari unici in Italia.

Un repertorio degli incunaboli conservati in Italia è curato dal Centro nazionale d’informazioni bibliografiche.

È intitolato Indice generale degli incunaboli delle biblioteche d’Italia.Pubblicata a Roma. Dall’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato Libreria dello Stato. Dal 1943 al 1981.

L’opera è composta da sei volumi. Di cui cinque di catalogo e uno di di Aggiunte, correzioni, indici

I cinque volumi di elenco sono così suddivisi: Volume I dalla lettera A alla B. Vol. II: C-F. Vol. III: G-L. Vol. IV: M-R. Vol. V: S-Z.

Tutti illustrati da tavole in bianco e nero in parte ripiegate.

L’opera si completa col Nuove giunte e correzioni al Indice generale degli incunaboli edito a Firenze. Dedita da Sansoni antiquariato. Stampata nel 1963.

 

I libri antichi e i libri rari

Il formato degli incunaboli

Le caratteristiche degli incunaboli

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli

Pubblicato il

incunabolo

incunabolo

incunabolo.

Per i cultori di libri antichi il vocabolo incunabolo richiama la nascita della stampa a caratteri mobili. Di contro per i collezionisti rappresenta un agognato volume da introdurre fra le preziosità della propria raccolta.

La stampa a caratteri mobili è un metodo che permette la riproduzione, in sequenza, di uno testo, stampandolo in numerosi esemplari simili. Questi tutti provenienti da un’unica matrice.

 

Incunabolo, al plurale degli incunaboli, dunque rimanda in maniera inesorabile agli esordi della tipografia e della stampa. Ai primi lavoratori che mettono a punto e esercitano quest’arte, un lavoro prima di allora sconosciuto.

 

La parola deriva da incunabula e incunabulum. Vocaboli entrambi appartenenti alla lingua latina, il primo è un sostantivo neutro plurale, impiegato per indicare la culla per i neonati. Il secondo significa deposto in culla. incunabolo.

I termini, nella loro accezione figurata, indicano il luogo di nascita o di origine.

Di conseguenza, gli incunaboli costituiscono la fase iniziale dell’arte della stampa, la loro esistenza testimonia della nascita dei primi libri impressi a caratteri mobili. incunabolo.

Questa tipologia di volumi si afferma in un epoca nella quale la diffusione dei testi trovava nel manoscritto il suo unico e indiscusso protagonista.

 

Un periodo nel quale il pensiero circolava su pagine stese dalla mente e dalle mani dell’autore oppure da un copista. incunabolo.

Per questa ragione, data la contemporaneità dei due mezzi, necessita stabilire un raffronto e una continuità fra il manoscritto e il testo a stampa.

La comparazione dei due vede, il manoscritto fornire la struttura della composizione grafica e l’incunabolo trasportarla in una simile, ma tipografica.

 

Da qui si desume che l’incunabolo si camuffa graficamente in modo da rievocare, nella mente degli acquirenti, i più costosi manoscritti coevi.

 

La definizione di incunabolo o incunabulo è frutto di una convenzione.

La parola è usata per indicare un volume che appartiene ai primi prodotti fuoriusciti da un processo di tipografia.

Indica i libri antichi impressi partendo dalle origini per giungere sino al 31 dicembre 1500.

 

Ovvero tutte le edizioni con una data di stampa risalente al XV secolo.

incunabolo

Nell’ambito dei libri antichi e dell’arte della stampa, l’impiego del termine incunabolo risale al 1640.

 

Il vocabolo compare in un libro stampato a Colonia, scritto da un bibliofilo di nome Bernhard von Mallinckrodt.

Autore del saggio intitolato De ortu et progressu artis typographicae. incunabolo.

In italiano: Dell’ascesa e del progresso dell’arte tipografica. i

Il testo è impresso per celebrare il bicentenario dell’invenzione della stampa a caratteri mobili.

Proclamando, in questo ambito, la priorità di Johannes Gutenberg. incunabolo.

Il saggio include la frase: Prima typographicae incunabula. In italiano: la prima infanzia della tipografia.

Passaggio dal quale trae origine al termine incunabolo.

Questa strada è proseguita da Philippe Labbé, gesuita, storico e grecista.

Autore del Nova bibliotheca librorum manuscriptorum. Un volume edito nel 1653. incunabolo.

Nel testo avviene l’identificazione della parola incunabula con i libri impressi dalle origini sino al 1500 incluso. 

 

Per tutto il Settecento Incunabula è in uso comune. Storpiato in incunabolo nell’Ottocento.

incunabolo.

Nell’ambito della stampa dei libri antichi il termine incunabolo introduce una periodizzazione arbitraria.

 

Questo perché divide il periodo più fertile dell’arte tipografica in due sconnessi tronconi.

Imponendo la separazione delle opere a stampa fra quelle impresse prima e dopo la data del 31 dicembre 1500. incunabolo.

Di fatto concentrato le ricerche sui volumi impressi nel Quattrocento.

Questo a discapito delle edizione risalenti agli inizi del Cinquecento. Quest’ultime definite post incunaboli.

Una divisione fallace perché gli incunaboli e i post incunaboli presentano delle caratteristiche condivise. Questo ad indicarne la continuità. incunabolo.

Le due imposte tipologie si accomunano da tipografie nelle quali le mansioni interne si presentavano poco differenziate.

 

Per il funzionamento dell’attività tipografica necessitano numerosi e distinti ruoli: il fonditore di caratteri, lo stampatore, l’editore, il revisore letterario e il libraio.

Nelle stamperie in funzione dal XV secolo e fino ai primi quattro decenni del XVI secolo questa divisione di incarichi non esisteva.

In questo periodo, tutti i lavoranti nell’impresa concentravano su di loro più professionalità distinte, da questa coesistenza scaturiva la realtà operativa della stamperia. incunabolo.

Oltretutto, all’epoca, non è infrequente la figura del proto tipografo, nella quale tutti questi mestieri confluivano in un solo soggetto. Questo è un personaggio motivato dallo spirito d’avventura e caratterizzato dalla conoscenza del mestiere.

incunabolo

Solo attorno al 1540 la stampa e l’editoria riuscirono a superare la figura del proto tipografo. incunabolo.

Spetta ai tipografi Claude Garamond e Jacques Sabon essere i primi a separare l’attività di stampa da tutto quello che serve per esercitarla. incunabolo.

In questo modo, la distinguono dal disegno dei caratteri, dall’incisione dei punzoni e dalla fusione dei caratteri.

 

Questo mutamento permise il nascere di stamperie in ogni dove.

Originando uno travolgimento che mise fine alla figura dello stampatore artigiano. Aprendo la strada ad attività commerciali librarie caratterizzate da una sede fissa, dall’impiego di capitali e di una struttura operativa. incunabolo.

La prima metà del Cinquecento si caratterizza da una ricchezza di caratteri tipografici diversi.

Questo è da intendere come un retaggio della creatività che caratterizzava il periodo della realizzazione degli incunaboli. incunabolo.

Caratteristica che viene meno con l’affermazione dei corsivi di Antonio Blado e i tondi di Claude Garamond. Entrambi incisi nel 1540.

É questa una popolarità che metterà fine alla creazione di nuovi caratteri. incunabolo.

Questo è anche il periodo nel quale Germania e Italia perdono centralità a favore dell’editoria francese e dei Paesi Bassi.

 

Continua a leggere sull’incunabolo:.

 

 

Il formato degli incunaboli.

 

 

Le caratteristiche degli incunaboli.

 

 

Il repertorio degli incunaboli.

 

 

Appunti di un bibliofilo.

 

 

I libri antichi e i libri rari come riconoscerli.

Pubblicato il

Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia

Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia

Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

Appunti disordinati di un bibliofilo Unite varie curiosità di bibliofilia.

 

Compilato dalla mano di un bibliofilo mai guarito.

.

 

 

Una favolosa asta di libri introvabili.

 

 

Aldo Manuzio e le aldine in pillole.

 

 

Dall’uso dell’incipit al frontespizio.

 

 

Gutenberg e la stampa a caratteri mobili.

 

 

I best seller dell’antichità.

 

 

Il collezionismo dei libri proibiti.

 

 

Il libro autografato e la sua collezione.

Appunti d

i un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

Il repertorio degli incunaboli.

 

 

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli.

 

 

La nascita della stampa in Italia.

 

 

Le aldine edite da Aldo Manuzio libri rari in formato tascabile.

 

 

Libri antichi consigli sulla corretta conservazione.

 

 

Libri antichi e i libri rari.

 

 

Il Bay Psalm Book è il libro più costoso a mondo.

 

 

Libri in miniatura editi dalla tipografia Salmin a Padova.

 

 

Il Dantino edito dalla tipografia Salmin a Padova.

Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

 

Libri proibiti o censurati nel Novecento.

 

 

Pergamena e la miniatura.

 

 

Una curiosità bibliografica I libri in miniatura o microscopici.

 

 

9 esempi e 10 note per il Libro d’artista.

 

 

      • Qui è l’inizio degli appunti del bibliofilo e delle curiosità di bibliofilia. La partenza avviene con una considerazione da bibliofilo:. Le ore serene passate fra gli scaffali dei miei libri antichi mi aiutano a far bella la vita. (cit. io).

      • Giuseppe Giusti rientra negli appunti destinati al bibliofilo e nelle curiosità di bibliofilia per una sua frase:. Vorrei che i libri si scrivessero per insegnare, invece si scrivono per mostrar di sapere.

      • Le Opere di Lattanzio stampate a Subiaco da Sweynheym e Pannartz il 29 ottobre 1465 sono il primo libro impresso in Italia con data certa. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

      • Aldo Manuzio il Vecchio nasce a Bassiano Romano presso Velletri. Nel 1489 è a Venezia. Qui si dedica all’arte tipografica. Del 1494 è il suo primo libro stampato. Ideatore del carattere corsivo chiamato aldino o italico o cancelleresco. Con il Virgilio, stampato nel 1501, creò i libri con il formato in ottavo. La sua marca tipografica è un’ancora con il delfino. É usata per la prima volta in un Ovidio del 1501. Muore nel 1515.

      • Giambattista Bodoni nasce a Saluzzo Romano nel 1740. Nel 1771 la sua fama è confermata dalla stampa del suo primo saggio tipografico di fregi e di maiuscole. Questo è il primo di una serie di suoi manuali che illustrano campionari di caratteri. Scrive il Fumagalli:. Nella tipografia il Bodoni diede dimostrazione di un concetto paradossale. La bellezza di un libro dove essere ottenuta soltanto con mezzi tipografici. Non con lenocinio di figure.

      • Il Manuale Tipografico del Bodoni nella prima edizione del 1788 contiene 150 saggi di caratteri latini e 28 di caratteri greci. Tutti da lui incisi. La seconda edizione postuma è pubblicata dalla vedova nel 1818. Sempre incisi dal Bodoni contiene 291 alfabeti latini, tondi, corsivi, maiuscoli, cancellereschi e finanzieri, 34 caratteri greci e 48 alfabeti esotici.

      • Gutenberg per far costruire il primo torchio tipografico prese a modello il torchio a vite che si usava nella pigiatura dell’uva.

      • La Bibbia di Gutenberg o Bibbia a quarantadue linee è indicata con la sigla B42. Impressa, nel 1454, a Magonza. Edita in 180 esemplari. Composta da due volumi per 1282 pagine. È il primo libro stampato a caratteri mobili in Europa.

      • La Bibbia Mazarina chiamata anche Bibbia di 42 linee è il primo libro completo a stampa che si conosca. Ogni pagina intera è stampata a due colonne. Ognuna di 42 righe, in caratteri gotici, senza paginazione, segnature e richiami. Per totali 635 carte, più 2 carte bianche e 4 per la tavola delle rubriche. Si conoscono esistenti 41 esemplari, dei quali 12 in pergamena.

      • Il Manuale del tintore scritto da Roberto Lepetit è stampato a Milano, Napoli e. Pisa dall’Editore Ulrico Hoepli, nel 1875. É il primo volume della fortunata collana Manuali Hoepli. Questa collana è forse quella che necessita di più appunti destinati al bibliofilo ed è la più ricca di curiosità di bibliofilia.

      • I formati del libro secondo il metodo moderno seguono le seguenti regole:. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

          • folio quando il libro è più alto di 38 cm.

          • sono i libri con altezza compresa fra i 28 e i 38 cm.

          •  fra i 20 e i 28 cm.

          • 16° fra i 15 e i 20 cm.

          • 24°  fra i 10 e i 15 cm.

          • 32° per i libri con altezza inferiore ai 10 cm.

    • Secondo il metodo antico. Il formato del libri è basato sul numero di volte in cui il foglio impresso è piegato. Con la ripiegatura si ottenevano i fascicoli che compongono il libro.

    • Giovanni da Spira introdusse nel 1470 la numerazione per carte con numeri romani.

    • Giovanni Koelhoff introdusse nel 1472 la segnatura. Questa era data in lettere e in numeri. Posti nella prima metà di ciascuno dei fascicoli che componevano il libro. Lo scopo era di facilitare il cucitore e il legatore. Se i fascicoli erano quaderni avremo:. A1, A2, A3, A4, B1, B2, B3, B4, ecc.

    • Le segnature sono ripetute nel registro. Questo è posto all’inizio o alla fine dell’opera. Se questo volume di Danti fosse tutto disperso e dissipato. Potassi per la presente tavola raccoglierete ordinare perché è posta la prima parola d’ogni carta lasciando sempre stare la rubrica per non equivocare.

    • Nel libro figurato bisogna accertarsi dell’integrità dell’opera. Le tavole illustrate molto spesso sono tolte. Questo per farne quadri di decorazione. Questo avviene con frequenza in alcuni libri di particolare valore artistico. Questi, quando completi, hanno oggi un carattere di grande rarità. Può succedere che alcune edizioni siano integrate da tavole di illustrazione. Distribuite dall’editore dopo un certo tempo che l’edizione era messa in vendita.

    • L’edizione principe è la prima edizione dell’opera. La differenza di prezzo fra la prima e le successive edizioni è spesso notevole. Se la prima è incompleta, censurata o scorretta è per il bibliofilo ancor più pregiata. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • A parola a parola finisce anche il libro più grosso.

    • Per Marc Twain Il valore dei libri varia secondo le circostanze. Un libro rilegato in cuoio è eccellente per affilare i rasoi. Un libro piccolo, quintessenza, come li sanno fare gli scrittori della vecchia Europa, serve meravigliosamente per zappare la gamba più corta di un tavolino traballante. Un vecchio libro legato in pergamena costituisce il migliore dei proiettili da lanciare contro i gatti importuni. Finalmente un atlante dai grandi fogli di buona carta è quel che meglio si possa desiderare per accomodare i vetri rotti.

    • Non meno rare sono le edizioni clandestine. Qualche volta più rare delle edizioni originali. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • Esistono e sono rari i libri che in nessuna pagina non contengono una lettera dell’alfabeto. In lingue non comprensibili. Scritti da pazzi e di stranezze che posso anche interessare.

    • La preziosità più aristocratica è data dall’ottimo stato di conservazione. Unito alla rilegatura artistica. Arricchita da una dedica di un personaggio illustre.

    • Le edizioni ottocentesche celebrative di avvenimenti civili o familiari non sono meno rare e ricercate delle preziosità di grandi autori. Spesse volte in forma tipografica modesta. Di tiratura limitatissima e facilmente smarribili.

    • La mia follia collezionistica mi spinge alla ricerca di libri stampati su carte colorate. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • Bibliofilo impenitente è Federico Borromeo. Il fondatore, nel 1609, della Biblioteca Ambrosiana.

    • Celebri edizioni minuscole:. Aforismi di Ippocrate, stampato nel 1617 ad Anversa per Platin, misura 45 x 30 mm. Preghiere per l’infanzia, a Parigi per Firmin Didot 27 x 25 mm. Nel 1897 i Fratelli Salmin stampano Una lettera di Galileo a Madama Cristina di Lorena. Delle dimensioni di 15 x 9 mm. Forse il libro più piccolo al mondo. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • Panfilo Castaldi è uno dei più antichi tipografi italiani. Dopo aver sentito delle esperienze di Magonza, probabilmente, riuscì a reinventare la tipografia. Nel 1471 è stampatore privilegiato a Milano. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • A Milano nel 1472. Entrambi sono dati certi. Corrispondono al luogo e alla data dove è attiva la prima società tipografica in Italia. Ad opera di Antonio Zarotto di Parma, dell’umanista Cola Montano e di vari cittadini milanesi.

    • La prima tipografia svizzera è a Basilea con Berthold Rupper.

    • Nei Paesi Bassi gli Elzevieri sono una famiglia alla quale appartennero dodici tipografi. Sono autori di eleganti edizioni delizia dei bibliofili. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • Placchetta termine usato per un libro composto da uno o due fascicoli. É anche detto opuscolo. Deriva dal termine francese plaquette. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • Bisogna stare in guardia dai vantati esemplari unici. Ai quali troppo spesso è facile trovare numerosi fratelli.

    • Esistono libri messi all’Indice. Questa indicazione è data:. Dal Sacro Uffizio,. Da principi,. Da parlamentari e da varie autorità civili.

    • Il frontespizio è la parte del libro che ha subito le maggiori modifiche. Questo perché permetteva di esprimere i gusti e gli stili delle differenti epoche. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • L’Antiporta è la pagina figurata che precede il frontespizio.

    • Collazionare, controllare che i libri siano completi.

    • Collazionare v. tr. [der. di collazione] (io collazióno, ecc.). – Confrontare tra loro due o più libri o manoscritti contenenti redazioni diverse di un medesimo testo. Riscontrare se una copia, o una bozza di stampa, è conforme all’originale. Per estens., nel linguaggio di marina, cun segnale, ripetere il segnale elemento per elemento da parte del ricevente (quando vi sia timore di non avere ricevuto correttamente). Anche Confronto di una o più copie (manoscritte, dattiloscritte o stampate) di uno stesso testo con l’originale, o anche tra loro. Questo per verificarne l’esatta corrispondenza:. Fare la c. del dattiloscritto con il testo manoscritto, o delle bozze di stampa con l’originale inviato in tipografia. C. di copie di atti pubblici. In particolare. La fase della critica testuale consistente nel confronto dei varî manoscritti o edizioni in cui è conservata un’opera antica. Per rilevarne le corrispondenze e le varianti. Con questo significato è spesso usata la forma latina collatio:. Fare un’attenta c. dei manoscritti delle Cronache dei Villani. Indicare le varianti rilevate nella c. del codice Monacense 22 col Parigino 4527. Anche, il confronto fra redazioni diverse di un testo successivamente rielaborato:. La c. delle tre redazioni dell’Orlando Furioso. La c. dei Promessi Sposi del 1827 con quelli del 1840. Entrambi le voci tratte dal Vocabolario Treccani.

    • Thomas Phillipps, 1792-1872. Bibliomane impenitente collezionò per tutta la sua vita. Riunì oltre 160.000 volumi e manoscritti.

    • Sono chiamate Aldine le edizioni licenziate dalla tipografia che Aldo Pio Manuzio. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • Bodoniano o Bodoniana:. Termine che indica le edizioni, i caratteri tipografici e le tipiche legature ideate dal Gianbattista Bodoni. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • Brachetta, detta anche braghetta. É una striscia di carta usata in legatoria. Serve per cucire i fogli che per la loro scarsa marginatura non possono essere ripiegati e legati con gli altri. Un esempio sono le tavole fuori testo.

    • La Cromolitografia è una tecnica di stampa a colori nata nel 1837.

    • Dantino, nome per indicare una edizione minuscola della Divina Commedia. Famoso è l’edizione in 128°, stampata a Padova nel 1878 dai fratelli Salmin. Le pagine misurano 37 x 57 mm.

    • La prima edizione di un testo a stampa può essere indifferentemente definita:. Edizione originale,. Prima edizione,. Edizione Principe e. Editio princeps.

    • Guardia o sguardia è il foglio che unisce la legatura al primo e all’ultimo fascicolo del libro. Si divide in controguardia, per indicare la parte incollata al verso del piatto, e in volante.

    • Carta:. Il termine indica il singolo foglio. Quest’ultimo è composto da due facciate, chiamate recto e verso o tergo. Sulla carta sono impresse due pagine.

    • Capolettera, al plurale capilettera. É la prima lettera del capitolo. Impressa con formato maggiore rispetto al testo.

    • Post incunabolo o post incunabulo. Termine generico e di scarso significato storico, usato per i libri stampati nei primi anni del Cinquecento. In bibliografia, nome con cui sono a volte indicati i libri stampati nella prima metà (o, per alcuni, nel primo quarto) del 16° secolo. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • Incunabolo. Il vocabolo può avere vari significati:. Ogni libro o opuscolo stampato a caratteri mobili in epoca compresa dalla invenzione di questo tipo di stampa al 25 marzo 1501. I libri stampati tra il 1450 e il 1500. I libri stampati fino al 1520, anno nel quale il libro ha assunto la sua definitiva forma cinquecentesca.

    • Fioriture e Bruniture. Indicano dei difetti della carta. Le prime sono dei puntini o delle piccole macchie color ruggine. Le seconde sono l’estensione del difetto a tutta la pagina. Rendendola in modo uniforme più scura.

    • Estratto. È un opuscolo stampato in modo autonomo che ripropone uno scritto già pubblicato all’interno di una rivista o di un’opera collettiva. E’ detto estratto originale quando la numerazione delle pagine non è quella dell’edizione precedente.

    • Marca Tipografica. E’ uno stemma con cui lo stampatore, o l’editore identificavano le proprie edizioni. Tipico elemento tipografico del ‘500 e del ‘600, raro nel ‘700.

    • Finalino. É il fregio che orna la fine di un capitolo. Nei casi più comuni è posto solo alla fine dell’ultimo capitolo dell’opera.

    • Occhietto o occhiello. È il foglio che precede il frontespizio. È impresso con la parte essenziale del titolo.

    • Per rimuovere la polvere dai libri. Tenendo chiuso il volume passiamo una spazzola di setola morbida sui tagli partendo dal dorso verso l’esterno. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • La Legatura originale è contemporanea all’epoca della stampa dell’edizione. E’ detta editoriale se realizzata dall’editore.

    • La cartonatura rustica è una legatura realizzata con materiale grezzo con una consistenza che permette di avere dei piatti rigidi.

    • Un libro dove ricavare appunti interessanti per il  bibliofilo e delle curiosità di bibliofilia è un Manuale Hoepli. Il volume si intitola Bibliografia,. Riferimento e ampliamento del manuale di bibliografia di Giuseppe Ottolino. A cura di Giuseppe Fumagalli Bibliotecario emerito. Quarta edizione. Riveduta e arricchita da G. Fumagalli e Olga Pinto. Con 165 figure. Hoepli 1935 pagine XXIV, 488.

    • La sovraccoperta è considerata dal bibliomane di grande importanza. In particolare per le opere di letteratura contemporanea.

    • Umidità e fumo sono nemici dei libri e dell’uomo.

    • Nel 1469 la stampa arriva a Venezia. Nel 1470 a Foligno. Qui è impressa la prima edizione delle Divina Commedia. Seguono le stampe di:. Napoli, Ferrara, Milano, Firenze ….

    • In passato la brossura era una protezione provvisoria. Un foglio che proteggeva il libro fino alla consegna al legatore.

    • La brossura conservata all’interno di una legatura è una raffinatezza, quando è applicata ai piatti …….

    • La decorazione secco è impressa nella legatura senza doratura o coloritura. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia

    • .Indice dei libri proibiti. Index librorum prohibitorum. É un elenco di libri dei quali è vietata la lettura ai Cattolici secondo specifico decreto della Santa Sede. Per la prima volta pubblicato nel 1557. Per volontà di Paolo IV. 

    • Nell’Indice dei libri proibiti si citavano oltre ad autori, titoli, ed opere anonime anche gli editori colpevoli di aver pubblicato opere eretiche. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • Un libro si definisce Rifilato, con margini corti o smarginato quando i margini bianchi della pagina sono ridotti in modo eccessivo. Questo avviene in fase di legatura. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • Un libro si definisce Non Rifilato o con barbe quando è rilegato mantenendo i pieni margini delle pagine.

    • Stralcio, un assieme compiuto di pagine prelevato materialmente da un’opera di maggiori dimensioni. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • La Biblioteca dei miei ragazzi è un esempio di studio. Dallo svolgersi di questa iniziativa editoriale si traggono appunti interessanti per il bibliofilo e delle curiosità di bibliofilia. É la più popolare collana di libri per bambini messa alle stampe dall’editore fiorentino Adriano Salani. Iniziata nel 1931 e arrivata sino alla metà degli cinquanta del novecento. E’ composta da 99 volumi. Anche se il numero 98 non è rintracciabile in elenco. A seguito della caduta del fascismo alcuni titoli della collana sono esclusi. Scompaiono:. Sim ragazzo abissino,. Saettino puro sangue meneghino e Grande dramma e piccoli eroi. Quest’ultimo narrava la storia dei martiri dei rossi durante la guerra di Spagna. La componente letteraria del libro era predominante. Nel testo vi erano illustrazioni in bianco e nero. La coloratissima copertina sviluppava il momento culminante della vicenda narrata nel testo. La rilegatura alla bodoniana era a colori vivaci e affidata all’opera di un affermato illustratore.

    • La Collezione Loto Blu Collection Lotus bleu è una collana stampata a Parigi dalla Librairie Borel (Guillaume). Il formato è in 24° ( 14 x 7 cm ). Venduta al prezzo di 1 franco al volume. Prix: I franc le volume. Oppure Par la poste : I fr. e 25. Al prezzo di 1 franco e 25 se acquistata per posta.  Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • La Collection Lotus bleu pubblica opere edite o inedite di molti autori francesi. Di Alphonse Daudet appaiono: Contes d’Hiver, Trois Souvenirs e L’Enterrement d’une Etoile.

      Di Emile Zola: Pour une Nuit d’Amour e Madame Neigeon. Di Edmond de Goncourt: Première Amoureuse. Di J. H. Rosny: Elem d’Asie. Di Jules Claretie: La Divette. Di Abel Hermant: Deux Sphinx. Di Jean Lorrain: Une Femme par our. Di Ch. Nodier: Thérèse Aubert. Di Chateaubriand: Le Dernier Abencerage. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

      Altri autori presenti nella collana sono:. Victor Cherbuliez, Anatole France, André Theuriet, Paul Margueritte, Frédéric Mistral e Pierre Loüys. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • Per i libri da collezione la descrizione delle condizioni di conservazione talvolta avviene servendosi di lettere o parole di derivazione anglosassone. F significa fine (ottimo esemplare). VG significa very good ( molto buono. É questa la classificazione che indica le usuali condizioni di conservazione di un libro usato, antico o da collezione ). G significa good (buono, ma al di sotto della norma). Fair significa discreto (con tracce d’uso evidenti). Poor significa in cattive condizioni (esemplare da studio). Alle sigle possono essere abbinati i segni + e ad indicare uno spostamento verso l’alto o il basso del giudizio espresso.

    • Un libro dove ricavare appunti interessanti per il  bibliofilo e molte curiosità di bibliofilia è scritto da Fernando Palazzi. Si intitola La bibliofilia è l’arte di non leggere i libri perché troppo belli.

    • Il còlophon è un testo impresso, posto nell’ultima pagina del volume, con il compito di fornire delle informazioni inerenti il libro. La descrizione  può specificare:. Il tipo di carattere impiegato. L’inchiostro utilizzato. Le caratteristiche della carta di stampa. La cartiera di fabbricazione. Il nome del proto. L’indicazione dell’officina tipografica e dichiarazione della tiratura.

    • Errata Corrige è la tabella degli errori in cui si è incorsi durante la stampa di un testo e delle rispettive correzioni. Può essere stampata in calce al testo o allegata come foglio volante.

    • Il marocchino è un tipo di cuoio ottenuto dalla concia delle pelli di capra. É un materiale pregiato e dal costo elevato. Caratterizzato da una grana fine e irregolare. Di grande resistenza, morbidezza e lucidità. Si può presentare in varie colorazioni. Ben si adatta alla decorazione impressa in oro. Alla quale conferisce un particolare risalto. É usato per realizzare preziose legature. Nel Cinquecento i libri di pregio erano rilegati in marocchino a grana fine nel classico colore rosso. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • La bazzana è una pelle di montone conciata. Di colore naturale, liscia e soffice. É impiegata per realizzare le legature di minor pregio. É facile a graffiarsi e a screpolarsi. Poco resistente alle sollecitazioni meccaniche.

    • Il vitello è una pelle morbida, priva di grana e molto delicata. Proviene dalla concia delle pelli del vitello e dalla vacca. La varietà definita cuoio biondo è la più pregiata. Questa tipologia è caratterizzata dal colore chiaro ed uniforme. Con la superficie liscia e senza difetti. Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

    • La pelle di porco e di scrofa sono usate in legatoria dopo la concia in pergamena. A seguito di questo processo la pelle si presenta di colore bianco lucente. Con una grana formata da gruppi di forellini. Il tono originale con il tempo vira verso una patina dorata. É caratterizzata da una grande robustezza. Adatta a ricevere una fitta decorazione a secco. Una caratteristica tipica delle legature tedesche.

    • Qui finiscono gli appunti di un bibliofilo e le curiosità di bibliofilia, ma lo studio continua …..