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Porcellana danese Royal Copenaghen

Porcellana danese Royal Copenhagen

Porcellana danese Royal Copenaghen.

Porcellana danese Royal Copenhagen.

Nel Settecento la produzione di ceramica nella città di Copenhagen vede la realizzazione di pezzi in maiolica e in porcellana.

Le maioliche sono prodotte da varie fornaci. Fra tutte le principali sono quattro. A queste se ne aggiungono altre, caratterizzate dall’essere molto piccole e, per l’assenza di fonti, ora quasi sconosciute.

La Store Kongensgade è una fabbrica nata nel 1722. Aperta da Johann Wolf e da lui presto ceduta a Ernst Pfau e Christian Glierlof. La fabbrica rimane in attività fino al 1769.

La produzione principale della Store Kongensgade si ispira alle coeve maioliche cotte nella città di Delft.

È composta da maiolica bianco blu. Decorata con motivi di ispirazione cinese. Oppure con decori floreali, arabeschi e lambrequins. Quest’ultime tratte dalla produzione francese di fabbriche quali:. Rouen e Moustiers.

Le coppe del vescovo sono una peculiarità della Store Kongensgade. Sono dei bicchieri a forma di mitra. Usati per bere il ponce.

Un’altra fabbrica danese di maiolica è la Blaataar o La torre blu. Attiva dal 1738 al 1754. La sua produzione comprende: Stufe,. Piastrelle da rivestimento,. Pannelli decorativi, e. Vasellame.

A questa si aggiungono altre imprese. Quali:. La fabbrica di Kastrup, nata nel 1749 e situata nell’isola di Amager. Infine quella a Ostebro, nata nel 1764, per iniziativa di Peter Hoffnagel.

La maiolica prodotta a Ostebro è prevalentemente decorata in color blu. Questa fabbrica non riesce a superare le difficoltà causate dalla Store Kongensgade. Fabbrica che vantava un precedente privilegio di esclusiva.

Dopo la scoperta del caolino nell’isola di Bornholm,. Nel 1759, a Copenaghen, inizia la produzione della porcellana. Porcellana danese Royal Copenaghen.

In questo anno Louis Fournier apre la sua fabbrica, dove realizza degli oggetti in porcellana tenera. Questa manifattura chiude nel 1766. In precedenza Louis Fournier è modellatore a Vincennes e Chantilly. A Copenhagen realizza servizi da tè e da tavola e plastiche. Il vasellame è decorato con fiori, frutti e figure. Una bella produzione di porcellane tenere. Dipinte sotto smalto con delicate sfumature. Dando vita a prodotti affini a quelli francese coevi.

Tutto questo sino al 1775. Quando il chimico Frantz Heinrich Muller apre una officina per la produzione di porcellana dura. La fabbrica dapprima ottiene il privilegio reale e, nel 1779, è acquistata dal sovrano danese. Diventando:. La Regia Fabbrica di Porcellana. In danese:. Den Kongelige Porcelænsfabrik. Ora internazionalmente nota come Royal Copenhagen.

Il marchio che contraddistingue i prodotti della Royal Copenhagen è rimasto invariato nel tempo. Porcellana danese Royal Copenaghen.

È composto tre linee ondulate sovrapposte. In seguito sormontate da una corona. Le tre linee rappresentano i tre stretti danesi:. Øresund,. Il Grande Belt e. Il Piccolo Belt.

In questo primo periodo, dalla manifattura reale di Royal Copenhagen escono numerosi pezzi.  Tutti con una decorazione in prevalenza ispirata alla porcellana prodotta nelle fabbriche tedesche di Meissen e di Berlino. Questo avviene perché molte della maestranze impiegate alla Royal Copenhagen provengono da quelle industrie.

I motivi decorativi più impiegati sono: Fiori stilizzati,. Paesaggi,. Figure,. Corone di fiori policromi e. Medaglioni con teste. I primi colori impiegati sono il:. Blu,. Violaceo e Rosso. Le dorature sopraggiungono più tardi. La produzione verso la fine del XVIII secolo è copiosa.

La manifattura reale di Royal Copenhagen è ceduta nel 1850. Concedendo ai nuovi proprietari la conservazione e l’utilizzo del titolo di manifattura reale.

A Copenaghen, nel 1853 nasce la Bing & Gröndhal. Una fabbrica di porcellana dura. Il marchio adottato sono le lettere:. B & G,. Dipinte in color azzurro.

Inizialmente la sua produzione mira a un recupero dello stile neoclassico. Richiamandosi all’opera dello scultore Thorwaldsen. Linea ben presto abbandonata per seguire il diverso gusto del pubblico.

Per questa ragione sono realizzati e immessi in commercio dei piatti, dei vasi e delle figure d’animali. Quest’ultime con una grande varietà di soggetti. Una produzione accumunata dai colori. Dove quelli di base sono il grigio sapientemente combinato al celeste e al rosa.

Prende il via una produzione ad alto valore artistico, non priva di presenze museali e in grado di ben competere con la rivale Royal Copenhagen. Porcellana danese Royal Copenaghen.

 

Nell’immagine:. Piatto modello numero 2884. Dimensioni: 220 x 220 x 40 mm. Decorato con il motivo 780. In produzione presso la fabbrica di porcellana danese Royal Copenhagen. Appartiene alla serie BACA in commercio dal 1960 al 1970. Il decoro è ideato da Johanne Gerber. Raffigura soggetto floreale. Il disegno è realizzato nei colori blu, marrone e bianco.

 

La fabbrica di porcellana di Rosenthal.

Antiche fornaci ceramiche attive a Albissola.

I Folco ceramisti a Savona.

La manifattura Chiodo a Savona.

I decoratori di maiolica a Savona.

I Guidobono e il decoro Antica Savona in bianco e blu.

Guido Andlovitz direttore artistico della ceramica Lavenia.

La ceramica di Ghirla in provincia di Varese.

La ceramica prodotta a Montelupo Fiorentino.

Appunti sulla maiolica.

Le ceramiche di Sumida o Sumida Gawa.

Porcellana danese Royal Copenaghen.

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Gioco di carte dei Tarocchi

Gioco di carte dei Tarocchi La composizione del mazzo e le varianti

Gioco di carte dei Tarocchi.

Gioco di carte dei Tarocchi. La composizione del mazzo e le varianti.

 

I tarocchi sono un mazzo di carte da gioco. Nella sua forma più diffusa la serie completa è composta da un mazzo di carte tradizionali unito ad altre ventidue carte chiamate Trionfi.

Il mazzo delle carte da gioco è suddiviso in quattro semi. Ognuno composto da quattordici carte. Quest’ultime iniziano con la carta chiamata asso, con valore nominale di uno. Incrementata di una unita alla volta, si passa al due. Così via fino alla carta conclusiva di questa serie,. La numero dieci.

A queste dieci carte ne sono unite altre quattro, Queste raffigurano delle figure. Chiamate carte di corte o onori. Sono:. Il Re,. La Regina,. Il Cavaliere e. Il Fante.

I Trionfi concludono il mazzo. Queste sono delle carte illustrate con figure umane, animali e mitologiche.

Il mazzo completo è formato da settantotto carte.

Questo non è un numero costante.

Esistono mazzi dove il numero delle carte è ridotto. Questi sono:. Il tarocchino bolognese, composto da sessantadue carte. Oppure il tarocco siciliano, composto da sessantaquattro carte.

Altri mazzi si compongono di un numero maggiore di carte. Le Minchiate son un mazzo di tarocchi che appare a Firenze, nel XVI secolo. Sono una variante regionale del mazzo dei tarocchi. Questa versione toscana si compone delle settantotto carte tradizionali. A cui sono aggiunti altri venti Trionfi:. La prudenza,. Le tre Virtù teologali,. I quattro elementi, e i. Dodici segni dello zodiaco.

Una ulteriore caratteristica del mazzo delle Minchiate sono le variazioni iconografiche.

Nelle Minchiate non compare il Papa. La Papessa, l’Imperatore e l’Imperatrice diventano rispettivamente il Granduca, l’Imperatore d’Occidente e l’Imperatore d’Oriente.

Altre varianti sono presenti nelle carte numerali. Dove i Cavalieri sono raffigurati in forma di centauri o di mostri e i. Fanti di coppe e denari sono personaggi femminili,. Chiamati Fantine.

I tarocchi nascono e si affermano come un gioco di carte ad appannaggio delle corti quattrocentesche situate nella penisola italiana centrosettentrionale. Successivamente assumono anche una funzione divinatoria. Gioco di carte dei Tarocchi.

Il mazzo usato come mezzo di profezia si usa dividerlo in arcani maggiori e minori. Ai primi appartengono i ventidue Trionfi. Ai secondi tutte le carte numerali.

Durante la divinazione i singoli arcani si contestualizzano in rapporto con quelli che precedono e seguono.

Come è raccontato da Italo Calvino sulle pagine del suo libro  intitolato:.  Il Castello dei destini incrociati dove le carte imbastiscono e raccontano una storia. Sempre diversa per ogni mischiata del mazzo.

 

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NOSTRADAMUS MICHEL – Les veritables propheties.

DE MAESTRI MESSINA CLOTILDE – Vent’anni di esperienza chiromantica.

ANONIMO – L’oracolo nuovissimo ossia il libro dei destini dell’imperatore Napoleone.

 

Nell’immagine:. Quattro delle di 78 carte dei tarocchi stampati a Milano da Ferdinando Gumppenberg.

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Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone

Surimono Biglietti augurali dell'antico Giappone

Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone.

Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone.

 

I surimono sono dei biglietti d’augurio tipici dell’antico Giappone. Inviati in corrispondenza delle festività o per celebrare delle ricorrenze private.

Per la tecnica con la quale sono prodotti, appartengono alla grande famiglia delle Ukiyo-e.

Realizzati in silografia. Sono stampati a colori su fogli di carta hōsho o di gelso. Un supporto scelto perché al tatto si presenta morbido e di consistente spessore.

Sono il frutto dell’attiva collaborazione fra artista, stampatore e artista. Partecipazione che inizia dalla realizzazione del hanshita-e o disegno preparatorio per giungere sino alla fine del processo di realizzazione.

Questa partecipazione non avveniva per le Ukiyo-e. Dove l’intervento dell’artista si limita alla realizzazione del hanshita-e.

I surimono a volte sono ritoccati con lacca di color nero. Questo per conferire al foglio un aspetto lucido.

Impreziositi con polvere d’oro, d’argento, di rame oppure con inserti in madreperla o mica.

Un’altra tecnica impiegata nei surimono è il karazuri o stampa a secco. In questo caso la matrice non è inchiostra. Dopo l’impressione si ottiene sul fronte della stampa un area o più aree in rilievo e prive di colore.

Con l’impiego di una carta di notevole spessore, un profondo karazuri, si ottiene solo con l’ausilio di una forte pressione. Con questa tecnica si conferiva al surimono un aspetto tridimensionale. Usato per evidenziale un singolo particolare. 

I surimono compaiono verso la metà del Settecento. In un Giappone che con l’ascesa del clan Tokugawa ha superato il periodo di lotta intestina fra i numerosi feudatari. Inaugurando un lungo periodo di pace e isolamento.

Con questo nuovo clima le città e i villaggi s’ingrandiscono in modo smodato.

Sono ora dei luoghi sicuri. Non più minacciati dalle truppe dei diversi daimyō, i signori feudali. Diventano degli spazi urbani tranquilli. Dove artigiani e mercanti s’insediano e svolgono con lucro la loro attività. Permettendo la nascita della borghesia e della cultura borghese.

Il termine giapponese surimono si traduce in cose stampate. In questi fogli la tecnica di stampa raggiunge il massimo della raffinatezza. Dove i dettagli della figurazione sono realizzati con assoluta precisione.

Questi fogli sono caratterizzati da una limitatissima tiratura.

Dall’iniziale uso del formato shikishiban, dalle dimensioni ridotte e sagoma quadrata. In seguito affiancato dal yokonagaban surimono. Quest’ultimo di dimensioni maggiori. Più adatto a contenere maggiore quantità di testo e immagini di paesaggio o scene all’aperto. Per questa esigenza compaiono anche dei surimono composti su più fogli.

Sono dei raffinati esempi dell’estetica giapponese. Frutto di una grande capacità tecnica. Raffigurano oggetti o situazioni della vita quotidiana uniti a eleganti calligrafie. 

Soggetti che rappresentati in una specifica circostanza, per la sensibilità giapponese, assumono un forte  valore simbolico.

Con testi calligrafici, sottilmente legati alla figurazione. Delle brevi composizioni basate su dei complessi giochi di parole.

Erano biglietti privati. Destinati a una circolazione in un ambito ristretto. Commissionati da personaggi abbienti o d’alto rango. Usati per scambiare messaggi augurali fra i membri di circoli letterari. Tutti committenti e destinatari ai quali era facilmente comprensibile la ricca simbologia tradizionale. In grado di apprezzarne a pieno il significato celato. Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone.

 

Ukiyo-e Le fluttuanti stampe giapponesi.

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyoe.

Le caratteristiche delle silografie Ukiyo-e.

La tecnica delle xilografie Ukiyo-e.

La nascita delle incisioni Ukiyo-e. Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone.

 

Nell’immagine:. Surimono di Yashima Gakutei. (1786-1868). Firmato Gakutei Harunobu. Raffigura un ramo fiorito e due fugu o pesci palla. Un prelibato e costoso cibo invernale. Nella parte superiore sono stampate due poesie. Una composta da Mahmansai Iedaru e l’altra da Kanayaen Mahiro.  Stampato attorno al 1810. Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone.

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Il fascino del libro figurato d’autore

Il fascino del libro figurato d’autore

Il fascino del libro figurato d’autore.

Il fascino del libro figurato d’autore.

 

Un collezionista che dirige il suo interesse verso i libri figurati d’autore è un esigente e raffinato bibliofilo.

Un amatore che raccoglie solo degli esemplari rari di edizioni per lo più moderne. Quest’ultime tutte accomunate e caratterizzate da un elevato valore tipografico e artistico.

Questi preziosi volumi correlano al testo le illustrazioni da un’artista. Si presentano numerati, posti in commercio o fuori commercio, figurati con disegni e grafica originale. Gli editori sono sia italiani sia stranieri. Il fascino del libro figurato d’autore.

La storia del libro figurato d’autore non può prescindere dalla figura e dalla sensibilità di Ambroise Vollard, di professione mercante d’arte.

 

Ambroise Vollard è un uomo bonario e singolare. Un figlio di una Parigi vivace e raffinata. Nasce a Saint Denis, all’epoca una colonia francese posta nell’Oceano Indiano. É il 3 luglio 1866. Perde la vita nel comune francese di Versailles. Questo tragico evento avviene a seguito di un incidente stradale. É il 21 luglio 1939. Il fascino del libro figurato d’autore.

É un gallerista che preponeva ai suoi clienti opere di artisti quali:. Edgar Degas,. Pierre Auguste Renoir,. Henri Toulouse Lautrec,. Pierre Bonnard,. Henri Matisse,. Georges Braque,. Paul Cézanne,. Aristide Maillol,. Pablo Picasso,. Georges Rouault,. Paul Gauguin,. Vincent van Gogh,. Marc Chagall e di molti altri. Ora tutti pittori annoverati nelle pagine di qualunque volume di storia dell’arte.

 

Ambroise Vollard apre la sua galleria a Parigi, al 6 di Rue Laffitte. Qui inizia la sua attività commerciale in campo artistico. Caratterizzata dal farsi promotore dell’arte all’epoca giudicata d’avanguardia. Il fascino del libro figurato d’autore.

Fedele a questa logica, nel 1901, è uno dei primi galleristi a promuovere le opere di Pablo Picasso. In quell’anno appena arrivato a Parigi. Il fascino del libro figurato d’autore.

Spinto dalla sua passione per quella che considerava la buona pittura diventa un protettore e amico fraterno degli artisti che espone in galleria.

Tutto questo gli ha permesso di diventare uno dei mercanti d’arte più importanti di sempre.

Molte informazioni sulla sua vita si traggono dalla lettura del suo scritto autobiografico. Un testo intitolato: Souvenir d’un marchand de tableaux. Edito a Parigi, da Albin Michel, nel 1937. 

Proprio su queste pagine, Ambroise Vollard confessa la sua passione per la buona pittura. Rivela anche di essere un autentico estimatore dei lavori ottenuti dall’impiego delle tecniche incisorie. Il fascino del libro figurato d’autore.

Quest’ultimo grande interesse lo spinse a pubblicare le Estampes d’auteurs.

 

Questa è una raccolta di incisioni originali, caratterizzate dall’essere realizzate e stampate dagli artisti che gravitano attorno alla sua galleria.

Con questa iniziativa nascono i peintre graveurs, i pittori incisori. Il fascino del libro figurato d’autore.

Questi sono un gruppo di pittori d’avanguardia, tutti soggetti all’influenza culturale esercitata da Ambroise Vollard. Un ascendente che li porta a lavorare impiegando le tecniche artistiche proprie della grafica originale.

Sono un assieme d’artisti che affiancano al famigliare pennello lo studio e il raffronto con la più severa esecuzione richiesta dalla tecnica incisoria.

I peintre graveurs sono autori di fogli grafici dove trasportano e realizzano in una nuova forma il loro linguaggio. In questo modo danno vita a delle incisioni che parlano il lessico proprio dell’avanguardia pittorica. Una comunicazione già presente nelle loro opere dipinte e ora riproposta nelle loro incisioni.

 

In questo modo nascono le incisioni originali realizzate da pittori quali:. Bonnard,. Cézanne,. Renoir,. Redon,. Sisley e da molti altri artisti aderenti all’impressionismo. Tutti dei fogli grafici di grande qualità e originalità creativa. Il fascino del libro figurato d’autore.

Tuttavia lo spirito imprenditoriale di  Ambroise Vollard non si ferma qui.

In un passo della sua autobiografia si legge:. Durante le mie passeggiate sovente mi fermavo dai rivenditori di libri usati. Sfogliando i volumi trovai sul frontespizio l’indicazione all’editore Ambroise Firmin Didot. In casuale richiamo al mio nome mi indusse a pensare a Ambroise Vollard editore.

Lo sviluppo di questa casualità porta Ambroise Vollard all’idea di imprimere dei testi di poesia o di letteratura. Libri nei quali il testo è illustrato dai peintre graveurs.

Sempre il caso dirige Ambroise Vollard verso la sua prima edizione. Il fascino del libro figurato d’autore.

Tutto avviene a seguito di un incontro occasionale, avvenuto su un omnibus. Qui intravede Paul Verlaine e scopre la poesia. Immediato segue lo sfogliare il Parallèlement e provare la certezza che quello era il giusto scritto da pubblicare.

Verlaine pubblica Parallèlement nel 1889. Un volume edito in 500 copie, da Léon Vanier, a Paris. Il testo si compone da una serie di poesie erotiche e religiose. Nelle quali l’autore traccia un parallelo tra la sua vita dissoluta e l’innocenza della vita religiosa.

Per ultimo il novello editore sceglie Pierre Bonnard come pittore a cui affidare l’esecuzione delle figure ad integrazione del testo poetico. Il fascino del libro figurato d’autore.

Bonnard lavora con fervore al progetto. Per la realizzazione trae spunto da opere dipinte in precedenza. Quali i ritratti di nudo che raffigurano la sua compagna Marthe.

Questi quadri sono la base di molte litografie poste nel libro.

Altre illustrazioni derivano da immagini fotografiche scattare da Bonnard a Marthe. Scatti nei quale l’amante posa nuda nel suo appartamento.

Queste fotografie sono caratterizzate da uno stile casuale e da inquadrature informali. Tutte delle particolarità volutamente ricercate. Alla base di quella libertà che ispira tutte le illustrazioni presenti in questa edizione del Parallèlement. Il fascino del libro figurato d’autore.

 

In questo momento nasce il primo libro figurato d’autore. Capostipite di una lunga serie di tesori d’arte. Il fascino del libro figurato d’autore.

 

Il fascino del libro figurato d’autore

 

Nell’immagine:. Jentsch Ralph, I libri d’artista italiani del Novecento, Allemandi 1993.

 

 

DI SAN LAZZARO GUALTIERI – Parigi era viva.

 

 

MOORE HENRY – La poesie Les poetes.

 

 

CARLUCCIO LUIGI – Antologia di scrittori piemontesi.

 

 

DE NERVAL GERARD – Sylvie Dessins de Vittorio Accornero Unite 8 tavole originali Il fascino del libro figurato d’autore..

 

 

D’AZEGLIO MASSIMO – Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta.

 

 

DAUDET ALFONSO – Tartarin sulle alpi 1887.

 

 

HUSSON JULES FRANÇOIS FÉLIX Champfleury – Souvenirs des funambules.

 

 

KAISSERLIAN GIORGIO – Una serata al caffè nord.

 

 

CHIARA PIERO – Le cinque lettere della monaca portoghese.

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Benedetto Lavagna Pensieri del viandante solitario

Benedetto Lavagna Pensieri del viandante solitario

Benedetto Lavagna Pensieri del viandante solitario.

Benedetto Lavagna Pensieri del viandante solitario.

 

Lavagna è torinese di nascita. Visse e operò a Torino. In questa città decede nel 1979.

Pioniere dell’Era dell’Acquario. Ricercatore nell’ambito della spiritualità e del paranormale. Guaritore,. A lui si deve la nascita della cromoterapia,. Una medicina alternativa dove il colore è impiegato per ritrovare l’armonia e l’equilibrio del corpo e dello spirito.

É l’autore di due libri. Il primo si intitola:. I pensieri del viandante solitario. Dove illustra le fondamentali tematiche del suo pensiero. Il secondo è. Il guaritore in casa. Testo nel quale illustra i metodi di cura naturali.

Gli scritti di Benedetto Lavagna sono portatori di un messaggio di libertà individuale e collettiva. L’applicazione di questo  insegnamento vuole aprire un nuovo cammino per l’umanità. Per la realizzazione di una condizione umana più consapevole.

I suoi sono scritti scomodi. Benedetto Lavagna Pensieri del viandante solitario.

Brani tratti dal capitolo:. Lo scopo della vita si legge.  Benedetto Lavagna Pensieri del viandante solitario.

Dobbiamo mangiare e va bene. Questo perché si dice che è un atto fondamentale. É una necessità. In quanto mangiamo per calmare i crampi che ci assalgono. Ma si mangia anche per abitudine. Perché è ora di pranzo. Perché gli altri a tavola stanno mangiando. Fino all’assurdo di fare cure quando non si ha fame.

Viene da chiedersi se mangiamo per necessità,. Oppure se continuiamo a mangiare perché, avendo cominciato a prender cibo, sentiamo i crampi quando per un po’ di tempo non mangiamo nulla.

La paura insita nell’intimo di ognuno di noi determina un errato modo di mangiare. Secondo un proverbio:. Sacco vuoti non sta in piedi:. Così prendiamo alla lettera queste parole,. E ci riempiamo veramente come un sacco.

Io sono sicuro che se riuscissimo a vincere la paura,. O il panico che ancora ci può assalire a tratti. E ci abituassimo a mangiare poco e di rado,. Con il tempo ritroveremmo integre le nostre forze,. Arrivando alla totale e perfetta fusione tra spirito e materia.

Guardate che i Saggi mangiano pochissimo. Non mangiano poco perché sono Saggi ma diventano illuminati perché hanno cominciato a mangiare sempre meno.

Guardate che vi propongo un tema molto difficile.

Perché capire gli altri significa accettarli come sono,. Senza tentare di migliorarli. Sarebbe indubbiamente un buon lavoro riuscire a migliorare gli altri. Pochissimi Saggi avrebbero i mezzi e le possibilità per migliorarci,. Ma essi, i soli in grado di farlo, ci lasciano come siamo,. Perché sanno che è per il nostro bene. Facciamo anche noi così, e lasciamo che gli altri siano come sono:. Questo è l’unico tentativo per capire gli altri. Per amarli come sono oppure per ignorarli, senza giudizio. Benedetto Lavagna Pensieri del viandante solitario.

Ignorare gli altri significa lasciare in pace il mondo e trovare la pace nel nostro cuore. Preoccuparci degli altri significa volere un mondo a nostra immagine e somiglianza. Vi assicuro che questo è molto pericoloso.
Pensate a un dittatore,. Un capo di stato,. Un generale,. Un profeta,. Un
altruista,. Un appartenente all’esercito della salvezza,. Una portinaia che smettano di preoccuparsi degli altri. Questo sarebbe veramente troppo bello. Il mondo comincerebbe a conoscere un’era di felicità. Indubbiamente, non meritiamo ancora questa stupenda fase.
Penso che sia da introdurre una piccola postilla:. Non scocciare gli altri.

Dal capitolo:. Lo scopo della morte. Benedetto Lavagna Pensieri del viandante solitario.

Voi potete obbiettare che, comunque si crepa. Io ribadisco che crepare è un conto. Morire è un altro. Un samurai non si sarebbe mai limitati a crepare:. Ecco un esempio di un uomo che sapeva morire,. Esempio che trova riscontro nel kamikaze dell’ultima guerra,. Tradizione che vanta un solido concetto di morire.

Innanzi tutto la morte non dovrebbe mai fare paura. É una simpatica esperienza. Ci permette infinite novità. Ci offre la possibilità di sapere al fine tante cose che ci siamo domandati per tutta la vita. Nessun libri può darci tanto in un così breve attimo.

Nonostante tutte le ricerche,. Vogliamo avere il coraggio di costatare che non siamo riusciti a prolungare di un giorno la vita. Ma soltanto di anni le sofferenze? E così viviamo male e moriamo peggio.

Non si teme la morte quando non andiamo a cercarla. E per quanto possibile quando la evitiamo ad altri. Se le guerre fossero combattute dai capi di  stato,. Dai ministri della guerra,. Dai comandanti in campo,. Da tempo l’umanità conoscerebbe la pace. Purtroppo, questa gente, come la storia racconta, muore a letto o per mano di un sicario. 

Quindi è fondamentale e importantissimo saper morire bene. Non temere la morte,. Soprattutto non procurala né direttamente né indirettamente. Avere insomma il massimo rispetto della morte altri. Lasciando che ognuno viva la propria,.  Senza interferenza alcuna. Benedetto Lavagna Pensieri del viandante solitario.

Fra i responsabili della morte ci sono le malattie.

Cercar di guarire da esse è una ben triste calamità. Un’inutilità senza senso. Io vi esorto a morire sani. Perché morire ammalati non è né bello né dignitoso. Per morire sani sarà sufficiente che non vi curiate la prima volta che vi sentite ammalati. Curandovi non guarirete più. E dovrete continuare a curarvi. Questo fino al momento in cui, morendo, vi accorgerete di morire ammalati. Questo sarà una faccenda tristissima.

La morte sa molto più di noi sulla morte. Noi, con il nostro dilettantismo da provincia, non facciamo che procurarle dei problemi. Un lavoro straordinario,. La irritiamo e non collaboriamo come si deve.

É una prova che dovremo superare tutti quanti. Noi qui presenti. Vi auguro e mi auguro di superarla con dignità,. Quando vi toccherà.

Si può serenamente affermare che lo scopo principale della morte è di farci apprezzare ed amare la vita. Dobbiamo essere grati alla morte. Perché ci ha permesso di accorgersi che viviamo. Dobbiamo essere grati alla vita. Perché ci ha permesso di accorgersi che moriamo. Coscienti che moriamo, dobbiamo tentare di vivere al meglio,. Molto meglio di quanti stiamo facendo.

Non mi stancherò mai di ripetervi che è bene convincersi che si muore perché è giunta l’ora. Non perché si è ammalati. Benedetto Lavagna Pensieri del viandante solitario.

Di là troveremo quello che c’è. Benedetto Lavagna Pensieri del viandante solitario.

 

Il libro è stampato da Damanhur Edizioni.

 

Benedetto Lavagna La radioestesia o radiestesia.

LA STELLA MARIO – Rabdomanzia.

ZAMPA PIETRO – La radiestesia o radiostesia.

IGHINA PIER LUIGI – L’atomo magnetico.

Profezie Dell’Abate Gioacchino e di Anselmo Vescovo di Marsico.

SERMONTI GIUSEPPE – Fiabe del sottosuolo.