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Triangoli misteriosi o maledetti

Triangoli misteriosi o maledetti

Triangoli misteriosi o maledetti.

Triangoli misteriosi o maledetti.

 

Il numero dei Triangoli misteriosi o Triangoli maledetti distribuiti per il pianeta terra è più consistente di quello che comunemente si crede.

La conoscenza dei più si limita a quello più noto, ovvero il Triangolo delle Bermude. Un tratto di mare situato nell’Oceano Atlantico settentrionale, compreso fra Miami, l’Arcipelago delle Bermuda e Puertorico.

Un luogo ove da tempo avvengono sparizioni di aerei e navi e dove gli equipaggi dei mezzi subiscono un uguale sorte.

Queste scomparse trovano le più varie spiegazioni. Triangoli misteriosi o maledetti.

 

Si parte dall’esistenza di sconosciuti animali marini e si giunge agli extraterrestri. Non si esclude la presenza di un punto d’ingresso verso un’altra dimensione.

Per chi dispone di meno immaginazione, le cause di queste scomparse trovano una spiegazione:. Nell’errore umano, Nell’insidia presente in natura e Nei probabili difetti di costruzione dei mezzi scomparsi. Triangoli misteriosi o maledetti.

Quale che sia la spiegazione è certo che sul quel tratto d’acqua esistono poche certezze.

Le principali sono che quello è un luogo molto trafficato e soggetto a uragani.

A queste si aggiunge che tutti i mezzi scomparsi raramente riappaiono e sempre dell’equipaggio non si ha più traccia.

 

Di questi luoghi su pianeta terra ne esistono almeno tredici ma questa lista può arrivare a quindici o venti. Tutte queste zone sono poste a intervalli di 72° attorno al mondo e posizionate quasi tutte lungo il 36° parallelo. Triangoli misteriosi o maledetti.

 

Queste superfici, sulle quali avvengono eventi sinistri, le ritroviamo in Giappone, con triangolo del drago o del diavolo,. In Alaska, dove all’interno del triangolo si dice esiste una grandissima Piramide Nera. Questa è descritta come una struttura piramidale artificiale, situata a ovest del monte McKinley.

 

La presenza di anomalie elettromagnetiche e di strutture piramidali è comune ad altri triangoli misteriosi o maledetti.

 

Troviamo sott’acqua, nelle vicinanze dell’Isla de Pinos ora Isla de la Juventud, delle piramidi e delle pietre con parti di metallo lucide e levigate. Quest’ultime sino del tutto prive di concrezioni marine. Quest’isola si trova nel Mar Caribico, 60 km a Sud di Cuba. T

 

Un altra regione ove si segnalano sparizioni di persone e di navi è nell’arcipelago della Terra del Fuoco, ci troviamo nell’America del sud.

 

Qui sono avvenuti numerosi incidenti inspiegabili. Degli episodi che rendono questa zona un luogo fra i più pericolosi per la navigazione. In queste acque, nel 1913, è ritrovato il Marlborough. Una nave a vela adibita al trasporto delle merci, varata nel 1876 e scomparsa, assieme all’equipaggio e a un passeggero, nel 1890.

 

Triangoli misteriosi o maledetti

Triangoli misteriosi o maledetti.

 

Quadrato del Sator.

 

 

Triangolo del diavolo Una zona misteriosa che interessa le coste del Giappone.

 

 

Bibliografia Ufologia Ufo Ufologi.

 

 

Gyotaku In Giappone indica l’impronta lasciata da un pesce su un foglio di carta.

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Asino e asini in letteratura e arte

Asino e asini in letteratura e arte

Asino e asini in letteratura e arte.

Asino e asini in letteratura e arte.

 

Sei un asino! È questa una frase d’uso comune. Il cui significato sottintende una visione molto diffusa ma, errata del mammifero. L’espressione considera l’Equus asinus come un animale lento nel capire e caparbio. La cui unica possibilità di sfruttamento risiede nell’essere impiegato solo per il trasporto di pesanti carichi.

Nella realtà questo modo di dire non corrisponde al vero, perché l’asino è un’animale dalla provata intelligenza. Asino e asini in letteratura e arte.

 

Un simpaticone che più volte si è trovato protagonista di opere letterarie.

Fra queste la più nota appartiene alla letteratura latina. È scritta da Apuleio e intitolata le Metamorfosi.

 

Nel romanzo Lucio, il personaggio principale, è trasformato in un asino. In quest’ultime sembianze il protagonista deve affrontare e superare numerose prove.

Una mutazione che non lo priva dell’intelligenza. Caratteristica che permette una netta distinzione dai colleghi, questi ultimi nati asini e non trasformati in asini. Asino e asini in letteratura e arte.

Questa sua particolarità motiva il secondo titolo con cui l’opera è conosciuta: Asinus aureus o L’asino d’oro. Questa variazione nel nome avviene in periodo Medioevale.

Lucio solo alla conclusione di tutte queste avventure può riprendere le sue sembianze umane. Questa nuova trasformazione avviene grazie all’intervento della dea Iside. Asino e asini in letteratura e arte.

Questo testo ispirerà le opere di molti altri autori successivi. Un modello che arriverà sino al XIX secolo.

Quando Carlo Lorenzini, sotto lo pseudonimo di Carlo Collodi, scrive il Pinocchio. Un libro dove un ceppo dapprima si trasforma in burattino e in seguito in asino. In quest’ultima sembianza si esibisce in uno spettacolo circense. Dove danzando, arricchisce il solo proprietario del circo.
Come il protagonista dell’Asino d’oro, anche Pinocchio, alla fine dell’avventura, acquisisce delle sembianze umane. Asino e asini in letteratura e arte.

Se la fortuna letteraria dell’Asino d’oro è duratura nel tempo non è così per le rappresentazioni figurative. Sino a noi è giunta solo quella affrescata nella Rocca dei Rossi di San Secondo Parmense. Nel castello esiste una raffigurazione illustrata a fresco del romanzo di Apuleio. Decorazione realizzata attorno al 1530 e composta di diciassette quadri.

Molto prima di Carlo Lorenzini un altro scrittore toscano si occupa di asini, è il livornese Francesco Domenico Guerrazzi. Dalla sua penna, nel 1857, esce un’opera politica intitolata l’Asino Sogno. Asino e asini in letteratura e arte.

 

Uno scritto satirico nel quale l’autore non nascondeva le sue convinzioni antifrancesi e antipiemontesi. Il libro non piacque alla Direzione suprema di Polizia di Vienna che, il 3 dicembre 1857, lo proibì.

Sempre in ambito dello scherno e seguendo la lezione di Guerrazzi nasce L’Asino, una rivista settimanale di satira politica. Di fede socialista e anticlericale. Asino e asini in letteratura e arte.

Charles Perrault è l’autore della versione della fiaba popolare intitolata Peau d’âne o la Pelle d’asino. Favola ripresa e modificata dai fratelli Grimm. Nell’adattamento realizzato da Perrault troviamo la storia di una principessa che fugge dal padre. Un addio che la vede vestita con la pelle di un asino magico. Un racconto che passando per una pagnotta di pane e un anello, porta al matrimonio della principessa fuggitiva con il principe di un altro regno.

Per la nobile donna, questo essere ricoperta e nascosta è la figurazione di un qualcosa presente ma, celato. Un’essenza che attende di essere portato in superficie. Asino e asini in letteratura e arte.

 

In groppa a un asino riconosciamo Gesù durante la fuga in Egitto. Un asino traina il carretto di Santa Lucia. Un mezzo stracolmo di regali che la santa, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, dona ai bambini. Questi ultimi imbandivano la tavola di casa con il pane e l’acqua. Questo come ristoro all’animale, per il lungo viaggio intrapreso.

Anche Sant’Antonio da Padova, con il Miracolo dell’asina, riceve un aiuto da questo quadrupede. In questo caso l’animale contribuì alla conversione di un eretico. L’episodio è illustrato da Donatello in un rilievo in bronzo posto a decorazione dell’altare della basilica del Santo a Padova. Asino e asini in letteratura e arte.

L’asino compare anche nella filosofia. In quest’ambito Giordano Bruno affronta il tema formulando la sua dottrina dell’Asinità.

 

Asino e asini in letteratura e arte

 

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La mitologia del pipistrello in Cina

La mitologia del pipistrello in Cina

La mitologia del pipistrello in Cina.

La mitologia del pipistrello in Cina.

 

 

Il pipistrello è un animaletto entrato a far parte della mitologia e del folclore di numerose culture sparse sul pianeta terra.

Un interesse che trova giustificazione nel trovarsi di fronte ad una bestiola che vive di notte e, pur non essendo un uccello, riesce a volare.

Delle caratteristiche che in alcune popolazioni sono accolte con avversione.

In Cina vivono circa venti diverse specie, appartenenti a nove generi, la maggior parte delle quali si trova nella Cina meridionale. Alcuni tipi sono molto grandi, le loro ali arrivano ai cinquanta centimetri di diametro.

Nel linguaggio cinese il pipistrello è descritto con precisione.

Pien Fu 蝙蝠 è un vocabolo che lo definisce in modo generale.

Una parola che nel suo significato comprende tutti i numerosi tipi appartenenti alla famiglia dei chirotteri.  La mitologia del pipistrello in Cina.

 

Alla lingua cinese appartengono molti altri termini per identificare questo mammifero.

È indicato con Fai 附翼, o ali che abbracciano, quando si vuole mettere in evidenza il suo modo di allargare e pendere dalle ali.

Altre espressioni sono: T’ien Shu 天鼠, ratto celeste,. Hsien Shu 仙 鼠, ratto fatato,. Fei Shu飛鼠, ratto volante e Yeh Yen 夜燕, rondine notturna.

Questa accurata classificazione fa già intuire quale importante ruolo assume il pipistrello all’interno della cultura cinese. La mitologia del pipistrello in Cina.

 

Nel Pên Ts’ao 本草, o Erbario Cinese si legge lungamente delle sue abitudini e caratteristiche.

Il testo parla di pipistrelli vecchi di mille anni, di color bianco come l’argento. Questi si incontrano nelle colline, all’interno delle caverne. Luogo dove trovano nelle stalattiti il loro nutrimento. Un cibo che permette loro longevità e buona vista.

 

Sempre nel Pên Ts’ao descrive il pipistrello. L’autore afferma che ha la forma di un topo. Il suo corpo è di un colore nero cinereo, con ali sottili e carnose. Quest’ultimi arti congiungono con le quattro zampe e la coda.

Lo si incontra in estate e appare privo di reattività d’inverno. La mitologia del pipistrello in Cina.

 

Il Pên Ts’ao motiva anche le ragioni della sua grande longevità,. Individuata nel suo torpore invernale. Stagione nella quale non si ciba di nulla e, per l’abitudine, deglutisce il suo solo respiro.

Il libro sull’agricoltura e le piante medicinali, erroneamente attribuito al mitico imperatore Shennong, spende alcune righe anche sul suo vagabondare notturno.

Non causato dalla sua incapacità di volare di giorno ma, dal timore e dalla necessità di sfuggire dalla caccia del falco.

Si nutre di zanzare e moscerini. Vola con la testa in giù, perché il cervello è pesante.

Il pipistrello è anche un componente della medicina tradizionale cinese. La mitologia del pipistrello in Cina.

In Cina il pipistrello è l’emblema della felicità e longevità.

Come portatore di questo suo messaggio augurale è spesso utilizzato per scopi decorativi. In questo impiego la sua rappresentazione grafica è fortemente somigliante a una farfalla. Generalmente dipinta nel colore della gioia, il rosso. Talvolta le ali sono curve a forma della testa del Joo I.

La lettura degli ideogrammi pipistrello e felicità è molto simile, entrambi assomigliano nella pronuncia al suono Fu. La mitologia del pipistrello in Cina.

Questo gioco ha dato vita all’usanza delle Cinque Benedizioni, 五福. Raffigurata graficamente da Cinque Pipistrelli. Ognuno portatore un significato ben augurale. Ovvero la:. Vecchiaia 壽,. Ricchezza 富,. Salute 康寧,. Morte naturale 考終命 e l’Amore per la virtù 攸好德.

La fortuna riscossa dal pipistrello presso il popolo cinese si scontra con l’avversione occidentale.

Luogo dove prevale l’associazione del pipistrello al diavolo e alla tenebre. Questa visione, in epoca medioevale, fa dipingere le sue ali sulla schiena delle figure demoniache. La mitologia del pipistrello in Cina.

La mitologia del pipistrello in Cina

 

Il frutto della pesca simbolo e leggenda.

 

 

Significati reconditi degli animali nella tradizione del Giappone e della Cina.

 

 

Il drago nella mitologia cinese.

 

 

Ruyi come tu desideri.

 

Nell’immagine:. Una delle 60 tavole stampate litografia e  acquerellate in a corredo al libro intitolato:. Quadri iconografici di zoologia proposti ad uso delle scuole e pubblicati sotto la direzione di Luigi Bellardi. Edita a Torino e a Milano dalla Casa editrice G. B. Paravia nel 1863.  La mitologia del pipistrello in Cina.

 

 

L’elefante e l’arte giapponese. La mitologia del pipistrello in Cina.

 

 

Temi decorativi e colori delle porcellane cinesi antiche.

 

 

Il singolare fascino del Blanc de Chine.

 

 

Galli e galline nella tradizione giapponese.

 

 

Burattini magici e marionette stregate.

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Mesmer e il Mesmerismo o magnetismo animale

Mesmer e il Mesmerismo o magnetismo animale

Mesmer e il Mesmerismo o magnetismo animale.

Mesmer e il Mesmerismo o magnetismo animale.

 

Franz Anton Mesmer è una figura enigmatica, un uomo animato da molteplici interessi.

Esercita la professione sanitaria. Questo dopo aver conseguito laurea in medicina presso l’università di Vienna. L’argomento della sua tesi è già un preludio di quello che il futuro aveva in serbo per lui.

Il tema discusso riguardava l’influenza dei pianeti e delle stelle sulla salute dell’essere umano. Mesmer e il Mesmerismo o magnetismo animale.

 

Affiliato alla massoneria, s’interessa di alchimia e di esoterismo. È un capace musicista.

Nasce sulle sponde del lago di Costanza, a Iznang. il 23 maggio del 1734.

È questo l’inizio di una vita che lo vede rapidamente passare da prodigioso guaritore a ciarlatano e impostore. Mesmer e il Mesmerismo o magnetismo animale.

 

A lui si deve la formulazione di una terapia medica che si riallaccia ai fenomeni naturali e alla fisica. A quegli studi contemporanei che compiono i primi passi nell’ambito delle conoscenze dell’elettricità e del magnetismo.

Conferendo, con questo approccio, alle sue tesi un carattere laico e illuminato, in sintonia con il sentire di quei tempi.

Il suo metodo si basa sull’idea dell’esistenza di energia comune a tutto l’universo.

Una forza presente e parte di un qualunque corpo vivente, sia umano sia animale. Esistenza che conferisce a ogni essere animato una propria energia di natura magnetica.

Quando questo flusso magnetico scorre in modo armonioso, sussiste il corretto funzionamento dell’organismo.

La malattia avviene al cessare di questo fluire bilanciato. Mesmer e il Mesmerismo o magnetismo animale.

I disturbi sono dovuti alle difficoltà nello scorrimento del flusso energetico e alla conseguente perdita o a una sua cattiva distribuzione tra i vari organi.

La cura delle malattie avveniva riportando, nel corpo del paziente, l’armonia persa.

Dapprima con l’applicazione di magneti sulle parti del corpo interessate. In seguito praticando la cessione del magnetismo dell’operatore verso il paziente. Mesmer e il Mesmerismo o magnetismo animale.

Questo trasferimento avveniva con tecniche quali l’imposizione delle mani o l’immersione in vasche riempite d’acqua magnetizzata. Nel primo caso le mani, nel secondo l’acqua erano i mezzi di trasferimento dell’energia magnetica. Quest’ultima principio alla base della guarigione.

Mesmer e il Mesmerismo o magnetismo animale

Franz Anton Mesmer possedeva vere competenze mediche. A queste affiancava un profondo intuito psicologico e il suo grande fascino personale.

 

Tutto questo gli permetteva di portare il paziente in uno stato che lui chiama sonnambulismo artificiale. Una condizione che ai nostri giorni identifichiamo come una alterazione della coscienza di veglia lucida. In questo caso Mesmer è da collocare fra i precursori dell’ipnosi. Mentre per l’imposizione delle mani è anticipatore della moderna pranoterapia. Mesmer e il Mesmerismo o magnetismo animale.

Il Mesmerismo trova spazio anche nella letteratura.

Edgar Allan Poe è l’autore di due racconti dove affronta questo tema. Il primo risale al 1844, s’intitola Mesmeric Revelation, La rivelazione mesmerica. Il secondo è The Facts in the Case of M. Valdemar, La verità sul caso Valdermar. Quest’ultimo scritto appare un anno dopo, nel 1845.

 

 

CAROLI G M – Del magnetismo animale ossia mesmerismo.

 

 

SURCHI CARLO – Trasmissione del pensiero e ipnotismo.

 

 

MOLL ALBERT – Hypnotism Ipnotismo. Mesmer e il Mesmerismo o magnetismo animale.

 

Nell’immagine:. Il frontespizio dell’edizione originale del saggio composto dal bresciano Martino Tommasi, intitolato Il magnetismo animale,. Stampato nel 1851, a Torino, dai Cugini Pomba e C. Editori.

L’autore, il cui cognome a volte si trova scritto Tomasi, si fregia del titolo di:. Dottor fisico e magnetizzatore. Nasce in alta Val Camonica, a Canè, una frazione del comune di Vione.

 

BASCHERA RENZO – Le profezie di Rasputin.

 

 

BELLUCCI GIUSEPPE – Gli amuleti.

 

 

NOSTRADAMUS MICHEL – Les veritables propheties.

 

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Ikebana le composizioni di fiori in Giappone

Ikebana le composizioni di fiori in Giappone

Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

Il vocabolo Ikebana è una parola che da subito trasporta in Oriente. Inevitabilmente evoca, nella mente di chi lo sente, il Giappone e le sue infinite eleganze. Fra queste raffinatezze l’Ikebana indica l’arte di comporre, con armonia, dei fiori e dei rami recisi.

L’Ikebana giunge in Giappone dall’India, passando per la Corea la Cina. Qui, nel Paese del Sol Levante, si afferma inizialmente fra i monaci buddisti e i nobili. Solo più tardi si estende a tutta la popolazione.

L’origine dell’arte dell’Ikebana è molto antica. Questi primordi coincidono con le semplici offerte di fiori agli Dei. Con il tempo, questi doni assumono una struttura più complessa, basata su regole codificate. L’affermazione di queste norme fa dell’Ikebana un’arte vera e propria.

 

Vediamo le principali linee guida per la sua corretta realizzazione. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

 

Un Ikebana nasce solo combinando degli elementi vegetali. Questi ultimi sono scelti fra quelli disponibili nella stagione in svolgimento e, in preferenza, provengono dal un solo e definito luogo.

La composizione si crea con sole sostanze naturali e appena raccolte. Quali: fiori, foglie, rami e tronchi.

Ognuno di questi elementi è carico di un proprio significato. È quest’ultimo, il messaggio che si vuole trasmettere, che giustifica una scelta e un abbinamento.

 

Dei fiori si inseriscono i boccioli. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

Questo per far partecipe l’osservatore allo sbocciare del fiore ma, soprattutto per favorirne la durata. Quest’ultima è agevolata dalle regolari nebulizzazioni d’acqua.

 

Nell’Ikebana si ricerca un’armonia fra gli spazi occupati dalle componenti vegetali e le aree vuote circostanti.

Quest’alternanza fra zone piene e vuote è parte essenziale della composizione.

Un Ikebana si completa entro un vaso o un contenitore naturale. Questi sono parte attiva della composizione. Il vaso non è mai trasparente. In genere si compone di sottili strisce di bambù, intrecciare fra loro. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

Un Ikebana ha una struttura di base a forma di triangolo. Questa si ottiene impiegando tre elementi di diversa e proporzionale lunghezza. Tutti e tre con un punto di partenza comune e disposti fra loro seguendo uno schema prestabilito.

 

Il più lungo dei tre simboleggia il cielo. Il mediano rappresenta la terra. Il più corto indica l’uomo.

Lo schema compositivo prevede per il cielo di essere l’elemento principale dell’Ikebana.

La terra e l’uomo si collocano in posizioni fisse rispetto al cielo. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

SOFU TESHIGAHARA – Ikebana Sogetsu.

 

 

Yukio Mishima e gli ufo.

 

 

I kappa in Giappone creature di fantasia abitanti dei fiumi.

 

 

Kyusen l’arco e la frecce.

 

 

Sushi sashimi e altro cibo che si mangia in Giappone.

 

 

Ruyi come tu desideri.

 

 

Le caratteristiche delle silografie Ukiyo-e.

 

 

Suminagashi è una tecnica artistica governata dalla magia.

 

 

Il Giappone di Inari e Munechika e delle spade giapponesi.

 

 

Lettura dei kanji relativi le Tsuba.

 

 

Libri sulla spada giapponese e sulla storia e l’arte del Giappone.

 

 

MARCO POLO – Le spade del samurai. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

 

SATO KANZAN – Kanzan Shinto oshigata dictionary.

 

 

Esposizione d’arte giapponese Catalogo.

 

 

HIROSE Nobuko SELF James – Japanese art signatures Le firme degli artisti giapponesi.

 

 

JOLY HENRI L. – Legend in japanese art.

 

 

PICA VITTORIO – L’arte giapponese al museo Chiossone di Genova.

 

 

RIVETTA PIETRO SILVIO Toddi – La pittura moderna giapponese.

 

 

WEBER VF – Ko-ji Ho-ten Dictionnaire a l’usage des amateurs et collectionneurs d’objets art japonais et chinois.

 

 

WICHMANN SIEGFRIED – Il giapponismo.

 

 

AURITI GIACINTO – Compendio di storia della cultura giapponese.

 

 

EMILE ANDRE – 100 coups de jiu jitsu Jujutsu Jujitsu.

 

 

FORMENTO FANNY – La cucina orientale. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

 

Harada Kazutoshi – Jizai okimono Figure articolate di animali realizzate in metallo.

 

 

LANFRANCHI GIACINTO UBALDO – Il netsuke un’arte giapponese.

 

 

OLIPHANT LAURENCE – Le Japon.

 

 

RIVETTA PIETRO SILVIO Toddi – Il paese dell’eroica felicità.

 

 

Diari di dame di corte nell’antico Giappone.

 

 

APPELIUS MARIO – Cannoni e ciliegi in fiore il Giappone moderno.

 

 

CALZINI RAFFAELE – Festival asiatico Amori Misteri Spettacoli Da Porto Said A Tokio. Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

 

 

HEARN LAFCADIO – Kokoro.

 

 

MISHIMA YUKIO – Morte di mezza estate e altri racconti.

 

 

OOKA SHOHEI – La guerra del soldato Tamura.

 

Ikebana le composizioni di fiori in Giappone.

Nell’immagine iniziale:. Una collezione di vasi da Ikebana realizzati in banbu intrecciato durante il periodo Meiji e Taisho.