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Libri antichi La Bibbia del Gutenberg

Gutenberg.

I libri antichi La Bibbia del Gutenberg e la stampa a caratteri mobili.

L’attuale esistenza dei libri antichi, il ruolo dell’operato svolto da Gutenberg e la stampa a caratteri mobili sono fra loro tre elementi inseparabili.

 

Nello svolgersi della storia dell’umanità, il compito portato a termine da Gutenberg è di grande importanza. Questo perché, durante la sua vita e con il suo lavoro, diventa una delle principali figure nella nascita e nello sviluppo dell’arte tipografica. 

In questo ambito, si ingegna nell’opera di messa a punto della tecnica della stampa con l’ausilio dei caratteri mobili.

Quest’ultimi sono il mezzo che permette l’impressione del testo su un supporto. Gutenberg.

Sono fusi, a mezzo di matrici, in una lega metallica, realizzati in rilievo e raffigurano la lettera invertita. La caratteristica del metallo impiegato è di fondere a temperature piuttosto basse ed essere abbastanza resistente alla pressione. Gutenberg.

La messa a punto di questo procedimento permette l’inizio di una più ampia diffusione della cultura. In quanto inaugura un processo dove la conoscenza non più veicolata al solo manoscritto, un testo di studio sempre lungo da realizzare e costoso. Gutenberg.

A quest’ultimo si congiungono i libri prodotti a stampa, disponibili in un numero maggiore di copie e a un prezzo inferiore. 

In questi momenti e a seguito degli sforzi operati da Gutenberg si editano i primi libri prodotti a stampa, quelli che ora noi definiamo antichi.

Questi volumi si presentano tutti impressi in serie e fra loro uguali. Una parificazione omogenea anche negli errori, quando questi sfuggono durante il processo di correzione della bozza. Gutenberg.

La caratteristica dell’uso della stampa a caratteri mobili è il permettere di rivedere e correggere il testo da stampare. Dando, in questo modo, alla stampa la bozza corretta. 

Johann Gensfleisch zur Laden zum Gutenberg inizia la sua attività lavorativa come orefice.

Nasce fra il 1394 e il 1399 e decede il 3 febbraio 1468.

Si crede che nel 1460 cessi la sua attività di stampatore. Questo avviene perché colpito da cecità. Gutenberg.

Libri antichi La Bibbia del Gutenberg

I suoi primi esperimenti nell’ambito della stampa risalgono al 1440 e  avvengono nella città di Strasburgo. Da qui in avanti le esperienze acquisite nell’uso del torchio tipografico e dei caratteri mobili in lega metallica migliorano sempre più. Gutenberg.

Queste sperimentazioni permisero l’avvio di un iniziale sfruttamento commerciale, avvenuto intorno al 1450.

Questo primo impiego, o forse uno dei primi, avviene in Germania, nella città di Magonza. Gutenberg.

É in questa località dove prese il via l’iniziativa di stampare il testo della Vulgata o Volgata. Scritto proposto nella versione realizzata dal suo principale autore, Sofronio Eusebio Girolamo. Questa opera è la versione latina della Bibbia, quella in uso nella Chiesa cattolica. Gutenberg.

Questo libro antico è ora conosciuto come la Bibbia a 42 linee.

 

Il nome deriva dalla conta del numero di righe di testo presenti in entrambi le due colonne stampate sulla pagina. Dove per migliorare l’eleganza della facciata tutte le righe terminano allineate sul margine destro. 

La B42 è il primo libro realizzato in Europa a stampa a caratteri mobili. Gutenberg.

 

È composta da due volumi in folio. Uno è formato da 322 fogli e l’altro da 319. Complessivamente 641 fogli, pari a 1282 pagine.

Tutto il testo è composto su due colonne e impresso con un carattere che imita la scrittura gotica. Gutenberg.

Nel primo volume i fogli dal primo al fronte del quinto sono stampati con 40 righe di testo. Il retro del quinto foglio a 41 righe di testo. Solo dal sesto foglio le righe di testo diventano 42.

In tre anni di lavoro Gutenberg stampa 180 copie complessive. Fra queste 40 copie sono impresse su pergamena. Di quest’ultime, ad oggi, se ne conoscono solo quattro. Gutenberg.

Tutti i libri stampati su fogli in pergamena sono, fra i libri antichi, quelli considerati di maggior pregio. Questo perché si presentano meno deperibili della carta e rievocano l’obsoleto codice pergamenaceo. Gutenberg.

La B42 è stampata a Magonza. I lavori per la sua realizzazione iniziano fra la fine del 1452 e gli inizi del 1453 e si concludono nel 1455.

Il primo volume contiene parte dell’Antico Testamento. Il secondo comprende la parte finale del primo e tutto il Nuovo Testamento.

Alla B42 segue la Bibbia a 36 righe. Gutenberg.

 

Anche quest’ultima stampata a Magonza, prima del 1460, probabilmente fra il 1457 e il 1458. Questa è un’edizione sulla quale alcuni studiosi nutrono dei dubbi, negando che sia, in tutto o in parte, opera di Gutenberg.

 

L’operazione di stampa della Bibbia a 42 linee è permessa da due fattori:. La nascita di una società con l’incisore Peter Schoffer o anche Petrus Schoeffer e. Dal prestito in denaro ottenuto dall’orafo Johannes Fust. Gutenberg.

Libri antichi La Bibbia del Gutenberg

Gutenberg non riuscì a far fronte al finanziamento avuto e per questo è citato in giudizio da Fust.

Peter Schöffer è il principale collaboratore di Johannes Gutenberg, assieme realizzano  la Bibbia a 42 linee. Nella causa intercorsa fra Gutenberg e Fust, Schoffer testimonia in favore di Johann Fust.

Quest’ultimo, a fronte del denaro prestato e degli interessi non corrisposti, riceve, a risarcimento, parte dell’attrezzatura di stampa.  Gutenberg.

A questo punto Fust dispone di tutto il necessario per diventare lui stesso uno stampatore. Attività inizia a Magonza, nel 1457, affidandola al tipografo Peter Schoeffer.

 

Il Psalterium Magontinum o Salterio di Magonza è il loro libro d’esordio. Una Editio princeps impressa in lingua latina. É il secondo libro incunabolo stampato, preceduto solo dalla Bibbia del Gutenberg.

Questo volume vanta tre primati. É il primo con il colophon,. A contenere due righe di musica,. A essere impresso a colori, presentando i capolettera incisi e impressi con inchiostri di tre diversi colori: rosso, viola chiaro e blu. 

Al colophon, oltre al nome dello stampatore, il luogo e la data di stampa: Magonza, il 15 agosto 1457.

A questo incunabolo seguono:. Gutenberg.

  • Il Rationale divinorum officiorum di Guglielmo Durante, edito nel 1459.
  • La Bibbia delle 48 linee, edita nel 1462. É il primo libro che presenta la marca tipografica. Gutenberg.
  • Il De officiis di Cicerone, edito nel 1465. É il primo libro stampato con i caratteri greci.
  • L’Herbarius latinus, edito nel 1484, e seguito da dieci ristampe, l’ultima data 1499. Compilato da fonti manoscritte, descrive 150 piante e 96 medicine.

Quindici anni dopo la morte di Gutenberg la stampa era già diffusa in ogni paese dell’Occidente cristiano.

 

 

 

Appunti di un bibliofilo.

 

 

La nascita della stampa in Italia Da Magonza a Subiaco.

 

 

Il repertorio degli incunaboli. Gutenberg.

 

 

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli.

 

 

I best seller dell’antichità. Gutenberg.

 

 

Libri in miniatura editi dalla tipografia Salmin a Padova.

 

 

Libri in miniatura il Dantino edito dalla tipografia Salmin a Padova.

 

 

Il libro autografato e la sua collezione.

Gutenberg.

 

I libri antichi sono una cosa seria!.

 

Tanto seria e profonda che da sempre il mondo del commercio dell’antiquariato si divide fra librai antiquari e antiquari. Due realtà con pochi punti in comune. Gutenberg.

Il commercio dei libri antichi è un ambito specialistico, nel quale molte delle conoscenze si maturano con lo studio e con la conoscenza diretta.

Per ogni librario antiquario, su un libro antico, la prima scottante esperienza da farsi è la collazione. Con questa operazione si controlla la completezza dei libri antichi. Si ricerca la conferma della presenza di tutte le loro parti, senza dimenticarsi delle pagine bianche.

Di sventure ne seguono molte altre, tutte formative. Gutenberg.

Quali la scoperta che la tavola più significa del volume è andata persa. Oppure che le pagine dell’indice sono smarrite o che l’esemplare in esame è mutilo del frontespizio. Dato che la fortuna è cieca e la sfortuna ci vede benissimo, a questi spiacevoli eventi ne possiamo aggiungere molti altri.

Per questa ragione è sempre importante, al momento della compravendita, accettarsi della completezza dei libri antichi. Garantita dal professionista e sempre ricontrollata dal collezionista. Gutenberg.

Ogni librario antiquario e ogni collezionista di libri antichi prima o poi sfoglierà un catalogo d’asta o di vendita stampato da qualche passato collega.

Uno di quelli che erano in attività agli inizi del Novecento. Su quelle pagine ci troverà pubblicato ogni suo desiderio cartaceo. Gutenberg.

Agli inizi del Novecento era consuetudine avere fra i lotti codici pergamenacei miniati e un vasto assortimenti di incunaboli. A quell’epoca e con quella offerta le edizioni del Cinquecento non erano poi così apprezzate. Possiamo immaginare cosa si pensava dei libri editi nel Settecento e nell’Ottocento.

Per il libri antichi quella offerta e quei tempi risultavano già tramontati nel 1932. Anno nel quale il dottor Mario Morgana faceva questa constatazione sulle pagine del suo manuale Hoepli sul restauro del libri antichi. Gutenberg.

Questo assottigliamento è andato sempre più pronunciandosi, fino ad arrivare all’attuale situazione, dove l’offerta di libri antichi è rarefatta.

 

Un libro antico non è detto che sia anche raro, quando avviene è preferibile!. Gutenberg.

 

Ai nostri giorni, la categoria dei libri antichi si è allargata ai libri rari.

Originando un contesto dove non è detto che un libro raro sia anche antico e se questo connubio avviene si è quadrato il cerchio.

 

L’attuale mercato dei libri antichi e rari non vede appartenere a questa categoria solo i libri antichi, ma anche numerose edizioni stampate pochi anni fa.

Quest’ultime, per varie ragioni, diventate difficilmente reperibili sul mercato. Risultando molto più ricercate di tanti altri libri antichi, così definiti solo in base alla loro data di stampa.

Sapendo questo non è ora difficile interessarsi ai libri antichi.

Ci si può avvicinare come collezionista o semplice curioso, ma, in entrambi i casi, non sarà facile sfuggire al loro connaturato fascino.

Una seduzione che principalmente si basa sul loro contenuto.

Un testo che fa trasparire la storia e la cultura racchiusa nelle sue pagine. Affiancato all’eleganza della stampa e alla ricercatezza della composizione grafica. Amplificato dall’aggiunta delle illustrazioni, queste, nei libri antichi, sono delle stampe originali. Delle figure disegnate, incise su lastra ed infine, con ricercata eleganza, impresse nel testo.

Questo fascino non può prescindere dalla loro rilegatura.

Fatta di pelli pregiate ed estesa a tutta la legatura o al solo dorso. Fra i cuoi più usati troviamo il marocchino, la bazzana, il vitello e la pelle di maiale. Il marocchino proviene dalla pelle delle capre. La pergamena dalla concia della pelle di porco e di scrofa. Gutenberg.

Non meno ricercate e gradevoli sono le carte che ricoprono i piatti oppure formano le guardie. Queste nei libri antichi molte volte sono marmorizzate. Ossia realizzate con una decorazione fatta di vari colori che, nel loro assieme, vogliono imitare la superfice dei marmi.

Come vedi i libri antichi sono pieni di storia, non solo nel contenuto, ma anche nella loro ricercata ed artistica rilegatura.

 

I libri antichi sono una continua fonte di suggestioni e di seduzione.

Se vuoi anche tu provare queste emozioni, comincia a consultare il mio catalogo oppure contattami.

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Libri antichi – Il repertorio degli incunaboli

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Libri antichi – Il repertorio degli incunaboli

Fra i libri antichi gli incunaboli sono nel passato e nel presente i volumi più desiderati.

La necessità di un repertorio degli incunaboli scaturisce da questo interesse.

Attrattiva presente con diverse motivazioni sia in tempi antichi che in quelli attuali.

Il primo repertorio di incunaboli fu opera di Cornelius o Cornelis van Beughem. Intitolato Incunabula typographiae sive Catalogus.

La prima edizione è edita ad Amsterdam. Da Joannem Wolters nel 1688. In 12esimo. Pagine (XIII) 191 (III).

Stampato in un formato tascabile. Elenca più di 3000 incunaboli.

Fornendo un catalogo stilato in ordine alfabetico per autore seguito dal titolo completo.

L’elenco suddivide le diverse edizioni per data e luogo di stampa.

A volte indica i nomi degli editori e dei traduttori e le dimensioni.

Alla fine nelle appendici si registrano le edizioni anonime e quelle con data incerta.

In questa opera si trovano elencate delle opere di cui si hanno ben poche informazioni.

La novità rispetto alle bibliografie coeve fu la redazione dell’elenco per autore e titolo.

Differenziandosi dall’uso all’epoca che prevedeva la classificazione per argomento. Caratteristica che rende la lista redatta in uno stile che possiamo assimilare a quello attuale.

Il lavoro comprende oltre il dieci per cento degli incunaboli al giorno d’oggi conosciuti.

Cornelius o Cornelis van Beughem nasce attorno al 1635/39. Muore dopo il 1710.

Lavorò come libraio per Jansson ad Amsterdam.

Aprì il proprio negozio a Emmerich am Rhein.

Fu senza dubbio il più importante bibliografo del XVII secolo (Breslauer & Folter).

Fornì ai suoi contemporanei una serie di bibliografie di eccezionale utilità, complete, accurate e compilate in modo intelligente“(Besterman).

Beughem può essere a ragione considerato il precursore dei librai bibliografi del 19 ° secolo. Anche se i suoi colleghi si mostrano critici dei suoi sforzi pionieristici.

La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma si occupa della catalogazione e valorizzazione dei libri antichi a stampa prodotti dalle origini della stampa al 1500.

Possiede 1620 edizioni del XV secolo. Fra questi alcuni volumi sono esemplari unici in Italia.

Un repertorio degli incunaboli conservati in Italia è curato dal Centro nazionale d’informazioni bibliografiche.

È intitolato Indice generale degli incunaboli delle biblioteche d’Italia.Pubblicata a Roma. Dall’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato Libreria dello Stato. Dal 1943 al 1981.

L’opera è composta da sei volumi. Di cui cinque di catalogo e uno di di Aggiunte, correzioni, indici. 

I cinque volumi di elenco sono così suddivisi: Volume I dalla lettera A alla B. Vol. II: C-F. Vol. III: G-L. Vol. IV: M-R. Vol. V: S-Z.

Tutti illustrati da tavole in bianco e nero in parte ripiegate.

L’opera si completa col Nuove giunte e correzioni al Indice generale degli incunaboli edito a Firenze. Dedita da Sansoni antiquariato. Stampata nel 1963.

 

I libri antichi e i libri rari

Il formato degli incunaboli

Le caratteristiche degli incunaboli

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli

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incunabolo

incunabolo

incunabolo.

Per i cultori di libri antichi il vocabolo incunabolo richiama la nascita della stampa a caratteri mobili. Di contro per i collezionisti rappresenta un agognato volume da introdurre fra le preziosità della propria raccolta.

La stampa a caratteri mobili è un metodo che permette la riproduzione, in sequenza, di uno testo, stampandolo in numerosi esemplari simili. Questi tutti provenienti da un’unica matrice.

 

Incunabolo, al plurale degli incunaboli, dunque rimanda in maniera inesorabile agli esordi della tipografia e della stampa. Ai primi lavoratori che mettono a punto e esercitano quest’arte, un lavoro prima di allora sconosciuto.

 

La parola deriva da incunabula e incunabulum. Vocaboli entrambi appartenenti alla lingua latina, il primo è un sostantivo neutro plurale, impiegato per indicare la culla per i neonati. Il secondo significa deposto in culla. incunabolo.

I termini, nella loro accezione figurata, indicano il luogo di nascita o di origine.

Di conseguenza, gli incunaboli costituiscono la fase iniziale dell’arte della stampa, la loro esistenza testimonia della nascita dei primi libri impressi a caratteri mobili. incunabolo.

Questa tipologia di volumi si afferma in un epoca nella quale la diffusione dei testi trovava nel manoscritto il suo unico e indiscusso protagonista.

 

Un periodo nel quale il pensiero circolava su pagine stese dalla mente e dalle mani dell’autore oppure da un copista. incunabolo.

Per questa ragione, data la contemporaneità dei due mezzi, necessita stabilire un raffronto e una continuità fra il manoscritto e il testo a stampa.

La comparazione dei due vede, il manoscritto fornire la struttura della composizione grafica e l’incunabolo trasportarla in una simile, ma tipografica.

 

Da qui si desume che l’incunabolo si camuffa graficamente in modo da rievocare, nella mente degli acquirenti, i più costosi manoscritti coevi.

 

La definizione di incunabolo o incunabulo è frutto di una convenzione.

La parola è usata per indicare un volume che appartiene ai primi prodotti fuoriusciti da un processo di tipografia.

Indica i libri antichi impressi partendo dalle origini per giungere sino al 31 dicembre 1500.

 

Ovvero tutte le edizioni con una data di stampa risalente al XV secolo.

incunabolo

Nell’ambito dei libri antichi e dell’arte della stampa, l’impiego del termine incunabolo risale al 1640.

 

Il vocabolo compare in un libro stampato a Colonia, scritto da un bibliofilo di nome Bernhard von Mallinckrodt.

Autore del saggio intitolato De ortu et progressu artis typographicae. incunabolo.

In italiano: Dell’ascesa e del progresso dell’arte tipografica. i

Il testo è impresso per celebrare il bicentenario dell’invenzione della stampa a caratteri mobili.

Proclamando, in questo ambito, la priorità di Johannes Gutenberg. incunabolo.

Il saggio include la frase: Prima typographicae incunabula. In italiano: la prima infanzia della tipografia.

Passaggio dal quale trae origine al termine incunabolo.

Questa strada è proseguita da Philippe Labbé, gesuita, storico e grecista.

Autore del Nova bibliotheca librorum manuscriptorum. Un volume edito nel 1653. incunabolo.

Nel testo avviene l’identificazione della parola incunabula con i libri impressi dalle origini sino al 1500 incluso. 

 

Per tutto il Settecento Incunabula è in uso comune. Storpiato in incunabolo nell’Ottocento.

incunabolo.

Nell’ambito della stampa dei libri antichi il termine incunabolo introduce una periodizzazione arbitraria.

 

Questo perché divide il periodo più fertile dell’arte tipografica in due sconnessi tronconi.

Imponendo la separazione delle opere a stampa fra quelle impresse prima e dopo la data del 31 dicembre 1500. incunabolo.

Di fatto concentrato le ricerche sui volumi impressi nel Quattrocento.

Questo a discapito delle edizione risalenti agli inizi del Cinquecento. Quest’ultime definite post incunaboli.

Una divisione fallace perché gli incunaboli e i post incunaboli presentano delle caratteristiche condivise. Questo ad indicarne la continuità. incunabolo.

Le due imposte tipologie si accomunano da tipografie nelle quali le mansioni interne si presentavano poco differenziate.

 

Per il funzionamento dell’attività tipografica necessitano numerosi e distinti ruoli: il fonditore di caratteri, lo stampatore, l’editore, il revisore letterario e il libraio.

Nelle stamperie in funzione dal XV secolo e fino ai primi quattro decenni del XVI secolo questa divisione di incarichi non esisteva.

In questo periodo, tutti i lavoranti nell’impresa concentravano su di loro più professionalità distinte, da questa coesistenza scaturiva la realtà operativa della stamperia. incunabolo.

Oltretutto, all’epoca, non è infrequente la figura del proto tipografo, nella quale tutti questi mestieri confluivano in un solo soggetto. Questo è un personaggio motivato dallo spirito d’avventura e caratterizzato dalla conoscenza del mestiere.

incunabolo

Solo attorno al 1540 la stampa e l’editoria riuscirono a superare la figura del proto tipografo. incunabolo.

Spetta ai tipografi Claude Garamond e Jacques Sabon essere i primi a separare l’attività di stampa da tutto quello che serve per esercitarla. incunabolo.

In questo modo, la distinguono dal disegno dei caratteri, dall’incisione dei punzoni e dalla fusione dei caratteri.

 

Questo mutamento permise il nascere di stamperie in ogni dove.

Originando uno travolgimento che mise fine alla figura dello stampatore artigiano. Aprendo la strada ad attività commerciali librarie caratterizzate da una sede fissa, dall’impiego di capitali e di una struttura operativa. incunabolo.

La prima metà del Cinquecento si caratterizza da una ricchezza di caratteri tipografici diversi.

Questo è da intendere come un retaggio della creatività che caratterizzava il periodo della realizzazione degli incunaboli. incunabolo.

Caratteristica che viene meno con l’affermazione dei corsivi di Antonio Blado e i tondi di Claude Garamond. Entrambi incisi nel 1540.

É questa una popolarità che metterà fine alla creazione di nuovi caratteri. incunabolo.

Questo è anche il periodo nel quale Germania e Italia perdono centralità a favore dell’editoria francese e dei Paesi Bassi.

 

Continua a leggere sull’incunabolo:.

 

 

Il formato degli incunaboli.

 

 

Le caratteristiche degli incunaboli.

 

 

Il repertorio degli incunaboli.

 

 

Appunti di un bibliofilo.

 

 

I libri antichi e i libri rari come riconoscerli.

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Giappone Cibo e modi di mangiare

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Giappone Cibo e modi di mangiare.

 

Il modo di vita praticato in Giappone ha delle ripercussioni sui tipi di cibo cucinati. Riflettendosi sui tempi e sui modi di mangiare. Un esempio è riscontrabile nella scatola Bento べんとう. 弁当.

La bento è un pasto pronto per essere consumato. Elegantemente riposto in una scatola. Una caratteristica che lo fa diventare un cibo da asporto.

Acquistabile già confezionato presso i negozi, i ristoranti, al supermercato. Non mancano delle bento realizzate nella cucina di casa.

All’interno della bento è disponibile un pranzo o una cena completa. Composto da riso bianco, pesce, carne e verdure.

Non è raro che sia consumato in treno. Al ritorno dal lavoro.

L’Onigiri お握り.

È identificabile con il panino imbottino. La merenda degli studenti. Da consumare durante l’intervallo delle lezioni.

Composto da riso farcito al suo interno. È in parte avvolto da una striscia di alga nori. Con lo strategico compito di facilitarne la presa.

La forma triangolare è quasi una costante.

Il ripieno è molto vario. Fra i tipi di farcitura più comuni troviamo: tonno e maionese. Gambero e maionese. Pollo e verdure. Il solo salmone. Con semi di sesamo e pezzetti di salmone e con l’umeboshi una prugna macerata con il sale, dal sapore aspro.

Fra gli ingredienti più usati troviamo il mochi 餅.

È un preparato a base di riso glutinoso. Un cereale privo di glutine. Con chicco di colore bianco opaco e allungato. Dall’alto contenuto di amido. Causa della sua elevata appiccicosità da cotto.

La preparazione di questa varietà di riso comporta una lunga cottura. Seguita da un processo di pestaggio entro un mortaio. Il risultato finale è una pasta. Dall’aspetto gommoso. Di difficile masticazione.

Modellato in varie forme. È consumato come un dolce.

Ha una tradizionale valenza di buon augurio. Per questa ragione è mangiato durante le festività. Ed è un ingrediente immancabile della zuppa zōni. Cibo tipico nel giorno di Capodanno.

Un’ altro elemento frequentemente impiegato è il Tōfu 豆腐.

È un prodotto alimentare di antica ed incerta origine.

Deriva dalla lavorazione della soia. È ricavato dal processo di cagliatura del latte di soia. Seguito dalla pressatura in blocchi. È impiegato fresco.

Si presenta insapore. Per questa caratteristica assume con facilità gli aromi con i quali è abbinato. Questa sua peculiarità ha aperto l’uso nelle preparazioni di pasticceria.

Trova ampio impiego nella dieta vegetariana perché è un’importante fonte di proteine.

In Giappone la preparazione più popolare lo vede tagliato a fette alte circa un centimetro e fritto. Una delle tante varietà di cibo da strada giapponese.

Finiamo con il Taiyaki 鯛焼き. Tai significa dentice. Pesce dal quale questo cibo assume l’aspetto.

È realizzato con una pasta a base di farina acqua e lievito. Farcita con un ripieno salato o dolce. Passata in padella.

Se il ripieno è dolce sono usati gli azuki.

Nella tradizione giapponese il dentice è auspicio di buona fortuna.

 

 

Sushi sashimi e altro cibo che si mangia in Giappone.

Il cibo da strada in Giappone.

Gli whisky prodotti in Giappone.

 

Giappone Cibo e modi di mangiare.

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Il cibo da strada in Giappone

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Il cibo da strada in Giappone.

In Giappone si ha una grande offerta di cibo da strada. Tante sono le specialità da gustare.

Qual è il cibo da strada giapponese più conosciuto e apprezzato ?

Okonomiyaki お好み焼き.

La traduzione del termine da già un indizio di cosa arriverà sul piatto. Okonomi significa “ciò che vuoi” e yaki “cucinato alla griglia”. La partenza è un impasto a base di farina di grano, foglie di verza o cavolo tagliate in piccole strisce, uova e acqua.

Il tutto è cotto su una piastra calda e servito al cliente.

A questo punto si attiva il ciò che vuoi. Il ristoratore lascia al cliente l’aggiunta di tutto ciò che gli aggrada. Per appagare il gusto dell’ospite sono proposti una grande varietà di ingredienti da apporre sulla base. Non mancano mai: le scaglie di pesce essiccato, la maionese, la salsa di soia e le alghe essiccate. Si conclude aggiungendo con abbondanza la salsa per okonomiyaki.

È un piatto tipico della regione del Kansai.

Identificato dal popolo giapponese con l’italiana pizza. Per questo è anche chiamato la pizza di Osaka. È cucinato diversamente a Tokyo.

La paternità di questo cibo è contesa fra la città di Osaka e Hiroshima.

Takoyaki たこ焼き.

Il termine è composto da tako ovvero”polpo” e yaki “cucinato alla griglia”.

Come spiega il nome sono delle polpettine a base di polpo cotte alla griglia. Di forma rotonda.

Cucinate entro una padella con incavi semisferici.

Conformazione necessaria per mantenere la forma a palla del cibo.

Nelle cavità è posta una pastella a base di farina di grano con l’aggiunta di un pezzo di polpo ed altri ingredienti. Si inizia la cottura.

Questa è resa uniforme facendo girare la palla per mezzo di un lungo stecchino. Sono cotti quando assumono un bel colore bruno dorato.

A cottura ultimata sono serviti ricoperti da salsa Otafuku per takoyaki e polvere di alga.

È un cibo tipico della cucina popolare della città di Osaka.

Non si può concludere senza fare un accenno agli spiedini cotti alla brace.

Ikayaki いか焼き.

Sono degli spiedini di calamaro grigliato conditi con salsa di soia. Il piatto può essere formato da tutto il corpo del mollusco. Solo dal corpo tagliato ad anelli. Oppure dai soli tentacoli.

Yakitori 焼き鳥.

Sono degli spiedini di pollo marinato e cotto alla griglia. Del pollo si usano tutte le parti. Ogni spiedino è formato da un solo tipo di taglio.

Tutti da provare!

 

 

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