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Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione

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Per i beni d’antiquariato una condizione cruciale si presenta in occasione dell’acquisito e della vendita. In entrambi questi momenti, per muoversi al meglio, necessita conoscere una valutazione certa.

Queste sono tre circostanze decisive per qualunque transazione di beni d’antiquariato.

Questo sia che avvengano da parte di un opere del settore, di un collezionista o di semplice acquirente.

Sono queste tre situazioni correlate dove la possibilità dell’errore è incombente e ampia.

 

La valutazione di un oggetto d’antiquariato è un operazione che si basa su molteplici fattori. Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione.

La partenza è sempre l’accurata analisi del bene d’arte.

Sulla raccolta di questi dati avviene l’inquadratura storica e il riconoscimento delle qualità dell’oggetto esaminato. 

 

È con questa analisi che si decide dell’autenticità dell’oggetto d’antiquariato. Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione.

Conoscendo questi elementi si possono consultare i risultati economici ottenuti per oggetti simili nelle aste. Prezzi, il più delle volte, resi pubblici dalla casa d’asta.

In questi listini può anche capitare di ritrovare lo stesso oggetto che si sta trattando, questo è sempre un dato importante da esaminare con cura.

Dati simili appartengono anche all’esperienza dell’operatore, il quale, in precedenza, ha già trattato oggetti d’antiquariato somiglianti.

Tutti questi elementi sono concreti, sono dei dati reali basati sulle dominanti caratteristiche dell’oggetto trattato.

Questi fattori di giudizio risentono dell’influenza sia delle mode del momento sia della provenienza del bene.

Un oggetto appartenuto o legato a un personaggio molto noto ha da subito un incremento di valutazione.

Entrambi quest’ultimi parametri, per la loro natura, sono delle variabili imponderabili. Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione.

 

Una diminuzione del valore commerciale è sempre data dalle imperfezioni presenti e dai conseguenti restauri subiti.

 

Al di sopra di tutto questo bagaglio di informazioni inopinabili agisce un fattore irrazionale, basato sul gusto maturato dall’operatore o dal collezionista.

 

Nell’antiquariato quest’ultimo è il vero motore del processo di acquisto e di vendita e opera in modo sostanziale sulla valutazione finale. Quella che le varie parti effettuano prima di concludere la transazione.

Un serio operatore nell’ambito dell’antiquariato compie l’acquisto, la vendita e la valutazione solo dopo l’accurata visione del bene. 

 

Un’immagine fotografica, sia a colori che in bianco e nero, può dare solo una prima idea, tutta da verificare, di persona, sull’oggetto d’arte.

L’operazione di valutazione non ha un iter prestabilito ma, varia a seconda dell’oggetto che ci troviamo di fronte.

 

Diverso è l’approccio di fronte a un quadro, una scultura, una stampa, una ceramica, una porcellana cinese, un libro e questo è un l’elenco che può proseguire all’infinito.

Per esempio nel caso dei dipinti e delle sculture il valore risente dell’artista che ha eseguito l’opera. A questo attributo si aggiunge il soggetto raffigurato, quest’ultimo è un fattore discriminante. Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione.

 

Un quadro a tema religioso, sul mercato, è molto meno appetibile rispetto a una particolareggiata veduta di una città famosa. Un ritratto non regge il mercato, acquisisce un certo interesse solo se ritrae un personaggio noto.

Più l’oggetto d’arte o d’antiquariato è particolare, più necessita ricercare una persona esperta in quell’ambito.

 

Questo avviene per gli oggetti da collezione, sia antichi che non. Fra questi: i fermacarte, le tabacchiere, le penne stilografiche, i calamai e così via.

Un altro ambito dove la specializzatone è essenziale è l’antiquariato di oggetti orientali. Antiquariato Acquisto Vendita Valutazione.

 

In questo settore gli oggetti prodotti in Cina e in Giappone sono fra i più ricercati.
All’antiquariato giapponese appartengono: Tsuba, Menuki, Fuchi e Kashira, Ukiyo-e, Netsuke, Inro, Suzuribako, Cloisonne e cosi via. Queste sono tutte opere d’arte che parlano solo a chi li conosce a fondo.

La rarità è un’ultima caratteristica da prendere in considerazione, è questa da sempre una caratteristica ricercata ed apprezzata nell’ambito del commercio delle opere d’arte.

 

Un qualunque oggetto d’arte si definisce raro solo quando è noto in pochi esemplari. L’eccellenza più estrema è identificata negli oggetti di cui si può provare la certa unicità.

 

Hai un oggetto d’antiquariato, Vuoi domandare il parere gratuito di un esperto ?.

 

Nell’immagine in testa:. Franco Gentilini, Natura morta con bottiglia e melograni, Olio su tela. Il quadro appartiene al periodo precedente al trasferimento definitivo del pittore a Roma.

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Lodovico Pogliaghi, Figura femminile raffigurata di schiena, Carboncino

 

Antiquariato – Le mie consulenze

La consulenza sugli oggetti d’antiquariato o sulle opere d’arte è uno dei servizi che il sito Rari e Antichi offre gratuitamente a chiunque, desideri conoscere informazioni su ciò che possiede in collezione o su quello che arreda casa.

Questa cortesia è strettamente confidenziale e per nulla vincolante.

Una consulenza seria richiede la visione diretta dell’oggetto d’antiquariato o dell’opera d’arte, ma per iniziare si può partire da delle immagini del bene e dei suoi particolari più significativi.

Gli oggetti d’antiquariato o modernariato che più frequentemente mi sono sottoposti includono opere antiche giapponesi e cinesi, quadri antichi, dipinti moderni, disegni, ceramiche europee e orientali, vetri e argenti.

Nell’ambito dell’arte giapponese, i miei studi si concentrano sulle spade giapponesi e la loro montatura. Questa avviene con una serie di raffinati oggetti di piccole dimensioni, come la tsuba, i menuki, il fuchi e kashira.

Le stampe giapponesi Ukiyoe, i netsuke e il cloisonné sono altri ambiti di mio costante interesse.

Questo non esclude la mia attrazione verso tutte le altre forme di arte e antiquariato giapponese.

Le porcellane cinesi occupano una grande parte del mercato dell’antiquariato. Sono sempre difficili da valutare, ma proprio per questo affascinanti. La loro seduzione risiede nel costante margine di errore. La famiglia verde, rosa, gialla e nera esprimono ancora oggi la raffinata eleganza delle corti imperiali.

L’arte cinese ha raggiunto alti livelli nella lavorazione della giada, con oggetti di grande valore sul mercato dell’antiquariato. Questo grazie anche al grande favore che il minerale gode presso il popolo cinese.

Le ceramiche d’antiquariato includono maioliche, porcellane, terracotta e gres. Di origine sia europea che orientale, tutte sono degne della massima attenzione.

Fra le ceramiche giapponesi, trovo particolarmente affascinanti quelle provenienti dalle fornaci di Satsuma, Arita, Kutani, Noritake, Nabeshima e Hirado.

Per una valutazione accurata dei quadri antichi, è necessaria prima di tutto la rimozione della sporcizia che il tempo ha depositato sulla materia pittorica. Dopo quest’operazione, si ritrovano i colori originali o quanto più possibili simili. Non è escluso che compaia una firma, un monogramma o una data.

La rimozione dello sporco deve essere sempre eseguita da un professionista; il fai da te con materiali inadeguati è vivamente sconsigliato. Al restauro finito, è bene prendere contatto con un esperto nell’ambito della pittura suggerita dal quadro.

Per i dipinti moderni, è necessaria l’archiviazione dell’opera presso l’Archivio dell’autore, seguendo le regole della Fondazione o dell’Archivio, solitamente a pagamento. Alla fine, si ottiene l’ammissione o la negazione dell’opera tra quelle riconosciute dell’artista.

Per ceramiche e argenti, è utile cercare il marchio, che può indicare la fornace produttrice o il nome dell’argentiere e il titolo del metallo. Talvolta, fornisce anche l’anno o il periodo di realizzazione.

Il problema di questi marchi è la lettura: alcuni sono consumati e incomprensibili, altri indecifrabili, causando molte difficoltà.

Per le ceramiche del Novecento, l’ideatore è importante. Tra gli italiani più noti: Giò Ponti, Guido Andloviz e Antonia Campi. Altri grandi artisti includono Leoncillo Leonardi, Lucio Fontana, Arturo Martini e Fausto Melotti.

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Consulenza di libri rari e antichi

Consulenza di libri rari e antichi

Consulenza di libri rari e antichi.

Consulenza di libri rari e antichi.

 

A qualunque persona può capitare di imbattersi in un libro antico. Ai più fortunati di trovare, in un ripostiglio dimenticato, una bella collezione di libri rari. Una raccolta realizzata, con amore e cultura, da qualche avo che nemmeno si sapeva di avere fra i parenti!.

Dopo questo ritrovamento, chiunque, sicuramente, non può che rimanere affascinato da quello che ha tra le mani.

Sfogliando un libro antico è impossibile non apprezzare le qualità insite nella carta, nel carattere usato nella stampa e nelle illustrazioni. Fra quest’ultime, affascinanti sono quelle che si presentano con una coloritura coeva, a cui il tempo dona dalle irrepetibili sfumature.

La lettura della data, riportata al frontespizio, è sempre fonte di un sussulto. Consulenza di libri rari e antichi.

 

Dopo si osserva la rilegatura. Dove si scopre l’impiego della pergamena e del marocchino. Su queste le ricche impressioni realizzate in oro. Frutto di un’arte, la rilegatoria, ai nostri giorni quasi dimenticata.

 

Fra i fortunati eredi o semplici ritrovatori sicuramente, prima o poi, nasce il desiderio di conoscere se il loro bottino ha un valore commerciale. Consulenza di libri rari e antichi.

 

Qui, se non sei un professionista del campo o un accanito collezionista, iniziano i dubbi e i problemi.

In questo ambito, non è certo facile il fai da te.

Il commercio dei libri rari e antichi è una attività dove anche un professionista non smette mai di imparare!.

Oltretutto non si può prescindere da quell’intuizione che solo il tempo e la quotidiana esperienza riescono a far scoccare. Consulenza di libri rari e antichi.

 

Una sensibilità che accomuna molti campi dell’arte. Federico Zeri, famoso critico d’arte, afferma che numerosi quadri da lui studiati, solo nelle ore del sonno hanno trovato la corretta l’attribuzione.

Dunque il miglior consiglio da dare è quello di rivolgersi a un riconosciuto professionista nel campo dei libri rari e del libri antichi. Solo lui, in questo ambito, potrà fornire una affidabile consulenza.

Uno specialista inizierà ad analizzare tutti i requisiti salienti che caratterizzano i libri rari e il libri antichi. Consulenza di libri rari e antichi.

 

Si parte dall’autore, dal titolo, dall’editore e dalla data di stampa.

Questi sono i principali punti su i quali basare una consulenza e formulare un  serio giudizio.

Avere un idea della biografia e delle opere composte dall’autore è la partenza.

Subito dopo necessita inquadrare le caratteristiche principali della pubblicazione, per questo è fondamentale la conoscenza dell’editore e dell’anno di stampa. Qui iniziano le sorprese spiacevoli.

Sempre gradita è la certezza di avere reperito una edizione originale.

Questa sicurezza si complica nelle edizioni più recenti, quando anno e edizione sono forniti dall’editore con stringhe composte da sequenze di numeri.  Consulenza di libri rari e antichi.

Per svolgere questa analisi e formulare un parere necessita consultare le biografie e i repertori bibliografici. Questi sono uno strumento indispensabile. Dalla loro consultazione si ottengono sempre preziose informazioni.

Il sito librirarieantichi.it riserva un’ampia sezione a questi testi. Questa è divisa per argomenti e per ognuno di questi sono riportati i principali libri di riferimento.

 

Bibliografia e repertori – libri rari libri antichi e antiquariato giapponese (librirarieantichi.it).

 

Per determinare il valore di mercato e indicare un prezzo un primo riferimento sono le aggiudicazioni in asta. Su questo punto necessitano molte considerazioni che saranno sviluppate in un articolo specifico sul tema. Consulenza di libri rari e antichi.

Per ora valga l’affermazione del critico d’arte John Ruskin:.

Non è saggio pagare troppo, ma non è nemmeno saggio pagare troppo poco.
Quando paghi troppo, perdi qualche soldo ed è tutto.

Invece quando paghi troppo poco spesso non ti rimane niente. Questo perché l’oggetto che hai comprato non da il risultato sperato.

La norma comunque esclude del tutto la possibilità di ricevere molto pagando poco, questo è semplicemente impossibile. Consulenza di libri rari e antichi.

 

Se tratti con il più basso offerente è opportuno che tu aggiunga qualche cosa per il rischio che corri. Se fai questo troverai che disponi già a sufficienza per poter comprare qualche cosa di meglio. 

 

Ritornando ai libri rari e ai libri antichi. Il loro interesse e conseguente valore scaturisce dalla certezza di essere completi di tutte le pagine e le illustrazioni. Questo necessità rende importantissime anche le pagine non numerate e bianche.

Le illustrazioni sono il vero punto dolente!.

 

Non è raro che nel volume ne manchi qualcuna. Da qui ad arrivare al caso peggiore è un piccolo passo. Questo si presenta quando il libro è saccheggiato di tutte le sue incisioni. Consulenza di libri rari e antichi.

Questo avviene per  molte ragioni. La meno rispettosa è quella che le vede sottratte al libro raro e al libro antico per essere incorniciate e appese su una parete.

Molte altre informazioni le puoi leggere in Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

Questo è uno scritto pieno di piccoli spunti sui libri rari e sui libri antichi.

 

Richiedi consulenza – libri rari libri antichi e antiquariato giapponese (librirarieantichi.it).

 

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Consulenza di libri rari e antichi

Nelle immagini:. Consulenza di libri rari e antichi.

Maria Antonia GAGGI,. Per la solenne vestizione che fa dell’abito religioso di S. Agostino nell’insigne monastero della santissima trinità nella città di Como,. L’illustrissima signora donna Maria Antonia Gaggi sotto gli auspici felicissimi dell’illustrissima signora marchesa donna. Emilia Volpi Canarisi RIME In Como Per Ottavio Staurenghi stampatore vescovile MDCCLXIX [1769] in 4º (24,2 x 19,4 cm) pp. LVI a pieni margini.

Contiene tre poesie composte da Alessandro Volta (1745-1827), stampate alle pagine dalla XXIX alla XXXII.

La consulenza di libri rari e antichi è uno dei servizi che il sito Libri Rari e Antichi offre a chiunque desideri conoscere qualche informazione su un libro antico e potenzialmente raro. Questa cortesia si contraddistingue per l’essere strettamente confidenziale e non vincolante.

Una seria consulenza di libri rari e antichi si basa sull’esame di numerosi dati. Tra questi, alcuni presenti sul libro in esame e altri provenienti dalla consultazione delle fonti bibliografiche e dei repertori specializzati. A completamento di tutti questi dati non può mancare l’esperienza maturata in anni di lavoro tra i libri antichi.

Come Inizia una Consulenza di Libri Rari e Antichi?

Per i libri antichi, conoscerne l’età e affermarne l’appartenenza a questa categoria è relativamente semplice. Questo perché la maggior parte delle edizioni riporta al frontespizio il luogo di stampa, il nome dell’editore e la data di stampa. Quest’ultima, in alcuni casi, richiede un minimo di conoscenze. Quando si presenta in numeri arabi, è d’immediata comprensione, poiché questa numerazione è quella che quotidianamente abbiamo sotto gli occhi.

Se espressa in numeri romani, richiede un minimo di pratica, soprattutto quando compare formata dalla lettera C, impressa sia diritta sia rovesciata, oppure dalla lettera Z, che qui equivale al numero 2. La situazione si complica quando la data è espressa con una numerazione che richiama specifici calendari, in genere redatti a seguito di un dato evento storico. Per esempio, la data sui libri stampati in Francia che adottano il Calendrier révolutionnaire français o Calendrier républicain français, tradotto in italiano come Calendario rivoluzionario francese o Calendario repubblicano francese. Qui il calcolo inizia sapendo che il Capodanno dell’anno I coincide con il 22 settembre 1792. Una situazione ancor più complicata è quando la data non compare oppure è falsa.

La conoscenza della data di stampa è di fondamentale importanza per definire se il libro antico è in prima edizione. Questa è sempre la stampa più preziosa e ricercata. Alle difficoltà non sfugge nemmeno il luogo di stampa, alcune volte volutamente impresso falso.

Quando un Libro Antico si Definisce Raro?

Questo avviene quando il numero di copie conosciute è esiguo e tra queste difficilmente un esemplare appare sul mercato. Di conseguenza, per i libri antichi, la qualifica di raro coincide con l’essere un volume prezioso e ricercato dai collezionisti. La rarità è dunque uno dei parametri da definire per valutare professionalmente un libro antico.

Quali altri Fattori Necessitano di essere Considerati nell’Analisi di un Libro Antico?

Altri criteri fondamentali da prendere subito in considerazione sono la completezza e lo stato di conservazione del volume in esame. Entrambi questi elementi sono di primaria importanza. La completezza riguarda sia il numero delle pagine sia, quando presenti, le tavole di illustrazioni. Lo stato di conservazione, quando è più che buono, aumenta di molto l’interesse per il volume.

La Presenza di un Autografo o di Note Manoscritte

Queste apposizioni possono influire non di poco sul prezzo di vendita. Basti pensare all’interesse delle chiose scritte da un riconosciuto esponente di una disciplina, poste a commento del testo di un altrettanto noto collega. Questo rende il volume unico e interessante sotto molteplici aspetti.

La qualità dell’edizione è un ulteriore punto da analizzare. Questa si definisce esaminando il tipo di legatura, il tipo di carta impiegato, il carattere utilizzato nella stampa, la composizione grafica e così via. Altri criteri per la valutazione dei libri antichi si possono apprendere consultando il mio catalogo oppure contattandomi.

Le consulenze sono gratuite; le valutazioni sono a pagamento.

 

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Quando si intingeva il pennino nel calamaio

Quando si intingeva il pennino ne calamaio

Quando si intingeva il pennino nel calamaio.

Quando si intingeva il pennino nel calamaio.

 

 

Nell’ambito del commercio dei beni d’antiquariato, il calamaio è uno degli oggetti che meglio riassume questo mondo.

Questa vicinanza si afferma con identificazione, nei giorni nostri, con l’essere un prodotto completamente desueto. La cui ragione d’esistenza risiede nel rappresentare i soli valori storici e artistici. Interessi che trovano nel collezionismo o nell’arredamento il loro migliore alleato. Forse può anche essere il recondito desiderio di qualche artista calligrafo. Quando si intingeva il pennino nel calamaio.

 

Uno degli oggetti a lui più strettamente legato, la penna d’oca, ha contribuito al suo completo declino.

 

Strumento sostituito, alla fine dell’Ottocento, dal pennino e dalla penna stilografica. Mutamento in seguito consolidato, dopo la seconda guerra mondiale, dalla nascita della penna a sfera o penna biro.

 

Una caduta in disuso che rivoluziona i metodi di scrittura. Affermando la sola stilografica e biro a discapito del precedente impiego di penna, inchiostro e calamaio. Quando si intingeva il pennino nel calamaio.

 

La prerogativa dell’utilizzo della penna d’oca come strumento per la scrittura persiste sino alla metà dell’Ottocento.

 

Queste piume erano accuratamente selezionate.

Provenivano da oche, cigni, tacchini e fagiani. Volatili scelti fra quelli di taglia media. La piuma destina a diventare una penna d’oca è selezionata dalle sole prime tre penne alari destre. Quelle sinistre sono escluse perché presentano una curvatura che non agevola l’impugnatura. 

 

La piuma prescelta è poi temperata con il calore, tagliata, appuntita e fessurata. Queste due ultime operazioni erano poi da ripetersi all’occorrenza. Questo per mantenere regolare il tratto lasciato dall’inchiostro e di conseguenza più leggibile il testo. Quando si intingeva il pennino nel calamaio.

 

Il calamo è lo strumento di scrittura usato prima della penna d’oca. Consisteva in un pezzo di canna o giunco con un’estremità appuntita. La sostituzione avviene tra il VI e il IX secolo.

 

Il calamaio è un recipiente impiegato per la conservazione dell’inchiostro. Realizzato in vari materiali, fra i principali il vetro, la ceramica e il metallo.

 

Alla Rinascenza italiana appartengono i sontuosi calamai creati in bronzo. Per lo più fusi nelle città di Padova e di Venezia. Quando si intingeva il pennino nel calamaio.

Fra questi i più comuni si presentano di forma circolare o triangolare, retti da tre piedi, sono figurati con  mascheroni.

A questi si aggiungono quelli artisticamente più espressivi, dove il contenitore dell’inchiostro è sorretto da figure raffigurate in svariate movenze. Delle sculture che rappresentano vari generi di animali, mostri, satiri, centauri, fauni, putti e ninfe.

 

In questo ambito un posto di rilievo aspetta a Andrea Briosco detto il Riccio o Rizzo, scultore e fonditore padovano. Nella sua produzione, accanto alle opere maggiori, crea delle piccole sculture di bronzo. Figure che con frequenza adatta alla realizzazione di oggetti di uso. Quali: candelieri, calamai, battenti, lucerne, cofani e tanti altri suggeriti dalla sua fantasia. Quando si intingeva il pennino nel calamaio.

 

 

Nell’immagine:. Un calamaio realizzato dall’argentiere vercellese Ferdinando Canetti. Di lui si conosce che nel 1815 inizia l’apprendistato e nel 1824 deposita il suo punzone.

Il calamaio reca il marchio territoriale della città di Novara in uso dal luglio 1824.

Qui sotto un particolare. Quando si intingeva il pennino nel calamaio.

Quando si intingeva il pennino ne calamaio

 

 

 

Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

 

 

Appunti sulla maiolica. Quando si intingeva il pennino nel calamaio.

 

 

Federico Zeri e Bernard Berenson.

 

 

Fermacarte di vetro Presse papiers en verre Glass paperweight.

 

 

Gioco di carte dei Tarocchi.

 

 

Il furto della Gioconda di Leonardo da Vinci.

 

 

Il ritratto e i ritratti. Quando si intingeva il pennino nel calamaio.

 

 

La datazione della ceramica tramite termoluminescenza.

 

 

La tecnica artistica del calco in gesso.

 

 

Lo scoglio nel mare in pittura.

 

 

Maioliche in stile compendiario I bianchi faentini.

 

 

Peltri raffigurati nei quadri e una breve storia del peltro.

 

 

Tabacco e tabacchiere.

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Federico Zeri e Bernard Berenson

Federico Zeri e Bernard Berenson

Federico Zeri e Bernard Berenson.

Federico Zeri e Bernard Berenson.

 

La prima conoscenza personale fra Federico Zeri e Bernard Berenson avviene alla Villa I Tatti,. Un’antica dimora, edificata a Firenze, in via Vincigliata, al civico 26.

Questa era l’abitazione nella quale lo storico dell’arte Bernard Berenson viveva. Residenza acquistata nel 1906. Da quell’anno I Tatti diventano un luogo di rilevo nazionale e internazionale per l’arte e la cultura.

In questa residenza, Berenson custodiva la sua importante collezione d’arte e la sua immensa biblioteca. Entrambe destinate, dopo la morte del critico d’arte, a diventare un lascito in favore dell’Università di Harvard.

 

Questo incontro è favorito dalla stesura di una lettera di presentazione, nella quale Pietro Toesca introduceva Zeri a Berenson. Quest’ultimo da considerare il più famoso fra gli storici dell’arte della prima metà del Novecento.

Il serio e chiuso Toesca, anch’esso storico dell’arte, era un professore universitario. Con lui Zeri si era laureato discutendo una tesi sull’opera del pittore Jacopino del Conte, un artista romano aderente alla corrente artistica del manierismo. Federico Zeri e Bernard Berenson.

Di questo incontro Zeri evidenzia dei particolari. Quali il ricercato arredamento e il profondo silenzio che regnavano a I Tatti. L’incontrare Berenson nella stanza ove era esposta la Madonna con il bambino di Domenico Veneziano, una tavola lignea quattrocentesca, dipinta a tempera e oro. L’accortezza di Berenson nel volutamente parlare un italiano stentato, quando padroneggiava con sapienza la lingua.

Dopo questo primo incontro ne avvennero molti molti altri. Zeri nella sua autobiografia afferma che con frequenza si videro sino al 1952. Federico Zeri e Bernard Berenson.

 

Col tempo, Berenson si dimostrò molto generoso nei confronti di Zeri. Questo avveniva sempre con l’estrema discrezione che aveva in uso. Mai apertamente ma, nell’ombra si muoveva ed agiva a favore di Zeri.

Bernard Berenson, soprannominato BiBi dalla corte che gli girava attorno, incentra le sue ricerche sul Rinascimento italiano. Un periodo che conclude con fermezza nella metà del XVI secolo. Individua nello scritto di Giorgio Vasari il solo certo riferimento. Trova nelle città di Firenze e Venezia i fulcri di tale arte. Con questi presupposti pubblica numerosi studi.

Nelle sue analisi Bernard Berenson considerava l’arte come un qualcosa a sé. Senza nessun collegamento con altre discipline.

 

Berenson individua per ogni artista da lui studiato delle piccole costanti che ne permettono l’immediata identificazione. Queste ripetizioni possono essere: l’ovale di un viso, la forma di una mano, le pieghe di una stoffa e così via.

Federico Zeri sarà l’unico storico dell’arte di nazionalità italiana ad essere ammesso nella cerchia dei frequentatori usuali di Bernard Berenson.

Un saldo rapporto che permise a Zeri di trovarsi al fianco della moglie,. Nicky Mariano, in compagnia della contessa Marina Cicogna, durante la veglia della salma di BiBi.

Fra le mani di Berenson era posto un crocifisso dipinto del Quattrocento.

 

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Libri rari sui pittori e sulla pittura.

 

 

RUSSOLI FRANCO – La raccolta Berenson.

 

 

ZERI FEDERICO – Pittura e controriforma.

 

 

ZERI FEDERICO – Confesso che ho sbagliato.

 

 

Bacci Mina – Piero di Cosimo.

 

 

ORTOLANI SERGIO – Il Pollaiuolo. Federico Zeri e Bernard Berenson.

 

 

VENTURI ADOLFO – Michelangelo.

 

 

BUSCAROLI REZIO – Melozzo da Forlì.

 

 

PUERARI ALFREDO – Boccaccio Boccaccino.

 

 

MASCHERPA – Lorenzo Lotto a Bergamo.

 

 

LONGHI ROBERTO – Mostra del Caravaggio e dei caravaggeschi.

 

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Maison A Quantin editeur

Maison A Quantin editeur

Maison A Quantin editeur.

Maison A Quantin editeur.

 

I libri curati da Albert Quantin per le edizioni della La Maison Quantin non possono deludere le aspettative di nessun bibliofilo, anche il più esigente. Forse perché Albert Marie Jerome Quantin era lui stesso un grande amante di libri e un fervido collezionista.

La vita di Albert Quantin è interamente dedicata all’editoria e alla tipografia.

Questo avviene anche quando veste la divisa da militare, durante la guerra franco prussiana. Combattuta dal 1870 al 1871. Periodo che lo vede tipografo dei biglietti affidati ai piccioni viaggiatori. Maison A Quantin editeur.

Albert Marie Jerome Quantin è pagino, in questa città nasce il 19 gennaio 1850 e lì decede il 17 giugno 1933. Apprendista presso la tipografia fondata da Armand Mame, capostipite della famiglia di editori e librai di Angers.

Nel maggio del 1876 acquista, dirige ed ammoderna la Tipografia di Jules Clay. Uno stabilimento attivo a Parigi, nel sesto arrondissement, in rue Saint-Benoit, ai numeri civici 5 e 7. Maison A Quantin editeur.

Con l’assieme di tutte queste operazioni nasce la tipografia Claye Quantin & May. Destinata a diventare, nel 1886, una società per azioni, la:. Maison Quantin Compagnie générale d’impression et d’édition.

Nel 1890, la Maison Quantin vede un nuovo assetto societario e assume una nuova denominazione: May & Motteroz. Quest’ultimo nome sotto intendeva una più complessa identità:. Société des Librairies Imprimeries réunies Ancienne Maison Quantin, Motteroz, Morel, Martinet. Dal 1890 al 93 su queste edizioni è ancora presente la dicitura:. Ancienne Maison QuantinMaison A Quantin editeur.

Anche in questo nuovo assetto societario Albert Quantin è il direttore della casa editrice. Gli altri soci si limitano al solo apporto di capitale.

Dal marzo 1903, iniziano le cessioni delle collane. Attività che prelude alla chiusura della casa editrice, avvenuta nell’aprile del 1914.

Da questa data la tipografia e casa editrice A. Quantin editeur o Maison Quantin cessa la sua opera.

 

Maison A Quantin editeur.

Un bibliofilo come Albert Quantin non poteva che scegliere il motto:. Liber libro a rappresentare della sua casa editrice.

Questo appare in cima al marchio editoriale. Composto da un libro aperto, dove sulla pagina di sinistra abbiamo una lettera A e su quella di destra la Q.

Questo marchio compare sulle pagine di edizioni che valsero prestigiosi riconoscimenti.

Quali: La medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi, nel 1878 e il conferimento della Legion d’Onore all’Esposizione di Amsterdam, nel 1883. Maison A Quantin editeur.

 

La Maison Quantin aveva un catalogo molto vario.

Comprendeva sia libri per bambini come l’edizione completa delle opere di Victor Hugo. I primi appaiono nel 1885, sono illustrati a colori, con la tecnica di stampa della cromolitografia. Sono pensati come volumi singoli appartenenti a una serie. In vendita a 5 centesimi cadauno. Si componevano di tavole dal vago sapore del fumetto. Albert Quantin non si limitò a pubblicare libri. Lui stesso è autore di scritti di narrativa, ispirati al socialismo utopico, a monografie sulla Corsica e sulla storia e tecnica della stampa.

 

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Apuleio LA FAVOLA DI AMORE E PSICHE Paris A. Quantin Imprimeur Éditeur 1878

Maison A Quantin editeur.

 

Aldo Manuzio e le aldine in pillole.

 

 

Appunti di un bibliofilo Curiosità di bibliofilia.

 

 

Giambattista Bodoni e i campionari di caratteri.

 

 

Il Pinocchio di Carlo Collodi.

 

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La carta e la stampa dei libri antichi.

 

 

La storia e la fabbricazione della carta.

 

 

Libri antichi – I best seller dell’antichità.

 

 

Libri antichi – La nascita della stampa in Italia Da Magonza a Subiaco.

 

 

Sfogliare un libro stampato da Giambattista Bodoni.