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Maioliche in stile compendiario I bianchi faentini

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Maioliche in stile compendiario I bianchi faentini

Le maioliche in stile compendiario nascono e si affermano nella città di Faenza intorno agli anni quaranta del XVI secolo.

Il manoscritto di Cipriano Piccolpasso[1] intitolato i Tre libri dell’arte del vasaio [2] introduce alla tecnica delle maioliche in stile compendiario. Quest’opera è datata per l’anno 1548 ma, è composta nei due lustri precedenti.

Nel testo troviamo una descrizione di come avveniva la decorazione del pezzo ceramico sottoposto alla smaltatura con il bianco allattato, malamente oggi detto bianco faentino.

La tecnica voleva che Sopra questo smalto si dipingeva con zaffera nera ed azzurra. Cioè con la nera si tirano i contorni e con l’azzurra si ombra. Dipingenseli con zallolino e con il zallo, e non con altro. Avvertendo di dare i colori netti, e non molto grassi.

Le maioliche in stile compendiario sono caratterizzate da uno smalto morbido di color bianco coprente. Dato sul pezzo ceramico con abbondanza, a formare una superficie spessa[4].

Per riportare le parole del Piccolpasso Il bianco ferrarese si dà il doppio più grosso[5] dell’invetriatura abituale.

Il Piccolpasso qualifica come ferrarese questo tipo di smalto. Ora è conosciuto come faentino. 

Anche il Liverani parla di questo tipo di smalto. Affermando che Non è svilito alla funzione di portante della decorazione pittorica, bensì attraente in sé[3].

Questo nuovo smalto stannifero permise l’affermarsi di decorazioni semplici ed essenziali.

Realizzate a punta di pennello.

Basate sull’uso di una essenziale tavolozza cromatica. Composta da qualche verità d’azzurro e da due toni di giallo, lo zallolino e lo zallo.

Nella prima metà del XVI secolo questo modo di decorazione convive con l’affermata maiolica istoriata.

Ben presto la credenza[6] delle classi agiate dell’epoca si riempie di maioliche in stile compendiario. Arricchite, quando la commissione lo permetteva, dallo stemma nobiliare della casata.

Lo stile compendiario è così battezzato, nel 1938, da Gaetano Ballardini[7]. Nasce e si afferma nella città di Faenza intorno agli anni quaranta del XVI secolo.

I bianchi faentini potevano essere lasciati privi di qualunque ornamento. Al fine di poter mostrare per intero tutta la preziosità insita in quello smalto.

Altre volte presentavano una decorazione sobria e isolata. Collocata al centro o al margine del pezzo ceramico. Composta da piccole scene appena schizzate, realizzate con tocchi rapidi.

Protagonisti sono: putti, cherubini, amorini alati, figure femminili e Santi. Tutti raffigurati in un leggero movimento e accompagnati da ghirlande a fiori e foglioline.

L’eccezione era la maiolica che presentava tutta la superficie bianca ricoperta da un racconto pittorico. Realizzato con i colori tipici del compendiario. Figurata con una scena biblica, religiosa, storica o mitologica.

Al decoro ora necessitava una spazio minore. Questo influì sulla forma del manufatto. Le superfici acquisiscono importanza. 

Non sono più lisce e si arricchiscono di una maggiore plasticità.

Diventando: increspate, scannellate, costolate, baccellate, sbalzate e traforate. Elaborati e figurati diventano le basi, i manici e i beccucci. 

Queste forme erano ottenute in due modi. Con la tradizionale lavorazione al tornio, comune anche alle ceramiche appartenenti agli stili precedenti. Mediante stampi in gesso provenienti da lavori in metallo, quasi certamente in argento.

In questi pezzi ceramici si assiste all’affermazione della linea, della forma, dell’aspetto plastico e del volume.

Degli aspetti che nella produzione precedente erano asserviti alla ricca ed esuberante policromia di una tavolozza composta di colori e coloretti necessaria al decoro dei pezzi appartenti allo stile dell’istoriato[8].

Molteplici le figure di maestri faentini innovatori e felici interpreti di questo stile.

Virgilio Calamelli più noto come Virgiliotto, Leonardo di Ascanio Bettisi più noto come Don Pino, Francesco Mezzarisa detto Risino[9], Domenico Pirotti[10], Francesco Vicchi, Battista Mazzanti e molti altri. Alcuni di modesta levatura e non facilmente individuabili.

Virgilio Calamelli, figlio di Giovanni da Calamello, è un rinomato maiolicaro faentino.

Dopo i successi nella produzione di ceramiche in stile istoriato e nella decorazione a quartieri è fra i promotori dei bianchi.

Di lui si hanno notizie dal 1531[11] e non oltre il 1570.

Sposa Elisabetta di Baldassare Dalle Palle, Appartenente a una famiglia di vasai faentini. Dal matrimonio nascono due figli. Nel 1550, Gian Battista Baldassare Marco e nel 1552 Baldassare che sarà noto come Domenico.

Nel 1563 Don Pino subentra nella bottega di Virgiliotto. Questo avviene prima della morte del secondo. La produzione ceramica non subì variazione, probabilmente continuò a lavorare con le stesse maestranze e con una parte dei vecchi stampi.

Esistono forme ceramiche identiche siglate VR FA [da leggere V(I)R(GILIOTTO) FA(VENTINUS)] oppure DO PI [da leggere DO(N) PI(NO)].

 

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Nell’immagine. Il fronte di una crespina in stile compendiario. La decorazione è dipinta con i colori azzurro, giallo e arancio. Al centro del cavo è posto un putto alato con in una mano una lancia. Raffigurato in posizione eretta e appoggiato su un solo piede.

Il soggetto è circondato da una cornice composta da elementi vegetali stilizzati e ripetuti.

Cavo a calotta schiacciata con parete lavorata a baccellature. Parte centrale liscia. Orlo verticale desinente in un labbro ondulato e arrotondato. Piede a tromba.

Faenza, probabilmente bottega di Virgilio Calamelli detto Virgiliotto. Fine del XVI secolo.

La crespina è un piatto tondo, sagomato e montato su con piede.

 

Appunti sulla maiolica

Il singolare fascino del Blanc de Chine

La ceramica incontra l’alchimia

La ceramica prodotta a Montelupo Fiorentino

La datazione della ceramica tramite termoluminescenza

Temi decorativi e colori delle porcellane cinesi antiche

I Guidobono e il decoro antica savona in bianco e blu

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[1] Cipriano Piccolpasso, Casteldurante [località che dopo il 1636 cambia il nome in Urbania, ora nelle Marche nella provincia di Pesaro e Urbino] 1524 – Casteldurante, 21 novembre 1579. Architetto, storico, ceramista e pittore di maioliche. Molto noto è il suo trattato intitolato I tre libri dell’arte del vasajo. Datato 1548 e rimasto inedito sino al 1857. Il testo del manoscritto è ricco di ricordi, informazioni tecniche e osservazione sull’arte ceramica della prima metà del XVI secolo.

[2] Cipriano Piccolpasso. I tre libri dell’arte del vasajo. Nei quali si tratta non solo la pratica, ma brevemente tutti i secreti di essa. Cosa che persino al di d’oggi è sempre tenuta nascosta. Del cav. Cipriano Piccolpassi Durantino. Roma. Dallo Stabilimento tipografico. 1857.

[3] Giuseppe Liverani. La maiolica italiana sino alla comparsa della porcellana europea. Milano. Electa 1958. pagina 46.

[4] Caratteristica dovuta all’abbondante presenta nello smalto di stagno. La presenza pari a un terzo del peso di questo metallo non era infrequente e permetteva realizzazione di un colore bianco più candido e lattiginoso.

[5] Tutte le osservazioni di Cipriano Piccolpasso sui bianchi traggono origine dal periodo trascorso a Faenza e dalla sua visita alla bottega del Calamelli.

[6] La credenza era un termine presente negli inventari dei ceramisti. Serviva per indicare i servizi da tavola composti da: piatti, vassoi, portovi, saliere, fruttiere, versatoi, candelieri, rinfrescatoi ecc.

[7] Gaetano Ballardini. Faenza 1° ottobre 1878 – ivi 26 maggio 1953. Storico dell’arte. Fra i primi studiosi della ceramica antica. Fondò nel 1908 il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, di cui fu il direttore fino alla sua morte.

[8] La fortuna goduta dal motivo della grottesca non subisce flessione di popolarità e rimane una costante dei decori ma, nello stile compendiario, alla versione dipinta viene preferita la versione plastica. Trasformandosi in un elemento di presa o di sostegno. Realizzato, quando è di presa, a forma di arpia. Dall’aspetto di un piede di forma di zoomorfa quando d’appoggio.

[9] Dai documenti d’archivio si acquisisce che Francesco Mezzarisa di Faenza, già dal febbraio 1540, aveva assunto presso la sua bottega Pietro Zambalini. Avrebbe lavorato per un quiquennio con l’esclusiva mansione di sovraintendere alla produzione dello smalto di color bianco. Sovraintendendone il colore e la qualità. Questo ad avvalorare l’importanza assunta dai bianchi nei commerci del laboratorio. Il grande alberello, ora al museo di Faenza, proviene da questa bottega. É opera del pennello di Antonio Romanino Cimatti. Dipinto in stile compendiario con scene figurate nel 1556.

[10] Appartiene alla celebre bottega di Casa Pirota. Pietro detto Pirotto mori nel 1505. Lascia il suo esercizio ceramico in eredita ai quattro figli: Domenico, Gianfrancesco, Lorenzo (o Gianlorenzo) e Matteo. Attorno al 1528 la pestis magna privò la Ca’ Pirota di Gianfrancesco, Lorenzo e Matteo.

[11] Nell’ottobre del 1531, Virgilio Calamelli appare come testimone in un atto notarile. Era orfano di padre. Abitante a Faenza in via San Vitale, nel quartiere degli orciai.

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Signore degli anelli Tolkien

Signore degli anelli Tolkien

Signore degli anelli Tolkien.

J R R Tolkien La nascita dell’opera e la bibliografia italiana del Signore degli anelli.

 

L’autore del Signore degli anelli è J. R. R. Tolkien.

Di seguito una breve introduzione al Signore degli anelli. Nella quale è descritta la vicenda editoriale del romanzo.

Seguita dall’elenco dei titoli appartenenti alla bibliografia italiana. Signore degli anelli Tolkien.

John Ronald Reuel Tolkien, 1892 – 1973. Filologo. Professore di lingua e letteratura inglese a Oxford University.

Durante la sua vita dà alle stampe due soli romanzi: Lo Hobbit e The Lord of the Rings.

Entrambi i libri hanno la traduzione in lingua italiana.

Il primo pubblicato senza cambiare il titolo originale. L’altro traducendo il nome in il Signore degli Anelli. 

Tolkien scrive il Signore degli Anelli tra il 1937 e il 1949.

L’opera è un romanzo epico. Appartiene al genere high fantasy o epic fantasy.

il Signore degli Anelli è composto da un singolo racconto suddiviso in sei libri.

É ambientato in un mondo immaginario. Chiamato della Terra di Mezzo.

In un periodo storico inesistente. Identificato come la fine della Terza Era. Signore degli anelli Tolkien

L’autore inizia la narrazione della sua seconda opera dove si è concluso il suo precedente romanzo: Lo Hobbit. Pubblicato nel 1937.

Questo rende l’opera letteraria di Tolkien un continuo. Composta da due romanzi consecutivi. Facendo del Signore degli anelli la continuazione del Lo Hobbit.

Tolkien ha ben chiara la veste editoriale della suo Signore degli anelli. Pensava il romanzo stampato in un solo voluminoso volume.

Questa soluzione non fu possibile.

Quindi si optò per un’edizione dove il testo del romanzo è diviso in tre volumi. Ciascuno contenente due libri.

Da questa scelta prende vita l’impropria definizione di Trilogia del Signore degli Anelli.

Le esigenze editoriali e non l’autore motivano la divisone della narrazione in tre parti. Edite in tre volumi separati. Signore degli anelli Tolkien.

La prima parte è intitolata La Compagnia dell’Anello.

Contiene un prologo e i libri primo e secondo. Il titolo in lingua inglese è The Fellowship of the Ring.

La seconda parte è intitolata Le due torri. Signore degli anelli Tolkien.

Contiene i libri terzo e quarto. Il titolo in lingua inglese è The Two Towers.

La terza parte è intitolata Il ritorno del re.

Contiene i libri quinto e sesto. Il titolo in lingua inglese è The Return of the King. In calce le appendici e gli indici.

 

L’edizione originale inglese è stampata a Londra. Dall’editore George Allen & Stanley Unwin. Il 29 luglio e 11 novembre del 1954 per i primi due volumi. Il 20 ottobre del 1955 per il terzo. Signore degli anelli Tolkien.

Sia Lo Hobbit che Il Signore degli Anelli sono presentati da Tolkien come il frutto di una trascrizioni dal Libro Rosso dei Confini Occidentali. Un’autobiografia scritta da Bilbo Baggins e da Frodo Baggins. Entrambi sono hobbit e fra loro cugini.  Signore degli anelli Tolkien.

Bilbo Baggins è il protagonista de Lo Hobbit. Signore degli anelli Tolkien.

Frodo Baggins è il protagonista del Signore degli Anelli.

 

Lo Hobbit è una fiaba per bambini.

Il Libro Rosso dei Confini Occidentali è un testo immaginario.

Deve il suo nome a due circostanze:. Il colore rosso della pelle della sua rilegatura e dal luogo dove a lungo è conservato. Signore degli anelli Tolkien.

Il Signore degli Anelli parla delle vicissitudini dei nove compagni. Tutti appartenenti alla Compagnia dell’Anello.

L’opera narra di come i nove compagni agiscono al fine di evitare che Anello del Potere ritorni nella disponibilità di Sauron,. Il creatore del gioiello.

L’Anello del Potere detiene la capacità di rendere invincibile in suo possessore. Signore degli anelli Tolkien.

La grande fortuna del romanzo permise la traduzione e la stampa in trentotto lingue. Signore degli anelli Tolkien.

Le edizioni italiane vedono la luce nel 1967 e giungono fino al quotidiano.

L’elenco che segue è dato per anno di stampa. Signore degli anelli Tolkien.

Se non specificato il testo si avvale della traduzione realizzata da Alliata di Villafranca Vicky. Versione realizzata dall’autrice all’età di diciassette anni e approvata da Tolkien.

Dal 1970 l’edizione è curata da Principe Quirino.

La traduzione italiana del Il Signore degli Anelli è edita in un solo volume oppure in tre. Stampata da diversi editori e con vesti editoriali molto varie.

 

Signore degli anelli Tolkien

Signore degli anelli Tolkien.

1967. Titolo: LA COMPAGNIA DELL’ANELLO.

Note. Tradotto dalla sedicesima edizione inglese da Alliata di Villafranca Vicky. Traduzione riveduta e corretta da Enrico Mistretta.

Editore. Roma. Astrolabio Ubaldini.

Descrizione. Pagine 438. 1 mappa. Rilegatura rigida editoriale con sovraccoperta a colori illustrata da R Conti.

Prezzo di copertina: Lire 3.000. Signore degli anelli Tolkien.

 

1970. Pelle marrone. IL SIGNORE DEGLI ANELLI Trilogia.

Note. La stampa è datata ottobre 1970. Edizione non venale. Edita in 300 copie ad personam.

Editore. Milano. Rusconi.

Stampa. Milano. Cromotipia E. Sormani.

Descrizione. Pagine 1366. 1 mappa. Rilegatura rigida editoriale in similpelle di color marrone. Custodia editoriale in carta marmorizzata sui toni del marrone. Signore degli anelli Tolkien.

1970. IL SIGNORE DEGLI ANELLI Trilogia.

Note. Introduzione di Zolla Elémire.

Editore. Milano. Rusconi.

Descrizione: Pagine 1366. 1 mappa. Rilegatura rigida editoriale con sovraccoperta di Piero Crida e Mario Monge.

Prezzo di copertina: Lire 7.500. Signore degli anelli Tolkien.

Seconda edizione. Gennaio 1971.

Terza edizione. Aprile 1971.

Quarta edizione. Giugno 1974. Signore degli anelli Tolkien.

 

1974. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LA COMPAGNIA DELL’ANELLO.

Note. Collana Biblioteca Rusconi.

Editore. Milano. Rusconi.

Descrizione. Pagine 504. Brossura editoriale figurata da Piero Crida e grafica di Mario Monge.

Prezzo di copertina: Lire 2.500. Signore degli anelli Tolkien.

1974. IL SIGNORE DEGLI ANELLI. LE DUE TORRI.

Note. Collana Biblioteca Rusconi.

Editore. Milano. Rusconi.

Descrizione. Pagine 394. Brossura editoriale figurata da Piero Crida e grafica di Mario Monge.

Prezzo di copertina: Lire 2.500. Signore degli anelli Tolkien.

1974. IL SIGNORE DEGLI ANELLI. IL RITORNO DEL RE.

Note. Collana Biblioteca Rusconi.

Editore. Milano. Rusconi.

Descrizione. Pagine 348. Brossura editoriale figurata da Piero Crida. Grafica di Mario Monge.

Prezzo di copertina: Lire 2.500. Signore degli anelli Tolkien.

 

1977. IL SIGNORE DEGLI ANELLI Trilogia.

Note. Introduzione di Zolla Elémire. Collana Opere di Tolkien.

Editore. Milano. Rusconi.

Descrizione. Pagine 1366. 1 mappa. Rilegatura rigida editoriale con sovraccoperta di Piero Crida. Custodia editoriale con illustrazione di Piero Crida. Signore degli anelli Tolkien.

1977. IL SIGNORE DEGLI ANELLI Trilogia.

Note. Introduzione di Zolla Elémire. Collana Opere di Tolkien.

Editore. Milano. Rusconi.

Descrizione. Pagine 1366. 1 mappa. Brossura editoriale figurata da Piero Crida. Signore degli anelli Tolkien.

L’edizione del 1977 e le moltissime edizioni successive sono quelle che più di tutte hanno contribuito a diffondere e affermare il mito di Tokien. Signore degli anelli Tolkien.

Sono in commercio in due vesti editoriali. In rilegatura editoriale con astuccio e la più economica in brossura editoriale.

1ª Edizione – Ottobre 1977 Commercializzata sia in Rilegatura editoriale con cofanetto sia in brossura editoriale. Signore degli anelli Tolkien.

2ª Edizione. Gennaio 1978.

3ª Edizione. Giugno 1978.

4ª Edizione. Ottobre 1978.

5ª Edizione. Gennaio 1979.

6ª Edizione. Novembre 1979.

7ª Edizione. Gennaio 1980.

8ª Edizione. Aprile 1980.

9ª Edizione. Febbraio 1981.

10ª Edizione. Maggio 1982.

11ª Edizione. Dicembre 1982.

12ª Edizione. Ottobre 1983.

13ª Edizione. Maggio 1984.

14ª Edizione. Marzo 1985.

15ª Edizione. Gennaio 1986.

16ª Edizione. Novembre 1986.

17ª Edizione. Aprile 1987.

18ª Edizione. Settembre 1987.

19ª Edizione. Marzo 1988.

20ª Edizione. Febbraio 1989.

21ª Edizione. Settembre 1989.

22ª Edizione. Maggio 1990.

23ª Edizione. Giugno 1991.

24ª Edizione. Novembre 1991.

25ª Edizione. Ottobre 1992.

26ª Edizione. Aprile 1993.

27ª Edizione. Novembre 1993.

28ª Edizione. Marzo 1994.

29ª Edizione. Aprile 1995.

30ª Edizione. Aprile 1997.

31ª Edizione. Novembre 1997.

32ª Edizione. Settembre 1998.

33ª Edizione. Aprile 1999.

34ª Edizione. Ottobre 1999. Signore degli anelli Tolkien.

 

Signore degli anelli Tolkien

1979. SIGNORE DEGLI ANELLI Il Cine album Numero 1. Signore degli anelli Tolkien.

Note: Traduzione di Saba Sardi Francesco. Copertina di Bakshi Ralph.

Tratto dalla sceneggiatura e con le illustrazioni del film Il Signore degli Anelli della Fantasy Film.

Produzione di Zaentz Saul. Regia di Bakshi Ralph. 

Editore: Milano. Rusconi.

Descrizione: Pagine 116. Rilegatura editoriale con sovraccoperta.

Prezzo di copertina: Lire 10.000. Signore degli anelli Tolkien.

1979. SIGNORE DEGLI ANELLI.

Note. Edizione a fumetti.

Adattamento di Nicola Cuti. Traduzione di Gaetano Salinas. Illustrato con i disegni di Luis Bermejo. 

Editore. Milano Rizzoli Junior.

Descrizione. Pagine 46. Rilegatura rigida editoriale figurata da Luis Bermejo.

Prezzo di copertina: Lire 4.500. Signore degli anelli Tolkien.

1979. SIGNORE DEGLI ANELLI Trilogia.

Note. Introduzione di Zolla Elemire.

Editore. Milano Euroclub Su licenza Rusconi.

Descrizione. Pagine 1364. 1 mappa. Rilegatura rigida editoriale. Sovraccoperta editoriale figurata anonima.

Prezzo di copertina: Non presente. Signore degli anelli Tolkien.

 

1980. IL SIGNORE DEGLI ANELLI.

Note. Alla copertina secondo episodio.

Edizione a fumetti. Adattamento di Nicola Cuti. Traduzione di Gaetano Salinas. Illustrato con i disegni di Luis Bermejo.

Editore. Milano Rizzoli Junior.

Descrizione. Pagine 46. Rilegatura rigida editoriale figurata da Luis Bermejo. 

Prezzo di copertina: Lire 4.500. Signore degli anelli Tolkien.

 

1981. IL SIGNORE DEGLI ANELLI.

Note. Alla copertina terzo episodio.

Edizione a fumetti. Adattamento di Nicola Cuti. Traduzione di Gaetano Salinas. Illustrato con i disegni di Luis Bermejo.

Editore. Milano Rizzoli Junior.

Descrizione. Pagine 46. Rilegatura rigida editoriale figurata da Luis Bermejo. 

Prezzo di copertina: Lire 4.500. Signore degli anelli Tolkien.

 

1982. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LA COMPAGNIA DELL’ANELLO.

Note. A cura di Antonio Lugli. Collana di narrativa De Agostini per la scuola.

Editore. Novara Istituto Geografico De Agostini.

Descrizione. Pagine 288. Brossura editoriale figurata anonima.

Prezzo di copertina: Lire 9.500. Signore degli anelli Tolkien.

1982. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LE DUE TORRI.

Note: A cura di Antonio Lugli. Collana di narrativa De Agostini per la scuola.

Editore: Novara Istituto Geografico De Agostini.

Descrizione: Pagine 288. Brossura editoriale figurata anonima.

Prezzo di copertina: Lire 13.000. Signore degli anelli Tolkien.

 

1983. IL SIGNORE DEGLI ANELLI IL RITORNO DEL RE.

Note: A cura di Antonio Lugli. Collana di narrativa De Agostini per la scuola.

Editore: Novara Istituto Geografico De Agostini.

Descrizione: Pagine 336. Brossura editoriale figurata anonima.

Prezzo di copertina: Lire 12.500. Signore degli anelli Tolkien.

 

1984. Pelle verde IL SIGNORE DEGLI ANELLI.

Note. Edito per celebrare il milione di copie vendute. Edizione in 1.000 copie numerate in numeri arabi. Più 13 copie numerate in numeri romani. Due cartoncini editoriali.

Editore: Milano. Rusconi libri.

Descrizione. Pagine 1368. Stampato su carta d’India.

Rilegatura rigida editoriale in piena pelle di color verde. Guardie in carta marmorizzata. Custodia editoriale in carta marmorizzata sui toni del verde.

Prezzo di copertina: Lire 160.000. Signore degli anelli Tolkien.

 

1987. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LA COMPAGNIA DELL’ANELLO. 

Note: Copertina figurata da J. R. R. Tolkien. 

Editore: Milano Euroclub Su licenza Rusconi.

Descrizione: Pagine 488. 1 mappa. Rilegatura rigida editoriale figurata.

Prezzo di copertina: Non presente. Signore degli anelli Tolkien.

1987. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LE DUE TORRI.

Note: Copertina figurata da J. R. R. Tolkien. 

Editore: Milano Euroclub Su licenza Rusconi.

Descrizione: Pagine 400. Rilegatura rigida editoriale figurata.

Prezzo di copertina: Non presente. Signore degli anelli Tolkien.

1987. IL SIGNORE DEGLI ANELLI IL RITORNO DEL RE.

Note: Copertina figurata da J. R. R. Tolkien. 

Editore: Milano. Euroclub. Su licenza Rusconi.

Descrizione: Pagine 342. Rilegatura rigida editoriale figurata.

Prezzo di copertina: Non presente. Signore degli anelli Tolkien.

 

1990. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LA COMPAGNIA DELL’ ANELLO.

Note: Copertina illustrata da Daniela Veluti. Grafica di Luigi Caronni.

Editore: Milano Euroclub Italia Su licenza Rusconi.

Descrizione: Pagine 434. Rilegatura editoriale. Sovraccoperta editoriale.

Prezzo di copertina: Lire 19.200. Signore degli anelli Tolkien.

1990. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LE DUE TORRI.

Note: Copertina illustrata da Daniela Veluti. Grafica di Luigi Caronni.

Editore: Milano Euroclub Italia Su licenza Rusconi.

Descrizione: Pagine 362. Rilegatura editoriale. Sovraccoperta editoriale.

Prezzo di copertina: Lire 19.200. Signore degli anelli Tolkien.

 

1991. IL SIGNORE DEGLI ANELLI IL RITORNO DEL RE.

Note: Copertina illustrata da Daniela Veluti. Grafica di Luigi Caronni.

Editore: Milano Euroclub Italia Su licenza Rusconi.

Descrizione: Pagine 430. Rilegatura editoriale. Sovraccoperta editoriale.

Prezzo di copertina: Lire 19.200.

 

1992. Tela blu. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LA COMPAGNIA DELL’ANELLO. 

Note: Copertina illustrata da Daniela Veluti.

Editore: Milano. Edizione Club. Su licenza Rusconi.

Descrizione: Pagine 434. Mappa della Terra di Mezzo ripetuta due volte. Rilegatura rigida editoriale. Sovraccoperta editoriale.

Prezzo di copertina: Non presente. Signore degli anelli Tolkien.

1992. Tela blu. IL SIGNORE DEGLI ANELLI. LE DUE TORRI.  

Note: Copertina illustrata da Daniela Veluti.

Editore: Milano Edizione Club Su licenza Rusconi.

Descrizione: Pagine 400. 1 Mappa della Terra di Mezzo. Rilegatura rigida editoriale. Sovraccoperta editoriale.

Prezzo di copertina: Non presente. Signore degli anelli Tolkien.

1992. Tela blu. IL SIGNORE DEGLI ANELLI IL RITORNO DEL RE.

Note: Copertina illustrata da Daniela Veluti.

Editore: Milano. Edizione Club. Su licenza Rusconi.

Descrizione: Pagine 342. 1 Mappa della Terra di Mezzo. Rilegatura rigida editoriale. Sovraccoperta editoriale.

Prezzo di copertina: Non presente. Signore degli anelli Tolkien.

 

1993. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LA COMPAGNIA DELL’ ANELLO.

Note: Copertina con progetto grafico di Silva Danilo. Collana Opere di Tolkien.

Editore: Milano. Rusconi libri.

Descrizione: Pagine 504. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: Lire 15.000. Signore degli anelli Tolkien.

1993. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LE DUE TORRI.

Note: Copertina con progetto grafico di Silva Danilo. Collana Opere di Tolkien.

Editore: Milano. Rusconi libri.

Descrizione: Pagine 408. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: Lire 15.000. Signore degli anelli Tolkien.

1993. IL SIGNORE DEGLI ANELLI Il RITORNO DEL RE.

Note: Copertina con progetto grafico di Silva Danilo. Collana Opere di Tolkien.

Editore: Milano. Rusconi libri.

Descrizione: Pagine 470. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: Lire 15.000.

 

1997. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LA COMPAGNIA DELL’ANELLO.

Note: Copertina con illustrazione di Luca Michelucci. Grafica di Katia Marassi. Collana Opere di Tolkien.

Cofanetto editoriale di color verde per contenere i tre volumi.

Editore: Milano. Rusconi libri.

Descrizione: Pagine 504. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: Lire 15.000. Signore degli anelli Tolkien.

1997. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LE DUE TORRI.

Note. Copertina con illustrazione di Luca Michelucci e grafica di Katia Marassi. Collana Opere di Tolkien.

Cofanetto editoriale di color verde per contenere i tre volumi.

Editore: Milano. Rusconi libri.

Descrizione: Pagine 408. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: Lire 15.000. Signore degli anelli Tolkien.

1997. IL SIGNORE DEGLI ANELLI IL RITORNO DEL RE.

Note. Copertina con illustrazione di Luca Michelucci. Grafica di Katia Marassi. Collana Opere di Tolkien.

Cofanetto editoriale di color verde per contenere i tre volumi.

Editore: Milano. Rusconi libri.

Descrizione: Pagine 470. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: Lire 15.000.

1997. IL SIGNORE DEGLI ANELLI.

Note: Seconda edizione non numerata. Collana Opere di Tolkien.

Editore: Milano. Rusconi libri.

Descrizione: Pagine 1368. 1 mappa. Stampata su carta di riso. Rilegatura rigida editoriale in tutta pelle di color verde. Guardie in carta marmorizzata. Custodia editoriale in cartoncino bianco.

Prezzo di copertina: Lire 160.000.

 

 

2000. IL SIGNORE DEGLI ANELLI.

Note. In copertina la riproduzione del quadro intitolato Chiesa gotica su una roccia sul mare. Del 1815. Opera di Karl Friederich Schinkel.

Editore: Milano. Mondo libri. Su licenza RCS Libri.

Descrizione: Pagine 1376. Rilegatura rigida editoriale. Sovraccoperta editoriale con il fondo del dorso di colore rosso.

Prezzo di copertina: Non presente. Signore degli anelli Tolkien.

2000. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LA COMPAGNIA DELL’ANELLO.

Note. In copertina la riproduzione del quadro intitolato Riverbank Autumn. Del 1938. Dipinto di Maxfield Parrish.

Collana. I Grandi Tascabili Bompiani Numero 673.

Editore: Milano. Bompiani.

Descrizione: Pagine 504. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: euro 9,30. Signore degli anelli Tolkien.

2000. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LE DUE TORRI.

Note. In copertina la riproduzione del quadro intitolato Blue Fountain. Del 1927. Pittura di Maxfield Parrish.

Collana. I Grandi Tascabili Bompiani Numero 718.

Editore: Milano. Bompiani.

Descrizione: Pagine 396. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: euro 9,30.

2000. IL SIGNORE DEGLI ANELLI IL RITORNO DEL RE.

Note. In copertina la riproduzione del quadro intitolato Moonlight. Del 1934. Dipinto di Maxfield Parrish.

Collana.I Grandi Tascabili Bompiani Numero 719.

Editore: Milano. Bompiani.

Descrizione: Pagine 470. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: euro 9,30. Signore degli anelli Tolkien.

2000. IL SIGNORE DEGLI ANELLI.

Note. Introduzione di Zolla Elémire. Collana I Libri di Tolkien. Linea Editoriale Bompiani. Narrativa Straniera.

Editore: Milano. Bompiani.

Descrizione: Pagine 1366. 1 mappa. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: euro 25,00.

 

 

2002. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LA COMPAGNIA DELL’ANELLO.

Note. Copertina Polystudio. Collana Libri Tolkien. Linea Editoriale Bompiani. Narrativa Straniera.

Editore: Milano. Bompiani.

Descrizione: Pagine 504. Rilegatura editoriale. Sovraccoperta editoriale.

Prezzo di copertina: euro 15,00. Signore degli anelli Tolkien.

2002. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LE DUE TORRI.

Note: Copertina Polystudio. Collana Libri Tolkien. Linea Editoriale Bompiani. Narrativa Straniera.

Editore: Milano. Bompiani.

Descrizione: Pagine 414. Rilegatura editoriale. Sovraccoperta editoriale.

Prezzo di copertina: euro 15,00. Signore degli anelli Tolkien.

 

2003. IL SIGNORE DEGLI ANELLI IL RITORNO DEL RE.

Note. Copertina Polystudio. Collana Libri Tolkien. Linea Editoriale Bompiani. Narrativa Straniera.

Editore: Milano. Bompiani.

Descrizione: Pagine 486. Rilegatura editoriale. Sovraccoperta editoriale.

Prezzo di copertina:. euro 15,00. Signore degli anelli Tolkien.

2003. IL SIGNORE DEGLI ANELLI.

Note. Traduzione della Prefazione alla seconda edizione di Lorenzo Gammarelli. Introduzione di Zolla Elémire.

Riveduto e aggiornato dalla Società Tolkieniana Italiana. Copertina e illustrazioni di Alan Lee.

Collana Libri Tolkien. Linea Editoriale Bompiani. Narrativa Straniera.

Editore: Milano. Bompiani.

Descrizione: Pagine 1264. 1 mappa. Rilegatura editoriale. Sovraccoperta editoriale.

Prezzo di copertina: euro 48,00.

 

2004. IL SIGNORE DEGLI ANELLI.

Note. In copertina la riproduzione del quadro intitolato Chiesa gotica su una roccia sul mare. Del 1815. Opera di Karl Friederich Schinkel.

Traduzione della prefazione alla Seconda Edizione di Lorenzo Gammarelli.

Traduzione riveduta e corretta in collaborazione con la Società Tolkieniana Italiana. Introduzione di Zolla Elémire.

Editore: Milano. Mondolibri. Su licenza RCS Libri.

Descrizione: Pagine 1378. 1 mappa. Rilegatura editoriale. Sovraccoperta editoriale. Dorso della sovraccoperta di colore scuro.

Prezzo di copertina: Non presente. Signore degli anelli Tolkien.

2004.  IL SIGNORE DEGLI ANELLI.

Note: Copertina di Parrish Maxfield.

Collana Libri Tolkien. Linea Editoriale Bompiani.Narrativa Straniera.

Editore: Milano. Bompiani.

Descrizione: Pagine 1380. Brossura editoriale. Sovraccoperta editoriale.

Prezzo di copertina: euro 30,00. Signore degli anelli Tolkien.

 

2005. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LA COMPAGNIA DELL’ANELLO.

Note. In copertina la riproduzione del quadro intitolato Riverbank Autumn. Del 1938. Pittura di Maxfield Parrish.

Traduzione della prefazione alla seconda edizione di Lorenzo Gammarelli. Introduzione di Zolla Elémire.

Riveduto e aggiornato dalla Società Tolkieniana Italiana. Collana Tascabili Narrativa. Numero 673.

Editore: Milano. Bompiani.

Descrizione: Pagine 540. Brossura editoriale. Sovraccoperta editoriale.

Prezzo di copertina: euro 9,90. Signore degli anelli Tolkien.

2005. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LE DUE TORRI.

Note. In copertina  la riproduzione del quadro intitolato Blue Fountain. Del 1927. Opera di Maxfield Parrish.

Traduzione della prefazione alla seconda edizione di Lorenzo Gammarelli. Introduzione di Zolla Elémire.

Riveduto e aggiornato dalla Società Tolkieniana Italiana.

Collana Tascabili Narrativa, Numero 718. Linea Editoriale Bompiani Tascabili.

Editore: Milano. Bompiani.

Descrizione: Pagine 420. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: euro 9,90.

2005. IL SIGNORE DEGLI ANELLI. IL RITORNO DEL RE.

Note. In copertina la riproduzione del quadro intitolato Moonlight. Del 1934. Dipinto di Maxfield Parrish.

Traduzione della prefazione alla seconda edizione di Lorenzo Gammarelli. Introduzione di Zolla Elémire.

Riveduto e aggiornato dalla Società Tolkieniana Italiana.

Collana Tascabili Narrativa. Numero 719. Linea Editoriale Bompiani Tascabili.

Editore: Milano. Bompiani.

Descrizione: Pagine 500. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: euro 9,90. Signore degli anelli Tolkien.

2005. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LA COMPAGNIA DELL’ANELLO.

Note. Abbinamento editoriale. Collana Fantasy 1. Copertina: Out of Nowhere.

Editore: Milano. RCS Quotidiani.

Descrizione: Pagine 526. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: euro 4,90. Signore degli anelli Tolkien.

2005. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LE DUE TORRI.

Note. Abbinamento editoriale. Collana Fantasy 2. Copertina: Out of Nowhere.

Editore: Milano. RCS Quotidiani.

Descrizione: Pagine 526. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: euro 4,90. Signore degli anelli Tolkien.

2005. IL SIGNORE DEGLI ANELLI IL RITORNO DEL RE.

Note. Abbinamento editoriale. Collana Fantasy 3. Copertina: Out of Nowhere.

Editore: Milano. RCS Quotidiani.

Descrizione: Pagine 526. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: euro 4,90.

2005. IL SIGNORE DEGLI ANELLI.

Note. Copertina di Parrish Maxfield. Riveduto e aggiornato dalla Società Tolkieniana Italiana.

Collana Libri Tolkien. Linea Editoriale Bompiani. Narrativa Straniera.

Editore: Milano. Bompiani.

Descrizione: Pagine 1376. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: euro 39,00. Signore degli anelli Tolkien.

2005. IL SIGNORE DEGLI ANELLI.

Note. Contenuto nell’albo fiabe fantastiche. Copertina e illustrazioni di Gentili Maria Rita.

Editore: Sarzana. Abaco Edizioni. Di Vecchi Editore.

Descrizione: Pagine 108. Rilegatura rigida editoriale figurata.

Prezzo di copertina: Non presente. Signore degli anelli Tolkien.

 

2007. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LA COMPAGNIA DELL’ANELLO.

Note. Copertina di Alan Lee.

Traduzione della prefazione alla seconda edizione di Lorenzo Gammarelli.

Traduzione riveduta e corretta in collaborazione con la Società Tolkieniana Italiana. Introduzione di Zolla Elemire.

Collana Libri ORO Numero 26.

Editore: Milano. Bompiani.

Descrizione: Pagine 530. Rilegatura editoriale. Sovraccoperta figurata.

Prezzo di copertina: euro 6,00. Signore degli anelli Tolkien.

2007. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LE DUE TORRI.

Note. Copertina di Alan Lee.

Traduzione della prefazione alla seconda edizione di Lorenzo Gammarelli.

Traduzione riveduta e corretta in collaborazione con la Società Tolkieniana Italiana. Introduzione di Zolla Elemire.

Collana Libri ORO Numero 27.

Editore: Milano. Bompiani.

Descrizione: Pagine 418. Rilegatura editoriale. Sovraccoperta figurata.

Prezzo di copertina: euro 6,00.

2007. IL SIGNORE DEGLI ANELLI IL RITORNO DEL RE.

Note. Copertina di Alan Lee.

Traduzione della prefazione alla seconda edizione di Lorenzo Gammarelli.

Traduzione riveduta e corretta in collaborazione con la Società Tolkieniana Italiana. Introduzione di Zolla Elemire.

Collana Libri ORO. Numero 28.

Editore: Milano. Bompiani.

Descrizione: Pagine 496. Rilegatura editoriale. Sovraccoperta figurata.

Prezzo di copertina: euro 6,00. Signore degli anelli Tolkien.

 

2011. IL SIGNORE DEGLI ANELLI.

Note: Edizione mancante delle righe finali del capitolo Molti Incontri.

Il capitolo dovrebbe terminare con Dormi Bene!.

Mentre in questa edizione si ferma a ove scorreva il Bruinen.

L’illustrazione in copertina è un particolare del quadro Romance. Del 1922. Opera di Maxfield Parrish.

Traduzione della prefazione alla seconda edizione di Lorenzo Gammarelli. Introduzione di Zolla Elémire.

Collana Vintage.

Editore. Milano. Bompiani.

Descrizione. Pagine 1280. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: euro 19,00. Signore degli anelli Tolkien.

 

2012. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LA COMPAGNIA DELL’ANELLO.

Nota. Edizione mancante delle righe finali del capitolo Molti Incontri.

Il capitolo dovrebbe terminare con Dormi Bene!.

Mentre in questa edizione si ferma a ove scorreva il Bruinen.

Copertina con i disegni di J. R. R Tolkien.

Traduzione della prefazione alla seconda edizione di Lorenzo Gammarelli.

Nuova edizione con traduzione riveduta e corretta in collaborazione con la Società Tolkieniana Italiana. Introduzione di Zolla Elémire.

Collana. I Grandi Tascabili. Linea Editoriale Bompiani Tascabili.

Editore. Milano. Bompiani.

Descrizione. Pagine 680. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: euro 12,50. Signore degli anelli Tolkien.

2012. IL SIGNORE DEGLI ANELLI LE DUE TORRI.

Nota. Copertina con i disegni di J. R. R Tolkien.

Traduzione della prefazione alla seconda edizione di Lorenzo Gammarelli.

Nuova edizione con traduzione riveduta e corretta in collaborazione con la Società Tolkieniana Italiana. Introduzione di Zolla Elémire.

Collana. I Grandi Tascabili. Linea Editoriale Bompiani Tascabili.

Editore. Milano. Bompiani.

Descrizione. Pagine 540. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: euro 12,50. Signore degli anelli Tolkien.

2012. IL SIGNORE DEGLI ANELLI IL RITORNO DEL RE.

Nota. Copertina con i disegni di J. R. R Tolkien.

Traduzione della prefazione alla seconda edizione di Lorenzo Gammarelli.

Nuova edizione con traduzione riveduta e corretta in collaborazione con la Società Tolkieniana Italiana. Introduzione di Zolla Elémire.

Collana. I Grandi Tascabili. Linea Editoriale Bompiani Tascabili.

Editore. Milano. Bompiani.

Descrizione. Pagine 660. Brossura editoriale figurata.

Prezzo di copertina: euro 12,50.

 

Il libro Il Signore degli Anelli è ancora stampato.

L’editoria italiana delle opere di J R R Tolkien comprende più di 250 libri.

 

Concludo con  una delle frasi più celebri di J R R Tolkien:. Tutto ciò che dobbiamo decidere è cosa fare col tempo che ci viene dato.

 

Una favolosa asta di libri introvabili.

 

 

Appunti di un bibliofilo.

 

 

Morgana Mario Della crescente rarità dei libri antichi.

 

 

Manuali Hoepli curiosità e criteri di valutazione.

 

 

Secco Suardo Il restauratore dei dipinti. Le vicende editoriali di un manuale Hoepli.

 

 

Cesare Pavese e il romanzo Moby Dick di Herman Melville.

 

 

Libri antichi di letteratura Herman Melville Moby Dick.

 

 

Collezionare le edizioni del De Imitatione Christi o Imitazione di Cristo.

 

 

Ettore Zapparoli Blu Nord e Il silenzio ha le mani aperte.

 

 

Giambattista Bazzoni e il Falco della rupe o la guerra di Musso.

 

 

La rivista Xilografia fondata e diretta da Francesco Nonni.

 

 

La xilografia nel Novecento Adolfo De Carolis Cesare Ratta L’Eroica.

 

 

Le Haydine di Giuseppe Carpani e il plagio realizzato da Stendhal.

 

 

Mario Borsa La caccia nel milanese dalle origini ai giorni nostri.

 

 

Padre Girolamo Maria Moretti il fondatore della grafologia italiana.

 

 

Pauline Reage HISTOIRE D’O.

 

 

Pietro Micca e l’assedio della città di Torino del 1706.

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Cloisonné Giappone tecnica storia

Il Cloisonné in Giappone tecnica e storia

Cloisonné prodotto in Giappone la tecnica artistica la storia e il mercato.

Il Cloisonné realizzato in Giappone, la tecnica artistica, la storia e il mercato.

 

 

In Giappone, il cloisonné vanta una lunga storia, un’accattivante vicenda e degli abili e raffinati produttori.

 

Il cloisonné è una tecnica artistica che consiste nell’applicazione di paste vitree policrome sopra una superficie metallica. Cloisonné Giappone tecnica storia.

La lavorazione prevede la convergenza dei due diversi materiali: il vetro e il metallo. Il primo fuso e applicato a caldo sul secondo.

L’incontro di queste due distanti sostanze pone questo procedimento a metà strada fra l’arte del vetro e quella dell’oreficeria.

Il cloisonné, in Giappone, è una tecnica conosciuta e praticata da lungo tempo, ma questa lavorazione vanta una storia che tocca molti altri paesi.

Nel Medioevo, questa tecnica artistica trova il suo apice nella città di Bisanzio, l’odierna Istanbul.
Al lavoro di quelle botteghe dobbiamo la realizzazione delle parti iniziali e principali che andranno a costituire la Pala d’oro. Un opera visibile a Venezia, dove è esposta nella Basilica di San Marco. Qui è ancora collocata nell’originale posizione, al retro dell’altare maggiore. Cloisonné Giappone tecnica storia.
La Pala è un capolavoro di oreficeria gotica, si compone di circa 250 smalti cloisonné, fra loro assemblati a illustrare varie scene bibliche.
Sulle superfici di raccordo fra le varie formelle si trova una decorazione formata dall’incastonatura e dall’alternanza di perle e pietre preziose. 
Tutti i pannelli smaltati sono realizzati su una lamina d’argento, in seguito sottoposta a una ricca doratura. Cloisonné Giappone tecnica storia.
Si presentano con diverse dimensioni, di eterogenea origine e di diverse epoche. I più antichi si datano a partire dal X secolo. 

La maggior parte di questi proviene da Bisanzio, realizzati su committenza veneziana.

 

L’arte del cloisonné consiste nel riempire degli alveoli, posti su una superficie metallica, con l’impiego di smalto colorato. Cloisonné Giappone tecnica storia.

 

Con questa operazione si realizza un decoro, costituito dalla correlazione che intercorre fra le varie sostanze coloranti impiegate. Questo abbellimento può assumere svariate forme, fra queste anche la composizione di immagini figurative.

Uno dei primi esempi conosciuti di cloisonnè figurato è custodito nella Basilica di San Pietro a Roma. É una piccola croce reliquiario, databile fra il VI e il VII secolo.

 

Le cavità dove si colloca lo smalto liquido sono delimitate da listelli o fili. Questi risultano leggermente emergenti rispetto al piano della base, potendo, in questo modo, trattenere il contenuto. 

Lo smalto fuso è colato nell’alveolo, raffreddando aderisce sia al piano dell’oggetto sia alle pareti del listello o del filo.

La qualità nella lavorazione si definisce in base alla grandezza delle celle e dei fili. In entrambi i casi, per esprimere la migliore varietà, devono essere delle dimensioni più ridotte possibili. Cloisonné Giappone tecnica storia.

 

Per gli esemplari più antichi i listelli sono saldati direttamente sulla superficie dell’oggetto.
In Giappone, questo metodo costruttivo decade verso la fine del XIX secolo. Da allora i fili sono incollati, con l’ausilio della colla di riso, sul supporto metallico.
L’adesivo, nel momento dell’applicazione dello smalto fuso, brucia.

 

 

Il supporto in metallo può essere in rame, bronzo, ottone e occasionalmente in metalli preziosi, come l’oro o l’argento. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Il sostegno metallico è realizzato a fusione oppure partendo da una lamina.

In quest’ultimo caso la lastra è lavorata direttamente con il processo della martellatura. Con questo procedimento, il metallo più frequentemente impiegato è il rame. Materiale dapprima portato a foglio e in seguito battuto. La forma finale è ottenuta dall’unione di più lastre sagomate. Cloisonné Giappone tecnica storia.

La base in rame può necessitare di protezioni nei punti più sporgenti. Queste sono delle rifinite in bronzo. Poste nelle parti più vulnerabili dell’oggetto, come i bordi superiori e inferiori.

 

 

Lo smalto è formato, in proporzioni diverse, da sabbia, sodio e potassio. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Questa miscela quando è esposta al calore si scioglie, formando una massa di colore blu o verde. É quest’ultima il composto impiegato come base per ottenere altri colori. Il processo avviene con l’aggiunta di agenti coloranti, in genere ossidi metallici.

 

 

I cloisonné provenienti dal Giappone devono la loro affermazione a due fattori. Cloisonné Giappone tecnica storia.

 

Il primo trova il fondamento nel fascino esotico che evocano, alla cui costruzione ha anche contribuito la loro antica storia. Il secondo è dovuto ai grandi progressi migliorativi raggiunti nella tecnica.

Una nuova e maggiore perizia che consente sia una lavorazione più raffinata sia la nascita di una maggiore gamma di smalti colorati. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Quest’ultimo miglioramento avviene dal 1875, a seguito della nascita, a Tokyo, della Ahrens Company.

In questa industria si concretizzò la collaborazione fra Tsukamoto Kaisuke e Gottfried von Wagner, 1831 – 1892.
Il primo è un famoso artefice di cloisonné. Il secondo è un chimico tedesco. Trasferito in Giappone, per dare un supporto scientifico alle arti e mestieri tradizionali.

 

In Giappone, la tecnica impiegata per la fabbricazione dei cloisonné è del tutto simile a quella in uso in altri paesi. Può essere descritta e riassunta nei seguenti punti. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Gli smalti in pasta sono compressi nelle celle, in genere ogni alveolo contiene un unico colore.
A questa operazione segue la cottura, realizzata in piccoli forni d’argilla, dove la temperatura d’esercizio dipende dal colore dello smalto in cottura.
Questo avviene perché ogni smalto è caratterizzato da un proprio punto di fusione. Cloisonné Giappone tecnica storia.

La regola vuole che si inizi dagli smalti con un punto di fusione più alto. Per poi proseguire con quelli che via via presentano i punti di fusione più bassi.

La smaltatura dell’oggetto avviene con una successione di cotture a temperature sempre più basse. Questa serie di cotture determina una contrazione dello smalto. Questa mancanza è colmata con l’aggiunta di altro smalto in pasta. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Finita la fase della cottura, l’oggetto è accuratamente levigato.

Questa operazione necessita per far emergere il filo e rimuovere le sbavature dello smalto.

Alla levigatura segue la lucidatura, ottenuta con l’uso di polveri sempre più fini.
Il processo si prolungava fino a raggiungere una patina traslucida.

Il Cloisonné in Giappone tecnica e storia

 

Cloisonné è un termine generale, al suo interno raggruppa molte varianti tecniche. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Il plique à jour.

É questa una lavorazione difficoltosa. La sua esecuzione richiede delle specificità inerenti al corpo metallico dell’oggetto da smaltare. Questo necessita che sia realizzato in solo rame. Inoltre che sia di piccole dimensioni.
Il coesistere di queste due caratteristiche permette di eliminare, attraverso l’azione dell’acido, la parte estranea al decoro. Lasciando, alla fine del processo di corrosione, solo gli smalti e i fili delle celle.
A causa della tecnica di lavorazione gli oggetti lavorati a plique à jour sono per lo più di ridotte dimensioni. Inoltre hanno una valutazione commerciale molto elevata. Cloisonné Giappone tecnica storia.
La tecnica del plique à jour può essere applicata anche in una sola zona dell’oggetto, per esempio nella fascia centrale di un vaso. In questo caso abbiamo una plique à jour parziale.
La fabbrica fondata da Ando Jubei realizzò molti oggetti con questa metodo.

Il moriage.

É una tecnica dove lo smalto, sulla superficie del metallo, è applicato a strati. Questo permette di modulare la decorazione dell’oggetto, lavorandone alcune parti in alto rilievo. Collocandole in una posizione più elevata rispetto a quelle della superficie. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Con questa tecnica hanno lavorato gli artisti occupati presso la Ando Jubei e Kawade Shibataro.

Smalti gin-bari.

Avviene quando lo smalto traslucido è applicato su un fondo composto da un foglio metallico.
Questa tecnica può essere applicata anche in modo parziale. Dando vita a un oggetto dove solo una parte del soggetto decorativo è realizzata con il metodo gin-bari. A questa si accosta il resto dell’ornamento, realizzato con un altro tipo di lavorazione a smalto. In questo modo lavorava Oda Tamashiro.

Musen jippo. Cloisonné Giappone tecnica storia.

É la tecnica più spettacolare e impegnativa. Un metodo padroneggiato solo dai migliori artisti. Inventato e usato in prevalenza da Namikawa Sosuke.

É caratterizzato da smalti che non presentano fili metallici. Quest’ultimi sono rimossi prima della cottura e quando necessari sono impiegati in modo molto accorto.

Gli oggetti smaltati prodotti da Namikawa Sosuke sono fra i più richiesti e pagati dal mercato. É bene sapere che non tutti i pezzi realizzati con questa tecnica sono con certezza attribuibili alla sua opera. Cloisonné Giappone tecnica storia.
A fini speculativi gli operatori commerciali gli riconoscono manufatti non firmati e con caratteristiche stilistiche non sempre vicine alla sua produzione.
I primi oggetti realizzati con questa tecnica datano 1889.

I cloisonnè con corpo smaltato in color blu notte e celle realizzate da sottilissimi fili in argento sono i più comuni da vedersi. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Rimangono sempre degli oggetti estremamente eleganti e la consistente presenza di certo non li rende meno affascinati.

Prodotti nella città di Nagoya, sono caratterizzati da minute celle che realizzano dei complessi decori.

Di questa tipologia, i pezzi migliori sono prodotti nel laboratorio di Hayashi Kodenji o di Hayashi Kihyoe. Cloisonné Giappone tecnica storia.

A Nagoya con la tecnica del cloisonné erano prodotti anche dei pannelli decorativi. Questi erano pensati per venire esposti appesi, il loro decoro raffigurava dei draghi o delle fenici. Questi oggetti sono una tipologia sempre difficile da reperire sul mercato antiquario.

Durante l’epoca Meiji, gli smalti più belli e rappresentativi sono prodotti fra il 1880 e il 1900.

É questo il periodo nel quale il cloisonné prodotto in Giappone acquisisce una tecnica artistica che ne segna la storia, raggiungendo il suo apice.

Prima del 1880 gli smalti sono grezzi e il filo di contorno delle celle è molto evidente. Questa affermazione non esclude la contemporanea presenza anche di pezzi di qualità.

Tutti questi cloisonné presentano un decoro sempre ripetitivo e influenzato dalla produzione tessile. Dove l‘ornamento fa ampio ricorso a motivi decorativi di forma romboidale e più in generale geometrica. Cloisonné Giappone tecnica storia.
Queste caratteristiche rendono questi oggetti poco attraenti e, di conseguenza, poco appetibili sul mercato.

La produzione realizzata fra il 1880 e il 1900 coincide con l’età dell’oro degli smalti giapponesi. Cloisonné Giappone tecnica storia.

In questo lasso di tempo la lavorazione cloisonné in Giappone raggiunge e vanta la sua migliore abilità tecnica. Quest’ultima è alla base della creazione di oggetti che fanno la storia di quest’arte e illustrano il suo migliore periodo.

Questo apice è caratterizzato da un notevole mutamento dello stile decorativo, ora basato su una raffigurazione più realistica e minuziosa del soggetto.

Questo miglioramento nella resa del decoro è anche permesso dalle maggiori competenze tecniche. Queste consentono di inserire nell’ornamento dei piccoli particolari, rendendolo così estremamente accurato. Cloisonné Giappone tecnica storia.
Con questi nuovi progressi tecnici è possibile dipingere paesaggi e composizioni di fiori, foglie e insetti.

 

Nel caso delle coppie di vasi può succedere che i due decori si continuino, passando da uno all’altro, in un gioco senza fine. Su entrambi ritroviamo un soggetto decorativo comune, ma scomposto in due parti. Queste ripartizioni si presentano distinte e complementari. Una è raffigurata su un vaso, continuata e conclusa sull’altro. Da dove riparte e ritermina, originando un moto infinito.
Cloisonné Giappone tecnica storia.
Una similitudine con le UkiyoE, dove il soggetto è espanso su più fogli.

 

Dalla fine degli ottanta del ventesimo secolo si assiste ad un accresciuto interesse per le opere d’arte prodotte durante il periodo Meiji.

Questa tendenza è confermata anche nel presente. Cloisonné Giappone tecnica storia.
Gli oggetti prodotti in questo lasso di tempo sono guardati con distacco da molti conoscitori e collezionisti. Questo non esclude che possono raggiungere quotazioni pari all’arte giapponese tradizionale. Quest’ultima da tempo consolidata nel mercato.

Questa affermazione è valida in generale, ma ben si adatta ai cloisonnè. L’unica espressione artistica giapponese ad aver raggiunto la perfezione tecnica ed estetica durante il periodo Meiji.

Cloisonné Giappone tecnica storia.

In Giappone, prima dell’epoca Meiji, i cloisonné vivono una vicenda inverosimile.

Una storia nata dalla perdita della conoscenza della tecnica di realizzazione. 

Uno smarrimento che fa si che per il cloisonné necessiti una seconda scoperta.

I primi cloisonné realizzati in Giappone sono opera di Hirata Donin. Lui solo conosceva la tecnica di realizzazione e per questo ha fatto la storia iniziale del cloisonné. Cloisonné Giappone tecnica storia.

I suoi smalti sono prodotti attorno ai primi decenni del XVII secolo.
Sono sempre oggetti di piccole dimensioni, quali medaglioni o finiture per la montatura della spada.
La famiglia Hirata si specializzò in questa tecnica. Per duecento anni, produsse oggetti di decorazione sussidiaria, mai oggetti decorativi singoli.

Con gli inizi dell’Ottocento le commissioni diminuirono al punto che il segreto della produzione con questa tecnica si è perso. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Assistendo al paradosso, di una tecnica custodita così gelosamente che i discendenti persero la capacità di realizzarla, ma non il diritto ad eseguirla.

Nell’Ottocento questa lavorazione era quasi scomparsa e rinacque solo dopo anni di esperimenti.

Fra le ragioni della rinascita bisogna annoverare l’interesse commerciale che questi prodotti avevano nei mercati europei. Questo di contro alla scarsa domanda interna giapponese.

Gli inizi della riscoperta della tecnica si devono ad un samurai di nome Kaji Tsunekichi, 1802 – 1883. Cloisonné Giappone tecnica storia.

Nato e vissuto a Nagoya, viene a conoscenza degli oggetti con decoro a cloisonné dalla lettura di un antico testo. 
Degli oggetti smaltati a lui sconosciuti, dei quali inizia la ricerca.
Appena gli è possibile acquista un manufatto decorato usando questa tecnica artistica. 
Questo avviene nel 1832. Si dice che per carpirne i segreti non esitò a rompere l’oggetto.
Questa sua curiosità gli permise, nel 1883, di compiere, da autodidatta, i suoi primi esperimenti. Dando vita a una serie di seguaci che con le loro ricerche rimisero a punto la tecnica di produzione.

 

 

 

Tsuba La scuola Hirata.

 

 

 

Glossario dei termini giapponesi inerenti le stampe giapponesi ukiyoe.

 

 

 

I netsuke della collezione Lanfranchi.

 

 

 

La perdita d’importanza del netsukè e l’affermazione dell’okimono.

 

 

 

Inro 印籠 Netsuke 根付 Sagemono 下げ物  Suzuribako 硯箱.

 

 

 

Le ceramiche di Sumida Gawa. Cloisonné Giappone tecnica storia.

 

 

 

Kintsugi o Kintsukuroi Il restauro della ceramica in Giappone.

 

 

 

La tecnica e il metodo del Kintsugi in Giappone.

 

 

 

Significati reconditi degli animali nella tradizione del Giappone e della Cina.

 

 

 

Galli e galline nella tradizione giapponese.

 

 

 

L’elefante e l’arte giapponese.

 

 

 

l’Esposizione d’arte giapponese a Roma nel 1930.

 

 

 

Delle isole del Giappone Descrizioni tratte dai libri antichi.

 

 

 

Due milanesi nell’estremo oriente Viaggio in Egitto, Cina, Giappone, Siberia e Russia.

Il cloisonné prodotto in Giappone la tecnica artistica la storia e il mercato.

 

Nell’immagine in testa:. Una coppia di eleganti vasi con corpo globulare schiacciato e lungo collo. Realizzati con accurata fattura in Giappone nella città di Nagoya. Prodotti avvalendosi della tecnica artistica dello smalto cloisonné. Risalgono all’ultimo quarto del XIX secolo. La decorazione è speculare e situata nella parte inferiore. Raffigura un drago realizzato con smalti dei colori: bianco, grigio e rosso. Le parti non figurate sono ricoperte in smalto di color blu notte.

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La ceramica incontra l’alchimia

La ceramica incontra l’alchimia.

La ceramica incontra l’alchimia.

La ceramica incontra l’alchimia.

Questo avviene con la nascita della tipologia di ceramica in stile compendiario.

 

Una varietà in netta reazione con le caratteristiche stilistiche presenti nei pezzi di maiolica italiana prodotti nella prima metà del Cinquecento.

Cinque decadi durante le quali si assiste al predominio del primo e nel secondo istoriato, un gusto dove le decorazioni sono caratterizzate da un vigoroso virtuosismo pittorico e coloristico.

Lo stile compendiario delinea questo superamento, si afferma dopo il 1550 e si esaurisce attorno al 1650, La ceramica incontra l’alchimia.

 

Circa cento anni che segnano per la maiolica prodotta in Italia un nuovo successo.

Questa tipologia si identifica con l’affermarsi del fenomeno dei bianchi.

 

Ovvero dei pezzi ceramici smaltati in color bianco e caratterizzati da una decorazione semplicissima, quasi essenziale ed espressa con pochi colori, quali: l’azzurro, il giallo e l’arancio

A cui si aggiunsero, in alcune botteghe e in alcuni periodi, il verde e il manganese

La scelta dei due toni di giallo forse potrebbe essere motivata per richiamare l’effetto pittorico dell’oro, La ceramica incontra l’alchimia.

Questi pezzi ceramici si presentano decorati con minuti soggetti, disposti al centro o ai lati della superficie ceramica da decorare, raffigurano putti o piccole figure, attorniate da ghirlande di foglioline.

Altre ceramiche appartenenti a questo genere pittorico si pongono in controtendenza.

In questo caso troviamo una decorazione che occupa la totalità della superficie disponibile, anche in questo caso realizzata con l’unica tavolozza cromatica impiegata in questo stile.

Il nome di compendario trae origine da un genere di pittura con nome uguale, questa era in auge nell’impero romano, dal I° secolo al III° secolo d. C. e caratterizzata da un’immagine ridotta all’essenzialità e privata di ogni caratterizzazione.

La produzione dei bianchi si affianca e convive con il vasellame istoriato dei periodi precedenti.

Questo stile decorativo trova nella produzione ceramica della città di Faenza, il suo luogo di nascita e il suo epicentro, La ceramica incontra l’alchimia.

Lo stile compendiario dà vita a una nuova fase nella storia della maiolica che interesserà la produzione della penisola italica e dell’intera Europa.

Il successo commerciale ottenuto da questi manufatti faentini è alla base della loro imitazione nella produzione ceramica di molte località.

Fa queste le città di Urbino, Deruta, Torino, Genova, Savona, Montelupo Fiorentino e in moltissime altre.

Passa in Francia e ad ampie regioni dell’Europa centrale, luoghi dove le maestranze faentine si rifugiano per sottrarsi alle persecuzioni religiose.

Questo nuovo sviluppo nella storia della ceramica italiana non è privo di un evento inatteso, in quanto trova radice nell’esoterismo e nell’alchimia, infatti il mezzo di ideazione e diffusione del nuovo stile è deputato alla dottrina della trasmutazione alchemica.

L’argilla si trasmuta per mezzo del bianco.

 

Il più nobile dei colori, il simbolo della purezza e associato in alchimia all’idea di sintesi di ogni policromia.

Colore che è unito all’azzurro, questo ad indicare la chiarezza del cielo o le vaste distese d’acqua e associato al giallo. il colore del sole e del fuoco, identificabile con la luce e dunque delegato a illuminare la vita e a rappresentare il calore che è alla base della germinazione, permettendo la vita.

Un accostamento cromatico di colori freddi e di colori caldi.

Questa operazione in chiave alchemica assume un significato simbolico, infatti si pone come l’inizio di un nuovo processo oppure, in alternativa, la partenza di nuove trasformazioni per la materia.

 

Per approfondire: La ceramica incontra l’alchimia

 

Appunti sulla maiolica

 

 

Il singolare fascino del Blanc de Chine

 

 

La ceramica prodotta a Montelupo Fiorentino

 

 

La datazione della ceramica tramite termoluminescenza

 

 

Maioliche in stile compendiario

 

 

Temi decorativi e colori delle porcellane cinesi antiche

 

 

I Guidobono e il decoro antica savona in bianco e blu

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Nell’immagine il fronte di una crespina, baccellata e con bordo ondulato, in stile compendiario. La decorazione è dipinta con i colori azzurro, giallo e arancio ed è composta da una figura, posta al centro del cavo, raffigurante San Giovannino o San Giovanni detto il battista da giovane, beneficente. Il soggetto è circondato da una cornice composta da elementi vegetali stilizzati e ripetuti.

Faenza, probabilmente bottega di Virgilio Calamelli detto Virgiliotto, Fine del XVI secolo.

La crespina è un piatto tondo, sagomato e montato su con piede.

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Vittorio Accornero Sylvie Nerval

Vittorio Accornero Sylvie Nerval

 

 

Vittorio Accornero de Testa e le illustrazioni per la Sylvie di Gerard de Nerval

 

Vittorio Accornero de Testa è l’autore delle illustrazioni di una delle più eleganti edizioni della Sylvie di Gerard de Nerval. É questo un volume dove Accornero realizza una raffinata e innovativa opera grafica. Qui, come in altri incarichi, compie un interessante lavoro che ben giustifica la sua meritata fama. Autore, a ben ragione, considerato una delle figure di maggiore spicco nell’ambito dell’illustrazione italiana del Novecento

Vittorio Accornero è un artista poliedrico. É illustratore, pittore, scenografo, costumista e scrittore.

Nasce a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, il 18 giugno 1896 e decede a Milano, il 2 marzo 1982.

 

Di Accornero si parla nel libro intitolato Storia dell’illustrazione italiana, scritto da Paola Pallottino ed edito da Zanichelli. L’autrice dedica un ampio spazio ai suoi successi e alla sua opera grafica.

Queste, in sintesi, le parole della Pallottino, dedicate a Accornero e alla sua grafica:.

Victor Max Ninon è lo pseudonimo impiegato fino al 1934 da Vittorio Accornero de Testa, autodidatta, è pittore, autore, illustratore e scenografo.

Esordì nel 1919 sulle pagine de Il Giornalino della Domenica e In Penombra.

Lavora, in seguito, ad una quindicina di periodici, tra i quali: Lidel, La Lettura e il Corriere dei Piccoli.

Nel 1923 vince il concorso per le copertine della rivista argentina El Hogar.

I suoi pochoirs, nel 1925, ottengono la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Arti Decorative di Parigi, Vittorio Accornero Sylvie Nerval

 

Nel 1936 esordì nella scenografia cinematografica, il debutto avviene nel film intitolato Squadrone bianco, pellicola con la regia di Augusto Genina.

È l’autore dei libri con protagonista il cane Tomaso. Firmò, da solo o con la moglie Edina Altara, le illustrazioni per una sessantina di libri. Opere che nell’impaginato e nella liquida fissità dell’allestimento sembrano preludere e confermare la sua vocazione scenografica.

 

Edina Altara è la prima moglie. Dopo la loro separazione, Accornero abbandona lo pseudonimo Victor Max Ninon, una firma, molte volte, impiegata anche nelle forme ridotte di Ninon o Max Ninon.

Vittorio Accornero de Testa illustra numerosi libri con personalità e originalità. Famose sono le illustrazioni per le fiabe di Andersen, di Charles Perrault e dei fratelli Grimm. Per i racconti di Edgar Allan Poe. Ed infine per i celebri romanzi per ragazzi: Le avventure di Pinocchio e il libro Cuore di Edmondo De Amicis.

 

Vittorio Accornero Sylvie Nerval
Vittorio Accornero de Testa

I suoi libri per bambini più noti sono pubblicati negli anni quaranta e cinquanta del Novecento, Vittorio Accornero Sylvie Nerval

In questo periodo Accornero scrive e illustra per la casa editrice Mondadori sei libri per ragazzi.

  • Tomaso, del 1944
  • Giacomino, del 1949
  • Tomaso cacciatore, del 1950
  • Zio Stefano, del 1950
  • In campagna che delizia!, del 1953
  • Tomaso, caro Tomaso, del 1955

La trilogia dedicata al cane Tomaso è ripubblicata dalle edizioni Atlantide, un operazione editoriale avvenuta dal 2015 al 2017.

Famose sono le sue 28 illustrazioni a colori delle Fiabe di Carlo Perrault. Poste a corredo del testo a cura di Mary Tibaldi Chiesa, edito da Hoepli, nel 1952.

Nel 1960 inizia la sua collaborazione con casa di moda italiana Gucci. Dalla sua immaginazione nascono i disegni per la realizzazione di circa 80 foulard, caratterizzati dall’affermazione di un motivo decorativo suggerito dalla stagionalità del capo.

Tra queste realizzazioni la più conosciuta e desiderata è il Flora, un foulard disegnato, nel 1966, per Grace Kelly.

La principessa di Monaco, in visita a Rodolfo Gucci, chiese un foulard floreale a colori vivaci. Mancando questo capo nella collezione, Accornero, in una intensa notte di lavoro, esaudì il reale desiderio.

Era nato Flora, un foulard che diventerà uno dei simboli della moda italiana.

Vittorio Accornero Sylvie Nerval
Vittorio Accornero de Testa Illustrazione originale ad acquerello

Le illustrazioni create per la Sylvie di Gerard de Nerval sono un importante episodio nell’opera grafica realizzata da Vittorio Accornero de Testa.

Le immagini sono ideate per essere introdotte in un libro particolare.

Una impresa editoriale ideata da un ingegnere milanese, da lui pensata in veste di papà. Voluta per essere un dono alla giovane figlia. Tutti dei presupposti che già fanno intuire quale grande cura sarà posta nella realizzazione del volume. Libro che apparirà con una stampa e una veste editoriale di lusso.

Il babbo commissiona a Accornero 14 immagini. Ideate per illustrare un opera che lui desiderava far stampare e dedicare alla sua bimba. Un libro destinato a essere un regalo per la bambina, una giovinetta che avrebbe avuto la possibilità di intervenire sulle tavole a suo piacimento.

Per questa ragione l’edizione era composta da tavole amovibili. Nelle quali Accornero aveva disegnato i soli contorni di tutte le parti componenti l’immagine, colorando solo i visi e pochi altri particolari.

Le figure a illustrazione del testo sono così ideate per permettere alla bambina di finirle a suo piacimento. Impiegando i colori che più le potevano essere graditi, questi per concludere le parti pensate e lasciate bianche in stampa.

Un libro da colorare fra i più raffinati che mai si possa sognare. Un’opera non comune nel panorama delle pubblicazioni del Novecento in Italia e per Accornero uno dei pochissimi esempi di questa tipologia illustrativa. 

 

Gérard de Nerval è lo pseudonimo del poeta e scrittore francese Gérard Labrunie. Letterato, nato a Parigi il 22 maggio 1808 e lì deceduto il 26 gennaio 1855.

É un autore di testi visionari, intrisi di richiami al simbolismo, al sogno e all’esoterismo.

Il racconto intitolato Sylvie Souvenirs du Valois è edito nel 1853. Lo scritto è un’evocazione chiara e accorata dei ricordi d’infanzia dell’autore, di una fanciullezza segnata dalla precoce morte della madre.

Il testo è accorpato da Nerval nella raccolta di novelle intitolata Les filles du feu. Un antologia che comprende anche i 12 sonetti di Les Chimères.

La riunione dei testi avviene nel 1854, questa raccolta di scritti è considerata dalla critica fra le pagine più belle composte da Nerval.

 

Nell’illustrazione: Una delle immagini commissionate ad Accornero per illustrare il libro di Gerard de Nerval, intitolato SYLVIE Dessins de Vittorio Accornero, Milan, MCMXLVI

 

 

 

Stampe d’arte e loro tecniche artistiche

 

 

 

La tiratura, l’acciaiatura della lastra, la prova d’autore e la firma

 

 

 

La carta, la filigrana e lo stato

 

 

 

Nino Za il caricaturista lo scrittore e il mercante d’arte

 

 

 

Angelo Bottigelli pittore incisore scrittore e antiquario a Busto Arsizio