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Grafica Stampe antiche e moderne

Grafica Stampe antiche e moderne

Grafica Stampe antiche e moderne.

Grafica Stampe antiche e moderne.

Questo è il secondo articolo dedicato ai Fogli di grafica d’arte.

Nel testo si troveranno delle riflessioni per migliorare la propria conoscenza della grafica originale e delle stampe antiche e moderne.

Di seguito si leggerà su:.

la carta, la filigrana e lo stato.

 

La stampa è impressa su carta, rare volte su seta, pergamena o altri materiali.

In Italia la carta inizia ad essere prodotta a Fabriano, in provincia di Ancona, nell’anno 1276.

In questa città, in onere a questo primato, è allestito il Museo della carta e della filigrana. Grafica Stampe antiche e moderne.

A quell’epoca la carta è fabbricata partendo dalla macerazione degli stracci.

Questi dovevano essere di lino. Materiale scelto per ottenere dei fogli dalla grana sottile e di superficie lucida. Queste sono due caratteristiche indispensabili per avere buone impressioni.

Le prime filigrane o segni dell’acqua risalgono alla fine del Duecento. Grafica Stampe antiche e moderne.

Sono impresse sulla carta mediante sottili fili di rame applicati agli essiccatoi.

Questi segni sono di forme diverse. I più antichi raffigurano: Teste di bue, Piccole corone, Brocche, Cerchi, Bastoni e Triangoli.

Fra queste alcune sembrano dei veri geroglifici. Tanto che un tempo si credette rappresentassero emblemi di società segrete.

In realtà sono solo marchi di fabbrica.  Diversificati per regioni, per qualità di carta, per editti di re o di principi. Tutti mutevoli nel corso degli anni.

Le filigrane sono numerosissime. Grafica Stampe antiche e moderne.

 

Lo storico dell’arte Joseph Meder è l’autore del catalogo sull’opera grafica di Albrecht Durer. In questo volume ha riprodotto trecentocinquanta sei filigrane. Queste sono tutte riscontrate sulla carta, in ogni stato. e in ogni variante, usata per imprimere le incisioni a bulino e le silografie del maestro.

La filigrana si trova sovente nei grandi fogli quasi sempre completa. Grafica Stampe antiche e moderne.

 

La si risconta più raramente nelle stampe di piccolo formato. Questo perché il foglio è fabbricato in misure fisse e l’artista utilizza ogni parte disponibile. Tecnica praticata, al fine, di ottimizzare l’uso della costosa carte dell’impressione.

La ricerca della filigrana nella carte avviene guardando il foglio in controluce.

 

Il riconoscimento della filigrana presente sul foglio di stampa di una incisione è un aiuto per determinare la data di fabbricazione della carta. Grafica Stampe antiche e moderne.

Questa informazione permette di risalire con una certa approssimazione al periodo di impressione della grafica.

É anche un elemento importante per la determinazione dell’autenticità della stampa.

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Gli stati. Grafica Stampe antiche e moderne.

Il termine stato.  si riferisce alla variazione della composizione della stampa. La presenza di vari stati. è la conseguenza di una qualunque modifica apportata alla matrice.

Avremo tanti stati. quanti l’artista, o altri dopo di lui, modificherà il primo lavoro.

Ad ogni successivo cambiamento dell’immagine corrisponde un nuovo stato.

Ci troviamo di fronte a un unico stato.. quando la matrice originale non è più ritoccata. Grafica Stampe antiche e moderne.

Un classico esempio di mutamento di composizione è la trasformazione dell’incisione titolata le Tre croci realizzata di Rembrandt Harmenzoon van Rijn.

Il foglio descrive una delle più drammatiche rappresentazioni di tutta la storia dell’arte.

Nel primo stato. la tragedia del Golgota è presentata in tutta la sua maestà.

In quelli seguenti la scena, secondo la tradizione biblica, si oscura sempre più.

Il quarto stato. è l’ultimo di mano dell’artista. Qui la luce si accentua tutta sul Cristo crocifisso. Conseguentemente annientando quasi gli uomini e la natura che lo circondano.

Osservando i diversi stati. si vedono differenti composizioni. Grafica Stampe antiche e moderne.

 

Sembra di assistere a un susseguirsi di scene. Tanto che per molto tempo si credette che Rembrandt avesse inciso due piastre.

Nessun altro artista, prima e dopo di lui, osò affrontare sul rame una simile prova.

Nei cataloghi di grafica lo stato. è indicato con una cifra romana posta a destra del numero arabo.

Quest’ultimo contrassegna il numero della stampa all’interno del catalogo dell’artista.

Chiariamo con due esempi:. Grafica Stampe antiche e moderne. 

Ch, Meryon, La tour de l’horloge Paris Deltiel Wright 28 III/X.

Significa che l’incisione è la ventottesima del catalogo Deltiel Wright, nel terzo stato. di dieci.

 

Canaletto, Le porte del Dolo Palucchini 3 II.

Significa che l’incisione è terza del catalogo compilato da Rodolfo Palucchini, nel secondo stato. definitivo.

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I più rari e i più ricercati sono i primi stati. Grafica Stampe antiche e moderne.

Questi hanno spesso maggiore valore economico ma, non è detto abbiano sempre maggior pregio artistico.

L’impressione di un primo o di unico stato., dopo numerose tirature, può raggiungere prezzi non elevati.

Mentre un quinto o un sesto stato., quando la piastra sia poco usata, può essere qualitativamente eccellente e di grande valore.

Non esiste alcun rapporto fra tiratura e stato. A un solo stato. possono corrispondere un’unica o molte tirature.

 

La pluralità degli stati. è più comune al rame che al legno e alla pietra litografica.

Dopo l’acciaiatura della piastra, la pratica del ritocco e della rimorsura lo stato. non ha più ragione d’esistere. Grafica Stampe antiche e moderne.

Le prove di stato. sono delle impressioni effettuare dall’artista per controllare il proprio lavoro ed eventualmente correggerlo.

 

La variante. Grafica Stampe antiche e moderne.

Usando matrici di metallo corrose dall’umidità o da acidi. Oppure blocchi di legno tarlati o spaccati si ottengono stampe che presentano segni diversi da quelli di prove precedenti.

In questo caso la modifica non è dovuta alla volontà dell’artista e non abbiamo nuovi stati. ma solo di varianti.

 

La Grafica d’arte trova fra le proposte del sito librirarieantichi un ampio spazio.

La sezione chiamata Fogli di grafica comprende una vasta selezione di stampe antiche e moderne.

Grafica Stampe antiche e moderne

I brani scritti in corsivo sono tratti dal libro di: Salamon Ferdinando, Il conoscitore di stampe, Giulio Einaudi Editore,. 1961. Collana Saggi N. 281.

Per chi vuole approfondire:. Grafica Stampe antiche e moderne.

 

    • aa. vv. Le tecniche artistiche Ideazione e coordinamento di Corrado Maltese,. Ugo Mursia Editore,. 1985.

    • Massari – F. Negri Arnoldi, Arte e scienza dell’incisione Da Maso Finiguerra a Picasso,. Carocci, Roma 2000.

    • Negri Arnoldi – S. Prosperi Valenti, Il disegno nella storia dell’arte italiana,. La Nuova Italia Scientifica, Urbino 1986.

    • Le tecniche d’incisione a rilievo La xilografia,. A cura di G. Mariani. Istituto Nazionale per la Grafica,. De Luca, Roma 2001.

    • Le tecniche calcografiche d’incisione indiretta Acquaforte acquatinta lavis ceramolle,. A cura di G. Mariani, Istituto Nazionale per la grafica, De Luca, Roma 2005. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

    • Le tecniche calcografiche d’incisione diretta Bulino Puntasecca Maniera nera,. A cura di G. Mariani, Istituto Nazionale per la Grafica, De Luca Editori, Roma 2003.

    • Le tecniche in piano. Litografia Serigrafia,. A cura di G. Mariani, Istituto Nazionale per la Grafica, De Luca, Roma 2006. L’incisione e le stampe antiche e moderne. Grafica Stampe antiche e moderne.

L’immagine raffigura un incisione originale realizzata da Benvenuto Maria Disertori, più noto come Benvenuto Disertori,. Trento, 16 febbraio 1887 – Milano, 22 gennaio 1969, musicologo e incisore. Grafica Stampe antiche e moderne.

Titolo: Il pronao del tempio di Antonio e Faustina.

Tecnica: Acquaforte. Data: 1922.

Dimensioni della lastra: 35,0 x 24,0 cm.

Dimensioni dell’incisione: 34,0 x 22,5 cm.

Prova firmata a inchiostro in basso a destra.

Riferimenti bibliografici: Bellini – Alberti n. 38.

Il tempio di Antonino e Faustina è un tempio situato a Roma, nell’area archeologica del Foro Romano. Dedicato all’imperatore Antonino Pio e alla moglie Faustina. Si trova a nord della Regia, tra la basilica Emilia e il tempio del Divo Romolo.

 

 

Se sei incuriosito, prova a consultare il mio catalogo oppure contattami.

 

 

 

 

Grafica d’arte Tiratura Acciaiatura della lastra Prova d’autore e Firma.

 

 

Grafica d’arte Stampe d’arte e Tecniche artistiche.

 

 

Fogli di grafica.

 

 

Incisioni originali all’acquaforte di autori del XX secolo.

 

 

La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

 

Andrea Mantegna incisore.

 

 

Le incisioni all’acquaforte del Parmigianino.

 

 

Le stampe di Stefano Della Bella.

 

 

Stefano Della Bella incisore.

 

 

Angelo Bottigelli pittore incisore scrittore e antiquario a Busto Arsizio.

 

 

La rivista Xilografia fondata e diretta da Francesco Nonni.

 

 

La xilografia nel Novecento Adolfo De Carolis Cesare Ratta L’Eroica.

 

 

Nino Za il caricaturista lo scrittore e il mercante d’arte.

 

 

Vittorio Accornero de Testa e le illustrazioni per la Sylvie di Gerard de Nerval.

 

 

 

I fogli di Grafica e le stampe antiche e moderne.

 

La grafica è una materia multidisciplinare. Ha come scopo principale quello di divulgare un messaggio avvalendosi di immagini. Questa comunicazione si elabora partendo da una idea, portandola in figure e in seguito esprimendola con l’ausilio di rappresentazioni statiche o in movimento.

La grafica è una disciplina che concerne alle arti visive, quindi investe tutte quelle espressioni dell’attività umana percepite con l’ausilio del senso della vista.

Per questa appartenenza comprende: la pittura, la scultura, il disegno, l’incisione, il design, la fotografia, il cinema, il video e i nuovi media.

Una calligrafia è grafica. Un disegno è grafica. Un’incisione è grafica.

 

Nell’ambito dell’arte e della critica d’arte il vocabolo grafica ci riconduce nel settore del disegno e della stampa d’arte.

Un artista che si esprime attraverso la grafica crea delle opere d’arte tramite l’ausilio della tecnica artistica del disegno e dell’incisione.

Questi lavori sono entrambi grafiche d’arte originali, uniche nel caso del disegno e multiple nel caso dell’incisione.

 

I fogli di grafica sono commercializzati dai galleristi nelle loro gallerie d’arte e, in seguito, confluiscono in collezioni pubbliche oppure sono esibiti in quelle private.

Il valore monetario delle opere grafiche dipende da vari fattori.

I principali sono: la fama di cui gode l’artista e le caratteristiche dell’opera dell’opera grafica. Quest’ultime comprendono: la valutazione del soggetto raffigurato, la tecnica di realizzazione, la tiratura e lo stato di conservazione

Il mercato della grafica offre fogli realizzati con numerose tecniche artistiche. Queste si dividono in tre categorie: le incisioni in cavo, in rilievo e in piano.

Alla prima tipologia appartengono: le acqueforti, i bulini, la puntasecca.  Ovvero quelle stampe ove la matrice è in metallo, il segno è scavato e in seguito inchiostrato.

Nella seconda troviamo: le silografie e le linoleografie. Entrambe accomunate da una matrice sulla quale sono asportate solo le parti che sul supporto, dopo la stampa, sono prive d’inchiostro. Di conseguenza, sulla matrice, in rilievo, si trovano solo le parti da inchiostrare.

Nella silografia, o anche xilografia, la matrice è in legno. È una tecnica nata in Cina, dove l’utilizzo di questo metodo di stampa, su supporto in carta, risale all’VIII secolo d.C.

Una delle più antiche xilografie oggi esistenti è esposta nel duomo di Forlì, appartiene al genere delle stampe popolari e raffigura La Madonna del Fuoco. La composizione del foglio di grafica vede, al centro, la figura della Beata Vergine con il Bambino, circondata da numerosi Santi. L’immagine è così chiamata perché scampata a un incendio divampato nella notte fra il 4 e 5 febbraio del 1428.

Al terzo ed ultimo tipo appartiene la litografia. Una tecnica grafica dove la matrice è in pietra calcarea. Sulla pietra litografica, l’autore, per mezzo di una matita litografica, disegna l’immagine che desidera stampare. Questa tecnica artistica nasce nel 1796. L’inventore è il tedesco Aloys Senefelder.

Tutte le grafiche ottenute da matrici con incisioni in cavo, in rilievo e in piano originano delle stampe accomunate dal requisito della serialità. Per tutte il momento dell’ideazione si riassume nella preparazione della matrice.

Questa caratteristica ben si adatta all’originale impiego dei diversi metodi d’incisione, all’epoca usati come strumento per la riproduzione e la diffusione delle immagini. Persa gradualmente questa funzione l’incisione diventa una forma espressiva autonoma.

Una successiva suddivisione dei fogli di grafica avviene dividendo le tecniche di incisione fra quelle dirette e quelle indirette.

Alle prime appartengono: il bulino, la puntasecca e la maniera nera o mezzo tinto. Tutte tecniche accomunate dall’incisione diretta della matrice.

Alle seconde: l’acquaforte, la vernice molle e l’acquatinta. Queste sono tecniche associate dall’uso del mordente. 

Quest’ultimo è un liquido, composto da una soluzione acida diluita in acqua. Per la sua azione di erosione è impiegato nell’incisione delle lastre metalliche. La corrosione concretizza un immagine idonea alla stampa calcografica. L’acido nitrico o il percloruro di ferro sono i principali componenti della soluzione erosiva.

Nulla esclude che su una stessa matrice siano impiegate contemporaneamente delle tecniche d’incisione diretta e indiretta.

 

Se sei incuriosito, prova a consultare il mio catalogo oppure contattami.

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Incisione

L'incisione e le stampe antiche e moderne

incisione e le stampe antiche e moderne.

L’incisione e le stampe antiche e moderne.

Questo è il terzo articolo dedicato ai Fogli di grafica d’arte.

Nel testo si troveranno delle riflessioni per migliorare la propria conoscenza della stampa originale sia questa antica oppure moderna.

Di seguito si leggerà sulle:.

Tecniche artistiche delle Stampe d’arte.

 

 

Il vocabolo grafica è un sostantivo femminile. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

In questo ambito è impiegato per individuare il complesso dei disegni e delle incisioni prodotte da un autore o in un periodo. Quest’ultimo caso avviene quando si parla di: Grafica rinascimentale, della grafica del Seicento e così via.

Grafica indica anche il singolo prodotto elaborato da un autore. Per esempio: una grafica di Pablo Picasso. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

 

L’aggettivo grafico è inerente a ciò che riguarda la scrittura o che si esprime con un disegno, dunque al rappresentare e comunicare per segni. In questa accezione accomuna tutte le forme d’espressione che si esprimono attraverso il gesto. Fra queste quelle inerenti a questo ambito sono: la stampa, il disegno e l’incisione. La riproduzione dell’immagine è introdotta perché per la sua realizzazione necessita una strutturazione per segni. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

Le arti grafiche sono quelle tecniche di stampa che permettono l’impressione di testi o immagini. Ne consegue che l’immagine incisa o disegnata sulla matrice e quindi riprodotta è chiamata stampa.

 

La stampa originale è l’immagine creata, incisa o disegna dall’artista. Impressa di solito su carta in uno o più esemplari. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

Il concetto di originale non è da intendere in senso troppo ristretto.

 

Consideriamo stampa originale quella eseguita materialmente da terzi e di cui l’artista ha fatto il disegno esclusivo destinato all’incisione.

É originale anche quella in cui l’incisore si è liberamente ispirato ad altre opere, come dipinti o disegni. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

 

É prassi suddividere le stampe in tre fondamentali categorie: in rilevo, in cavo e in piano. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

 

Sono dette in rilievo le stampe che si ottengono da piastre di legno o di metallo incise in rilievo. Un esempio sono i caratteri da stampa. Su queste l’inchiostro è applicato soltanto sulle parti in rilievo, quelle che rimangono impresse sulla carta.

 

Sono dette in cavo le stampe che si ottengono da piastre incise in incavo.

Questa tipologia prevede due diversi procedimenti, quello diretto e quello indiretto. Il primo avviene incidendo con il bulino, il secondo con l’impiego della tecnica dell’acquaforte.

La lastra che si vuole stampare presenta il disegno inciso. Questa è inchiostrata nelle parti incavate e accuratamente pulita nelle parti che in stampa devono comparire prive di colore.  L’incisione e le stampe antiche e moderne.

La litografia è una stampa in piano. In questo caso il disegno si trova sulla pietra. Qui non è né intagliato né inciso ma, viene tracciato sulla sua superficie con una specie di matita, detta litografica. Si può usare anche la penna o con il pennello.

 

L'incisione e le stampe antiche e moderne

Le stampe ricavate da matrici in legno e in rame sono anche chiamate incisioni. Questo perché la matrice è preparata incidendovi l’immagine con strumenti in acciaio oppure con acido. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

 

Le stampe con matrici in legno sono le xilografie o silografie.

Dalle matrici in rame si ricavano: i bulini, le acqueforti, le acquetinte e cosi via. Per incidere questi tipi di stampe si usano: bulini, punte, coltellini, sgorbie, ecc.

Le litografie, ricavate da matrici di pietra, non sono incisioni ma, sono stampe. Questo perché il processo di stampa avviene passando sotto la pressa.

Le incisioni su metallo in cavo sono fatte con due procedimenti, il diretto e l’indiretto. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

Il primo eseguito direttamente dall’incisore sulla piastra. Comprende l’incisione a bulino, alla puntasecca, alla maniera nera.

Nel metodo indiretto l‘incisione è ottenuta mediante una sostanza chimica che intacca il metallo. Essa comprende: l’acquaforte, l’acquatinta, la maniera a lapis, il punteggiato. 

I due procedimenti hanno in comune la lastra in metallo levigata.

Questa può essere di: zinco, ottone, alluminio, ferro, acciaio ma, più sovente di rame. É quest’ultimo metallo quello da cui si ottengono i migliori risultati.

Caratteristica propria a tutte le stampe tirate da incisioni in metallo in incavo è l’impronta. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

Questa si trova sul foglio di stampa e avviene a seguito del passaggio sotto la pressa. É data dall’impressione del margine sfaccettato della piastra sul foglio. 

 

Incisione a bulino.

In questo scasi lo strumento usato per incidere la lastra di rame è in bulino. Una sottile asta quadrangolare di acciaio che termina con una punta tagliente a sezione obliqua.

Il bulino, incidendo il rame, solleva di fronte e ai lati del solco una sottile lamina in metallo, detta barba.

Il bulino traccia un segno nitido, caratteristica di questo sistema di incisione.

 

Puntasecca. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

E’ una tecnica artistica impiegata, di solito, combinata con l’acquaforte.

L’incisore traccia il disegno sul rame, usando, come una matita, uno strumento d’acciaio molto appuntito.

L’azione genera una barba, questa rimane solo ai lati del solco e non è asportata. L’inchiostro trattenuto dalle sottilissime lamine conferisce alla stampa particolari toni vellutati. Queste modulazione del colore sono la caratteristica e il pregio delle incisioni ottenute con questo procedimento.

Le barbe sono molto delicate e la pressa le schiaccia rapidamente. Sicché, dopo una ventina di impressioni, perdono il loro caratteristico effetto pittorico.

 

Maniera nera o Mezzo tinto. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

In questa tecnica la superficie del rame è dapprima resa ruvida con una mezzaluna dentata.

I dentini d’acciaio dell’utensile, nell’incidere il metallo, sollevano delle barbe esattamente come nella puntasecca.

Queste, nelle zone dove si vuole un impressione con toni più chiari, si asportano con il raschiatoio.

Mentre con il brunitoio si livella il metallo dove si vuole il bianco assoluto.

La tecnica del mezzo tinto permette di ottenere, attraverso gradazioni di colore, effetti tonali molto efficaci. Al giorno d’oggi quasi abbandonata.

L'incisione e le stampe antiche e moderne

Acquaforte. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

Nell’Acquaforte il segno non è inciso, sulla piastra, direttamente dall’artista ma, è incavato dall’acido.

La piastra impiegata di solito è in rame. Questa è coperta da un sottile strato di vernice, applicata a caldo e in modo uniforme su tutta la superficie.

La vernice si compone di un miscuglio di resina e cera. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

La piastra è poi annerita con l’ausilio del nerofumo. Questa è una astuzia che permette alla raffigurazione di risultare in seguito più evidente.

L’incisore con uno strumento d’acciaio a punta sottile traccia il disegno sulla superficie. Scoprendo il rame della piastra nei punti destinati all’incisione.

Poi immerge la piastra in una bacinella che contiene un acido diluito, di solito acido nitrico.

Il mordente penetra nei segni dove la vernice è asportata e corrode il metallo. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

 

Appena l’incisore ritiene la morsura abbastanza profonda, almeno per i segni più leggeri, estrae la piastra dalla bacinella e la lava nell’acqua. Questa operazione serve per liberarla dall’acido.

Segue l’esame della profondità della morsura e l’individuazione delle parti dove il segno non sembra sufficientemente scavato. Queste zone sono nuovamente sottoposte a un nuovo bagno di acido.

Le parti finite sono protette da uno strato di cera. Questa non permette il contatto dell’acido e la conseguente corrosine del rame sottostante.

Ultimata la morsura, l’artista può ritoccare o ultimare la piastra con la tecnica della puntasecca. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

 

Vernice molle. 

Questo procedimento è simile a quello dell’acquaforte. Con l’aggiunta, mella vernice, del sego alla resina e alla cera. Questo è un materiale che riesce a mantiene pastosa la vernice che protegge il rame.

Il disegno è eseguito, con una matita, sopra un sottile foglio di carta. Quest’ultimo è posto aderente al fondo della vernice. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

Togliendo la carta, la vernice rimane attaccata alle linee tracciate dalla matita e in contemporanea scopre il rame. Permettendone la corrosione, con la successiva immersone in acido.

Nelle impressioni a vernice molle il segno è morbido, simile a quello della matita.

 

Acquatinta. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

E’ un sistema di incisione all’acquaforte con cui si ottengono effetti tonali simili al mezzo tinto.

Si inizia incidendo leggermente le linee essenziali della composizione. Questo avviene per mezzo del procedimento dell’acquaforte.

La piastra è quindi pulita e ricoperta uniformemente di uno strato di quarzo e asfalto polverizzati. Poi leggermente scaldata, in modo che i granelli di polvere si fissino sul fondo.

Con la cera si proteggono le parti del disegno che non debbono essere incise e si procede a una prima leggera morsura. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

L’acido penetra fra gli interstizi dei granelli e corrode il metallo dandogli una leggera ruvidità.

L’inchiostratura della superficie granulosa darà alla stampa il particolare effetto dell’acquatinta, simile all’acquerello.

 

Proteggendo con la vernice le parti sufficientemente morse, si può procedere a nuove morsure. Fino ad ottenere le graduazioni di chiari e scuri che si desiderano.

 

Il Punteggiato e la Maniera a lapis. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

Partendo da un fondo all’acquaforte queste due tecniche artistiche mirano ad ottenere effetti particolari.

Questo avviene con l’utilizzo di strumenti per l’incisione come rotelle dentate, punzoni e bulini.

Si copre la superficie della piastra con la vernice a cera. Poi si disegna la composizione con uno strumento a una o più punte d’acciaio o con la rotella. Infine si procede alla morsura.

L’acido penetra nelle parti scoperte e incide delle linee formate da molti piccoli punti ravvicinati. Questi nella stampa danno l’impressione di segni fatti con la matita. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

 

Ripulita la piastra, la composizione può essere completata con vari strumenti a punte diverse o rotelle. Sono questi degli utensili che lavorano direttamente sul rame. Incido segni a tratteggio o puntini che sono alla base degli effetti che si vogliono ottenere.

La stampa puntinata o punteggiata è molto simile a quella che si ottiene con l’impiego della maniera a lapis. La prima è interamente cosparsa di puntini. La seconda ha molte zone che rimangono bianche.

 

La litografia. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

Questa tecnica si basa sull’incompatibilità fra il grasso e l’acqua e sulla facilità della pietra calcarea di assorbire entrambi, grasso e acqua.

L’artista esegue il disegno sulla pietra levigata usando una speciale matita grassa, composta da: sapone, cera e nerofumo. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

Il sasso è poi lavato e leggermente morso con una soluzione molto diluita di acido nitrico e gomma arabica.

L’azione dell’acido fissa sulla pietra il grasso depositato dalla matita litografica. In contemporanea, nelle parti non disegnate si forma uno strato insolubile nell’acqua, poroso e impermeabile ai grassi. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

La superficie della piastra è impregnata d’acqua ed è quindi inchiostrata, è ora pronta per la stampa mediante rullo.

L’inchiostro è un grasso, di conseguenza è respinto dalle zone bagnate dall’acqua e aderisce solo a quelle segnate con la matita litografica.

La pietra è inumidita e inchiostrata a ogni tiratura.

 

Monotipo. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

É  l’impressione ottenuta da una lastra sulla quale il soggetto da stampare è dipinto con colori a olio. Con questa tecnica si può tirare un unico esemplare.

Molti incisori antichi e moderni usavano e usano con frequenza vari procedimenti d’incisione sulla stessa piastra. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

Ad esempio: l’acquaforte con la punta secca, l’acquatinta con il bulino e la punta secca.

Altri hanno associato sul medesimo foglio tecniche completamente diverse. Come la silografia con l’acquaforte o la litografia con la silografia. 

Adoperando beninteso matrici differenti. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

 

Numerosi e di tutte le epoche sono gli artisti che si dedicarono all’incisione.

Fra questi vi sono grandi maestri che hanno voluto indirizzare la loro vita alla difficile arte dell‘incisione, questo anche a discapito dei facili guadagni.

Le ricerche di vie nuove di un Rembrandt oppure la ribellione alla società di un. Goya, non potevano venir meglio espresse che sul rame e poi trasferite e comunicate su un foglio. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

La carta di per se è di facile diffusione e quando impressa è poco apprezzata, se non misconosciuta. Sembrerebbe vivere una sua vita quasi segreta.

Con la stampa e il suo soggetto ci ritroviamo in una situazione ovattata che mai avrebbe suscitato violente polemiche. Lontane dalle accese discussioni vissute davanti a un quadro,. Dove il soggetto presenta e descrive una analoga situazione con eguale sagacia. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

 

La Grafica d’arte trova fra le proposte del sito librirarieantichi un ampio spazio.

La sezione chiamata Fogli di grafica comprende una vasta selezione di stampe antiche e moderne.

 

Per chi vuole approfondire:. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

  • AA. VV. Le tecniche artistiche Ideazione e coordinamento di Corrado Maltese,. Ugo Mursia Editore,. 1985.

  • Salamon Ferdinando, Il conoscitore di stampe, Giulio Einaudi Editore, 1961,. Collana Saggi 281.

  • Massari – F. Negri Arnoldi, Arte e scienza dell’incisione Da Maso Finiguerra a Picasso,. Carocci, Roma 2000.

  • Negri Arnoldi – S. Prosperi Valenti, Il disegno nella storia dell’arte italiana,. La Nuova Italia Scientifica, Urbino 1986.

  • Le tecniche d’incisione a rilievo La xilografia,. A cura di G. Mariani. Istituto Nazionale per la Grafica,. De Luca, Roma 2001.

  • Le tecniche calcografiche d’incisione indiretta Acquaforte acquatinta lavis ceramolle,. A cura di G. Mariani, Istituto Nazionale per la grafica, De Luca, Roma 2005. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

  • Le tecniche calcografiche d’incisione diretta Bulino Puntasecca Maniera nera,. A cura di G. Mariani, Istituto Nazionale per la Grafica, De Luca Editori, Roma 2003.

  • Le tecniche in piano. Litografia Serigrafia,.A cura di G. Mariani, Istituto Nazionale per la Grafica, De Luca, Roma 2006. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

 

L’immagine raffigura un incisione originale di Anselmo Bucci. Realizzata con la tecnica dell’acquaforte. Tirata in 8 esemplari, numerata e firmata a matita.

 

 

Grafica d’arte Carta Filigrana e Stato.

 

 

Grafica d’arte Tiratura Acciaiatura della lastra Prova d’autore e Firma.

 

 

Fogli di grafica.

 

 

Incisioni originali all’acquaforte di autori del XX secolo.

 

 

La nascita delle incisioni Ukiyoe.

 

 

Andrea Mantegna incisore L’incisione e le stampe antiche e moderne..

 

 

Le incisioni all’acquaforte del Parmigianino.

 

 

Le stampe di Stefano Della Bella.

 

 

Stefano Della Bella incisore. L’incisione e le stampe antiche e moderne.

 

 

Angelo Bottigelli pittore incisore scrittore e antiquario a Busto Arsizio.

 

 

La rivista Xilografia fondata e diretta da Francesco Nonni.

 

 

La xilografia nel Novecento Adolfo De Carolis Cesare Ratta L’Eroica.

 

 

Nino Za il caricaturista lo scrittore e il mercante d’arte.

 

 

Vittorio Accornero de Testa e le illustrazioni per la Sylvie di Gerard de Nerval.

 

 

 

L’incisione è una tecnica artistica. Come tale trova nell’ambito dell’arte numerose applicazioni. Quali la realizzazione di decorazioni sulla superficie degli oggetti in ceramica, legno, avorio e pietre preziose.

 

La sua applicazione nell’ambito della stampa permette di realizzare delle immagini che in seguito possono essere impresse in uno o più esemplari. In questo caso disegno è intagliato con uno strumento appuntito e realizzato sopra una superficie dura.

Nell’ambito della stampa, il termine incisione ha un duplice significato. Indica, in contemporanea, sia il procedimento relativo alla realizzazione di una matrice incisa, sia la tecnica esecutiva dell’opera finale.

Ovvero, con un esempio, una matrice incisa con la tecnica dell’acquaforte realizza un foglio grafico chiamato acquaforte.

 

Il procedimento di stampa inizia con l’incisione della matrice, di seguito questa è inchiostrata e impressa su un supporto. L’inchiostro è trasferito per mezzo dell’azione di rulli o di un torchio.

La stampa d’immagini realizzate da artisti che praticano la tecnica dell’incisione, nella maggior parte dei casi, avviene su fogli di carta. Questo non esclude un supporto in tessuto o di altri materiali.

Il numero complessivo delle incisioni realizzate da una singola matrice prende il nome di tiratura. Queste stampe sono fra loro tutte simili.

La  tiratura nelle grafiche più antiche non è dichiarata. Di solito, ad autore vivente, il numero delle incisioni impresse è di poco superiore al numero delle copie vendute.

Ai giorni nostri la tiratura è sempre espressa, comprende un numero di copie a numerazione araba. Unite a un altro numero di esemplari a numerazione romana. A queste si include un esiguo numero di copie dichiarate in Prova d’Autore.

Prima di realizzare la tiratura s’imprimono delle copie di prova, queste in linea di massima servono per definire la tonalità dei singoli colori.

Conclusa la stampa di tutti i fogli stabiliti, la matrice è biffata o distrutta.

 

Le prove di stato sono delle impressioni che avvengono in contemporanea all’incisione della matrice. Hanno lo scopo di indicare all’artista come il suo lavoro sta procedendo e in quale direzione necessita intervenire.

Le copie dette in Antilettera o Avanti tutte le lettere sono dei fogli grafici dove la figurazione è completamente definita. Su questi, per giungere alla conclusione del lavoro, manca solo l’apposizione del testo.

Nell’incisione la parte scritta comprende: il titolo e i nomi dell’inventore, esecutore e editore.

Una incisione è definita originale quando pensata e incisa dalla stessa persona.

È detta incisione di traduzione quando le due azioni precedenti sono svolte da due diversi esecutori. Quest’ultimo è il caso nel quale un dipinto di un affermato pittore è tradotto in incisione da un secondo artista. Questa è un’operazione di solito compiuta con il fine di divulgare l’opera.

Le incisioni in cavo sono inizialmente realizzate su matrici in rame. A questo metallo, dalla fine del Settecento, si affianca lo zinco, e successivamente l’acciaio.

Questo tipo di matrice può essere incisa in modo diretto, usando il bulino, oppure in modo indiretto, avvalendosi dell’azione di un acido.

Giorgio Vasari attribuisce all’orafo e niellatore Maso Finiguerra l’invenzione dell’incisione in cavo. In quell’epoca, a Firenze, nelle botteghe orafe, era uso trarre dai nielli delle impressioni su carta, questo per giudicarne l’estetica. Da questa pratica sembra abbia preso inizio la calcografia.

A quell’epoca risale il foglio conosciuto con il nome Il Combattimento degli ignudi, realizzato, attorno al 1470, da Antonio del Pollaiolo, pittore, scultore e orafo.

Coeve a questo periodo sono anche le sette incisioni attribuite ad Andrea Mantegna.

A loro sono contemporanei gli incisori:.

  • Andrea Zoan, è un artista di cui poco si conosce, è attivo fra il 1475 e il 1520 e decede a Milano.
  • Cristofano Robétta, orafo fiorentino, autore di diciassette incisioni firmate.
  • Giulio Campagnola, pittore e incisore padovano, incisore di caratteri. Le sue stampe derivano dalle opere del Mantegna, Giambellino e Giorgione. Quest’ultimo probabile disegnatore di alcune sue incisioni.
  • Jacopo de’ Barbari, pittore e incisore veneziano. Autore di ventinove incisioni e tre xilografie, quest’ultime di grandi dimensioni. Una delle tre è una celebre veduta della città di Venezia.

Se sei incuriosito, prova a consultare il mio catalogo oppure contattami.

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Cartoline d’epoca La nascita i cambiamenti

Cartoline d’epoca La nascita i cambiamenti

Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

Cartoline d’epoca La nascita i cambiamenti.

 

In un epoca dove le cartoline e più in generale le lettere hanno lasciato il passo agli. SMS, alla posta elettronica e a altri simili servizi, la corrispondenza cartacea e il suo compagno francobollo vivono un buio periodo.

Delle cartoline proviamo a parlare dei loro momenti di gloria!. 

Descrivendone la nascita e i cambiamenti subiti nel tempo.

Una lunga storia, iniziata con l’apparizione della cartolina postale e destinata a giungere sino alla cartolina illustrata.

Un racconto che indica le figure più rappresentative di queste trasformazioni, le date e le innovazioni più rilevanti. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

 

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Cartoline d’epoca La nascita i cambiamenti

La cartolina postale è un intero postale di forma rettangolare, impiegato per la corrispondenza aperta e inviato tramite posta. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

L’intero postale è una carta valore destinata alla corrispondenza. Si presenta preaffrancato, emesso dall’Amministrazione Postale è direttamente utilizzabile  dall’utente.

All’origine è impresso con un francobollo, il cui valore corrispondente all’importo della tassa necessaria per usufruire del servizio postale.

Sull’intero postale, senza alterare l’impronta del francobollo, si possono imprimere: intestazioni, fregi, sigle e vignette. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

 

La prima cartolina postale è emessa in America, nel 1861. Si presenta con il francobollo stampato e priva di immagini.

La Correspondenz Karten è la prima cartolina postale europea conosciuta. Emessa dall’Amministrazione postale dell’Impero Austro Ungarico il 1° ottobre 1869. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

Bianca sia al fronte che al retro, misura 12,2 x 8,5 cm.

Reca impresso un francobollo stampato in color giallo e in nero, del valore di 2 kreuzer, lo stemma dell’impero asburgico, una cornice e varie scritte.

 

L’iniziativa è promossa da Emanuel Alexander Herrmann. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

Un professore di economia, nato a Klagenfurt, in Austria, il 24 giugno 1839 e deceduto a Vienna, il 13 luglio 1902.

Herrmann concepisce l’introduzione della cartolina per aumentare il traffico postale e di conseguenza le entrate dell’efficiente servizio postale austriaco.

In questo modo da vita a una corrispondenza predisposta a contenere un breve testo e con una affrancatura meno onerosa rispetto alla lettera.

Il 1894 è l’anno del 25° anniversario dell’emissione della prima cartolina postale. Per celebrare questa occasione è emessa una cartolina postale commemorativa recante l’effige del professor Herrmann. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

 

Nel 1871, le cartoline postali arrivano in Germania, Lussemburgo, Svizzera e Inghilterra.

Le prime cartoline postali del Regno d’Italia risalgono al 1° gennaio 1874. Recano impressa l’effige di Vittorio Emanuele II e lo stemma sabaudo.

 

Hanno il valore di 10 e 15 centesimi. La prima è in color crema. La seconda, con risposta pagata, è di color rosa. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

Il 1° agosto 1889 è messa in vendita una cartolina postale da 5 centesimi.

Quest’ultima misurava 11,0 x 7,0 cm. e utilizzabile solo nell’ambito del distretto postale. A causa delle esigue dimensioni e delle ampie limitazioni, non ha fortuna.

La prima cartolina postale commemorativa italiana a carattere ufficiale è distribuita nel 1895. É emessa per celebrare il 25° anniversario della presa della città di Roma. 

A questa iniziale cartolina commemorativa ne seguono molte altre. Ad esempio, si stampano:.

Nel 1896, in occasione delle nozze del futuro re Vittorio Emanuele III di Savoia con la principessa Elena di Montenegro. É illustrata al fronte con gli stemmi italo montenegrini. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

Nel 1905, per l’apertura del traforo del Sempione e L’Esposizione internazionale di Milano anche detta Esposizione internazionale del Sempione.

Al 1894, risalgono le prime cartoline postali commemorativa italiane a carattere semiufficiale ed emesse per concessione ministeriale.

 

La Direzione delle Poste forniva agli Enti interessati dei cartoncini di color bianco, impressi con il francobollo da 10 centesimi. In seguito l’organismo provvedeva alla stampa delle illustrazioni e del testo. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

Esistono delle cartoline postali commemorative italiane private o di commissione privata.

 

Queste sono sempre stampate su un cartoncino fornito dalla Direzione delle Poste ma, sono prive di stemma e diciture.

Al fronte presentano la stampa del francobollo da 10 centesimi, emesso nel 1896 e raffigurante il ritratto in ovale di Umberto I. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

Al retro sono presenti illustrazioni e scritte impresse in nero o a colori.

Fra le cartoline postali commemorative italiane private sono famose quelle del numismatico milanese Francesco Gnocchi. Sono illustrate con la raffigurazione di monete metalliche. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

Fra queste alcune ricordano degli avvenimenti.

Quali:.

  • Le Onoranze ad Alessandro Volta in Como, del 1899.
  • L’Esposizione filatelica di Torino, del 1898.
  • La prima rappresentazione delle Maschere di Mascagni, del 1901.

E moltissime altre. Cartoline d’epoca La nascita e i cambi.

La prima cartolina illustrata nasce in Francia nel novembre del 1870.

Questa è il frutto dell’attività imprenditoriale di un editore privato. Dunque non abbiamo più un intero postale emesso dall’amministrazione postale statale. 

 

Léon Besnardeau, 1819 – 1914, di professione libraio e cartolaio. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

Esercita la sua professione a nella piccola città di Sillé-le-Guillaume, nel dipartimento della Sarthe, nella regione del Paesi della Loira.

Qui inizia a commercializzare dei leggeri cartoncini destinati a essere impiegati nella corrispondenza.

Sono dei biglietti di forma rettangolare, delle dimensioni di 6,6 x 9,9 cm., illustrati in litografia con dei soggetti di ispirazione militare.

Fra i temi troviamo:. Figure di fucili e Tamburi. Accompagnate da scritte a carattere patriottico, quali:. Guerre de 1870 Camp de Conlie o Souvenir de la dèfense nationale.

É in questo momento che inizia la commercializzazione delle cartoline e la loro inarrestabile circolazione. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

 

Le illustrazioni e i motti sono motivati dalla realtà del quotidiano dei primi acquirenti, i militari della 1° armata di Bretagna. In quel periodo mobilitati a seguito dello scoppio della guerra franco prussiana e dislocati a Camp de Coile. Tutti uomini desiderosi di disporre di mezzi di corrispondenza con i parenti.

Le cartoline illustrate ideate e commercializzate da Besnardeau sono le prime conosciute. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

Si presentano prive dello spazio per l’applicazione del francobollo e con grande probabilità spedite entro buste.

In questo ambito è indiscusso il ruolo svolto da Besnardeau. Per questa ragione, in Francia, nel 1910, gli è dedicata una cartolina postale commemorativa.

Ludolf Parisius e August Schwarz sono altri due pionieri della cartolina ma, molto meno fortunati. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

 

Nel 1871, il primo è l’autore di motivi augurali presenti sulle cartoline postali vendute nella cartoleria Lange di Gottinga.

August Schwarz è un tipografo. Il 16 luglio 1870 spedisce una cartolina commemorativa. Quest’ultima parte da Oldenburg (Oldegurgo) e arriva a Magdeburg (Magdeburgo). In questo modo Schwarz voleva ricordare l’occupazione di una cittadina francese, avvenuta da parte del reggimento in cui prestava servizio militare.

Per questa motivazione la corrispondenza è impressa coi colori dell’unità militare celebrata e illustrata, al verso, con l’immagine di un artigliere.

Cartoline d’epoca La nascita i cambiamenti

Le caratteristiche di prima cartolina illustrata si ritrovano nella Veduta di Lucerna. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

 

Stampata per conto dell’editore J. H. Locher di Zurigo e con ragionevolezza databile nel 1872.

La sua importanza risiede nell’essere la prima cartolina illustrata impiegata per pubblicizzare le bellezze turistiche di un paese.

 

Il pittore John Day, in Inghilterra, fra il 1870 e il 1873, dava vita alla cartolina augurale.

La nascita della cartolina illustrata in Italia si fa risalire al 1882. Anno nel quale il tipografo romano Danesi stampa una serie di vedute italiane. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

La famiglia Danesi ha grande importanza nella stampa e nel commercio di riproduzioni artistiche.

L’attività si svolge a Roma. Inizia con Michele, Napoli 1809-1877, e prosegue con i figli Cesare e Camillo. Chiude nel 1979. 

Nel 1876 la sede è trasferita fuori porta del Popolo, in via dei Bagni 36, oggi via Romagnosi.

Un aspetto del tutto inedito dell’attività della nuova sede è quello svolto a partire dal 1880 e incentrato nella produzione di cartoline illustrate.

Le immagini sono tratte dai negativi dell’archivio della ditta. Riguardano la città di Milano, ma soprattutto Roma, Capri e Napoli. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

In quest’ultima città Michele mantenne nel tempo contatti frequenti. Testo di Marina Miraglia. Tratto dal Dizionario Biografico degli Italiani. Volume 32. 1986.

Il primato dei Danesi è contrastato dal commendatore napoletano Giosuè De Palma, proprietario di un negozio di biancheria. Nel quale, dal 1887, distribuiva cartoline postali. Queste, al verso, si presentavano con applicata una striscia di carta figurata con tre piccole vedute delle città di. Amalfi, Napoli e Capri.

L’Unione Postale Generale più volte dà direttive inerenti alle cartoline. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

 

Il 1° luglio 1875 ammette la cartolina alla circolazione internazionale.

Nel 1878 ne indica la dimensione standard accettata. Questa è di 9,0 × 14,0 cm.

Nel 1897 sancisce la validità internazionale della cartolina illustrata di produzione privata.

L’Unione Postale Generale è un agenzia. Dal 1878 cambierà il nome in Unione postale universale, acronimo UPU.

Cartoline d’epoca La nascita i cambiamenti

In Inghilterra, dal 1902, si afferma il divided back. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

 

Da quel momento in poi la cartolina presenta una riga verticale. Questa divide il verso in due parti uguali.

Dove lo spazio sulla destra è destinato al francobollo e all’indirizzo. Quello sulla sinistra per le comunicazioni del mittente.

Da allora il fronte risulta completamente libero per stampare l’immagine.

L’innovazione è accolta nel 1903 in Francia e in Canada. In Germania e Austria nel 1905. In Italia nel 1906. Nel 1907 in America.

Il 1° ottobre 1907 l’Unione Postale Universale ne riconosce la validità internazionale. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

 

La deltiología si occupa dello studio delle cartoline. Di queste ne analizza la grafica, la storia e il tema.

Il termine trova origine nella lingua inglese, dal vocabolo deltiology.

La parola creata, nel 1945, da Randall Rhoades di Ashland, nell’Ohio.

I deltiologi sono i collezionisti di cartoline.

La deltiología è anche detta cartofilia. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

 

 

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Bibliografia:. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

  • Antonio Bandini Muti, Storia della posta e del francobollo, Seconda edizione riveduta e ampliata, Milano Ulrico Hoepli 1946.
  • Franco Pezzella Frattamaggiore, L’immagine nel tempo, Istituto di Studi Atellani, 2008.
  • Stefano Vannozzi, Ruscio in cartolina Immagini, ricordi e saluti da un villaggio della Valle del Corno. Associazione Pro Ruscio, 2015, pagine 131, Collana I Quaderni di Ruscio N.10, 2015.

 

 

Fermacarte di vetro Presse papiers en verre Glass paperweight.

 

 

Peltri raffigurati nei quadri e una breve storia del peltro.

 

 

Tabacco e tabacchiere.

 

 

Le cartoline d’epoca riportano ai tempi passati, ad usi e costumi oramai perduti. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

 

In vacanza, in spiaggia sotto l’ombrellone o sul tavolo in legno di una località turistica di montagna, addirittura in un remoto rifugio alpino. Questi erano i dei luoghi dove non era inusuale vedere qualcuno davanti a una voluminosa pila di cartoline. Impegnato a copiare indirizzi di parenti e amici e a scrivere frasi di convenienza.

Finito tutto questo il vacanziere iniziava ad affrancarle, impiegando i francobolli appena acquistati.

Questa abitudine era forse la parte più scontata di ogni periodo di vacanza estiva o invernale, sempre comune ad ogni villeggiante. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

Al ritorno delle vacanze, le cartoline si ritrovavano a casa dei destinatari.

Erano esposte in bella vista, di solito infilate in qualche interstizio di una porta o di una finestra. Per passare poi in un cassetto o in una scatola da scarpe ed infine dimenticate da qualche parte.

Proprio perché scordate e custodite ora possono ricomparire e essere collezionate. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

Sono di formato piccolo o di formato grande, affrancate e viaggiate oppure inviate in busta, stampate a colori o in bianco e nero. Tutte accumunate dalla presenza di illustrazioni, queste sono delle immagini che ci documentano, con precisione, il tempo passato.

Raffigurano una casa che ora non esiste più, una piazza prima della costruzione del monumento ai caduti, un albergo chiuso da tempo. Questi ed altri sono i messaggi che ora questi piccoli cartoncini ci tramandano. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

Alcune sembrano irreali. Vedere le macchine disordinatamente parcheggiate in una piazza che ora si raggiunge solo a piedi o con i mezzi pubblici ci lascia sgomenti. Vuoi mettere la comodità di parcheggiare davanti al sagrato del duomo cittadino!.

Anche perché li vicino le pasticcerie sono le migliori della città. 

Illustrate con le immagini scattate da un fotografo del luogo. Sanno documentare ogni più sperduto angolo della città, ogni capoluogo e centro abitato oppure il più piccolo paesino e la sua più che minuscola frazione.

Nulla è sfuggito all’obbiettivo. Tutto è raffigurato e documentato con precisione. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

In queste fotografie si rivedono gli abitanti del luogo, quelli vestiti con abiti che al giorno d’oggi nessuno penserebbe più di indossare:. Lunghe gonne per le signore e cappelli in feltro e baffi per i signori. I bambini e le bambine vestiti alla marinara, con tanto di cappellini in paglia.

Poi ci sono le cartoline commemorative, quelle che tramandano il ricordo degli eventi importanti. Quelli da subito destinati ad entrare nella storia, quella con la lettera S maiuscola. L’inaugurazione del nuovo edificio comunale, della posta centrale o la visita di questa e di quella personalità. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

Non dimentichiamo le cartoline pubblicitarie, poche di queste sono ancora attuali. Per la maggior parte narrano di una storia e di un commercio oramai da tempo concluso e di prodotti e marche scomparse.

Quelle disegnate dai più famosi illustratori dell’epoca sono le più colorate e, forse, graficamente ancora le più odierne. Hanno prestato la loro matita alla pubblicità molti artisti del periodo liberty, sia italiani sia stranieri, alcuni fra questi sono molto ricercati e collezionati. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

Riempiono il cuore quelle che hanno in bella vista una scritta d’augurio:. Buon anno, Buone feste, Buon natale e un Felice anno nuovo. Frasi accompagnate con illustrazioni di: Babbo Natale, slitte, renne, palle e alberi di. Natale, quadrifogli, agrifogli e tutto ciò che al repertorio natalizio più si addice.

Mi son sempre domandato se arrivavano in ritardo, a festività già conclusa.           

Ora proviamo a voltarle e sbirciamo il testo scritto.

Leggiamo delle gioie e dei dolori del quotidiano. Parlano di: auguri, ringraziamenti, promesse di rivedersi quanto prima, richieste di scuse e di appuntamenti rimandati. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

Con questa lettura riviviamo una vita che non conosceva gli. SMS, la posta elettronica e altri simili servizi, dove la corrispondenza cartacea e il suo compagno francobollo erano al centro della vita di chiunque.

In un epoca, la nostra, dove le cartoline e più in generale le lettere hanno perso lustro, le prime esistono ancora. Cartoline d’epoca La nascita e i cambiamenti.

Ora sono cartoline virtuali, giungono sul tuo telefono coloratissime, ti fanno gli auguri. Tu vorresti riporle in una scatola da scarpe, ma non hai idea di come fare.

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I Sacri monti arte e storia

I Sacri monti arte e storia

I Sacri Monti luoghi di storia arte e religione.

I Sacri Monti sono dei luoghi dove convivono la storia l’arte e la religione.

Sono dei complessi religiosi caratterizzati da un percorso di devozione ambientato in un paesaggio di grande bellezza e suggestione.

Quando il Sacro Monte è costruito sulla cresta di un rilievo assume uno sviluppo il più possibile visibile da entrambi i lati dell’altura.

Nei Sacri Monti l’arte e la religione sono strettamente collegate.

Sono composti dallo snodarsi di una serie di edifici. Ricchi di immagini pittoriche e scultoree che con dovizia di particolari illustrano il tema sacro prescelto per il luogo.

I temi più frequenti sono:

  • La passione di Gesù. Come al Sacro Monte di Domodossola.

  • La vita della Vergine, a Oropa, Crea e Ossuccio.

  • I misteri del Rosario, a Varese o della Trinità, a Ghiffa.

  • La vita di alcuni Santi. Per esempio San Francesco d’Assisi nel Sacro Monte di Orta. 

Alle cappelle dei Sacri Monti decorate con l’arte che parla di religione si aggiungono chiese e santuari. Degli edifici capaci di ospitare i pellegrini.

Questi complessi architettonici sono edificati tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo.

I Sacri Monti sono nati per offrire ai pellegrini un’alternativa più sicura e veloce, meno onerosa e avventurosa rispetto al viaggio verso la Terra Santa. I Sacri monti arte e storia.

Convogliano il desiderio del sacro dei viandanti verso mete che non né mettevano a repentaglio la vita e né spogliavano la borsa.

Permettono di acquisire un’indulgenza analoga a quella guadagnata con il pellegrinaggio verso Gerusalemme.

Inaugurano una nuova pratica devozionale. Quella del recarsi verso un santuario. Come nuova regola che sostituisce ed eguaglia quella che si compie dirigendosi in Terra Santa.

Questa identificazione è ben rappresentata nel caso del Sacro Monte di Varallo in Valsesia. Dove sulla cima della collina incontriamo una rievocazione della città di Gerusalemme. I Sacri monti arte e storia.

Questo spazio religioso valsesiano è nato per opera del Beato Bernardino Caimi.

É ideato al suo ritorno dalla Terra Santa. Con il fine di ricreare i luoghi santi della Palestina.

Nel corso di due secoli si sono edificati circa cinquanta edifici. Fra questi vi sono le 43 cappelle che raffigurano scene della vita di Gesù e di Maria.

La trentottesima cappella è quella della Crocifissione. Probabile opera di Gaudenzio Ferrari.

Quello di Varallo è l’unico fra i Sacri Monti che permette l’ingresso del visitatore all’interno di alcune cappelle. Accogliendoli in uno spazio coperto posto prima della figurazione.

In tutti gli altri le raffigurazioni religiose sono visibili ai pellegrini solo dall’esterno e tramite grate.

La gran parte dei Sacri Monti sono situati in Piemonte e Lombardia, tanto da poter parlare di un sistema dei Sacri Monti prealpini. I Sacri monti arte e storia.

Da qui ci si spinge in Svizzera, nel Canton Ticino. Dove nel distretto di Locarno nel comune di Orselina è edificato il Sacro Monte del santuario della Madonna del Sasso.

L’ampio sviluppo in queste località di luoghi di devozione è dovuto alla vicinanza di quelle terre a quelle di religione protestante.

L’opera e lo spirito di San Carlo Borromeo e il clima instaurato dalla Controriforma cercano anche con queste costruzioni di esorcizzare quella pericolosa presenza.

Questo non esclude la presenza o la testimonianza di queste architetture sacre in tutta Italia e in Europa.

A seguito della Riforma protestante numerosi edifici devozionali sono distrutti. Questo avviene perché edificati nei territori che vivono lo scisma. I Sacri monti arte e storia.

Su questo punto è significativa la lettura delle considerazioni di Samuel Butler. Pubblicate nelle pagine del suo libro: Alps and Sanctuaries of Piedmont and the Canton Ticino.

Il volume è un appassionato e interessante diario di viaggio pubblicato nel 1881.

La traduzione italiana: Alpi e santuari, viaggio curioso di un grande scrittore inglese tra valli, campanili e tradizioni. A cura di Pier Francesco Gasparetto. Casale Monferrato. Piemme. 1991.

Lo scrittore inglese era solito trascorrere le vacanze estive in Italia. I Sacri monti arte e storia.

Pubblica nel 1888. Un altro studio di argomento simile. Intitolato: Ex voto An account of the Sacro Monte or new Jerusalem at Varallo Sesia. With some notice of Tabachetti’s remaining work at the sanctuary of Crea.

Nel libro descrive gli affreschi di Gaudenzio Ferrari visibili a Varallo Sesia.

La traduzione italiana: Ex voto studio artistico sulle opere d’arte del S. Monte di Varallo e di Crea. A cura di Angelo Rizzetti. Novara. Tipolitografia Dei Fratelli Miglio. 1894. 

L’affermarsi dei Sacri Monti permette la nascita un’ampia schiera di maestranze specializzate nella realizzazione degli apparati decorativi tipici di questi luoghi. I Sacri monti arte e storia.

Pittori, scultori e artigiani che passando da un cantiere all’altro.

Codificano e trasportano la loro competenza artistica e tecnica da un Sacro Monte all’altro. In qualche modo standardizzandone l’esecuzione e gli elementi di abbellimento.

Tutti i Sacri Monti sono caratterizzati da cappelle con una decorazione plastica e pittorica di intenso intento teatrale.

Internamente si trovano scene composte da statue in grandezza reale. Circondandole di giochi prospettici e ambientandole in ambienti naturali affrescati alle pareti.

Tutte le figure sono abilmente ordinate. Calate nella realtà del quotidiano.

In alcuni casi vestendole con abiti confezionati in tessuto e facendole interagire con oggetti presi e appartenerti alla vita di ogni visitatore.


Per dirlo con le parole di Samuel Butler,  durante la sua visita al Sacro Monte di Varese.

Guardammo attraverso la grata la prima cappella, oltre l’arco, con un’Annunciazione. La Vergine ha un vero lavabo, con catino e brocca e un pezzo di sapone vero. Le pantofole sono disposte in bell’ordine sotto al letto.

L’UNESCO ha inserito alcuni di questi luoghi fra i patrimoni dell’umanità.

Alcuni Sacri Monti si caratterizzano per la presenza nel luogo di culto di raffigurazioni di Madonne Nere. I Sacri monti arte e storia.

Queste immagini sono considerate fra le figure più sacre della chiesa cattolica.

Sono rappresentazioni della Vergine Maria dove il volto ha un colorito scuro, a volte anche nero.

Le opere sono tradizionalmente attribuite all’operato dell’evangelista e apostolo San Luca che per l’occasione smette gli abiti da medico per indossare quelli d’artista.

La leggenda afferma che il Vescovo di Vercelli di ritorno dalla Terra Santa portò con sé due sculture e un ritratto della Vergine. Tutti eseguiti dall’evangelista Luca. Diffodendone il culto.

Sant’Eusebio è il Vescovo di Vercelli. Interessante è notare che la città di Vercelli è posta lungo la Via Francigena.

La tradizione vuole le due statue sono ora venerate in Piemonte nei santuari dei Sacri Monti di Oropa e di Crea.

Un altro Sacro Monte con una Madonna Nera è quello di Varese. I Sacri monti arte e storia.

La statua lignea è custodita in una teca realizzata nel Settecento. Posta nel santuario di Santa Maria del Monte sopra Varese, punto d’arrivo del cammino che si snoda lungo le cappelle.

Il percorso vuole introdurre il pellegrino ai misteri del Rosario.

Questi sono:. I Misteri Gaudiosi esemplificati dalla prima alla quinta cappella. I Misteri Dolorosi dalla sesta alla decima cappella. Infine i Misteri Gloriosi dalla undicesima alla quattordicesima.

Una quindicesima cappella diviene il santuario. Luogo dove la Madonna nera assurge al ruolo di Vergine Assunta in cielo. L’ultimo mistero del Sacro Rosario.

Non tutti i progetti di Sacri Monti pensati ebbero compimento. I Sacri monti arte e storia.

Sul lago Maggiore ad Arona in provincia di Novara si progettò un Sacro Monte in onore di San Carlo Borromeo.

Il progetto prevedeva un percorso composto da quindici cappelle dedicate alla vita del santo.

Tragitto che avrebbe portato il pellegrino ai piedi di una colossale statua del santo e a una chiesa.

L’opera ideata dal padre oblato Marco Aurelio Grattarola si concluse con  la realizzazione incompleta di tre sole cappelle.

Poco valse l’entusiastica approvazione del cardinale Federico Borromeo. Cugino di Carlo. Arcivescovo di Milano.

Il cardinale Federico Borromeo posa nel luglio del 1614 la prima pietra per la costruzione della chiesa Maggiore.

Nel 1616 a Graglia in provincia di Biella il parroco don Nicola Velotti ideò il progetto per la realizzazione di un monumentale Sacro Monte. Da costruire nell’attuale frazione santuario. I Sacri monti arte e storia.

Pensato composto da 100 cappelle. Dedicate a svariati temi biblici. Disposte lungo il percorso che partendo dal centro abitato porta al Colle San Carlo.

La Cappella dedicata alla Santa Casa di Nazareth è edificata nel 1617. Un luogo che da subito divenne dispensatore di grazie ai devoti.

Si riuscì a costruire poco altro. In fine si optò per la realizzazione di un imponente Santuario.

L’edificio sacro è un progetto dell’ingegnere militare di corte Pietro Arduzzi.

Dedicato alla Madonna Nera e collegato al culto della Nostra Signora di Loreto nelle Marche.

I lavori iniziarono nel 1658 e terminarono nel 1769.

Entrando nel Santuario, in fondo, sulla sinistra, in prossimità del presbiterio, si trova la cappella dedicata alla venerazione della Madonna Nera. Questo locale è edificato rispettando le esatte misure della Santa Casa di Loreto.

La statua è una fedele copia di quella presente a Loreto. Regge sulla sinistra il Bambino Gesù che benedice e sorregge il mondo.

Nel 1620 un anonimo scultore torinese la scolpì in legno di pioppo.

In ingresso alla cappella è appeso un quadro. Raffigura la processione che si svolse a Graglia per ringraziare per la liberazione dalla peste del 1717.

Le opere realizzate per la Cappella della natività sono ora collocate all’interno. Nella vicinanza dell’ingresso. Sulla destra.

All’esterno si trovano i resti della Cappella della presentazione e dell’Adorazione dei Magi.

Poco distante si trova Sordevolo. Una località dove dal 1816, a scadenza quinquennale, si assisteste alla rappresentazione della Passione di Cristo.

 

 

Il Sacro Monte sopra Varese.

 

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Il Sacro Monte sopra Varese

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Il Sacro Monte sopra Varese

La storia della fondazione del Sacro Monte sopra Varese l’apprendiamo da due brani. Entrambi tratti dal libro Compendiose notizie di Varese e de’ luoghi adiacenti compreso il santuario del Monte. Volume scritto da Giuseppe Ghirlanda. Edito a Milano da Cesare Orena nella stamperia Malatesta. La stampa avviene nel 1817.

155. Ma l’erezione delle cappelle, che i Misteri rappresentano del SS. Rosario, devesi al padre cappuccino Gio. Battista Agguggiari di Monza. (P. Giambattista Aguggiari ndt).

Il quale salendo il monte per predicare a quelle religiose ne formò il progetto. Insinuato con superiore permesso dal pergamo à popoli di Lombardia. Tale eccitò fervore di mandarlo ad effetto e in pochi mesi la somma delle offerte per ciò fatte sorpassò un millione (milione ndt) di lire. Varese, Gallarate, Busto, Somma, Caronno Ghiringhello, e Carnago si distinsero fra le Comuni. I signori Omodei, Litta, Carcano, ed Annoni tra le particolari famiglie. Con tutto questo non bastò un secolo ad opera sì grande. Intrapresa nel 1610 (1604 ndt). Appena nel 1759 ottenne il suo compimento.

152. Su questo monte, reso sacro dalla B. Vergine, e da tanti Santi ivi concorsi, già stavano alcune pie femmine a condurvi solitaria vita, e penitente.

Quando la giovane Catterina Moriggia, o come altri afferma, Ruffini da Pallanza, dopo una visione da gravi autori riferita, che a quel Santuario la chiamava. Visitò nel 1452 quelle eremite, e con loro si trattenne alcuni dì. Attaccate poi esse da pestilenzial morbo, Catterina vi ritornò ad assisterle. Nessuna di loro sopravvisse. Anzi ne rimase infetta ella medesima. Col divino ajuto riavutesi, su quel monte fissò la stabile dimora. A lei poscia si unirono Giuliana Puricelli di Cassina Verghera dipendente da Busto Arsizio. Benedetta da Biumo superiore ed altre Vergini.

Sicché nel 1476. Mediante la cessione che l’arciprete Gasparino Porro fece a quelle pie donne dè fondi della arcipretura. Il loro ritiro è eretto in monastero sotto la Regola ambrosiana di S. Agostino.

Sotto la direzione dell’arciprete del Santuario. Cui nel 1517 è sostituito un vicario curato mercenario, che l’Arcivescovo S. Carlo nel 1583 ordinò in titolo parrocchiale col padronato alle monache. Imponendo al curato l’obbligo del coro, e di confessare i forestieri.

L’elenco dei libri e degli articoli inerenti al Sacro Monte di Varese.

Dati in ordine crescente per anno di stampa. Editi in lingua italiana e straniera fra il XVI° e XIX° secolo.

I libri indicati con * contengono al loro interno pagine sull’argomento.

I libri indicati con ** sono editi in lingua non italiana.

  • Paolo Morigia. Historia dell’origine della gloriosa Madona del Monte posta sopra Varese. Milano 1594.

  • Cesare Tettamanzi. Historia del Sacro Monte Sopra Varese. Diocesi di Milano Nella quale si contengono… : Consacrata a nostra Signora, da P. Cesare Tettamanti Oblato, & Curato di Robecco. Milano per l’her. di Pacifico Pontio & Gio. Battista Piccaglia, 1614.

  • Orìgine, e progresso delle cappelle, fabbricate nel Sacro Monte sopra Varese, rappresentanti li Misteri del Santissimo Rosario. Opera data in luce dalli Deputati per quella Fabbrica, et da essi Dedicata All’Illustrìs. Et Eccellentiss. Prencipe Teodoro Trivultio Prencipe del S.R.I. di Misocho, et Valle Misolcina, Co.Di Melzo, Sig. di Codogno etc., in Milano Appresso Giacomo Lantoni 1623.

  • Domenico Bigiogero. Le glorie della Vergine del Sacro Monte sopra Varese. Diocesi di Milano. Origine e progresso della devozione, monistero, e fabbrica delle sante capelle. Milano. Paolo Antonio Montano in Strada Nuova. Imprimatur il 4 dicembre del 1698. in 4°. Ristampato nel 1732.

  • Nicolò Sormani. Il santuario di Santa Maria del Monte sopra Varese. Ridotto a compendio dal signor Nicolò Sormani. Obblato dottore della biblioteca e del Collegio ambrosiano. In Milan.o Nella stamperia Giuseppe Marelli. 1739. pagine 108. in 24°.

  • * Giuseppe Ghirlanda. Compendiose notizie di Varese e de’ luoghi adiacenti compreso il santuario del Monte. Milano. Cesare Orena nella stamperia Malatesta. 1817.

  • Guida al santuario di Santa Maria del Monte Sopra Varese. Milano dalla tipografia di Antonio Lamperti. 1823. Tavole incise in 16°.

  • Michele Sartorio. Il santuario di Santa Maria del Monte Sopra Varese descrizione storica, artistica e religiosa. Milano. Presso l’editore Andrea Ubicini. 1839. pagine 48. in 16°.

  • Il santuario del Sacro Monte Sopra Varese notizie storiche, artistiche, religiose. Varese. Tipografia di Giuseppe Rainoldi. 1851. pagine 54. Tavole incise in 16°.

  • * Guida ricordo di Varese e suoi dintorni, Varese Tipografia Galli, 1886 pagine 110 Illustrazioni in 16° Brossura editoriale impresso alla copertina anteriore “Guida-ricordo. Varese e suoi dintorni” Da pagina 53 a pagina 61 “Alla Madonna del Monte”.

  • * Giacinto Bianchi, Fra i monti varesini, Varese Tipografia Macchi & Brusa, 1886 pagine 261 in 16° Da pagina 205 a pagina 215 “Al Sacro Monte”.

  • * Giulio Cesare Bizzozero. Varese e il suo territorio guida descrittiva. Per G. C. Bizzozero. Preceduta da cenni geologici del prof. L. Maggi ed illustrata col panorama di Varese. Con incisioni intercalate nel testo e con carta topografica. Varese. Tipografia Ubicini. 1874. pagine 244. Illustrazioni nel testo. Due illustrazioni ripiegate. in 16°. Da pagina 90 a pagina 111 Prima gita: alla Madonna del Monte e al Campo dei Fiori.

  • * Luigi Brambilla Varese e suo circondario. Notizie raccolte ed ordinate dal pr. Luigi Brambilla. Varese Tipografia Ubicini.  1874. Due volumi in 8°. Volume 1° pagine 345 .Volume 2° pagine 314. Da pagina 55 a pagina 91 La Madonna del Monte Velate.

  • sac. Don Luigi Brambilla prof . Alessandro Brambilla da Milano, Guida al santuario della Madonna del Monte Sopra Varese, Varese Tipografia Galli Eugenio, 1877 pagine 78 Illustrazioni in 24°.

  • Il santuario del Sacro Monte sopra Varese notizie storiche, artistiche, religiose. Varese Tipografia Galli successore ad Ubicini. 1879 pagine 60 Una tavola incisa in 24°.

  • * Emilio Motta, Dalla storia del Sacro Monte sopra Varese (Documenti milanesi inediti del sec. XV) contenuto da pagina 7 a pagina 31 nel fascicolo 13° del “Periodico Società Storica Comense” 1884.

  • * Emilio Motta, Ludovico il Moro alla Madonna del Monte sopra Varese contenuto da pagina 175 a pagina 182 nel fascicolo 18° del “Periodico Società Storica Comense” 1886.

  • * Emilio Motta, Ippolita Sforza alla Madonna del Monte sopra Varese contenuto da pagina 335 a pagina 346 nel fascicolo 20° del “Periodico Società Storica Comense” 1886.

  • Guida per la visita alle cappelle del Sacro Monte sopra Varese e breve sunto di storia descrittiva della sua origine e fama. Varese Stabilimento tipo-litografico Galli. 1890 pagine 16 in 24°. Brossura editoriale impresso alla copertina anteriore La B.V.M. del Sacro Monte.

  • * Giansevero Uberti, Guida generale ai grandi laghi subalpini di Como, di Lugano, Maggiore, d’Orta, d’Iseo e di Garda con gite ai laghi minori, alla Valsassina, al Canton Ticino, alla Brianza, al Varesotto e indicazioni di escursioni alpine, Milano, Guigoni, 1890 Da pagina 241 a pagina 244 “Escursioni e gite”.

  • ** Samuel Butler Alps and Sanctuaries of Piedmont and the Canton Ticino, London 1881 – Seconda edizione identica alla prima London Longmans, Green & C. 1890, in 8° – Terza edizione ampliata London A. C. Fifield, 1913.

 

I Sacri Monti luoghi di storia arte e religione

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