Pubblicato il

Giappone

Giappone

Giappone.

Delle isole del Giappone Una descrizione del Paese del Sol Levante tratta da un libro antico.

 

Il brano che segue, trascritto in carattere grassetto, è impresso sulle pagine del volume intitolato Compendio di Geografia Moderna. Un testo scolastico, edito nel 1794. In uso nel Settecento, presso il Ginnasio Nazareno di Roma. 

 

L’autore fornisce una scintillante descrizione del Giappone, allora come ora una lontana terra:. Le isole del Giappone occupano la parte più Orientale dell’Asia. Sono a caso scoperte nell’anno 1542 dà Portoghesi qua balzati da una tempesta.

 

Il volume riporta la data 1542. Questo momento non è una certo, in quanto l’approdo potrebbe anche essere avvenuto l’anno successivo, nel 1543.

In quei tempi alcuni portoghesi navigano in quello che oggi è il chiamato il Mar Cinese Orientale. Quest’ultimo è una porzione dell’Oceano Pacifico, delimitata ad est dall’isola giapponese del Kyushu. Gli uomini erano imbarcati su un bastimento, comandato da un corsaro cinese, che solcava quelle acque. A seguito della burrasca l’imbarcazione è spinta dal sulle coste del Giappone, a sud ovest dell’isola del Kyushu.

L’autore settecentesco descrive l’evento come una casuale scoperta.

Questo non è corretto perché in quell’epoca non si ignorava l’esistenza del Giappone. In quanto, da secoli, fra Giappone, Cina e Korea esistevano vari generi di rapporti.

Giappone

Le isole son esse molte, ma le più considerabili son tre. Giappone.

Cioè l’isola del Niphon (ora è l’Honshu) che dicesi anche Giappone, da cui prendono il nome tutte le altre. Quella di Saickock (ora è il Kyushu) al Mezzodì dell’estremità Occidentale dell’antecedente. E quella di Sikokf (ora è lo Shikoku) situata tra le due soprannominate.

Tutte queste isole ubbidiscono ad un ricchissimo, e potentissimo Imperatore. Giappone.

Da lui dipendono molti altri piccoli sovrani, o Viceré (sono gli. Shogun) delle varie province, nelle quali é diviso tutto l’Impero.

Il suo governo è pienamente dispotico, e il volere dell’Imperatore suddetto è la sola legge, che regola i popoli, che sono numerosissimi. Giappone.

La religione dominate è l’Idolatria piena di mille superstizioni, la quale è regolata da certi Ministri chiamati Bonzi.

La religione cattolica vi è predicata la prima volta da San Francesco Saverio, che vi sbarcò nell’ anno 1549. Giappone.

Questa nel corso di cento anni è totalmente estinta dalle molte e fiere persecuzioni suscitate contro i Cattolici qui stabiliti.

 

Il gesuita e missionario spagnolo Francesco Saverio è proclamato santo, nel 1622, da papa Gregorio XV. Giappone.

Il religioso, nel dicembre del 1547, si trovava nella penisola di Malacca. Qui conobbe un fuggiasco giapponese di nome Anjiro. Un uomo desideroso di convertirsi al cristianesimo, questo per liberarsi dai sensi di colpa causati dall’aver commesso in patria un delitto.

Francesco Saverio rimase sedotto dalle notizie che Anjiro gli comunicava sul Giappone e sui suoi abitanti. Un entusiasmo che innescò nel Santo il desiderio di evangelizzare quella terra.

In compagnia di Anjiro, a cui è assegnato il compito di collaboratore, il missionario parte per il Giappone.

Lo sbarco avviene nella città di  Kagoshima, nel Kyushu, il 15 agosto 1548. 

Qui Shimazu Takahisa, daimyō di Kagoshima, lo accolse con gentilezza.

Tanto che, in una lettera, scritta da Francesco Saverio e diretta in Europa, si legge la frase:. I Giapponesi sono il migliore dei popoli. Giappone.

Nel frattempo Anjíro inizia l’opera di evangelizzazione, convertendo al cattolicesimo oltre un centinaio di parenti e amici.

Incalzato dai bonzi, il principe vieta ogni ulteriore battesimo.

La reazione dell’audace missionario è immediata. Giappone.

Decise di presentarsi di persona al dignitario, ma al primo tentativo fallisce e non è ricevuto. Questo avviene perché sprovvisto di doni e poveramente vestito.

Il proseguo lo vede ripresentarsi in splendidi abiti e con preziosi doni destinati al principe. Il risultato è la concessione della piena libertà di predicazione.

Nell’inverno del 1551 San Francesco Saverio parte in India, lasciando in Giappone oltre 1.000 cristiani.

Giappone

A tutte le Nazioni Europee é proibito sotto pene rigorosissime l’accesso a queste isole, fuorché agli Olandesi. Giappone.

I quali soli trafficano.

Gli abitanti sono industriosissimi, ed abbondano perciò di ogni genere necessario alla vita. Giappone.

Oltre di ciò, nelle viscere del terreno, si ricava in abbondanza Argento, Rame, Stagno e Ferro.

Le Porcellane sono finissime. I Mobili sono d’ogni sorta. Miniati e verniciati in varie guise, e lavorati con incredibile delicatezza. Questi sono in grandissimo pregio presso tutti gli Europei. Giappone.

 

Nangazaki (ora è Nagasaki) è nell’ isola di Saickock (ora è il Kyushu). É la città dove si radunano le mercanzie delle isole. Al cui porto approdano i Vascelli stranieri. Ed oltre di questa città non è permesso ad alcun forestiere l’avanzarsi.

Nell’ Isola di Niphon (ora è l’Honshu) vi sono due città assai riguardevoli. Giappone.

La prima è Meaco presso un golfo del medesimo nome.

Meaco, oppure nella forma variante Miaco, è il nome che indica l’antica capitale Kyoto. Il vocabolo proviene dal vocabolo Miyako, termine che indica la città principale di uno Stato, la capitale. Giappone.

 

É questa una città ricca, popolata, e mercantile.

É stata la capitale dell’ Impero, quando vi risiedevano gli Imperatori.

 Ha questa perduto moltissimo del suo splendore dopo che hanno traslocato la lor sede in Jedo, o. Jendo (anche Yedo, in passato Edo oggi è Tokyo). Giappone.

Questa è un’altra città rispettabilissima. Al presente è la Metropoli di tutto il Giapponese Impero. 

Osacca (ora è Osaka) e Saccai (ora è Sakai. Città situata nella prefettura di Osaka, fu uno dei più grandi porti del Giappone medioevale) sono due porti di considerazione.

In Meaco (ora è Kyoto) risiede il capo della Religione Gentile dominante.

Dell’Isola di Saickock (ora è Kyushu), chiamata ancora Kimo, che dicono abbracciare nove piccoli Regni. Giappone.

La città primaria è Nangazaki (ora è Nagasaki) fornita di un ottimo porto frequentato dalle Nazioni Straniere. Donde avviene che sia questa la più mercantile, e ricca dell’ Impero.

Dell’Isola di Sikokf (ora è lo Shikoku), detta parimente Kicoco, abbraccia quattro piccoli Regni. Tosa (ora è Kochi) è la città primaria di quest’ Isola. Giappone.

 

Al settentrione dell’ Isola di Niphon vi è una gran Regione. Questa è la più Orientale dell’Asia, segnata con nome di Terra di Jeso o Jeaso.

Questa località ora è l’Hokkaido. La geografia di quest’isola rimane nebulosa fino ai principi del XIX secolo. Giappone.

La Terra di Jeso o Jeaso era creduta un continente unito coll’America. Negli ultimi tempi i Russi, o Moscoviti, hanno scoperto l’errore. Riconoscendola per una gran penisola. Di 400 e più leghe di lunghezza. Di 150 di larghezza nella parte superiore, e 80 incirca nell’ inferiore. E forma l’ultima parte più Orientale della Moscovita Asiatica col nome di penisola di Kamikatka. Giappone.

 

 

 

Glossario dei termini giapponesi inerenti le stampe giapponesi ukiyoe.

 

 

 

I netsuke della collezione Lanfranchi.

 

 

 

La perdita d’importanza del netsukè e l’affermazione dell’okimono.

 

 

 

Inro 印籠 Netsuke 根付 Sagemono 下げ物  Suzuribako 硯箱.

 

 

 

Il cloisonné prodotto in Giappone la tecnica artistica la storia e il mercato.

 

 

 

Le ceramiche di Sumida Gawa.

 

 

 

Kintsugi o Kintsukuroi Il restauro della ceramica in Giappone.

 

 

 

La tecnica e il metodo del Kintsugi in Giappone.

 

 

 

Significati reconditi degli animali nella tradizione del Giappone e della Cina.

 

 

 

Galli e galline nella tradizione giapponese.

 

 

 

L’elefante e l’arte giapponese.

 

 

 

l’Esposizione d’arte giapponese a Roma nel 1930.

 

 

 

Due milanesi nell’estremo oriente Viaggio in Egitto, Cina, Giappone, Siberia e Russia.

Pubblicato il

Libri antichi Una curiosità bibliografica I libri in miniatura o microscopici

libri_antichi_bibliografia_libriinminiatura_librimicroscopici

Libri antichi Una curiosità bibliografica I libri in miniatura o microscopici

 

Fra i libri antichi i libri in miniatura o microscopici sono una sicura curiosità bibliografica.
Questa categoria comprende dei libri di ridottissime dimensioni. Impressi con un corpo del carattere minuscolo.

Editi nel formato compreso dal 64° al 128°.
A confronto il 32°, con una altezza delle pagine minore ai 10 centimetri, appare un gigante.
Meglio il 64° con i suoi 76,2 millimetri. Perfetto il 128°. Il più piccolo formato per i libri esistente.

In questi casi è improponibile una altezza del foglio superiore alla larghezza.

I libri in miniatura o microscopici sono delle pubblicazioni piccolissime. Date alle stampe non pensando allo studioso. In origine destinate a diventare un regalo. Ora riservate al collezionista.

Hanno una storia antica.

Composta di molte lingue e di molteplici argomenti. Troviamo: almanacchi. dizionari. opere classiche. romanzi. la bibbia. libri per bambini. erotici e di letteratura devozionale.

Un edizione religiosa è il più antico libro in miniatura conosciuto.

Si tratta di un incunabolo. È intitolato Officium Beatae Virginis Mariae impresso da Matthias Moravus a Napoli nel 1486. Misura 76,0 x 51,0 millimetri.

Il XVII secolo fu il periodo d’oro del libro microscopico.

Fra questi volumetti troviamo un libro composto da citazioni sulla medicina. Intitolato Gli aforismi d’Ippocrate dato alle stampe nel 1617 ad Anversa presso gli eredi del tipografo fiammingo Christophe Plantin. Misura 45 x 30 millimetri.

Fra i libri antichi i libri in miniatura o microscopici sono nati per facilitarne il trasporto.

Di contro al lettore presentavano il limite della leggibilità.
Due caratteristiche che l’odierna tecnologia ha brillantemente superato.

Per lo stampatore sono una duplice prova: di bravura tecnica e di grande perseveranza.

Realizzati componendo il testo con i caratteri mobili. Oppure compilandolo in incisione o in litografia. Altre volte più furbescamente con impiego della fotoincisione.
Non trascurando un’accurata ricerca per la scelta della carta e dell’inchiostro da impiegare.
Tutti fattori convergenti. Essenziali per l’ottimale percezione del testo da parte del lettore.

Fra i libri in miniatura più noti e di riconosciuta rarità troviamo il Bloem Hofje. In italiano Campo fiorito.

Un libro contenete una antologia di proverbi cristiani.

Compilata da uno sconosciuto C. van Lange. Edito nel 1673 e forse anche nel 1674.

Stampato senza dichiarare il luogo di stampa. Probabilmente ad Middelburg o ad Amsterdam.

L’editore fu Benedikt Smidt.

È composto da 46 pagine di testo non numerate più 1 pagina bianca posta all’inizio e una alla fine. Il testo è compreso in un’area di 13,0 x 7,0 millimetri. La pagina misura 15,0 x 1,0 mm.

Un libretto di cui si conosce l’esistenza di pochissime copie.

Quasi tutte con rilegatura coeva e similare.

Una magnifica legatura in tutta pelle con impressioni in oro ai piatti e al dorso. Tagli in oro. Con chiusura con gancio metallico.

La tecnica di realizzazione del Bloem Hofje è inedita e ingegnosa.

Il testo è impresso su un solo lato del foglio. Successivamente tagliato a formare le pagine.

varie parti sono incollate con il fine di dare un aspetto usuale alla pubblicazione.

Il tutto è incollato alla rilegatura.

Un libro non cucito. Interamente assemblato con colla.

Edizione è rimasta per oltre duecento anni il libro più piccolo mai stampato.

Il Bloem Hofje è certo desiderio di qualunque collezionista di questa tipologia di libri.

 

Libri antichi Libri in miniatura il Dantino edito dalla tipografia Salmin a Padova.

Libri antichi Libri in miniatura editi dalla tipografia Salmin a Padova.

Appunti di un bibliofilo.

Pubblicato il

Libri antichi Collezionare le edizioni del De Imitatione Christi o Imitazione di Cristo

DeImitationeChristi_ImitazionediCristo_librirarieantichi_libri_antico

De Imitatione Christi o Imitazione di Cristo.

Collezionare le edizioni a stampa del De Imitatione Christi o Imitazione di Cristo è una scelta non priva di interessanti scoperte.

Molteplici sono le possibilità che si prospettano al bibliofilo e al suo desiderio di collezionare.

Del testo medioevale si potranno ricercare le innumerevoli traduzioni realizzate in molte lingue europee.
Non mancano le raffinate e entusiasmanti rarità. Il più delle volte sfuggite alla catalogazione bibliografia.

L’Imitazione di Cristo è testo religioso. Assieme alla Bibbia è il più diffuso della letteratura cristiana occidentale.

L’opera insegna a seguire le orme di Gesù. Delinea la via da percorrere per raggiungere la perfezione ascetica.

Il testo è scritto il lingua latina. Durante il periodo medievale. É dato alle stampe con autore anonimo.

Gli studiosi sono discordi sull’autore. Prospettano tre possibili artefici.

Il monaco agostiniano Tommaso da Kempis.  Il teologo e filosofo francese Jean Gerson. Il benedettino Giovanni Gersen.

Dall’analisi del testo spunta una Interessante è l’attribuzione all’ambiente certosino.
Questa possibilità trova consenso in due peculiarità del testo.
La  mancanza dell’autore. Caratteristica in assonanza con le pratiche in uso nell’ordine monastico.
Dall’analisi del contenuto del testo nella sua terza e quarta parte. Brani nei quali compare un dialogo mistico con Cristo.
La lettura presenta un mutamento nello stile. Insinuando la possibilità che l’opera scritta da più persone e forse anche in tempi diversi.

L’opera si divide in quattro libri.

  • Libro della imitazione di Cristo e del dispregio del mondo e di tutte le sue vanità. Il Libro primo.
  • Dell’interna conversazione. Il Libro secondo.
  • Dell’interna consolazione. Il Libro terzo.
  • Libro del sacramento del corpo di Cristo. Il Libro quarto.

Il Libro primo Inizia con la proclamazione della meschinità delle cose materiali e la sollecitazione al loro abbandono.
Questo per rivolgersi a Cristo e a qualità quali: carità, obbedienza, meditazione e contrizione.

Il Libro secondo afferma l’impossibilità di fuggire alla sofferenza. Identificandola come un mezzo per entrare nel regno di Dio.

Il Libro terzo quarto sono scritti in  forma di dialogo.
Vedono nell’esaltazione dell’eucarestia un mezzo per l’unione con Cristo.

La principale bibliografia è redatta da Augustin De Backer, de la Compagnie de Jesus. Intitolata Essai bibliographique sur le livre De Imitatione Christi. Stampato a Liège da Grandmont-Dondres nel 1864. L’autore afferma di aver avuto notizia di oltre 2900 edizioni.

Un primo studio fu di Ant. Alex Barbier con Dissertation sur soixante traductions francaises de L’ Imitation de Jèsus-Christ et sur ving-cinq éditions de L’interelle consolation. Stampato a Paris da Lefevre nel 1812.

Altre utili informazioni sono presenti nel: Brunet. Canterzani. Brooks. e Melzi con Opere anonime.

Il De Imitatione Christi o Imitazione di Cristo ha avuto anche una pubblicazione nella collana nella collana dei Manuali Hoepli.

il titolo che compare al frontespizio è Della Imitazione Di Cristo, Libri Quattro Di Giovanni Gersenio Volgarizzamento Di Cesare Guasti.
Il curatore fu Giuseppe Maria Zampini.

Si susseguirono quattro edizioni. La prima è datata 1901. Seguono quelle del 1913, 1922 e  1938.
La quarta edizione non è citata nella bibliografia del Alessandro Assirelli “Un secolo di manuali Hoepli 1875-1971”.

Dell’opera non manca una edizione bodoniana. Il De imitatione Christi libri quatuor Parmae in aedibus palatinis typis Bodonianis, 1793. Brooks 484.

 

ANONIMO – De Imitatione Christi o Della imitazione di Cristo.

DANDOLO TULLIO – La imitazione di Gesù Cristo comenata ad una fanciulla.

DA KEMPIS TOMMASO – Della imitazione di Cristo.

 

Una favolosa asta di libri introvabili.

Appunti di un bibliofilo.

Morgana Mario Della crescente rarità dei libri antichi.

Manuali Hoepli curiosità e criteri di valutazione.

Secco Suardo Il restauratore dei dipinti. Le vicende editoriali di un manuale Hoepli.

Cesare Pavese e il romanzo Moby Dick di Herman Melville.

Libri antichi di letteratura Herman Melville Moby Dick.

Ettore Zapparoli Blu Nord e Il silenzio ha le mani aperte.

Giambattista Bazzoni e il Falco della rupe o la guerra di Musso.

J R R Tolkien La nascita e la bibliografia italiana del Signore degli anelli.

La rivista Xilografia fondata e diretta da Francesco Nonni.

La xilografia nel Novecento Adolfo De Carolis Cesare Ratta L’Eroica.

Le Haydine di Giuseppe Carpani e il plagio realizzato da Stendhal.

Mario Borsa La caccia nel milanese dalle origini ai giorni nostri.

Padre Girolamo Maria Moretti il fondatore della grafologia italiana.

Pauline Reage HISTOIRE D’O.

Pietro Micca e l’assedio della città di Torino del 1706.

Pubblicato il

La conservazione dei libri antichi e rari

La conservazione dei libri antichi e rari

La conservazione dei libri antichi e rari.

I consigli per la corretta conservazione dei tuoi libri antichi e rari.

Il testo descrive gli errori più comuni inerenti la salvaguardia dei libri antichi, fornendo degli utili consigli per la loro corretta conservazione.

 

Si compone di un elenco dei principali accorgimenti da adottare. Oltre a una esposizione degli errori più comuni involontariamente commessi da un bibliofilo nella conservazione dei suoi libri rari e antichi. La conservazione dei libri antichi e rari.

Per i libri antichi e la loro corretta conservazione bisogna analizzare i materiali con cui sono costituiti. Questi sono tutti di origine animale e vegetale. Dunque per loro natura deperibili col trascorrere degli anni.

I libri antichi devono essere riposti in un locale ben aerato e non umido.

Disposti su uno scaffale in verticale e con un buon agio fra loro.

La temperatura più adatta per una corretta conservazione è di 15° C.

I libri antichi devono essere arieggiati con frequenza. La conservazione dei libri antichi e rari.

Questa operazione è bene programmarla almeno una volta ogni due mesi. In contemporanea si eliminerà la polvere.

Per estrarre un libro si preferisca prenderlo al centro del dorso e non alla testa.

Per operare la pulizia si usano pennelli con setole morbide.

Quando necessita può essere d’aiuto una gomma per cancellare scelta fra quelle non dure. Il suo uso serve a rimuovere meccanicamente lo sporco più ostile.

La gomma pane non è utilizzabile. La conservazione dei libri antichi e rari.

I libri antichi non si devono conservare in ambienti troppo secchi. Nemmeno in mobili chiusi e fra loro troppo compressi.

Necessita evitare che i volumi siano esposti alla luce solare o a fonti di calore. 

 

Sfogliare frequentemente i libri permetterà di conoscere con certezza la reale situazione in cui i volumi si trovano. Accorgimento che di certo non costerà troppa fatica al collezionista.

 

Il piacere di avere in collezione un libro completo della sua rilegatura originale è il desiderio di ogni appassionato collezionista di libri rari e antichi. La conservazione dei libri antichi e rari. 

Il degrado delle rilegature costituite in pelle trova la sua principale ragione nella scarsa umidità e nell’eccesivo riscaldamento del luogo ove il libro è riposto.

Le antiche tecniche di concia presentano dei problemi di conservazione, insiti nei materiali usati durante il sistema di produzione.

Una conservazione in ambienti eccessivamente secchi e troppo caldi favorisce la perdita delle sostanze naturali contenute nella pelle. Causandone il venir meno della elasticità e favorendone la fragilità.

Il persistere di queste avverse condizioni di conservazione può giungere, nei casi più complicati, alla polverizzazione della pelle. La conservazione dei libri antichi e rari. 

É bene collocate i libri antichi lontano da fonti di calore e periodicamente pulite e nutrite la pelle della rilegatura.

Da tenere presente che la giusta ingrassatura delle pelle della rilegatura non deve semplicemente garantirne la lucentezza ma, la deve nutrire.

Non si deve effettuare con prodotti ad elevato grado di acidità. Questi provocherebbero altri inconvenienti non di facile risoluzione.

La pergamena è un altro materiale frequentemente presente nelle rilegature. La conservazione dei libri antichi e rari. 

Quando si presenta sporca si può pulire con un panno intonso, appena umido di acqua distillata o demineralizzata.

Non è da usare nessun prodotto sgrassante perché questo priverebbe il materiale delle sostanze naturali presenti. Compromettendone la corretta conservazione.

Mario Morgana, nel suo manuale intitolato il Restauro dei libri antichi. Edito da Hoepli, nel 1932 scrive:.

Quando il cuoio sia semplicemente sporco. Per polvere che si è attaccata alla sua superficie o perché sfiorito dall’azione del tempo. Si riesce a rinfrescarne l’aspetto strofinandovi su la polpa di un pomodoro maturo.

Una volta asciutto. Stropicciandolo con pannolino bianco. Ripetendo l’operazione sino a quando non sia scomparsa ogni traccia di sudiciume. La conservazione dei libri antichi e rari.

Quindi si spalma sul cuoio, col palmo della mano, della colla d’amido, in strato sottilissimo.

Quando secca, si procedere ad una verniciatura. Data con batuffolo simile a quello che si usa per la verniciatura a spirito dei legni.

Forse questo consiglio è meglio non attuarlo!.

 

 

La conservazione dei libri antichi e rari

La muffa che si manifesta sulla carta è un ulteriore cruccio che affligge il collezionista di libri.

Si compine di organismi pluricellulari appartenenti al regno dei funghi, degli esseri viventi che traggono sostegno dal collante contenuto nella carta.

La sua azione genera un processo di degrado che mina l’originaria rigidità e la stabilità della carta. La conservazione dei libri antichi e rari.

Si presenta in tre tipologie. Definite in base al colore. Qui elencate in base alla gravita: bianca, bruna o rossa. 

Tutte sono causate da un errata conservazione del libro, riposto in luoghi troppo umidi o sottoposto a continui sbalzi termici.

 

É di certo un grave errore collocare un libro contro una parte fredda in un ambiente eccessivamente caldo.

Questa collocazione produrrà della condensa. Causa, in breve tempo, di una infestazione da muffa sulla carta. La conservazione dei libri antichi e rari.

Le macchie alle pagine sono una delle urgenti questioni da risolvere.

Percepite con gli occhi arrivano fino al cuore, straziandolo e irritando non poco ogni bibliofilo. 

Per la loro risoluzione necessitano di un intervento di un operatore qualificato.

Assolutamente da escludere interventi fai da te, compiuto a base di succo di limone o simili inadeguati prodotti. 

Le macchie possono essere causate dalla accidentale caduta dell’inchiostro, dall’umidità o dalla sporcizia. La conservazione dei libri antichi e rari.

Le prime sono gravi a causa dell’acidità dell’elemento che le ha provocate. Destinate, col passare del tempo, a essere la causa della polverizzazione della carta.

Le seconde sono meno pericolose. Causate dal contatto con l’acqua. Si identificano per gli aloni di colore giallo bruno.

Le terze dovute all’incuria nella conservazione.

Molti possono essere gli abitanti abusivi di un libro. La conservazione dei libri antichi e rari.

Questi indesiderati inquilini possono essere:.

  • I pesciolini d’argento, i lepismatidi.
  • Gli scarafaggi, blattidi.
  • I pidocchi dei libri, liposcelidi.
  • I tarli, anobidi e dermestidi.
  • Le tignole.
  • Le termiti. La conservazione dei libri antichi e rari.

In presenza di questi malaugurati casi, immediatamente, isolare il volume contaminato e ispezionare i volumi circostanti.

Riporre il volume infetto in una busta di plastica da chiudere con cura.

Nella busta assieme al libro si può introdurre della canfora naturale.

Non usare prodotti antitarlo destinati alle infezioni del mobile o più in generale al legno. Questi sono del tutto inadatti ai libri. La conservazione dei libri antichi e rari.

Con l’ausilio di un professionista e a un prezzo contenuto tutte queste indesiderate presenze sono facilmente eliminabili.

Il processo di disinfestazione avviene distribuendo sul volume un liquido formato dalla miscela composta da un insetticida e da un solvente. La conservazione dei libri antichi e rari.

Per evitare il formarsi di macchie sulla carta questo liquido è caratterizzato da un rapido tempo di evaporazione.

Questa operazione deve nell’immediato eliminare l’elemento infestante ma, soprattutto interrompere il ciclo di riproduzione.

L’inizio del ciclo di riproduzione avviene in primavera, è questo il periodo dell’anno più critico durante il quale è bene non abbassare la guardia.

É utile anche predisporre un periodo di quarantena per i libri acquistati e provenienti da ambienti non salubri o sconosciuti. La conservazione dei libri antichi e rari.

 

Altre insidie possono derivare dai roditori.

I più temibili sono i topi, gli scoiattoli e i ghiri. Questi animaletti possono provocare danni certamente non trascurabili alla carta e alla rilegatura.

Uno strappo nella carta o una pagina staccata richiedono un facile intervento di restauro ma, non privo di possibili gravi errori. La conservazione dei libri antichi e rari.

Per la risoluzione assolutamente non ci deve avvalere di collanti sintetici. questi perché una colla deve essere sempre reversibile.

Per l’impiego sulla carta, la colla adeguata deve essere ricavata dalla farina o dall’amido, disciolto in acqua e cotto a bagnomaria per 15 minuti.

Questo collante è reversibile con il semplice processo della umidificazione.

Si devono evitare anche i nastri adesivi plastici. La conservazione dei libri antichi e rari.

Questi perché la colla presente su questi supporti penetra nelle fibre della carta e la sua successiva asportazione non è sempre possibile.

 

La conservazione dei libri antichi e rari

I libri moderni impressi su carta chimica o patinata se mal conservati presentano il problema delle pagine fra loro incollate.

Tentare il distacco è sempre operazione che può minare l’integrità della leggibilità del testo. La conservazione dei libri antichi e rari.

Due sono gli accorgimenti per far scomparire questo inconveniente.

Evitare di conservare questi libri orizzontalmente e sovrapposti.

Pulire ogni pagina con un panno di lana passato con paraffina purissima.

 

Se sei giunto a leggere fino a qui, devo metterti in guardia!

Per farlo mi avvalgo di una parola proveniente dalla lingua di una nazione che è sempre nel mio cuore, il Giappone.

Il termine è Tsundoku, Ovvero l’atto di lasciare un libro non letto dopo averlo comprato. Accumulandolo insieme ad altri libri non letti. La conservazione dei libri antichi e rari.

Con l’applicazione ai libri antichi di questi pochi consigli si ottiene la loro corretta conservazione.

 

 

 

Appunti di un bibliofilo.

 

 

Il collezionismo dei libri proibiti.

 

 

Pergamena e la miniatura.

 

 

Aldo Manuzio e le aldine in pillole.

 

 

La nascita della stampa in Italia.

Pubblicato il

MORGANA MARIO – Della crescente rarità dei libri antichi

Mario Morgana Restauro dei libri antichi Manuale Hoepli

MORGANA MARIO – Della crescente rarità dei libri antichi

Della crescente rarità dei libri antichi è un brano scritto da Mario Morgana.

Compare in calce al manuale Hoepli da lui compilato e intitolato Restauro dei libri antichi edito da Ulrico Hoepli Editore Librario della Real Casa nel 1932.

Un volume dove traspare tutto l’intenso amore che l’autore nutre  per i libri  antichi.

Il cui contenuto è frutto dell’esperienza maturata nei lunghi anni di lavoro. Impiegati con l’unico scopo di “strappare all’opera dissolutrice del tempo le vecchie carte“.
Della cura da lui prestata “alle labili carte che ci trasmettono la voce del passato” e alla gioia provata “quando da polverosi frammenti riesce a ricostruire vicende di epoche lontane, per farle rivivere agli occhi dei suoi contemporanei“

Un manuale che spesso consulto.
In alcune parti completamente obsoleto, in  altre drammaticamente attuale !

Siamo a Livorno, nel febbraio del 1931 e il dottor Morgana scriveva:

«Chi non è oggi più giovane ed ha cominciato ad amare i libri sin da quando faceva i suoi studi universitari. ricorderà che, possedendo quel fiuto indispensabile per saper scovare fra un ammasso di vecchie carte delle cose interessanti. non fosse difficile rinvenire.  presso i librai ambulanti di una volta libri e stampe di un reale valore pagando somme piccolissime.

Non diciamo poi della possibilità di mettere assieme una discreta raccolta di libri scegliendo oculatamente nei cataloghi di certi librai antiquari che esercitavano. in qualche città d’Italia il loro mestiere con la stessa competenza con cui un colto bibliofilo potrebbe esercitare. ad esempio. il commercio dei salumi.

Ora quei tempi sono tramontati per sempre ed i bei libri vanno vertiginosamente crescendo di prezzo.
Suppongo che un lettore bibliofilo possegga una raccolta di vecchi cataloghi: in questo caso riesce interessante seguire le sorti di un determinato volume dai primi dell’Ottocento ad oggi per convincersi che in moltissimi casi i prezzi sono cresciuti nelle proporzioni di uno a cento.»

 

Il dopoguerra.

«Nell’immediato dopoguerra vi sono stati dei nuovi ricchi che hanno fatto incetta di libri preziosi non per amore che avessero ai cimeli dell’arte tipografica ma solo per accumulare roba di valore: da qualche valente antiquario di mia conoscenza ebbi in proposito delle confidenze curiosissime.

Ma non basta: questi nuovi ricchi fecero pure incetta di quegli anonimi ritratti seicenteschi o settecenteschi che si trovavano abbondanti, specie presso le vecchie famiglie delle provincie, e, pagandoli oltre il loro valore, se li portarono in casa perché quelle mute effigie si adattassero a far la parte di antenati di gente con cui i legami di parentela si riducevano a quelli che abbiamo tutti col padre Adamo.

Vi fu anche una ricerca affannosa che ebbe i suoi speciali procaccianti, di pergamene e carte antiche in bianco che servirono, nelle mani di abili imitatori, a fabbricare libri di amministrazione familiare e fantastiche memorie genealogiche destinate a stabilire una insussistente discendenza.»

 

Una favolosa asta di libri introvabili.

Appunti di un bibliofilo

Manuali Hoepli curiosità e criteri di valutazione.

Secco Suardo Il restauratore dei dipinti. Le vicende editoriali di un manuale Hoepli.

Cesare Pavese e il romanzo Moby Dick di Herman Melville.

Libri antichi di letteratura Herman Melville Moby Dick.

Collezionare le edizioni del De Imitatione Christi o Imitazione di Cristo.

Ettore Zapparoli Blu Nord e Il silenzio ha le mani aperte.

Giambattista Bazzoni e il Falco della rupe o la guerra di Musso.

J R R Tolkien La nascita e la bibliografia italiana del Signore degli anelli.

La rivista Xilografia fondata e diretta da Francesco Nonni.

La xilografia nel Novecento Adolfo De Carolis Cesare Ratta L’Eroica.

Le Haydine di Giuseppe Carpani e il plagio realizzato da Stendhal.

Mario Borsa La caccia nel milanese dalle origini ai giorni nostri.

Padre Girolamo Maria Moretti il fondatore della grafologia italiana.

Pauline Reage HISTOIRE D’O.

Pietro Micca e l’assedio della città di Torino del 1706