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Aldo Manuzio e le aldine in pillole

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Aldo Manuzio e le aldine in pillole

 

Aldo Manuzio e le aldine in pillole. Chi è Aldo Manuzio:

  • Fu il più grande tipografo del suo tempo. Il primo editore in senso moderno.

  • Il nome completo è Aldo Pio Manuzio. In latino Aldus Pius Manutius.

  • Con i suoi studi sviluppa un particolare interesse per la filosofia greca e la letteratura greca e latina.

  • Aldo Manumzio da vita alle aldine con l’intento di diffondere gli argomenti che Manuzio predilige e meglio padroneggia.

  • Nasce a Bassiano. All’epoca un piccolo borgo della campagna laziale nel ducato di Sermoneta. Ora in provincia di Latina nel Lazio.

  • Non è conosciuto l’anno preciso della sua nascita. La data si dovrebbe aggirare tra il 1449 e il 1452.

  • Muore a Venezia il 6 febbraio nel 1515.

  • La sua formazione culturale avviene a Roma e a Ferrara dove ha compagno di studi Giovanni Pico della Mirandola.

  • Dal 1467 al 1475 compie o suoi studi umanistici a Roma. E’ in questo periodo che intuisce la novità e le potenziali insite nella stampa.

  • Dopo Roma si trasferì a Ferrara e poi a Carpi.

  • A Carpi rimase dal 8 marzo 1480 sino al 1489. Qui è tutore dei principi Alberto e Lionello Pio di Savoia. Figli della nobildonna Caterina Pico della Mirandola. Sorella dell’umanista e filosofo Giovanni Pico della Mirandola.

  • Tra il 1489 e il 1490 si trasferisce a Venezia.  Anche se “L’importanza di Venezia come centro del mercato librario traspare dall’enorme numero di stamperie (circa 150). Qui vi svolgevano la loro attività verso la fine del secolo XV ” [Tratto da: Steinberg Siegfried, Cinque secoli di stampa, Torino, Einaudi, 1967, p. 60]. Con molta probabilità, in quel periodo, Manuzio non aveva ancora maturato l’intenzione di occuparsi di editoria. Con buona attendibilità in quel periodo continuò la sua attività d’insegnate.

  • Nel 1494 a Venezia in campo di Sant’Agostin installò la sua tipografia. Martin Lowry nel suo libro intitolato Il mondo di Aldo Manuzio Affari e cultura nella Venezia del Rinascimento. Roma. Il Veltro 2000. stima che la stamperia impiegava dai quattro ai sei torchi e una quindicina di operai.

  • Lo stampatore Andrea Torresano e il patrizio veneziano Pierfrancesco Barbarigo sono i finanziatori del progetto culturale ed editoriale elaborato da Manuzio. Il contratto che li univa in società è stipulato nel marzo del 1495. Prevedeva un impresa dove Il  50% apparteneva a Barbarigo e l’altro 50% era per i 4/5 del Torresano e per 1/5 del Manuzio.

  • La scelta dei caratteri greci è dettata da la predilezione di Aldo Manuzio per i caratteri corsivi. Amore che doveva far di lui un pioniere nella stampa dei testi latini. Lo portò ad ordinare delle serie di greco. Questi resero quasi impossibile la bella stampa di un testi in quella lingua. Poiché egli scelse come modello la scrittura informale usata quotidianamente dai greci suoi amici. Una scrittura trascurata e brutta. [Tratto da: Steinberg Siegfried, Cinque secoli di stampa, Torino, Einaudi, 1967, p. 84].

  • La prima aldina con data certa fu un Erotemata. Termine che designa la prima grammatica della lingua greca pubblicata nell’Europa occidentale. Ha come autore il filologo e umanista bizantino Costantinus Lascarius. In italiano Costantino Lascaris. Ha il testo in latino e greco. Finita di stampare il 28 febbraio 1495 e completata con l’Alphabetum Graecum l’8 marzo. Al frontespizio leggiamo: In hoc libro hæc Continentur. Constantini Lascaris Erotemata cum interpretatione latina. De litteris graecis ac diphthongis et quemadmodum ad nos ueniant. Abbreuationes quibus frequentissime graeci utuntur. Oratio Dominica & duplex Beatæ Virginis. Symbolum Apostolorum. Euangelium Diui Ioannis Euangelistæ. Carmina aurea Pythagoræ. Phocilidis uiri sapientissimi moralia. Omnia suprascripta habent eregione interpretationem latinam deuerbo ad uerbum.

  • Nel dicembre del 1499 uscì dai suoi torchi il Hypnerotomachia Poliphili o il Combattimento amoroso di Polifilo in sogno. Romanzo allegorico di autore non certo. Illustrato da 169 xilografie. Da chiunque riconosciuto come più bel libro figurato di periodo rinascimentale. Ora certo sogno di qualunque bibliofilo.

  • I primi cataloghi di una casa editrice recanti il prezzo di ciascun volume sono quelli pubblicati da Aldo Manuzio. Un catalogo nel 1498 (dei suoi primi quindici testi greci), nel 1503 e nel 1513. [Tratto da: Steinberg Siegfried, Cinque secoli di stampa, Torino, Einaudi, 1967, p. 107].

  • Commissiona il carattere Aldino al disegnatore di caratteri Francesco Griffo o Griffi anche conosciuto come Francesco da Bologna.

  • Le sue edizioni recano al frontespizio il marchio tipografico composto da un’ancora sulla quale è posto un delfino. La prima ad indicare la solidità e il secondo la velocità. Raffigurano in modo figurato il motto editoriale festina lente ovvero affrettati con calma. In altre parole: pensa bene ma poi agisci. Il marchio si completa con le lettere Al e dvs poste ai due lati. La marca appare per la prima volta nel giugno 1502. Da allora con minime varianti sarà a garanzia delle autentiche edizioni impresse dalla tipografia Aldina. L’immagine proveniva da una moneta d’epoca romana donatagli da Pietro Bembo.

  • Fece entrare in uso la numerazione delle pagine.

  • Le sue edizioni introdussero l’odierna punteggiatura per la virgola, l’apostrofo e l’accento. Il punto assume la funzione di chiusura del periodo.

  • Realizzò e vendette ai clienti più esigenti delle edizioni di lusso impresse in carta azzurra. Il costo era pari a dieci volte il prezzo dell’edizione comune.

  • La stamperia aldina pubblicò le editiones principes di Museo. Teocrito. Esiodo (1495). Aristotele (1495-98). Aristofane (1498). Tucidide. Erodoto. Sofocle (1502). Platone (1513). A questi si unì un gran numero di altri autori. Tutti questi volumi hanno tenuto in vita la fama di Aldo Manuzio almeno fra gli studiosi, se non fra i tipografi. [Tratto da: Steinberg Siegfried, Cinque secoli di stampa, Torino, Einaudi, 1967, p. 85].

  • Nella stamperia di Aldo Manuzio ha impresso 134 titoli. Così suddivisi: 68 in latino, 58 in greco e 8 in italiano.

  • Ogni edizione ha una tiratura certa di 1.000 e probabile di 3.000 copie.

Aldo Manunzio e le caratteristiche delle aldine in Enchiridii forma:

  • Enchiridii forma è un termine che Aldo Manuzio usava per definire una serie di suoi volumi. Editi in piccolo formato contenenti classici greci, latini e italiani.

  • Il successo di queste edizioni è dovuto all’accuratezza filologica e alla loro bellezza tipografica.

  • La prima aldina appartenente a questa collezione è l’Eneide del poeta Publio Virgilio Marone. Reca la data 1501. E’ stampata in 8° piccolo e impressa nel carattere corsivo.

  • Tutti questi volumi sono stampati usufruendo del nuovo carattere corsivo o italico o anche detto Aldino.

  • L’ Aldino è inclinato da destra a sinistra. Caratteristica che permette la riduzione dello spazio occupato dal testo nella pagina.

  • Il formato è l’8°. Le pagine così impresse misurano 154 x 94 mm.

  • Sono libri di piccole dimensioni facilmente trasportabili e maneggiabili.

  • Sono il prototipo del libro moderno.

Aldo Manuzio e le aldine in pillole si conclude qui. Ma se Vuoi leggere altro su Aldo Manuzio ?

 

Appunti di un bibliofilo

Il formato degli incunaboli

Le caratteristiche degli incunaboli

Il repertorio degli incunaboli

L’incunabolo La nascita della stampa e gli incunaboli

 

Nell’immagine: un’antica incisione con il ritratto di profilo di Aldus Pius Manutius.

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Le aldine edite da Aldo Manuzio libri rari in formato tascabile

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Le aldine edite da Aldo Manuzio libri rari in formato tascabile

 

Le aldine edite da Aldo Manuzio sono dei libri rari stampati in un formato tascabile.

Il testo delinea il clima culturale nel quale si svolse l’innovativo operato editoriale di Aldo Muzio. Stampatore a Venezia di libri in formato tascabile.

Il brano è tratto dal libro scritto da S. H. Steinberg intitolato “Cinque secoli di stampa”. Edito da Einaudi in varie edizioni.

 

L’importanza di Venezia come centro librario traspare dall’enorme numero di stamperie (circa 150) che vi svolgevano la loro attività verso le fine del secolo XV.

La qualità della produzione era però inversamente proporzionale alla quantità.

Erhard Rataolt è il migliore stampatore rimasto a Venezia dopo la morte di Jeuson. Fece ritornò nella nativa Augusta nel 1486. Il livello generale rimase basso. Una stamperia come quella del fiorentino Lucantonio Giunta é degna di nota solo per la sua brutta ma pretenziosa produzione di serie.

Ancor più fulgida splendette quindi la stella del più grande stampatore veneziani del Cinquecento Aldo Manuzio.

Come tutti gli altri stampatori di qualche importanza Aldo era uno straniero.

Nato nel 1450 circa a Bassiano. Sul limite settentrionale delle Paludi Pontine. Venne presto in contatto personale con Pico della Mirandola. Il brillante campione del platonismo fiorentino.

Da lui imparò ad amare la lingua e la lettura greche. Amore che doveva lasciare una traccia profonda nell’attività editoriale del giovane Aldo.

Due principi di Carpi erano nipoti di Pico e suoi ex allievi. A uno di essi egli dedicò la prima edizione della sua grammatica latina. Uscita il 9 marzo 1493.

Entrambi gli fornirono i capitali per la stamperia che egli aprì a Venezia nel 1490. Avendo come scopo ed interesse principale la pubblicazione di autori greci.

Il successo di queste edizioni incoraggiò Aldo ad applicare la sua erudizione e il suo senso degli affari a una nuova avventura. La produzione di testi latini.

In cui doveva distinguersi in modo particolare.

In quel tempo erano cresciute nuove generazioni di lettori.

Cui i grossi tomi dei libri liturgici e delle edizioni complete di antichi scrittori e padri della Chiesa interessavano poco: conoscenti e dilettanti.

Gentiluomini con molto tempo libero a disposizione che avevano penetrato il gusto e anche un po’ dell’erudizione degli umanisti. Maestri di scuola. preti. avvocati. dottori. I quali avendo superato i corsi universitari di litterae humaniores.

Volevano libri da poter portare in giro durante viaggi e passeggiate. Da leggere senza fretta davanti al caminetto. Il cui prezzo fosse fra l’altro accessibile alle possibilità finanziarie dei più poveri fra questi clienti potenziali.

Aldo Manuzio ebbe una di quelle idee geniali che distinguono il grande editore.

Decise di produrre una serie di testi. Allo stesso tempo di alto livello. raccolti in un numero di pagine relativamente piccolo. di formato maneggevole e a buon prezzo.

Per poter giungere al successo commerciale non gli fu solo necessario aumentare la tiratura di ogni edizione.

Aldo stampò mille copie. Invece delle normali cento, duecentocinquanta o al massimo cinquecento.

Dovette anche far stare quanto più testo possibile nel piccolo formato in sedicesimo scelto per queste sue edizioni tascabili.

Gli fu di molto aiuto in questo frangente il suo amore per i caratteri corsivi.

La serie corsiva di Francesco Griffo soddisfece le sue esigenze.

 

Nell’aprile 1501 uscivano le opere di Virgilio stampate con il corsivo di Griffo.

Da quella data Aldo pubblicò ogni mese per i cinque anni successivi una delle edizioni aldine di autori antichi.

All’insegna del delfino e dell’ancora. Marca considerata in tutta Europa sicura garanzia di testi eccellenti perchè erano curati da eminenti studiosi e di belle impeccabili edizioni. In commercio a un prezzo ragionevole.

Quale fosse la reputazione internazionale di Aldo Manuzio è dimostrato dalle numerose ristampe apocrife delle edizioni aldine.

Rivali senza scrupoli si diedero a pubblicare e a spacciare le loro edizioni come prodotti autentici della stamperia Manuzio.

Fra il 1501 e il 1526 gli stampatori di Lione ne pubblicarono non meno di 59.

Aiutati in questo da Francesco Griffo. Il quale incise per ditte lionesi parecchie serie di punzoni.

Il colophon In Venetia in impressoria Aldi Minutii  apparve perfino sulla prima edizione delle Epistolae obscurorum virorum. Stampata in effetti a Hagenau in Alsazia da Heinrich Gran.

Considerando che in quei tempi vigeva un dilagante disinteresse nei riguardi del plagio, per usare un termine moderno. É perciò raro esempio d’onestà di studioso il riconoscimento da parte di Johannes Sturm. Il fondatore del Gymnasium di Strasburgo nel 1538, del suo debito verso Aldo.

A partire dal 1540 Sturm ristampò alcune edizioni aldine ad uso dei suoi studenti.  Ne citò così la fonte:. Aldum per omne secuti sumus tum propter authoritatem viri tum propter Italorum observationes. Ovvero abbiamo seguito Aldo in tutto, sia per l’autorità dell’uomo sia per le annotazioni degli studiosi italiani.

Aldo Manuzio fu anche molto vicino a diventare il pioniere delle Bibbie poliglotte. Onore che doveva toccare al cardinale Ximenes, il promotore della Bibbia complutense[1]. Manuzio progettò nel 1497 o 1498 una Bibbia in ebraico, greco e latino. Per ignote ragioni il grande progetto è abbandonato. Rimane com testimonia un’unica pagina campione. Oggi alla Bibliothèque Nationale di Parigi.

La stamperia di Manuzio si mantenne onorevolmente in vita per oltre un secolo.

Morto Aldo nel 1515. Il suocero Andrea Asolano già proprietario dei torchi della stamperia appartenuta al defunto Nicolas Jenson. Fu il fedele amministratore in nome del nipote Paolo. Nato nel 1511. Gestione che durò fin quando questi non raggiunse la maggiore età.

Paolo studioso più che uomo d’affari. Accrebbe la fama goduta dalla stamperia con eccellenti edizioni. Specialmente quella di Cicerone.

Non seppe migliorarne o anche solo mantenerne stabile il successo commerciale.

Aldo il Giovane figlio di Paolo. Nel 1574 ereditò la ditta dopo la morte del padre.

Fu bravo filologo e cattivo uomo d’affari. Nel 1585 lasciò la guida della stamperia a un direttore. Attività che chiuse nel 1590. Quando è nominato capo della stamperia vaticana.

Le aldine edite da Aldo Manuzio sono dei libri rari Aldo Muzio è stampatore a Venezia I suoi libri sono consciuti con il nome di aldine

 

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Appunti di un bibliofilo

il Dantino edito dalla tipografia Salmin a Padova

Una curiosità bibliografica I libri in miniatura o microscopici

Libri in miniatura editi dalla tipografia Salmin a Padova

Libri antichi consigli sulla corretta conservazione

[1] La Bibbia Poliglotta Complutense fu voluta e finanziata dal cardinale castigliano Francisco Jiménez de Cisneros. Arcivescovo di Toledo e primate di Spagna. Ė la prima edizione a stampa in più lingue dell’intera Bibbia. Edita in sei volumi. Finiti di stampare il 10 luglio 1517. É impressa in 600 copie. Al momento sono censiti 123 esemplari.

 

Nell’immagine l’insegna tipografica della bottega di Aldo Manuzio.

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MORGANA MARIO – Della crescente rarità dei libri antichi

Mario Morgana Restauro dei libri antichi Manuale Hoepli

MORGANA MARIO – Della crescente rarità dei libri antichi

Della crescente rarità dei libri antichi è un brano scritto da Mario Morgana.

Compare in calce al manuale Hoepli da lui compilato e intitolato Restauro dei libri antichi edito da Ulrico Hoepli Editore Librario della Real Casa nel 1932.

Un volume dove traspare tutto l’intenso amore che l’autore nutre  per i libri  antichi.

Il cui contenuto è frutto dell’esperienza maturata nei lunghi anni di lavoro. Impiegati con l’unico scopo di “strappare all’opera dissolutrice del tempo le vecchie carte“.
Della cura da lui prestata “alle labili carte che ci trasmettono la voce del passato” e alla gioia provata “quando da polverosi frammenti riesce a ricostruire vicende di epoche lontane, per farle rivivere agli occhi dei suoi contemporanei“

Un manuale che spesso consulto.
In alcune parti completamente obsoleto, in  altre drammaticamente attuale !

Siamo a Livorno, nel febbraio del 1931 e il dottor Morgana scriveva:

«Chi non è oggi più giovane ed ha cominciato ad amare i libri sin da quando faceva i suoi studi universitari. ricorderà che, possedendo quel fiuto indispensabile per saper scovare fra un ammasso di vecchie carte delle cose interessanti. non fosse difficile rinvenire.  presso i librai ambulanti di una volta libri e stampe di un reale valore pagando somme piccolissime.

Non diciamo poi della possibilità di mettere assieme una discreta raccolta di libri scegliendo oculatamente nei cataloghi di certi librai antiquari che esercitavano. in qualche città d’Italia il loro mestiere con la stessa competenza con cui un colto bibliofilo potrebbe esercitare. ad esempio. il commercio dei salumi.

Ora quei tempi sono tramontati per sempre ed i bei libri vanno vertiginosamente crescendo di prezzo.
Suppongo che un lettore bibliofilo possegga una raccolta di vecchi cataloghi: in questo caso riesce interessante seguire le sorti di un determinato volume dai primi dell’Ottocento ad oggi per convincersi che in moltissimi casi i prezzi sono cresciuti nelle proporzioni di uno a cento.»

 

Il dopoguerra.

«Nell’immediato dopoguerra vi sono stati dei nuovi ricchi che hanno fatto incetta di libri preziosi non per amore che avessero ai cimeli dell’arte tipografica ma solo per accumulare roba di valore: da qualche valente antiquario di mia conoscenza ebbi in proposito delle confidenze curiosissime.

Ma non basta: questi nuovi ricchi fecero pure incetta di quegli anonimi ritratti seicenteschi o settecenteschi che si trovavano abbondanti, specie presso le vecchie famiglie delle provincie, e, pagandoli oltre il loro valore, se li portarono in casa perché quelle mute effigie si adattassero a far la parte di antenati di gente con cui i legami di parentela si riducevano a quelli che abbiamo tutti col padre Adamo.

Vi fu anche una ricerca affannosa che ebbe i suoi speciali procaccianti, di pergamene e carte antiche in bianco che servirono, nelle mani di abili imitatori, a fabbricare libri di amministrazione familiare e fantastiche memorie genealogiche destinate a stabilire una insussistente discendenza.»

 

Una favolosa asta di libri introvabili.

Appunti di un bibliofilo

Manuali Hoepli curiosità e criteri di valutazione.

Secco Suardo Il restauratore dei dipinti. Le vicende editoriali di un manuale Hoepli.

Cesare Pavese e il romanzo Moby Dick di Herman Melville.

Libri antichi di letteratura Herman Melville Moby Dick.

Collezionare le edizioni del De Imitatione Christi o Imitazione di Cristo.

Ettore Zapparoli Blu Nord e Il silenzio ha le mani aperte.

Giambattista Bazzoni e il Falco della rupe o la guerra di Musso.

J R R Tolkien La nascita e la bibliografia italiana del Signore degli anelli.

La rivista Xilografia fondata e diretta da Francesco Nonni.

La xilografia nel Novecento Adolfo De Carolis Cesare Ratta L’Eroica.

Le Haydine di Giuseppe Carpani e il plagio realizzato da Stendhal.

Mario Borsa La caccia nel milanese dalle origini ai giorni nostri.

Padre Girolamo Maria Moretti il fondatore della grafologia italiana.

Pauline Reage HISTOIRE D’O.

Pietro Micca e l’assedio della città di Torino del 1706

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Libro artista Libri oggetto

Libro artista Libri oggetto

Libro artista Libri oggetto.

9 esempi e 10 note per il Libro d’artista & Libri oggetto &. Artists’ books & Book arts  & Livre d’artiste.

 

Il libro d’artista è una attività creativa ribelle alla definizione. Un universo privo di regole, tanto da comprenderle tutte. Riesce a accettare qualunque dettame. Riunire in un unico vocabolo le più disparate forme d’espressione e assimilare i più distanti movimenti artistici.[1].

Il libro d’artista o i Libri oggetto accomunano sotto questa veste le più variegate manifestazioni d’arte. Ne troviamo:.

  1. Con le pagine in latta litografata e serrate da grandi bulloni. Come quello progettato da Fortunato Depero. Edito, nel 1927, da Dinamo Azari.[2] .

  2. Con un intervento di cancellatura sul testo originale. Realizzato con decisi e ondulati tratti in color nero operati da Emilio Isgrò.[3].

  3. Con la pietra. Modellata a forma di libro. Ad opera di Mirella Bentivoglio. Espediente che permette all’artista due contemporaneità. Di concretizzare la cultura e di ottenere una superficie che diviene il luogo per materializzare delle composizioni di parole e di immagini. Una scrittura agevolata dall’usufruire e dal giocare con le sfumature naturali del materiale.[4].

  4. Con la carta. Di più colori. Di diversa grammatura, piegata, ritagliata e incollata. Come realizza Bruno Munari nella serie dei Libri illeggibili.[5].

  5. Con la carta proveniente da vari giornali. Assemblando fra loro ritagli di parole e immagini. Per ricreare nuove pubblicazioni e inedite storie. Come avviene nei libri Stelio Maria Martini.[6].

  6. Con la carta impressa con le immagini fotografiche e le didascalie. Queste illustrano le 26 stazioni di servizio dislocate lungo la United States Route 66,. Nel tratto compreso da Los Angeles a Oklahoma City. Come ha pubblicato Edward Ruscha nel suo famosissimo libro intitolato Twentysix Gasoline Station.[7].Libro artista Libri oggetto.

  7. Con la carta proveniente delle pagine di un celebre quotidiano londinese. Tagliata in forma di quadrato, con il lato di 2 cm. Poi rilegata a formare un cubo. Dando origine al Daily Mirror Book di Dieter Roth.[8].

  8. Non più con la carta ma sostituendola per le pagine e la rilegatura con il sughero. Per realizzare il libro di Carlo Belloli intitolato Gabbianoteca.[9].

  9. Con la carta ma con la pagina mutila. Come avviene nel libro di Vincenzo Agnetti intitolato Libro dimenticato a memoria.[10]. Libro artista Libri oggetto.

Si potrebbe continuare a lungo. Questo perché il libro d’artista può assumere le forme più imprevedibili. Restando in grado di rispettare con rigidità l’aspetto e la struttura più classica del libro. Spesso assumendo delle peculiarità. Quali:. L’essere edito in un numero esiguo di copie, Con tiratura numerata,. Illustrato con incisioni originali e Costosamente rilegato. Libro artista Libri oggetto.

Germano Celand nel suo articolo intitolato Book as Artwork definisce i libri d’artista come:. Libri quindi che, del libro, mantengono forma e struttura,. Ma che nella sovranità delle intenzioni dell’artista sono opere d’arte.

 

Book as Artwork compare sul primo numero del periodico Data Arte DATA. Rivista internazionale d’arte concettuale. Datata nel settembre 1971. Edita a Milano da Gilberto Algranti.

Libro artista Libri oggetto.

Un libro d’artista deve sempre soddisfare una condizione:. Quella di essere un’opera d’arte di per sé. Libro artista Libri oggetto.

Per compiere questo presupposto si avvale sia del contenuto sia dell’aspetto.

La ragione del suo fascino si trova nell’operato del suo autore. Un artista che con la sua sensibilità realizza una trasmutazione. Trasformando l’oggetto libro in opera d’arte. Libro artista Libri oggetto.

Quando è figurato le illustrazioni devono diventare una parte integrante dell’opera. Non e mai rimanere una mera decorazione del testo. Onde evitare di ricadere nella categoria del libro illustrato.

È da sempre un prodotto editoriale destinato agli addetti ai lavori o ai collezionisti. Privo del colophon. Distribuito in circuiti ristretti. Di difficile reperibilità al momento della stampa e sempre difficoltosa dopo l’esaurirsi della tiratura. Libro artista Libri oggetto.

 

Ti ringrazio per il tempo che hai dedicato alla lettura di questo testo,. Dove le note a piè pagina e il contenuto sono artisticamente scambiati di ruolo. Creando il mio primo articolo d’artista intitolato 9 libri d’artista in 10 note. Libro artista Libri oggetto.

 

 

Libro artista Libri oggetto

 

[1]  Il libro d’artista ha una lunga storia. Tutti i movimenti artistici del diciannovesimo e ventesimo secolo gli hanno dimostrato interesse e prodotto molteplici esempi. Si inizia in Francia con le edizioni figurate edite da Ambroise Vollard e Daniel Henry Kahnweiler. Seguite dai libri italiani e russi pensati da autori futuristi. Dai volumi tedeschi ideati dagli espressionisti. Per giungere a quelli opera del movimento surrealista. Negli anni fra il 1960 e il 1970 i libri d’artista sono realizzati da tutti gli innumerevoli movimenti attivi in quel periodo. Diventano un mezzo che accomuna tutto il panorama artistico. Non perdendo vitalità raggiungono i nostri giorni e ben vitali sono pronti a superarli. Libro artista Libri oggetto.

[2]  Fortunato Depero. Fondo, Trento 30 marzo 1892 – Rovereto, 29 novembre 1960. É l’autore del Depero futurista o Libro bullonato. Un volume edito per promuovere in contemporanea l’attività artistica di Fortunato Depero e quella editoriale della casa editrice Dinamo Azari. É composto da 234 pagine metalliche. Riunite con due bulloni in alluminio. Una rilegatura pensata per rendere possibile lo smontaggio e il rimontaggio del libro a secondo del volere del lettore. Libro artista Libri oggetto.

[3] Emilio Isgrò. Alla Biennale di Venezia del 1964 e in precedenza in numerose gallerie d’arte espone dei libri d’artista. Nei quali il suo intervento consiste nella cancellazione di intere righe o di singole parole del testo stampato sul libro e pensato dall’autore. Questo per modificare l’opera originale. Rendendola illeggibile e dando un nuovo senso alle parole del testo. 

[4] Mirella Bentivoglio. Klagenfurt, Austria 28 marzo 1922 – Roma, 22 marzo 2017. Usa come mezzo d’espressione la pietra. Modellata il più delle volte a forma di libro, a raffigurazione della cultura. Ha realizzato diversi libro scrittura. Per esempio: l’Ultima poesia al cielo, del 1975. Nel quale la venatura dell’onice diventa nuvola. A Edgar Allan, del 1983. Dove alla parola Poem (Poesia) perde la lettera finale, la m. Facendo comparire Poe, cognome dello scrittore a cui è dedicato il libro. Libro artista Libri oggetto.

[5] I libri illeggibili di Bruno Munari. Milano, 24 ottobre 1907 – Milano, 29 settembre 1998. Sono volumi dove il testo è assente e sostituito da una storia visiva. In questa situazione allo stampato viene a mancare la sua prima ragione di esistere. Si perde anche il frontespizio e il colophon. La carta della pagina diviene il testo. Mutamento permesso attraverso la modulazione del formato e del colore, giocando con tagli e alternanze. Libro artista Libri oggetto.

Questa produzione vede numerosi esempi. Alcuni dei quali prodotti in un unico esemplare. Inizia nel 1949. L’anno nel quale questi libri d’artista sono esposti a Milano, presso la libreria Salto. 

I libri illeggibili ideati da Bruno Munari del volume propongono la sola funzione estetica. Questa è ben evidenziata dal più noto fra questi. Intitolato An Unreadable. Pubblicato nel 1953. A cura di Pieter Brattinga. Nella collana Quadrat Blatter o Quadrat Print. Edito in 2000 copie fuori commercio. Stampato in Olanda, a Hiversium, dalla Steendrukkerij de Jong & Co. Il formato è in 8° quadrato (25 x 25 cm). Composto da [36] pagine tagliate. Realizzate nei colori bianco e rosso. Libro artista Libri oggetto.

[6] Questa tecnica è battezzata romanzo collage. Stelio Maria Martini, Ancona, 13 gennaio 1934 – Caivano, Napoli 1º marzo 2016. Nel 1962 con questo metodo ideò due libri. Il primo è Schemi. Un‘opera composta da 14 collage. Il secondo è Neurosentimental. Realizzato nel 1963 e pubblicato nel 1974. É un romanzo ad immagini, il primo di questo genere in Italia. Neurosentimental è riedito nel 1983. Libro artista Libri oggetto.

[7]  Edward Joseph Ruscha. Omaha, Nebraska 16 dicembre 1937. Pittore e fotografo. Twentysix Gasoline Station è il suo primo libro d’artista. É una delle prime sperimentazioni di questa tipologia diventandone un basilare esempio. L’edizione originale reca al frontespizio la data 1962. In realtà è impressa nel 1963, in 400 copie numerate. Alla copertina anteriore troviamo il titolo. Questo è stampato in rosso, su tre linee separate. Il volume è composto da 48 pagine. Si presenta in una veste non particolarmente curata nella stampa e nell’estetica. Questo per accentuarne la severità. Ben puntualizzata e identificabile dalle ridotte dimensioni: 17.9 x 14.0 cm. Libro artista Libri oggetto.

Il libro si compone di 26 immagini fotografiche stampate in bianco e nero. Le foto forniscono una rappresentazione della quotidianità. Un argomento comune con le coeve esperienze della Pop art. Libro artista Libri oggetto.

L’importanza di questo libro non è da ricercare nei soggetti raffigurati nelle immagini fotografiche. Il suo valore risiede nella affermazione di un nuovo modo di fare arte. Questa inedita visione, in contemporanea, ha un concreto risconto sul concetto di libro e di opera d’arte. Libro artista Libri oggetto.

Twentysix Gasoline Station ha una seconda edizione. in 500 copie. Pubblicata nel 1967. Una terza edizione. In 3000 copie, nel 1969. Entrambe non numerate. La biblioteca nazionale degli Stati Uniti d’America o Library of Congress rifiuta l’edizione originale del libro. Per questa ragione la Tate Library dispone solo di una copia in terza edizione. Libro artista Libri oggetto.

Twentysix Gasoline Station è il capostipite di una serie di libri di ideati da Ruscha. Tutti contenenti una raccolta di fotografie su un tema specifico. Dichiarato nel titolo stampato sulla copertina. Libro artista Libri oggetto.

[8]  Dieter Roth. Hannover, Germania 21 aprile 1930 – Basilea, Svizzera 5 giugno 1998. Poeta, artista e tipografo. Il Daily Mirror Book è un libro d’artista realizzato nel 1961. Creato assemblando in forma di libro porzioni quadrate tratte dai fogli dell’omonimo giornale. La riunione di materiali inusuali al fine di creare la forma di un libro è una delle caratteristiche del lavoro di Roth. Produzione che parte dall’analisi della struttura dell’oggetto libro e dei suoi elementi costitutivi. Da concretizzare con la realizzazione di un’opera unica o di multipli ad alta tiratura. Libro artista Libri oggetto.

Il Daily Mirror Book ha un primato. É il più piccolo libro pubblicato nel ventesimo secolo. Little Tentative Recipe è un secondo esempio di libro di forma cubica e in miniatura. Misura 8,8 x 8,8 x 8,8 cm. Creato nel 1969. Realizzato inserendo in una scatola delle stampe offset a colori. In origine il contenitore racchiudeva delle bustine di tè. Libro artista Libri oggetto.

[9]  Carlo Belloli. Milano, 9 aprile 1922 – Torino, 29 ottobre 2003. Poeta e critico d’arte. Autore del libro d’artista intitolato Gabbianoteca, un poema galleggiante. Stampato nel 1952, a Milano, per i tipi delle Monoedizioni dell’Elfo. É un testo di letteratura sperimentale. Presentato da Francesco Flora al Circolo Filologico Milanese. É interamente realizzato in sughero. Ua scelta che gli conferisce la capacità di galleggiare. Creato in un unico esemplare. É di proprietà dell’autore ed escluso, sempre per volere dell’autore, dalla vendita. Libro artista Libri oggetto.

[10]  Vincenzo Agnetti. Milano, 14 settembre 1926 – Milano, 1º settembre 1981. Artista, scrittore e poeta. Esponente dell’arte concettuale. Il Libro dimenticato a memoria è realizzato nel 1969. É un’opera che raffigura un libro aperto. Dove la parte centrale di tutte le pagine è rimossa. Lasciando della pagina solo i margini bianchi. Questo a significare che solo dimenticando si può iniziare a riapprendere. Un esempio di come la rielaborazione della struttura di un libro diventa un esempio di arte concettuale. Libro artista Libri oggetto.

 

Nell’immagine:. Il libro d’artista ideato da Michelangelo Pistoletto. Intitolato Le ultime parole famose 1967. Edizione in 60 esemplari.

Libro artista Libri oggetto.

In ordine cronologico le principali mostre e una breve bibliografia del libro d’artista dal XIX secolo sino al contemporaneo. Libro artista Libri oggetto.

 

  • 1971 Celant, Book as artwork, Data Arte DATA. Rivista internazionale d’arte concettuale. Numero 1. Milano settembre 1971. Libro artista Libri oggetto.

  • 1972 Barilli, D. Palazzoli, Il libro come luogo di ricerca. Catalogo della mostra Venezia, Biennale internazionale d’Arte 11 giugno – 1° ottobre 1972. Venezia XXXVI Biennale internazionale d’Arte 1972.

  • Palazzoli, I denti del drago e le trasformazioni della pagina e del libro. Catalogo della mostra Milano, L’uomo e l’arte, giugno – luglio 1972. Milano L’uomo e l’arte 1972. Libro artista Libri oggetto.

  • 1977 Celant, Offmedia Nuove tecniche artistiche video, disco, libro. Bari Dedalo 1977. Libro artista Libri oggetto.

  • 1978 Caruso, E. Miccini, M. Nannucci, Formato lib(&)ro. Catalogo della mostra Firenze, Fortezza da Basso, 7-15 gennaio 1978. Firenze 1978.

  • AA.VV. – Legg Lucia A cura di, Sol Lewitt, New York, The Museum of Modern Art, 1978. Libro artista Libri oggetto.

  • 1979 Caruso, E. Miccini, M. Nannucci, Artists’ Books Cento libri d’artista. Catalogo della mostra. Firenze Biennale internazionale della grafica d’art. Palazzo Strozzi. Firenze 1979. Libro artista Libri oggetto.

  • 1980 Miccini, Sarenco, F. Verdi, Liber Pratica internazionale del libro d’artista. Verona Factotum art. 1980. Libro artista Libri oggetto.

  • 1981 AA.VV. Il libro figurato d’autore Esemplari della Biblioteca Comunale di Milano. Con testo di Franco Passoni,. Da Parallèlement di Verlaine nasce il libro figurato d’autore. Electa 1981. Libro artista Libri oggetto.

  • 1985 Bentivoglio, Il non libro Bibliofollia ieri e oggi in Italia. Catalogo della mostra Palermo, Biblioteca Centrale, 24 gennaio – 20 febbraio 1985. Roma De Luca Editore 1985. Libro artista Libri oggetto.

  • 1989 Caruso, Far Libro Libri e pagine d’artista in Italia. Catalogo della mostra Firenze Casermetta del Forte Belvedere, 19 aprile – 20 giugno 1989. Firenze Centro Di 1989. Libro artista Libri oggetto.

  • Christopher Cordes, Bruce Nauman Prints 1970-1989. A Catalogue raisonné. With the assistance of Debbie Taylor. Essay by John Yau Published. In conjunction with exhibitions at the Lorence Monk Gallery and Castelli Graphics. New York. Sept. Oct. 1989,. And the Donald Young Gallery, New York. Castelli Graphics, New York. Lorence Monk Gallery, Chicago. Donald Young Gallery 1989. Libro artista Libri oggetto.

  • 1990 Sol Lewitt, Books 1966 – 1990, Frankfurt A. M.  Koln, Portikus  Verlag der Buchhandlung Walther Konig, 1990. Libro artista Libri oggetto.

  • 1991 Gino, E. Zanella, Pagine e dintorni Libri d’artista. Rassegna internazionale. Catalogo della mostra Gallarate, Civica Galleria d’Arte Moderna. Comune di Gallarate 1991. Libro artista Libri oggetto.

  • 1993 Ralph Jentsch, I libri d’artista italiani del Novecento Collana archivi del xx secolo Torino Allemandi 1993. Libro artista Libri oggetto.

  • 1994 Barni, A Soldaini, Di carta e d’altro Libri d’artista. Catalogo della mostra Prato, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, 3-30 giugno 1994. 

  • 1998 Dematteis, G. Maffei, Libri d’artista in Italia 1960 1998 Torino Regione Piemonte 1998. Libro artista Libri oggetto.

  • 2000 Barbieri A cura di, Il libro d’artista in Italia dal 1960 ad oggi. Convegno Modena Istituto Adolfo Venturi, Sala delle Dame, 13 aprile 2000. Libro artista Libri oggetto.

  • Dematteis, G. Maffei, Corpi di poesia Libri e oggetti di poesia concreta, visiva, fonetica. Mostra senza catalogo. Torino, Fiera del Libro, 11 – 15 maggio 2000.

  • Dematteis, G. Maffei, Corpi di poesia Libri e oggetti di poesia concreta, visiva, fonetica. Catalogo della mostra Novi Ligure, Biblioteca Civica, 8 luglio – 10 agosto 2000. Comune di Novi Ligure, Novi Ligure 2000.

  • Marco Bazzini, Editori in galleria Libri d’artista negli anni settanta in Italia. Catalogo della mostra Marliana, Oratorio di S. Antonio, 16 luglio – 27 agosto 2000. Riproposta a Buggiano, Sala delle Conferenze della Biblioteca Comunale, 12 dicembre – 30 dicembre 2000. Pistoia Maschietto & Musolino 2000.

  • Miccini, A. Rimmaudo, Libri d’artista Mantova Editoriale Sometti 2000. Libro artista Libri oggetto.

  • 2003 Maffei A cura di, Il libro d’artista, Milano Edizione Sylvestre Bonnard 2003.

  • Chimirri A cura di, Figurare la parola: editoria e avanguardie artistiche del Novecento nel Fondo Bertini. Catalogo della mostra. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, 16 ottobre 2003 – 31 marzo 2004. Firenze Vallecchi 2003.

  • Gazzotti, Altri volumi libri d’artista dalla collezione Carlo Palli. Catalogo della mostra. Desenzano, Biblioteca Angelo Anelli, 8 – 12 ottobre 2003. Comune di Desenzano, 2003. Libro artista Libri oggetto.

  • 2004 Gazzotti, DeLIBERatamente Il libro d’artista negli anni 60 e 70. Catalogo della mostra. Soncino, Rocca Sforzesca, 19 giugno – 11 luglio 2004. Soncino Edizioni dei Soncino 2004.

  • Moeglin Delacroix, L. Dematteis, G. Maffei, A. Rimmaudo, Guardare, raccontare, pensare, conservare. Catalogo della mostra. Mantova, Casa del Mantegna, 7 settembre – 28 novembre 2004. Mantova Edizioni Corraini 2004. Libro artista Libri oggetto.

  • 2005 Barilli, Il libro d’artista in Emilia Romagna. Mostra senza catalogo. Bologna, Museo Civico Archeologico, 23 – 26 settembre 2005.

  • Antolini, A. d’Alessandri, M. Gazzotti, Libri esplosivi taglienti e luminosi. Avanguardie artistiche e libro tra futurismo e libro d’artista. Un percorso di lettura dall’Archivio Depero e dal Deposito Paolo Della Grazia. Catalogo della mostra. Trento, Biblioteca Comunale, 16 settembre – 15 ottobre 2005. Riproposta a Bolzano, Museion, 8 novembre 2005 – 17 febbraio 2006. Rovereto Nicolodi 2005.

  • Michael Lailach, Printed Matter Die Sammlung Marzona in der Kunstbibliothek. Berlin, Kunstbibliothek Staatliche Museen. 2005. Libro artista Libri oggetto.

  • 2006 Gasparini, C. Panizzi, Foto Grafia, Artisti, libri e fotografia fra il 1960 e il 1980. Mostra senza catalogo. Reggio Emilia, Biblioteca Panizzi, 28 aprile – 20 giugno 2006.

  • Gazzotti, Primo amore La passione di un collezionista 100 libri d’artista dalla raccolta di Paolo Della Grazia. Catalogo della mostra. Bologna, Museo Civico Archeologico, 14 settembre – 15 ottobre 2006. Bologna Damiani 2006.

  • Maffei, M. Picciau, Il libro come opera d’arte The Book as a Work of Art. Catalogo della mostra. Roma, Galleria d’Arte Moderna, 23 settembre – 19 novembre 2006. Mantova Corraini Editore 2006. Libro artista Libri oggetto.

  • 2007 AA,VV. Il libro e l’artista. Numero monografico della rivista Eikon i temi e le idee dell’arte. Numero 3. Bologna Franco Maria Ricci, 2007.

  • Antolini A cura di, Artisti e libri del Novecento, dal libro d’artista al virtuale. Tavola rotonda svolta a Rovereto. Presso Mart Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, 19 ottobre 2006. In Avanguardia rivista di letteratura contemporanea. Numero 34. Rivista quadrimestrale, Roma 2007.

  • Dehò, Children’s Corner Libri d’artista per bambini e ragazzi. Catalogo della mostra. Merano, Kunst Meran O Arte, 29 aprile – 17 giugno 2007. Mantova Corraini Editore 2007.

  • Giorgio Maffei, Libri e documenti Arte Povera 1966-1980, Mantova, Corraini, 2007. Libro artista Libri oggetto.

  • 2008 Maffei, E. De Donno, Libro sensibile la fotografia nel libro d’artista dagli anni ’60 ad oggi. Catalogo della mostra. Foligno, Palazzo Trinci. Spoleto, Galleria Civica Arte Moderna, 27 aprile – 25 maggio 2008. Spoleto Viaindustriae 2008.

  • Gazzotti, Books!. Dagli anni sessanta ad oggi. Libri d’artista dal fondo Liliana Dematteis in deposito al Mart di Trento e Rovereto. Catalogo della mostra. Bologna, Fondazione Del Monte, 17 settembre – 31 ottobre. Cinisello Balsamo. Milano. Silvana Editoriale 2008. Libro artista Libri oggetto.

  • 2009 Maffei Giorgio, De Donno Emanuele, Sol Lewitrt artist’s book, Foligno, Edizioni Viandusitriae, 2009.

  • 2010 Giorgio Maffei, Angela Vertesse, Libri d’artista dalla collezione Consolandi 1919 2009. Milano, Edizioni Charta, 2010.

  • 2011 Anna Moeglin Delcroix Esthétique du livre d’artiste 1960 1980 Paris, Bibiliothéque Nationale de France, 2011.

    Libro artista Libri oggetto.

Il collezionismo dei libri proibiti.

 

 

Libri proibiti o censurati nel Novecento.

 

 

Il Bay Psalm Book è il libro più costoso a mondo.

 

 

I best seller dell’antichità.

 

 

Il libro autografato e la sua collezione.

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Giambattista Bazzoni e il Falco della rupe o la guerra di Musso

BAZZONI GIAMBATTISTA - Falco della rupe o la guerra di Musso. Racconto storico di Giambattista Bazzoni autore del Castello di Trezzo

Giambattista Bazzoni e il Falco della rupe o la guerra di Musso

 

Giambattista Bazzoni è l’autore del romanzo storico intitolato il Falco della rupe o la guerra di Musso.

Un libro antico ambientato nell’alto Lario. Raro da trovare nell’edizione originale.

Un volume che è il desiderio di molti collezionisti di storia locale della regione Lombardia e di opere inerenti il lago di Como.

Giambattista Bazzoni nasce a Novara nel 1803. Muore a Milano 1850. Magistrato, scrittore e patriota.

Figlio di un notaio. Il 12 dicembre 1825 si laureò in legge. Presso l’Università di Pavia.

Diviene magistrato nel 1831. A seguito di questo incarico inizialmente si trasferisce a Gallarate. Cittadina ora in provincia di Varese. In seguito a Bergamo.

Si forma intellettualmente durante il periodo di praticantato. Avvenuto presso lo studio notarile dell’avvocato Dell’Acqua.

Luogo dove viene in contatto con i più importanti letterati dell’epoca.

Ambiente dove ha l’opportunità di consultare i numerosi testi appartenenti alla biblioteca del suo datore di lavoro.

Risale al 1826 l’abilitazione all’insegnamento.

Nello stesso anno compare il suo primo romanzo storico. Intitolato Il castello di Trezzo. Dapprima pubblicato a episodi sulla rivista il Nuovo Ricoglitore e nel 1827 in tomo per i tipi dell’editore milanese Stella.

Il successo arriva con il suo secondo romanzo. Intitolato Falco della rupe o la guerra di Musso.

Consenso che giovò anche al primo scritto. Inizialmente passato inosservato. Da questo momento ripubblicato in numerose edizioni.

Anche questo secondo romanzo compare inizialmente sulle pagine del Nuovo Ricoglitore.

Dove è pubblicato negli anni fra il 1828 e il 1829.

il Falco della rupe o la guerra di Musso è ambientato sul Lago di Como.

In un periodo che inizia nel 1531 e si conclude nel 1532.

Quando Gian Giacomo Medici. il futuro marchese di Melegnano. era un pirata. In lotta al fianco del duca di Milano Francesco Sforza.

Il testo è ricco di particolari di carattere storico geografico.

É preceduto da un’introduzione composta da 24 pagine. Nella quale si trova una significativa definizione del genere del romanzo storico.

All’epoca della pubblicazione il romanzo riscosse un notevole successo.

Tanto che l’autore curò una ristampa nello stesso anno dell’edizione originale, il 1829. Sempre con lo Stella.

Un’altra edizione compare due anni dopo presso i Classici Italiani.

L’episodio storico delle guerre di Musso si compone da una serie di battaglie. Combatture tra Gian Giacomo Medici detto il Medeghino e la repubblica delle Tre Leghe.

Quest’ultima con diversi livelli di sudditanza deteneva il controllo dei contadi di Bormio e Chiavenna.

Nel 1523 il Medeghino ottenne il comando del Castello di Musso. Situato al confine dell’area di influenza delle Tre Leghe. Alleanza che occupava Colico e le Tre Pievi di: Dongo, Gravedona e Sorico.

Il racconto ha come protagonista Falco.

Un leggendario pirata al servizio da Gian Giacomo Medici detto il Medeghino. Il signore di Musso.

Falco è il personaggio principale, è originario di Nesso. Una località situata sulla costa occidentale del triangolo Lariano, il territorio compreso fra i due rami del lago di Como.

Nella trama del romanzo Falco e dei suoi compagni danno vita ad un racconto avvincente.

Nel quale si intrecciano cruente battaglie, tradimenti e la storia d’amore fra Rina e Gabriele.

Il tutto ambientato sugli sfondi incantevoli del paesaggi del Lario.

Questo racconto storico ebbe per tutto il XIX secolo una grande fortuna.

 

Per questa ragione seguirono all’edizione principe numerose altre impressioni a:.

  • Firenze. Presso Giuseppe Veroli e compagno. Nel 1830.
  • Firenze. Presso Giuseppe Veroli e compagno. Successori di Gius. Molini. 1830 – 1831.
  • Firenze. Presso Giuseppe Veroli e compagno. 1831.
  • Milano. Stella. 1831.
  • Napoli. A spese del Nuovo gabinetto letterario. 1834.
  • Novara. Rusconi, 1834.
  • Milano. Libreria di F. Sanvito. 1857.
  • Milano. A. Bettoni. 1868.
  • Como.Tipografia Cavalleri e Bazzi editori. 1894.

Non mancano le edizioni del XX secolo.

Quando nel 1925 si stampa a Como, per i tipi de La Provincia di Como, una terza edizione riveduta.

Il libro riporta al frontespizio la scritta Dono agli abbonati del giornale La Provincia di Como.

La fortuna del romanzo fece si che il Falco della Rupe diviene il nome di uno dei primi vaporetti in servizio sul Lago di Como.

Si narra che al passaggio dell’imbarcazione nei pressi di Nesso dal castello partiva un colpo di cannone a salve. Al quale faceva eco il fischio del natante.

Il Bazzoni fu autore di cinque opere. In ordine cronologico:.

  • Il castello di Trezzo. Milano. Stella. 1827. Il Castello di Trezzo è il primo romanzo scritto da Giambattista Bazzoni.

  • Falco della Rupe o la Guerra di Musso. Milano. Stella. 1829.

  • La bella Celeste degli Spadari. Milano. 1832.

  • Racconti storici Milano. Omobono Manini. 1832.

  • Zagranella o una pitocca del Cinquecento Milano. Pirotta. 1845.

Nell’immagine. Il frontespizio dell’edizione originale del libro intitolato Falco della rupe o la guerra di Musso. Racconto storico di Giambattista Bazzoni.

 Edito a Milano. Presso Ant. Fort. Stella e figli.  Al verso del frontespizio Colle stampe di Giovanni Pirotta. 1829.

In 8° ( 21,8 x 14 cm ) pp. 2nn,319,(1).

Antiporta figurato con una incisione originale stampata da una matrice in rame incisa da G. Terzaghi su disegno di Demarchi.

in Mezza Pelle Coeva. Al dorso in oro autore, parte del titolo e fregi. Tagli spruzzati in azzurro.

Vedi: Parenti. Rarità IV, pag. 156. Parenti. Rarità IV, pag. 156: “Edizione originale, rara”.

OPAC SBN. Codice identificativo IT\ICCU\TO0E\007731. Censisce otto copie.

 

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