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Il ritratto e i ritratti

Il ritratto e i ritratti

Il ritratto e i ritratti.

Il ritratto e i ritratti.

 

Il. ritratto è un genere artistico dove l’autore raffigura e individua il singolo personaggio. La bravura dell’artista si misura nella resa dei tratti fisici e di quelli morali del soggetto o dei soggetti raffigurati.

L’opera può essere realizzata con una grande varietà di tecniche artistiche. Le forme più comuni sono compiute con la pittura, il disegno, la scultura e dall’Ottocento con la fotografia.

Il ritratto non necessariamente deve essere naturalistico, può anche mirare a idealizzare o caricaturare il soggetto.

La raffigurazione può riguardare l’intera persona, in genere raffigurata in piedi, oppure essere ridotta al solo busto o al solo capo. Il ritratto e i ritratti.

Nei secoli scorsi, quelli a noi più vicini, i ritratti più usuali a trovarsi sono dipinti.

I primi rari ritratti si trovano nelle miniature che ornano i codici medioevali.

Solo nel Quattrocento, con il fiammingo Jan van Eych, si afferma il ritratto realistico. Un genere diffuso in tutta Europa che si caratterizza dalla ricerca esasperata del dettaglio. Il ritratto e i ritratti.

È fra il Quattrocento e il Cinquecento la nascita del ritratto allegorico.

Dove il soggetto indossa abiti che richiamano le divinità pagane o mitiche. E’ questo il caso del ritratto di Simonetta Vespucci che troviamo nelle vesti di Flora nella Primavera del Botticelli.

Altre volte l’allegoria avviene con l’aggiunta di motivi simbolici, fra i più usuali i fiori e i teschi.

Il ritratto e i ritratti.

Poco dopo questo periodo Leonardo da Vinci dipinge la Gioconda.

Il più celebre ritratto di tutta la storia dell’arte. Dove il sorriso della Monna Lisa è contemporaneamente realistico ed enigmatico, quasi alla soglia del caricaturale.

Il Seicento trova nel ritratto la sua massima espressione. Un epoca dove il soggetto può essere raffigurato idealizzato o il più possibile aderente al modello. In entrambi l’esito finale rimane sempre volutamente celebrativo.

Il Settecento vede l’affermarsi e il fondersi fra loro di tre tendenze:. L’aulico celebrativa, L’arcadico allegorica e La realistico borghese.

L’Ottocento è per il ritratto un secolo vario. Si apre con personaggi che risentono dell’idealizzazione imposta dal Neoclassismo. Soppiantata dalla nuova interpretazione voluta dal Romaticismo.  Per giungere  a una interpretazione verista esaltante la drammaticità. Quest’ultima è ben visibile nelle opere di artisti quali lo spagnolo Goya, l’inglese Hogard e il francese Gericault.

Il secolo si conclude con gli impressionisti, dove il soggetto è immortalato introdotto nel suo contesto più appropriato. Il ritratto e i ritratti.

 

 

Il furto della Gioconda di Leonardo da Vinci.

Lo scoglio nel mare in pittura.

Il Giappone abitato dalla Kitsune La donna volpe nella leggenda.

Secco Suardo Il restauratore dei dipinti Le vicende editoriali di un manuale Hoepli.

Galli e galline nella tradizione giapponese.

Il ritratto e i ritratti.

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Il furto della Gioconda di Leonardo da Vinci

Il furto della Gioconda di Leonardo da Vinci

Il furto della Gioconda di Leonardo da Vinci.

Il furto della Gioconda di Leonardo da Vinci.

 

La Gioconda è un dipinto realizzato su una tavola di legno di pioppo, misura 93 x 77 cm. Un dipinto da annoverare come uno dei quadri più famosi al mondo.

La Monna Lisa per lungo tempo rimane collocata nel salone Carrè, al museo del Louvre di Parigi. Appesa fra un’opera di Tiziano e un’altra del Correggio. Forse anche per questo sorride.

Lì accoglieva i visitatori che sempre numerosi si fermavano ad ammirarla.

Tutto questo cambia drasticamente il giorno di martedì 22 agosto 1911.

Quando la parete che l’ospitava appare vuota. Mostrando il solo segno grigio, corrispondente al perimetro dell’opera.

La Gioconda era, dal giorno precedente, nelle mani di un ladro d’opere d’arte. l furto della 

Una notizia che data la gravità non poteva passare inosservata, da subito aggravata dall’importanza dell’opera. Proprio per quest’ultima caratteristica, la polizia francese, pensa a un furto su commissione. Vedendo nel mandante un qualche ricco collezionista, in preferenza di provenienza americana. Il furto della Gioconda di Leonardo da Vinci.

L’autore del clamoroso gesto è il varesino Vincenzo Peruggia.

Nato a Dumenza nel 1881 ed emigrato a Parigi, dove si guadagnava da vivere come decoratore di stanze.

Per un breve tempo lavora alla manutenzione dei quadri al Louvre,. Dove è impiegato a ripulir quadri e a ricoprirli con cristalli.

In questo periodo trascorso al museo,. Peruggia conosce il luogo e acquisisce tutte le informazioni che in seguito gli permettono di progettare e mettere in atto il furto. Gioconda di Leonardo da Vinci.

Peruggia nasconde il prezioso Leonardo nella modesta stanza ammobiliata ove viveva, in rue de l’hôpital Saint Louis. Dove la tavola è lì custodita, in un nascondiglio appositamente ricavato in un tavolino. Il furto della Gioconda di Leonardo da Vinci.

La svolta avviene nell’autunno di due anni dopo la ruberia. Quando il Peruggia offre la Monna Lisa all’antiquario fiorentino Alfredo Geri.

La vicenda si conclude il 12 dicembre 1913, quando avviene l’arresto, a Firenze, del Peruggia.

Dall’interrogatorio si scopre che la motivazione del furto è il desiderio di riportare in. Italia almeno uno dei quadri dipinti da artisti italiani ed esposti nel museo francese.

In caso vuole che la Monna Lisa riappaia a Firenze, nella città dove Leonardo la dipinge.

Nell’opinione pubblica si afferma un forte movimento a favore del Peruggia, di solidarietà e si invoca la libertà provvisoria, si raccolgono soldi a suo favore. Ladro si ma gentiluomo, fautore di una azione riparatrice e di un furto patriottico. Il furto della Gioconda di Leonardo da Vinci.

Nonostante tutto questo il Peruggia è condannato alla reclusione per un anno e quindici giorni.

Così si conclude il processo al più famoso ladro d’opere d’arte del Novecento.

La Gioconda, prima del ritorno a Parigi, è esposta agli Uffizi, in seguito a. Villa Borghese, nella sala del Fauno danzante e infine a. Milano, dove è esposta a Brera. In tutti queste sedi la presenza di pubblico è enorme.

In quadro ritorna in Francia il 30 dicembre del 1913, alle ore 20 è consegnato alle autorità francesi presso la dogana di Modane.

L’antiquario Alfredo Geri riceve dalle autorità francesi un compenso in denaro e un’onorificenza ufficiale. Ma da buon professionista, richiede, senza riceverlo, un compenso proporzionale al valore del quadro.

È proprio in questo momento e con questa vicenda che inizia, fra il grande pubblico, la vera celebrità del quadro. Un destino che ancora oggi è più vivo che mai.

D’ANNUNZIO GABRIELE – L’uomo che rubò la Gioconda. Il furto della Gioconda di Leonardo da Vinci.

 

Lo scoglio nel mare in pittura.

 

 

I cataloghi d’arte della Galleria Milano.

 

 

Il Giappone abitato dalla Kitsune La donna volpe nella leggenda.

 

 

Nino Za caricaturista scrittore e mercante d’arte.

 

 

Galli e galline nella tradizione giapponese.

Il furto della Gioconda di Leonardo da Vinci.

 

Nell’immagine:. Francesco De Molfetta, alias DEMO, Mona Kissa,. Olio su tela, 50 x 60 cm, 2008.

Chissà come Vincenzo Peruggia avrebbe reagito davanti a questa Gioconda?. É anch’essa opera di un artista italiano.

Come reagirà il prossimo Peruggia davanti alla Mona Kissa,. Questo lo sapremo quando sarà esposta al Louvre. 

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Lo scoglio nel mare in pittura

Lo scoglio nel mare in pittura

Lo scoglio nel mare in pittura.

Lo scoglio nel mare in pittura.

 

Nella pittura europea il soggetto dello scoglio nel mare deve la sua comparsa e affermazione alle xilografie giapponesi.

Nelle Ukiyo-e questa raffigurazione si presenta con il ruolo del soggetto principale nella composizione artistica.

Le pietre dipinte o stampate dagli artisti giapponesi compaiono come l’unico soggetto del kakemono o della xilografia. Di queste l’artista ne esalta la forma. Questo avviene rappresentando la struttura della roccia in tre chiare dimensioni. Al fine di non farle sembrare morte ma, creando un vivo ritratto.

Esaltandone il corroso e lo strano. Immortalandone il contatto con la superficie dell’acqua.

Dalle raffigurazioni giapponesi questa interpretazione della pietra scaturisce, si afferma e influenza pesantemente le successive opere pittoriche europee di analoga raffigurazione. Lo scoglio nel mare in pittura.

 

Nell’arte europea questo mutamento nel ruolo assunto dallo scoglio avviene agli inizi del Novecento.

In questo periodo i faraglioni, le scogliere frastagliate e le pietre arrotondate assurgono a principale soggetto. Sono raffigurati tutti avvolti dalla spuma e levigati dall’azione dell’acqua. Diventano ritratti a sé stanti.

L’interesse per questo soggetto accomuna pittori impressionisti, simbolisti e aderenti al movimento Liberty. Tutti questi artisti trovano nel nuovo tema dello scoglio una propria ragione d’indagine e d’interesse.

Nelle loro tele gli impressioni raffigurano il contrasto fra il colore scuro dello scoglio e quello luminoso del mare. Arricchendolo con i riflessi della luce sull’acqua e la scomposizione della forma dovuta alla movimento repentino delle onde.

Il simbolismo apprezza la concezione peculiare della popolazione giapponese dello scoglio. Lo scoglio nel mare in pittura.

Pensato come un sito di residenza primigenio, luogo di dimora di santi e divinità. Seguendo questa visione questi artisti dipingono sulla tela degli scogli raggruppati. Dando loro un aspetto minaccioso o incantato. Mirando a enfatizzare la forza presente nell’elemento naturale.

Il Liberty è attratto dalla bizzarria dello scoglio.

Ridotto a elemento grafico e ornamentale. Da impiegare come un motivo ripetitivo nelle più varie occasioni.

Per similitudine, anche il movimento dell’onda diventa un elemento decorativo di questo movimento artistico. Questo ingresso trova origine nella Kōrin Nami o Onda di Kōrin. Una interpretazione delle onde simile agli arabeschi. Elaborata dal pittore Ogata Kōrin 尾形 光琳. Un artista della scuola Rinpa. Nato nel 1658 e deceduto il 20 luglio 1716.

La prima comparsa in pittura dello scoglio nel mare è ben precedente a queste tre correnti.

Nei tempi più remoti il soggetto era impiegato col fine di aumentare la drammaticità della raffigurazione. In questa logica sono da interpretare le scogliere rappresentate nei quadri a soggetto marino. Comparsa che per la prima volta avviene nella pittura del Seicento.

 

I pittori romantici e le successive correnti ottocentesche non disdegnano la raffigurazione dello scoglio ma, questo è presente in funzione di un tema principale. Ancora lo scoglio assume il ruolo di comparsa entro una più ampia composizione.

Lo scoglio nel mare in pittura.

Nell’immagine un paesaggio marino con scogli. Dipinto da Alberto Malaspina. Abile pittore di paesaggio e marine. Nato a Pisa nel 1853. Vissuto e morto a Milano.

Olio su tela. Firmato e datato in basso a sinistra, in nero:. A. Malaspina 1891.

Lo scoglio nel mare in pittura.

Glossario dei termini giapponesi inerenti le stampe giapponesi ukiyoe.

Ukiyo-e Le fluttuanti stampe giapponesi.

Gli incisori delle stampe giapponesi Ukiyo-e.

Le caratteristiche delle silografie Ukiyo-e.

La tecnica delle xilografie Ukiyo-e.

La nascita delle incisioni Ukiyo-e.

Surimono Biglietti augurali dell’antico Giappone.

Utagawa Hiroshige e Toshusai Sharaku.

Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai.

  Lo scoglio nel mare in pittura.

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Libro artista Libri oggetto

Libro artista Libri oggetto

Libro artista Libri oggetto.

9 esempi e 10 note per il Libro d’artista & Libri oggetto &. Artists’ books & Book arts  & Livre d’artiste.

 

Il libro d’artista è una attività creativa ribelle alla definizione. Un universo privo di regole, tanto da comprenderle tutte. Riesce a accettare qualunque dettame. Riunire in un unico vocabolo le più disparate forme d’espressione e assimilare i più distanti movimenti artistici.[1].

Il libro d’artista o i Libri oggetto accomunano sotto questa veste le più variegate manifestazioni d’arte. Ne troviamo:.

  1. Con le pagine in latta litografata e serrate da grandi bulloni. Come quello progettato da Fortunato Depero. Edito, nel 1927, da Dinamo Azari.[2] .

  2. Con un intervento di cancellatura sul testo originale. Realizzato con decisi e ondulati tratti in color nero operati da Emilio Isgrò.[3].

  3. Con la pietra. Modellata a forma di libro. Ad opera di Mirella Bentivoglio. Espediente che permette all’artista due contemporaneità. Di concretizzare la cultura e di ottenere una superficie che diviene il luogo per materializzare delle composizioni di parole e di immagini. Una scrittura agevolata dall’usufruire e dal giocare con le sfumature naturali del materiale.[4].

  4. Con la carta. Di più colori. Di diversa grammatura, piegata, ritagliata e incollata. Come realizza Bruno Munari nella serie dei Libri illeggibili.[5].

  5. Con la carta proveniente da vari giornali. Assemblando fra loro ritagli di parole e immagini. Per ricreare nuove pubblicazioni e inedite storie. Come avviene nei libri Stelio Maria Martini.[6].

  6. Con la carta impressa con le immagini fotografiche e le didascalie. Queste illustrano le 26 stazioni di servizio dislocate lungo la United States Route 66,. Nel tratto compreso da Los Angeles a Oklahoma City. Come ha pubblicato Edward Ruscha nel suo famosissimo libro intitolato Twentysix Gasoline Station.[7].Libro artista Libri oggetto.

  7. Con la carta proveniente delle pagine di un celebre quotidiano londinese. Tagliata in forma di quadrato, con il lato di 2 cm. Poi rilegata a formare un cubo. Dando origine al Daily Mirror Book di Dieter Roth.[8].

  8. Non più con la carta ma sostituendola per le pagine e la rilegatura con il sughero. Per realizzare il libro di Carlo Belloli intitolato Gabbianoteca.[9].

  9. Con la carta ma con la pagina mutila. Come avviene nel libro di Vincenzo Agnetti intitolato Libro dimenticato a memoria.[10]. Libro artista Libri oggetto.

Si potrebbe continuare a lungo. Questo perché il libro d’artista può assumere le forme più imprevedibili. Restando in grado di rispettare con rigidità l’aspetto e la struttura più classica del libro. Spesso assumendo delle peculiarità. Quali:. L’essere edito in un numero esiguo di copie, Con tiratura numerata,. Illustrato con incisioni originali e Costosamente rilegato. Libro artista Libri oggetto.

Germano Celand nel suo articolo intitolato Book as Artwork definisce i libri d’artista come:. Libri quindi che, del libro, mantengono forma e struttura,. Ma che nella sovranità delle intenzioni dell’artista sono opere d’arte.

 

Book as Artwork compare sul primo numero del periodico Data Arte DATA. Rivista internazionale d’arte concettuale. Datata nel settembre 1971. Edita a Milano da Gilberto Algranti.

Libro artista Libri oggetto.

Un libro d’artista deve sempre soddisfare una condizione:. Quella di essere un’opera d’arte di per sé. Libro artista Libri oggetto.

Per compiere questo presupposto si avvale sia del contenuto sia dell’aspetto.

La ragione del suo fascino si trova nell’operato del suo autore. Un artista che con la sua sensibilità realizza una trasmutazione. Trasformando l’oggetto libro in opera d’arte. Libro artista Libri oggetto.

Quando è figurato le illustrazioni devono diventare una parte integrante dell’opera. Non e mai rimanere una mera decorazione del testo. Onde evitare di ricadere nella categoria del libro illustrato.

È da sempre un prodotto editoriale destinato agli addetti ai lavori o ai collezionisti. Privo del colophon. Distribuito in circuiti ristretti. Di difficile reperibilità al momento della stampa e sempre difficoltosa dopo l’esaurirsi della tiratura. Libro artista Libri oggetto.

 

Ti ringrazio per il tempo che hai dedicato alla lettura di questo testo,. Dove le note a piè pagina e il contenuto sono artisticamente scambiati di ruolo. Creando il mio primo articolo d’artista intitolato 9 libri d’artista in 10 note. Libro artista Libri oggetto.

 

 

Libro artista Libri oggetto

 

[1]  Il libro d’artista ha una lunga storia. Tutti i movimenti artistici del diciannovesimo e ventesimo secolo gli hanno dimostrato interesse e prodotto molteplici esempi. Si inizia in Francia con le edizioni figurate edite da Ambroise Vollard e Daniel Henry Kahnweiler. Seguite dai libri italiani e russi pensati da autori futuristi. Dai volumi tedeschi ideati dagli espressionisti. Per giungere a quelli opera del movimento surrealista. Negli anni fra il 1960 e il 1970 i libri d’artista sono realizzati da tutti gli innumerevoli movimenti attivi in quel periodo. Diventano un mezzo che accomuna tutto il panorama artistico. Non perdendo vitalità raggiungono i nostri giorni e ben vitali sono pronti a superarli. Libro artista Libri oggetto.

[2]  Fortunato Depero. Fondo, Trento 30 marzo 1892 – Rovereto, 29 novembre 1960. É l’autore del Depero futurista o Libro bullonato. Un volume edito per promuovere in contemporanea l’attività artistica di Fortunato Depero e quella editoriale della casa editrice Dinamo Azari. É composto da 234 pagine metalliche. Riunite con due bulloni in alluminio. Una rilegatura pensata per rendere possibile lo smontaggio e il rimontaggio del libro a secondo del volere del lettore. Libro artista Libri oggetto.

[3] Emilio Isgrò. Alla Biennale di Venezia del 1964 e in precedenza in numerose gallerie d’arte espone dei libri d’artista. Nei quali il suo intervento consiste nella cancellazione di intere righe o di singole parole del testo stampato sul libro e pensato dall’autore. Questo per modificare l’opera originale. Rendendola illeggibile e dando un nuovo senso alle parole del testo. 

[4] Mirella Bentivoglio. Klagenfurt, Austria 28 marzo 1922 – Roma, 22 marzo 2017. Usa come mezzo d’espressione la pietra. Modellata il più delle volte a forma di libro, a raffigurazione della cultura. Ha realizzato diversi libro scrittura. Per esempio: l’Ultima poesia al cielo, del 1975. Nel quale la venatura dell’onice diventa nuvola. A Edgar Allan, del 1983. Dove alla parola Poem (Poesia) perde la lettera finale, la m. Facendo comparire Poe, cognome dello scrittore a cui è dedicato il libro. Libro artista Libri oggetto.

[5] I libri illeggibili di Bruno Munari. Milano, 24 ottobre 1907 – Milano, 29 settembre 1998. Sono volumi dove il testo è assente e sostituito da una storia visiva. In questa situazione allo stampato viene a mancare la sua prima ragione di esistere. Si perde anche il frontespizio e il colophon. La carta della pagina diviene il testo. Mutamento permesso attraverso la modulazione del formato e del colore, giocando con tagli e alternanze. Libro artista Libri oggetto.

Questa produzione vede numerosi esempi. Alcuni dei quali prodotti in un unico esemplare. Inizia nel 1949. L’anno nel quale questi libri d’artista sono esposti a Milano, presso la libreria Salto. 

I libri illeggibili ideati da Bruno Munari del volume propongono la sola funzione estetica. Questa è ben evidenziata dal più noto fra questi. Intitolato An Unreadable. Pubblicato nel 1953. A cura di Pieter Brattinga. Nella collana Quadrat Blatter o Quadrat Print. Edito in 2000 copie fuori commercio. Stampato in Olanda, a Hiversium, dalla Steendrukkerij de Jong & Co. Il formato è in 8° quadrato (25 x 25 cm). Composto da [36] pagine tagliate. Realizzate nei colori bianco e rosso. Libro artista Libri oggetto.

[6] Questa tecnica è battezzata romanzo collage. Stelio Maria Martini, Ancona, 13 gennaio 1934 – Caivano, Napoli 1º marzo 2016. Nel 1962 con questo metodo ideò due libri. Il primo è Schemi. Unopera composta da 14 collage. Il secondo è Neurosentimental. Realizzato nel 1963 e pubblicato nel 1974. É un romanzo ad immagini, il primo di questo genere in Italia. Neurosentimental è riedito nel 1983. Libro artista Libri oggetto.

[7]  Edward Joseph Ruscha. Omaha, Nebraska 16 dicembre 1937. Pittore e fotografo. Twentysix Gasoline Station è il suo primo libro d’artista. É una delle prime sperimentazioni di questa tipologia diventandone un basilare esempio. L’edizione originale reca al frontespizio la data 1962. In realtà è impressa nel 1963, in 400 copie numerate. Alla copertina anteriore troviamo il titolo. Questo è stampato in rosso, su tre linee separate. Il volume è composto da 48 pagine. Si presenta in una veste non particolarmente curata nella stampa e nell’estetica. Questo per accentuarne la severità. Ben puntualizzata e identificabile dalle ridotte dimensioni: 17.9 x 14.0 cm. Libro artista Libri oggetto.

Il libro si compone di 26 immagini fotografiche stampate in bianco e nero. Le foto forniscono una rappresentazione della quotidianità. Un argomento comune con le coeve esperienze della Pop art. Libro artista Libri oggetto.

L’importanza di questo libro non è da ricercare nei soggetti raffigurati nelle immagini fotografiche. Il suo valore risiede nella affermazione di un nuovo modo di fare arte. Questa inedita visione, in contemporanea, ha un concreto risconto sul concetto di libro e di opera d’arte. Libro artista Libri oggetto.

Twentysix Gasoline Station ha una seconda edizione. in 500 copie. Pubblicata nel 1967. Una terza edizione. In 3000 copie, nel 1969. Entrambe non numerate. La biblioteca nazionale degli Stati Uniti d’America o Library of Congress rifiuta l’edizione originale del libro. Per questa ragione la Tate Library dispone solo di una copia in terza edizione. Libro artista Libri oggetto.

Twentysix Gasoline Station è il capostipite di una serie di libri di ideati da Ruscha. Tutti contenenti una raccolta di fotografie su un tema specifico. Dichiarato nel titolo stampato sulla copertina. Libro artista Libri oggetto.

[8]  Dieter Roth. Hannover, Germania 21 aprile 1930 – Basilea, Svizzera 5 giugno 1998. Poeta, artista e tipografo. Il Daily Mirror Book è un libro d’artista realizzato nel 1961. Creato assemblando in forma di libro porzioni quadrate tratte dai fogli dell’omonimo giornale. La riunione di materiali inusuali al fine di creare la forma di un libro è una delle caratteristiche del lavoro di Roth. Produzione che parte dall’analisi della struttura dell’oggetto libro e dei suoi elementi costitutivi. Da concretizzare con la realizzazione di un’opera unica o di multipli ad alta tiratura. Libro artista Libri oggetto.

Il Daily Mirror Book ha un primato. É il più piccolo libro pubblicato nel ventesimo secolo. Little Tentative Recipe è un secondo esempio di libro di forma cubica e in miniatura. Misura 8,8 x 8,8 x 8,8 cm. Creato nel 1969. Realizzato inserendo in una scatola delle stampe offset a colori. In origine il contenitore racchiudeva delle bustine di tè. Libro artista Libri oggetto.

[9]  Carlo Belloli. Milano, 9 aprile 1922 – Torino, 29 ottobre 2003. Poeta e critico d’arte. Autore del libro d’artista intitolato Gabbianoteca, un poema galleggiante. Stampato nel 1952, a Milano, per i tipi delle Monoedizioni dell’Elfo. É un testo di letteratura sperimentale. Presentato da Francesco Flora al Circolo Filologico Milanese. É interamente realizzato in sughero. Ua scelta che gli conferisce la capacità di galleggiare. Creato in un unico esemplare. É di proprietà dell’autore ed escluso, sempre per volere dell’autore, dalla vendita. Libro artista Libri oggetto.

[10]  Vincenzo Agnetti. Milano, 14 settembre 1926 – Milano, 1º settembre 1981. Artista, scrittore e poeta. Esponente dell’arte concettuale. Il Libro dimenticato a memoria è realizzato nel 1969. É un’opera che raffigura un libro aperto. Dove la parte centrale di tutte le pagine è rimossa. Lasciando della pagina solo i margini bianchi. Questo a significare che solo dimenticando si può iniziare a riapprendere. Un esempio di come la rielaborazione della struttura di un libro diventa un esempio di arte concettuale. Libro artista Libri oggetto.

 

Nell’immagine:. Il libro d’artista ideato da Michelangelo Pistoletto. Intitolato Le ultime parole famose 1967. Edizione in 60 esemplari.

Libro artista Libri oggetto.

In ordine cronologico le principali mostre e una breve bibliografia del libro d’artista dal XIX secolo sino al contemporaneo. Libro artista Libri oggetto.

 

  • 1971 Celant, Book as artwork, Data Arte DATA. Rivista internazionale d’arte concettuale. Numero 1. Milano settembre 1971. Libro artista Libri oggetto.

  • 1972 Barilli, D. Palazzoli, Il libro come luogo di ricerca. Catalogo della mostra Venezia, Biennale internazionale d’Arte 11 giugno – 1° ottobre 1972. Venezia XXXVI Biennale internazionale d’Arte 1972.

  • Palazzoli, I denti del drago e le trasformazioni della pagina e del libro. Catalogo della mostra Milano, L’uomo e l’arte, giugno – luglio 1972. Milano L’uomo e l’arte 1972. Libro artista Libri oggetto.

  • 1977 Celant, Offmedia Nuove tecniche artistiche video, disco, libro. Bari Dedalo 1977. Libro artista Libri oggetto.

  • 1978 Caruso, E. Miccini, M. Nannucci, Formato lib(&)ro. Catalogo della mostra Firenze, Fortezza da Basso, 7-15 gennaio 1978. Firenze 1978.

  • AA.VV. – Legg Lucia A cura di, Sol Lewitt, New York, The Museum of Modern Art, 1978. Libro artista Libri oggetto.

  • 1979 Caruso, E. Miccini, M. Nannucci, Artists’ Books Cento libri d’artista. Catalogo della mostra. Firenze Biennale internazionale della grafica d’art. Palazzo Strozzi. Firenze 1979. Libro artista Libri oggetto.

  • 1980 Miccini, Sarenco, F. Verdi, Liber Pratica internazionale del libro d’artista. Verona Factotum art. 1980. Libro artista Libri oggetto.

  • 1981 AA.VV. Il libro figurato d’autore Esemplari della Biblioteca Comunale di Milano. Con testo di Franco Passoni,. Da Parallèlement di Verlaine nasce il libro figurato d’autore. Electa 1981. Libro artista Libri oggetto.

  • 1985 Bentivoglio, Il non libro Bibliofollia ieri e oggi in Italia. Catalogo della mostra Palermo, Biblioteca Centrale, 24 gennaio – 20 febbraio 1985. Roma De Luca Editore 1985. Libro artista Libri oggetto.

  • 1989 Caruso, Far Libro Libri e pagine d’artista in Italia. Catalogo della mostra Firenze Casermetta del Forte Belvedere, 19 aprile – 20 giugno 1989. Firenze Centro Di 1989. Libro artista Libri oggetto.

  • Christopher Cordes, Bruce Nauman Prints 1970-1989. A Catalogue raisonné. With the assistance of Debbie Taylor. Essay by John Yau Published. In conjunction with exhibitions at the Lorence Monk Gallery and Castelli Graphics. New York. Sept. Oct. 1989,. And the Donald Young Gallery, New York. Castelli Graphics, New York. Lorence Monk Gallery, Chicago. Donald Young Gallery 1989. Libro artista Libri oggetto.

  • 1990 Sol Lewitt, Books 1966 – 1990, Frankfurt A. M.  Koln, Portikus  Verlag der Buchhandlung Walther Konig, 1990. Libro artista Libri oggetto.

  • 1991 Gino, E. Zanella, Pagine e dintorni Libri d’artista. Rassegna internazionale. Catalogo della mostra Gallarate, Civica Galleria d’Arte Moderna. Comune di Gallarate 1991. Libro artista Libri oggetto.

  • 1993 Ralph Jentsch, I libri d’artista italiani del Novecento Collana archivi del xx secolo Torino Allemandi 1993. Libro artista Libri oggetto.

  • 1994 Barni, A Soldaini, Di carta e d’altro Libri d’artista. Catalogo della mostra Prato, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, 3-30 giugno 1994. 

  • 1998 Dematteis, G. Maffei, Libri d’artista in Italia 1960 1998 Torino Regione Piemonte 1998. Libro artista Libri oggetto.

  • 2000 Barbieri A cura di, Il libro d’artista in Italia dal 1960 ad oggi. Convegno Modena Istituto Adolfo Venturi, Sala delle Dame, 13 aprile 2000. Libro artista Libri oggetto.

  • Dematteis, G. Maffei, Corpi di poesia Libri e oggetti di poesia concreta, visiva, fonetica. Mostra senza catalogo. Torino, Fiera del Libro, 11 – 15 maggio 2000.

  • Dematteis, G. Maffei, Corpi di poesia Libri e oggetti di poesia concreta, visiva, fonetica. Catalogo della mostra Novi Ligure, Biblioteca Civica, 8 luglio – 10 agosto 2000. Comune di Novi Ligure, Novi Ligure 2000.

  • Marco Bazzini, Editori in galleria Libri d’artista negli anni settanta in Italia. Catalogo della mostra Marliana, Oratorio di S. Antonio, 16 luglio – 27 agosto 2000. Riproposta a Buggiano, Sala delle Conferenze della Biblioteca Comunale, 12 dicembre – 30 dicembre 2000. Pistoia Maschietto & Musolino 2000.

  • Miccini, A. Rimmaudo, Libri d’artista Mantova Editoriale Sometti 2000. Libro artista Libri oggetto.

  • 2003 Maffei A cura di, Il libro d’artista, Milano Edizione Sylvestre Bonnard 2003.

  • Chimirri A cura di, Figurare la parola: editoria e avanguardie artistiche del Novecento nel Fondo Bertini. Catalogo della mostra. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, 16 ottobre 2003 – 31 marzo 2004. Firenze Vallecchi 2003.

  • Gazzotti, Altri volumi libri d’artista dalla collezione Carlo Palli. Catalogo della mostra. Desenzano, Biblioteca Angelo Anelli, 8 – 12 ottobre 2003. Comune di Desenzano, 2003. Libro artista Libri oggetto.

  • 2004 Gazzotti, DeLIBERatamente Il libro d’artista negli anni 60 e 70. Catalogo della mostra. Soncino, Rocca Sforzesca, 19 giugno – 11 luglio 2004. Soncino Edizioni dei Soncino 2004.

  • Moeglin Delacroix, L. Dematteis, G. Maffei, A. Rimmaudo, Guardare, raccontare, pensare, conservare. Catalogo della mostra. Mantova, Casa del Mantegna, 7 settembre – 28 novembre 2004. Mantova Edizioni Corraini 2004. Libro artista Libri oggetto.

  • 2005 Barilli, Il libro d’artista in Emilia Romagna. Mostra senza catalogo. Bologna, Museo Civico Archeologico, 23 – 26 settembre 2005.

  • Antolini, A. d’Alessandri, M. Gazzotti, Libri esplosivi taglienti e luminosi. Avanguardie artistiche e libro tra futurismo e libro d’artista. Un percorso di lettura dall’Archivio Depero e dal Deposito Paolo Della Grazia. Catalogo della mostra. Trento, Biblioteca Comunale, 16 settembre – 15 ottobre 2005. Riproposta a Bolzano, Museion, 8 novembre 2005 – 17 febbraio 2006. Rovereto Nicolodi 2005.

  • Michael Lailach, Printed Matter Die Sammlung Marzona in der Kunstbibliothek. Berlin, Kunstbibliothek Staatliche Museen. 2005. Libro artista Libri oggetto.

  • 2006 Gasparini, C. Panizzi, Foto Grafia, Artisti, libri e fotografia fra il 1960 e il 1980. Mostra senza catalogo. Reggio Emilia, Biblioteca Panizzi, 28 aprile – 20 giugno 2006.

  • Gazzotti, Primo amore La passione di un collezionista 100 libri d’artista dalla raccolta di Paolo Della Grazia. Catalogo della mostra. Bologna, Museo Civico Archeologico, 14 settembre – 15 ottobre 2006. Bologna Damiani 2006.

  • Maffei, M. Picciau, Il libro come opera d’arte The Book as a Work of Art. Catalogo della mostra. Roma, Galleria d’Arte Moderna, 23 settembre – 19 novembre 2006. Mantova Corraini Editore 2006. Libro artista Libri oggetto.

  • 2007 AA,VV. Il libro e l’artista. Numero monografico della rivista Eikon i temi e le idee dell’arte. Numero 3. Bologna Franco Maria Ricci, 2007.

  • Antolini A cura di, Artisti e libri del Novecento, dal libro d’artista al virtuale. Tavola rotonda svolta a Rovereto. Presso Mart Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, 19 ottobre 2006. In Avanguardia rivista di letteratura contemporanea. Numero 34. Rivista quadrimestrale, Roma 2007.

  • Dehò, Children’s Corner Libri d’artista per bambini e ragazzi. Catalogo della mostra. Merano, Kunst Meran O Arte, 29 aprile – 17 giugno 2007. Mantova Corraini Editore 2007.

  • Giorgio Maffei, Libri e documenti Arte Povera 1966-1980, Mantova, Corraini, 2007. Libro artista Libri oggetto.

  • 2008 Maffei, E. De Donno, Libro sensibile la fotografia nel libro d’artista dagli anni ’60 ad oggi. Catalogo della mostra. Foligno, Palazzo Trinci. Spoleto, Galleria Civica Arte Moderna, 27 aprile – 25 maggio 2008. Spoleto Viaindustriae 2008.

  • Gazzotti, Books!. Dagli anni sessanta ad oggi. Libri d’artista dal fondo Liliana Dematteis in deposito al Mart di Trento e Rovereto. Catalogo della mostra. Bologna, Fondazione Del Monte, 17 settembre – 31 ottobre. Cinisello Balsamo. Milano. Silvana Editoriale 2008. Libro artista Libri oggetto.

  • 2009 Maffei Giorgio, De Donno Emanuele, Sol Lewitrt artist’s book, Foligno, Edizioni Viandusitriae, 2009.

  • 2010 Giorgio Maffei, Angela Vertesse, Libri d’artista dalla collezione Consolandi 1919 2009. Milano, Edizioni Charta, 2010.

  • 2011 Anna Moeglin Delcroix Esthétique du livre d’artiste 1960 1980 Paris, Bibiliothéque Nationale de France, 2011.

    Libro artista Libri oggetto.

Il collezionismo dei libri proibiti.

 

 

Libri proibiti o censurati nel Novecento.

 

 

Il Bay Psalm Book è il libro più costoso a mondo.

 

 

I best seller dell’antichità.

 

 

Il libro autografato e la sua collezione.

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I Sacri monti arte e storia

I Sacri monti arte e storia

I Sacri Monti luoghi di storia arte e religione.

I Sacri Monti sono dei luoghi dove convivono la storia l’arte e la religione.

Sono dei complessi religiosi caratterizzati da un percorso di devozione ambientato in un paesaggio di grande bellezza e suggestione.

Quando il Sacro Monte è costruito sulla cresta di un rilievo assume uno sviluppo il più possibile visibile da entrambi i lati dell’altura.

Nei Sacri Monti l’arte e la religione sono strettamente collegate.

Sono composti dallo snodarsi di una serie di edifici. Ricchi di immagini pittoriche e scultoree che con dovizia di particolari illustrano il tema sacro prescelto per il luogo.

I temi più frequenti sono:

  • La passione di Gesù. Come al Sacro Monte di Domodossola.

  • La vita della Vergine, a Oropa, Crea e Ossuccio.

  • I misteri del Rosario, a Varese o della Trinità, a Ghiffa.

  • La vita di alcuni Santi. Per esempio San Francesco d’Assisi nel Sacro Monte di Orta. 

Alle cappelle dei Sacri Monti decorate con l’arte che parla di religione si aggiungono chiese e santuari. Degli edifici capaci di ospitare i pellegrini.

Questi complessi architettonici sono edificati tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo.

I Sacri Monti sono nati per offrire ai pellegrini un’alternativa più sicura e veloce, meno onerosa e avventurosa rispetto al viaggio verso la Terra Santa. I Sacri monti arte e storia.

Convogliano il desiderio del sacro dei viandanti verso mete che non né mettevano a repentaglio la vita e né spogliavano la borsa.

Permettono di acquisire un’indulgenza analoga a quella guadagnata con il pellegrinaggio verso Gerusalemme.

Inaugurano una nuova pratica devozionale. Quella del recarsi verso un santuario. Come nuova regola che sostituisce ed eguaglia quella che si compie dirigendosi in Terra Santa.

Questa identificazione è ben rappresentata nel caso del Sacro Monte di Varallo in Valsesia. Dove sulla cima della collina incontriamo una rievocazione della città di Gerusalemme. I Sacri monti arte e storia.

Questo spazio religioso valsesiano è nato per opera del Beato Bernardino Caimi.

É ideato al suo ritorno dalla Terra Santa. Con il fine di ricreare i luoghi santi della Palestina.

Nel corso di due secoli si sono edificati circa cinquanta edifici. Fra questi vi sono le 43 cappelle che raffigurano scene della vita di Gesù e di Maria.

La trentottesima cappella è quella della Crocifissione. Probabile opera di Gaudenzio Ferrari.

Quello di Varallo è l’unico fra i Sacri Monti che permette l’ingresso del visitatore all’interno di alcune cappelle. Accogliendoli in uno spazio coperto posto prima della figurazione.

In tutti gli altri le raffigurazioni religiose sono visibili ai pellegrini solo dall’esterno e tramite grate.

La gran parte dei Sacri Monti sono situati in Piemonte e Lombardia, tanto da poter parlare di un sistema dei Sacri Monti prealpini. I Sacri monti arte e storia.

Da qui ci si spinge in Svizzera, nel Canton Ticino. Dove nel distretto di Locarno nel comune di Orselina è edificato il Sacro Monte del santuario della Madonna del Sasso.

L’ampio sviluppo in queste località di luoghi di devozione è dovuto alla vicinanza di quelle terre a quelle di religione protestante.

L’opera e lo spirito di San Carlo Borromeo e il clima instaurato dalla Controriforma cercano anche con queste costruzioni di esorcizzare quella pericolosa presenza.

Questo non esclude la presenza o la testimonianza di queste architetture sacre in tutta Italia e in Europa.

A seguito della Riforma protestante numerosi edifici devozionali sono distrutti. Questo avviene perché edificati nei territori che vivono lo scisma. I Sacri monti arte e storia.

Su questo punto è significativa la lettura delle considerazioni di Samuel Butler. Pubblicate nelle pagine del suo libro: Alps and Sanctuaries of Piedmont and the Canton Ticino.

Il volume è un appassionato e interessante diario di viaggio pubblicato nel 1881.

La traduzione italiana: Alpi e santuari, viaggio curioso di un grande scrittore inglese tra valli, campanili e tradizioni. A cura di Pier Francesco Gasparetto. Casale Monferrato. Piemme. 1991.

Lo scrittore inglese era solito trascorrere le vacanze estive in Italia. I Sacri monti arte e storia.

Pubblica nel 1888. Un altro studio di argomento simile. Intitolato: Ex voto An account of the Sacro Monte or new Jerusalem at Varallo Sesia. With some notice of Tabachetti’s remaining work at the sanctuary of Crea.

Nel libro descrive gli affreschi di Gaudenzio Ferrari visibili a Varallo Sesia.

La traduzione italiana: Ex voto studio artistico sulle opere d’arte del S. Monte di Varallo e di Crea. A cura di Angelo Rizzetti. Novara. Tipolitografia Dei Fratelli Miglio. 1894

L’affermarsi dei Sacri Monti permette la nascita un’ampia schiera di maestranze specializzate nella realizzazione degli apparati decorativi tipici di questi luoghi. I Sacri monti arte e storia.

Pittori, scultori e artigiani che passando da un cantiere all’altro.

Codificano e trasportano la loro competenza artistica e tecnica da un Sacro Monte all’altro. In qualche modo standardizzandone l’esecuzione e gli elementi di abbellimento.

Tutti i Sacri Monti sono caratterizzati da cappelle con una decorazione plastica e pittorica di intenso intento teatrale.

Internamente si trovano scene composte da statue in grandezza reale. Circondandole di giochi prospettici e ambientandole in ambienti naturali affrescati alle pareti.

Tutte le figure sono abilmente ordinate. Calate nella realtà del quotidiano.

In alcuni casi vestendole con abiti confezionati in tessuto e facendole interagire con oggetti presi e appartenerti alla vita di ogni visitatore.


Per dirlo con le parole di Samuel Butler,  durante la sua visita al Sacro Monte di Varese.

Guardammo attraverso la grata la prima cappella, oltre l’arco, con un’Annunciazione. La Vergine ha un vero lavabo, con catino e brocca e un pezzo di sapone vero. Le pantofole sono disposte in bell’ordine sotto al letto.

L’UNESCO ha inserito alcuni di questi luoghi fra i patrimoni dell’umanità.

Alcuni Sacri Monti si caratterizzano per la presenza nel luogo di culto di raffigurazioni di Madonne Nere. I Sacri monti arte e storia.

Queste immagini sono considerate fra le figure più sacre della chiesa cattolica.

Sono rappresentazioni della Vergine Maria dove il volto ha un colorito scuro, a volte anche nero.

Le opere sono tradizionalmente attribuite all’operato dell’evangelista e apostolo San Luca che per l’occasione smette gli abiti da medico per indossare quelli d’artista.

La leggenda afferma che il Vescovo di Vercelli di ritorno dalla Terra Santa portò con sé due sculture e un ritratto della Vergine. Tutti eseguiti dall’evangelista Luca. Diffodendone il culto.

Sant’Eusebio è il Vescovo di Vercelli. Interessante è notare che la città di Vercelli è posta lungo la Via Francigena.

La tradizione vuole le due statue sono ora venerate in Piemonte nei santuari dei Sacri Monti di Oropa e di Crea.

Un altro Sacro Monte con una Madonna Nera è quello di Varese. I Sacri monti arte e storia.

La statua lignea è custodita in una teca realizzata nel Settecento. Posta nel santuario di Santa Maria del Monte sopra Varese, punto d’arrivo del cammino che si snoda lungo le cappelle.

Il percorso vuole introdurre il pellegrino ai misteri del Rosario.

Questi sono:. I Misteri Gaudiosi esemplificati dalla prima alla quinta cappella. I Misteri Dolorosi dalla sesta alla decima cappella. Infine i Misteri Gloriosi dalla undicesima alla quattordicesima.

Una quindicesima cappella diviene il santuario. Luogo dove la Madonna nera assurge al ruolo di Vergine Assunta in cielo. L’ultimo mistero del Sacro Rosario.

Non tutti i progetti di Sacri Monti pensati ebbero compimento. I Sacri monti arte e storia.

Sul lago Maggiore ad Arona in provincia di Novara si progettò un Sacro Monte in onore di San Carlo Borromeo.

Il progetto prevedeva un percorso composto da quindici cappelle dedicate alla vita del santo.

Tragitto che avrebbe portato il pellegrino ai piedi di una colossale statua del santo e a una chiesa.

L’opera ideata dal padre oblato Marco Aurelio Grattarola si concluse con  la realizzazione incompleta di tre sole cappelle.

Poco valse l’entusiastica approvazione del cardinale Federico Borromeo. Cugino di Carlo. Arcivescovo di Milano.

Il cardinale Federico Borromeo posa nel luglio del 1614 la prima pietra per la costruzione della chiesa Maggiore.

Nel 1616 a Graglia in provincia di Biella il parroco don Nicola Velotti ideò il progetto per la realizzazione di un monumentale Sacro Monte. Da costruire nell’attuale frazione santuario. I Sacri monti arte e storia.

Pensato composto da 100 cappelle. Dedicate a svariati temi biblici. Disposte lungo il percorso che partendo dal centro abitato porta al Colle San Carlo.

La Cappella dedicata alla Santa Casa di Nazareth è edificata nel 1617. Un luogo che da subito divenne dispensatore di grazie ai devoti.

Si riuscì a costruire poco altro. In fine si optò per la realizzazione di un imponente Santuario.

L’edificio sacro è un progetto dell’ingegnere militare di corte Pietro Arduzzi.

Dedicato alla Madonna Nera e collegato al culto della Nostra Signora di Loreto nelle Marche.

I lavori iniziarono nel 1658 e terminarono nel 1769.

Entrando nel Santuario, in fondo, sulla sinistra, in prossimità del presbiterio, si trova la cappella dedicata alla venerazione della Madonna Nera. Questo locale è edificato rispettando le esatte misure della Santa Casa di Loreto.

La statua è una fedele copia di quella presente a Loreto. Regge sulla sinistra il Bambino Gesù che benedice e sorregge il mondo.

Nel 1620 un anonimo scultore torinese la scolpì in legno di pioppo.

In ingresso alla cappella è appeso un quadro. Raffigura la processione che si svolse a Graglia per ringraziare per la liberazione dalla peste del 1717.

Le opere realizzate per la Cappella della natività sono ora collocate all’interno. Nella vicinanza dell’ingresso. Sulla destra.

All’esterno si trovano i resti della Cappella della presentazione e dell’Adorazione dei Magi.

Poco distante si trova Sordevolo. Una località dove dal 1816, a scadenza quinquennale, si assisteste alla rappresentazione della Passione di Cristo.

 

 

Il Sacro Monte sopra Varese.

 

ALBUM RICORDO – Santuario di Santa Maria del Monte Sopra Varese.

 

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